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JUVETORO n. 15 Juve Milan bassa.pdf


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www.juvetoro.it

amcsrls@yahoo.it

Il Punto

Un mese in salita: testa bassa e pedalare

I

l campionato di calcio in
corso assomiglia maledettamente al Giro d'Italia.
Per meglio dire, è il calendario della capolista Juventus a sembrare assai simile
alla corsa in rosa. Lasciate
alle spalle una pletora di
tappe di pianura, a cronometro e di media altitudine,
ora si prospettano le montagne, quelle vere. Lassù, tra
passi abbarbicati tra cielo e
roccia, salite da crepacuore
e discese a crepapelle, fino
al traguardo finale, con la
strenua attenzione all'inseguitrice regina, che non

molla ed anzi cerca in tutti i
modi il riaggancio ed il possibile sorpasso. Sarebbe un
peccato mortale, dopo tutta
la fatica per sistemarsi in
vetta, quasi come se si fosse
scollinato dalla cima Coppi.
Tapponi alpini dunque per
Madama? Peggio, se si dà
un attento esame al calendario che dal week-end di
Pasqua si dipana lungo un
mese di aprile da polsi tremanti. Dal 31 marzo (questione di anticipo) al 29 del
mese le partite certe sono
8, ma potrebbero diventare 9, se il doppio scon-

tro con i madridisti avesse
esito positivo. Compreso
un turno infrasettimanale,
messo lì a dimostrare che
il nostro calcio è retto da
mezze figure dirigenziali.
Mentre la Juve si misura
con squadroni europei, si
deve sobbarcare anche la
trasferta a Crotone, magari con la segreta speranza di vendere la diretta e
riempire di appassionati i
ristoranti di Shangai o Pechino. Andiamo per ordine
e partiamo da un “clasico”
di casa nostra: Juve–Milan.
I rossoneri hanno abbandonato la mediocrità di un
torneo anonimo da quando
la guida tecnica è stata affidata a Gattuso, capace di
infondere ai giocatori autostima e identificazione con
la maglia, più che impartire
autentiche varianti tattiche. Il diavolo che fa visita
allo Stadium non è più un
“povero diavolo”, lanciato
come è verso una qualificazione all'Europa che con-

ta. Martedì dopo Pasqua la
Juve attende il Real Madrid, per i quarti di finale
della Champions League e
non pare dover aggiungere altro, un partitone ed un
prosciugamento di energie
incommensurabile. Pausa
da turn-over col Benevento,
in attesa del ritorno al Bernabeu. Siamo tuttavia sicuri che nel Sannio non stiano
preparando qualche alchimia per far saltare il banco? A seguire la Sampdoria
a Torino, con il chiodo fisso di vendicare la giornata
più storta di tutta la stagione vissuta all'ombra della
Lanterna. Crotone, ridente
cittadina sullo Ionio calabro di mercoledì e poi la
Madre di tutte la partite, la
gara dal non ritorno. Per
fortuna la Signora giocherà
in casa, forte della vittoria
dell'andata (non si sa mai
che servissero gli scontri
diretti), di fronte al proprio
pubblico. Aprile si chiude
con San Siro, sponda ne-

razzurra, sempre che nel
frattempo, durante la settimana di vigilia, non sia andata in onda la prima gara
di semifinale Champions. E
c'è da augurarselo, o no?
Il dubbio si autoalimenta,
attingendo dai bollettini
emanati
dall'infermeria
bianconera, dalla forma
dei singoli e dalle scelte del
mister, ancora una volta
“Panchina d'Oro”. Preme
far osservare che i giochi
si faranno a maggio e che
quindi, nel mese del dolce
dormire, non si vince ancora nulla, E poi c'è qualche

piazza che annusando l'alta
classifica saltuariamente è
pronta a rarefare il numero di partite, nella speranza
di stringere qualcosa a fine
stagione. A Vinovo non si
ha tempo di alzare la testa
mentre si esce da tutto. Si
pedala senza sosta, con un
occhio fisso al rapporto e
massima attenzione a come
rispondono i muscoli. Perché il calendario della Juve
sembra tanto il Giro d'Italia
e stanno arrivando le Dolomiti.
Marco Sanfelici