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JUVETORO n. 13 Juve Atalanta bassa .pdf



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amcsrls@yahoo.it
GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VIII - N. 13 - 25 FEBBRAIO 2018 - Copia omaggio
Il Punto

L'Analisi

L'Intervista: Cabrini

I Doppi Ex

L'infermeria è una porta
girevole: gente che entra
e gente che esce.
Ma vietato lamentarsi:
non si molla niente.

Riflessioni amare sui
troppi infortuni: è miope
chi minimizza la questione
accollando le responsabilità
alla sorte avversa

“Juve con grande qualità.
Napoli cresciuto mentalmente.
Atalanta, la testa è da
'grande'. Il calcio femminile?
Deve migliorare molto...”

Quanti affari da Bergamo
a Torino. Da Manente a
Caldara passando per
Scirea: 70 anni di rapporti
preferenziali di mercato

a pag. 2

a pag. 6

a pag. 7

DOPPIA SFIDA

CAMPIONATO E COPPA ITALIA: ALLEGRI E GASPERINI SI AFFRONTANO 2 VOLTE IN 72 ORE
JUVENTUS-atalanta | DOMENICA 25 FEBBRAIO ORE 18

a pag. 8

2

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Il Punto

Juve, l'infermeria è una porta girevole. Ma non si molla niente
Due sfide in 72 ore con i Gasp-boys. Bianconeri abituati a giocare ogni tre giorni. Lo saranno altrettanto i nerazzurri?

L

'infermeria di Vinovo
pare l'Hotel Ritz, gente
che entra, gente che esce
ed una porta girevole funzionante h24. L'unica differenza sta nel fatto che
non sono i portieri di notte ad attendere i visitatori,
ma medici, fisioterapisti e
specialisti in riabilitazione.
L'ecatombe di muscoli che
deflagrano e di capsule legamentose in pessimo stato
non ha fine. Per non parlar

delle botte a caviglie e ginocchia. A dire la verità, la
classe arbitrale non fa nulla
per tutelare il patrimonio di
arti e giunture, anzi spesso
chiude un occhio, in ossequio al cosiddetto “arbitraggio all'inglese”. Andrà
bene nella perfida Albione,
dove il livello di lealtà tra
contendenti è sancito da un
patto d'onore inoppugnabile. Qui da noi, gli interventi
di certi granata nel derby

non erano all'inglese, ma
carognate senza possibilità
di replica. Averli permessi è
un'interpretazione di calcio
al limite del lecito. Lo strascico è il vero, attuale problema di Allegri e truppa.
Higuain è in via di ripresa
dal colpo alla caviglia subito
per l'uscita bassa di Sirigu,
Bernardeschi è al palo, proprio nel momento di maggior splendore. Mandzukic
dovrebbe recuperare da un
attacco influenzale (almeno
questo non è da annoverare
tra gli infortuni). Cuadrado
è lungodegente, anche se
non manca molto per rivederlo in gruppo. È pronto a
rientrare dal primo minuto
Paulo Dybala, dopo essere
subentrato contro il Toro
nell'ultimo quarto di gara.
Buone notizie giungono da
Blaise Matuidi che ha ricominciato ad allenarsi a pieno regime e pare recuperato atleticamente. Intanto si

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ferma De Sciglio, sempre
per danni post-derby, trauma contusivo alla coscia
sinistra. Nulla di grave ma
del doppio confronto con
l'Atalanta per lui non se
ne fa nulla. Ecco, l'Atalanta. In tre giorni viene due
volte all'Allianz Stadium,
attesa da un tour de force
non propriamente consueto: giovedì scorso l'impegno
nel ritorno in Europa League al cospetto del Borussia
Dortmund, domenica alle
18 la prèmiere con la Juve
e mercoledì la semifinale di
Coppa Italia. In casa Juve
si è abituati a queste catene di matches a ripetizione. Lo saranno altrettanto i
ragazzi di Gasperini? Dove
riverseranno il massimo
impegno, se costretti a fare
delle scelte? Nel frattempo Allegri prepara tutte le
gare con la massima attenzione, alla Juve non si
molla niente. Tutto dipende

dalle condizioni di Higuain.
Se domenica Gonzalo sarà
in grado di partire titolare,
facilmente il modulo sarà
il 4.3.3 con qualche chance
per Marchisio e Dybala affiancato all'altro argentino
ed all'intoccabile Marione.
Altrimenti spazio a Douglas
Costa con Mandzukic prima
punta e Paulo a destra. Ad
ogni modo la Juve ha dovuto imparare a proprie spese
a divenire camaleontica, in

011 0371291

SCRIVI amcsrls@yahoo.it

Marco Sanfelici

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it

Editore
AMC
Art Media Communication

Hanno collaborato
Salvino Cavallaro
Luca Ceste
Massimo Fiandrino
Ezio Maletto
Dan Morino
Paolo Rachetto
Giovanni Rolle
Marco Sanfelici
Fabio Vergnano
Ermanno Vittorio

Direttore Editoriale
Gianni Castaldo
amcsrls@yahoo.it

Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
amcsrls@yahoo.it

TELEFONA

funzione dei componenti la
rosa che escono ed entrano da quella porta girevole
che conduce all'infermeria,
senza un accenno di ribellione verso la cattiva sorte
e senza cedere minimamente terreno alla concorrente Napoli. A partire da
quel Sarri dal pianto facile,
quanti sarebbero in grado
di non fare una piega in simili contingenze?

Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa
Tel. 011 0371291
Servizi fotografici
Archivio JuveToro

Pubblicità
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Stampa
I.T.S. SpA
Distribuzione gratuita
agli ingressi esterni
degli stadi torinesi, eventi
e canali commerciali
Autorizzazione
Trib. di Torino n. 30 del 27/11/2015.
Tutti i diritti riservati
Responsabile del trattamento
dei dati personali: Gianni Castaldo

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17 DI GIOVEDÌ 22 FEBBRAIO 2018

4

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Il caso

Nel derby un segnale per Buffon?
Due 'numeri uno' di grande valore ma non è pensabile che nella prossima stagione ci sia ancora staffetta fra Gigi e Wojciech

N

ella sua storia la Juventus ha sempre avuto grandi portieri. Ma alle
loro spalle non ci sono mai
stati dei sostituti di pari
valore. Dei 'numeri due' a
tutti gli effetti, utili in caso
di emergenza, ma pronti a
tornare in panchina appena
il titolare era di nuovo disponibile. Per la prima volta
quest’anno la Juve ha davvero due 'numeri uno' di
pari valore. Una scelta non
casuale, fatta per rendere
quasi indolore il viaggio di
Buffon verso il ritiro dalle
scene. A meno che Gigi non
decida di continuare, perché le sorprese sono sempre possibili. Ne sapremo
di più fra un paio di mesi,
quando Buffon e Andrea
Agnelli si incontreranno. E
Wojciech Szczesny saprà
se accettare la Juve è stata
la scelta migliore. Riavvolgendo il nastro e tornando

indietro fino agli anni '60,
non c’è traccia di una coppia di portieri altrettanto
importante. Ai tempi di Sivori, Mattrel aveva come
riserva il vercellese Colombo, poi ci sono stati Vavassori e Anzolin, mentre negli

anni '70 Zoff ha lasciato le
briciole ad Alessandrelli e
Bodini, con quest’ultimo
“secondo” anche di Tacconi. Dopo il più titolato dei
portieri italiani, è arrivato
da Roma Peruzzi, che ha
fatto coppia calcistica con
Rampulla. Michelangelo è
rimasto in bianconero per
10 anni, sempre da panchinaro, anche quando la
Juve scelse l’olandese Van
der Sar, fra i pali nelle due
stagioni di Ancelotti e in
campo nel diluvio di Perugia con lo scudetto fuggito
a Roma, sponda Laziale.
Per 75 miliardi di lire, Moggi prese Buffon dal Parma
all’inizio della stagione
2001 e la Juve svoltò. Gigi
divenne subito inamovibile, da allora a oggi non c’è
stata concorrenza fra i pali.
Nell’ordine l’hanno scortato
Rampulla, Chimenti, Mirante (in serie B), Manninger,

fino ad arrivare a Storari,
suo vice per cinque stagioni, e al brasiliano Neto. Poi,
nell’attuale annata che ha
portato Buffon al 40° compleanno, l’inversione di
tendenza. La Juve ha pensato al futuro, ha cercato di
assicurarsi un portiere di
assoluto valore per rendere meno traumatico l’addio
del numero uno dei numeri uno. Così ecco Szczesny,
titolare nel derby, alla presenza stagionale numero
16. L’utilizzo così assiduo
del polacco è stato favorito da una parte dall’infortunio che ha tenuto fuori
Buffon per quasi due mesi,
ma anche dalla necessità
di accelerare il processo di
cambiamento. Così se Gigi
smetterà, la Juve avrà un
portiere che conosce già i
segreti della difesa. Intanto il messaggio inviato a
Buffon è stato chiaro: non

sei più indispensabile. Nel
derby non ha giocato per
scelta di Allegri, ovviamente concordata con Gigi, ma
il numero 1 ha capito che
nel turnover può finirci anche lui. Un modo elegante
per avviare un naturale

ricambio, perché neppure
nel calcio si è eterni. Contro l’Atalanta Buffon sarà
di nuovo al suo posto per la
presenza numero 21 della
stagione. Del resto la sua
condizione fisica e mentale
lo pone al riparo da siluramenti anticipati. Poi a fine
stagione il probabile rinnovamento. Non è pensabile
che nella prossima annata
ci sia ancora una staffetta
fra i due portieri. In ogni
caso resterà nella storia
juventina la presenza fra
i pali di due veri 'numeri
uno', non titolare e riserva
come è sempre stato e come
probabilmente sarà di nuovo in futuro.
Fabio Vergnano
(A sinistra
Wojciech Szczesny,
a destra Gigi Buffon.
Foto Vincenzo Glinni)

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L'Analisi

Riflessioni amare sui troppi infortuni subiti da Madama
È miope chi minimizza la questione accollando le responsabilità alla sorte avversa

T

anto per ammortizzare subito la reintegrazione in gruppo di Matuidi,
la settimana ha portato in
dote l'ennesimo infortunio
di natura muscolare, giacché si è dovuto fermare, e
non è la prima volta, anche
De Sciglio. A dispetto della
piccola o grande importanza che ognuno è libero di
attribuire alla sua prossima indisponibilità, viene
spontaneo chiedersi se in
sede, relativamente a questo penalizzante florilegio
di “incidenti” in cui incorrono sistematicamente, e da
anni, i giocatori bianconeri,
sono state spese riflessioni e
tratte conclusioni al riguardo. Minimizzare la questione accollando la responsabilità alla sorte avversa
sarebbe, oltreché riduttivo,
estremamente miope e financo sciocco, dato che la

cosiddetta sfortuna appartiene alla sfera dei concetti
soggettivi non verificabili
razionalmente e oggettivamente; altrettanto superficiale anche imputare al
gestore del patrimonio tecnico, non esente da sicura
correità, e i suoi trascorsi
milanisti la corroborano
senza ombra di dubbio,
ogni colpevolezza. In punta
di fatto il 41% dei tesserati che compongono la rosa
juventina ha già varcato la
soglia dei trent'anni (taluni
abbondantemente) e vanta
una carriera onusta d'impegni ad altissima gradazione
quanto a intensità e logorio
psico-fisico; il profilo clinico
di alcuni, poi, è perfino raccapricciante e si traduce in
un rendimento sul campo
che un club d'alto livello internazionale, quale si picca
d'essere la Juve, dovrebbe

Dybala (Foto Vincenzo Glinni)

considerare inadeguato per
certi livelli; senza peraltro
dimenticare chi, alla predetta soglia, è decisamente
prossimo. Il fatto che anche
pedatori più giovani non
siano stati immuni al “flagello”, in qualche misura
può essere considerato fisiologico, ma per larga parte i loro problemi (si assuma
Paulo Dybala a paradigma o
più in generale gli esterni

alti), sono ascrivili allo svolgimento di mansioni che
Eupalla non contemplava
quando li baciò in fronte
e insufflò in essi il talento;
non si può trattare la seta
alla stregua della canapa;
si rovinano i pregi della prima senza ricavarne i vantaggi della seconda. Ergo,
s'impone, anche a beneficio
dei riflessi sportivi nei momenti salienti della stagio-

ne, che la Società corregga
la direzione delle scelte in
ambito mercantile e che,
qualora intenda proseguire il rapporto di lavoro con
l'attuale mezzo marinaio,
gli imponga maggior cura
e “attenzione” nella tutela
del parco atleti messogli a
disposizione.
Cambiando
argomento, è di stretta attualità la campagna promozionale volta, all'insegna di
una sportività di cui non si
ravvisano tracce di reciprocità, a consentire l'accesso
dei “civilissimi”... tifosi napoletani all'Allianz Stadium
in occasione dell'incontro
che si disputerà il 22 aprile. Un battage sostenuto da
personaggi di dubbia credibilità e pure da altri d'indubbia correttezza e civiltà.
Per quanto sia esecrabile e
contrario a ogni principio
democratico vietare il libe-

ro accesso agli stadi a qualsivoglia
rappresentanza
di qualunque tifoseria, nel
caso di specie sarebbe assolutamente discriminatorio
e pericoloso disattendere
il diritto alla parità di trattamento; i precedenti non
depongono a favore di chi è
stato ospitato e il richiamo
a certi valori operato dai
seminatori d'odio a tempo
pieno ha la stessa valenza
di un ennesimo insulto. Le
impellenze immediate, invece, vestono i colori dell'Atalanta e propongono a stretto
giro di posta due sfide consecutive per ragioni diverse,
ma con un minimo comune
denominatore: l'obbligo di
raccogliere in entrambi i
tornei il massimo della posta. Così dev'essere e così
è ragionevole supporre che
sarà. Augh!
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7

L'Intervista: Antonio Cabrini

“Sono gli avversari a doversi preoccupare della Vecchia Signora”
“Juve con grande qualità. Napoli cresciuto mentalmente e tatticamente. Atalanta bella realtà. Il calcio femminile? Deve migliorare molto...”

A

ntonio Cabrini, Antonio Cabrini, il bell’Antonio ex terzino della Juve
e della Nazionale che tanti
cuori femminili ha infranto. Era bello e oggi è pure
interessante, maturo e con
qualche ruga in più. Di poche parole come sempre,
mai dette con toni sopra
le righe, ha fatto perdere
la testa a tante teenager di
allora, oggi donne mature
che ammirano ancora quel
sessantenne con qualche
capello grigio. La vita non
risparmia a nessuno i momenti tristi che servono a
farti crescere ma di Cabrini
sono stati più i sorrisi che
l’hanno fatta da padrona,
come dopo un gol segnato,
come quando correva verso quella curva bianconera
che l’ha tanto amato. Fascino di un campione che
ha fatto sognare e regalato
emozioni. Con lui, che ha
giocato anche nell'Atalanta, abbiamo toccato molti
temi.
Antonio, allo Stadium ci
sarà la doppia sfida JuveAtalanta a distanza di po-

chi giorni. Pensi che questi incontri ravvicinati tra
Campionato e Coppa Italia
possano nascondere delle
insidie per la Juve? E cosa
pensi della squadra allenata da Gasperini?
“Con la rosa che ha la Juve,
le insidie e le preoccupa-

zioni devono averle gli altri. L’Atalanta però è una
realtà del campionato, una
squadra che già dall’anno scorso si è stabilita nei
quartieri alti della classifica e questo presuppone un

grande lavoro della società
e dell’allenatore, capaci di
valorizzare i giovani che
hanno saputo dare grandi
risultati. Inoltre i nerazzurri, sotto la guida di Gasperini, hanno abbandonato i
fanghi della provinciale e si
sono trasformati in una realtà in grado di dare filo da
torcere a chiunque. Da ex
nerazzurro sono felice per
loro: a Bergamo ho vissuto
un’annata molto importante per la mia carriera. Per
quanto riguarda la Coppa
Italia la qualificazione è
aperta ma la Juve è ovviamente favorita”.
La Juve domenica scorsa
ha vinto il derby più per
meriti propri o per demeriti del Toro?
“Direi che ha vinto per propri meriti. L’infortunio di
Higuain dopo pochi minuti
di gioco poteva condizionare la partita ma la squadra
di Allegri non è mai stata in
difficoltà”
Che idea ti sei fatto dei
tanti infortuni accusati
dai bianconeri? Sono imputabili alla preparazione
atletica o alle tante partite
giocate?
“Credo che non ci sia nulla
da imputare. Il fatto che si
giochino tante partite non è
una novità, dalle altre parti
si gioca come da noi e non
ci sono tutte queste problematiche. Ritengo quindi casuali gli infortuni capitati ai
giocatori della Juve, fanno
parte del calcio”.
Napoli e Juve, quali differenze? Sarà decisivo lo

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scontro diretto a Torino?
“Due squadre completamente diverse. La Juve ha
una mentalità da prima
della classe mentre il Napoli sta andando bene perché
rispetto alla scorsa stagione è cresciuto come atteg-

giamento tattico e mentale: sa opporsi alle piccole
squadre con la stessa attenzione di quando affronta
una grande. Ed è proprio in
quelle partite che si vincono i campionati. Lo scontro
diretto sarà senz’altro importante ma non decisivo
perché, comunque andrà,
ci saranno diverse gare an-

cora da giocare. La mia favorita? La squadra da battere è sempre quella che ha
vinto il campionato l'anno
precedente...”.
La rosa bianconera annovera diversi giocatori di
fascia. C’è qualcuno che ti
piace particolarmente?
“Si tratta soprattutto di
esterni con caratteristiche
offensive piuttosto che difensive. Uno che sa fare
bene entrambe le fasi è
Asamoah. Si tratta di un
giocatore che, pur non giocando con continuità, ogni
volta che viene chiamato
in causa non delude mai le
aspettative”.
Cosa ti è rimasto degli
anni che hai vissuto sotto
la Mole?
“Sono stati 13 anni fantastici e incancellabili. A Torino ho imparato a vincere
perché è una prerogativa
della società, capace di formare il giocatore sotto questo importante aspetto. Se
giochi con questa maglia,
vincere diventa quasi un
fatto normale”.
Perché dopo 5 anni hai

lasciato la Nazionale Femminile che hai allenato con
successo? Il calcio in rosa
ha avuto un miglioramento a livello culturale?
“Ritengo di avere dato moltissimo a tutto il movimento, però ho voluto smettere
perché non c’erano le prospettive per andare avanti. Nessuna indicazione
per migliorarsi e crescere.
Quando incontri gente incapace è difficile condividere
un ambiente in cui non ci
si riconosce più. Il miglioramento c'è stato a livello
tecnico e tattico ma bisogna
ancora crescere molto a livello di pensiero. Le giocatrici vorrebbero diventare
professioniste ma secondo
me non ci sono ancora i
presupposti. La situazione
In Europa? Il calcio femminile europeo lo conosco
poco. Dico solo che in Italia si ha bisogno ancora di
crescere per una migliore
qualità”.
Per finire, Antonio. Se
qualcuno dovesse chiamarti in questo momento
per proporti di allenare
una squadra maschile di
buon livello, accetteresti?
“Prima della Nazionale
Femminile ho allenato ad
Arezzo, Crotone, Pisa, Novara e anche in Siria. Allenare è la mia passione e
se dovesse verificarsi una
chiamata da parte di qualche società capace di propormi un progetto serio accetterei sicuramente”.
Salvino Cavallaro
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I doppi ex

Quanti affari da Bergamo a Torino
Da Manente a Caldara: 70 anni di rapporti preferenziali di mercato tra Atalanta e Juve

D

a Sergio Manente a
Mattia Caldara. È lungo
70 anni e destinato a proseguire con reciproca soddisfazione ancora per molto
tempo il rapporto preferenziale di mercato tra Atalanta e Juventus, che nel corso di varie epoche storiche
ha portato i migliori talenti
cresciuti o affermatisi in nerazzurro a vestire la casacca bianconera contribuendo in maniera determinante
ai successi della Vecchia
Signora. Stagione 19481949, l'ultima del Grande
Torino. La Juve, eterna seconda dietro ai granata,
getta le basi per il futuro e
preleva dagli orobici Sergio
Manente, terzino precursore dei tempi dotato di ottima tecnica individuale che
preferiva la costruzione del
gioco alla distruzione della
manovra avversaria. Per lui
gli scudetti del 1950 e del
1952. La stagione successi-

va arrivano da Bergamo il
carneade Amos Mariani e
il solido mediano Giacomo
Mari, ricco di disciplina e
senso tattico, vero equilibratore di una squadra iperoffensiva che aveva i suoi
fari in Giampiero Boniperti,
John Hansen, Praest e Karl
Hansen, anch'egli approdato a Torino via Atalanta
nell'estate del 1950. Archiviato il periodo d'oro della
prima metà degli Anni '50,
nel decennio successivo il
passaggio più significativo
è rappresentato da Dino Da
Costa, mezz'ala brasiliana
d'esperienza acquistata nel
1963, che impreziosì il finale di carriera con la conquista della Coppa Italia 1965.
Altra infornata di talenti atalantini nella stagione
1970-1971, in cui vennero messe le fondamenta
del primo ciclo d'oro della
Juve bonipertiana. A completare un telaio giovane
ma già ricco di classe, furono chiamati Adriano Novellini, punta esterna che
seppe ritagliarsi un ruolo
importante specie l'annata
successiva quando dovette
rimpiazzare il convalescente Roberto Bettega, il compianto Gianluigi Savoldi, regista tutto fosforo ma dalle
scarse attitudini realizzative, e le meteore Roberto
Montorsi e Giuseppe Zaniboni, rispettivamente attaccante e difensore. Senza
dimenticare lo “stantuffo”
Giampietro Marchetti, tra
i primi terzini fluidificanti
moderni, arrivato in bian-

conero nel 1969 via Lecco,
ma formatosi nel vivaio atalantino. Il travaso di talenti da Bergamo a Torino ha
senza dubbio toccato l'apice tra la metà degli Anni '70
ed i primi Anni '80, quando
l'immensa classe di Gaetano Scirea, il dinamismo cristallino di Antonio Cabrini, i
primi guizzi sulle fasce laterali di Pietro Fanna, il genio
e sregolatezza di Domenico Marocchino (cresciuto

in bianconero e mandato a
Bergamo a farsi le ossa al
pari di Massimo Storgato),
il talento inespresso di Roberto Tavola, la silenziosa
affidabilità tra i pali di Luciano Bodini e la versatilità di un jolly come Cesare
Prandelli, ebbero un peso
considerevole nei trionfi
della Juve stellare di Giovanni Trapattoni, allenatore
sottratto dalla tempestività
e dall'acume di Boniperti a un destino già scritto
sulla panchina nerazzurra.
Fase calante degli anni '80
fra luci ed ombre sia per i
bianconeri, sia per il rendimento degli innesti dal club
orobico. Sfumato nell'estate
1986 il colpo Roberto Donadoni, che da promesso sposo juventino divenne uno
dei primi acquisti ad effetto del Milan berlusconiano,
non riuscirono a lasciare
il segno Roberto Soldà (libero ancora chiuso da uno
Scirea seppur sul viale del
tramonto), Marco Pacione
(centravanti di cui si ricorda soprattutto la sciagurata
serata di Coppa dei Campioni contro il Barcellona)
e Marino Magrin, che ebbe
l'ingrato e insostenibile
compito di sostituire Michel
Platini. Fulgido il travaso
nel decennio successivo, in
cui la Juve si consacrò anche a livello internazionale
con Marcello Lippi (pure
per lui un'esperienza al timone dell'Atalanta) come
condottiero. Dalla linearità
tra centrocampo e difesa
di Daniele Fortunato, la cui

eredità è stata raccolta e
impreziosita da Alessio Tacchinardi, ai rocciosi quanto
generosi Sergio Porrini e
Paolo Montero, fino a Christian Vieri e Filippo Inzaghi,
i migliori centravanti italiani degli anni '90 e 2000. In
tono minore, invece, le apparizioni del difensore Zoran Mirkovic e dell'esterno
Cristian Zenoni. Panchina
atalantina anche per Antonio Conte, che ha voluto
nella sua Juve da Bergamo
il polivalente e amatissimo
dalla tifoseria Simone Padoin (ripagato dal campo
con più scudetti di Maradona e Totti messi assieme),
oltre al prestante esterno
difensivo Federico Peluso. A
testimonianza della qualità
del lavoro del vivaio atalantino e della perspicacia
della dirigenza bianconera, ecco un ideale Top 11
degli scambi tra Atalanta
e Juve, secondo il consolidato modulo tattico 4-4-2.
Bodini in porta; linea difensiva composta da Porrini,
Scirea, Montero e Cabrini;
Tacchinardi e Prandelli

centrocampisti centrali con
Marocchino e Fanna sulle
corsie esterne ed attacco
affidato all'esplosiva coppia Vieri-Inzaghi; il tutto
orchestrato in panchina da
Marcello Lippi. Prossime
tappe di un rapporto sempre più solido il già definito
trasferimento a Torino di
Mattia Caldara e il possibile
ritorno all'ovile juventino di
Leonardo Spinazzola, movimenti che metteranno in
subbuglio il cuore di mister
Giampiero Gasperini, ormai
di casa a Bergamo ma che
non dimentica la sua formazione calcistica e come
tecnico in bianconero.
Luca Ceste

(Nella prima colonna:
i fratelli Savoldi;
nella seconda colonna
Scirea e Da Costa; nella quinta
colonna figurina dell'epoca
Sergio Manente; nella sesta
colonna Novellini.
Ricerca fotografica
Ermanno Vittorio)

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

Juve, mai così tanti gol segnati da 58 anni
D

al 1925 a oggi sono 35
i giocatori dell'Atalanta
che hanno contribuito alle
fortune della Juventus, diventeranno 37 con l'arrivo
nella prossima stagione dei
promettenti Leonardo Spinazzola e Mattia Caldara. I
trasferimenti più importanti
sono stati quelli di Cabrini
e Scirea, punti fermi per il
primo ciclo del Trap nella seconda metà degli anni '70, e
poco dopo l'arrivo di Cesare Prandelli considerato da
tutti il 12° titolare. Altro importante sodalizio negli anni
'90 quando in Bianconero
sono arrivati nientemeno che
Montero, Bobo Vieri e Pippo
Inzaghi, senza dimenticare i
mister Marcello Lippi e Antonio Conte, che guidarono le
due squadre senza passare
direttamente dall'Atalanta
alla Juve. Ma quando si parla
di ex non si può dimenticare
il più importante, il mister
Giampiero Gasperini, cresciuto alla Juve come allenatore delle giovanili (e in quel
periodo le giovanili bianconere hanno iniziato un nuovo
ciclo di vittorie, iniziando dal
Viareggio 2003, dopo anni
difficili). Gasp, inoltre, è il talent-scout per autonomasia
per i tanti campioni che sono
cresciuti sotto la sua guida
a Crotone, Genoa, Palermo
e l'importante lavoro con
Atalanta ha già dato i suoi
frutti. Invece dando voce al
campo, le due squadre si affronteranno per due volte in
3 giorni sempre allo Stadium,
sfide importanti per entrambe. Per i bianconeri vincere
in campionato significa non
staccarsi dal Napoli e in Coppa Italia dare la caccia alla
quarta finale consecutiva.
I bergamaschi sperano di
spezzare il tabù-Bianconeri:
non vincono da 23 gare ufficiali fra Campionato e Coppa
Italia, dal lontano 2004 in
Coppa Italia, e negli ultimi 14

anni hanno collezionato solo
4 pareggi e ben 19 ko. Peggio ancora a Torino dove non
trovano il successo da quasi
30 anni e hanno sempre perso allo Stadium nelle ultime
6 stagioni.

37 GIOCATORI DAL
NERAZZURRO ALLA JUVE.
3 GRANDI EX
SCIREA Gaetano: cresciuto
nel vivaio nerazzurro, nel
1974 arriva a Torino e diventa un simbolo della Juve.
PRANDELLI Cesare: debutta
in A con l'Atalanta nel 1978,
poi vince tutto in Bianconero,
nel 1985 torna a Bergamo.
INZAGHI Filippo: Pippo passa alla Juve nell'estate 1997
dopo aver segnato nell'Atalanta 24 gol in 33 partite (capocannoniere)
Stagione/Giocatore/Ruolo
1925/1926
FENILI Camillo (A)
1947/1948
CERGOLI Francesco (A);
KINCSES Mihaly (Att.)
1948/1949
MANENTE Sergio (C)
1949/1950
MARI Giacomo (C)
1950/1951
HANSEN Karl Aage (C)
1951/1952
CAPRILE Emilio (A);
SCARAMUZZI Ermanno (C)
1963/1964
DA COSTA Dino (A)
1970/1971
MONTORSI Roberto (A);
NOVELLINO Adriano (A);
SAVOLDI Gianluigi (C);
ZANIBONI Giuseppe (D)
1973/1974
MUSIELLO Giuliano (A)
1974/1975
SCIREA Gaeteno (D)
1976/1977
CABRINI Antonio (D)
1977/1978
FANNA Pietro (C)
1979/1980
BODINI Luciano (P);
MAROCCHINO Domenico (A);

PRANDELLI Cesare (C);
TAVOLA Roberto (C)
1980/1981
STORGATO Massimo (D)
1985/1986
PACIONE Marco (A)
1986/1987
SOLDA' Roberto (D)
1987/1988
MAGRIN Marino (C)
1989/1990
FORTUNATO Daniele (Cen.)
1993/1994
PORRINI Sergio (Dif.)
1994/1995
TACCHINARDI Alessio (Cen.)
1996/1997
MONTERO Paolo (Dif.); VIERI
Christian (Att.)
1997/1998
INZAGHI Filippo (Att.)
1998/1999
MIRKOVIC Zoran (Dif.)
2001/2002
ZENONI Cristian (Dif.)
Genn.2012
PADOIN Simone (Cen.)
Genn.2013
PELUSO Federico (Dif.)
2018/2019
CALDARA Mattia (Dif.);
SPINAZZOLA Leonardo (Dif.)

JUVE: 571 MINUTI SENZA
SUBIRE GOL E MAI COSI
TANTI SEGNATI DA 58 ANNI
202 le panchine ufficiali di
Allegri alla guida della Juve
dal 2014 in poi con uno score di 143 vittorie, 33 pareggi
e 26 ko (390 reti fatte e 139

VALERIA e ANTONELLA
Via Mazzini, 33 - TORINO - Cell. 340 7131743

reti subite).
154 le presenze di Buffon con
Allegri, il giocatore è il leader
di questa speciale classifica su 58 giocatori impiegati
dal mister Bianconero. Dopo
Buffon, troviamo Bonucci
146, Chiellini 139, Lichtsteiner 137, Marchisio 126.
59 le reti di Dybala con Allegri, in questa speciale classifica precede Higuain 52.
139 le panchine di Allegri in
campionato alla guida della
Juve: 105 vittorie, 19 pareggi
e 15 ko (285 reti realizzate,
86 subite).

105 le vittorie di Allegri in A
con la Juve, meglio di lui solo
Lippi 149 e Trapattoni 213.
2 i punti in più della Juve
rispetto allo scorso anno, 65
punti di adesso contro 63.
L'ultima Juve a fare meglio
fu quella di Conte che vantava 66 punti nel 2013/14 a
questo punto e chiuse con il
punteggio record di 102.
9 le vittorie consecutive della
Juve (Bologna, Roma, Verona, Cagliari, Genoa, Chievo
Verona, Sassuolo e Torino),
primato stagionale personale
dei Bianconeri a pari merito

con il Napoli.
16 le partite su 25 senza subire gol per la Juve in questo Campionato. Solo 15 gol
subiti (miglior difesa a parimerito con il Napoli).
571 La Juve non subisce gol
in Campionato da 571 minuti
(rete dell'ex Caceres a Verona).
62 reti segnate sino ad oggi.
La Juve non segnava cosi
tanto da 58 anni.
(Nella foto a sinistra
Amos Mariani)

Il club “Primo Amore”, da pionieri a telematici

I

n principio era il Juventus
Club Torino di via Bogino.
Chi, passeggiando sotto
i portici di via Po, non ha
mai alzato anche solo per
istinto lo sguardo verso un
bandierone bianconero che
scendeva di molto giù dal
balcone barocco, ricurvo
attorno all'angolo? Lì al 1°
piano pulsava il cuore tifoso
della città, una grande famiglia juventina che
si metteva in pullman per le trasferte vicine
e lontane e riempiva la Filadelfia di umori e
passioni. Poi un infausto giorno, essendo già
introdotta la legge sul divorzio, ci si separa. Si
emigra da via Bogino a via Del Carmine: uno
spostamento di residenza, ma l'anima non si
smarrisce e trasmigra con il club. Annamaria
Bedogni ed il mai sufficientemente compianto
Nino Sforza i punti di riferimento. Chi vuole un
biglietto, un gadget, una foto con dedica, anche
solo un portachiavi bianconero, da loro devono
passare. Il balcone è cambiato, ma il vessillo
è sempre lassù a dire che non c'è trippa per
“quelli là, i cugini”. Quale nome dare al nuovo
club? Ci pensa Boniperti ad indicare “Primo
Amore”, estrema sintesi dell'innamoramento
per i colori juventini ancor prima di dire
“mamma”. Il mondo si mette in moto verso
qualcosa che non si conosce, diametralmente
diverso da allora. Bei tempi e non lo sapevamo.
Nel calcio si inizia a sentir parlare di “paytv”, cosa sarà? Ce ne siamo accorti in fretta,
soprattutto da quelle sere in cui i soci stavano

a casa a vedersi le partite. La
società Juventus decide di
gestire in proprio i tagliandi
e le scorte per i clubs si
volatilizzano. E allora? Che
senso ha indebitarsi fino al
collo per tenere aperta una
sede vuota? Ormai le tv
fanno il brutto ed il cattivo
tempo. Eppure, in una
situazione così difficile, il
“Primo amore” resta punto di riferimento per
i tifosi juventini di Torino centro. Presieduto
dall'infaticabile Andrea Scilipoti, vanta 202
abbonati allo Stadium e oltre 400 soci. Nel
passato ha sfiorato 1500 soci ma la luna era
ancora da violare e Carosello mandava a
letto i bambini senza che facessero capricci.
La trasformazione informatica ha permesso
di interloquire velocemente con il “Centro
Coordinamento”. Impegno costante sul web: il
club, di cui chi scrive ha l'orgoglio di far parte,
guarda avanti. In via Bogino pareva essere nel
Klondike, in mezzo ai pionieri, ora il cuore cede
il passo alla ragione, tra biglietti nominativi
e tessere tifose. Salvo poi vedersi spostato
l'orario di una partita già pagata, in tempi di
lavoro. C'era scritto piccolo, dunque nessun
rimborso e rispetto per il tifoso. Forse anche
a pretendere rispetto servivano i club del
passato e non sta scritto in alcun documento
che la strada intrapresa sia la più giusta. Lo
scopriranno i tifosi posteri. Ammesso che ne
rimangano.
Marco Sanfelici

VALENTINA
Via XX Settembre, 60 - TORINO - Cell. 328 7586748

10

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

'Gasp': il Maestro sfida la 'sua' Juve
Orobici però sempre sconfitti allo Stadium. Boniperti, Hansen e Trezeguet i bomber

G

ian Piero Gasperini è
nato a Grugliasco il 26
gennaio 1958. Cresciuto
nelle giovanili della Juventus con Paolo Rossi e Sergio
Brio, debutta in Coppa Italia
con la prima squadra prima
di essere ceduto in prestito
alla Reggina e definitivamente al Palermo. Poi Cavese, Pistoiese, Pescara (esordio in serie A il 20 settembre
1987), Salernitana e Pesaro.
Nel 1994 inizia la sua carriera da allenatore sulla
panchina delle giovanili della Juve: prima Giovanissimi
poi Allievi, fino al trionfo
dal Torneo di Viareggio con
la Primavera nel 2003 (alla
Juve questo trofeo mancava
da 9 anni, la sua gioia più
bella) . Nel 2003/2004 ottiene la promozione in serie
B con il Crotone che allena
fino al 2006 quando passa al
Genoa e conquista subito la
Promozione in serie A. Dopo
due mesi all'Inter (lugliosettembre 2011, esonerato
dopo 3 partite di Campionato, 1 pareggio e 2 sconfitte),
nel 2012/2013 è a Palermo,
dove viene prima esonerato poi richiamato. Altre tre
stagioni al Genoa, prima
di accettare la panchina

dell'Atalanta in estate. Il 3
marzo 2003, per Gasperini
la gioia più bella, la vittoria
del Torneo di Viareggio che
la Juventus inseguiva da 9
anni. Già da allora una delle sue forti caratteristiche
era quella di fare gruppo,
convoco' in quell'edizione
21 ragazzi e tutti trovarono spazio tranne il secondo
portiere. In finale superò lo
Slavia Praga, con un gol di
Davide Chiumento. In quella Primavera non c'erano
forse stelle, ma è stata fucina di ottimi calciatori: Cassani, Gastaldello, Maietta,
Mirante, Konko, Olivera e
Paro. Allenati dal tecnico di
Grugliasco anche Nocerino,
Sculli e Gasbarroni a lungo protagonisti del grande
calcio, senza dimenticare
Brighi e Simone Perrotta. E
ogni tanto allenava anche
Claudio Marchisio...
LO SCORE DEL
GRUGLIASCHESE
14 le sconfitte di Gasperini
in 20 match ufficiali contro la Juve, completano lo
score 4 pareggi (gli ultimi
2 nel 2017 per 2-2 datati 28 aprile e 1 ottobre) e
2 vittorie (Genoa-Juve 3-2

dell'11/04/2009 e 1-0 il
29/10/2014). La Juve è la
squadra più volte affrontata
da Gasperini in carriera.
5 i precedenti ufficiali di mister Gasperini con l'Atalanta e nessuna vittoria contro
la Juve fra Campionato e
Coppa Italia, solo 2 pareggi
e 3 sconfitte.
9 le sconfitte di Gasperini in
17 sfide ufficiali in panchina
con Allegri (il mister più volte affrontato da Gasperini),
completano lo score 4 vittorie e altrettanti pareggi.
76 le panchine ufficiali di
Gasperini fra Campionati e
Coppe con l'Atalanta, il suo
score è positivo con 39 vittorie, 19 pareggi e 18 sconfitte.
320 le panchine in serie A
per Gasperini, il suo bilancio
è di 22 vittorie, 85 pareggi e
113 sconfitte.
NUMERI ATALANTA:
L'EUROPA PESA...
10 Per l'Atalanta 10 punti
in meno rispetto a un anno
fa (ed è la squadra che rispetto a un anno fa ha fatto
peggio) e 4 posizioni perse
in classifica. Adesso 8° posto
e 38 punti (a 3 lunghezze da
un posto in Europa, 41 Milan e Sampdoria). Lo scorso
torneo 48 punti e al 4° posto a pari merito con l'Inter.
Per l'Atalanta comunque 8
punti nelle ultime 4 partite
di Campionato (vittorie con
Sassuolo e Chievo, pari con
Crotone e Fiorentina).
4 Prima del pareggio a Crotone, l'Atalanta aveva collezionato 4 vittorie consecutive in trasferta (con Genoa,
Milan, Roma e Sassuolo): un
simile exploit non gli succedeva da 27 anni, dal settembre a novembre 1991 contro
Cremonese, Sampdoria, Ge-

noa e Foggia.
2 le sfide nel 2017 fra Juve
e Atalanta in serie A: due
pareggi. L'Atalanta nell'anno solare appena passato è
stata l'unica squadra che la
Juve non è riuscita a battere (2-2 sempre a Bergamo il
28/4/2017 e il 1/10/2017).
2004 L'Atalanta non vince contro la Juve dal 2004
(Coppa Italia). 19 vittorie
dei bianconeri (13 consecutive in A) e 4 pareggi.
L'ultima vittoria orobica il
19/12/2004: 2-0 a Bergamo
OROBICI SCONFITTI
SEMPRE ALLO STADIUM
13/05/12 Juve-Atalanta 3-1
16/12/12 Juve-Atalanta 3-0
05/05/14 Juve-Atalanta 1-0
20/02/15 Juve-Atalanta 2-1
25/10/15 Juve-Atalanta 2-0
03/12/16 Juve-Atalanta 3-1

LE ULTIME DUE SFIDE
Bergamo (Settima giornata
campionato),
01/10/2017, 2-2
Reti: Bernardeschi (J) al 21',
Higuain (J) al 24', Caldara
(A) al 31', Cristante (A) al
67'
Bergamo (Semifinale Andata Coppa Italia),
30/01/2018, 0-1
Rete: Higuain (J) al 3'
BONIPERTI, HANSEN J. E
TREZEGUET I BOMBER
4 le vittorie dell’Atalanta a Torino e le ultime 2
nel 1989, più precisamente 2 vittorie di fila contro i
bianconeri nel 1988/89 e
1989/90; in panchina per la
Juve c’era Dino Zoff ed entrambi i successi per 1-0, il
22/01/1989 (rete di Evair) e
l’08/10/1989 gol di Caniggia.
4 le triplette delle sfide e
tutte bianconere. La prima
di Varglien II, il 23/01/1938
in Juve-Atalanta 3-0 (prima
sfida a Torino fra i 2 clubs);
la seconda di Gabetto il
22/12/1940 in Juve-Atalanta
3-0; la terza di Charles il
15/12/197 in Juve-Atalanta
3-0 ed infine il “tris” di Virdis l’8/4/1979, con la vittoria Juve per 3-0. Sono 13

le doppiette (le ultime 2 di
Trezeguet).
5 le reti di Boniperti, Hansen J. e Trezeguet, i bomber
delle sfide.
7-1 è la sfida più ricca di
gol delle 55 giocate finora
in Serie A a Torino, datata
07/10/51 (con 3 doppiette di
Boniperti, Muccinelli e Hansen J. e gol di Hansen K.A).
ATALANTA SUPER NEL
1963. ALLEGRI EN PLEIN
IN COPPA ITALIA: 14 SU 14
14 Sono 14 le qualificazioni
della Juventus in 14 turni
di Coppa Italia. I bianconeri
con Allegri hanno conquistato le ultime 3 edizioni
della Coppa (record)
12 Le Coppe Italia vinte
dalla Juventus (le ultime 3
consecutive), doppio record
della manifestazione. Per
l'Atalanta quinta semifinale. In 3 occasioni gli orobici
hanno centrato la finale. Nel
1963 la vittoria contro il Torino.

(In alto a sinistra Gian Piero
Gasperini; in mezzo Gianpiero
Boniperti; in alto a destra
esultanza di Trezeguet)

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Accadde il

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11

14 maggio 1961 di Ermanno Vittorio

La doppietta di Mora avvicina lo scudetto numero 12
Fondamentale vittoria di misura contro gli uomini di Valcareggi mentre l'Inter pareggia in casa
L’Atalanta si rianima e segna al 64° allorché un forte
tiro di Longoni viene respinto da Vavassori proprio
sull’accorrente Veneri che
ribatte in goal. La Juve comunque non accusa il colpo anzi con Charles e Mora
sfiora la quarta segnatura.
Per l’Atalanta arriva anche
la seconda rete quasi allo
scadere con l’italo-argentino Maschio che calcia con
precisione una punizione
dal limite. Comunque è tar-

14 maggio 1961

Juventus-Atalanta 3-2
JUVENTUS:
Vavassori, Burgnich,
Cervato, Emoli, Sarti,
Leoncini, Mora, Boniperti,
Charles, Sivori, Stacchini.
Allenatore: Parola
ATALANTA:
Cometti, Gardoni, Roncoli,

La Juve è in testa alla classifica con 42 punti, segue
l’Inter staccata di una lunghezza. Splendido pomeriggio di sole al Comunale,
al fischio d’inizio 20.000
spettatori fanno da cornice
ad una ottima prestazione
dei bianconeri. L’Atalanta
è ben schierata grazie alla
tattica del suo allenatore
Valcareggi che tiene una
difesa con marcature rigide
ed un centrocampo a soste-

Pelagalli, Gustavsson,
Gasperi, Magistrelli,
Maschio, Nova, Veneri,
Longoni.
Allenatore: Valcareggi
Arbitro:
Babini di Ravenna
Marcatori:
25° Boniperti, 49° e 50°

gno dei difensori. La Juve,
grazie alla giornata di gran
vena di capitan Boniperti
e Mora riesce a segnare al
25°: scende Boniperti che

Mora, 64° Veneri,
89° Maschio

I

l campionato 1960/61 è
combattuto: una sfida
giornata per giornata tra la
Juventus e l’Inter allenata
dal “Mago” Helenio Herrera. La sfida è anche dialettica ma poi come sempre i
conti si fanno sul terreno
di gioco. Juve e Atalanta si
trovano di fronte a 4 giornate dal termine del torneo.

passa il pallone a Mora sulla fascia destra, l’ala bianconera indugia, palleggia
e poi passa indietro all’accorrente Boniperti: gran
staffilata di destro del capitano e 1-0. Nella ripresa i
bianconeri siglano altre due
reti nel volgere di un solo
minuto tra il 49° ed il 50°.
Bruno Mora batte due volte il portiere neroazzurro
Cometti, la prima volta con
una gran fucilata di destro
da una dozzina di metri, la
seconda con un tiro da fuori area assai angolato che il
portiere vede con colpevole
ritardo. La partita di fatto
è chiusa ma un infortunio
muscolare occorso al difensore centrale bianconero
Emoli riapre il match. Boniperti arretra a coprire il
ruolo di Emoli che si sposta
in avanti, in pratica fa solo
atto di presenza. Ricordiamo che all’epoca non erano
consentite le sostituzioni.

NATI OGGI
Marchiaro Renato
Bizzotto Romolo
Galia Roberto
Dimas Manuel

Peruzzi Angelo
Bernardeschi Federico
Caocci Renato
Stacchini Gino
Baggio Roberto
Zanni Giovanni
Boldi Benito
Zambrotta Gianluca
Stacchino Francesco
Marchetti Mariano

16/02/1919 - Bra (CN)
16/02/1925 - Cerea (VR)
16/02/1963 - Trapani
16/02/1969 - Johannesburg
(Sud Africa) naturalizzato Portoghese
16/02/1970 - Viterbo
16/02/1994 - Carrara
17/02/1943 - Olbia (SS)
18/02/1938 - San Mauro Pascoli (FO)
18/02/1967 - Caldogno (VI)
19/02/1904 - Omegna (NO)
19/02/1934 - Tarcento (UD)
19/02/1977 - Como
20/02/1940 - Chieri (TO)
20/02/1960 - Bassano del Grappa (VI)

Bruno Nicolè

Immobile Ciro
Cavallito Dario
Maglio Josè
Travia Alfredo
Fuin Luigi
Dianti Franco

Dino Zoff

20/02/1990 - Torre Annunziata (NA)
21/02/1941 - Torino
22/02/1904 - Buenos Aires – Argentina
22/02/1924 - Siracusa
22/02/1928 - Cologna Veneta (VR)
22/02/1942 - Udine

di, quella Juve difficilmente
poteva farsi rimontare tre
goal. Al fischio finale esultano tifosi e spettatori perché le radioline annunciano
il pari casalingo dell’Inter
con la Fiorentina (2-2): il
vantaggio sale cosi a due
punti. La Juve conquisterà

Gabetto Guglielmo
Regis Giorgio
Sartore Piero
Nicolè Bruno
Gori Sergio
Daud Ayub
Gianfardoni Guido
Rosetta Virginio
Praest Karl Age

Llorente Fernando
Fantini Enrico
Bartolucci Giovanni
Zoff Dino
Poulsen Christian
Diego Ribas da Cunha
Candreva Antonio
Howedes Benedikt


in quella stagione lo scudetto n° 12, mentre l’Inter
crollerà nel finale del torneo giungendo terza a 5
lunghezze facendosi anche
sorpassare di un punto dal
Milan. Al termine della stagione il rimpianto per l’abbandono di Boniperti che
lascia il calcio a soli 33 anni
ma poi avrà tempo di rifarsi
come dirigente...

(Nella seconda e terza colonna
dall'alta in basso: Juventus
1960/61, Stacchini e Sivori,
Atalanta 1960/61; nella
quarta colonna Bruno Mora;
nella quinta colonna in alto
rivista raffigurante Stacchini
con Raffaella Carrà; in basso
il gol di Boniperti; nella sesta
colonna in alto Vavassori
e Parola)

24/02/1916 - Torino
24/02/1939 - Udine
24/02/1939 -Torino
24/02/1940 - Padova
24/02/1946 - Milano
24/02/1990 - Mogadiscio (Somalia)
25/02/1901 - La Spezia
25/02/1902 - Vercelli
26/02/1922 - Copenaghen
(Danimarca)
26/02/1985 - Pamplona (Spagna)
27/02/1976 - Beinette (CN)
27/02/1984 - Bibbiena (AR)
28/02/1942 - Mariano del Friuli (GO)
28/02/1980 - Asnaes (Danimarca)
28/02/1985 - Riberao Preto (Brasile)
28/02/1987 - Roma
29/02/1988 - Haltem Am See
(Germania)

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Sport Vari/Basket

La prima vittoria della Torino del basket
La storica conquista della coppa Italia da parte dell'Auxilium Fiat. Ora tutti concentrati verso obbiettivi ancora più alti
ferire l'amore e San Valentino piuttosto che il rispetto
della professionalità e dei
compagni di team.
Di qui inizia una nuova
storia che ci vede vincenti
prima con Venezia, in testa alla classifica del campionato, poi con Cremona,
del sempre amato coach
Sacchetti, ed infine a sfidare Brescia per il titolo. La
qualità del gioco non è stata sicuramente la cifra di
questo torneo a tinte gialloblu ma la partita decisiva
contro la Vanoli ha mostrato quei segnali che i tifosi

lento che risponde al nome
di Sasha Vujacic che fino a
quel momento si era limitato a difendere più forte del
solito e a attirare su di sé
ogni raddoppio avversario
salvo scaricare al compagno lasciato libero.
Una vittoria meritata. Un
punto di arrivo per quelli che potevano essere gli

auspici di inizio stagione.
Ma soprattutto la partenza
verso obbiettivi ancora più
alti e belli. Possibili solo
lasciando lavorare e sostenendo un Galbiati che ha
dimostrato di meritare la
panchina su cui è seduto e
continuando a lavorare di
squadra.

(Qui sotto il fuoriclasse
dell'Auxilium Fiat Torino
Sasha Vujacic, determinante
nella vittoria della coppa
Italia; a sinistra in alto il
logo della società di basket
torinese; in mezzo il palazzetto
dello sport di Firenze dove si
è giocata la finale di coppa
Italia; in basso Mazzola)

Dan Morino

Quella mano 'Santa'
che ha guidato Sasha...

S

U

na Torino del basket in
crisi, che nel breve giro
di trenta giorni vede dimettersi due allenatori del calibro di Banchi e Recalcati
e riesce a 'conquistare' un
filotto di sconfitte condite
da malumori e polemiche.
Poi capita, come nel migliore dei romanzi sull'Araba
Fenice, che la dirigenza riprenda il filo interrotto con
il cambio di allenatore ed
affidi la squadra a Galbiati,
il secondo in campo da inizio campionato, e che il calendario dia una mano con
il match, vincente, giocato
contro l'ultima in classifica.
Il risultato è stato quello di
giungere a Firenze per le
'final eight' di Coppa Italia
con un briciolo di fiducia in
più e soprattutto con diversi
nuovi giocatori da inserire
nei meccanismi di squadra:
Vander Blue, Boungou Colo,
Norvel Pelle. Oltre ad un
Patterson che decide di pre-

Auxilium si aspettavano da
oramai diversi giorni: un
team capace di aiutarsi e
difendere duro e compatto,
giocatori dotati di talento
pronti a passarsi il pallone
e ad inserire i propri assoli
personali in un più preciso
copione di squadra. La palla finale che ha decretato la
vittoria nel torneo ne è lo
specchio fedele. Palla rubata a Brescia da un infinito
Deron Washington e contropiede siglato da quel ta-

tadio 'Olimpico Grande Torino', pochi istanti
prima che inizi il derby della Mole. Il telefono squilla e
dall'altra parte c'è Massimo
Feira, amministratore delegato di Auxilium Torino
e tifosissimo bianconero,
che mi chiama per due parole di buon auspicio prima
della finale di coppa Italia.
Qualche scambio di battute e complimenti tra amici
e poi mi viene di chiedergli una cortesia: "Senti Max.
Quando entrano per il riscaldamento mi passeresti mica
al telefono per qualche istante Sasha? Ho notato che da
buon ortodosso, prima della
palla a due, si concentra qualche istante per una preghiera
che si chiude con un segno
della croce. Avrei bisogno di
dirgli due cose prima della finale. Ti fidi?". Finisce il derby
calcistico e manca un'ora
scarsa all'inizio della finale
di basket. Il telefono squilla

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nuovamente e la chiamata
è quella di Massimo. Dall'altro lato la voce è però
quella di Vujacic. Le parole
che ci diciamo sono poche:
"Senti Sasha. Ci chiamiamo
Auxilium. Da Maria Ausiliatrice. La squadra per cui giochi
è stata fondata da un salesiano. Passatevi la palla. Difendete duro ed insieme. Vedrai che
la mano per l'ultimo pallone
te la guida l'Ausiliatrice".
Il risultato finale è stato

un match giocato punto a
punto, con i gialloblu sempre sotto e che riemergono solo nei minuti finali del
quarto quarto. Arrivano i
secondi finali e l'Auxilium
continua a difendere forte.
Deron si traveste da Lupin
del basket, scippa il pallone
e lancia Sasha per il canestro decisivo. L'Auxilium si
porta a casa il suo meritato
trofeo e dall'alto qualcuno
sorride...
(d.mor.)

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Calcio Femminile

Due vittorie per due Juventus
In serie A 'Women' a punteggio pieno. In B ritorno ai tre punti dopo il lungo stop

V

incono entrambe le
due Juventus del calcio
femminile. In serie A le ragazze di Rita Guarino asfaltano con un perentorio 4-0
l'Empoli al campo 'Ale e Ricky' e rimangono indiscus-

se leader del campionato
a punteggio pieno. Gara
senza storia, in rete Franssi (doppietta), Bonansea e
Galli. L'unica rivale delle
'Women' verso la conquista

dello storico scudetto resta
la solidissima Brescia, che
ha sconfitto con un perentorio 6-2 in trasferta il temibile Tavagnacco. Il duello in vetta quindi continua,
tre punti non sono molti e
per decidere la compagine
che si aggiudicherà il tricolore sarà forse decisivo
lo scontro diretto in programma a Vinovo. Comunque, nel prossimo turno,
in programma il 12 marzo
a causa della sosta per la
nazionale (di cui parliamo
a parte), Rosucci e compagne saranno impegnate
fuori casa contro la non irresistibile Verona, mentre
le lombarde ospiteranno la
Fiorentina, pronosticata ad
inizio stagione come una
delle favorite per il titolo e
attualmente terza forza del
campionato. Un'occasione,
quindi, per le 'Women', per
aumentare il vantaggio in
classifica. Passiamo alla

serie B. Finalmente, dopo
il periodo nero in cui ha
collezionato la 'bellezza'
di 4 sconfitte consecutive,
la Juventus Femminile Torino è tornata alla vittoria
nell'ultimo turno disputato
domenica scorsa. Le bianconere, sul terreno amico
di Strada delle Cacce, hanno sconfitto di misura il
Grifo Perugia grazie al gol
segnato dopo soli 4 minuti
da 'Penna Bianca' Gastaldo, abile a insaccare un
cross dalla sinistra con un
colpo da biliardo. Inutili i
tentativi delle umbre nella
ripresa. Le ragazze di mister Serami hanno tenuto
duro e, aiutate finalmente
da un pizzico di fortuna
(una traversa e un palo

per le grifone) a fine gara
hanno festeggiato il ritorno
ai tre punti sotto la curva
dei caldissimi supporters
juventini. Tifosi che continuano a credere nel sogno
del terzo posto, distante 9
punti, che darebbe diritto a rimanere nella serie
cadetta. Ricordiamo che
la riforma dei campionati
prevede una rivoluzione in
questa divisione: la serie
B, dalla prossima stagione,
sarà drasticamente ridotta
come numero di squadre
partecipanti e passerà dai
4 gironi attuali ad uno sol-

tanto. Una mannaia che
rischia di cadere sulla testa della Juventus Torino,
la quale, dopo la pausa,
ricomincerà il torneo il 4
marzo affrontando una
trasferta quasi proibitiva:
le Serami-girls saranno
infatti ospiti della capoli-

sta Florentia, indiscussa
dominatrice del girone A
con 6 punti di vantaggio
sull'Arezzo. Il calcio però,
anche a livello femminile,
può sempre riservare sorprese. E sognare non costa
niente...
(Vince. To.)

(Qui sotto e in alto a sx le ragazze
della Juventus FC Women;
a sx in mezzo selfie delle ragazze
della Juventus Femminile Torino
e la curva dei tifosi bianconeri
dello stadio di Strada della Cacce;
in basso un momento dell'ultima
partita Juventus Femminile TorinoGrifo Perugia vinta 1-0 dalle
ragazze di mister Serami)

Spazio all'Italia, c'è la 'Cyprus Cup'
C

onsueto
appuntamento con la ‘Cyprus
Cup’ per la Nazionale
Femminile, impegnata dal
28 febbraio a Larnaca in
un girone che la vedrà opposta a Galles, Finlandia e
alle campionesse in carica
della Svizzera. Dopo il bel
pareggio nell'amichevole
con la Francia disputata lo
scorso 20 gennaio a Marsiglia, l’Italia proverà a ben
figurare anche a Cipro
per poi riprendere la corsa nelle qualificazioni alla
Coppa del Mondo il prossimo 6 aprile in Moldavia
e il 10 aprile a Ferrara con
il Belgio. La Ct Milena Bertolini ha convocato 23 Azzurre, che si raduneranno
sabato 24 febbraio al Mancini Park Hotel di Roma e
lunedì 26 partiranno alla
volta di Cipro. La Nazionale farà il suo esordio nel
torneo mercoledì 28 febbraio con la Svizzera (ore
18 locali, 17 italiane – Aek
Arena di Larnaca), venerdì 2 marzo affronterà il
Galles (ore 13 locali, 12
italiane – GSZ Stadium di
Larnaca) e lunedì 5 se la
vedrà con la Finlandia (ore

13 locali, 12 italiane – Aek
Arena di Larnaca).
Ecco l'elenco completo.
Portieri: Chiara Marchitelli (Brescia), Laura
Giuliani (Juventus), Rosalia Pipitone (Res Roma);
Difensori: Elena Linari
(Fiorentina), Alia Guagni
(Fiorentina), Elisa Bartoli (Fiorentina), Cecilia
Salvai (Juventus), Sara
Gama (Juventus), Linda
Cimini Tucceri (San Zaccaria), Lisa Boattin (Juventus); Centrocampiste:
Aurora Galli (Juventus),
Martina Rosucci (Juventus), Manuela Giugliano
(Brescia), Barbara Bo-

nansea (Juventus), Greta
Adami (Fiorentina), Eleonora Goldoni (Tennessee
State University), Valentina Bergamaschi (Brescia),
Benedetta Glionna (Juventus); Attaccanti: Daniela Sabatino (Brescia),
Ilaria Mauro (Fiorentina),
Valentina Giacinti (Brescia), Cristiana Girelli
(Brescia), Lisa Alborghetti
(Mozzanica).
(Nella foto in alto
l'esultanza delle Women
bianconere: ben 8 di loro
sono state convocate
dalla CT azzurra Milena
Bertolini)

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Spettacoli e cultura

'Da Piffetti a Ladatte' al Museo Accorsi-Ometto
In mostra un centinaio di pezzi tra mobili, dipinti, miniature, orologi, argenti: un omaggio alle arti decorative

L

a Fondazione AccorsiOmetto, fino al 3 giugno, torna a proporre una
mostra sulle arti decorative, incentrata sulle acqui-

sizioni fatte nel tempo per
incrementare la collezione permanente del museo.
L’esposizione, curata da
Giulio Ometto, Presidente
della Fondazione e da Luca
Mana, conservatore del museo, permette di ammirare
un centinaio di pezzi tra gli
oltre 250 acquistati negli ultimi 10 anni. Mobili, dipinti,

miniature, orologi, argenti e
oggetti montati sono esposti
in mostra e rappresentano
un omaggio alle arti decorative. Il museo (sito in via
Po 55 a Torino) nasce con
lo scopo di far conoscere al
pubblico un patrimonio di
arredi e di opere d’arte e
oltre a salvaguardare l’arte
del XVIII e XIX secolo intende ampliare le proprie raccolte mantenendo inalterato
il gusto e lo spirito collezionistico del fondatore, Pietro
Accorsi. Negli ultimi 10 anni
non solo è stato possibile
l’acquisto di importanti oggetti di arte decorativa, ma
anche il recupero di capolavori senza tempo, finiti
all’estero e riportati a Torino, come il cofano-forte di
Pietro Piffetti e le tre sculture di Francesco Ladatte.
LE OPERE IN ESPOSIZIONE Il gusto per l’arredamento settecentesco, da una
parte, e il collezionismo,
dall’altra, sono due fac-

ce della stessa medaglia: il
gusto Accorsi, è stato mantenuto dal suo successore,
Giulio Ometto, che ha arricchito il museo di nuovi oggetti, cercati e scelti appositamente per impreziosire le
sale arredate. Ogni singolo
pezzo è stato selezionato
con accuratezza. Ne sono
esempio la "Venditrice di
Amorini in biscuit" di Meissen del 1790-1800; le miniature francesi; gli oggetti
Benemeriti della Cultura e
dell’Arte, montati dove le
porcellane della manifattura di Vincennes si alternano
a quelle della dinastia Qing
o a quelle della manifattura di Meissen, in un tripudio di bronzi dorati, scene
galanti e delicate statuette.
La dedizione di Accorsi nel
ricercare e raccogliere pezzi del '700 è preservata dal
desiderio di accrescere il

già ampio numero di mobili
piemontesi come il tavolino
da centro di Pietro Piffetti,
databile 1750; la scrivania
mazzarina dell’inizio del
XVIII secolo, destinata al
principino Vittorio Amedeo
Filippo di Savoia, prematuramente scomparso all’età
di 16 anni; la consolle da
muro del 1720-1730, che
ricorda le argenterie del
torinese Andrea Boucheron
o gli arredi dei fratelli Riva.
Vi sono poi i pezzi comperati alle aste internazionali
come il raro ed elegante cofano-forte del Piffetti, intarsiato in palissandro, pruno
e avorio colorato e risalente
al 1750-1770, acquistato a
un'asta Sotheby's nel 2013.
Paolo Rachetto
(Foto Museo Accorsi-Ometto)

'WikiPiera' al Teatro Gobetti
In scena l'intervista-spettacolo con Piera Degli Esposti e Pino Strabioli.

S

i tratta di un'intervista-show, condotta da Pino Strabioli, per una
delle più straordinarie attrici italiane,
Piera Degli Esposti, che ripercorre
più di 50 anni di carriera: gli amori,
il rapporto profondo e controverso
con la madre, la passione per Bologna, gli incontri fondamentali con
Dacia Maraini, Marco Ferreri, Lucio
Dalla e Giorgio De Chirico. Il dietro
le quinte di un’attrice, la formazione,
le bocciature iniziali e poi i consensi. Ironico, divertente, provocatorio:
un’intervista-spettacolo che celebra
una donna, ma soprattutto una personalità artistica che ha fatto della
propria vita un racconto alla ribalta.

Con Pino Strabioli, regista teatrale,
attore e conduttore televisivo, portano in scena un gioco a due, in cui
entrambi mettono in discussione i
rispettivi ruoli, quelli più seriosi della teatrante e quello del giornalista
tutto d'un pezzo, per lasciarsi andare

alle confidenze private, raccontate
con piglio sarcastico e dissacrante.
Fino al 25 febbraio al Teatro Gobetti.
Piera Degli Esposti - Dopo il debutto teatrale con Antonio Calenda,
diventa immediatamente un volto
noto per le sue interpretazioni televisive e cinematografiche, lavorando con Castellani, Pasolini, i fratelli
Taviani, Moretti, Bellocchio, Ferreri. A
teatro è in scena per Scaparro, Guicciardini, Sequi, Castri, Wertmüller,
fino al 'Divo' di Paolo Sorrentino. Il
suo 'Storia di Piera', scritto con Dacia Maraini, diventa nel 1983 un film
con la regia di Marco Ferreri. (p.r.)

L'Oroscopo



A cura di Elis

 ARIETE (21/03-20/4)
Avrete l'opportunità di rafforzare il vostro carattere: siete
pieni di idee interessanti e non abbiate alcuna paura di farne
buon uso. Seguite comunque i consigli dei vostri amici: stanno
cercando di aiutarvi a migliorare.
 TORO (21/04-20/05)
Mese favorevole per voi e indubbiamente eccellerete, ma state
attenti: a nessuno piace a chi si vanta. Il mese è vantaggioso per
investire in progetti a lungo termine. Prendete però un po' di
tempo per voi: rilassatevi e fate un po' di sport.

 GEMELLI (21/05-21/06)
Una serie di questioni familiari e domestiche potrebbe
interferire con la vostra capacità di concentrarvi. Per uscire da
un'evitabile confusione sarà importante che in ogni cosa che
fate ci sia chiarezza non solo verso gli altri, ma principalmente
verso voi stessi.
 CANCRO (22/06-22/07)
Se una persona ha bisogno, aiutatela. La gente ricorda le buone
azioni e verrete ripagati. Non abbiate vergogna e riposatevi,
perché è necessario di tanto in tanto. Non siamo macchine.
Scoprirete di essere molto più forti di quanto pensavate.

 LEONE (23/07-23/08)
Questo mese non è giusto per arrivare alle conclusioni. Anche
se siete dominanti e felici quando le cose vanno secondo le
vostre idee, questa volta inciamperete su problemi più grossi e
dovrete tornare indietro. Non affrettate alcuna decisione.
 VERGINE (24/08-22/09)
Anche se il vostro umore potrebbe non essere dei migliori al
momento, riuscirete a trovare l'equilibrio. La vostra energia
aumenterà facendo le cose che più vi piacciono. Non rimandate
a domani ciò che potete fare oggi.

 BILANCIA (23/09-22/10)
Grazie alla nuova energia positiva, saprete gestire facilmente lo
stress. Il vostro impegno è alto e vi rendete conto che avete la
possibilità di fare sempre di più. Ma dovreste fissare dei limiti;
oppure non andrà a finire bene.
 SCORPIONE (23/10-22/11)
Ultimamente vi siete trascurati soprattutto per quanto riguarda
l'aspetto fisico: rimediate. Avete fiducia in ciò che state facendo,
perciò riuscirete a convincere molte persone. La fortuna aiuta
chi è preparato.

 SAGITTARIO (23/11-21/12)
Non lasciate che gli altri approfittino del vostro ottimismo
e buon umore, ma dimostrate la vostra autorevolezza. Siate
di mente aperta e non abbiate paura di esprimere la vostra
opinione, anche se è negativa.
 CAPRICORNO (22/12-20/01)
Non cercare di sprecare le vostre energie con persone per
cui non ne vale la pena. Piuttosto, guardatevi intorno e vi
accorgerete chi sono i vostri veri amici. Prendetevi cura anche
di voi stessi e della vostra salute.
 ACQUARIO (21/01-19/02)
E' arrivato il momento di abbandonare le cattive abitudini. Le
stelle vi favoriscono in questi giorni. Senza dubbio vi sentite alla
grande, il vostro corpo prospera grazie al vostro stile di vita.

 PESCI (20/02-20/03)
Forza interiore, energia spontanea, sicurezza in sé. Avrete
l'opportunità di rafforzare il vostro carattere: siete pieni di idee
interessanti e non abbiate quindi alcuna paura di farne buon uso.
E' molto importante avere abbastanza tempo per riprendersi da
una malattia.

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Spettacoli e cultura

Torino, la vera Capitale del Jazz
Dal 23 al 30 aprile il 'TJF' porterà numerosi artisti alle 'Ogr' e in tutta la città

P

roiettandolo sulla Mole Antonelliana nelle
serate del 17 e 18 febbraio scorso, è stato
svelato il marchio internazionale del 'Torino
Jazz Festival'. La manifestazione porterà dal
23 al 30 aprile numerosi artisti a esibirsi sul
palco delle OGR, nei circoli jazz della città e
in diversi teatri e musei, dal Piccolo Regio al
Conservatorio, a prezzi popolari. Il logo è stato ideato partendo da uno dei simboli per eccellenza del jazz, la tromba e gli strumenti a

fiato, realizzato pensando allo stile di Torino,
alle forme che si incontrano camminando e
osservando le facciate di un palazzo nelle vie
del centro, una chiesa barocca, i dettagli liberty di una vetrata. Novità di questa edizione,
diretta dal compositore e trombettista Giorgio
Li Calzi in collaborazione con Diego Borotti, è
il coinvolgimento diretto di musicisti italiani e
torinesi con produzioni originali create per il
festival, insieme a star del jazz internazionale
e artisti provenienti da altri mondi musicali.
Negli 8 giorni, oltre ad assoli e jam session,
si svolgeranno meeting, sonorizzazioni realizzate in aree pubbliche e private, incursioni
musicali in luoghi atipici. Laboratorio di cultura per antonomasia, Torino sostiene e promuove produzioni e sperimentazioni musicali. Saranno coinvolti nel TJF gli oltre 20 club
cittadini in cui si suona jazz tutto l'anno e 250
musicisti: 50 concerti di cui 7 produzioni originali, la prima italiana di un'artista iconica,
numerosi spettacoli pomeridiani, aperitivi in
musica e le esibizioni serali. Il TJF intende
proporsi come evento primaverile internazionale tuttavia l’edizione 2018 conta di sperimentare richiami nel resto dell’anno, con
appuntamenti musicali e il coinvolgimento
delle orchestre di allievi del Conservatorio e
della Scuola Civica di musica e gruppi di studenti delle più titolate scuole specialistiche di
jazz. Programma e gli artisti saranno annunciati alla conferenza stampa del 28 marzo.
Paolo Rachetto
(Foto Torino Jazz Festival)

Ecco la XVI edizione di
'Adotta uno scrittore'
Gli autori raccontano le sfumature della contemporaneità.
Coinvolte anche 4 case di reclusione e un ospedale

Pierdomenico Baccalario

P

er la XVI edizione di 'Adotta uno
scrittore', progetto con cui il XXXI
'Salone del Libro di Torino' (10-14
maggio) entra nel corso del 2018, sono
coinvolti 26 luoghi di formazione: 13
istituti superiori, 3 scuole medie, 3
scuole elementari, 4 strutture di detenzione penale, un centro per l’istruzione
per adulti e una struttura ospedaliera.
Un percorso didattico che si diffonde
per cogliere le sfumature della contemporaneità e raccontarle con parole
sempre nuove. In 15 anni 314 adozioni,
9.750 ragazzi coinvolti, 4 case di reclusione, un ospedale, 128.000 studenti
entrati gratuitamente al Salone. 26 autori protagonisti in 4 incontri ciascuno
(3 in classe, 1 conclusivo in programma
durante il Salone) fino alla fine dell’anno scolastico, sviluppando un rapporto

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costruttivo con gli studenti. E 10.000
biglietti gratuiti per entrare al Salone.
GLI AUTORI - Pierdomenico Baccalario, Corriere della Sera, dirige il circolo
Bookonatree a Londra; Francesca Brunetti, divulgatrice scientifica; Andrea
Valente, produzioni letterarie; Nadia
Terranova, scrittrice per adulti, ragazzi, radio e giornali; Marco Magnone, docente Scuola Holden; Sofia Gallo,
scrittrice “nomade” di libri per ragazzi;

Alessandro Barbero, scrittore, storico e
Professore di Storia Medievale all’Università Piemonte Orientale di Vercelli; Iacopo Barison, candidato Premio
Strega 2015; Simona Binni, storyboard
artist e illustratrice; Carlo Boccadoro,
scrittore e musicologo; Giuseppe Genna, autore programmi tv; Carlo Greppi,
storico e scrittore; Francesca Manfredi (vincitrice Campiello Opera Prima
2017); Federica Manzon, finalista Campiello 2011; Giusi Marchetta (Premio
Calvino); Francesco Pacifico, scrittore
di romanzi; Enrico Pandiani, autore
saga Les Italiens; Laura Pugno, dirige
Alessandro Barbero

l'Istituto Italiano di Cultura di Madrid;
Stefano Raimondi, poeta e critico letterario, tra i fondatori dell’Accademia
del Silenzio; Roberto Tiraboschi, drammaturgo e sceneggiatore. Due le novità
dell’edizione 2018: l’allargamento del
progetto all’Istituto Penale femminile
per minorenni di Pontremoli (Ms), unico in Italia, con il giornalista e fotografo
Carlos Spottorno e l’estensione all’Università di Torino che ha adottato la
scrittrice Helena Janeczek. Il lavoro degli scrittori in 4 istituti carcerari: l’Istituto Penale per i Minorenni «Ferrante
Aporti» di Torino, la Casa di reclusione
«Rodolfo Morandi» di Saluzzo, la Sezione femminile della Casa Circondariale
«Lorusso e Cotugno» di Torino. Nicola
Lagioia, direttore del Salone, ha commentato: “È una delle iniziative di cui
andiamo più orgogliosi. Portare scrittrici e scrittori a contatto con studenti
e in luoghi di recupero sociale come le
carceri significa assolvere a un bellissimo dovere civico”.
Paolo Rachetto


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