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JUVETORO n. 12 Derby Toro Juve bassa .pdf



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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VIII - N. 12 - 18 FEBBRAIO 2018 - Copia omaggio
Forum Giornalisti

Punto Toro

Punto Juve

L'Intervista: Fossati

“Madama costretta a vincere
ma è derby da tripla”.
Mondonico: “Troppa
negatività sui bianconeri”

Belotti e compagni
dovranno essere 'affamati'
come i cugini.
Dubbio sul modulo

Parola d'ordine:
dimenticare la Champions.
Ma l'infermeria non
concede tregua

“Una gara tattica ma
la Juve ha molta più
pressione. I granata devono
vincere i duelli”

a pag. 4

a pag. 6

a pag. 2

a pag. 3

MEZZOGIORNO DI GIOCO

DERBY DELLA MOLE ALL'ORA DI PRANZO. GRANATA CON L'OBIETTIVO EUROPA
E PER DARE UNA GIOIA AI LORO TIFOSI. I BIANCONERI, ALLA CACCIA DEL 7°
SCUDETTO CONSECUTIVO, COSTRETTI A VINCERE PER non perdere
terreno dalLA CAPOLISTA napoli
TORINO-JUVENTUS | DOMENICA 18 FEBBRAIO ORE 12.30

2

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Forum Giornalisti

“Juve costretta a vincere ma è derby da tripla”
I

l forum giornalisti di questo numero di 'JuveToro'
ha ovviamente come focus
il terzo derby di questa
stagione. Un forum che abbandona i confini torinesi
per allargarsi ad un ambito internazionale. La prima
opinione raccolta, davvero
d’eccezione, arriva infatti
dalla lontana Svezia ed è
quella di Glenn Stromberg,

indimenticabile
bandiera
dell’Atalanta tra gli anni
'80 e '90, attualmente inviato dalla tv svedese: “Il
derby sarà una partita difficile per la Juve, ma credo
che lo sarà ancora di più
quella che i bianconeri dovranno affrontare tra qualche settimana allo Stadium
contro la mia Atalanta. Per
quanto riguarda lo scudetto
mi aspetto una lotta serrata fino all’ultima giornata
fra Juve e Napoli”. Martedì Stromberg era a Torino
per commentare la sfida
di Champions fra i bianconeri e il Tottenham ed è
scattata quindi l’inevitabile
domanda sulle prospettive
dei bianconeri nel match
di ritorno con gli inglesi a
Wembley: “Sono rimasto
impressionato dal modo in
cui la squadra di Pochettino è riuscita a capovolgere
le sorti del match dopo il
2-0 inflitto dalla Juve dopo
meno di dieci minuti. Penso che poche altre squadre
sarebbero riuscite in un’impresa di questo tipo, questo

dimostra la forza della formazione londinese. Se alla
vigilia il mio pronostico
riguardo al passaggio del
turno era 60-40% a favore
degli italiani, dopo il match
di andata direi che le quote
si sono invertite”.
Tornando ai volti noti del
giornalismo torinese, per
Antonio Paolino di Mediaset Premium (è la voce tifosa delle partite dei bianconeri) il derby di domenica
avrà una doppia valenza
per la Vecchia Signora: oltre all’importanza dei tre
punti, in chiave lotta per lo
scudetto, la stracittadina
contro il Toro servirà anche
a verificare la reazione della squadra di Allegri dopo
la mezza doccia fredda con
gli inglesi: “La rimonta del
Tottenham può rischiare di
scalfire la fiducia dei bianconeri in vista della partita
di ritorno ma potrebbe avere degli effetti negativi anche in campionato, a cominciare dalla prossima sfida
che attende la Juve e che
sarà altrettanto complicata. Un Toro che viceversa ha
ritrovato fiducia grazie alla
cura di Mazzarri. A mio
giudizio il merito principale del nuovo allenatore del
Toro è stato quello di aver
messo i singoli giocatori di
fonte alle proprie responsabilità, facendo capire loro

che è arrivato il momento di
fare qualcosa di importante
per il Torino e per la propria
carriera. Le belle prestazioni fornite da Niang nelle ultime partite confermano la
mia opinione. Domenica mi
aspetto comunque un derby
equilibrato, come del resto
lo sono state la maggior
parte delle sfide negli ultimi anni, anche se in qual-

che circostanza i bianconeri
sono riusciti ad imporsi con
più reti di scarto”.
Guido Vaciago, prima firma
'juventina' di Tuttosport,
si aspetta invece una Juve
ancora più determinata
dopo la partita con gli inglesi: “La squadra di Allegri
sarà ancora più arrabbiata
dopo la rimonta subita dal
Tottenham, rimonta subita
più per demeriti propri che
per merito degli inglesi. La
Juve ha interpretato male
la gara dopo essere andata
in vantaggio 2-0, ma penso che i bianconeri abbia-

no ancora buone chance di
strappare la qualificazione
a Wembley. Il derby sarà
comunque una partita completamente diversa, perché
non credo che il Torino cercherà di imporre il proprio
gioco, come hanno fatto gli
inglesi ma cercherà di spezzare il gioco dei bianconeri,
come del resto è sempre
stato l’atteggiamento tenuto dalle squadre di Mazzarri quando affrontava la
Juve”.
Infine, per Luca Catuogno,
giornalista della tv La7,
anch'esso presente allo
Stadium martedi sera, la
Juve ha patito anche le assenze e dovrà stare molto
attenta nel derby: “Higuain
e soci sono partiti bene ma
poi il calo ha permesso al
Tottenham di venir fuori
dimostrando che il calcio
inglese rispetto a quello italiano sembra un altro sport.
Ma la Juve si è presentata
senza giocatori importanti
come Matuidi (che ha costretto Allegri a cambiare
disposizione in campo) e
Dybala: si sente la mancanza della fantasia dell'argentino in queste partite. Il
derby sarà una gara molto
difficile ma la Juve deve
assolutamente vincere per
non perdere contatto dal
Napoli che affronterà un
turno più agevole contro la
Spal. Mi aspetto una gara
dura e aspra contro un Torino in ottima salute, forse
il migliore della stagione.
Mazzarri sta dando continuità di risultati alla squadra che è diventata molto
solida e con un ottimo stato
di forma e anche il morale è a mille. La Juve dovrà
fare una grande partita per
rimanere aggrappata alla
capolista e giocarsi magari
tutto nello scontro diretto”.
Giovanni Rolle / Marco Venditti

3 domande al... Mondo!
Bianconeri, troppa negatività.
Mazzarri? Lui sa cosa fare...

Mister Emiliano Mondonico, dopo le polemiche post Tottenham che
Juve vedremo al derby?
“Di solito si dice che
dopo una scontitta la
squadra vada in campo più arrabbiata per
dimostrare che è stato
solo un episodio e non
altro. Penso che la Juve
entrerà in campo con
questo spirito sapendo
di essere più forte del
Toro ma di fronte si troverà una squadra carica
sotto il piano agonistico
ed è chiaro che lì non
dovrà tirarsi indietro. Se
la Juve vincesse, le polemiche post-Champions
verrebbero messe in disparte ma in caso contrario si salvi chi può...”
Considera il derby un
crocevia importante per
la corsa scudetto?
“Questo è un momento di grande attività tra
campionato, coppa Italia, Champions e dunque
la condizione dovrebbe
essere ottimale. Diciamo che con il Tottenham

non l’abbiamo vista questa condizione ottimale
dal punto di vista fisico
e anche tattico e perciò
è chiaro che si comincia
ad avere un po’ di timore.
La possibilità di passare
il turno europeo c'è ancora però ho notato che
c’è anche molta negatività attorno alla Juve:
questa è la cosa peggiore perché questo stato ti
porta ad essere costretto
a vincere e quando sei
costretto spesso rischi di
sbagliare...”
Invece come arriva il
Toro di Mazzarri a questo scontro? Rispetto
a Mihajlovic, notoriamente più impulsivo, il
toscano è un allenatore
più pragmatico.
Quando cambiano gli
allenatori i giocatori si
sentono più responsabili
e danno tutto quello che
sono in grado di dare.
Poi è chiaro che la figura del nuovo allenatore
prende il sopravvento e
allora si valuta se il cambio sia stata veramente
una cosa positiva. Penso
comunque che nell’immediato futuro la teoria
e la filosofia di Mazzarri
possano diventare determinanti. Lui sa che deve
giocare contro una squadra più forte, quale è la
Juve, e sa anche come
deve fare...
Marco Venditti

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3

Punto Toro

Granata affamati come i cugini
C

i sono poche cose nella
vita di un tifoso del Toro
che valgono più che vincere il derby. Anzi no, non ne
esiste nessuna. Una gioia
vissuta solo una volta negli
ultimi 23 anni, ma 75 in totale ed anche molti pareggi,
in rimonta o rocamboleschi,
sono annoverati nella Leggenda Granata.

JUVE NON SI SCANSA
In alcuni derby recenti
(quello vinto nel 2015, quello pareggiato un anno fa
con gol di Ljajic, espulsione
di Acquah e pareggio di Higuain nell'extra-time) Allegri aveva fatto ampio turnover perché si giocava tra

rà? Insomma dubbi di formazione non mancano. Ma
sarà dura anche per Allegri
ipotizzare schemi e idee del
Walter granata.

fine aprile ed inizio maggio,
la Juve aveva lo scudetto in
tasca e la testa alla Champions. Oggi invece la Juve
ha più fame di punti del
Toro. I Mazzarri-boys inseguono l'Europa League (4
squadre per 2 posti) e lo faranno verosimilmente fino
al 20 maggio. Gli juventini
se perdessero il derby, perderebbero anche di vista il
Napoli in classifica, dopo
aver pregiudicato martedì
la Champions. No, la Juve
non si scanserà.
IL PRIMO DI MAZZARRI
Ventura ne ha persi 8 su 9,
Mihajlovic ne ha persi 3 su
4, Sonetti invece ha vinto i
primi 2, Radice i primi 3.
Ecco forse a Radice assomiglia Mazzarri. Molto serio,
meticoloso, grande tattico,
ottimo comunicatore con
i giocatori. Come Allegri è
toscano, ma dal carattere
ben differente. Diverso anche da Aldo Agroppi e Cereser, con cui è grande amico
anche per motivi di vicinato
(casa a San Vincenzo). Ma
Mazzarri può davvero imbrigliare, con il suo Toro
tatticamente camaleontico,
la Juventus. Anche tenendo alto il ritmo che i bianconeri, Pochettino insegna,
soffrono se particolarmente
intenso.
ULTIMO DI BELOTTI?
Nell'autunno del 2016 Belotti aprì le danze nel derby.
Poi Higuain e gli scellerati
cambi di Mihajlovic (4 attaccanti e tre sostituzioni
al minuto 85) ribaltarono
il punteggio. Ma il Gallo
all'Olimpico Grande Torino
saprà fare a sportellate con
i difensori juventini, molto
più di quanto solitamente

abbia fatto allo Stadium,
dove Belotti è parso più timido nei corpo a corpo. Un
gol che vale il derby consegnerebbe Belotti alla storia granata. Senza pensare
troppo che potrebbe essere
l'ultimo derby del Gallo con
la maglia del Toro…
SINDROME ROSSA
Allo Stadium i derby il Toro
li termina spesso in dieci:
Glik, Molinaro, Acquah, Baselli, gli ultimi tre per somma di ammonizioni. Mihajlovic fu espulso a poche ore
dall'esonero nel derby di
gennaio in Coppa Italia. I tifosi granata dicono che è un
cronico complotto arbitrale.

Quelli juventini ribattono
che i granata non sanno
mantenere sangue freddo.
Forse sono vere entrambe
le opzioni. Però nel suo stadio, quasi interamente granata, per i Mazzarri-boys
sarà piu facile tenere i nervi a posto. Sangue freddo e
cuore caldo. Vale soprattutto nel derby.
QUALE MODULO
DIFENSIVO?
Mazzarri ha costruito un
Toro camaleontico nel modulo. In parte per disorientare l'avversario, molto
perché Mihajlovic, nella
costruzione della squadra,
non aveva certo ponderato
il 3-5-2, e i giocatori non
sono totalmente adatti al
modulo marchio di fabbrica mazzarriano. Anche se
si sono adattati con grande abnegazione. Ma vedremo un Toro muscolare
(Acquah-Rincon-Obi a centrocampo, Baselli avanzato)
per prendere possesso del
centrocampo, o ammireremo il Toro casalingo col
tridente? E Ansaldi giocherà dall'inizio? Esterno di
fascia o a centrocampo? E
Niang sarà confermato? E il
tuttofare Iago dove gioche-

LJAJIC, DA BOMBER A
RISERVA
Sembra invece impossibile
vedere in campo Adem Ljajic. Strana parabola la sua.
Nel derby di 9 mesi e mezzo fa, segnò una splendida
rete su punizione che i compagni difesero in dieci fino
all'extra-time. E in estate
Mihajlovic gli aveva costruito la squadra intorno,
mettendolo al centro e sdoganando un 4-2-3-1 a volte
davvero troppo spregiudicato. Poi il ritorno al 4-3-3
e dopo l'esonero di Mihajlo-

vic, Adem non ha piu visto il
campo. 5 partite, 5 esclusioni. E lo Spartak Mosca, il cui
mercato chiude la prossima
settimana, corteggia lui e
Cairo. Proprio in Russia a
giugno ci saranno i mondiali. E Adem con la bella
Sofia potrebbe anticipare il
viaggio. Chissà se il destino
potrebbe invece regalare
ad Adem il canto del Cigno
proprio nel derby. Difficile,
non utopistico.
Alessandro Costa

(Da sinistra a destra
in senso orario:
Acquah, Belotti,
Mazzarri, Ljajic
e il Presidente Cairo con il
piccolo fan granata Lorenzo)

4

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Punto Juve

Parola d'ordine: dimenticare (per ora) la Champions
Testa rivolta al campionato. L'infermeria non concede tregua. Ma Dybala potrebbe giocare uno spezzone di gara

S

i fa più in fretta a contare gli abili ed arruolabili, in casa Juve. L'elenco, tra
infortunati lungo degenti,
freschi, in via di guarigione,
appena reinseriti nel gruppo e quelli con minutaggio
limitato, è più numeroso
della rena del mare (per
dirla con espressione biblica). Non si concedono a
cuor leggero titolari come
Cuadrado, Dybala, Matuidi,

Barzagli, Lichtsteiner seppure mister Allegri si sforzi
di far passare per normale
contingenza ciò che normale non è. Per non citare l'ectoplasma Hoewedes che assomiglia tanto al trucco del
prestigiatore: c'è ma non si
vede. In una situazione simile, ogni sentore di dolorino, disagio fisico, minimo
accenno di zoppia allarmano in misura subito preoc-

cupata. La truppa bianconera messa a disposizione
di Allegri è sì numericamente pari a due squadre,
ma non sempre le seconde
linee sono di uguale valore
dei titolari. Non mettiamoci l'anello al naso, ci sono
campioni e comparse che
indossano la sacra casacca.
Il copione può essere lo stesso, ma un conto è se recitato
da un grande interprete, un
conto da un buon gregario.
Sempre che il mister non
sia costretto a cambiare
spartito, che è peggio. La
stagione è ancora lunga ed
incombono impegni da far
tremare i polsi. Tutto perduto, dunque? Nemmeno
per scherzo. A Vinovo sono
abituati a giocare su più
fronti, senza battere ciglio
davanti a qualche burla del
destino. E poi, intendiamoci,
le seconde linee juventine
sarebbero stabilmente nelle
formazioni tipo di almeno

tre quarti delle altre squadre italiane. Perciò non si
molla niente. Il derby della
Mole capita a fagiuolo. Non
c'è tempo di ragionare troppo sulla strana andata degli
ottavi di finale Champions,
un concentrato singolare
di cosa possa accadere nel
calcio. Da un possibile triplo
vantaggio ad una rete subita, da un terzo goal prima
dell'intervallo al pareggio
per un errore di posizionamento della barriera e
conseguente errore di quel
monumento che è Buffon.
Ovviamente, dietro l'altalena del risultato, ballano
elogi e critiche, è matematico. Difficilmente la Juve si
fa condizionare da questi
andazzi, ma bene non fanno. Il derby è la gara adatta
a voltare pagina e mettere
da parte la mezza delusione. Per la cronaca, nulla è
ancora deciso, anche se terribilmente complicato. Nel

frattempo è cambiato anche
il Toro. La cura Mazzarri
pare stia facendo effetto, la
Juve si troverà di fronte 11
granata assai più motivati e
concreti di quelli incrociati
all'andata, in una gara che
non ha preso la direzione
della debacle storica solo
per le parate di Sirigu e la
“clemenza” degli attaccanti
bianconeri. Madama recu-

pera parzialmente Dybala,
un'arma in più. È certo comunque che il pranzo apparecchiato alla “mezza”
all'Olimpico non sarà facile
da digerire. E il ritmo del
Napoli non permette passi
falsi. Si prevedono coronarie in disordine.
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L'intervista: Natalino Fossati

“Una gara tattica ma la Juve ha molta più pressione”
a tutto campo. Polmoni a
mantice e tanta qualità.

IL TREMENDISMO
DI FOSSATI
2 Coppa Italia vinte, qualche scudetto sfiorato, 327
presenze e 14 gol, titolare

inamovibile per dieci anni
(1964-74), battaglie in tutto il mondo con la maglia
del Toro addosso. I numeri, comunque maestosi, da
soli non bastano a spiegare
perché Natalino Fossati da
Mandrogne, sia così legato alla maglia granata. Bisogna aver vissuto quegli
anni per capirlo. Bisogna
conoscere Natalino Fossati
per capire che per lui davvero il granata è una seconda pelle. Gli juventini avevano sempre paura di lui:
non solo per la sua grinta
ma anche per la sua grande tecnica. Un fluidificante

PRESSIONE SOLO
PER LA JUVE
“Innanzitutto non ritengo
giusto accusare Buffon puntualizza Fossati -. Può
aver fatto un mezzo errore,
ma merita rispetto. Certamente a livello psicologico
la Juve avrà qualche problema in questo derby, perché la Champions lascerà
strascichi: passare dal quasi 3-0 al 2-2 può essere una
batosta. Anzi pensavo che
nel finale la Juve avrebbe
rischiato di perdere”. Fossati spiega anche perché la

Juve sentirà tanta pressione in questo derby: “Il Napoli gioca con la Spal e credo vincerà, la Juve se non
vince rischia di distanziarsi
molto dai partenopei”.
TORO MASCHIO
“Il Toro deve fare gara da
Toro, se la fa da femmina,
finisce male. I granata devono rendere pan per focaccia ai bianconeri, e cercare
di vincere piu duelli possibili. La Juve è ovviamente
superiore tecnicamente. Ma
il Toro se gioca come deve
questo derby, può davvero
fare una grande partita”.

GARA TATTICA
Due toscanacci come Mazzarri ed Allegri come preparanno questa sfida? Fossati spiega: “Vista la posta
in palio, la voglia di vincere
di entrambe le squadre e le
capacità dei due allenatori, rischiamo di vedere una
gara molta tattica, un poco
bloccata, almeno fino al primo gol. Ma sarà un derby di
alto livello”.

ARBITRI ANNI '70?
Fossati spiega che ai suoi
tempi le polemiche arbitrali non erano pesanti come

adesso: “Nei derby del mio
periodo gli arbitri erano
molto attenti a non compiere errori gravi. Sono onesto,
non ricordo di derby condizionati dall'arbitraggio”.
Speriamo sia cosi anche domenica...
Alessandro Costa

(Da sinistra a destra:
Fossati con i compagni di
squadra 1971/72 e insieme a
Ferrini; nello studio televisivo
di GRP TV nella trasmissione
'Orgoglio Granata'; insieme a
Eva, Miss JuveToro
di questo numero)

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Storia / Febbraio Juve di Ermanno Vittorio

Quando Sivori trascinava la Vecchia Signora
16 febbraio 1992
La Juve s’impone sull’Atalanta 2-1 al Delle Alpi grazie
ai gol di Schillaci e Baggio.
Simpatica
dichiarazione
dell’Avvocato Agnelli, presente alla partita: “Se Baggio gioca sempre così tenga
pure il codino e magari anche le trecce…”.

17 febbraio 2005
Muore in Argentina a San
Nicolas, suo paese d’origine, Omar Enrique Sivori.
Nell’estate del 1957, segnalato da Cesarini, lascia il
River Plate per approdare
alla Juve di Umberto Agnelli che sborsa 160 milioni di
lire. Lascerà un segno indelebile nelle 8 stagioni bianconere, “El cabezon” (per
il suo testone): serpentine,
tunnel e colpi da autentico
solista della “pelota”. Forma con Boniperti e Charles
un trio-meraviglia. Nel 1961
(primo giocatore Juve) viene premiato con il Pallone
d’oro. Come oriundo vestirà
l'azzurro 9 volte segnando
8 reti, partecipando a Cile
1962. Lascerà la Juve in

disaccordo con l’allenatore
Heriberto Herrera nel 1965
approdando al Napoli dove
darà ancora spettacolo in
coppia con Altafini. Tornato in Argentina, dal 1994
collabora con la Juve come
osservatore sudamericano.
Palmares Juve: 3 campionati (1958, 1960, 1961), 3 coppe Italia (1959, 1960, 1965),
Capocannoniere
1959/60
(27 gol). Presenze in campionato con la Juve: 215 e
135 gol; 15 nelle coppe europee e 8 Gol; 23 in coppa
Italia e 24 gol.

tre a Carrera sono presenti
i bianconeri Roby Baggio
(autore di un doppietta) e
Casiraghi autore di un gol.

18 febbraio 2010
La Juve stende l'Ajax 2-1
in trasferta. II brasiliano
Amauri ad Amsterdam segna la doppietta che
ipoteca la qualificazione
agli ottavi di Europa League. I bianconeri vincono in
rimonta, replicando
al vantaggio iniziale di Sulejmani, e chiudendo in 10
per l'espulsione nel recupero di Salihamidzic.
Prima di Amauri l'unico
giocatore di una squadra
italiana capace di segnare
una doppietta ad Amsterdam contro l'Ajax era stato
Crespo nella prima fase a
gironi di Champions League
2001-02.

21 febbraio 1962
Al Bernabeu la Juve di Parola sfida il Real Madrid.
Quarti di Coppa Campioni. A
Torino all'andata ha vinto il
Real 1-0, alla Juve si chiede
l'impresa. In campo campioni come Santamaria, Di
Stefano, Gento e Puskas, tra
i bianconeri Omar Sivori. La
prestazione è da incorniciare, la ciliegina sulla torta è
la sua rete, abile a sfruttare una sponda di testa di
Charles. L’episodio gela i
tifosi madrileni, convinti di
vincere facile. Il primo tempo si chiude 1-0 Juve. Nella
ripresa il Real domina ma
negli ultimi minuti la Juve
sfiora il 2-0. Al fischio finale l'entusiasmo è quello di
una storica impresa. Segue
lo spareggio decisivo per la
qualificazione, perso 3-1 a
Parigi, ma resta il ricordo di
una grande partita disputata in uno stadio mitico.

19 febbraio 1992
Esordio In Nazionale per
Massimo Carrera: amichevole a Cesena, l’Italia s’impone a San Marino (4-0), ol-

20 febbraio 2012
Per la sesta volta negli ultimi 10 anni la Juve vince il
Viareggio: 2-1 in finale contro la Roma grazie alle marcature di Beltrame e Padovan. Con questo successo la
Juve raggiunge Milan e Fiorentina a quota 8 vittorie,
per la squadra allenata da
Marco Baroni una grande
soddisfazione.

22 febbraio 1986
Il dottor Francesco La Neve
colpito da infarto muore a
Torino. Con una punta d’orgoglio amava definirsi “Il
medico più scudettato d’Italia”. Arrivato alla Juve nel
1965, vinse 9 scudetti. Nato
a Torino il 14/12/1933 da famiglia calabrese, La Neve si

la partita è Fiorentina-Juventus 1-1 gol bianconero
di Boninsegna. Verza raccoglierà in totale tra campionato e coppe 60 presenze
ed 11 gol. Due scudetti 1978
e 1981 ed una coppa Italia
1979 le sue vittorie con la
maglia bianconera.

era laureato nel 1959 (specializzazione in fisiochinesiterapia ortopedica e medicina sport). Nel 1965 alla
Juve come assistente, nel
1970 dottore a tempo pieno.
Prima di allora non esisteva questa figura, divenne
così un precursore. Diresse
la rivista “Italian Journal of
sport Traumatology”, allestì
il centro medico alla Sisport,
divenne medico di Mennea,
Sara Simeoni e della squadra di basket femminile
Campione d’Europa.

23 febbraio 1950
La 26ª giornata è disputata
nella settimana: 2 partite di
mercoledì, altre 8 di giovedì,
tra cui Venezia-Juve: partita combattuta con lagunari
che terminano il primo tempo in vantaggio 1-0; nella ripresa i campioni della Juve
impongono la loro classe:
finisce 4-1 con gol di Marti-

no (3) e Muccinelli. Da ricordare l’espulsione proprio di
Muccinelli al 64’ ma un super Martino fa in modo che
non ci si accorga minimamente dell’assenza dell’ala.
24 febbraio 1960
La Juve recupera la partita sospesa per nebbia il 14
febbraio contro il Padova,
quando i bianconeri vincevano per 4-2. Il risultato è
ancor più netto del precedente, si chiude sul 5-1 con
una giornata da ricordare
per le finezze di Sivori che
sigla tre gol (uno su rigore),
le altre marcature sono di
Charles e di Leoncini con
una gran botta dai venti
metri.
25 febbraio 1962
La Juve recupera a San Siro
contro l’Inter una partita
che sembrava oramai compromessa. Nella ripresa,
sotto di due gol, Sivori riapre il match al 79’ con un
gol di classe siglato d’esterno sinistro; il pareggio (22) arriva a tre minuti dal
termine con una gran botta
dell’ala Stacchini. Da ricordare l’ottima prova fornita
da Charles, schierato in mediana.
26 febbraio 1978
Esordio nella Juve ed in serie A per Vinicio Verza, talento del settore giovanile,

basta poco per ristrutturare!
PORTE E SERRAMENTI
PROSSIMA APERTURA:
VIA DE GASPERI, 3 - NICHELINO (TO)
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27 febbraio 1985
Ritorno Ottavi di Coppa Italia a Torino, la Juve affronta
il Campobasso che all’andata si era imposto 1-0;
dopo soli 15 minuti i gol da
rimontare sono 2 grazie al
vantaggio del Campobasso
con Perrone. Rimonta e passaggio turno grazie a Platini, Brio, Briaschi e Vignola.
28 febbraio 1990
E’ disputata a Torino la finale d’andata di Coppa Italia
tra Juve e Milan, il ritorno
sarà poi giocato ad Aprile. La gara termina con un
nulla di fatto, che comunque consentirà alla Juve di
aggiudicarsi la Coppa, dopo
aver vinto la partita di ritorno a Milano 1-0. L’allenatore bianconero Dino Zoff
festeggia in panchina il suo
48° compleanno.
29 febbraio 1948
Una Juve senza molti titolari affronta al Comunale il
Genoa quart’ultimo in classifica: davanti al portiere
Sentimenti IV si schiera la
quasi inedita coppia di terzini Dalmonte e Caprili. Nonostante diverse assenze la
Juve vince 2-1 grazie ai gol
di Sentimenti III e un’autorete del genoano Verdeal.
(Nella prima colonna l'avvocato
Agnelli con Evelina Christillin
e Sivori all'entrata in campo
di Real-Juve 1962; nella
quarta colonna la formazione
bianconera che sfidò il Real
e il dottor Francesco La Neve
insieme a Carlo Parola)

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L'Analisi

Niente passi falsi. L'Italia anti-bianconera aspetta solo quello...
G

li impegni incalzano
con il loro carattere
sempre più esiziale, e gli
infortuni muscolari, purtroppo, ma assai poco inopinatamente, pure. Però, per
quanto difficile possa essere, e lo è già davvero per
chi guarda, figuriamoci per
i veri protagonisti, occorre,
anzi, è cogente, che la Juve
accantoni mentalmente la
pessima figura rimediata a
domicilio dalla quinta squadra inglese (a testimonianza di quanto sia mediocre il
Palio delle Contrade tricolori) e si proietti sul derby con

la consapevolezza che d'ora
in avanti un passo falso può
trasformare una stagione
numericamente quasi in
linea con le attese, nell'annata sportivamente fallimentare che oltre mezza
Italia disperatamente anela. L'antagonista proposta
dal calendario, storia molto
antica a parte, è un'abbordabilissima formazione di
centroclassifica con la solita e peraltro unica pretesa e speranza di nobilitare
l'anonima partecipazione al
torneo in virtù della vittoria sulla concittadina bene-

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stante; il cambio di gestione
tecnica le ha sicuramente
giovato e non sarà così friabile come nel girone d'andata o nel trofeo Tim, ma la
differenza di valori rimarrà
comunque enorme. In ogni
caso, nulla di nuovo sotto
il sole, giacché non v'è avversaria italiana che nutra
intenti diversi, ed è ormai
scontata anche la condotta
di gara che ragionevolmente ci si può attendere dai
Campioni in carica: dieci
minuti circa discretamente propositivi e poi un progressivo arretramento del
baricentro, volto a difendere un auspicabile vantaggio
conseguito a seguito di una
prodezza individuale e preparatorio alla progressiva e
immancabile erezione delle
barricate finali. Esattamente quel che accade pressoché
sistematicamente;
esattamente com'è successo
in Coppa, quella con la “C”
maiuscola, con gran sorpresa di chi ha finalmente
realizzato che la rinuncia

a giocare, sì premiante sui
terreni della Penisola, ma
per acclarata modestia della concorrenza, si svela invece un autentico harahiri
al cospetto di appartenenze
extra peninsulari, del tutto
refrattarie al football delle
caverne rappresentato da
catenaccio e contropiede,
quello che certi “clienti” e
tanti giornalisti/opinionisti
servili definiscono ed esaltano, allorché produce ancora
qualche risultato, come “Capolavoro tattico”. Addurre a
pretesto che in questo momento conta solo il risultato
è una mistificazione di tutta
la storia juventina, dato che
il club sabaudo non ha mai
considerato accettabile un
esito conclusivo diverso dal
successo; propugnare il teorema che giocando bene
non si vince, solo perché
chi tenta di farlo con interpreti appena discreti non
vi riesce, significa invece
propagandare la menzogna
o, nel migliore dei casi, essere rimasti fermi al tempo

in cui si credeva che la Terra fosse piatta. In punta di
fatto è comunque corretto
precisare che quanto passato dal convento non consentirebbe a prescindere la
realizzazione di certe velleità; sarebbe però altrettanto intellettualmente onesto ammettere che tra una
prestazione invereconda e
la scelta di andare al Circo
deve pur esistere una soluzione compromissoria. In
parole povere, una squadra
che non tenda ad abbassar-

si troppo per paura o eccesso di prudenza. Vero quanto
sopra, e stante l'inerzia delle competizioni, anche chi si
contenta a dispetto di tutto
purché sul televideo compaia il risultato desiderato,
rischia seriamente di veder
tradite le proprie aspettative; soprattutto se a maggio
dovesse prevalere la squadra che, pur con meno qualità, detiene attualmente il
primato. Eupalla, ancora
una volta, pensaci tu! Augh.
Ezio Maletto

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

'Gallo' contro 'Pipita': chi vincerà?
L

a sfida fra i numeri 9
assume un'importanza
strategica. Belotti sta ritornando decisivo, il gol contro
l'Udinese ha sbloccato definitivamente il giovane attaccante in prospettiva derby. Il 'Gallo' ha vissuto un
momento di difficoltà causa
fastidioso infortunio e poi ricaduta e non segnava dal 16
dicembre scorso. Troverà di
fronte Gonzalo Higuain che
attualmente sta vivendo uno
dei suoi migliori momenti in
bianconero. Al Torino mancano i gol del 'Gallo' (5 contro i 17 di un anno fa) e per
il bomber questo potrebbe
essere il palcoscenico giusto
per ritornare in auge e proprio contro Buffon: nel 2016
realizzò un gol che spezzò
l'imbattibilità record del
portierone Bianconero e gli
fermò il cronometro a 974'
minuti. Dal canto suo il Pipita ha realizzato 3 gol nei
2 derby del 2016/2017 compresa una doppietta nel suo
esordio nella stracittadina
datata 11/12/2016 e non ha
mai perso questa gara (3
vittorie e 1 pareggio).

BELOTTI: FEBBRAIO
MESE PREFERITO
8 I gol segnati da Andrea
Belotti nel mese di febbraio
in serie A su 43 con la maglia del Torino, il suo mese
preferito; poi c'è aprile con
7.
1 Il suo primo gol in maglia granata è arrivato il
28/11/2015, alla 14a giornata contro il Bologna e dopo
un “digiuno” di 549 minuti
2 Le sue prime reti in serie
A con la maglia del Palermo,
non solo una rete ma addirittura una doppietta il 24

settembre 2014 in NapoliPalermo 3-3.
140 Il 5 novembre 2016, Belotti ha realizzato il suo gol
più veloce in carriera, in gol
dopo 140 secondi dal via in
Torino-Cagliari 5-1.
974 Belotti su rigore il 20
marzo 2016 ha interrotto
l'imbattibilità di Buffon che
durava da ben 974 minuti,
interrotta così la striscia record del portiere della Nazionale.
2017 Il 27 agosto 2017 l'incredibile gol di Belotti in rovesciata in Torino-Sassuolo
3-0, il gol del momentaneo
1-0 granata che resterà
indelebile nella storia del
campionato.
19 Ha colpito 19 avversarie
diverse: 5 reti al Bologna, 4
Napoli, Sassuolo, Udinese,
3 Cagliari, Crotone, Fiorentina, Palermo, Roma, Sampdoria, 2 Frosinone, Inter,
Juventus, Milan, Pescara,
1 Empoli, Genoa, Lazio, Verona. Triplette: 2 (Bologna e
Pescara); Doppiette: 7 (Cagliari, Crotone, Fiorentina,
Frosinone, Napoli, Sampdoria, Pescara).

23 I portieri battuti: 5
Mirante, 3 Bizzarri, Consigli, Cordaz, Posavec, Rafael C., Tatarusanu, 2 Buffon,
Donnarumma, Handanovic,
Leali, Reina, Scuffet, Skorupski, Storari, Szczesny, Viviano, 1 Benussi, Lamanna,
Marchetti, Karnezis, Pegolo,
Puggioni.
HIGUAIN RE DEI
BOMBER: 36 RETI
NEL 2015-2016
36 reti Higuain (Napoli)
nel 2015/2016; 35 Nordahl
(Milan) 1949/50; 34 Nordahl
(Milan) 1950/51; 33 Angelillo (Inter) 1958/59; 31 Meazza (Ambrosiana) 1929/30;
31 Borel II (Juve) 1933/34;
31 Nyers (Inter) 1950/51; 31
Toni (Fiorentina) 2005/06;
30 Nyers (Inter) 1940/50; 30
Hansen (Juventus) 1951/52.
GLI ARGENTINI PIÙ
PROLIFICI IN UNA
SOLA STAGIONE
36
Higuain
(Napoli)
2015/16; 33 Angelillo (Inter) 1958/59; 28 Guaita
(Roma) 1934/35; 27 Santos
(Torino) 1949/50; 27 Sivori

Foto Glinni

(Juventus) 1959/60; 26 Batistuta (Fiorentina) 1994/95;
26 Crespo (Lazio) 2000/01.
GONZALO DOMINA
ANCHE ALL'ORA DI
PRANZO
10 I gol segnati da Higuain
alle 12.30, nessuno come lui
in questa speciale classifica,
precede a quota 9 Toni, Cavani e Mertens.
109 I gol di Higuain in A fra
Napoli e Juve (14 in questo
torneo), ha raggiunto Boffi
e insegue Bettini, Galli C.,
Giordano e Baldini a 110. 78

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gol di destro, 23 di sinistro, 7
di testa e 1 rimpallo.
77 Le partite nelle quali è
andato a segno in serie A
con 4 triplette e 24 doppiette con il Napoli e la Juve;
con i suoi gol le sue squadre
hanno conquistato 62 vittorie, 10 pareggi e 5 ko.
101 I gol dopo 153 gare in
A, record per un giocatore
dal 1994 in poi, Trezeguet
aveva raggiunto quota 100
dopo 155 gare, Shevchenko
in 162, Crespo in 168, Montella in 170.
65 Le reti segnate da Higuain in casa e 44 in trasferte sulle sue 109 complessive
in A, di queste 56 decisive
per la vittoria e 11 per il pareggio.
26 Ha colpito 26 squadre
diverse: 12 reti Lazio, 8 Sassuolo, 7 Atalanta, Chievo,
Torino, 6 Cagliari, Fiorentina, Milan, Sampdoria, 5
Bologna, Frosinone, Genoa,
4 Inter, Verona, 3 Empoli,
Palermo, 2 Cesena, Napoli,
Pescara, Roma, Udinese, 1
Benevento, Carpi, Crotone,
Juventus, Spal.
(Ha collaborato Davis Reineri)

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La Tattica

Mazzarri prepara un Toro camaleontico

T

ante sono le variabili e
tantissime le incognite
che fluttuano nella testa di
un allenatore nella settimana che precede un derby.
Mazzarri non avrà lesinato
input continui, mirati, dedicati ad ogni singolo giocatore. Sa bene quali tasti toccare, anche quelli più dolenti.
Proprio su questi ultimi è
stato fatto il lavoro maggiore ed è soprattutto dalla
gestione di questi che dipenderà l’esito finale del match.
Intensità, grinta, occupazione degli spazi e solidarietà

tra i reparti non potranno
prescindere da una attenzione particolare a quella
foga molto spesso deleteria.
Nelle ultime partite il Toro
ha dimostrato di saper correre di più ma soprattutto
meglio; disponibilità nei movimenti offensivi più ricercata, fisicità nei contrasti, una
difesa bunker e il rientro
di Belotti hanno riportato
alcuni dati relativi alle prestazioni singole e di squadra
a valori consoni e accettabili. Nel cuore del gioco, il
centrocampo, dove tutto o

molto si decide; l’assenza
di Matuidì nello scacchiere
bianconero, toglie ad Allegri
una possibilità importante.
Spesso l’allenatore livornese ha alternato la mediana
a 2 o 3 uomini cambiando le
opzioni nella costruzione del
gioco. Metronomo, cervello
e geometra, quel Pjanic ago
della bilancia dai cui piedi
(e testa) passano molte delle
invenzioni illuminanti, sarà
oggetto di particolare attenzione. Pressing coordinato,
mai scriteriato e soprattutto
“irruento” saranno condizioni che avranno bene in

LINEA VITA secondo le normative UNI EN 795 2002
D. Lgs. 81/2008, Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro
Servizi offerti: progettazione e sopralluoghi,
preventivi su richiesta, montaggio da personale specializzato,
prove d'estrazione con appositi macchinari

testa gli incontristi granata;
in fase di non possesso palla a turno, Baselli e Ansaldi
(o Acquah), avranno il compito di “mordere” lo spazio e soprattutto togliere la
luce al fantasista bosniaco.
Serviranno sacrificio senza dimenticare la lucidità
nel far ripartire l’azione,
non abbassare il baricentro
troppo a ridosso della linea
maginot il cui ultimo baluardo, Rincon , non potrà
dedicarsi esclusivamente a
compiti di rottura. Le possibilità che venga riproposto
Baselli nella posizione vista

a Marassi sono molto alte;
da lui, Mazzarri si aspetta il
cambio di passo e gli inneschi per i punteros granata
ma da lui si aspetta anche
una prova di carattere e
personalità anche quando
l’inerzia della gara richiederà pazienza e sofferenza
(l’espulsione nel derby del
2017 dovrà fungere da insegnamento prezioso)
Il derby va giocato, abbassare le proprie pretese accettando di aspettare le mosse
bianconere, sarà un errore che WM non vorrà permettersi; la qualità di Iago
Falque (determinante e in
crescita costante) e l’importante ritorno del Gallo ad infastidire il fortino bianconero saranno i presupposti per
una fase offensiva che potrà
e dovrà sfruttare le occasioni (poche o tante dipenderà molto dall’approccio
mentale) che sicuramente si
presenteranno nei ’90 . Ci si
aspetta un Torino camaleontico, che saprà adattarsi alle

varie fasi della partita, senza snaturare le proprie caratteristiche e senza dimenticare l’essenza del calcio: il
gioco, non necessariamente
bello, senza il quale però arrendevolezza e sottomissione prenderanno il sopravvento. Questo non lo si potrà
accettare, soprattutto in un
derby. La trappola è pronta,
basterà?
Emiliano Latino
(Da sx a dx: esultanza di gruppo,
Baselli contro la Samp
e Rincon)

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

Primo derby della Mole per WM, Allegri da record
L

'attuale mister Toro per
la prima volta affronterà il derby di Torino, invece
per Allegri sarà la stracittadina n° 10 fra Campionato
e Coppa Italia e diventerà
cosi il mister che vanta più
derby della Mole da quando
il campionato di A premia
la vittoria con i 3 punti (dal
1994 in poi). Allegri è anche il mister che in questo
periodo ha vinto più stracittadine: 7, invece l'ex C.t.
Ventura è quello che ha subito più ko: 8 su 9 derby e
addirittura 20 gol subiti. Un
primato spetta ad Antonio
Conte: in 4 derby in panchina ha sempre vinto e non
ha mai subito reti; il derby
è nel dna di questo mister,
che da giocatore aveva
esordito in bianconero proprio in questa partita.

MAZZARRI VS. JUVE: ULTIMA
VITTORIA FINALE COPPA
ITALIA 2012
21 Sono 21 i precedenti ufficiali di Mazzarri contro la
Juve, il bilancio non è positivo: solo 5 vittorie, 8 i pareggi e 8 sconfitte.

389 Le panchine in A: 156
vittorie, 122 pari e 111 ko.
Miglior risultato il 2° posto
nel 2012/2013.
1 Ha vinto una finale di
Coppa Italia 2011/2012
alla guida del Napoli, in
quell'edizione ha inflitto il
primo ko alla Juve di Conte che prima di quella finale era imbattuta. Ha perso
una finale (08/09) alla guida
della Sampdoria contro la
Lazio (ai rigori).
2 Il miglior risultato in A è
il secondo posto ottenuto
nel torneo 2012/2013. Un
esonero da mister Inter nel
2014/2015 e una promozione nel 2003/2004 con il Livorno in serie A. Inoltre ha
vinto un torneo di serie C1
con il Modena 1989/90.

ALLEGRI OK CONTRO
GRANATA E MAZZARRI
10 Le vittorie di Allegri contro il Toro in 14 partite, 3
pari e 1 sola sconfitta (33
punti su 42).
10 I precedenti contro Mazzarri, la tradizione sorride
al mister bianconero con 3
vittorie, 2 ko e 5 pareggi.

Allegri non vince però contro Mazzarri dal 2011 (poi 3
pareggi e 2 ko) e nel derby
di Milano una vittoria per
Mazzarri (1-0) il 22/12/2013
(in quel torneo Allegri subì
l'esonero).
4 Insegue il suo 4 scudetto
consecutivo, nella storia del
calcio italiano solo Carcano
negli anni 30, unico allenatore italiano ad aver vinto
4 titoli consecutivi in Italia.
Conte ha sommato 3 titoli
Juve più Premier 16/17, in
mezzo era C.t. azzurro. Allegri è anche l'unico ad aver
fatto doppietta scudettocoppa Italia per 3 stagioni
di fila (14/15; 15/16; 16/17)
201 Le panchine alla guida
della Juve dal 2014 in poi:
142 vittorie, 33 pareggi e 26
ko (389 reti fatte e 139 reti
subite).

IL DERBY PIÙ 'ANZIANO'
238 I derby già disputati.
Sono 101 le vittorie della
Juve, 75 le vittorie del Toro,
62 pareggi. 176 le sfide in
Campionato, 75 vittorie
Juve, 52 Toro e 49 pareggi.
1 È il Derby che ha la mag-

gior anzianità fra quelli della storia moderna, il
primo si disputò infatti il
13/1/1907 al “Motovelodromo Umberto I” e vinse il Torino per 2-1.
3 le rimonte più clamorose.
La prima il 7/3/1982, la Juve
dopo 20 minuti perdeva 2-0,
i bianconeri vinsero per 4-2
con 2 reti di Scirea, gol di
Brady e Tardelli. La seconda il 27/3/1983, la Juve a
20 minuti dal termine vinceva 2-0, reazione granata
con 3 reti in 5 minuti con
Dossena, Bonesso e Torrisi.
L’ultima datata 14/10/2001
in Juve-Toro 3-3, rimonta
del Toro dallo 0-3 al 3-3. È
stata la prima volta che una
squadra riesce a rimontare
tre gol all’altra.
3 Gli autori di una tripletta
nei derby di A: Virgili, Combin e Vialli. Il primatista di
doppiette è Boniperti (5). Il
record del derby è del granata Kempher che segnò 4
reti il 3/2/1907.

NUMERI TORO
868 I giorni per ritrovare i granata con 3 vittorie

consecutive in casa (Bologna, Benevento e
Udinese) e allo Stadio Grande
Torino nessun gol subito.
Il 27/9/2015 il Toro vinse
contro il Palermo dopo aver
battuto Fiorentina e Sampdoria e conquistò la terza
vittoria casalinga consecutiva.
11 I punti conquistati dal
Toro di Mazzarri con 3 vittorie in casa (Bologna 3-0;
Benevento 3-0 e Udinese
2-0) e 2 pari in trasferta. 10
gol fatti e solo 2 subiti (zero
in casa).
4 Le sconfitte del Toro
(Juve, Roma, Forentina e
Napoli) in questo torneo,
solo 3 squadre hanno subito
meno ko: Napoli 1, Juve e
Inter 2. Tutte le squadre davanti hanno subito più ko:
Roma 5; Lazio 6; Sampdoria
7; Milan 8 e Atalanta 7.
1 Un punto in più rispetto
allo scorso anno. Per l'attuale Toro 20 punti in casa
e 16 in trasferta, 10 gol
in meno e 7 reti subite in
meno.
12 I pareggi del Toro (5 in
casa e 7 in trasferta). Per
trovarne così tanti in A per

i granata a questo punto bisogna risalire a 10 anni fa
(2007/2008), allora 14 “ics”.

NUMERI JUVE
2 I punti in più della Juve
rispetto allo scorso anno, 62
contro 60.
8 Le vittorie consecutive
(Bologna, Roma, Verona,
Cagliari, Genoa,
Chievo,
Sassuolo, Fiorentina), primato stagionale dei bianconeri. Anche il Napoli capolista ha aperto una serie di 8
vittorie consecutive.
15 Le partite su 24 senza
subire gol per la Juve e solo
15 gol subiti (miglior difesa
come il Napoli) contro i 16
di un anno fa.
481 La Juve non subisce gol
in campionato da 481 minuti (gol di Caceres a Verona).
61 i gol segnati dalla Juve,
miglior attacco del Torneo.
Dopo 24 turni da 58 anni
una squadra non segnava
così tanto.
(Ha collaborato
Davis Reineri)

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Miss JuveToro - Eva Mbaye
Miss 'JuveToro' di questo numero del nostro settimanale dedicato al derby è Eva
Mbaye, 23enne modella senegalese, "la perla nera" di 'Orgoglio Granata' su Grp
Televisione. Eva ormai è diventata tifosissima del Toro, non solo perché ci gioca il suo
connazionale Niang: "Il Toro con Mazzarri - ci racconta Eva - ha trovato identità e
solidità. E Belotti è in grande forma. Sono fiduciosa per il derby: il Toro disputerà una
grande partita, poi dipenderà dagli episodi. Niang sta tornando in forma, ma l'uomo
derby sarà Iago Falque, se lo merita".

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L'Oroscopo



13
A cura di Elis

 ARIETE (21/03-20/4)
Non date troppo peso a quello che pensate sia giusto fare: agite e basta. Anche
perché il pensiero razionale non è mai stato la vostra carta vincente. Qualcuno
vicino a voi potrebbe avere dei problemi e potrebbe quindi avere bisogno del
vostro aiuto.
 TORO (21/04-20/05)

Non abbiate paura di parlare apertamente con le persone. All'inizio l'onestà
potrebbe rivelarsi spiacevole, ma può capitare che una bugia anche se detta a
fin di bene risulti una pessima scelta e che perdiate solo un'occasione.

 GEMELLI (21/05-21/06)

Potrà esserci qualche incomprensione o problema con gli altri. Anche se non
si tratta di nulla di particolarmente grave, non sottovalutate la situazione.
Non siate testardi. Ascoltate attentamente altri pareri e siate aperti ad altre
soluzioni.

 CANCRO (22/06-22/07)
Nel mese di febbraio irradierete energia positiva e la diffonderete anche a chi
vi è vicino. Ecco perché sarà facile per voi mantenere rapporti sociali. Vivrete
dei momenti interessanti che non potrete dimenticare.
 LEONE (23/07-23/08)

In tempi difficili vi aspetterete l'aiuta della famiglia. Riusciranno a sollevarvi il
morale. Mostrate riconoscenza ai vostri cari e restituite a loro i favori. Evitate
spiacevoli incomprensioni. Non siate remissivi: dite ciò che vi infastidisce.

 VERGINE (24/08-22/09)
Cercate la compagnia della vostra famiglia o degli amici più stretti. Non restate
in un angolo a isolarvi. Le persone possono sollevarvi il morale. Passerete a
un periodo stabile, in cui la vostra responsabilità si svilupperà e diventerete
più maturi.
 BILANCIA (23/09-22/10)
Non siate aggressivi e non puntate il dito solo verso gli errori degli altri: prima
di tutto riflettete sui vostri. L'amico/a di un tempo vi aiuterà e vi sosterrà e in
questo momento potrete trovare consigli utili e comprensione.
 SCORPIONE (23/10-22/11)

Questo sarà un periodo di stabilità e finalmente smetterete di essere distratti.
Potrete così dedicare più tempo alle attività che vi appassionano. Cercate però
di mantenere un ritmo ragionevole senza strafare.

 SAGITTARIO (23/11-21/12)
Cercate di non prendere tutto troppo sul serio cercando di discutere ogni
minimo problema nei dettagli. Eviterete così di rovinare qualche rapporto. Per
un po' fate uscire i problemi dalla vostra testa.
 CAPRICORNO (22/12-20/01)
Purtroppo potreste andare incontro a qualche problema, ma non lasciatevi
sopraffare e prendetevi un po' di tempo per voi stessi. Rivelate doti che avete
tenuto nascoste e provate qualcosa che vi ha sempre attirati ma che avete
temuto di mostrare.
 ACQUARIO (21/01-19/02)
Non lasciatevi tentare dalla passività. Siete intelligenti e capaci, quindi non
abbiate paura di mostrarlo: chi vi sta intorno lo apprezzerà. In questo periodo
avrete più tempo a dedicare a conoscenti e alle relazioni, e questo vi farà
dimenticare per un po' le preoccupazioni.
 PESCI (20/02-20/03)

Finite tutto ciò che avete lasciato incompiuto, oppure in seguito potreste
avere dei problemi. Esaminate la vostra coscienza. Non prendete decisioni
irrealistiche che non possono essere portate a termine.

'Salome' di Strauss
al Teatro Regio

S

arà in scena dal 15 al 25 febbraio, al Teatro Regio di Torino,
"Salome", di Richard Strauss. Sul podio dell’Orchestra
Gianandrea Noseda, al suo terzo appuntamento operistico della Stagione del Regio, dopo i successi ottenuti con "Tristano e Isotta" e "Turandot". A causa dei fatti accaduti il 18
gennaio scorso, le macchine di palcoscenico del Regio sono
state sottoposte ad una serie di controlli tecnici; di conseguenza, al momento, non è possibile presentare allestimenti
che comportino scenografie in movimento. "Salome" viene
dunque presentata in forma semiscenica. Questa nuova ver-

sione, a cura di Laurie Feldman, seguirà fedelmente il libretto
e porterà in luce gli aspetti essenziali della drammaturgia del
capolavoro di Strauss, restituendo a pieno la simbologia contenuta nell’opera. Sul palco, racchiuso tra fondali neri, alcune
sedie connoteranno lo spazio scenico all’interno del quale
tutti i personaggi dell’opera interagiranno tra loro, compreso Jochanaan, che nelle scene ambientate nella cisterna
ove è rinchiuso canterà emblematicamente in buca, affianco
all’orchestra. Ogni personaggio indosserà un costume, che
ne connoterà il ruolo facendone risaltare la personalità. Le
luci sono firmate da Andrea Anfossi, i costumi di Laura Viglione. Nel cast il soprano Erika Sunnegårdh (Salome), il
tenore Robert Brubaker (Erode), il soprano Doris Soffel
(Erodiade), il baritono Tommi Hakala (Jochanaan). La produzione è il titolo cardine del "Festival Richard Strauss",
che dal 2 al 25 febbraio coinvolge le istituzioni culturali to-

rinesi in un omaggio al
grande
compositore
tedesco. Lo spettacolo
dura un’ora e 45 minuti. L'opera fu composta
tra il 1902 e il 1905, un
manifesto della musica
del '900 profondamente legato al Regio poiché proprio in questo
teatro, nel 1906, Strauss ne diresse la prima italiana. Un’opera in un atto tratta dall’omonimo poema di Oscar Wilde
nella traduzione tedesca di Hedwig Lachmann.
Paolo Rachetto

Nella foto Gianandrea Noseda
(Ph Teatro Regio, Ramella e Giannese)

14

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amcsrls@yahoo.it

Redazionale / Volley

Puglia, terra di racconti… anche sportivi

iamo in Puglia, nella
splendida cornice della Murgia al confine con la
Valle d’Itria.
Insieme alle bellezze naturali ed alle delizie enogastronomiche universalmente riconosciute, questo
territorio esprime un movimento sportivo particolarmente vivace ed interessante.
In questo articolo descriviamo l’attività di una società
di pallavolo, la ASD Volley
Santeramo 1990, con quasi
30 anni di attività alle spalle dedicata alla crescita dei
giovani del territorio.
Il Presidente è il sempre attivo Stefano Sette, la prima

in lei vedono una guida
attenta e competente, l’allenatore Lino Paolicchio
che infonde nei ragazzi e
nelle ragazze uno stile di
gioco e di vita improntato
alla ricerca del continuo
miglioramento psico-fisico,
la “chioccia” Rosanna Dimauro che prende in carico
i pulcini del mini volley fin
dalla più tenera età.
Lo staff è completato da
un efficiente ed entusiasta
pool di dirigenti che curano l’aspetto organizzativo,
tra cui Michele Cardinale,
Franco Caponio, Raffaele
Stano, Giovanni Cristella,
Rosalinda Sette, Gabriella
Leone.
In questo periodo dell’anno si tirano le somme della
prima parte della stagione,
che ha visto terminare i
campionati Under 16 e 18,
e si pianifica la seconda che
vede impegnata la Società
nel proseguimento dei primari campionati di Serie D
e dei tornei per i più giovani “reduci” dalle esperienze
Under.
Le atlete dell’Under 16
femminile si sono distinte,
in tutte le partite disputa-

allenatrice Chiara Marsico,
molto attenta ai miglioramenti tecnici e professionali dei propri atleti ed atlete
ma anche e soprattutto alla
crescita ed alla maturazione degli adolescenti che

te, per un’ottima qualità
di gioco inframezzata da
pause “caratteriali” tipiche
dell’età della crescita.
In particolare le ragazze
di Chiara Marsico, come
si può notare dai risultati

Merlyn Anzelmo

S

della 3 fasi del campionato nella tabella seguente,
hanno vinto “solo” 7 partite
ma delle 8 perse ben 7 sono
terminate al 5° Set!
Si tratta di un chiaro ed
evidente sintomo di ottimo
potenziale di gioco misto a
“contraddizione da crescita”, visto che la squadra ha
sempre tenuto il punteggio
in equilibrio cedendo solo
nel set decisivo.
Tutte le giocatrici hanno
dato il loro contributo di
entusiasmo e volontà, in

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CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17 DI GIOVEDÌ 15 FEBBRAIO 2018

particolare abbiamo voluto focalizzarci sul ruolo del
Libero, un ruolo importante sia nella fase difensiva
che in quella di partenza
dell’azione di attacco. Una
buona ricezione rappresenta le fondamenta da cui far
partire un buon attacco.
In questo ruolo si sono distinte il libero titolare Merlyn Anzelmo e la sua valida
sostituta Giulia Marzano
che ha saputo dare il cambio a Merlyn ogni volta che
l’allenatrice lo ha ritenuto
opportuno.
Merlyn si è distinta con interventi difensivi puliti ed
ordinati con alcune azioni
di recupero davvero incredibili per tempismo e velocità di esecuzione… dovesse
migliorare nella percentuale di grinta ed aggressività
avrebbe un grande futuro.
Giulia è in continua e progressiva maturazione tecnica, non ha mai fatto manca-

re impegno, determinazione
e grinta da veterana!
Tra le due si è creata una
complicità ed un affiatamento che raramente si
vede sui campi di gioco.
Entrambe hanno notevoli
spazi di miglioramento e di
crescita che potranno conquistare, insieme al resto
della squadra, nel campionato di Prima Divisione Gio-

vani al nastro di partenza e
che seguiremo con grande
attenzione ed entusiasmo.
L’obiettivo sarà ben figurare nei risultati e nel gioco,
ma soprattutto continuare
a favorire una crescita sana
ed equilibrata dei nostri
ragazzi che, non dimentichiamolo, rappresentano il
nostro futuro!

Via Pietro Cossa 18 - TORINO - 011 30 49 586 - 336 21 30 35


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