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JUVETORO n. 13 Juve Atalanta bassa.pdf


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www.juvetoro.it

amcsrls@yahoo.it

Il caso

Nel derby un segnale per Buffon?
Due 'numeri uno' di grande valore ma non è pensabile che nella prossima stagione ci sia ancora staffetta fra Gigi e Wojciech

N

ella sua storia la Juventus ha sempre avuto grandi portieri. Ma alle
loro spalle non ci sono mai
stati dei sostituti di pari
valore. Dei 'numeri due' a
tutti gli effetti, utili in caso
di emergenza, ma pronti a
tornare in panchina appena
il titolare era di nuovo disponibile. Per la prima volta
quest’anno la Juve ha davvero due 'numeri uno' di
pari valore. Una scelta non
casuale, fatta per rendere
quasi indolore il viaggio di
Buffon verso il ritiro dalle
scene. A meno che Gigi non
decida di continuare, perché le sorprese sono sempre possibili. Ne sapremo
di più fra un paio di mesi,
quando Buffon e Andrea
Agnelli si incontreranno. E
Wojciech Szczesny saprà
se accettare la Juve è stata
la scelta migliore. Riavvolgendo il nastro e tornando

indietro fino agli anni '60,
non c’è traccia di una coppia di portieri altrettanto
importante. Ai tempi di Sivori, Mattrel aveva come
riserva il vercellese Colombo, poi ci sono stati Vavassori e Anzolin, mentre negli

anni '70 Zoff ha lasciato le
briciole ad Alessandrelli e
Bodini, con quest’ultimo
“secondo” anche di Tacconi. Dopo il più titolato dei
portieri italiani, è arrivato
da Roma Peruzzi, che ha
fatto coppia calcistica con
Rampulla. Michelangelo è
rimasto in bianconero per
10 anni, sempre da panchinaro, anche quando la
Juve scelse l’olandese Van
der Sar, fra i pali nelle due
stagioni di Ancelotti e in
campo nel diluvio di Perugia con lo scudetto fuggito
a Roma, sponda Laziale.
Per 75 miliardi di lire, Moggi prese Buffon dal Parma
all’inizio della stagione
2001 e la Juve svoltò. Gigi
divenne subito inamovibile, da allora a oggi non c’è
stata concorrenza fra i pali.
Nell’ordine l’hanno scortato
Rampulla, Chimenti, Mirante (in serie B), Manninger,

fino ad arrivare a Storari,
suo vice per cinque stagioni, e al brasiliano Neto. Poi,
nell’attuale annata che ha
portato Buffon al 40° compleanno, l’inversione di
tendenza. La Juve ha pensato al futuro, ha cercato di
assicurarsi un portiere di
assoluto valore per rendere meno traumatico l’addio
del numero uno dei numeri uno. Così ecco Szczesny,
titolare nel derby, alla presenza stagionale numero
16. L’utilizzo così assiduo
del polacco è stato favorito da una parte dall’infortunio che ha tenuto fuori
Buffon per quasi due mesi,
ma anche dalla necessità
di accelerare il processo di
cambiamento. Così se Gigi
smetterà, la Juve avrà un
portiere che conosce già i
segreti della difesa. Intanto il messaggio inviato a
Buffon è stato chiaro: non

sei più indispensabile. Nel
derby non ha giocato per
scelta di Allegri, ovviamente concordata con Gigi, ma
il numero 1 ha capito che
nel turnover può finirci anche lui. Un modo elegante
per avviare un naturale

ricambio, perché neppure
nel calcio si è eterni. Contro l’Atalanta Buffon sarà
di nuovo al suo posto per la
presenza numero 21 della
stagione. Del resto la sua
condizione fisica e mentale
lo pone al riparo da siluramenti anticipati. Poi a fine
stagione il probabile rinnovamento. Non è pensabile
che nella prossima annata
ci sia ancora una staffetta
fra i due portieri. In ogni
caso resterà nella storia
juventina la presenza fra
i pali di due veri 'numeri
uno', non titolare e riserva
come è sempre stato e come
probabilmente sarà di nuovo in futuro.
Fabio Vergnano
(A sinistra
Wojciech Szczesny,
a destra Gigi Buffon.
Foto Vincenzo Glinni)