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JUVETORO n. 11 Juve Tottenham bassa .pdf



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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VIII - N. 11 - 13 FEBBRAIO 2018 - Copia omaggio
Il Punto

Squadra Ospite

Panoramica Champions

Accadde Il...

Test da affrontare con la
mentalità vincente. Da
sfatare il tabù con le inglesi

Il 'pragmatismo estetico'
di Pochettino. La grande
forza del reparto avanzato

a pag. 2

a pag. 4 e 9

Negli ottavi spicca
Real Madrid-Paris: quasi
una finale anticipata

Nel 1960 al Comunale
il primo match: gol di
Sivori e Nicolè

a pag. 8

a pag. 12

JUVE, PROVACI ANCORA!

DUE FINALI CONQUISTATE NELLE ULTIME TRE EDIZIONI DELLA CHAMPIONS.
ORA SI RIPARTE CON RINNOVATE AMBIZIONI. PRIMO OSTACOLO GLI 'SPURS' LONDINESI

JUVENTUS-TOTTENHAM | MARTEDÌ 13 FEBBRAIO ORE 20.45

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Il Punto

Test di spessore da affrontare con la mentalità vincente
I bianconeri tornano in Europa con la convinzione di essere tra le big. Ma c'è da sfatare il tabù con le squadre inglesi

I

n Inghilterra lo chiamano
Hurricane per assonanza con il suo cognome. Due
volte miglior cannoniere
della Premier League, Harry Kane è la star del Tottenham. L’anno scorso con 58
gol è stato il miglior marcatore europeo. Ecco da dove
viene il pericolo per la Juventus nella doppia sfida di
Champions con il club londinese. Ma è riduttivo focalizzare l’attenzione su questo formidabile cacciatore
di gol. La squadra allenata
dall’argentino
Mauricio
Pochettino, che vanta antenati piemontesi, è anche
molto altro in ogni zona del
campo. Insomma un test di
grande spessore che la Juve
affronterà senza avere il
gruppo al completo, ma anche senza alibi. A differenza
di quanto sono soliti fare
certi colleghi di squadre altolocate, non fa parte delle
abitudini di Allegri trovare scuse, né preventive, né
post partita. La sua Juve ha
una solidità mentale capace di superare tutto. Poi è

gol. Oggi lui è tutto quanto
insieme. Un vero trascinatore, il giocatore ideale per
il tipo di gioco che esalta le
caratteristiche della Juve.
Ovvero la grande tecnica,
abbinata alla forza fisica
e alla voglia di lottare. Gli
scaramantici sono autorizzati a compiere ogni tipo di
scongiuro, ma la storia racconta che nei confronti a
eliminazione diretta la Juve
non ha avuto fortuna con le
squadre inglesi da quando
esiste la moderna Champions League. È arrivato il
momento di sfatare questo
vero che in talune occasioni
la squadra è sembrata svogliata e poco disposta a fare
quei dieci metri di corsa in
più che significano avere
spirito di sacrificio. Tuttavia il primo atto della doppia sfida al Tottenham non
ha bisogno di motivazioni
in dosi massicce e arriva
nel momento migliore. Certe partite si preparano da
sole e se, come è successo
nella finale di Cardiff, alla
fine esci sconfitto, è perché
davanti c’era un avversario più forte, non perché la
testa era altrove. Dunque
Kane da imbavagliare. Ma
soprattutto un Higuain da
valorizzare al meglio delle
sue attuali condizioni. Un
giocatore che oggi trasferisce sul campo lo spirito
Juve. Ovvero quello di una
squadra disposta a spendere tesori di energie per arrivare all’obiettivo. Gonzalo
ha vissuto un momento in
cui cercava solo la porta.
Poi un altro in cui lavorava per la squadra, ma si
trovava spesso lontano dal

tabù ma fino al 7 marzo
non sapremo se il sortilegio
sarà sconfitto. In ogni caso
la squadra di Allegri arriva
al doppio confronto, inserito in un mese che prevede
ben otto partite fra campionato e coppe, con la condizione migliore possibile,
fatte salve le assenze che
una squadra impegnata su
più fronti deve mettere in
preventivo. La prima mossa all’Allianz Stadium non
sarà decisiva, ma potrà già
dire molte cose sulla qualificazione.
Fabio Vergnano

Contro i Blancos gli Spurs giocarono di rimessa e fecero risultato...

A

rrivano gli Speroni Roventi, rivale non dei più semplici dopo
un girone eliminatorio chiuso in testa con 16 punti su 18.
Pareggio al Bernabéu per 1-1 ed addirittura vittoria a Wembley
contro i campioni in carica del Real Madrid per 3-1. Tottenham
che lotta in Premier per un posto Champions anche per il
prossimo anno ma che punta tutto sull’Europa pur essendo
ancora in corsa nella Coppa d’Inghilterra (FA Cup, prossimo
turno fuori casa con il Rochdale di Seconda Divisione). Il suo
tecnico, Pochettino, affabile personaggio che si è ritagliato il suo
spazio in Inghilterra dopo una buona esperienza anche se di una
sola stagione alla guida del Southampton, gioca generalmente
con un 4-2-3-1 mentre come modulo di riserva ha adottato in
alcune occasioni anche una difesa a tre con due uomini dietro
l’unica punta Kane. Proprio quell’Harry Kane in predicato
a vestire la maglia dei blancos di Madrid sostituendo il tanto
vituperato Benzema. In porta il francese Lloris che ha trovato
finalmente la sua consacrazione, la difesa a 4 conta su DavisVertonghen-Sánchez e Trippier, a centrocampo la proteggono il
versatile Dier e il belga Dembelé oltre ai 3 a supporto dell’unica
punta Kane: ossia il talentuoso danese Eriksen, il sud-coreano
Son ed il campioncino Dele Alli, recentemente incolpato di uno
scandalo a luci rosse (ahimé questi inglesi … e poi dicevano di
Gazza!). Da non dimenticare Llorente, un ex da queste parti,
l’argentino Lamela arrivato dalla Roma nel 2013 ma fin qui
sfortunato protagonista causa infortuni oltre al brasiliano Lucas
Moura, appena arrivato dal PSG. Se guardiamo alla partita del
Bernabéu, che è quella che più interessa essendo stata giocata
fuori casa, è importante considerare un possesso palla degli

inglesi ai minimi storici (33%) dimostrando la loro propensione
ad un gioco di rimessa con molte ripartenze ed una grandissima
velocità nei suoi interpreti là davanti. La sensazione che
diedero in quell’occasione fu di una squadra molto concentrata
sull’obiettivo qualificazione e soprattutto primo posto oltre
che consapevole finalmente dei propri mezzi. In CL Kane è il
loro cannoniere con 6 gol fino ad ora (Cristiano Ronaldo a 9)
ma anche il coreano Son ha fatto la sua parte con 3 e Deli Alli
con 2. Una sfida tutta da gustare e come disse un saggio: la vera
Champions League inizia dagli ottavi.
Carlo Bianchi

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Squadra Ospite

Gli 'Spurs' vera sorpresa della fase a gironi
Primi davanti al Real. Plasmati dal 'pragmatismo estetico' di Pochettino. La grande forza del reparto avanzato

È

stata la vera sorpresa della prima fase di
Champions League, capace
di mettersi alle spalle anche
lo stellare Real Madrid e di
chiudere imbattuto il proprio girone (l'unico assieme a Liverpool, Barcellona
e Besiktas), candidandosi a
diventare la mina vagante
della massima competizione
europea. Non c'è dubbio che
il Tottenham sia un cliente
da prendere con le molle
per la Juventus, che se da
un lato ha evitato l'incrocio
negli ottavi di finale con gli
“spauracchi” City, PSG, Liverpool e United, dall'altro
dovrà sfoderare una doppia prestazione impeccabile per venire a capo di uno
degli avversari più ostici nel
panorama continentale e
sfatare la recente tradizione negativa con le squadre
inglesi. Plasmati ad immagine e somiglianza del loro
tecnico Mauricio Pochettino, argentino generoso,
schietto e tutto d'un pezzo
che porta avanti la tradizione di “pragmatismo estetico” dei vari Bilardo e Bielsa,
gli Spurs coniugano la consueta solidità delle compagini britanniche con grandi
qualità offensive esaltate
da manovre ariose e ficcanti, cui fanno da contraltare preoccupanti passaggi
a vuoto della retroguardia
durante la gara e una panchina corta, non sempre in
grado di sopperire al meglio
alle assenze degli uomini
chiave. La conferma dell'alchemico lavoro di Pochettino (alla quarta stagione al
timone dei londinesi con un
terzo ed un secondo posto
negli ultimi due campionati), abile ad amalgamare la
vecchia guardia con l'entusiasmo dei numerosi giovani
in rosa (l'età media è di 26
anni), si è avuta nella fase
a gironi della Champions.
Partito come outsider nel
gruppo H, il Tottenham ha
esordito piegando 3-1 il Borussia Dortmund con doppietta di Kane e acuto del
coreano Son (di Yarmolenko
la rete tedesca), quindi ha
passeggiato grazie al tris
dello scatenato “uragano”
Kane sul campo dell'Apoel
Nicosia ed ha chiuso l'andata andando a fare la voce

grossa al Bernabeu, dove
solo un rigore di Cristiano
Ronaldo ha evitato al Real
Madrid la sconfitta dopo
l'autorete iniziale di Varane.
Il capolavoro nel match di
ritorno a Wembley, in cui le
due stilettate di Alli ed il sigillo di Eriksen hanno spazzato le Merengues, a segno
con il solito Ronaldo. Sulle
ali dell'entusiasmo le ultime
due partite, con i biancoblu
in versione corsara a Dortmund (Kane e Son a ribaltare il centro di Aubameyang) e spietati di fronte ai
ciprioti dell'Apoel, liquidati
dalle reti di Llorente, Son e
N'Koudou. Il ruolino finale
annovera il primo posto con
16 punti, frutto di 5 vittorie
e 1 pareggio, impreziositi da
ben 15 reti segnate e solo 4
subite. Se il cammino europeo finora si è rivelato una
marcia trionfale, anche in
Premier League il Totten-

ham sta mantenendo fede
alle aspettative. Pur non
annoverando l'organico e
il budget delle big e compiendo qualche passo falso di troppo, la squadra di
Pochettino è in piena corsa
per riconquistare un posto
nella prossima Champions.
Dal punto di vista tattico
gli “speroni” si schierano
con un aggressivo 3-4-2-1.

Se l'esperto francese Lloris
rappresenta una sicurezza
tra i pali, la linea difensiva è al momento il tallone
d'Achille. L'assenza per
infortunio del belga Alderweireld (tuttofare aggressivo nella marcatura e a
suo agio nell'impostazione)
viene solo in parte colmata dall'elegante ma lento
connazionale Vertonghen e
dall'acerbo quanto irruento colombiano Sanchez, con
Dier che completa il reparto. Nel settore nevralgico il
fulcro è costituito dalla ben
assortita coppia centrale
formata dal veterano Dembelé (per lui fisico e piedi
buoni) e dal giovane regista
Winks, classe 1996, cresciuto nel vivaio della società
come la stella Kane; l'alternativa è Moura, arrivato dal
PSG nel mercato di gennaio. Sugli esterni dovrebbero
agire l'ivoriano Aurier, bra-

vo ma spesso indisciplinato,
ed il guizzante sudcoreano
Son. Pronti a subentrare i
più difensivi Trippier, Davies e Rose. Le gemme del
Tottenham sono incastonate nel reparto offensivo,
con un trio delle meraviglie
dal valore di 250 milioni di
euro. Sulla trequarti il danese Eriksen, uomo-assist
dalla classe cristallina nonostante qualche limite fisico e specialista dei calci
di punizione, affiancato da
Dele Alli, ventunenne dotato

di mezzi atletici e qualità
tecniche notevoli anche se
non sempre espresse appieno. Terminale d'attacco
Harry Kane, bomber sulla
cresta dell'onda che ha da
poco superato quota 100 gol
in tre stagioni e mezza fra
campionato e coppe con la
maglia degli Spurs. Rincalzi solo di nome, pronti a far
male, il grande ex Fernando
Llorente (per lui un derby
dei sentimenti) e il giovanissimo Kazaiah Sterling.
Luca Ceste

Il Caso Buffon

Quale scelta per il futuro del Capitano?
Ancora un anno in campo oppure un lavoro dietro la scrivania? Al Presidente l'ultima parola

C

i sono momenti nella vita in cui si ha l'esatta sensazione di essere ad un bivio e senza poterlo evitare. Tutto il pregresso assume
l'aspetto dell'inadeguatezza; tutta l'esperienza
accumulata, per grande che sia, appare polvere
al vento. Si è soli, di fronte all'ignoto, giacché
così appare il futuro. Per i grandi campioni attimi come questi possono risultare ancora più
duri. La loro conclamata bravura li espone paradossalmente ad una sorta di rifiuto del dato
di fatto. Perché mai abbandonare ciò che si sa
fare così bene? Gianluigi Buffon non si smarca
affatto da questo schema. Come può un portiere
“smarcarsi”, poi? Al massimo cercherà di bloccare in plastico tuffo il domani che incombe. La
domanda è di prammatica: che cosa attende al
varco il più grande “numero 1” della storia?
Perché se c'è una cosa certa è che a 40 anni
compiuti il ritiro incalza. Prescindendo dal fatto
che il ruolo del portiere favorisca la longevità
atletica, l'età è significativa e contro l'invecchiamento si possono cercare soluzioni chirurgiche o cosmetiche, ma la carta d'identità non
si può taroccare, perché non è un... passaporto.
Si apra dunque la diatriba. Gigi deve giocare e
se sì, per quanto tempo ancora? Un anno, due
anni, fino a 50 anni? Oppure Gigi deve smettere e confrontarsi con una possibile nuova veste
nel mondo del calcio? Dentro la società Juven-

tus o in Federazione? Dietro una scrivania o
ancora in campo, come allenatore o preparatore dei giovani colleghi portieri? Un dato è inconfutabile: per Buffon non mancano le strade
da imboccare, il problema vero è fare la scelta
giusta. Una parata di assoluta difficoltà. Perché
l'estremo difensore visto all'opera a Bergamo
in Coppa Italia, reduce da un lungo stop imposto da un polpaccio che non voleva saperne di
tornare a funzionare, ha tutto l'aspetto di un
atleta in piena forma e dal futuro ancora denso
di prestazioni all'altezza. Dall'alto del 20 rigore
parato in carriera e da un'uscita salva–risultato nel finale, al rientro Gigi è sembrato ringiovanito. La sicurezza che emana lo fa preferire a

qualsiasi buon portiere che avanzi la candidatura a sostituirlo. Eccezion fatta per il compagno Szczesny che ha ampiamente dimostrato,
durante il periodo di assenza, di essere pronto e preparato a subentrargli. In una recente
intervista il capitano bianconero ha lasciato
trapelare l'ipotesi di uno schietto incontro con
il presidente Agnelli, per definire ciò che sarà.
“Mi metto a disposizione della società” è stata
l'affermazione che ha dato l'ennesima dimostrazione di quale grande uomo si celi sotto il
maglione di “guardiano della porta”. Alla Juve
non si è capitani per caso. Non basta accampare pretese per avere la fascia al braccio. La nostra idea è che un altro anno sia alla portata di
Gigi, magari in piena alternanza con il polacco
di scorta. Tutto sarà legato anche ai risultati sul
campo, in Champions League più che in campionato. Aggiungere trofei mai vinti e perciò
agognati è di per sé una motivazione formidabile. Comunque vada, Buffon è un patrimonio
unico della Juve, sarebbe un delitto privarsene.
A partire da subito o tra un anno, Gigi è e resta
“uno di noi”. In fondo per andare dallo Stadium
alla Continassa basta attraversare corso Scirea, mica poi chissà quale impresa per l'eroe
di mille battaglie. Al presidente l'ultima parola.
Marco Sanfelici

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L'Analisi

La 'prudenza mannara' di Allegri come leit-motiv?
“

Innanzi tutto c'è da fare i
complimenti ai ragazzi”;
se anche nella conferenza
post gara1 con i londinesi
del Tottenham Hotspur il
cicisbeo labronico confermerà il suo proverbiale incipit significherà una cosa e
una soltanto: che la Vecchia
Signora ha vinto ancora.
Prima occorre ovviamente giocarla, ma intanto, già
tornare ad ascoltare la melodia di di Britten, colonna
sonora dell'unico calcio che
conta, è motivo di sollievo,
evasione dal clima mefitico che ammorba vieppiù il
già derelitto torneuccio peninsulare e intrigo, per un
inseguimento alla grolla degli eletti che dura da troppo tempo e che non è dato
percepire quando terminerà, se mai si concluderà,
finalmente, con un capitano
di bianconero vestito che
alza al cielo il sospiratissimo segno del comando.
L'avversario assegnato dal
sorteggio di Nyon, impe-

gnativo ancorché non proibitivo, però insidioso, giacché al cospetto dei sodalizi
non iperblasonati Madama
stenta sempre, e non poco,
a proporre la miglior versione di sé stessa consentita
dalle circostanze, imporrà,
quindi, una subitanea riassuefazione al clima che si
respira nell'agone europeo,
ove la renitenza alla costante attenzione e la superficialità troppe volte esibite
sui terreni domestici, anche
per ragioni di manifesta superiorità, va detto, vengono
punite con l'imposizione
di dazi pesantissimi. Come
affronterà la Juve i rappresentanti della perfida Albione? È lecito, ragionevole e
auspicabile, confidare nella
prosecuzione del trend positivo (scritto prima di Fiorentina-Juventus n.d.d.) del
campionato. Questo, nei voti
di chi desidera, o meglio ancora, anela, un deciso e definitivo allineamento ai dettami del football continentale,

premiante con chi è incline
ad atteggiamenti propositivi
o comunque si prefigge coraggiosamente di segnare
un goal in più, anziché esasperare il culto dell'inviolabilità difensiva speculando
sugli eventuali errori altrui;
scelta già dimostratasi ampiamente inefficace quando
si arriva al dunque e considerata una patetica scoria del passato, all'estero,
dove dei “capolavori tattici”
non sanno che farsene. Il
timore di assistere all'ennesima partita disputata
all'insegna di una prudenza
sovente mannara è tuttavia
più che fondato e stavolta
non poggia solamente sulla
micragnosa filosofia calcistica del facente funzioni
d'allenatore, ma sulla partecipazione con minutaggio
limitato a cui, per motivi di
idoneità fisica, due dei talenti migliori della squadra
saranno costretti. Il riferimento è ovviamente rivolto
al “Sivorino” e al “Trillo del

diavolo”, ma l'assenza per
infortunio di Blaise Matuidi,
l'uomo che in virtù delle sue
caratteristiche ha permesso
il logico ripristino del centrocampo a tre, rivitalizzando una terra di mezzo viceversa asfittica e, in buona
sostanza, permesso la quadratura del cerchio, è paradossalmente ancora più
grave, dato che nessun altro avventore di quelle zolle
presente in rosa è in grado
di supplirne la mancanza.
Il buon senso indicherebbe

Marchisio in luogo del francese, ma sulla sua affidabilità atletica gravano cumulonembi inquietanti, e poiché
la contesa implicherà anche
un'intensità agonistica inusuale per le nostre latitudini, oltreché una pletora
di duelli all'insegna della
vigoria e baldanza appunto
atletica, che il flavo di Andezeno non può più garantire,
per quanto possa apparire
raccapricciante, ed in effetti
lo è, le probabilità di veder
schierata l'altra bruttura di

Sanremo (oltre al Festival),
cioè Stefano Sturaro, posto che non si faccia male
nel frattempo, sono ahimè
esponenziali. A meno che,
il tecnico più concupito dei
sette mari (a Carnevale si
può scherzare), non intenda suicidarsi scientemente
riproponendo una linea mediana a due. Lo scopriremo
solo vivendo, recitava un'intramontabile
canzonetta.
Certo è che, al netto delle
manchevolezze
colpevolmente trascurate quando
si sarebbe potuto e dovuto
rimediare, tutto concorre a
rafforzare la malsana idea
che l'alea di questa competizione stia diventando avversa non solo durante, ma
addirittura in prossimità
della stessa, ovviamente in
quanti ancora credono alle
maledizioni; sostanzialmente quelli per cui si può vincere solo giocando male...
Augh.
Ezio Maletto

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

Occhio alle inglesi: bianconeri eliminati nelle ultime 5 sfide
Uefa / 76/77 / 32°
Man. City-Juve 1-0/0-2 (Qual)
Uefa / 76/77 / 16°
Man. Utd-Juve 1-0/0-3 (Qual)
Coppe / 79/80 / Semif.
Arsenal-Juve 1-1/0-1 (Elim)
Campioni / 82/83 / 4°
Aston Villa-Juve 1-2/1-3 (Qual)
Coppe / 1983/84 / Semif.
Man. Utd-Juve 1-1/1-2 (Qual)
Champions / 98/99 / Semif.
Man. Utd-Juve 1-1/2-3 (Elim)
Champions / 04/05 / 4°
Liverpool-Juve 2-1/0-0 (Elim)
Champions / 05/06 / 4°
Arsenal-Juve 2-0/0-0 (Elim)
Champions / 08/09 / 8°
Chelsea-Juve 1-0/2-2 (Elim)
Europa L. / 09/10 / 8°
Juve-Fulham 3-1/1-4 (Elim)

L'ULTIMA SFIDA:
KO DAL FULHAM
Ottavi di finale di Europa
League. Alla squadra di
Zaccheroni rimane solo il
palcoscenico europeo per
dare senso a una stagione
“disgraziata”.
All'andata
vittoria Juve 3-1, risultato che sembra mettere in
cassaforte la qualificazione. Legrottaglie e Zebina
portano i padroni di casa

sul 2-0, Etuhu accorcia
(deviazione decisiva di Legrottaglie), poi Trezeguet
trova il terzo gol prima
dell'intervallo. La settimana dopo a Londra accade
l'imponderabile. Trezeguet
segna dopo 2 minuti, ma la
squadra di Zaccheroni crolla sotto i colpi di Zamora,
Gera (doppietta) e Dempsey.
Il 4-1 promuove la squadra
di Hodgson.

ULTIME 4 SFIDE CHAMPIONS:
TUTTI KO
CHELSEA-JUVENTUS
2008/2009 (1-0/2-2)
Ottavi di finale Champions.
Claudio Ranieri (nella
foto) sfida il suo passato.
L'andata a Stamford Bridge
è decisa da un gol di Didier
Drogba, ma la Juve gioca
alla pari con il Chelsea e
c'è grande ottimismo per il
ritorno. All'Olimpico di Torino le cose si mettono subito
bene, grazie a Iaquinta che
al 19' pareggia i conti con
l'andata. I Blues combinano
poco ma si accendono nel
finale colpendo mortalmente la Juve con Essein. Il mo-

mento peggiore per prendere gol, pochi secondi prima
dell'intervallo. Ne servono
2 per passare. Chiellini si fa
cacciare. Del Piero segna su
rigore il 2-1 che da speranza, ma Drogba (ancora lui)
chiude il discorso al 83°.
ARSENAL-JUVENTUS
2005/2006 (2-0/0-0)
La Juve di Capello che a
fine stagione vincerà il
Campionato, ma sarà spazzata via da calciopoli, affronta l'Arsenal nei quarti
di Champions. L'andata si
gioca a Londra, dove Buffon
e compagni subiscono una
vera e propria Caporetto.
Gli uomini di Wenger dominano in lungo e largo e
ipotecano la qualificazione
grazie a Fabregas e Henry
che sigillano il 2-0 finale, un
risultato stretto per i padroni di casa per la differenza
di gioco vista a Highbury.
Nel ritorno a Torino serve
un'autentica impresa. Senza Vieira, Camoranesi e Zebina squalificati, oltre a Del
Piero infortunato, i Bianconeri non riescono a scalfire
il muro dei londinesi. Fini-

e solo dopo 26' sono avanti di 2 reti (Hyypia e Luis
Garcia). La squadra di Fabio Capello si scuote nel
secondo tempo, dove trova
il gol che riapre il discorso
qualificazione con Fabio
Cannavaro. Nel match di
ritorno la squadra allenata
da Benitez pensa solo a difendersi e alla fine strappa
uno 0-0 tanto brutto quanto prezioso. Le speranze di
Cannavaro e compagni si
infrangono sul palo colpito
dal difensore.

sce 0-0 e la Juve saluta la
Champions fra i fischi dei
suoi tifosi.
LIVERPOOL-JUVENTUS
2004/2005 (2-1/0-0)
A 20 anni di distanza dalla tragedia dell'Heysel,
Juve e Liverpool si giocano
l'accesso alle semifinali di
Champions. L'andata si gioca ad Anfield Road e prima
del fischio d'inizio Ian Rush
e Michel Platini portano
sotto la tribuna una targa
per le vittime di Bruxelles.
I Reds partono fortissimo

MANCHESTER UTD-JUVENTUS
1998/1999 (1-1/2-3)
Tra Juve e Manchester Utd
c'è in palio la Finale Champions di Barcellona, quella che sarebbe la quarta
consecutiva per la squadra
piemontese. L'andata va in
scena all'Old Trafford dove
la squadra guidata da Carlo
Ancelotti va vicinissima al
colpaccio. Avanti con Antonio Conte al 25', i Bianconeri vengono beffati da Giggs
al 91' che fulmina Peruzzi.
Zidane e compagni affrontano il ritorno con un leggero vantaggio. Dopo 11' una

doppietta di Inzaghi sembra
indirizzare la sfida ma tra il
24' e il 34' Keane e Yorke
ribaltano le sorti della qualificazione. Alla Juve serve
un gol, ma a trovarlo sono i
Red Devils a 7' minuti dalla
fine con Cole. Game Over.

LE SFIDE ITALIA-INGHILTERRA
NELLE COPPE DAL 2011/2012
In totale Premier Legue e
Serie A dal 2011 in poi si
sono sfidate 36 volte nelle
Coppe Europee. Il bilancio: 15 vittorie italiane, 12
inglesi e 9 pareggi. Il saldo-gol: 56 Italia, 46 Inghilterra. Le qualificazioni: 4
Inghilterra contro 3 Italia
(nei confronti dentro o fuori). Nell'ambito del periodo
preso in esame la Premier
si è aggiudicata una Champions con il Chelsea (2013)
e due Europa League (Chelsea 2013 e Manchester Utd
2017). All'elenco va aggiunta il Liverpool finalista in
Europa League nel 2016.
L'Italia è ferma con le 2 finali conquistate dalla Juve
in Champions nel 2015 e
2017.

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

Allegri prima di Lippi e a caccia di Capello
Max insegue don Fabio nella percentuale di vittorie. Del Piero bomber, Buffon recordman di presenze
PANCHINA 41 PER ALLEGRI:
22 VITTORIE

sa. Segue il Milan a 249. In
questa speciale classifica
meglio della Juventus solo
Real Madrid 416, Bayern M.
327, Barcellona 294 e Manchester Utd 267, poi Juventus e Milan al 5° e 6° posto.

40 le panchine di Max Allegri in Champions con la
Juventus calcolando l’edizione 2014/2015
(13), piu' le 8 gare dell'edizione 2015/2016, le 13 gare
nell'Edizione 2016/2017 e 6
nell'edizione 2017/2018. Lo
score totale: 22 vittorie, 11
pari e 7 ko.
34 le panchine di Allegri in
Champions League con il
Milan (comprese due partite di
Preliminari), il bilancio è di 11 vittorie, 13
pareggi e 10 ko. Si è sempre
qualificato per gli ottavi di
finale e il miglior risultato
i quarti di finale dell’edizione 2011/2012 (eliminato
dal Barcellona di Guardiola).
7 i trofei vinti da Max Allegri
alla guida della Juventus: 3
Campionati, una Supercop-

128 le vittorie della Juve
nelle 257 gare giocate in
Coppa
Campioni/Champions, completano lo score
66 i pareggi e 63 sconfitte.
406 reti realizzate e 248 i
gol subiti.
pa Italiana e 3 Coppe Italia
(l'unico mister a vincere 3
Coppe Italia consecutive),
piu' 2 trofei alla guida del
Milan (Scudetto 2010/2011
e Supercoppa Italiana nel
2011). Sia con il Milan che
con la Juventus ha sempre
vinto il Titolo al 1° tentativo.
8 Allegri ha sempre superato i gironi Champions: 8
volte su 8 con Juve e Milan. Nel 2016 per la prima

e unica volta al primo posto
nel girone.

JUVE 257 PARTITE IN COPPA
CAMPIONI/CHAMPIONS.
RECORD PER UNA SQUADRA
ITALIANA, STACCATO IL MILAN
FERMO A 249
257 le partite della Juventus in Coppa Campioni /
Champions League, record
per una squadra Italiana
nella Coppa piu' prestigio-

LA JUVE E I SUOI MISTER IN CHAMPIONSI
Mister

Periodo-Panchine V

N

P

R.f.

R.s.

R.s.

%Vinte

Trofei

Finali

Lippi
1994 – 1999

2001 – 2004

Allegri
dal 2014

76 38 18 20

136 79

50%

1

4

40 22 11 7

56

31

55 %

0

2

Capello 2004 – 2006

20 12 3

5

25

15

60%

0

0

Conte

2011 – 2014

16 6

6

4

26

17

37,5% 0

0

Ancelotti 1999 – 2001

10 2

5

3

15

18

20%

0

0

Ranieri

2007 2009

8

3

1

4

9

6

37,5% 0

0

Ferrara

2009 – 2010

6

2

2

2

4

7

33,3% 0

0

BOMBER COPPA CAMPIONI/
CHAMPIONS: DEL PIERO SU
TUTTI (44 GOL)
Reti Bomber
44 Del Piero
28 Trezeguet
17 Inzaghi, Platini
12 Nedved
11 Rossi P.
9 Amoruso, Vidal
7 Bettega, Di Vaio,
Higuain, Mandzukic,
Morata, Tevez
6 Laudrup,
Quagliarella, Serena,
Sivori, Virdis,
Zalayeta
5 Conte, Dybala, Zidane

(68), Chiellini (61) Montero
(59) e Nedved (55).
7 le triplette della Juventus
in Coppa Campioni/Champions League, 2 “tris” con
Pippo Inzaghi, una tripletta
con Del Piero, Paolo Rossi, Sivori, Laudrup e Vidal.
Inoltre sono 37 le doppiette,
il primato è di Trezeguet
con 7, poi Del Piero con 6 e
Michel Platini con 4 e l'ultima di Dybala nella vittoria
per 3-0 della Juventus nel
suo stadio contro il Barcellona.
19 le sfide contro il Real
Madrid, la squadra piu’ volte affrontata dalla Juven-

tus in Coppa
Campioni
/Champions League, con 8
vittorie bianconere contro
le 9 dei Madrileni e 2 pareggi, infine con 4 qualificazioni a testa.
87 le vittorie in casa della
Juventus in 122 incontri
casalinghi in Coppa Campioni/Champions
League,
completano il quadro 26
pareggi e soltanto 9 sconfitte. In trasferta per i bianconeri 38 vittorie in 122 confronti, 37 pareggi e 47 ko.
Infine per la Juve in Campo
Neutro 11 sfide con solo 2
vittorie, altrettanti pareggi
e 7 sconfitte.

BUFFON 111 GARE
CHAMPIONS
Per Buffon 13 partecipazioni alla Champions League
con la maglia della Juventus: 111
partite giocate
compresi i preliminari (105
i gol subiti). 111 presenze,
nessuno meglio del portiere
della Nazionale che precede in questa speciale classifica Alex Del Piero (92),
Tacchinardi (71), Pessotto

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Panoramica Champions

Real Madrid-Paris, quasi una finale anticipata
Negli ottavi spicca anche Chelsea-Barcellona. Roma, ostacolo ucraino alla portata. Pochi problemi per i 2 Manchester

P

ronti, via. Gli ottavi di finale di Champions League stanno per cominciare.
A dare il via alle danze sarà
proprio la Juventus che il
13 febbraio incontrerà il
Tottenham all’Allianz Stadium, in una sfida davvero
interessante. Ma il succulento piatto calcistico mette
in rilievo anche altre partite
che carpiscono l’interesse
degli appassionati del pallone ad alto livello europeo.
Questo è il ricco programma delle date d’andata:
13/2 Basilea-Manchester
City/Juventus-Tottenham;
14/2 Real Madrid-PSG/
Porto-Liverpool; 20/2 Chelsea-Barcellona/BayernBesiktas; 21/2 ShakhtarRoma/Siviglia-Manchester
United. Su questi incontri
spicca sicuramente la partita Real Madrid-Paris
Saint Germain. Due giganti
a confronto, due squadre di
alta caratura tecnica capaci
di affrontarsi in una partita
che potrebbe definirsi già
come una finale anticipata.
Battendo la Juventus nella finale dello scorso anno,
il Real Madrid è la prima
squadra ad aver vinto per
ben due volte consecutive

la più importante competizione europea, mentre il
PSG di Unai Emery dopo
avere acquistato la scorsa
estate Neymar e Mbappè, è
considerato tra i probabili
vincitori della Champions
di quest’anno. L’interesse
per la partita è davvero alle
stelle, considerato che a
Madrid per assistere a questo importantissimo match
si è disposti a spendere
oltre 24.000 euro. Incredibile ma vero! E, mentre i
blancos di Zinedine Zidane
possono soltanto salvare la
loro stagione negativa passando il turno, il PSG con
l’ingresso ai quarti ha il dovere di giustificare gli oltre
400 milioni di euro spesi
per l’acquisto dei suoi prestigiosi attaccanti. Vedremo
cosa accadrà in questa affascinante sfida sold out, che
si preannuncia carica di
adrenalina. Zidane a Parigi nel 1998 regalò la Coppa
del Mondo alla Francia con
la sua doppietta al Brasile
in finale. Venti anni dopo,
Zizou a Parigi potrebbe
chiudere la sua avventura
nel Real, dopo 2 Champions
consecutive vinte. In campionato i "Galattici"sono

comuni terresti. Se passa
il Psg, il ciclo di Zidane finirebbe subito (difficile che
però vada oltre giugno).
Sfida davvero equilibrata,
stavolta. Veniamo a Stamford Bridge. Anche Chelsea-Barcellona si inserisce
tra le sfide più importanti
di questi ottavi Champions.
Una partita di antica rivalità che rappresenta essere
tra le più accese di sempre
nel panorama calcistico tra
squadre di club europee. I
Blues di Antonio Conte che
stanno vivendo giorni difficili per una serie di risultati
negativi in Premier League,
affrontano i catalani del
Barcellona che invece stanno molto bene dal punto di
vista di un ritrovato e redditizio gioco che fa sempre
capo all’immenso Messi. Il

scatto. Per i catalani il vantaggio del ritorno al Camp
Nou. Ma la sfida è apertissima. Un’altra partita di
questi ottavi che stuzzica la
nostra curiosità è Shakhtar
Donetsk-Roma. I giallorossi di Eusebio Di Francesco,
dopo un girone eliminatorio a dir poco da favola
per avere vinto davanti a
Chelsea e Atletico Madrid,
sono attesi dallo Shakhtar.
È una partita di difficile pronostico,visto che la
Roma non sta attraversando un buon periodo di forma e lo Shakhtar, che pur
ha eliminato il Napoli nella
fase a gironi, non sembra
un ostacolo insuperabile.
La squadra ucraina, infatti,
non ha grandi individualità
ma può contare su un gioco
di squadra redditizio anche

Chelsea, comunque, deve
in qualche modo stravolgere il pronostico che lo vede
sfavorito. Insieme con PsgReal è la sfida più spettacolare. Pazzesco che una delle
due non riesca ad andare
ai quarti. Per Conte, dopo
tutte le incomprensioni con
società ed ambiente, può
essere l'occasione del ri-

se non eccelso. I giallorossi, dunque, restano favoriti
per il passaggio ai quarti,
tuttavia, come dicevamo
pocanzi, c’è da considerare
l’attuale momento negativo
di una Roma che pur avendo trattenuto Dzeko come
suo punto di forza, non riesce più a trovare il bandolo
del gioco espresso all’inizio

di campionato. Gli ucraini
hanno eliminato il Napoli,
ma i Lucescu-boys dopo la
pausa invernale, saranno
quelli ammirati in autunno? Per la Roma occasione
storica. I lupacchiotti hanno
un'autostrada per andare nei quarti. Per il resto,
Basilea-Manchester City
vede ovviamente favorita la
squadra di Pep Guardiola,
il cui obiettivo è chiudere
la pratica qualificazione
già in Svizzera. Basilea è
l'ultimo avamposto elvetico prima della Germania, e
i campioni elvetici, oltre al
talento anche hanno anche
dalla propria un carattere indomito. Ma chi scommettesse 10.000 euro sulla
qualficazione del Basilea,
in caso di vittoria potrebbe
fare il "turista per sempre".
In Porto-Liverpool si evidenzia la sfida tattica tra
Sergio Conceicao e Jurgen
Klopp. Tanta tradizione, ma
nessuna delle due vincerà – tranne terremoti - la
Champions. Anzi la qualificata sarà la preda preferita
di chiunque nei quarti. Il ritorno ad Anfield e le motivazioni di Klopp spingono il
pronostico verso Liverpool.

Ma il "football bailado" lusitano è una trappola per
chiunque. Bayern MonacoBesiktas: il centro di Monaco sembra più Istanbul che
una città tedesca. Intorno
alla stazione i negozi sono
quasi esclusivamente gestiti da turchi, laddove Il look
alquanto femminile della
fanciulle teutoniche e delle
turiste si mischia ai burqa
integrali islamici. Ma all'Allianz Arena la differenza
può essere abissale. I tifosi
turchi saranno numerosi ed
appassionati, ma rischiano
di veder chiudere la sfida
già dopo i primi 90 minuti.
Infine Siviglia-Manchester
United. Andalusia piuttosto
amara per Montella finora.
Il Siviglia post-Monchi annaspa in campionato, dove
prende anche sonori ceffoni. Ma giocare al Pizjuan
non sarà una passeggiata
per i Mourinho-boys. Sembra sfida chiusa, ma l'orgoglio andaluso farà capire
agli inglesi che stavolta a
Siviglia non si va in vacanza. La Giralda può attendere...
Salvino Cavallaro
Alessandro Costa

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9

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

È il 1° confronto ufficiale tra Juve e Tottenham
La bravura del mister 'torinese'. Bomber Kane e l'ex Llorente. Il mitico Wembley e una tradizione a favore degli 'Spurs', eliminati solo dalla Fiorentina. Anche Allegri ne sa qualcosa...

Q

uesto Tottenham può
essere definito così:
grandi potenzialità, bel
gioco ma anche una panchina corta e alcuni uomini chiave capaci di “lapsus
spaventosi”. Il Tottenham di
Mauricio Pochettino è questo, costruito a immagine e
somiglianza del suo tecnico,
argentino di origini torinesi, un generoso schietto e
tutto di un pezzo che somiglia a Bielsa e Bilardo. Ma
il suo talento è innegabile:
uno che finisce 3 e poi 2 in
Premier con una frazione
del monte-ingaggio delle
big non è uno qualsiasi. Pochi veterani, tanta voglia e
entusiasmo in questo Tottenham. Quest'anno il mister ha scelto la difesa a tre
davanti all'affidabile Lloris,
con i belgi Alberweireld e
Vertonghen che affiancano
il colombiano Sanchez. Più
arcigno il primo, più elegante (ma più lento) il secondo, un po' acerbo Sanchez. Sulle fascie si cambia
spesso, ma i titolari dovrebbero essere l'ivoriano Aurier (bravo ma spesso indisciplinato) e l'inglese Rose
(tornato di recente dopo un
lungo stop). Mediana impostata da Dier, nazionale inglese (ma cresciuto in Portogallo) ed incontrista puro
e il veterano Dembelè (fisico e piedi buoni). Davanti il
trio delle meraviglie, Harry
Kane è il Totti degli Spurs,
nato e cresciuto in seno al
club, più di 100 gol in tre
stagioni e mezza tra campionato e coppe. Il danese
Eriksen, nonostante i limiti fisici, è un assist-man
dalla classe cristallina. Poi
c'è Dele Alli: tanta qualità
e mezzi atletici ma decisamente sottotono in questa

(1970/71; 1972/73;
1998/99; 2007/08)
Charity Shield: 7
(1921; 1951; 1961; 1962;
1967; 1981; 1991)

stagione, a 21 anni può succedere. Infine nel mercato
di gennaio è arrivato Moura
dal PSG. Questo Tottenham
se mantiene questi ritmi e
trova la giusta alchimia tattica, può diventare la vera
sorpresa di questa Champions

IN VANTAGGIO CONTRO
LE ITALIANE
15 i precedenti del Tottenham nelle Coppe Europee
contro le italiane (1° confronto contro la Juve). Tradizione favorevole: 6 vittorie, 6 pareggi e 3 ko. Negli
ultimi 4 precedenti Tottenham sempre promosso: Milan 2011, Inter 2013 e in 2
occasioni Fiorentina. Fra
Champions ed Europa League ha affrontato 6 volte le
italiane: 5 qualificazioni e 1
eliminazione (Fiorentina)

TRE PRECEDENTI
AMICHEVOLI
25/05/1960
Juventus-Tottenham 2-0
26/07/2016
Juventus-Tottenham 2-1
05/08/2017
Amichevole (Wembley)
Tottenham-Juventus 2-0
Reti: Kane (T) al 10°,
Eriksen (T) al 52°
ALLEGRI NEL MILAN
KO DAGLI SPURS
Champions League
2010/2011 (Ottavi)
15/02/2011
Milan-Tottenham 0-1
(Crouch al 80°)
09/03/2011
Tottenham-Milan 0-0
6 le sfide in Champions per
Allegri contro le inglesi da
mister del Milan e della
Juve. Bilancio: 3 vittorie, 1
pari, 2 ko. Con i bianconeri
2 vittorie con il Manchester
City nel Girone 15/16.
10 La Juve nelle ultime 10
sfide a eliminazione diretta contro le squadre inglesi
nelle Coppe Europee in 6
occasioni è stata eliminata. Le ultime 5 di fila: 98/99
Man. Utd, 04/05 Liverpool;
05/06 Arsenal; 08/09 Chelsea; 09/10 Fulham (E. League). Solo in 4 circostanze
si è qualificata (ultima volta
83/84, Coppa Coppe, Manchester Utd. in Semifinale).
16 i punti collezionati dal
Tottenham nei Gironi 17/18,

è la squadra inglese che ha
fatto più punti nei Gironi, 4
su 6 contro il Real Madrid
ALLENATORE
'TORINESE'
Mauricio Pochettino, argentino di origini torinesi, allena i londinesi dal 2014. È
alla quarta stagione al Tottenham, ha collezionato un
3 e un 2 posto in Premier.
Prima ha allenato Espanyol
e Southampton.
PALMARES 'SPURS'
Coppa delle Coppe: 1
(1962/63, 5-1 a Rotterdam
contro l'Atletico Madrid)
Uefa/EuropaLeague: 2
(1971/1972 e 1983/1984)
Campionato: 2
(1950/51, 1960/61 e 2° posto nello scorso torneo dietro il Chelsea)
Coppa d’Inghilterra: 8
(1900/01; 1920/21;
1960/61; 1961/62; 1966/67;
1980/81; 1981/82; 1990/91)
Coppa di Lega: 4

LO STADIO: WEMBLEY
Wembley (per quest'anno)
90.000 spettatori. Così lo
descrisse Pelè: “La cattedrale, la capitale, il cuore
del calcio”. Inaugurato nel
1923 da Re Giorgio V e demolito nel 2007, ma il fascino, la maestosità, l'alone
di leggenda resistono con il
suo arco d'acciaio alto 133
metri impresso nello skyline londinese. Solo lo Yankee
Stadium di New York è costato di più al mondo, solo
il Camp Nou ha più posti in
Europa.

CHAMPIONS LEAGUE 2017/2018
(1° POSTO - Gruppo H)
Squadre

Pt.

G

V N

P

R.f. R.s.

TOTTENHAM

16

6

5 1

0

15

4

Real Madrid

13

6

4 1

1

17

7

Borussia D.

2

6

0 2

4

7

13

Apoel

2

6

0 2

4

2

17

valcato Terry Sheringham
(97)
56 i gol di Kane bomber del
2017 in 52 partite, il principale bomber nei 5 top Campionati Europei. Davanti a
Leo Messi (54 gol).
20 Kane, 3° giocatore a segnare 20 gol in 4 stagioni
di fila in Premier League:
davanti solo Thierry Henry:
5 stagioni consecutive. Ha
raggiunto Alan Shearer.
6 Sono 6 i gol di Kane in
questa Champions, solo Cristiano Ronaldo ha fatto meglio (9).
IL GRANDE EX:
FERNANDO LLORENTE
La Juve rivedrà l'ex Fernando Llorente che con un gol in
maglia Siviglia la costrinse
al 2° posto nel Girone (8 dicembre 2015: Siviglia-Juve
1-0), ma un infortunio gli

LA STELLA:
HARRY KANE
Si è unito alle giovanili del
Tottenham nel 2004. Gioca in prima squadra dal
2013, dopo i prestiti Keyton
Orient, Millwall, Norwich e
Leicester. Conta 23 presenze e 12 reti in Nazionale inglese.
90 i gol segnati da Kane,
cannoniere principe nella
storia del Tottenham, sca-

basta poco per ristrutturare!
PORTE E SERRAMENTI
PROSSIMA APERTURA:
VIA DE GASPERI, 3 - NICHELINO (TO)
Cell. 334 3571130

fece saltare il match di Torino. In questa edizione di
Champions l'attaccante spagnolo vanta 6 presenze e 1
rete (Apoel Nicosia). Llorente è stato a Torino dal 2013
al 2015 e per la prima volta
arriva da avversario allo Stadium. Poteva arrivare alla
Juve nel 2016 come viceHiguain (molto stimato dalla
dirigenza e da Allegri) ma
finì allo Swansea. Alla Juve
ha vinto 2 Scudetti, 1 Coppa
Italia e 2 Supercoppe Italiane. 27 i suoi gol nelle sue 2
stagioni alla Juve in 92 presenze ufficiali fra campionati
e Coppe (in serie A 23 gol in
66 presenze). Oltre ai 5 trofei
vinti con la Juventus ha vinto
l'Europa League con il Siviglia nel 2015/16. In Nazionale Campione del mondo 2010
e d'Europa 2012 (in finale
contro l'Italia).

Foto Carlo Bianchi

10

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Febbraio Juve di Ermanno Vittorio

Le dimissioni di Boniperti e l'arrivederci di Bobby-gol
Goleada al Paris Saint-Germain in Supercoppa europea alla Favorita. A Torino la prima-tv del calcio italiano
1 febbraio 1925
Amichevole al campo Juventus tra bianconeri e gli
svizzeri del Lugano; freddo
e una nebbia fitta avvolgono
giocatori e pubblico che appena intravvede le azioni di
gioco. L’impegno non manca, il match termina 2-2 con
gol bianconeri di Rosetta e
Ferrero e rigore sbagliato
da Giriodi. La squadra bianconera: Combi, Gianfardoni,
Novo, Bigatto, Giriodi, Barale, Grabbi, Rosetta, Ferrero,
Munerati, Gambino.

nel primo tempo di Sivori e
Stacchini.
3 febbraio 1996
Viene ufficializzato che a
partire da domenica 11
febbraio sui campi di calcio sarà esposto a mezzo
del quarto uomo il tempo di
recupero sia per la prima
frazione di gioco sia per la
seconda. D’ora in avanti non
ci saranno più misteri e tutti conosceranno in anticipo
il tempo mancante alla fine
dell’incontro.
3 febbraio 1929
La Juve seconda in graduatoria regola 2-0 la Reggiana penultima, al campo di
Corso Marsiglia: autori delle reti Sanero e Vojak. Sarà
l’ultimo campionato prima
dell’avvento del Girone Unico.

2 febbraio 2011
Esordio in Campionato e
nella Juve per Barzagli e
Matri, la partita è PalermoJuventus, 23a giornata. L’ex
Miccoli in gol al 7°, raddoppia Migliaccio al 20°; partita
in salita, Marchisio segna
al 36° ma nella ripresa i
bianconeri non riescono a
cogliere il pareggio, anche
se un tocco volontario del
rosanero Bovo meritava il
rigore.

4 febbraio 1993
Amichevole della Juve a Carmagnola, nella prima frazione affronta la Carmagnolese
(6-0) gol di Platt, Ravanelli
(2), Baggio, De Marchi e Di
Canio. Nel 2° tempo la Stella Azzurra di Carmagnola e
finisce come nel primo (60) con gol di Casiraghi, (2),
Ravanelli (2), Conte e Platt.
Spettatori 4.000.
4 febbraio 1984
La Nazionale italiana affronta in amichevole a
Roma il Messico, sonante
risultato (5-0) con tripletta
dello juventino Paolo Rossi
che dopo la fantastica tripletta al Brasile del mondiale 1982 si ripete nuovamente centrando in una sola
partita tre reti.

occasione ne rappresenta
una prova all’esterno, con le
telecamere portate sul posto
dai mezzi dei Vigili del Fuoco. La Tv è ancora oggetto
misterioso, la possiedono in
pochi, ci si ritrova nei bar o
davanti alle vetrine dei negozi a guardarla con curiosità. E lo sport, il calcio in
particolare, fa da apripista:
in Europa nel 1936 EvertonArsenal aveva spianato la
strada alla BBC. Ora tocca
all'Italia. Juve-Milan è un
1-7 indimenticabile. Telecronista Carlo Bacarelli
che - complice una giornata

di nebbia - si rende conto,
come raccontano i testi successivi, di quanto l'occhio
della telecamera fosse più
sensibile di quello umano.
Al Comunale di Torino si sfidano i padroni di casa primi
in classifica ed i secondi in
graduatoria, per di più in
rimonta. Ed è clamorosa la
vittoria di questi ultimi, con
il trio Gre-No-Li schierato
in campo. Questi i marcatori: 12' Hansen, 15' Nordahl,

5 febbraio 1933
La Juve con una doppietta
di Luisito Monti espugna
il campo del Palermo (2-0).
Pubblico ed incasso record
per una Juve che grazie a
questo successo si laurea
Campione d’Inverno con
punti 26 davanti al Bologna
staccato di due lunghezze.
2 febbraio 1958
La Juve capolista affronta al Comunale l’Udinese
quart’ultima e, come si usava una volta, per dovere
d’ospitalità è la Juve a variare la maglia, che diventa
così bianca con pantaloncini
neri e calzettoni bianchi; per
la felicità del pubblico i numeri sono rossi e di proporzioni vistose. Netto 2-0 per
i padroni di casa con reti

5 febbraio 1950
C'è sempre una prima volta. Lo è anche il 5 febbraio
1950, quando viene ripresa
e poi trasmessa in differita,
per la sola zona di Torino,
Juventus-Milan 1-7. È la
prima partita del campionato di calcio italiano trasmessa dalla Tv: in Italia infatti
le trasmissioni sperimentali
erano iniziate nel 1949, soprattutto a Torino e questa

23' Gren, 24' Liedholm, 26'
e 49' Nordahl, 70' Burini,
84' Candiani II. Da ricordare l’espulsione di Parola al
42°. È un giorno di pioggia
e i 50.000 allo stadio non si
aspettavano certo un risultato del genere nell'anno
dell'8° scudetto bianconero.
La Juve comunque vinse con
62 punti, secondo il Milan
57. Juve con 100 reti fatte e
43 subite; Milan 118 e 45.

6 febbraio 1972
La Juventus regola al Comunale il Verona (4-0), due
gol per tempo, nella prima
frazione gol di Novellini ed
Anastasi, nella ripresa doppietta di Capello

5 febbraio 1997
L'atmosfera dello stadio di
Palermo esalta la Juventus, che già all’andata aveva surclassato il Paris Saint

Germain (6-1) nella finale
della Supercoppa Europea.
La partita è ancora in mano
ai bianconeri: 3-1 con gol di
Del Piero (2) e Vieri.
5 febbraio 1990
Si chiude un ciclo in casa
Juve. È un segno dei tempi,
poi la frattura verrà ricomposta, ma questo fu un gesto
di rottura storico: Giampiero Boniperti si dimette da
presidente della Juventus.
Sente che il feeling con l’Avvocato non è più quello di
una volta, sente che i tempi
stanno cambiando. A ferirlo
è anche una frase di Platini
all’epoca fuori dal giro Juve,
ma pur sempre Platini. Dice:
«La Juve ha buttato via 50
miliardi di Agnelli». Tradotto: il mercato di Boniperti è
stato un fallimento. 18 anni
e mezzo di presidenza, 44
totali al servizio della Juve:
era entrato nel 1946 e la
guerra era appena finita.
Boniperti lascia la carica nel
suo stile, niente pugni sul
tavolo, schiena dritta e orgoglio. «Ho poco da rimproverarmi - dice uscendo dal
suo ufficio - da tempo avevo
deciso di smettere». Al suo
posto arriverà Luca Cordero
di Montezemolo. In panchina, l’anno dopo, Maifredi.
È la prima Juve del dopoBoniperti: 7° posto, fuori da
tutte le competizioni UEFA.

6 febbraio 1969
In preparazione della trasferta di campionato a Palermo, la Juventus disputa
a Siracusa una amichevole
contro la squadra locale:
stadio esaurito, dodicimila spettatori, poco prima
dell’inizio concordato per le
15 il pubblico sciama a bordo campo, facendo così slittare l’inizio di alcuni minuti.
Risultato finale 5-1, doppietta di Haller e gol di Pasetti,
Menichelli e Favalli.
7 febbraio 1983
Ha deciso. Se ne va. Lascia
l’Italia. Di più: chiude una
carriera, ne apre un’altra.
Ha scelto il Canada. Quel
giorno Roberto Bettega
dice: «È la mia ultima stagione, la Juve sa tutto». Ha
due biglietti d’aereo in tasca. I biglietti sono per Toronto. Volo Alitalia, due posti
prenotati: uno per sé, l’altro
per sua moglie Emanuela. In
aeroporto dice: «Sono curioso di conoscere questa nuova realtà». I contatti ci sono
già stati. Bisogna solo andare e decidere. Bobby Gol
ha deciso di tentare l’avventura nella North American
Soccer League, giocherà
nei Toronto Blizzard. Meno
stress, qualità della vita più
alta. «Imparerò l’inglese»,

dei Campioni, Juventus-Amburgo.
7 febbraio 1999
La Juventus perde in casa
per 4-2 contro il Parma e
Marcello Lippi lascia la panchina dopo aver vinto con i
bianconeri 3 scudetti, una
Coppa dei Campioni, una
Coppa
Intercontinentale,
una Supercoppa europea,
due Supercoppe italiane
e una Coppa Italia. Dopo
l'amara parentesi con l'Inter Lippi torna in bianconero dal 2001-2002 al 2003-04
vincendo altri due scudetti e
due Supercoppe italiane.
7 febbraio 1965
Menichelli goleador in Juventus–Catania 4-1. L’ala
bianconera sigla tre reti di
cui una su rigore, la quarta
segnatura è opera di Da Costa. Nel primo tempo scontro di gioco, testa contro
testa, tra il bianconero Mazzia e Bicchierai: subito medicati, torneranno in campo
ma non rientreranno per
la ripresa lasciando le due
squadre in dieci; all’epoca
non erano previste le sostituzioni, tranne quella del
portiere, che comunque andrà in vigore dalla stagione
1965/66.
8 febbraio 1914
La Juventus, al Campo di
Corso Sebastopoli, travolge
il malcapitato Como (9-0):
bomber di giornata Bona
autore di cinque segnature
di cui una su rigore, completano la goleada Dalmazzo
(2) e Boglietti (2)
8 febbraio 1942
Per il 3° turno di coppa Italia, la Juventus affronta a
Torino in partita unica il
Padova: vittoria sofferta con
gol decisivo dell’uruguayano Raoul Banfi al 78’ al suo
esordio in coppa Italia. Da
segnalare nel Padova l’ottima prova della mezzala
Nereo Rocco, che prima da
giocatore poi da allenatore
incrocerà molte volte la Juventus.

dice. Bettega nel 1983 ha 33
anni e una lunga carriera
alle spalle. Con la Juve ha
vinto tutto, 42 le presenze
in azzurro con 19 gol, solo
un infortunio gli ha tolto la
gioia del Mundial 1982. Va,
torna. Poi decide: Canada.
Farà in tempo a chiudere il
campionato e a giocare l’ultima partita con la maglia
bianconera. Finale di Coppa

9 febbraio 1958
Netta vittoria della Juventus capolista (3-1) a Marassi contro il Genoa fanalino
di coda: protagonista della
partita la pioggia che ha
continuato a cadere per tutta la durata dell’incontro.
Autori dei gol bianconeri
Emoli, Colombo e Sivori. Le
squadre hanno giocato con

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Febbraio Juve di Ermanno Vittorio

Del Piero record: nessuno come lui in maglia Juve
A Bergamo Scirea timbra 500 presenze. La tripletta di Immobile regala il Viareggio ai giovani bianconeri

il lutto al braccio in omaggio
alla memoria dei giocatori
del Manchester United periti nella tragedia aerea di
Monaco di Baviera. Assiste
alla partita la squadra ciclistica della Carpano che in
corsa veste di bianco/nero.

settembre: Cagliari-Atalanta
0-0). Le parole che quel giorno dice Boniperti spiegano
meglio di ogni altra cosa chi
era Scirea: «È un esempio
per chiunque ami il calcio
e per i giovani che si avvicinano a questo sport». Per
Scirea quello è il terzultimo
campionato in bianconero.
Ha 33 anni, ha vinto tutto:
in primavera vincerà il settimo scudetto. Si ritirerà alla
fine della stagione 1987/88,
l’anno successivo sarà il più
stretto collaboratore di Dino
Zoff, allora tecnico dei bianconeri. È morto il 3 settembre del 1989, stava andando
a vedere i polacchi del Gornik Zabrze, avversari Juve
in UEFA: era di domenica,
il giorno del calcio, come se
la storia avesse voluto chiudere un cerchio. Lealtà, correttezza, il pudore dei forti:
questo era Gaetano Scirea.
9 febbraio 1969
Allenamento della Juventus
che affronta con una mista
titolari-riserve nel primo
tempo la squadra della Castor (2-0 doppietta di Zigoni). Nel secondo tempo
in campo il Pinerolo che è
battuto 6-1 gol di Favalli (3),
Sacco (2) e Magnusson.

9 febbraio 1986
Atalanta-Juventus 0-0. Partita speciale per un uomo
speciale. È la 500ª volta di
Gaetano Scirea con la maglia della Juve. Una vita. 500
tra campionato, Coppa Italia
e coppe internazionali. 500,
e proprio a Bergamo, dove
tutto è cominciato nel 1972,
con l’esordio in serie A (24

10 febbraio 1993
La Juventus pareggia a Parma 1-1 nel ritorno dei quarti
di Coppa Italia e si qualifica per le semifinali; per i
bianconeri terza semifinale
nelle ultime tre stagioni. Il
gol bianconero è di Andreas
Möller, curiosa l’espulsione
di Ravanelli che si è allontanato dalla panchina al 38’
del primo tempo ed espulso per proteste dall’arbitro
Ceccarini di Livorno.

del Milan commenta “Ci vorrebbe il Maracanà quando
arriva la Juventus!”

11 febbraio
Nasce a Napoli Ciro Ferrara,
difensore del Napoli, Juve e
Nazionale. Esordio in serie
A il 5 maggio 1985: NapoliJuve 0-0. In A 500 presenze
e 27 gol.
Nella sua carriera ha vinto
7 scudetti, 2 Coppa Italia, 5
Supercoppa Italiana, 1 Uefa,
1 Champions League, 1 Supercoppa europea e 1 Coppa Intercontinentale. Con la
Nazionale 49 partite tra cui
la finale terzo posto ai Mondiali di Italia '90.
12 febbraio 1992
La Juventus batte l’Inter a
Torino 1-0 nell’andata dei
quarti di finale della Coppa Italia. Autore del gol decisivo Di Canio. La partita
sarà ricordata per i rigori
sbagliati: inizia Matthäus
calciando sul palo al 15’
del primo tempo, lo segue
il bianconero Roby Baggio
che al 15’ della ripresa si
fa parare il tiro da Zenga:
il portiere nerazzurro non
neutralizzava un calcio di
rigore da tre anni.
12 febbraio 1990
L’avvocato Vittorio Caissotti
di Chiusano è eletto presi-

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it

Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
amcsrls@yahoo.it

Hanno collaborato
Carlo Bianchi
Antonio Catapano
Alessandro Costa
Luca Ceste
Massimo Fiandrino
Ezio Maletto
Paolo Rachetto
Marco Sanfelici
Fabio Vergnano
Ermanno Vittorio

Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa
Tel. 011 0371291

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Gianni Castaldo

Responsabile del trattamento
dei dati personali: Gianni Castaldo

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 18 DI VENERDÌ 9 FEBBRAIO 2018

dente della Juventus, il 26°
nella storia del club.
13 febbraio 1966
In una domenica di pioggia
battente la Juve s’impone al
Varese al Comunale per 3-1.
Per Silvino Bercellino, fratello di Giancarlo, stopper
bianconero, è un giorno da
ricordare: doppietta e possibilità di giocarsi la maglia
di titolare con l’altro centravanti dell’epoca Traspedini. Chiude le marcature
Menichelli. Da rammentare
il ricovero con urgenza del
terzino Adolfo Gori, per sospetta commozione cerebrale dovuta ad uno scontro di
gioco.
14 febbraio 1984
L’agenzia milanese che gestisce la vendita dei biglietti
della partita Milan-Juventus
è letteralmente presa d’assalto già nella mattinata
prima dell’apertura. Traffico bloccato, caos e più di
tremila persone in coda. Per
ristabilire l’ordine arrivano
tre autoblindo della polizia
ed il Vice questore. L’attesa
per Milan-Juventus è enorme, nessuno vuole stare fuori da San Siro, un dirigente

14 febbraio 1960
La nebbia blocca la Juve
al Comunale e rende vano
l’impegno dei giocatori che
affrontano il Padova. La
partita comincia nonostante una fitta nebbia, Juve in
vantaggio 4-2 sino al 77’ poi
l’arbitro Cariani che indossa
un curioso copricapo convoca i due capitani e decide la
sospensione della gara. Rimangono inutili i gol siglati
da Boniperti, Sivori, Cervato
(rigore) e Charles. La partita
sarà rigiocata il 24 febbraio
e s’imporrà nuovamente la
Juve 5-1.

14 febbraio 2010
Del Piero supera Boniperti
e diviene il calciatore con
maggior numero di presenze in campionato nella storia del club, 445 presenze
contro le 444 di Boniperti.
La partita è Juventus-Genoa, 24ª giornata, Del Piero
festeggia alla grande il record siglando una doppietta,
suo il rigore decisivo al 78’
che chiude il match sul 3-2.
15 febbraio 1948
Goleada bianconera al Comunale, a farne le spese è
l’Alessandria che soccombe
per 6-1 di fronte alle scate-

nate punte della Juve. Goleador di giornata l’ala Ermes Muccinelli autore di tre
gol, le altre marcature sono
di Boniperti (2) e Magni.
L’Alessandria schiera tre ex
bianconeri: Lustha che sigla
il gol della bandiera per i
grigi, Coscia e Tortarolo.
15 febbraio 2010
Viareggio è ancora bianconera. Il feeling che lega Juve
e Viareggio Cup è ancora più
saldo. La squadra Primavera vince ancora la Coppa
Carnevale battendo l’Empoli
in finale per 4-2, grazie alla
tripletta di Immobile e al
gol di Yago. Bissato il trionfo dell’anno precedente, ma
è anche il quinto successo
nelle ultime otto edizioni.

(In questa pagina, nella 1a
colonna la squadra ciclistica
della Carpano e Gaetano
Scirea; nella 3a Vittorio
Chiusano; nella 4a Omar
Sivori; nella 5a Ciro Immobile
nella Primavera Juve e nella
6a Alex Del Piero;
a pag. 10, nella 1a colonna
Barzagli e Sivori; nella 3a
biglietto Juve-Paris e Monti;
nella 4a Boniperti
e nella 5a Bettega)

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Accadde il

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25 maggio 1960 di Ermanno Vittorio

Nel 1960 al Comunale di Torino il primo match
Amichevole per festeggiare lo scudetto appena vinto dai bianconeri. In gol Sivori e Nicolè
Amichevole
Mercoledì 25 maggio 1960
Torino, Stadio Comunale

Juventus-Tottenham 2-0
JUVENTUS:
Vavassori, Garzena, Sarti,
Emoli (66° Leoncini),
Bercellino I, Colombo,
Nicolè, Boniperti, Charles,
Sivori, Stacchini (70°
Lojodice).
All. Parola Carlo,
Dt. Cesarini Renato
TOTTENHAM:
Brown, Baker, Henry,
Blanchflower, Norman,
Marchi, Medwin, Whide
(80° Allen), Smith (81°
Saul), Mc Kay, Jones.
All. Nicholson William
Edward
Arbitro:
Orlandini (Roma)
Marcatori:
20° Sivori; 90° Nicolè
Spettatori 50.000

J

uventus e Tottenham si
incontrano per la prima
volta in partite ufficiali, mai
prima d’ora i due clubs si
erano incontrati in partite
di coppe Europee. Andiamo
ad analizzare e ricordare i
precedenti tra le due squadre che si sono incontrate
tre volte in match amichevoli. La prima volta risale
al 1960. Le due squadre si
incontrano in notturna allo
stadio Comunale, la Juventus in pratica festeggia allo
stadio lo scudetto vinto in
scioltezza, al termine del
torneo saranno 8 i punti di
vantaggio sulla Fiorentina
seconda ed inseguitrice.
Gli inglesi hanno una bella
squadra guidata dall’ allenatore William Edward Nicholson (detto Bill), ex cal-

ciatore poi diventato ottimo
tecnico, allenerà gli “Spurs”
dal 1958 al 1974. L’attesa in città è notevole, vuoi
per festeggiare la squadra
Campione d’ Italia vuoi per
la splendida serata, il pubblico si versa in massa in
Santa Rita, direzione stadio,
poi il calcio inglese affascina sempre, ricordiamo che
all’ epoca la Nazionale Italiana non aveva mai battuta
la Nazionale inglese cosa
che avverrà solo nel 1973
grazie ai gol dei bianconeri
Anastasi e Capello. Torniamo alla serata, il pubblico
numeroso applaude la fanfara degli Alpini che suona
gli inni Nazionali. Poi pronti via! Le squadre si danno
subito battaglia, puntate
veloci soprattutto da parte inglese con il loro solito
gioco imperniato sulla velocità delle ali. La Juventus
è comunque tonica e precisa ben schierata in campo
da due tecnici, Cesarini e
Parola. “Spurs” pericolosi in apertura con un tiro
violento della mezzala Mac
Kay, risponde da par suo il

si hanno il soppravvento e
Vavassori salva su Smith ed
ancora sul pericoloso Mac
Kay. La seconda frazione di
gioco è in parte dominata
dal Tottenham che sfiora il
pareggio centrando la traversa con un tiro di Smith.
Verso la mezz’ora della
ripresa i cambi delle due
squadre influiscono sul gioco che diviene frammentario ed a quasi partita conclusa arriva il raddoppio
di Nicolè che lanciato da
Sivori batte imparabilmente Brown. Al termine del
match ben diretto dall’ ar-

tenham prenderà il volo la
stagione successiva aggiudicandosi il campionato ed
anche la FA Cup. Impresa
certo notevole. Da allora il
Tottenham non ha più vinto
il campionato. Ricordiamo
che il club londinese è stato
il primo club inglese ad aggiudicarsi una coppa Europea vincendo la Coppa Coppe nella stagione 1962/63.
Primo club ad aggiudicarsi
nella stessa stagione (dou-

ble) Campionato e coppa
Nazionale (1960/61) il tutto
grazie anche al suo campione conclamato Greaves
Jimmy che dopo essersi
affermato nel Chelsea viene trasferito al Milan nella
stagione 1961/62, Jimmy
non si adatta al club rossonero ed a Milano raccoglie
solo 10 presenze siglando
comunque 9 reti di cui 4 su
rigore. Il trasferimento al
Tottenham arriva subito in
autunno ed il club londinese si accolla per l’ epoca la
cifra incredibile mai pagata prima d’ora da un club
inglese di circa centomila
sterline. Denaro comunque
speso bene, Greaves farà
e sarà la storia del club, 9
stagioni sino al 1970 con
321 presenze e 220 gol. Il
palmares è ricco nel periodo a Londra, arricchisce la
bacheca degli “Spurs” : 2
coppe d’ Inghilterra, 2 Charity Shield, 1 Coppa Coppe.
Nel periodo al Tottenham

si aggiudica 5 volte il titolo di miglior marcatore del
torneo: 1961, 1963, 1964,
1965, 1969.

(Qui sopra Bruno Nicolè,
autore di una delle due reti;
a sinistra la Juventus
1959/1960;
sotto il Tottenham
1959/1960)

Le altre 2 recenti sfide
L

portiere Vavassori di bianco
vestito. La Juventus risponde alla grande passando in
vantaggio al 20°, Sivori lancia Stacchini sulla fascia,
cross perfetto ed incredibilmente Omar segue l’azione
e segna di testa uno dei suoi
pochi gol di testa. Gli ingle-

bitro Orlandini di Roma le
due squadre si schierano a
centrocampo salutando il
pubblico che risponde con
fragorosi applausi, una bella partita con azioni veloci
ed emozioni da ambo i fronti, il calcio made in England
non tradisce mai... Il Tot-

e altre due sfide sono molto recenti, una nel 2016 ed
una in questa stagione nel precampionato. L’ Australia vede
le due squadre affrontarsi per
la Champions Cup, la partita si
disputa alle ore 12 italiane La
Juventus di Allegri è in campo
con i due nuovi acquisti Pjianic
e Benatia, il Tottenham risponde
con i suoi titolarissimi. Juve con
partenza sprint, dopo 20 minuti
siamo sul 2-0 con gol di Dybala
e di Benatia che di testa su calcio
d’angolo sigla una splendida rete.
Nella ripresa il gol di Lamela su
errore di Hernanes, riaccende il
match ma non c’è nulla da fare
la Juventus tiene e si aggiudica la
partita.

Amichevole - International
Champions Cup
Melbourne - Stadio
Melbourne Cricket Ground
Martedì 26 luglio 2016 h. 20
(ore 12 italiane)
JUVENTUS-TOTTENHAM 2-1
Marcatori: 5° Dybala,
15° Benatia, 67° Lamela
Arbitro: Williams (Australia)
Note: Spettatori circa 30.000
JUVENTUS:
Neto, Lirola, Benatia (46° Mar-

rone), Rugani (79° Blanco), Alex
Sandro (79° Severin), Lemina
(79° Macek), Hernanes (79°
Coccolo), Asamoah (66° Vitale),
Pjanic (66° Parodi), Pereyra (46°
Cerri), Dybala (79° Rosseti).
Panchina: Audero, Del Favero,
Loria, Kastanos, Padovan.
All. Allegri Massimiliano
TOTTENHAM:
Vorm, Trippier (62° Harrison),
Ball (79° Amos), Carter-Vickers, Miller (46° Yedlin), Mason (46° Winks, Wanyama, Son
(46° Onomah), Carrol (62°
Edwards), Chadli (46° Lamela),
Janssen (62° Walkes). Panchina:
McGee, Glover, Walker-Peters.
Allenatore: Pochettino Mauricio
Londra - Stadio Wembley
Sabato 5 agosto 2017 h. 17.30
Tottenham-Juventus 2-0

Marcatori. 10° Kane, 52° Eriksen
Arbitro: Atkinson (Inghilterra)
TOTTENHAM:
Lloris, Trippier (41° Walker Peters), Alderweireld, Vertonghen,
Davies, Dier, Dambele (90°
Wimmer), Sissoko Moussa (66°
Georgiu), Eriksen (90° OakleyBoothe), Dele Alli (66° Winks),
Kane, (78° Janssen).
All. Pochettino Mauricio
JUVENTUS:
Buffon (76° Pinsoglio), Lichtsteiner (46° De Sciglio), Rugani (60°
Barzagli), Chiellini (60° Benatia),
Alex Sandro (46° Asamoah),
Khedira (76° Bentancur), Pjanic
(46° Marchisio), Douglas Costa (61° Bernardeschi), Dybala, Mandzukic (46° Cuadrado),
Higuain (76° Kean). All. Allegri
Massimiliano

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LA BELLA SONIA, MISS JUVE CON IL SOGNO DELLA TV
L

a nostra Miss Juve, per questo numero di
'JuveToro' dedicato alla Champions Legue, è
la bella e brava Sonia Boscaro. Sonia ha 22
anni, è di Torino, studentessa di scienze della comunicazione ma anche hostess, modella e aspirante conduttrice televisiva. A proposito di tv,
potete ammirare la tifosissima bianconera Sonia
ogni giovedi sera (ore 20.40) nella trasmissione 'Forza Juve' condotta da Marco Venditti dagli
studi torinesi di Rete7 (canale 12 digitale terrestre oppure 825 sulla piattaforma Sky).

NATI OGGI
Lustha Riza
Santacroce Michele
Gimona Aredio
Nenè Claudio
Causio Franco
Pogliano Gilberto
Garzena Bruno
Rossi Guerrino
Cauzzo Lino
Meneghetti Mario
Patrucco Giuseppe
Ferrero Luigi
Barisone Alfredo
Locatelli Ugo
Conti Raoul
Tevez Carlos

01/02/1916 - Mitrovicz (Albania)
01/02/1921 - Bari
01/02/1924 - Isola d’Istria Pola
01/02/1942 - Santos (Brasile)
01/02/1949 - Lecce
02/02/1908 - Torino
02/02/1933 - Venaria (TO)
02/02/1934 - Monticelli d’Ongina (PC)
03/02/1924 - Cadoneghe (PD)
04/02/1893 - Vercelli
04/02/1932 - Torino
04/02/1941 - Vinovo (TO)
05/02/1904 - Acqui Terme (AL)
05/02/1916 - Toscolano Maderno (BS)
05/02/1928 - Pergamino - Buenos Aires (Argentina)
05/02/1984 - Ciudadela (Argentina)

Claudio Nenè

William Brady

Masiello Andrea
Amoretti Ugo
Paolucci Michele
Napoli Nicolò
Beltrame Stefano
Volpi Carlo
Buscaglia Carlo

05/02/1986 - Viareggio (LU)
06/02/1909 - Genova
06/02/1986 - Recanati (MC)
07/02/1962 - Palermo
08/02/1993 - Biella
08/02/1941 - Genova
09/02/1909 - Bastia Balocco (CN)

Lanzafame Davide 09/02/1987 - Torino
Maresca Vincenzo
10/02/1980 - Pontecagnano (SA)
Dell’Omodarme Carlo 11/02/1938 - La Spezia
Viganò Paolo
11/02/1950 - Seregno (MI)
Ferrara Ciro
11/02/1967 - Napoli
Grabbi Giuseppe
12/02/1901 - Torino
Bodini Luciano
12/02/1954 - Leno (BS)
Gori Adolfo
13/02/1939 - Viareggio (LU)
Brady William
13/02/1956 - Dublino (Irlanda)
Caricola Nicola
13/02/1963 - Bari
Elia Eijero
13/02/1987 - Voorburg (Olanda)
Bruna Antonio
14/02/1895 - Vercelli
Dante Bruno
14/02/1920 - Torino
Vieri Roberto
14/02/1946 - Prato
Miani Luciano
14/02/1956 - Chieti
Notari Massimiliano 14/02/1972 - Como
Brighi Matteo
14/02/1981 - Rimini
Ametrano Raffaele 15/02/1973 - Castellamare Di Stabia (NA)
Bojinov Valerij
15/02/1986 - Goriahovitza (Bulgaria)

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Spettacoli e cultura

Un anno senza George Michael, tormentata icona 'pop'
Talento inarrivabile, 100 milioni di dischi venduti. Il confronto con Mickael Jackson. Ma, come disse lui stesso: “Non ho mai fatto nulla per essere il numero 1”

P

oco più di un anno fa, in
casa sua a Londra, moriva
Georgios Kyriacos Panayiotou, in arte George Michael. Cantante, compositore e
produttore discografico. Pur
con un’impostazione pop di
base, in carriera ha spaziato
su molti generi musicali: pop,
dance, soul, rhythm & blues,
jazz. Ed era in grado di cantare praticamente qualunque
cosa. Partito da un clamoroso
successo nel pop della prima
metà degli anni 80 con il duo
"Wham!" , ha intrapreso poi
la carriera da solista a partire dal 1987. Molti successi
e circa 100 milioni di dischi
venduti. Molto rispettato dai
colleghi, sia per la sua generosità e sia per il suo talento.
È morto inaspettatamente il
25 dicembre 2016, proprio
lui che ogni Natale che Dio
manda in terra vede il suo
tormentone natalizio "Last
Christmas" riproposto in
tutte le salse un po' ovunque, e presente nuovamente nelle classifiche di tutto
il mondo nonostante sia del
1984. Spesso all'onore delle cronache per scandali di
sesso, droga, e problemi con

le case discografiche, avrebbe potuto dare alla musica
molto molto di più. Un talento esecutivo pari, o superiore in alcuni casi, a molti
altri grandi della storia della
musica internazionale, viene
ricordato purtroppo più per
i suoi brani più commerciali

e orecchiabili, e meno invece
per altri capolavori presenti
all'interno dei suoi album.
Dal 1996 in poi in effetti ha
realizzato molte cover e un
po’ meno brani propri, e ha
disperso e commercializzato
molto male anche potenziali
successi, all'interno di compilation a scopo benefico e

all'interno di singoli venduti
in poche migliaia di copie.
Vi è anche qualche prestigioso duetto pubblicato solo
nell'album dell'altro artista
e non nei propri album. Ha
pensato poco alla buona realizzazione dei suoi video,
e alla organizzazione e alla
riorganizzazione delle sue
incisioni dal punto di vista
della sua personale storiografia discografica. La sua
vita privata era molto tormentata e in qualche caso ne
ha minato anche le basi per
specifici progetti che sono rimasti a metà o irrealizzati. Il
caso più clamoroso è l'album
del 1990, ripubblicato proprio questo autunno in versione deluxe, "Listen without
prejudice vol. 1", che a suo
tempo prevedeva anche un
futuro vol. 2 che infatti non
è stato mai pubblicato. Ma
anche progetti come “Trojan
Souls” e simili sono rimasti a
metà. Una volta in un'intervista disse: "non ho mai fatto
niente per essere il numero
1". Questo in effetti è vero, e

va anche ricordato che forse
sarebbe stato difficile in quei
decenni (80-90-2000) essere
il Re assoluto del pop, anche
perché era in vita un altro
grande talento che invece
ha vissuto tutta la vita (infanzia compresa), e ha fatto
davvero di tutto, per essere
sempre il numero 1, ossia

Michael Jackson. Resta tuttavia il grande rammarico
che George Michael non ci
abbia mai nemmeno provato
ad essere il numero 1, abbia
vissuto la carriera artistica
d’istinto e in modo umorale, cambiando spesso idea, e
abbia patito molto dal punto
di vista emotivo il suo grande successo. Carriera molto
lunga, ma tutto sommato non
tantissimi album di inediti
all’attivo. Molto folta ugualmente, nonostante tutto, la
lista dei suoi brani celebri. E
decisamente cult sono alcune
sue grandi interpretazioni
dal vivo di brani suoi e non.
La recente ripubblicazione
in due versioni deluxe dello
storico album Listen Without
Prejudice vol. 1, organizzata
e voluta da lui stesso quando
era ancora in vita, e tuttora
presente nei negozi di dischi,
è piaciuta molto ai fan, anche per via della presenza,
come bonus tracks, di alcuni
di quei brani “dimenticati”
e la registrazione completa
dello storico concerto Unplugged del 1996 per MTV;
ma sembra comunque essere
l’ennesima occasione persa
dal cantante britannico per
valorizzare meglio il proprio
lavoro. Nel cofanetto più costoso, tanto per dirne una, è
presente anche un dvd con
qualche intervista storica,
ma senza nessun sottotitolo.
Ma ora, lasciando da parte il
passato, dopo la sua morte,
cosa rimane? I fans si sentono orfani tanto quanto la sua
famiglia, e non ci saranno più
nuove incisioni. Eppure, volendo, c’è/ci sarebbe ancora
tanto da fare. Rimane forse
la sfida più grande di tutte da
raccogliere, ossia tramandare ai posteri il lavoro di questo straordinario artista. E
questo solo per cominciare. E
non è possibile farlo solo con
i soliti inutili remix o le solite
raccolte di successi che pe-

riodicamente le case discografiche buttano sul mercato
per fare cassa. Tra le altre
cose, lo stesso George Michael ne ha pubblicate già due di
raccolte, abbastanza corpose, sia nel 1998 che nel 2006.
Sarebbe il caso che i suoi
eredi (i parenti), rispettando-

ne la memoria, cambiassero
un po’ la filosofia che aveva
guidato l’artista fino ad oggi.
Sarebbe bello se avessero la
voglia di raccogliere la sua
eredità artistica e il suo lavoro e, senza pensare troppo
al denaro, volessero provare a progettare le prossime
pubblicazioni tenendo conto
della possibilità concreta di
correggere molti errori del
passato. Valorizzare e mettere in piedi nuovi progetti non

Riedizione 2017 di Listen Without Prejudice vol. 1

è affatto impossibile perché,
oltre alle pubblicazioni “limitate” di cui sopra, vi sono anche molti inediti rimasti nel
cassetto e cover live molto interessanti. È vero che siamo
oramai nell’era del digitale
e del download, e che ogni
brano può essere venduto anche da solo e senza un
vero e proprio supporto fisico, ma esiste anche un frizzante sottobosco di giovani e
non, che si sta avvicinando/
riavvicinando ai vecchi supporti (cd, vinili, e addirittura
anche musicassette). Se si
volesse, si potrebbero pubblicare almeno due o tre album
ufficiali, con brani non presenti in altri album. E forse
anche di più. Bisogna aver
voglia di lavorare, aprire tutti i cassetti, e fare un dettagliato punto della situazione,
L’importante è solo avere le
idee chiare, una buona creatività, voglia di investire, di
ricostruire, di riconfezionare,
e di documentare con severa
precisione e attenzione, in
modo ragionato insomma, la
carriera di uno dei più grandi cantanti pop di sempre.
Antonio Catapano

amcsrls@yahoo.it

www.juvetoro.it

15

Spettacoli e cultura

“Perfumum. I profumi della storia” a Palazzo Madama
Sino al 21 maggio il racconto sull’evoluzione e i significati del profumo dall’Antichità greca e romana al '900

P

alazzo Madama presenta,
dal 15 febbraio al 21 maggio, la mostra "Perfumum.
I profumi della storia". Un
racconto sull’evoluzione e la
pluralità dei significati del
profumo dall’Antichità greca
e romana al Novecento, visto
attraverso più di duecento
oggetti esposti, tra oreficerie,
vetri, porcellane, affiches e
trattati scientifici. Il percorso
espositivo presenta un excursus storico avviato a partire
dalle civiltà egizia e greco-romana che, sulla scorta di tradizioni precedenti, assegnano
al profumo molteplici significati: da simbolo dell’immortalità, associato alla divinità,
a strumento di igiene, cura
del corpo e seduzione. Il desiderio di trattenere i profumi,

conservarli e di godere della
loro fragranza accompagna
la storia dell’uomo dall’antichità a oggi. Nell’Europa del
primo Medioevo, sottoposta
all’urto delle invasioni barbariche, sono rare le testimonianze di utilizzo di sostanze
odorifere al di fuori della sfera sacra. Sopravvive tuttavia
la concezione protettiva e terapeutica del profumo, come

testimoniato in mostra dalla
preziosa bulla con ametiste
incastonate proveniente dal
tesoro goto di Desana. L’uso
di profumi a contatto con il
corpo con funzione di prote-

zione nei confronti di malattie è attestato più tardi nei
pommes de musc frequentemente citati negli inventari
dei castelli medievali, come
il rarissimo esempio quattrocentesco in argento dorato in prestito dal Museo
di Sant’Agostino di Genova,
che conserva ancora la noce
moscata al suo interno. La
civiltà islamica, che eredita
e preserva il sapere del mondo antico, sviluppa e innova
la cultura del profumo greca
e romana, persiana e bizantina, introducendo importanti
conquiste tecnologiche, come
il perfezionamento dell’arte
della distillazione compiuto
da Avicenna. In mostra alcune fiasche da profumo di arte
ottomana, in ottone geminato, in legno di rosa e in maiolica e vetro. L'età rinascimentale vede la progressiva
laicizzazione dei significati
del profumo, il cui uso si fa
più esteso e articolato presso
le classi sociali più elevate.
Gli antichi trattati circolano
grazie alle edizioni a stampa,
fioriscono nuovi ricettari che
propongono la fabbricazione
individuale dei profumi, si

sviluppa la profumeria alcolica. Si diffonde in tutta Europa la moda invalsa nelle
corti italiane di profumare
oltre al corpo anche gli accessori di vestiario, specialmente in pelle, e di indossare
contenitori per profumi di
straordinaria ricercatezza,
come il flacone in agata con
montatura in oro, rubini, diamanti e smalto, proveniente
dal Museo degli Argenti di
Palazzo Pitti, forse un dono
di Caterina de Medici, a cui
si deve l’esportazione della
moda italiana dei profumi
in Francia. Dal Seicento, la
supremazia nel campo della produzione dei profumi
spetta alla Francia. Nascono
nuove fragranze, sempre più
orientate verso le note flore-

ali e leggere, conservate in
flaconi in vetro o porcellana,
oppure diffuse negli ambienti grazie a pot-pourri e bruciaprofumi. La mostra offre
infine una panoramica sul
Novecento grazie ai prestiti
provenienti da collezioni private che hanno consentito di
arricchire il percorso espositivo con un’ampia carrellata
di flaconi, tra cui spiccano
quelli creati da René Lalique
per François Coty, di Baccarat per Guerlain, ma anche
gli eccezionali Arpège di Jeanne Lavin, Shocking di Elsa
Schiaparelli, Diorissimo di
Christian Dior. Completano
l’esposizione una selezione
di etichette e manifesti di
case produttrici di profumi
tra '800 e '900. L’esposizione,

curata da Cristina Maritano, conservatore di Palazzo
Madama, e allestita in Sala
Atelier, presenta oggetti appartenenti alle collezioni di
Palazzo Madama e numerosi
prestiti da musei e istituzioni
torinesi. Fondamentale è stata la collaborazione con il Musée International de la Parfumerie di Grasse (Francia)
che, insieme ad una preziosa
selezione di opere, ha messo
a disposizione gli apparati
multimediali sulle tecniche
della profumeria. Infine, il
contributo di molti collezionisti privati ha permesso di
radunare un’ampia selezione
di flaconi del '900. Il catalogo
è edito da Silvana Editoriale.
Paolo Rachetto

'Enrico IV' in scena al Carignano

Goran Bregovic Orchestra
al Colosseo

Dal 13 al 25 febbraio il dramma di Pirandello, pietra miliare del teatro e della poetica

"Three letters from Sarajevo": ad accompagnare
l'artista bosniaco un’orchestra di 18 elementi

M

artedì 13 febbraio, alle ore
19.30, al Teatro Carignano, andrà in scena "Enrico IV" di Luigi Pirandello, con l’adattamento e la regia di Carlo Cecchi. Sul palco con
Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò, Federico
Brugnone, Davide Giordano, Dario
Iubatti, Matteo Lai, Chiara Mancuso e Remo Stella. Le scene sono di
Sergio Tramonti, i costumi di Nanà
Cecchi e le luci di Camilla Piccioni.
Produzione Marche Teatro. Repliche
fino a domenica 25 febbraio. "Enrico
IV" è una pietra miliare del teatro di
Luigi Pirandello e della sua poetica,
che affronta i grandi temi della maschera, dell’identità, della follia e del

rapporto tra finzione e realtà. La storia dell’uomo che da vent’anni veste
i panni dell’imperatore Enrico IV prima per vera pazzia, poi come inganno
per simulare una nuova vita, ed infine
per sfuggire lucidamente alla realtà,
è l’emblema del legame pirandelliano tra maschera e realtà. L'amarezza vibrante di questa tragedia porta
a un risultato di limpida bellezza,
a una catarsi vera e propria. Qui il
pirandellismo vince i suoi schemi e
attinge a una tensione interiore dav-

vero universale. Dalle note di regia di
Carlo Cecchi: “Enrico IV” fu scritto
per Ruggero Ruggeri, il “Grande Attore” del primo Novecento. Dopo di

lui, molti altri Grandi Attori si sono
'cimentati”'con questo monumento
alla Grandattorialità. Prima di tutto
ho ridotto drasticamente molte delle
lunghissime battute del Grande Attore; conseguentemente gli altri personaggi acquistano un rilievo che spesso, soverchiati dal peso delle battute
del protagonista, rischiano di perdere. E ho fatto della follia e della recita
della follia di Enrico IV, che nell'originale ha una causa clinica un po' banale, una decisione dettata da una sorta
di vocazione teatrale: non per nulla, il
teatro, il teatro nel teatro e il teatro
del teatro, sono il vero tema di que(p.r.)
sto spettacolo".
(Foto Matteo Dalbò)

Domenica 11 febbraio, alle ore 18, al Teatro
Colosseo di Torino con
il suo ultimo lavoro
"Three letters from
Sarajevo", il live della
Goran Bregovic Orchestra. Ad accompagnare l'artista bosniaco,
un’orchestra di 18 elementi. Musicista contemporaneo, compositore tradizionale e rock star, che combina insieme una grande varietà di stili e di tecniche differenti per creare una musica
personale ma allo stesso tempo universale. Un concerto
intenso ed emozionante, in cui la musica diventa punto di
incontro tra culture e religioni apparentemente distanti.
Accompagnato da un’orchestra di 18 elementi, l’artista
bosniaco porta in scena i brani storici del suo repertorio
e le nuove composizioni contenute nel suo ultimo lavoro. Una produzione tutta incentrata sul tema della diversità religiosa e della coesistenza pacifica. Un album che,
come i concerti dal vivo, racconta l’esigenza e la voglia
di parlare del melting pot che è la cifra artistica e umana
di questo straordinario artista di fama mondiale. (p.r.)


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