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JUVETORO n. 10 Juve Roma bassa.pdf


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L'Analisi

Serata insidiosa in compagnia degli eredi di Romolo e... Turone!
M

eno volgare di un palio con i pony neo borbonici; velenosa, ma non
quanto un giro di giostra
con la Virgobiscia, la serata
alla vaccinara in compagnia
degli eredi di Romolo e...
Turone rischia, paradossalmente, di essere la più insidiosa del morente girone
d'apertura del torneuccio
peninsulare. Se la potenziale minaccia si tramuterà
in un reale pericolo, lo stabilirà il campo, ma solo in
seconda istanza, giacché,
quanto sarà dato constatare, dipenderà molto dalla
parte in cui si abbasserà la
bilancia in settimana. Tra il
rispetto e l'eccessivo timore
corre, molto più in fretta di
Khedira, parecchia differenza, e un atteggiamento improntato a soverchia
prudenza potrebbe svelarsi
ancora una volta penalizzante, maldestro e svilente
la natura di una rosa che
vanta i petali più profumati
dell'italico giardinetto. Cionondimeno, il dubbio che
l'ospitata sia allestita, come
sempre quando l'asticella
si alza un pochetto, a base
di Imodium, è ben lungi dal

lasciarsi fugare. Sarebbe un
peccato, l'ennesimo, ma ben
sappiamo che, come recita
l'incipit di un noto brano del
duo Mina/Celentano, “Semplici e un po' banali io direi
quasi prevedibili e sempre
uguali son fatti tutti così...”
gli appuntamenti più significativi di nostra Signora del
Serenissimo, e sarebbe un
esercizio estremamente spericolato attenderseli diversi.
Eppure, a dispetto di tutte le
evidenze, sperare di rivedere la stessa Juve (magari in
formazione riveduta, corretta e migliorata secondo logica e talento) che al Renato
Dall'Ara ha spadroneggiato
come sempre si vorrebbe
perché è nelle sue corde,
specialmente al cospetto di
una concorrenza che per
quanto si arrabatti mal camuffa l'appartenenza ai
ceti più disagiati, dovrebbe
essere la cosa più naturale
del mondo anziché un avvenimento. Dopo ben 25 apparizioni ufficiali (quasi metà
stagione...), la condizione
atletica appare finalmente
in crescendo e il ripristino
della modulazione compendiante due centrocampisti

di ruolo oltre l'alemannotunisino (una sorta di rotatoria stradale che obbliga a
rallentare e girarci intorno)
ha innervato nella squadra
certezze date per smarrite,
consentendo una protezione
più adeguata del reparto difensivo e consegnando agli
abitanti delle terre più alte
maggior libertà di inventare
giocate in proprio, dato che
per difetto di schemi offensivi non hanno uno spartito da
interpretare. Il tutto, a beneficio di un ritrovato equilibrio tradotto in una solidità
complessiva scevra di inopportune ricreazioni in corso
d'opera; affatto casualmente, infatti, le prestazioni in-

dividuali dei difendenti denunciano una confortante
lievitazione, e ancor meno
fortuita è diventata l'incidenza di Miralem Pjanic sul
destino delle partite, tant'è
che il senso euclideo del
bosniaco è in costante progresso; se, adeguatamente
affiancato, riuscirà a pensare con superiore velocità
a un calcio più verticale e
di lunga gittata, il collettivo guadagnerà un tempo di
gioco e lui si evolverà presto
da regista di cortometraggi a direttore artistico di
“filmoni”. C'è chiaramente
ancora molto da smussare,
raffinare ed evitare, a esempio: le piaghe da decubito

inflitte al miglior giocare
del torneo dal follower di
mr. Muscolo. Quella parte
di critica iscritta all'”Ordine
dei Cavalieri dello Stuoino”
attribuirà il merito della
bella prestazione sfoderata
dalla Joya nel Trofeo Tim
alle panchine cui l'ha obbligato il capobastone, perché
totalmente allineata all'exit
strategy cogitata per indurre la tifoseria meno smagata
ad accogliere benevolmente,
quasi con sollievo, la monetizzazione di una plusvalenza che con mesi d'anticipo
già brilla nello sguardo di
un certo dirigente; in realtà, Paulino Dybala non è un
gaudente scapigliato amante delle artificiali luci notturne, ma solo il progetto
avanzato di un fuoriclasse
che vorrebbe giocare come
il talento consegnatogli dalle muse del pallone imporrebbe: nei paraggi dell'area
ostile, per far danni o contribuire a crearli, e non in
una posizione che declassa
le sue fibre di pura seta a
volgare iuta. Valga a esempio la rete grazie alla quale
l'approdo ai quarti di finale
della coppetta nazionale si è

risolto in una scaramuccia
da cortile. In ordine al resto,
ove si intenda per tale un
vero adeguamento globale
alle esigenze del calcio che
conta e paga bene, quanto
finora dimostrato entro il
confine è ancora Pochettino.
Dulcis in fundo e come ampiamente previsto, ma non
sussistevano perplessità al
riguardo già dal giorno in
cui il padrone del vapore si
è schierato inequivocabilmente al fianco del cugino,
l'assurda inibizione comminata al Presidente Agnelli è
evaporata del tutto, delegittimando prepotentemente
le richiesta avanzata dallo
squallido personaggio a
capo della Procura Federale. Per festeggiare il Santo
Natale al meglio, ora manca soltanto un'autorevole e
convincente addomesticamento della lupa capitolina.
I reciproci stati di forma,
fisica e mentale, inducono
un fondato ottimismo sulla buona riuscita dell'operazione, anche se la palla
continua a esser rotonda e a
dispetto di chi si prodiga per
renderla spigolosa... Augh.
Ezio Maletto