File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Assistenza Contattaci



TIROIDE MALATTIE E RIMEDI NATURALI .pdf



Nome del file originale: TIROIDE MALATTIE E RIMEDI NATURALI.pdf
Autore: umberto cinquegrana

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® Office Word 2007, ed è stato inviato su file-pdf.it il 02/03/2018 alle 18:59, dall'indirizzo IP 82.59.x.x. La pagina di download del file è stata vista 278 volte.
Dimensione del file: 1.1 MB (12 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


Ecco i tre protagonisti della guarigione:
1. TISANA DI ORTICHE E/O DI EQUISETO
2. OMEGA 3 MAGNESIO BIANCOSPINO
3. APPLICAZIONI LOCALI CON AMARO SVEDESE E CON FOGLIE DI VERZA
TIROIDE
MALATTIE DELLA TIROIDE

gozzo · ipertiroidismo · ipotiroidismo · morbo di basedow · noduli
tiroidei · ecc. Oltre che con una terapia a carattere generale, la tiroide può essere
agevolmente trattata anche localmente, data la favorevole posizione
nella quale è situata, la regione anteriore del collo. I consigli che darò
qui di seguito, mirano a riportare la tiroide ad una funzionalità normale,
qualunque sia la patologia di cui è affetta. In altri termini, il lettore
ricorrerà ai rimedi che suggerisco, ogniqualvolta gli si dirà, da parte
dello specialista, che la sua tiroide è ammalata, a prescindere dalla
specificità della malattia. Non dico, con ciò, che tutte le malattie della
tiroide saranno, così, sicuramente curate, ma affermo la utilità e la
opportunità di mettere in pratica i miei consigli, perché è un tentativo
che, in ogni caso, vale la pena di fare. in quanto sicuramente non nocivo,
e certamente benefico. Comunque, abbiate fiducia: se siete costanti e
precisi, avrete sicuramente risultati soddisfacenti. In più,
personalmente sono stato testimone di numerosi casi di malattie della
tiroide, risolti mediante le terapie naturali consigliate in queste pagine.
Le tisane
Il vischio è indicato come tisana d’elezione in tutte le patologie a carico
della tiroide. Mezzo litro al giorno, assunto per alcuni mesi, è una dose
terapeutica adeguata. Dovete mettere 4 cucchiaini di vischio in mezzo
litro di acqua fredda, e filtrare dopo 6-8 ore di infusione: potete
scegliere di mettere assieme vischio e acqua la sera tardi, e filtrare di
mattina presto; oppure, di filtrare nel primo pomeriggio la infusione a
freddo, messa assieme la mattina. Quello che conta, è che rispettiate le
6-8 ore di infusione. I principi attivi, che il vischio scarica nell’acqua
attraverso la infusione, agiscono non solo sulla tiroide, ma su tutte le
ghiandole a secrezione interna, cioè su tutto l’apparato endocrino
dell’organismo, sul quale esercita una funzione di riporto alla normalità.
Per cui, se la disfunzione tiroidea non è dovuta primitivamente alla
tiroide stessa, ma è la conseguenza dell’alterata funzione dell’ipofisi, o
di un’altra ghiandola endocrina, è sulla causa prima che agisce la terapia
con il vischio. In ogni caso, è importante il raggiungimento della

soluzione del problema, con la guarigione, qualunque sia stata la via
seguita dal rimedio naturale per conseguirla.
La salvia è attiva sulle ghiandole che secernono ormoni, alla pari del
vischio. Una terapia efficace potrebbe essere costituita da mezzo litro di
vischio, nella mattinata, e mezzo litro di salvia nel pomeriggio, per
alcuni mesi; o, meglio, per tutto il tempo necessario a conseguire la
guarigione della malattia che si sta trattando. La tisana di salvia si
prepara mettendo assieme mezzo litro d’acqua, e tre cucchiaini di
salvia, portando a bollitura, e facendo bollire assieme per tre minuti.
Dopo che avete spento, lasciate la tisana in infusione per 10 minuti,
prima di filtrare. Tanto il mezzo litro di vischio, quanto la tisana di
salvia, se volete, le potete addolcire con un cucchiaino di miele, anche
in caso di diabete.
Considero, personalmente, le ortiche e l’equiseto erbe medicinali per
tutte le stagioni, nel senso che, in mancanza di indicazione di tisane
specifiche, ad esse si può fare ricorso tutte le volte che si vuole curare
uno stato patologico, con tranquillità d’animo, e sicuri della efficacia
della terapia. In caso di malattie della tiroide, il dosaggio medio
adeguato è di mezzo litro al giorno. Potete bere ortiche ed equiseto con
alternanza mensile; e cioè, per un mese prendete mezzo litro al giorno
di ortiche, e per il mese successivo mezzo litro «al dì» di equiseto. E
questo per molti mesi, senza preoccupazione. La tisana di ortiche si
prepara facendo bollire mezzo litro d’acqua, spegnete, aggiungete due
cucchiaini di ortiche, filtrate dopo 5 minuti; l’equiseto, invece, si fa
bollire assieme all’acqua - due cucchiaini di equiseto in mezzo litro
d’acqua - per un minuto, si spegne, e si filtra dopo un minuto. Bere a
sorsi, lontano dai pasti.
I trattamenti locali
La regione tiroidea si presta molto bene per terapie con applicazioni
locali. I rimedi, adatti a questo fine, sono: l’amaro svedese, le foglie di
cavolo verza o di cavolo cappuccio, il fieno greco, il fieno greco con
miele, il miele, l’olio di iperico, l’olio di maggiorana, la pomata di
calendula, l’equiseto, le foglie della piantaggine. Con questo nutrito
elenco, non intendo, certo, disorientare il lettore; dico soltanto che è
possibile trattare le malattie della tiroide, ricorrendo ad impacchi locali
con i farmaci naturali citati. Naturalmente, ognuno opererà
concretamente sulla base della maggiore o minore disponibilità dei
rimedi proposti, a seconda delle cose che ci si trova a portata di mano,
nella piccola farmacia domestica, che io propongo di crearsi in casa.
Consiglio di procedere secondo le modalità seguenti, per avere risultati
sicuri, e per non correre il rischio di non capirci più niente, e quindi di
desistere del tutto:

Durante la giornata, fate una serie di applicazione locali sulla regione
tiroidea, con ovatta bagnata con l’amaro svedese (vedere in
appendice), ungendo prima la zona da trattare con olio di iperico, o di
maggiorana, o con olio semplice; secondo le disponibilità concrete di
tempo, questi impacchi possono essere fatti varie volte durante la
giornata, aggiungendo altro amaro svedese all’ovatta già usata, e
ungendo, ogni volta, nuovamente con olio, sia prima dell’applicazione,
sia dopo. Ove tempo non ci sia, sono sufficienti due impacchi, uno la
mattina, e uno la sera.
La sera, è opportuno andare a letto con un impacco con foglie di verza
(vedere in appendice il modo di procedere), o di cavolo cappuccio,
perché si abbia, durante la notte, quell’effetto drenante sulla tiroide,
che gioca un sicuro ruolo determinante nel portare a guarigione
l’ammalato: è ben nota - e da me ampiamente descritta - la capacità del
cavolo nel tirare verso l’esterno del corpo tutti i liquidi patologici, che
sono accumulati nel sottocutaneo, ed anche nei tessuti più profondi.
La pomata di calendula e il fieno greco (ridotto in polvere, e mischiato
con il miele), hanno anch’essi una grande capacità di curare la malattie
della tiroide: potete ricorrere ad essi in sostituzione o in associazione
con gli impacchi già menzionati, rinnovandoli ogni 2-4 ore, o lasciandoli
agire per tutta la notte. La pomata di calendula si può spalmare
direttamente sull’ovatta con un cucchiaio. Il fieno greco, mischiato con
il miele, ugualmente viene usato spalmato su una pezza di ovatta.
Le foglie di piantaggine, fresche e ben lavate, vengono applicate
direttamente sulla tiroide, dopo di essere state spezzettate, oppure
tritate con un trita-prezzemolo, oppure ridotte quasi ad una pappina,
mediante un frullatore: in quest’ultimo caso, credo sia più opportuno
spalmare questa quasi pappa su una striscia di ovatta, e applicarla, in
questo modo, più agevolmente sulla regione tiroidea da trattare. Se ne
può fare un impacco durante la giornata, e uno la sera, da tenere per
tutta la notte.
L’olio di maggiorana, l’olio di iperico, il miele, usati per applicazioni
locali, sono utili, opportuni, efficaci: la loro efficacia è sicura, è
garantita, ma non è quantificabile; essa è tutta da verificare
concretamente, mediante gli impacchi. Per gli studi fatti, sulla base
delle mie ricerche, per deduzioni logiche, posso affermare che ricorrere
a questi rimedi, come a quelli consigliati sopra, è cosa ben fatta, e val la
pena; soprattutto perché è sempre garantita la loro innocuità, laddove
essi non dovessero dare i risultati sperati.
Un altro efficace trattamento locale può essere fatto con l’argilla,
nell’ordine di una applicazione al giorno. Non dimenticate mai di ungere
con l’olio, o con la pomata di calendula, la regione tiroidea, dopo che
avete rimosso l’impacco di argilla.

ALTRI CONSIGLI
L’ascorbato di potassio, con il suo notevole apporto di vitamina C, è
indicato in tutte le malattie della tiroide, assunto, quotidianamente,
mezz’ora prima dei pasti principali; ogni dose è costituita da un grammo
di bicarbonato di potassio, e 0,50 gr. di acido ascorbico; le dosi vanno
diluite in un po’ d’acqua. La terapia può essere protratta
tranquillamente per alcuni mesi.
Il peperoncino - consumato aggiunto ai cibi, oppure preso nell’ostia
dopo i pasti, nella quantità orientativa di un grammo, per ogni 10 Kg. di
peso corporeo - è consigliato nel trattamento delle patologie della
tiroide, ed esercita una notevole azione, quale attivatore del
metabolismo generale, e quindi di tutti gli organi e sistemi, responsabili
di esso. Non presenta controindicazioni, non comporta effetti collaterali.
L’aria pulita è un fattore base, sia per la conservazione della salute, sia
per il recupero della stessa, nel corso delle malattie.
Il biancospino, in capsule o in compresse, può essere assunto
quotidianamente: una capsula, o compressa, la mattina, una nel
pomeriggio, una la sera tardi, costituiscono un dosaggio adeguato;
oppure 40-45 gocce di una soluzione idroalcolica di biancospino, tre volte
al dì.
Non si può trascurare il lievito di birra, il quale, con la sua profonda
azione antitossiemica, cioè disintossicante, può dare un contributo
notevole nella terapia delle malattie della tiroide. È sufficiente un dado
di lievito due volte al giorno, consumato nella mattinata e nel
pomeriggio, masticato direttamente - aiutandosi con un sorso di latte, o
con acqua - oppure bevuto sciolto in un po’ d’acqua, o latte, o altro.
Occhio alle condizioni della bocca: fatevi controllare dal vostro
dentista, ed eliminate ogni focolaio individuato, ed ogni altra malattia
dei denti, e del paradenzio.
OMEGA 3 E MAGNESIO
OMEGA 3
Tre capsule da un grammo ciascuna nella mattinata,
e tre capsule nel pomeriggio.
omega 3 glucosamine.com

Questo buon prodotto, ottimo per qualità e prezzo, è reperibile
attraverso il seguente portale con un ordine online: basta fare
“CTRL+clic” sull’indirizzo perché si apra immediatamente la pagina web
di glucosamine.com, e potete quindi procedere con l’ordine:
https://www.glucosamine.com/it/omega-3-9#top
oppure, semplicemente,
www.glucosamine.com
E’ consigliabile comprarne assieme più di una confezione per avere
ulteriori vantaggi economici (come la spedizione gratuita), e di tempo
che si risparmia. Eventualmente, mettetevi d’accordo con familiari o
amici per fare un solo ordine, e vi dividete le confezioni, e la relativa
spesa.
MAGNESIO
Tre compresse da 1 grammo nella mattinata, tre compresse nel
pomeriggio.
Il prodotto che uso io, conveniente soprattutto per il prezzo, è il
seguente:
MG CLORURO MAGNESIO ditta SANTIVERI 230 COMPRESSE
il codice ordine 8412170000407 è importante da comunicare alla
farmacia
all’erboristeria per avere con certezza questo prodotto.
Naturalmente, se volete scegliere un altro prodotto, fatelo liberamente,
e, per la posologia, seguite le indicazioni date sulla confezione.

IN APPENDICE
IMPACCHI LOCALI CON FOGLIE DI VERZA
Rimuovete dalle foglie, quelle esterne soprattutto, lo sporco della terra o dei fitofarmaci,
lavando le foglie con spugna e acqua tiepida, o in altro modo.
Togliete via dalle foglie il nervo grosso centrale.
Schiacciate bene, e con scrupolosità, le foglie, fino ad appianarle, facendo scomparire le
rugosità tipiche di tante foglie di verza.

Un ottimo e facile sistema di schiacciamento e di appianamento delle foglie consiste
nell'utilizzo dei rulli della «macchina per la pasta», accostando i rulli, volta per volta, in
modo tale da ottenere l’appianamento delle foglie il più opportuno. Usate la «macchina
per la pasta» con la manovella, ad uso manuale. Questo sistema elimina la fatica dello
schiacciamento delle foglie con la bottiglia. Una buona macchina per la pasta, usata da me,
è quella della marca Tescoma. Ma scegliete voi quella che volete.
In mancanza di una macchina per la pasta, schiacciate bene, e con scrupolosità, le foglie,
fino ad appianarle, con una bottiglia di vetro, liscia, utilizzando il margine del fondo della
bottiglia per schiacciare le venature più rilevate. Usate la bottiglia a mo' di rullo. Per
questa operazione occorre una notevole dose di pazienza.
L'impacco da applicare sia predisposto nel modo seguente:
1. Una o più buste di plastica molto sottili e morbide, cui togliete via i manici.
2. Da tre a quattro salviettine di carta bianca.
3. Lo strato di foglie di cavolo (opportunamente schiacciate e strizzate),
dello spessore di almeno un centimetro: più ne mettete meglio è.
Questo strato di foglie sia costituito prevalentemente da foglie verdi,
sulle quali poi stendete qualche foglia di cavolo più tenera,
di colore chiaro.
Le foglie schiacciate, prima di essere applicate, vanno strizzate, per eliminare il liquido
prodottosi a causa dello schiacciamento.
Applicate l'impacco sulla parte del corpo da trattare, in modo tale che il cavolo schiacciato
sia a diretto contatto con il corpo. Fissate l'applicazione con fasce opportune (sciarpe,
foulards, bende, corpetti, fasce elastiche, ecc.), utilizzando bene la vostra intelligenza e la
vostra esperienza per questa operazione di fissaggio.
Quanto alla durata di ogni singola applicazione, generalmente l'impacco va messo la sera e
rimosso la mattina. Oppure, quando se ne presenti l'opportunità, l'impacco della sera va
rimosso solamente quando diventa particolarmente acido e maleodorante. Il ciclo delle
applicazioni termina quando il male che state trattando è stato rimosso completamente; il
che viene evidenziato anche dalla constatazione del fatto che, dopo un certo numero di
applicazioni - un numero molto variabile da caso a caso - gli impacchi della sera risultano
«inalterati» la mattina seguente.
RICETTA PER L’AMARO SVEDESE

RICETTA PER UN LITRO E MEZZO
L’AMARO SVEDESE

Ricetta
Chiedete in erboristeria 100 gr. di «erbe svedesi», che corrispondono alla seguente miscela:

aloe o assenzio
assenzio
mirra
zafferano
foglie di senna
manna

carlina
angelica radici
canfora
zenzero radici (curcurma)
teriaca veneziana

20 gr., oppure 10 gr. aloe + 10 gr.
10 gr.
200 mg.
10 gr.
10 gr.

10 gr.
10 gr.
10 gr.
10 gr.
10 gr.

Presso i supermercati, comprate un litro e mezzo di un distillato tipo brandy, grappa,
whisky, cognac, ecc., la cui gradazione alcolica sia di 38-40 gradi. Cercate di comprare il
distillato che costa meno.
In una bottiglia di due litri o più, mettete assieme la miscela di erbe ed il litro e mezzo di
distillato. Tenete la bottiglia al sole, oppure vicino ad una fonte di calore, da 10 a 14 giorni,
scuotendola una o più volte al dì.
Quindi, filtrate con un passino, nel quale mettete dell'ovatta, o un panno di tela, o di lino, o
delle salviette di carta, per ottenere un filtrato più puro. Conservate in bottiglie di vetro
scuro, e tenete in un luogo fresco, o almeno riparato.
Volendo utilizzare l'amaro svedese per applicazioni locali, è opportuno tenere presenti
questi consigli: usate, possibilmente, ovatta a banda larga; usate un impacco costituito da
almeno tre strati di ovatta, di cui bagnate, con l'amaro svedese, lo strato superficiale;
potete utilizzare questa ovatta per più di un'applicazione, prima di sostituirla con altra
ovatta. Fate attenzione che l'amaro svedese non coli fuori dall'ovatta, perché può sporcare
la biancheria.
Attenzione:
Usate sempre abbondante ovatta e altrettanto abbondante amaro svedese se volete avere
risultati validi e soddisfacenti.

nota bene
Queste pagine provengono dal libro
Prontuario di Medicina Naturale
di
Umberto Cinquegrana
Edizioni Manna
è consentita la libera diffusione
di queste pagine
da parte di chiunque
a mezzo stampa
e/o su supporto elettronico
(cd-rom o internet)
purché non a scopo di lucro
o di profitto

Chi per uso proprio o per farne dono ad altri
è interessato a comprare il mio libro
“Prontuario di Medicina Naturale”

(544 pagine)
(euro 25)
e/o
“Digiuno contro Cancro”

(215 pagine)
(euro 7,75)
(la loro presentazione è nell’allegato a questa e-mail)
può telefonarmi
(081.8183356 – 338.8098563)
o può scrivermi una e-mail
(cinquegranaumberto@virgilio.it, cinquegranaumberto@gmail.com)
ed io dirò come fare per ottenerli.
Grazie.
per eventuali contatti con l’autore
Prof. Dott. Umberto Cinquegrana
Esperto in Psicologia della Coppia
Naturopata
Ricercatore di Metapsichica
Via Antica Consolare Campana, 49
80019 Qualiano (NA)
tel. 081.8183356 – 338.8098563
e-mail cinquegranaumberto@virgilio.it
e-mail cinquegranaumberto@gmail.com

in APPENDICE

messaggio n°1

Trattamento Naturale delle Ernie del Disco
e delle Discopatie in genere
È certo che
per esperienza maturata, e per riscontri effettuati nel corso di lunghi
anni di ricerca e di attività, problemi di discopatia, cioè di sofferenza
dovuta a stati patologici a carico delle vertebre e dei dischi
intervertebrali (artrosi, mal di schiena, sciatalgia, lombosciatalgia,
ernie o protusioni del disco intervertebrale, disidratazioni del disco,
processi degenerativi dei dischi, ecc.) possono essere trattati con
metodi naturali, ottenendo, sempre e sicuramente, discreti, buoni, o
ottimi risultati.
In che modo?
Le cose da fare, schematicamente, sono due:
1) impacchi locali; 2) una terapia generale, a base di tisane con piante
medicinali
Quante consultazioni occorrono?
Una prima consultazione, finalizzata alla comprensione del caso, alla
impostazione della terapia, con un eventuale (e solo se strettamente
necessario) semplice, ma mirato, massaggio locale.
Una seconda consultazione, a distanza di due o più settimane,
finalizzata all’esame dei primi risultati, e alla prosecuzione della
terapia.

nota bene
La terapia, quella consigliata durante la prima consultazione, il
paziente la svolgerà comodamente a casa. il paziente è autorizzato a
telefonare allo studio (081.8183356), quando se ne presentasse la
necessità.

Trattamento Naturale di altre Patologie
Con i metodi naturali, e, più o meno, secondo le modalità descritte
sopra (due consultazioni allo studio ed esecuzione a casa delle terapie
consigliate), possono essere trattate le più svariate patologie (ad
esempio: malattie del fegato, della colecisti, dello stomaco,dei reni,
della vescica, dell’utero, delle ovaie, della tiroide, della prostata, degli
occhi; artrosi; sinusite; altro), nei casi in cui il medico curante dovesse
dichiarare che tali patologie non possono essere trattate né
farmacologicamente (per intolleranza ai farmaci), né chirurgicamente,
o dovesse consigliare di aiutarsi con eventuali cure naturali.
Tutti i trattamenti consigliati sono sicuramente innocui, non
interferiscono con altre eventuali terapie in corso, non hanno effetti
collaterali, sono tutti descritti e spiegati nel libro “prontuario di
medicina naturale” (538 pagine, euro 25) edizioni manna, dello stesso
dottore cinque grana, e che si può ottenere seguendo queste vie:
carminemanna@edizionimanna.com, tel.081.5221330 (telefono fisso
dell’editore), 339.6773320 (cellulare dell’editore), 081.8183356
(telefono fisso dell’autore), www.edizionimanna.com.
Comunque, a scanso di facili equivoci, sottolineo che si tratta sempre e
soltanto di consigli che accompagnano, ma non sostituiscono, le cure
del proprio medico, e/o delle strutture ospedaliere.

messaggio n°2

Ernie del Disco
Mi propongo, qui, per il trattamento dei problemi della schiena
mediante metodi naturali, consistenti in alcuni massaggi, (da farsi solo
se strettamente necessario), e in applicazioni locali con amaro svedese
e foglie di verza, secondo tempi e modi che indico e personalizzo volta
per volta.
Sono veramente tanti i casi di sofferenza discale da me trattati, con
successo. Gradirei che tu che leggi questo messaggio parlassi di me, e
della possibilità che offro io di validi trattamenti naturali, a quanti,
incontrati da te sul tuo cammino, esporranno a te eventuali loro
problemi di sofferenza discale. A queste persone potremmo,
eventualmente, fare evitare l’intervento chirurgico, ove questo non si
presentasse come urgente e inevitabile. È, tra l’altro, anche un’opera
buona verso sofferenti di una patologia che è sempre accompagnata da
dolore, da disagio, ed è in vario modo anche inabilitante.
Colui che soffre di mal di schiena diventa automaticamente, e a vario
titolo, un problema per tutti gli altri membri della famiglia, per gli
inevitabili riflessi di questa patologia del singolo individuo su tutto il
nucleo familiare. Evitare un intervento chirurgico, ove questo si
presentasse come fatto possibile e attuabile, è, sempre, naturalmente,
una cosa altamente augurabile.
Anche le sofferenze a carico dell’articolazione del ginocchio possono
essere trattate, sempre con risultati soddisfacenti, con metodi naturali.
Sono certo che hai compreso il senso del messaggio di questa mail, e
che condividi la necessità, tutta interiore e spirituale, di aiutare gli
altri, informandoli su eventuali e augurabili possibilità di risolvere
determinati problemi di salute, più o meno gravi, ricorrendo a metodi
naturali, non invasivi, e, in ogni caso, perlomeno innocui. È sufficiente,
da parte tua, dare il mio recapito telefonico (081.8183356), e invitare a
chiamarmi: tutte le spiegazioni necessarie le darò io, volentieri, e con
trasparenza e massima onestà.


Documenti correlati


Documento PDF prof cinquegrana tiroide malattie e rimedi naturali
Documento PDF tiroide malattie e rimedi naturali
Documento PDF prof cinquegrana prontuario di medicina naturale
Documento PDF ginocchio malattie rimedi naturali prof cinquegrana
Documento PDF prontuario di medicina naturale di umberto cinquegrana
Documento PDF antica medicina cimmerica


Parole chiave correlate