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JUVETORO n. 16 Juve Real Champions bassa .pdf



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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VIII - N. 16 - 3 APRILE 2018 - Copia omaggio
Il Punto

L'Analisi

CR7 Superstar

Squadra Ospite

Da Barcellona ai
Blancos, il faticoso
cammino europeo
della Vecchia Signora

Madama, dimostra che
hai 'smaltito' la grande
delusione della finale
di Cardiff

I numeri stellari
di Cristiano Ronaldo,
sempre in gol in 5 partite
contro la Juve

Male nella Liga ma sempre
temibilissimo in Europa.
Zidane tenta il clamoroso
tris Champions

a pag. 4

a pag. 6

a pag. 2

a pag. 3

Foto Vincenzo Glinni

REALITY SHOW

DOPO LA FINALE DISPUTATA LO SCORSO GIUGNO a CARDIFF, BIANCONERI E MERENGUES
SI TROVANO NUOVAMENTE DI FRONTE NELLA DOPPIA SFIDA CHE VALE L'INGRESSO
ALLE SEMIFINALI DELLA CHAMPIONS LEAGUE

JUVENTUS-REAL MADRID | MARTEDÌ 3 APRILE ORE 20.45

2

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Il Punto

Da Barcellona al Real, il faticoso cammino europeo di Madama

Q

uanti di noi, di fronte
all'ennesimo sorteggio
che indirizza la Juve verso
il Santiago Bernabeu, hanno esclamato che non se ne
può più. Mai una squadra
che solletichi la fantasia.
Monotonia del soliti club:
è fatidico che gli accoppiamenti si ripetano, ormai
da anni le 8 migliori che
approdano ai quarti non
differiscono granché. Questione di fatturato, Sarri docet. Torniamo a Madama e
al suo cammino di stagione.
Il sorteggio non è proibiti-

vo. Appare quasi scontato
che Barcellona e Juventus
siano le favorite, ai danni
appunto di Sporting Lisbona e dell'Olympiacos Pireo
(non nuova a finire nel girone della Juve). Si inizia il 12
settembre a Barcellona ed
è subito notte. In Catalogna
si ricordano molto bene di
un'eliminazione fresca fresca e ci restituiscono la pariglia, con lo stesso punteggio. Messi fa una doppietta
e Rakitic completa l'opera.
Praticamente la Juve entra
in Champions con una gara

di ritardo. L'Olympiacos ed
Oscar Garcia nulla possono
contro la voglia di riscossa
dei bianconeri. Mandzukic
ed Higuain firmano i due
gol del risultato all'inglese.
Alla faccia di chi li considera incompatibili. Seconda
partita interna e seconda
vittoria per Allegri e company. È il turno dello Sporting a soccombere, anche
se la Juve è costretta ad
una fatica degna di Ercole,
a causa di un'autorete di
Alex Sandro che costringe
i padroni di casa ad una
gara in salita. Ma Marione
sa materializzarsi a tempo
opportuno per chiudere la
rimonta iniziata con Pjanic.
Si va in Portogallo per chiudere la qualificazione, ma
la prestazione non decolla.
Anzi, ci si trova sotto di una
rete alla metà del 1° tempo
e solo un tocco di giustezza
del Pipita verso la fine della partita raddrizza le sorti
in parità. Che sofferenza. Si
pensa alla gara al cospetto

del Barcellona viaggiante
in terra di Piemonte. E' il
22 novembre, un pari basta
alla formazione allenata da
Valverde e si vede. Tiki taka
stucchevole per 90 minuti ed altrettanto timore di
farsi male uscendo ad interrompere la trama blaugrana, da parte della Juve.
Risultato uno 0 a 0 scialbo
ed irritante. Ma si va avanti
ed è ciò che conta. Il Pireo è
campo insidioso, la doppietta di Cuadrado e Bernardeschi (guarda caso gli assenti
illustri su cui la mala sorte
si è abbattuta inesorabile e
che mancano come il sole di
notte) mette in fuga le streghe. La Juve è agli ottavi
senza disdicevole infamia
e senza particolare lode,
qualche fatica evitabile, il
minimo sindacale espletato
senza brillare. Il Tottenham
negli ottavi si riaccosta al
nome della Signora, dopo
un'amichevole di precampionato lontana come il
West. In casa la Juve si por-

ta sul 2 a 0 mentre tanti
“tribunisti” stanno ancora
prendendo posto, ma si fa
rimontare sul 2 a 2 dopo
una prestazione imbarazzante e complicando fortemente il passaggio ai quarti. A Londra ci pensano però
le ingenuità difensive di un
reparto da retrocessione e
la pochezza tattica di...Pochettino a rivitalizzare una
Signora ridotta alla corde e
sotto di un goal. Buon per
i bianconeri e soprattutto
per Higuain e Dybala, duo
argentino che sarà lunga-

mente ricordato a Wembley.
Del sorteggio col Madrid si
è detto. È il caso di accennare allo strano caso di 3
spagnole che non si incontrano tra di loro. Illazioni
gratuite, dirà qualcuno, a
pensar male spesso ci si
azzecca dirà qualcun altro.
Scegliete voi. Sta di fatto
che uno dei quarti di finale
è identico alla finale di Cardiff, così vuolse Eupalla o la
mano “sapiente” di Sheva?
Marco Sanfelici

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3

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L'Analisi

Juve, dimostra che hai smaltito Cardiff!

S

i scrive Juventus-Real
Madrid, ma si legge
“clásico”, uno tra i più importanti e tradizionali nella
storia ultracentenaria del
football continentale; uno di
quelli per cui il calcio giustifica la sua ragion d'essere; uno che ogni pedatore,
in erba o in carriera, sogna
immancabilmente di poter
giocare; uno dei pochi per
cui ogni appassionato al più
bel gioco del mondo per un
paio d'ore mette in stand
by ogni altro interesse. Per
coloro, poi, che già in quel
21 febbraio del 1962 spa-

simavano per la Vecchia
Signora e la videro (per
modo di dire...) espugnare
il Bernabéu con un goal di
Omar Sivori (quarti di finale anche allora), è la Partita.
Quasi paradossalmente (attenzione, quasi...) una gara
che trascende il risultato,
talvolta lo riduce ad appendice, perché, a prescindere
dal verdetto del campo, le
emozioni che la precedono
e la percorrono durante il
suo svolgimento sono tali e
così intense da renderla comunque unica e irripetibile,
giacché, sovente, il novero
di campioni e fuoriclasse
che l'hanno caratterizzata,
e va ammesso senza vergogna, in misura ben più
ridondante quelli di bianco
vestiti, appartiene alla Hall
of Fame (arco della gloria per chi si sta chiedendo cos'è) bullonata di ogni
tempo. Per Madama, meglio, molto meglio, che non
significa necessariamente
“digerirle”, vedersi servi-

re le “merengues” strada
facendo anziché all'ultimo
atto, ove sono una sentenza
e rimangono normalmente
sullo stomaco a chicchessia,
ma a dispetto di trascorsi
pur totalmente entusiasmanti, indulgere troppo
in voli pindarici sarebbe
francamente irragionevole,
a maggior ragione per la
qualità (eufemismo) delle
prestazioni offerte sinora
dagli Acciuga boys. Sono
i campioni d'Europa e del
Mondo in carica, sguazzano nell'agone europeo con
la disinvoltura di chi lo vive

come casa propria, come la
normalità, e dulcis in fundo,
soprattutto nel loro delubro, godono, facendoli pesare, di tutti i vantaggi indotti
dall'aura quasi mistica che
li accompagna da sempre.
In altre parole, dispiegano
una sudditanza, anche verso chi dovrebbe esercitare
terzietà, che talvolta li solleva, capita pure a loro, dalle ambasce tecniche di circostanza. Per quanto possa
apparire ingiusto, è il privilegio tipico di chi conta sul
serio; un appannaggio sul
quale la Juve non può fare

affidamento dato che, per
quanto sia sconveniente denunciarlo, ma deve essere
fatto, a certi livelli il peso
politico della Regina d'Italia
equivale ad un due picche
quando la briscola è fiori.
Molto “realisticamente” e in
ordine crescente d'importanza, i bianconeri saranno
chiamati a: 1) dimostrare
di aver smaltito la “Cardiffite”; 2) evitare un'altra
umiliazione; 3) cercare di
giocarsela; 4) passare il turno. Se poi sapranno essere
spietati nel capitalizzare gli

eventuali momenti difficili
in cui i “realisti” potrebbero
incorrere, visto che, a parti
invertite, raramente perdonano, allora e finalmente si assisterà anche a una
contesa divertente. In ogni
caso, ben vengano confronti di siffatta complicazione,
sono quelli che esprimono
in pieno l'esatta entità di
una forza non certamente misurabile battendo in
scioltezza, ed è già una novità, il Sassuolo di turno.
Augh.
Ezio Maletto

4

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

I numeri stellari di CR7, bomber Champions
Di Stefano a 32), nelle gare
a eliminazione diretta precede Messi che ha segnato
17 gol in meno (40).
60 gol nelle partite dei Gironi di Champions League.
117 i gol di CR7 in 148 partite di Champions League,
record assoluto della manifestazione e addirittura 102
gol in 96 gare con il Real in
questa manifestazione. Per
CR7 20 gol di testa nella sua
storia in Champions, nessuno ha fatto meglio.
15 le reti realizzate da CR7
alle squadre italiane: 7 alla
Juve (in 5 incontri), 5 alla
Roma (in 6 sfide), 2 reti al
Milan (in 6 match), 1 all’Inter (in 3 partite). Non ha
colpito solo contro il Napoli
(2 sfide, 0 gol).
13 i gol realizzati nelle Semifinali Champions, record
assoluto, poi Di Stefano a
11. Unico giocatore che riesce a segnare almeno 10 gol
nelle ultime 6 edizioni della
Champions (compresa questa), record.
9 segna da 9 gare di fila

2 le triplette consecutive realizzate da CR7 nella
Champions 2016/2017 al
Bernabeu contro il Bayern
Monaco e l'Atletico Madrid
primo giocatore a riuscirci
nelle fasi a eliminazione diretta.
5 le vittorie del Pallone
d'Oro (08, 13, 14, 16 e 17)
record come Messi (5 trofei); dal 2008 solo questi 2
Campioni hanno vinto questo Trofeo.
23 i trofei di squadra vinti

(serie aperta, dalla finale
di Cardiff in poi..) record
eguagliato come Van Nistelrooy (dal 2002 al 2003),
ma con 14 gol contro i 12
dell'olandese. CR7 sempre a segno nelle 8 gare
dell'Edizione 2017/18, record per la Champions. Ha
firmato 22 delle 36 reti del
Real nelle ultime 13 gare in
Europa.
57 le reti realizzate nelle
fasi a eliminazione diretta
della Champions League,
record assoluto, di queste
38 dai Quarti di finale (poi
da CR7, 10 con il Manchester United, 11 con il Real,
1 con lo Sporting Lisbona e
l'Europeo 2016 con il Portogallo. Ha vinto 4 Champions
e 3 Mondiali per Clubs. Unico calciatore a vincere in
un anno solare Champions,
Europeo, Mondiale Club e
Pallone d'Oro (2016). Con
Pele' unico giocatore a realizzare una tripletta nella
Coppa Intercontinentale e
Mondiale per club.
17 i gol segnati da CR7
nell'edizione della Champions 2013/2014 , record

SEMPRE IN GOL IN 5 PARTITE
CONTRO LA JUVE (7 GOL)
Gol

Turno

2



Edizione

Gara e Risultato

Girone

2013/14

Real-Juve

2-1

1

Girone

2013/14

Juve-Real

1-1

1

Semif.

2014/15

Juve-Real

2-1

1

Semif.

2014/15

Real-Juve

1-1

2

Finale

2016/17

Juve-Real

di reti realizzate da un giocatore in una sola edizione
dal 1956 a oggi.
6 volte Re del gol in Champions, poi Messi a 5. Da 5
edizioni consecutive Re del
Gol in Champions (adesso è
capocannoniere con 12).
9 i gol al Bayern Monaco la
sua “vittima preferita” in
Europa. Poi 7 a Ajax , Borussia D., Juventus e Schalke 7, infine Apoel, Galatasaray e Malmo 6.
78 ha realizzato gol in 78
partite nelle Coppe Europee
con 65 vittorie, 7 pareggi e
6 ko. In queste 78 partite
1 Quaterna, 6 Triplette, 27
doppiette e 44 marcature
singole.
120 GOL NELLE COPPE.
NESSUNO COME LUI
16 con il Manchester Utd ,
104 con il Real Madrid, 81
di destro, 20 di testa, 19 di
sinistro, 63 in casa, 51 in
trasferta, 6 in campo neutro.
I GOL NELLE FINALI
Champions 2008 a Mosca:
Manchester Utd-Chelsea
7-6 dcr (1-1)



1-4

Champions 2014 a Lisbona:
Real-Atletico Madrid 4-1 dts.
Supercoppa 2014 a Cardiff:
Real-Siviglia 2-0 (doppietta)
Champions 2017 a Cardiff:
Juve-Real 1-4 (doppietta)
I migliori marcatori
in competizioni
europee per club
Reti Giocatore Presenze
120 C. Ronaldo

156

103 Messi

127

77

Raul

161

70

Inzaghi F.

115

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile

Impaginazione e grafica

Stampa
I.T.S. SpA

Roberto Grossi

Silvana Scarpa

rogro@inwind.it

Tel. 011 0371291

Hanno collaborato

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Massimo Fiandrino
Ezio Maletto

Editore
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Direttore Editoriale

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CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 15 DI MERCOLEDÌ 28 MARZO 2018

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Real Madrid / Il Punto

Male nella Liga ma sempre temibile in Europa
C

he sia la volta buona?
Il sorteggio, non si sa
quanto maligno sia stato,
ha pensato bene di mettere
ancora di fronte ai bianconeri la corazzata madrilena che quest’anno deve
giocoforza dedicare le sue
attenzioni esclusivamente
all’Europa. Poche ormai
sono le chances per loro
nella Liga dominata dal
Barça oltre a vantare (si fa
per dire) un’inopinata eliminazione dalla Coppa del
Re da parte della matricola Leganés. Blancos che
comunque pur non avendo
fatto campagna acquisti né
quest’estate né nella finestra di Gennaio rimangono
sempre una rivale temibilissima in CL, manifestazione che fin dagli albori
pare sia stata tagliata su
misura per loro, vittoriosi
delle ultime due edizioni
ed in tre delle ultime quattro (oltre a vantarne 12 in
totale). Come dicevamo la
stagione calcistica non ha
riservato i successi sperati soprattutto alla luce dei
cinque dello scorso anno,

vittoria nella Liga ed in
Champions,
Supercoppa
Europea e Spagnola oltre
che il Mondiale per Club.
Che sia questo un segnale
del passaggio di testimone
in Europa? Lo dubitiamo
anche perché la squadra
è rimasta la stessa della
stagione precedente pur
con un James Rodríguez e
Morata in meno (il primo
andato in prestito oneroso al Bayern ed il secondo
passato al Chelsea in forma definitiva) oltre a Pepe
(contratto in scadenza e
passato ai turchi del Besiktas) e Coentrao (ceduto
in prestito ai portoghesi
dello Sporting, prossimi rivali dei cugini dell’Atlético
nei quarti di Europa League). Ai soliti titolari fissi
in difesa (Carvajal, Sergio
Ramos, Varane e Marcelo)
nel reparto si sono quindi aggiunte le speranze:
Achraf, Nacho Fernández,
Theo Hernández, Diego
Llorente e Jesús Vallejo,
Marcos Llorente, Marco
Asensio y Dani Ceballos
per il centrocampo e Lucas

Vázquez oltre a Borja Mayoral per l’attacco. I soliti
ignoti Isco e Kovacic difficilmente riescono a ritagliarsi spazio fra i titolari
con quei tre inamovibili a
centrocampo: Kroos, Modric e Casemiro. Là davanti
oltre a Cristiano e Bale (in
stagione quasi sempre assente per infortunio) opera
sempre il francese Benzema ormai mal sopportato
dalla Grada Blanca ed in
sicura partenza nonostante il maggiore sponsor sia
proprio il suo allenatore. I
numeri comunque danno
ragione ancora alla squa-

dra di Zizou che in Champions si trasforma e, lasciando alle spalle alcune
opache prestazioni in Liga,
è riuscita nell’inaspettata
qualificazione ai danni di
un PSG che per buona parte della partita d’andata li
aveva messi alle corde per
poi soccombere grazie anche alle geniali pensate di
quell’Unai Emery, allenatore basco sopravvalutato,
che ha già la valigia pronta per destinazione ignota.
Ora tocca alla Juve vincitrice a Wembley contro il
Tottenham, dove il Madrid
nella fase a gruppi perse
per 3-1 offrendo una prestazione sconcertante, riscattare la sconfitta di Cardiff. L’adagio comunque è
sempre lo stesso “fidarsi è
bene ma non fidarsi è meglio”, i blancos nella Coppa
paiono trovare insospettate energie e sempre dimostrano di essere a proprio
agio nelle partite che contano, soprattutto quelle a
doppia sfida. Non si pensi
quindi che sia più facile
batterli nel doppio confronto, loro sono abituati a questa competizione. In questo
caso a dir il vero la cabala gioca a favore dei bianconeri (eliminazione del
Barça nei quarti la stagione scorsa con un secco 3-0
a Torino ed un pareggio

senza reti al Nou Camp). Ci
si può aggrappare anche a
questo. Nella seconda parte della stagione Cristiano
Ronaldo pare risvegliarsi
dal torpore iniziale per assestare lo sprint finale alle
sue prestazioni. Ricordiamo che l’asso portoghese
ha segnato fin qui con il
Madrid più gol di partite giocate (443-429) e che
quest’anno in Champions è
arrivato a 12 (è pur sempre
il capocanniere di CL delle ultime cinque edizioni),
avendo fra l’altro al suo
attivo 116 gol totali. Con
la sua nazionale è arrivato
invece a 81 in 146 partite
e quindi a soli 3 gol dal
mitico Puskas come maggior marcatore di sempre
(in prima posizione rimane sempre l’iraniano Ali
Daei con 109). Come dicevamo registriamo un suo
risveglio e negli ultimi due
mesi e mezzo, compiuti i 33
anni, è riuscito a realizzare la bellezza di 21 reti in
13 partite arrivando a 37
gol stagionali (22 solo nella
Liga, superando l’uruguayano del Barça Suárez ed a
soli 3 da Messi). Insomma
una stagione in crescendo
come ci ha da sempre abituati e fatte le dovute proporzioni uno tsunami che
si può abbattere sulla Juve
che sicuramente dovrà
predisporre accorgimenti
tattici importanti soprattutto sulla fascia sinistra
del loro attacco dove lui
generalmente opera. L’altra pedida che riteniamo
fondamentale nella doppia
partita è il gallese Bale
che ancora una volta non
si trova nelle migliori condizioni fisiche pur avendo
dimostrato nelle ultime
uscite di essere in fase di
pieno recupero (sua la tripletta contro la Cina che

gli ha permesso di diventare il maggior marcatore
di sempre con la selezione
gallese superando con 29
gol il mitico Ian Rush, fra
l’altro ex bianconero seppur per una sola stagione).
Il vero oggetto misterioso
rimane quindi Benzema,
da sempre un superprotetto dal suo mentore francese ma che in stagione ha
segnato solo 8 gol in 34
apparizioni con una media
gol la più bassa da quando
gioca in Spagna. Il punto
di forza del Madrid si dimostrerà come al solito il
centrocampo con i tre pilastri cui abbiamo accennato più sopra. La difesa
con l’uscita di Pepe è meno
forte che in passato ed ha
traballato non poco in questa stagione, già ben 33 i
gol incassati nella Liga e 9
in CL, numeri non degni di
una squadra da prime posizioni soprattutto tenendo
conto che quelli del Barça
recitano 13 gol incassati in
Liga e 2 soli in CL. Una bella differenza! Sul modulo
poco da dire, ormai si continua con il collaudato 4-33, sempre che giochi oltre a
Ronaldo e Benzema anche
Bale (anzi Garrét come viene chiamato alla francese
da Zizou) con la possibile
variante di un 4-3-1-2 con
Isco a fare da trequartista
nel caso il gallese non sia
della partita. Le varianti in
corso d’opera saranno i soliti giovani, Marco Asensio
e Lucas Vázquez su tutti,
come ci ha abituati Zidane a giocarseli a partita
in corso. Caratteristiche
comuni delle due squadre:
la possibilità di far propria
l’eliminatoria nelle due sfide da 180’ in soli quindici
minuti.
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7

La Storia

Un gol di Sivori mette fine alla regola del Chamartin
Prima sconfitta casalinga europea dei madrileni. La Juve perderà poi tra le polemiche lo spareggio di Parigi
REAL MADRID–JUVENTUS 0-1
Reti: 38° Sivori
Juventus:
Anzolin, Sarti,
Garzena, Charles,
Bercellino I, Leoncini,
Mora, Mazzia, Nicolè,
Sivori, Stacchini.
All. Parola Carlo
Real Madrid:
Araquistain, Casado,
Miera, Del Sol,
Santamaria, Ruiz A.,
Tejada, Ruiz F.,
Di Stefano, Puskas, Gento.
All. Munoz Miguel

L

a Juve dopo aver perso
all’andata (1-0) contro
il Real nei quarti di finale,
disputa il ritorno a Madrid
il 21 febbraio 1962. Stadio
Chamartin esaurito, l’impianto verrà poi ribattezzato Santiago Bernabeu. Il
campo del Real nelle Coppe
Europee è ancora imbattuto: in 6 anni di Coppe dei
Campioni i madrileni ne
hanno vinte 5 e nessuna

squadra è riuscita a batterli. I torinesi scendono
in campo con una divisa
completamente nera per
permettere così al Real di
mantenere i propri colori.
Al seguito della Juve ci sono
3000 italiani, giunti da ogni
parte della penisola. L’inizio è tutto Real ma la Juve
regge ed in contropiede con
Nicolè e Stacchini si rende
pericolosa. Molto stretto

Del Sol su Sivori ma nonostante l’asfissiante marcatura l’asso italo-argentino è
in serata magica ed al 38°
minuto realizza il gol che
deciderà il match. Calcio
di punizione di Garzena,
raccoglie Stacchini che appoggia a Charles, lancio del
gallese per Omar che scatta
in avanti palla al piede, entra in area di rigore, scarta il portiere Araquistain e
tocca di precisione in rete.
I bianconeri esultano e
raddoppiano le loro forze.
Il secondo tempo è giocato
con molta durezza dal Real,
lo spagnolo Ruiz entra a
gamba tesa su Charles che
deve uscire dal terreno di
gioco per poi rientrare ma
accusa visibilmente il colpo. La squadra bianconera
è in pratica in 10 uomini,
all’epoca non erano consentite le sostituzioni. Il fortino
sabaudo resiste, il portiere

Anzolin compie pregevoli
interventi dando sicurezza al reparto difensivo, gli
ultimi minuti sono lunghissimi poi l’arbitro francese
Guigue fischia finalmente il
termine ed esplode la gioia
dei giocatori che per primi
hanno espugnato il campo del Real. A Torino ed in
tutta Italia si festeggia, i tifosi bianconeri hanno potuto seguire in diretta RAI il
secondo tempo: erano altri
tempi e non sempre si dava
la partita intera in diretta tv. Vittorio Pozzo, inviato speciale de 'La Stampa'
commentò così la storica
impresa: “Proprio vero che
nella vita non bisogna mai
disperare: la Juve battuta
e bistrattata a Torino sette
giorni prima ha restituito
stasera nella capitale spagnola quello che il Real le
aveva dato”. La rete di Sivori ha posto le due squadre

su un livello di parità. Lo
spareggio verrà effettuato
sul campo neutro di Parigi (3-1 per il Real) 7 giorni
dopo: un arbitraggio scandaloso del francese Schwinte fece perdere ai bianconeri l’opportunità di accedere
alle semifinali della Coppa.
Ermanno Vittorio
(A sinistra la formazione
che scese in campo il 21
febbraio 1962 nella gara
vinta a Madrid per 1-0;
in alto il gol vittoria
siglato da
Omar Sivori)

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Le altre di Champions

La Roma tenta l'impresa nell'altra sfida italo-spagnola
I giallorossi non hanno nulla da perdere. Derby inglese tra 'reds' e 'citizens'. Bayern favorito contro Montella

Q

uarti di nobiltà per proseguire il cammino verso Kiev ed il traguardo della
coppa dalle grandi orecchie.
Non si potrebbe definire altrimenti il quadro dei quarti di finale della Champions
League, che fra conferme
delle “solite note” e stuzzicanti sorprese metterà a
confronto la crema del calcio continentale. Se da un
lato l'incrocio fra Juventus
e Real Madrid rappresenta
la rivincita (seppur sui 180
minuti) della finale di Cardiff della scorsa stagione,
con i blancos di Zidane che
cercano il lasciapassare
verso un clamoroso tris di
titoli consecutivi (l'ultimo a
riuscirci fu il Bayern Monaco tra il 1974 e il 1976) e i
bianconeri di Allegri intenti
a sfatare un tabù che con il
passare degli anni sta assumendo i contorni di una

vera e propria ossessione,
dall'altro sarà altrettanto affascinante la seconda
sfida italo-spagnola in programma, quella che opporrà la Roma al Barcellona. Da
una parte una macchina da
calcio e da gol solidissima e
con automatismi impeccabili, che dominata la Liga
vuole fortemente tornare
sul tetto d'Europa. Sull'altro fronte una compagine in
divenire che farà leva sulla
spensieratezza e tenterà di
sopperire con un pizzico di
spregiudicatezza all'inevitabile divario di esperienza
e caratura internazionale
rispetto ai catalani. D'altronde i giallorossi hanno
nulla da perdere e mister
Di Francesco ha già dichiarato che mercoledì sera
non andrà al Camp Nou a
fare le barricate rischiando
di venire schiacciato dal-

REDAZIONALE

Giletti spa, azienda leader nel mondo della produzione di filati nasce nel cuore
del biellese nel 1884. Infatti, più di un secolo fa, ad opera di Anselmo Giletti,
nella verde vallata attraversata dal torrente Ponzone, prende avvio quella che
diventerà l'attuale azienda: una struttura che negli anni si è sviluppata fino a
raggiungere gli attuali 36000 mq di superficie.
Dal 1884 Giletti spa lavora le fibre, le commercializza, le trasforma con la
costante continua ambizione di legare l'uomo all'ambiente, nella convinzione
che anche in un filo puù essere racchiuso un corretto modo di rapportarsi con
il proprio habitat.
Fedeltà alla consolidata tradizione di azienda tecnologicamente avanzatissima
nello sviluppo del proprio ciclo produttivo, innovazione nella ricerca e nell'utilizzo
dei materiali, affidabilità nel modo di porsi al servizio della clientela sono i
punti focali intorno ai quali l'azienda sta affrontando con successo il mercato
del nuovo millennio e della globalizzazione.
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particolare miscela di fibre con cui sono composti, infatti oltre al cotone e
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lo strapotere offensivo dei
blaugrana, ma cercherà di
giocarsi al meglio le carte a propria disposizione a
cominciare dall'andare ad
aggredire alti gli avversari.
La rimonta sullo Shakhtar è
di buon auspicio così come
il ricordo del gioiello spedito da Florenzi nella porta
spagnola alcune stagioni
orsono. Sulla carta ai romanisti servirà un'impresa
per approdare in semifinale, ma sognare di rinverdire
le gesta di Pruzzo, Bruno
Conti e Falcao costa nulla.
Sfida fratricida oltremanica
fra Liverpool e Manchester
City, con pronostico più che
mai incerto. Guardiola ha
costruito un'orchestra perfetta che fa della manovra
corale e della straordinaria
efficacia offensiva le proprie armi letali, come hanno
avuto modo loro malgrado
di constatare per ultimi gli
svizzeri del Basilea oltre al
lotto delle rivali in Premier,
spazzate via con irrisoria
facilità in una stagione incredibilmente
monotona.
Cuore, ritmo, grinta e velocità con la spinta di Anfield alternati ad amnesie
difensive e passaggi a vuoto da brividi. È tutto genio
e sregolatezza il Liverpool
del vulcanico Klopp, che ha
sinora confermato di avere
nell'Europa il suo habitat
ideale dopo aver dominato
la fase a gironi e surclassato il Porto negli ottavi.
L'incognita che da sempre
si accompagna ai derby e
la potenzialità dei reds di

compiere qualsiasi impresa
non faranno però dormire
sonni tranquilli ai citizens
e con ogni probabilità terranno in bilico la qualificazione sino ai minuti di recupero della gara di ritorno.
Sgambettato fra la sorpresa

farsi anzitempo da parte. Il
vecchio saggio Jupp Heynckes ha però ricompattato
lo spogliatoio dei bavaresi dopo le frizioni con Ancelotti di inizio stagione
ed i tedeschi sono tornati
ad indossare i panni dello

generale, ma con pieno merito, il presuntuoso e opaco
Manchester United di Mourinho, mette ora nel mirino
il mostro sacro Bayern Monaco. È lo sbarazzino Siviglia di Vincenzo Montella,
rivelatosi senza dubbio la
mina vagante del torneo
e per nulla intenzionato a

schiacciasassi. Obiettivo dichiarato vendicare il “furto”
di Madrid della scorsa stagione e tornare a sollevare
il trofeo dopo cinque anni.
Prima però dovranno avere
ragione della scaltrezza degli insidiosi andalusi.
Luca Ceste

9

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

Tra Torino e Madrid, da Del Sol a Higuain

DEL SOL Luis (Real 1960
/62; Juve 1962/70)
Con il Real ha vinto la Coppa Campioni 1960 contro il
Francoforte e 2 campionati.
Nel 1962 il centrocampista
spagnolo segnò contro la
Juve nella “bella” dei quarti
di finale e la stagione successiva passò alla Juve dove
in 8 stagioni colleziona 294
presenze, vince 1 Scudetto
e 1 Coppa Italia. Aveva il
soprannome di “postino”
per la capacità di svariare
in ogni posizione del campo, sempre con il pallone
tra i piedi.
CAPELLO
Fabio (Juve
70/76 gioc. e 04/06 all.; Real
all. 96/97 e 06/07)
3 Scudetti in 6 stagioni da
giocatore Juve. Da allenatore Real ha sempre vinto il
Titolo spagnolo in entrambe le stagioni. Ha vinto la
Champions alla guida del
Milan ma questo trofeo gli è
sfuggito a Torino (due scudetti revocati post-calciopoli) e Madrid.
LAUDRUP Michael (Juve
1985/89; Real 1994/96)
Ingaggiato da Boniperti per
sostituire Boniek, a Torino
ha vinto subito lo scudetto
e ha segnato un gran gol
nell'Intercontinentale 1985
contro l'Argentinos Juniors.
Poi al Barcellona con Cruyff
ha vinto la Coppa Campioni

1992 e 4 Campionati di fila.
Il quinto Titolo dopo il passaggio al Real.
ESNAIDER Juan (Real
91/93
e
95/96;
Juve
1999/00)
L'attaccante argentino non
ha lasciato il segno a Madrid e a Torino. Nel Real
1992 ha chiuso la stagione con un solo gol, stessa
cosa nel 1996. Alla Juve
nel 1999 con 16 presenze e
nessuna rete.
JARNI
Robert
(Juve
1994/95; Real 1998/99)
Terzino sinistro croato, girovago del calcio europeo,
ha ottenuto importanti
successi con entrambe le
maglie anche se da comprimario. Accoppiata Scudetto-Coppa Italia in Bianconero e Intercontinentale
1998 a Madrid. Un gol con
entrambe le maglie.
ZIDANE Zinedine (Juve
09/01; Real 01/06 gioc., dal
2016 all.)
L'ex Nazionale francese
ha collezionato oltre 150
presenze con entrambe le
squadre. 2 Scudetti e 2 finali Champions. Ha vinto la
Coppa delle grandi orecchie
solo dopo il trasferimento
da 75 milioni di euro nella
capitale spagnola, segnando il gol decisivo nella Finale del 2002. Sulla panchina
Real ha già messo in bacheca due Champions.
ANELKA Nicolas (Real
1999/00; Juve 2013)
L'attaccante francese sbarcato a Madrid dall'Arsenal
per una cifre record ha faticato ad ambientarsi e 2 gol
segnati in semifinale Champions rappresentano uno
dei rari acuti. Il Real lo ha
poi ceduto al PSG. 13 anni
più tardi ha collezionato 3
presenze da subentrato con
la Juve, nella quale ha giocato in prestito 6 mesi.
ANCELOTTI Carlo (Juve
99/01 all.; Real 13/15 all.)

na. Ha perso la Champions
2017 a Cardiff contro i suoi
vecchi colori.

JUVE, 17 QUARTI DI FINALE E 12 QUALIFICAZIONI
COPPA CAMPIONI 61-62 (Elim)
Juventus-Real Madrid
0-1
Real Madrid-Juventus
0-1
Real Madrid-Juventus (a Parigi)
3-1
COPPA CAMPIONI 67-68 (Qual)
Eintracht Braunschweig- Juventus
3-2
Juventus-Eintracht Braunschweig
1-0
Juventus-Eintracht (a Berna)
1-0
COPPA CAMPIONI 72-73 (Qual)
Juventus-Ujpest Dosza
0-0
Ujpest Dosza - Juventus
2-2
COPPA CAMPIONI 77-78 (Qual)
Ajax-Juventus
1-1
Juventus-Ajax
(3-0 r) 1-1
COPPA CAMPIONI 82-83 (Qual)
Aston Villa-Juventus
1-2
Juventus-Aston Villa
3-1
COPPA CAMPIONI 84-85 (Qual)
Juventus-Sparta Praga
3-0
Sparta Praga-Juventus
1-0
COPPA CAMPIONI 85-86 (Elim)
Barcellona-Juventus
1-0
Juventus - Barcellona
1-1
CHAMPIONS 95-96 (Qual)
Real Madrid - Juventus
1-0
Juventus - Real Madrid
2-0
Successore di Lippi sulla
panchina bianconera, ha
ottenuto due secondi posti
nelle due stagioni a Torino.
Dopo i successi ottenuti con
Milan, Chelsea e PSG è approdato a Madrid nel 2013,
vincendo 4 trofei alla sua
prima stagione con le Merengues compresa la storica “Decima” Coppa Campioni.
CANNAVARO Fabio (Juve
04/06 e 09/10; Real 06/09)
Dalla Juve al Real dopo aver
vinto il mondiale con l'Italia
nel 2006 (trionfo che gli ha
spalancato la porta per il
Pallone d'Oro), Cannavaro
ha ereditato la maglia numero 5 proprio da Zidane
vincendo due Campionati.
È tornato alla Juve vivendo
una stagione 2009/10 non
esaltante.
EMERSON (Juve 2004/06;

VALERIA e ANTONELLA
Via Mazzini, 33 - TORINO - Cell. 340 7131743

CHAMPIONS 96-97 (Qual)
Rosenborg - Juventus
Juventus - Rosenborg
CHAMPIONS 97-98 (Qual)
Juventus - D. Kiev
Dinamo Kiev - Juventus
CHAMPIONS 98-99 (Qual)
Juventus - Olympiakos Pireo
Olympiakos Pireo - Juventus
CHAMPIONS 02-03 (Qual)
Juventus - Barcellona
Barcellona - Juventus
CHAMPIONS 04-05 (Elim)
Liverpool - Juventus
Juventus - Liverpool
CHAMPIONS 05-06 (Elim)
Arsenal - Juventus
Juventus - Arsenal
CHAMPIONS 12-13 (Elim)
Bayern Monaco - Juventus
Juventus - Bayern Monaco
0-2CHAMPIONS 14-15 (Qual)
Bayern Monaco - Juventus
Juventus - Bayern Monaco
CHAMPIONS 16-17 (Qual)
Juventus-Barcellona
Barcellona-Juventus

Real 2006/07)
Il periodo trascorso dal centrocampista brasiliano alla
Juve coincide con il primo
di Cannavaro e anche lui si
è trasferito in Spagna nel
2006. Ha vinto il Campionato nell'unica stagione Real
per tornare nuovamente in
Italia al Milan dopo aver vestito la maglia della Roma
prima del suo trasferimento
a Torino.
HIGUAIN Gonzalo (Real
2007/13; Juve dal 2016)
Il Pipita è sbarcato a Madrid
dal River Plate nel 2007 e in
6 stagioni ha segnato 107
reti vincendo 3 volte la Liga
ma mai la Champions. Dopo
3 stagioni ricchissime di gol
a Napoli si è trasferito a Torino dopo il pagamento della clausola recissoria. Uno
scudetto e una Coppa Italia,
per ora, con la Juve

1-1
2-0
1-1
1-4
2-1
1-1
1-1
dts 1-2
2-1
0-0
2-0
0-0
2-0
2-0
0-2
3-0
0-0

MORATA Alvaro (Real
08/14 e dal 16/17; Juve
14/16)
L'attaccante spagnolo è
cresciuto nelle giovanili
Real segnando 10 gol in 37
presenze in prima squadra.
A Torino nel 2014 con clausola di riacquisto ha sempre vinto sia Campionato
che Coppa Italia, segnando
anche il gol che ha permesso ai Bianconeri di eliminare le Merengues nelle semifinali Champions 2015.
KHEDIRA
Sami
(Real
2010/15; Juve dal 2015)
Dopo aver vinto tutto con
il Real (compresa la Champions 2014), si è trasferito a
Torino nel 2015, poche settimene dopo l'eliminazione
Merengues in semifinale ad
opera dei Bianconeri. Con
la Juve 2 Scudetti, 2 Coppe
Italia e 1 Supercoppa Italia-

ZIDANE 8 TROFEI DA
ALLENATORE REAL
Zinedine Zidane, classe
1972, ha indossato la maglia da giocatore Real dal
2001 al 2006. Allena il
Real dal 5/1/2016 al posto
di Benitez. Il 9/7/2013 è diventato vice di Ancelotti. Il
25/6/2014 viene nominato
allenatore del Castilla, seconda squadra del Real, carica che ricopre fino a gennaio 2016, quando viene
chiamato a guidare la prima
squadra. Da tecnico Real ha
vinto 8 trofei (2 Champions,
2 Supercoppa Europea, 2
Coppa del Mondo di clubs, 1
Liga, 1 Supercoppa di Spagna). Il Real grazie a Zidane centra il “double” dopo
59 anni, vittoria Champions
e Liga nella stessa stagione. Complessivamente
da giocatore 690 presenze ufficiali, corredate da
125 reti. In bianconero dal
1996 al 2001: 212 presenze e 31 gol (in A 24 gol in
151 presenze) e ha vinto un
Pallone d'Oro 1998, 2 Scudetti 1996/97 e 1997/98, 1
Supercoppa Italiana 1997,
1 Coppa Intertoto 1999, 1
Intercontinentale 1996, 1
Superc. Europea 1996. Ha
perso 2 finali Champions
con i Bianconeri. Con i
Blancos per 150 miliardi
di lire, si trasferisce a Madrid nel 2001. Con il Real
da giocatore: 231 presenze
e 49 gol. Ha vinto 1 Champions 2002, una Liga 2003,
2 Supercoppe Spagna 2001
e 2003, 1 Intercontinentale
2002, 1 Supercoppa Europea 2002.

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La storia di Juve-Real di Ermanno Vittorio
â–  14/2/62
Quarti di finale, andata
Juventus-Real Madrid
0-1
Marcatore: 69° Di Stefano
Arbitro: Dusch Albert (Germania). Note: Spettatori paganti
66.403, stadio Comunale esaurito in ogni ordine di posti si
calcolò che spettatori erano
circa 75.000, incasso record di
102 milioni di lire.
Juventus: Anzolin, Castano,
Sarti, Mazzia, Charles, Leoncini, Mora, Rosa, Nicolè, Sivori,
Stacchini. All. Parola Carlo
Real Madrid: Araquistan, Casado, Miera, Felo, Santamaria,
Pachin, Canario, Del Sol, Di Stefano, Puskas, Gento.
All. Munoz Miguel.
La Juve per la terza volta in
Coppa Campioni, nei primi 2
trurni supera senza affanni
Panathinaikos e Partizan poi
il sorteggio la accomuna ai
detentori del trofeo. Lo stadio
è stracolmo. La partita ha un
prologo importante, la consegna del Pallone d’oro a Sivori
che solleva il trofeo ricevendo
una ovazione da brividi. La
partita è difficile anche per la
scarsa vena di Mora e Nicolè,
Charles viene schierato in difesa nel ruolo di libero. Nella
ripresa decide la partita uno
scatto di Di Stefano che batte in uscita Anzolin gelando
lo stadio Comunale. Il ritorno
appare difficile e la rimonta
improbabile anche perche dalla prima edizione della Coppa
(1955/56) il Real non ha mai
perso in casa propria.

ta di Del Sol su Sivori ma l’asso
argentino è in serata di grazia
ed al 38° segna un gol storico:
Garzena raccoglie e porge a
Stacchini che imposta a Charles, lancio verticale del gallese su Omar che entra in area
madrilena dribbla il portiere e
deposita in rete! La partita diventa rude, Ruiz entra a gamba
tesa su Charles che deve uscire
dal terreno per poi rientrare
visibilmente menomato. La difesa bianconera tiene grazie
alla prova splendida dei giovani Bercellino e Leoncini. Al
fischio finale esplode la gioia
per l’ impresa, 1° club a violare
il Bernabeu. A Torino cortei di
tifosi anche perché la partita è
stata seguita in tv, la RAI diede la diretta del 2° tempo (una
rarità ai tempi). Vittorio Pozzo
scrisse: “Nella vita non bisogna
mai disperare, la Juve battuta
e bistrattata a Torino ha restituito a Madrid quello che il
Real le aveva dato”. Si va allo
spareggio.

â–  21/02/1962
Quarti di finale, ritorno
Real Madrid-Juventus
0-1
Marcatore. 38° Sivori
Arbitro: Guigue Maurice (Francia). Note: Spettatori 130.000
Real Madrid: Araquistan, Casado, Miera, Del Sol, Santamaria,
Ruiz C., Tejada, Ruiz F. Puskas,
Di Stefano, Gento.
All. Munoz Miguel.

â–  28/02/1962
Quarti di finale, spareggio a Parigi
Real Madrid-Juventus
3-1
Marcatori: 1° Felo, 34° Sivori,
65° Del Sol, 82° Tejada
Arbitro: Schwinte Pierre (Francia). Note: Spettatori circa 36.000
Real Madrid: Araquistan, Casado, Miera, Felo, Santamaria,
Pachin, Tejada, Del Sol, Di Stefano, Puskas, Gento.
All. Munoz Miguel.
Juventus: Anzolin, Sarti, Garzena, Charles, Bercellino I, Leoncini, Mora, Mazzia, Nicolè,
Sivori, Stacchini.
All. Parola Carlo.
La serata è freddissima, diventa ‘gelida’ perché dopo appena
un minuto il Real è in vantaggio con Felo. La Juve non
crolla, Charles viene spostato
in avanti da Parola retrocedendo Mazzia in difesa, il gallese
lanciato in area viene falciato
da Santamaria ma l’arbitro

Juventus: Anzolin, Sarti, Garzena, Charles, Bercellino I, Leoncini, Mora, Mazzia, Nicolè, Sivori, Stacchini. All. Parola Carlo
Torinesi in campo con una
divisa completamente nera
senza scudetto e stella, probabilmente la muta di maglie
venne acquistata a Madrid per
permettere al Real di usare il
suo completo bianco. D'altronde a Torino il Real era sceso
in campo in completo blu lasciando alla Juve il suo usuale
bianconero. Stadio stracolmo
con circa 3000 italiani. Il Real
parte veloce cercando di chiudere il match. Marcatura stret-

francese sposta il pallone fuori
area, episodio che peserà molto. Al 36° il pareggio con una
azione personale di Sivori. Nella ripresa la svolta del match:
punizione di Puskas corretta
da Del Sol che batte inesorabilmente Anzolin. Un intervento
durissimo di Casado mette ko
Stacchini; Charles inizia a zoppicare per i colpi ricevuti così
nel finale il Real trova anche la
terza rete. Molte polemiche nel
dopo match: Schwinte lasciò
molti dubbi per aver tollerato
il gioco rude del Real che di
fatto nel finale tolse Stacchini
e Charles lasciando la squadra

in 9. Non esistevano le sostituzioni. Il Real andò poi in finale
perdendo il match con il Benfica dell’astro nascente Eusebio.
â–  22/10/1986
Ottavi, andata
Real Madrid-Juventus
1-0
Marcatore: 20° Butragueno
Arbitro: Valentine Robert (Scozia). Note: Spettatori 80.000.
Ammoniti: Mauro, Cabrini, Michel, Sanchez.
Real Madrid: Buyo, Chendo,
Chamaco, Salguero, Sanchis,
Gordillo (62° Martin Vazquez),
Butragueno, Michel, Sanchez,
Gallego, Valdano (72° Santillana). (Agustin, Solana, Juanito).
All. Beenhakker Leo.
Juventus: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Soldà (62°
Caricola), Mauro, Manfredonia,
Briaschi, Platini, Laudrup (76°
Bonetti I.). (Bodini, Vignola,
Buso). All. Marchesi Rino.
L’urna non porta fortuna alla
Juve che negli ottavi è abbinata al Real. Il dopo Trapattoni
si chiama Rino Marchesi ma il
maestro d’ orchestra non riesce a far suonare bene gli orchestranti. La squadra è diversa nell’atteggiamento e negli
uomini, della vecchia guardia
sono rimasti solo Cabrini, Bonini, Brio anche se l’arrivo di
Manfredonia risulterà ottimo.
Il Real comanda il match, in
apertura trova il gol con il “Buitre” Butragueno. La Juve arranca, ci si mette anche l’arbitro che annulla un gol regolare
di Manfredonia per presunto
fallo di Brio. Un gol annullato
che peserà molto.
â–  5/11/1986
Ottavi, ritorno
Juventus-Real Madrid
1-0
d.t.s. 1-3 d.c.r.
Marcatore: 8° Cabrini
Arbitro: Pauly Dieter (Germania). Note: Spettatori 64.000.
Ammoniti: Bonini, Chendo,
Sanchis, Valdano
Juventus: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Caricola,
Mauro (106° Vignola), Manfredonia, Serena, Platini, Laudrup
(78° Briaschi). (Bodini, Bonetti
I. Pioli). All. Marchesi Rino
Real Madrid: Buyo, Chendo,
Chamaco, Salguero, Sanchis,
Gordillo (115° Juanito), Butragueno, Michel, Sanchez, Gallego, Valdano. (Augustin, Mino,
Solana, Santillana).
All. Beenhakker Leo.
Tifo da grande serata di calcio
che in apertura già al 9° minuto
esplode in un boato che dicono
si sentì persino in zona Ospedale Mauriziano. Scossa di terremoto? No gol di Cabrini! La
partita viene riportata in parità
così si va ai supplementari, sofferti senza riserva d’ ossigeno.
Arrivano i rigori. Si decide di
lasciare l’ ultimo a Platini ma il
francese non arriverà neanche
a calciarlo. Forse avesse calciato per primo e certamente
segnato subito, la lotteria dei
rigori sarebbe andata in altro
modo. La sequenza: Sanchez
no, Brio no, Butragueno si, Vignola si, Valdano si, Manfredonia no, Juanito si, Favero no.

â–  5/3/1996
Quarti, andata
Real Madrid-Juventus
1-0
Marcatore: 20° Raul
Arbitro: Rothlisberger Kurt
(Svizzera). Note: Spettatori
86.000, incasso record di 400
milioni di pesetas pari a circa
5.200 milioni di lire.
Ammoniti: Carrera, Torricelli,
Ravanelli, Hierro
Real Madrid: Buyo, Chendo,
Alkorta, Garcia Calvo, Hierro,
Luis Enrique, Redondo, Soler
(26° Quique Flores), Laudrup
(65° Michel), Zamorano, Raul.
(Canizares, Milla, Alvaro).
All. Iglesias Arsenio.
Juventus: Peruzzi, Ferrara, Vierchowod Carrera (76° Pessotto),
Torricelli, Lombardo (46° Padovano), Paulo Sousa (65° Jugovic), Conte, Deschamps, Del
Piero, Ravanelli. (Rampulla, Di
Livio). All. Lippi Marcello.
Tutto l’ambiente “Blancos”
vuole la coppa dalle grandi
orecchie che manca dal 1966
ma la Juve è tosta. In panchina Real siede da poco Iglesias
che ha preso il posto dell’esonerato Valdano. Il primo tempo
è un assalto del Real, il fortino
eretto da Lippi tiene andando
al riposo sull’1-0. Nella ripresa
il copione non cambia, comunque la Juve regge l’onda d’urto:
si deciderà tutto al delle Alpi.

â–  20/3/1996
Quarti, ritorno
Juventus-Real Madrid
2-0
Marcatore: 17° Del Piero, 53°
Padovano
Arbitro: Van Der Ende Mario (Olanda). Note: Spettatori 62.783, incasso lire
5.071.211.000, nuovo record
italiano.
Ammoniti: Torricelli, Jugovic,
Deschamps, Conte, Del Piero,
Alkorta, Milla, Michel, Luis Enrique. Espulsi 69° Alkorta, 78°
Torricelli
Juventus: Peruzzi, Torricelli,
Pessotto, Porrini, Vierchowod,
Jugovic (47° Di Livio), Deschamps, Conte, Vialli, Del Piero
(89° Marocchi), Padovano (73°
Lombardo). (Rampulla, Tacchinardi). All. Lippi Marcello
Real Madrid: Canizares, Chendo, Quique Flores (56 F. Rincon), Alkorta, Lasa, Garcia
Calco, Michel, Laudrup, Milla
(65° J. Esnaider), Luis Enrique,
Raul. (Contreras, Alvaro, Sanchis). All. Iglesias Arsenio.
La cornice del ‘Delle Alpi’ è fantastica, giochi di luci e fontane
luminose incantano l’ambiente.
Vialli e compagni schiacciano
il Real, Raul è ingabbiato nella morsa Porrini-Vierchowod.

Nel 1° tempo Del Piero pennella una punizione gonfiando la
rete. Nella ripresa Padovano
lanciato in contropiede si trova
in area di rigore, tutto lo stadio
trattiene il respiro poi il tiro
secco come una fucilata nell’
angolino: rete! Vittoria e qualificazione che porterà prima ad
affrontare il Nantes poi l’Ajax
nella finale magica di Roma.
â–  20/5/1998
Finale, Amsterdam
Real Madrid-Juventus
1-0
Marcatore: 67° Mijatovic
Arbitro: Krug Helmut (Germania). Note: Spettatori 48.500
Ammoniti: Hierro, Davids, Roberto Carlos, Karembeu, Montero, Seedorf.
Real Madrid: Illgner, Panucci,
Hierro, Sanchis, Roberto Carlos, Seedorf, Karembeu, Redondo, Raul (90°+2 Amavisca),
Mijatovic (89° Suker), Morientes (82° Jaime). (Canizares,
Sanz, Victor, Savio).
All. Heynckes Jupp.
Juventus: Peruzzi, Torricelli, Iuliano, Montero, Di Livio (46°
Tacchinardi), Deschamps (77°
Conte), Davids, Pessotto (71°
Fonseca), Zidane, Inzaghi, Del
Piero. (Rampulla, Birindelli, Dimas, Amoruso).
All. Lippi Marcello.
La Juve è favorita, tasso tecnico
superiore al Real che si attacca
al suo carisma internazionale.
La squadra “Blanca” è in fibrillazione anche perché nella Liga il Real è lontano dalle
prime 4, una sconfitta significa
uscire dalle coppe Europee. Il
Real da 32 anni non vince il
trofeo dalle grandi orecchie.
Bianconeri nervosi e tesi. 1°
tempo con leggera supremazia bianconera. Nella ripresa
decide un gol contestato di Mijatovic che lanciato da Roberto
Carlos intercetta una carambola sfortunata di Iuliano, aggira
in uscita Peruzzi e calcia nella
porta sguarnita. Nel finale Juve
in avanti ma Hierro e Panucci
(primo italiano a militare nel
Real) bloccano tutto. Ancora
una finale persa dopo quelle
del 1973, 1983, 1997. Si chiude un ciclo magico per Lippi, 4
Finali consecutive: 1995 Uefa,
1996, 1997, 1998 Champions. 4
anni indimenticabili in cui si è
vinto 3 scudetti, 2 Supercoppe
Italiane, 1 Intercontinentale, 1
Supercoppa Europea, 1 Champions.
â–  6/5/2003
Semifinale, andata
Real Madrid-Juventus
2-1
Marcatori: 23° Ronaldo, 45°
Trezeguet, 73° Roberto Carlos
Arbitro: Hauge Terje (Norvegia). Note: Spettatori 80.000.
Ammoniti: Ferrara, Birindelli,
Iuliano, Zambrotta, Conte
Real Madrid: Casillas, Salgado,
Helguera, Hierro, Roberto Carlos, Figo, Makelele, Guti, Zidane,
Morientes (80° Solari), Ronaldo
(50° Portillo). (Cesar, Pavon,
Cambiasso, Flavio Conceicao). All. Del Bosque Vincente.
Juventus: Buffon, Thuram, Ferrara, Iuliano (46° Pessotto), Birindelli, Conte, Tudor (80° Ca-

moranesi), Zambrotta, Nedved
(82° Di Vaio) Del Piero, Trezeguet. (Chimenti, Fresi, Olivera,
Zalayeta). All. Lippi Marcello.
Stagione indimenticabile: successi, grandi protagonisti e sfide stellari in Champions, dopo
aver fatto fuori il Barcellona
ecco i “Galacticos”, una parata
di stelle gestita da Del Bosque.
Dal brasiliano Ronaldo a Raul,
da Figo a Zidane, Roberto Carlos. Lippi e i suoi non tremano
anzi dopo il vantaggio iniziale
di Ronaldo Trezeguet pareggia
sul finire della I frazione. Il 2°
tempo è battaglia, la Juve non
molla anche se Buffon è battuto da Roberto Carlos.
â–  14/5/2003
Semifinale, ritorno
Juventus-Real Madrid
3-1
Marcatori: 12° Trezeguet, 43°
Del Piero, 73° Nedved, 89° Zidane.
Arbitro: Meier Urs (Svizzera).
Note: Spettatori 60.253, incasso euro: 3.369.380.
Ammoniti: Salgado, Figo Flavio
Conceicao, Montero, Tacchinardi, Nedved.
Juventus: Buffon, Thuram, Montero, Tudor, Birindelli (60° Pessotto), Zambrotta, Tacchinardi,
Davids (89° Conte), Nedved,
Trezeguet (77° Camoranesi),
Del Piero. (Chimenti, Fresi, Di
Vaio, Zalayeta). All. Lippi.
Real Madrid: Casillas, Salgado,
Helguera, Hierro, Roberto Carlos, Figo, Cambiasso (76° Mc
Manaman), Flavio Conceicao
(52° Ronaldo), Guti, Zidane,
Raul. (Cesar, Pavon, Solari, Morientes, Portillo).
All. Del Bosque.
In un tempo i bianconeri ribaltano l’andata con Trezeguet
ed una prodezza di Del Piero,
quest’ultimo con una doppia
finta mette a sedere Hierro e
Salgado con rasoterra sul primo palo. A metà ripresa Buffon
compie l’impresa stregando
Figo dal dischetto. Poi lancio di
Zambrotta che innesta in contropiede Nedved, Pavel appena
in area fulmina Casillas con un
diagonale che apre di bianconero la notte magica di Torino.
Purtroppo, dopo il gol bandiera di Zidane, un fallo inutile a
centrocampo di Nedved costa
il cartellino giallo e, essendo
in diffida, Pavel salta la finale
di Manchester. Probabilmente
Nedved avrebbe vinto da solo
quella partita, il ceco era in
un momento di forma incredibile, avrebbe tagliato la difesa
Milan. Questa Champions poi
persa ai rigori lascia tanti rimpianti, come Montero schierato
da Lippi terzino in finale. Una
coppa strameritata lasciata andare per non aver creduto nei
propri mezzi. La Juve eliminò
Barcellona e Real.
â–  22/2/2005
Ottavi, andata
Real Madrid-Juventus
1-0
Marcatore: 31° Helguera
Arbitro: Michel Lubos (Slovacchia). Note: Spettatori 77.000.
Ammoniti: Thuram, Olivera,
Blasi, Del Piero, Tacchinardi, Roberto Carlos, Gravesen, Samuel.

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La storia di Juve-Real di Ermanno Vittorio
Real Madrid: Casillas, Salgado
(9° raul Bravo), Helguera, Samuel, Roberto Carlos, Beckam,
Gravesn, Zidane, Figo, Raul,
Ronaldo (31° Owen). (Cesar,
Guti, Portillo, Solari, Pavon).
All. Luxemburgo Vanderlei
Juventus: Buffon, Zebina, Thuram, Zambrotta, Cannavaro,
Camoranesi, Blasi (69° Tacchinardi), Emerson, Nedved (36°
Olivera), Del Piero (81° Zalayeta), Ibrahimovic. (Chimenti,
Ferrara, Pessotto, Birindelli).
All. Capello Fabio.
Il sorteggio mette di fronte i
due clubs dopo solo due stagioni; l’andata a Madrid è
sofferta, i “Blancos” premono
ed alla mezz’ora trovano con
Helguera di testa il vantaggio.
La squadra bianconera non
si sfalda portando a casa una
sconfitta ma di misura. In tutti
c’è la certezza che sia rimediabile nel ritorno di Torino.
â–  9/3/2005
Ottavi, ritorno
Juventus-Real Madrid
1-0,
d.t.s.
2-0
Marcatori: 75° Trezeguet, 116°
Zalayeta.
Arbitro: Merk Markus (Germania). Note: Spettatori 58.956.
Ammoniti: Tacchinardi, Emerson, Zambrotta, Solari, espulsi
al 112° Tacchinardi e Ronaldo.
Juventus: Buffon, Zebina, Thuram, Zambrotta, Cannavaro,
Camoranesi, Emerson, Pessotto (66° Tacchinardi), Del Piero
(66° Trezeguet), Ibrahimovic,
Zalayeta (119° Olivera). (Chimenti, Montero, Birindelli, Appiah). All. Capello Fabio
Real Madrid: Casillas, Raul
Bravo, Helguera, Samuel,
Helguera,Roberto Carlos, Gravesen, Beckam (77° Solari), Zidane (74° Guti), Figo, Ronaldo,
Raul (95° Owen). (Cesar, Borja,
Celades, Solari, Pavon).
All. Luxemburgo Vanderlei.
Stadio esaurito e record
mondiale d’incasso, ascolti
tv record. La squadra ha
la forza di attendere e
nella ripresa il subentrato
Trezeguet, entrato in campo
da nove minuti, su azione
Camoranesi-Ibrahimovic batte
Casillas liberando il ‘Delle
Alpi’ dall’incubo eliminazione.
Nei supplementari, decide
a 4 minuti dal termine il

“Panteron” Zalayeta con un
rasoterra vincente dal limite
dell’area
calciando
sulla
respinta di Raul Bravo. Una
vera impresa vanificata nei
quarti dal Liverpool.
â–  21/10/2008
Girone eliminatorio
Juventus-Real-Madrid
2-1
Marcatori: 5° Del Piero, 48°
Amauri, 66° Van Nistelrooy
Arbitro: Stark Wolfgang (Germania).
Note: stadio esaurito,
Juventus: Manninger, Grygera,
Legrottaglie (46° Mellberg),
Chiellini, Molinaro, Marchionni,
Sissoko,
Marchisio
(37°
Salihamidzic), Nedved, Amauri
(77° Iaquinta), Del Piero.
(Chimenti, Knezevic, De Ceglie,
Giovinco). All. Ranieri Claudio
Real Madrid: Casillas, Sergio
Ramos, Pepe, Cannavaro,
Heintze, Van Der Vaart (76°
Drenthe), Gago, Sneijder, Raul,
Van Nistelrooy, Higuain (54°
Robben). (Dudek, Metzelder, De
la Red, Marcelo, Javi Garcia).
All. Schuster Bernd.
Il gruppo H vede la Juve
accoppiata, oltre al Real, allo
Zenith ed al Bate Borisov.
L’andata riempie lo stadio
Olimpico ex Comunale, rifatto
per l’Olimpiade invernale.
In apertura stupendo gol di
Del Piero, nella ripresa un
ottimo Amauri segna ancora!
Nonostante il gol madrilista
che rimette tutto in gioco, il
match si chiude con la vittoria
di una squadra che ha bisogno
di tornare alle grandi sfide
anche se l’ impianto sportivo
così ridotto (25.000 posti) la
penalizza.

â–  5/11/2008
Girone eliminatorio
Real-Madrid-Juventus
0-2
Marcatori: 17° e 67° Del Piero
Arbitro: Vink Pieter (Olanda)
Note: Spettatori 90.000, ammoniti: Sissoko, Mellberg, Legrottaglie, Drenthe, Van Nistelrooy,
Guti.
Real Madrid: Casillas, Sergio
Ramos, Cannavaro, Heintze
(82° Saviola), Marcelo, M. Diarra, Guti, Sneijder (64° Higuain),
Drenthe, Van Nistelrooy (82°
Van Der Vaart), Raul. (Dudek,
Salgado, Gago, J. Garcia).
All. Schuster Bernd
Juventus: Manninger, Mellberg,
Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Sissoko, Tiago, Nedved, Del Piero (91° De
Ceglie), Amauri (84° Iaquinta).
(Chimenti, Ariaudo, Camoranesi, Giovinco, Rossi).
All. Ranieri Claudio.
Serata magica per la Juve e
per Del Piero. Dopo 17 minuti
Guti perde palla prontamente
ripresa da Del Piero che punta
la porta, rasoterra preciso che
chiude la sua corsa gonfiando
la rete. Nella ripresa altro capolavoro su punizione, per il
Real la notte è fonda. Ad un minuto dal termine Ranieri cambia Del Piero e tutto lo stadio
applaude compreso Maradona
che assiste al match. La Juve
non vinceva al Santiago Bernabeu da 46 anni. Allora Sivori
oggi Del Piero. Nel Real entra
anche Higuain ma non incide
come all’andata sull’andamento della partita.
â–  23/10/2013
Girone eliminatorio
Real Madrid-Juventus
2-1
Marcatori: 4° Ronaldo, 22° llorente, 28° Ronaldo su rigore.
Arbitro: Grafe Manuel (Germania). Note: Spettatori 75.000.
Ammoniti: Illarmendi, Modric,
Ramos, Vidal, Caceres, espulso
al 48° Chiellini per presunta
gomitata a Ronaldo.
Real Madrid: Casillas, Arbeloa,
Sergio Ramos, Pepe, Marcelo,
Khedira, Illaramendi (71° Isco),
Modric (79° Morata), Di Maria,
Benzema (67° Bale), Ronaldo.
(Lopez, Varane, Coentrao, Carvajal). All. Ancelotti Carlo
Juventus:
Buffon, Caceres,
Barzagli, Chiellini, Ogbonna
(68° Giovinco), Vidal, Pirlo (59°

Asamoah), Pogba, Marchisio,
Llorente (50° Bonucci), Tevez.
(Storari, Peluso, Padoin, Isla).
All. Conte Antonio.
Juve e Real nuovamente di
fronte in una fase a Gironi,
assieme a Copenaghen e Galatasaray. Partita come sempre
accesa che si infiamma ancor
di più ad inizio ripresa allorché
il severo arbitro tedesco Grafe
espelle Chiellini per una presunta gomitata a Cristiano Ronaldo. La partita è ormai incanalata sul risultato fissato nel
1° tempo ed il Real controlla
agevolmente partita e risultato.
â–  5/11/2013
Girone eliminatorio
Juventus-Real Madrid
2-2
Marcatori: 42° Vidal su rigore,
52° Ronaldo, 60° Bale, 65° llorente
Arbitro: Webb Howard (Inghilterra). Note: Spettatori 40.696.
Ammoniti: Pirlo, Bonucci, Modric, Varana
Juventus:
Buffon, Caceres,
Barzagli, Bonucci, Asamoah,
Vidal, Pirlo, Pogba, Marchisio,
Llorente (88° Giovinco), Tevez
(81° Quagliarella). (Storari, Ogbonna, De Ceglie, Padoin, Isla).
All. Conte Antonio.
Real Madrid: Casillas, Sergio
Ramos, Varane, Pepe, Marcelo,
Khedira, Xabi Alonso (71°Illaramendi) Modric, Bale (75° Di
Maria), Benzema (81° Jesè),
Ronaldo. (Lopez, Arbeloa, Carvajal, Isco). All. Ancelotti Carlo.
Juve senza Chiellini, bianconeri in vantaggio su rigore nel finale del I tempo. Ripresa ricca
di emozioni, in 15 minuti il Real
ribalta il risultato con Ronaldo
e Bale ma la Juve di Conte non
molla mai: splendido cross di
Caceres, Llorente incrocia di
testa e batte Casillas. La Juve
andrà poi in Europa League,
eliminata in semifinale dal
Benfica mentre il Real vincerà
la sua “Decima” Coppa.
â–  5/5/2015
Semifinale, andata
Juventus-Real Madrid
2-1
Marcatori: 9° Morata, 27° Ronaldo, 57° Tevez su rigore
Arbitro: Atkinson Martin (Inghilterra). Note: Spettatori
41.011 per un incasso di euro:
3.305.232, angoli 5-1 per Real
Madrid.

Ammoniti: Bonucci, Chiellini,
Tevez, Vidal, Carvajal, J. Rodriguez, Marcelo
Juventus: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra,
Marchisio, Pirlo, Sturaro (64°
Barzagli), Vidal, Morata (78°
llorente), Tevez (86° Pereyra).
(Storari, Padoin, Pepe, Matri).
All. Allegri Massimiliano
Real Madrid: Casillas, Carvajal,
Pepe, Varane, Marcelo, J. Rodriguez, Sergio Ramos, Cross,
Isco (62° Hernandez), Bale (86°
Jesè), Ronaldo. (Keylor, Navas,
Coentrao, Arbeloa, Lucas Silva,
Illarramendi).
All. Ancelotti Carlo.
Partita appassionate che la
Juve risolve nel 2° tempo con
un rigore di Tevez. Una Juve
galattica ora vede la finale, superiore in tutto ai madridisti.
L’ambiente è carico, uno scudetto da vincere, una finale di
Coppa Italia da disputare ed
ora una finale di Champions a
portata di mano.
â–  13/5/2015
Semifinale, ritorno
Real Madrid-Juventus
1-1
Marcatori: 23° Ronaldo su rigore, 56° Morata
Arbitro: Eriksson Jonas (Svezia). Note: Spettatori 78.153,
angoli 8-5 per Real Madrid.
Ammoniti: Isco, J. Rodriguez,
Tevez, Lichtsteiner
Real Madrid: Casillas, Carvajal,
Varane, Sergio Ramos, Marcelo, Isco, Cross, J. Rodriguez,
Bale, Benzema, (67° Hernandez), Ronaldo. (Navas, Arbeloa,
Pepe, Coentrao, Illarramendi,
Jesè). All. Ancelotti Carlo
Juventus: Buffon, Lichtsteiner,
Bonucci, Chiellini, Evra, Marchisio, Pirlo (79° Barzagli),
Pogba (89° Pereyra), Vidal, Morata (84° llorente), Tevez. (Storari, Sturaro, Padoin, Coman).
All. Allegri Massimiliano.
Cristiano Ronaldo su rigore porta in vantaggio i “Blancos” ma
la Juve non abdica e nel 2° tempo Vidal mette il pallone in area
dove Pogba di testa serve l’accorrente Morata che controlla e
calcia di sinistro non un pallone
ma un diamante che gonfia la
rete! La partita è infuocata, il
Real cerca il gol che darebbe i
supplementari ma i bianconeri reggono. Raggiunta la finale
che mancava da 12 anni (2003).

â–  3/6/2017
Finale, Cardiff
Real Madrid-Juventus
4-1
Marcatori: 20° Ronaldo, 27°
Mandzukic, 61° Casemiro, 64°
Ronaldo, 90° Asensio
Arbitro: Brych (Germania).
Note: Spettatori 66.000
Real Madrid: : Keylor, Navas,
Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Marcelo, Modric, Casemiro, Kroos (89° Morata), Isco
(82° Asensio), C. Ronaldo, Benzema (78° Bale). (Casilla, Nacho, Danilo, Kovacic).
All. Zidane Zinedine
Juventus: Buffon, Barzagli (66°
Cuadrado), Bonucci, Chiellini,
Alex Sandro, Pjanic (71° Marchisio), Khedira, Dani Alves,
Dybala (78° Lemina), Mandzukic, Higuain. (Neto, Lichtsteiner, Benatia, Asamoah).
All. Allegri Massimiliano

Un'altra finale persa. Un'altra
grande delusione per il popolo
bianconero, arrivato a Cardiff
con grandi speranze di portare a casa la coppa dalle grandi
orecchie. Dopo venti minuti Ronaldo porta in vantaggio i madrileni ma la Juve sembra stare bene in partita e agguanta
il pareggio sette giri di lancetta
dopo con uno spettacolare gol
di Mandzukic. La ripresa però
è un disastro. Gli uomini di
Allegri crollano e incassano le
reti di Casemiro, ancora Ronaldo e Asensio. Una disfatta. Una
resa senza condizioni allo strapotere madrileno. L'ennesima
mazzata ai sogni di diventare
regina d'Europa. Le polemiche si sprecheranno: i presunti litigi all'intervallo, la scarsa
personalità di alcuni giocatori,
le scelte di Allegri. Non resta
che voltare pagina e provarci
di nuovo.

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La disfatta di Cardiff

Analisi di un disastro (non) annunciato
A distanza di 10 mesi dalla sconfitta in finale, ripercorriamo tutto ciò che non ha funzionato quella sera

È

passato il tempo sufficiente a fare sedimentare tutte le emozioni della finale a Cardiff e a far
decantare i fatti accaduti,
quindi se ne può parlare, si
spera, con una certa freddezza analitica e del sano
realismo. “Decantare” non
va inteso come "lodare" o
"celebrare", bensì come
"liberare da impurità e
scorie", perché quella trasferta va rivista con calma
nel suo complesso, tenendo
conto di fatti positivi e negativi, anche se ovviamente
il risultato come tutti sanno è stato un disastro vero
e proprio. Ma procediamo
con ordine.
MANCATA FESTA
SCUDETTO
Nonostante opinionisti e
tifosi filosocietari a prescindere abbiano per giorni detto ovunque che era
meglio non festeggiare per
non deconcentrarsi, la festa
scudetto andava assolutamente fatta. Il primo motivo è quello che 6 scudetti
di fila sono un qualcosa che
va festeggiato, e non può
bastare di fronte alla storia
un semplice #LE6END per
vendere qualche t-shirt ai
clienti/tifosi. Il secondo motivo è che vi era una grande fortuna in questo finale
di stagione, ossia che tra la
vittoria dello scudetto e la
partita di Cardiff c’era un
numero di giorni tale che
tutto poteva essere fatto in
serenità senza creare danno. Anzi, forse sarebbe stato utile a decongestionare
le tensioni di una stagione
difficile e dispendiosa dal
punto di vista psicofisico. Visto che vi sono state
ugualmente le feste nello
stadio e negli spogliatoi, e
cene sociali post trofeo, non
erano di certo le 3 ore di
pullman scoperto in centro
città a spostare i delicatissimi equilibri emotivi dei
nostri milionari pallonari.
Caso diverso sarebbe stato se ci fossero stati pochi
giorni tra un evento e l’altro, a quel punto poteva
essere un’idea ragionevole quella di non abbassare
la guardia e tenere alta la
concentrazione. Inoltre, in
caso di sconfitta a Cardiff
essendo la festa già stata
fatta in precedenza si era

a posto con la coscienza, e
invece in caso di vittoria se
ne poteva serenamente fare
un’altra anche più bella. Il
Real da questo punto di vista insegna. Ergo, alla luce
dei fatti, un disastro.
LA TRASFERTA
Per come la vediamo noi,
qualunque cosa succeda,
una squadra deve rimanere sempre unita quando si
vince e quando si perde. Si
parte tutti insieme e si torna a casa tutti insieme, anche quando la stagione è ufficialmente finita. Si torna a
casa tutti insieme davanti ai
propri tifosi, con la Coppa
in mano, o magari con 4 banane in una cesta di vimini.
I giocatori devono vivere insieme tutte le emozioni che
fisiologicamente si fanno
strada con prepotenza in
quelle ore. Anche in queste
piccole cose gli individui si
avvicinano e si costruiscono
le squadre. Nazionali e vacanze potevano aspettare
qualche ora (mezza giornata). L’idea della campanella della scuola che suona e
tutti vanno a casa non è stata una genialata. Ergo, alla
luce dei fatti, anche qui un
disastro.
LA DIFFERENZA TRA
REAL E JUVE
Per giustificare la sconfitta
di Cardiff, in tanti hanno
avanzato la teoria che il
Real fosse molto più forte
della Juve. Ma non è propriamente vero. Il Real è
stato sconfitto dallo stesso
Barcellona che ha perso con
noi, solo pochi giorni dopo
l’uscita dal torneo europeo.
Ha vinto il suo campionato
solo alla fine. Probabilmente è più forte, ma non così
tanto. Due squadre che arrivano in finale difficilmen-

te hanno una differenza
abissale, poi è la gara stessa che nel suo svolgimento
magari uccide una squadra
e ne esalta un’altra, ma se
si rigiocasse la partita dieci
volte di fila probabilmente
l’equilibrio complessivo tra
le due sarebbe più evidente. La Juve era solo un po’
più arrangiata e meno consolidata. Ma era forte, non
ci sono dubbi. Ergo, alla
luce dei fatti, il disastro di
Cardiff risiede in primis da
altre parti, e non tanto nella differenza di qualità delle
due rose.
IL MANCATO GIOCO
DEL 2 TEMPO
La Juve ha giocato bene
solo 40 minuti, gli ultimi 5
del 1° tempo e gli altri 45
del 2° non è praticamente
scesa in campo. Neanche
per dare un calcione negli
stinchi a CR7 o simili. Talmente assente da essere
addirittura incapace di difendersi, quando in realtà
la nostra solida difesa era il
fiore all’occhiello della formazione. “Zombi” è l’aggettivo descrittivo esatto, perché non è tanto un fatto di
giocare una partita diversa
rispetto al 1° tempo, magari in difesa (e già ci sarebbe
da discutere su questo approccio), ma è il semplice

maglia? Ergo, anche qui un
disastro.
IL BLACK OUT MENTALE
DI ALLEGRI
Le confessioni postume
di Allegri hanno mostrato
tutti i suoi vecchi vizi. Durante l’intervallo gli è stato
reso noto che 2 giocatori
non erano in grado di tornare in campo, ma lui ha
pensato di non sostituirli
nell’immediato, perché sostanzialmente già pensava
agli eventuali supplementari. Fare calcoli in queste
condizioni non è possibile,
anche se i due in questione sono quelli di cui lui si
fida ciecamente e comunque non si può fare in una
finale di UCL, e comunque
non si può fare contro uno
squadrone come il Real. Lo
schema mentale da tenere
in una finale è molto semplice. Bisogna giocare per
vincere. In qualunque fase
della gara è l’unico obbiettivo possibile. Sconfitta o
pareggio non sono opzioni
su cui lavorare. Non c’è un
ritorno da poter giocare. O
vinci o perdi. E tu vuoi vincere. Per vincere bisogna
giocare per segnare. Non
può bastare che gli avversari siano in difficoltà e
magari non segnino. Tu il
gol lo devi cercare. Tutta

fatto di scendere in campo
e giocare, invece di restare
negli spogliatoi. Inspiegabile il comportamento dei
nostri milionari in campo.
Sarebbe stato meglio chiudersi come una provinciale qualunque e picchiare
come fabbri, con espulsi
e feriti, ma giocandola col
coltello fra i denti piuttosto che lasciarsi devastare,
stufi e annoiati come se si
pensasse già alle vacanze
e alle belle ragazzotte. Un
minimo di orgoglio per la

la gara va impostata così,
perché se nessuno dei due
segna, anche se tu domini, si finisce ai rigori, dove
può succedere di tutto. Allegri, secondo i suoi calcoli, avrebbe tenuto i due infortunati in campo ancora
per circa 20 minuti del 2°
tempo. Cercava di resistere
un po', poi avrebbe fatto le
sostituzioni e tentato il tutto
per tutto, sperando magari
in un colpo di fortuna. I risultati li abbiamo visti. I due
in questione sono stati pro-

tagonisti negativi di 2 dei
gol subiti. Il Real ha giocato
alcuni minuti 11 contro 9 e
ne ha approfittato. I cambi
sono arrivati troppo tardi.
Ricordiamo che in panchina
c’erano anche Marchisio,
Cuadrado e Asamoah (non
proprio dei pipponi) e non
solo Lemina. Sturaro era in
tribuna. Qualcosa in panca c’era anche se non con
la stessa qualità del Real.
Allegri poi ha sbagliato un
altro calcolo fondamentale.
Il Real ha mostrato in tantissime gare (Napoli, Barcellona, Bayern, ecc), una
peculiare caratteristica.
Durante la gara improvvisamente gioca una mezzora di fuoco per abbattere
l’avversario. Anche se fino
a poco prima sonnecchiava
o gestiva. Aspetta di intravvedere le debolezze di chi
ha di fronte e colpisce. Gli
ultimi minuti del 1° tempo
avrebbero dovuto mettere
in guardia Allegri, se l’avesse capito avrebbe effettuato
immediatamente le sostituzioni. La Juve forse avrebbe perso lo stesso, ma con
dignità diversa. Se invece
la Juve fosse addirittura
riuscita a resistere, allora
sarebbe stata un’impresa
eroica e poi ce la si giocava. Ergo, alla luce dei fatti,
Allegri ha utilizzato la sua
calcolatrice proprio quando avrebbe dovuto buttarla
per aria, e ha combinato un
disastro.
I COMPLIMENTI
DI AGNELLI
A fine gara Agnelli si è recato sul campo per ringraziare i giocatori. Se l’idea
era di ringraziarli per la
vincente stagione ha sbagliato nettamente i tempi.
Doveva farlo la settimana
prima. Se l’idea invece era
di ringraziarli per la finale, ha sbagliato nettamente
luogo e tempo, perché forse
ha visto un’altra partita rispetto a quella che abbiamo
visto noi. Invece di essere
incazzato come una faina e
farlo notare a tutto il globo,
ha preferito fare il gentleman in un contesto dove,
anche in prospettiva futura,
serviva l’esatto contrario.
Anche a Berlino nel 2015
la Juve aveva perso, ma
aveva giocato la sua partita, onorato campo e maglia

contro una corazzata, e ha
anche avuto un po’ di sfortuna, come per esempio il
mancato rigore su Pogba
che forse avrebbe cambiato le sorti del match (vero
Dani Alves?). Ma a Cardiff
la partita è stata buttata nel
water senza un minimo di
onore. Ringraziare? Agnelli
lo sa che la maggior parte dei tifosi al terzo gol ha
smesso di vedere la partita?
Ergo, alla luce dei fatti, anche Agnelli nel suo piccolo
ha combinato un piccolo disastro.
CONCLUSIONI
C’è sempre un certo numero di malati mentali, come
noi, che pensa che ci sia
una maledizione della Juve
su questo preciso torneo.
Niente di nuovo, la solita
vecchia solfa. Ma di fondo,
quello che da più fastidio è
che oltre al numero alto di
finali perse, molte di queste hanno sopra la lugubre ombra del non gioco.
Quasi come se ci fosse una
paura, che tutto l’ambiente
bianconero (famiglia Agnelli, società, Tifosi e Clienti)
trasmette alla squadra che
scende in campo. Una zavorra di 50 chili sulle spalle
di ogni giocatore, che quella
sera si trasforma in spaesato, lento e stanco ologramma di se stesso. Questa volta è stata solo molto peggio
delle altre. In una sola sera
sono venuti fuori tutti assieme i tanti problemi latenti
di una stagione, e forse
anche quelli soliti e storicizzati a cui siamo abituati. Ergo, alla luce dei fatti,
è stato complessivamente
una somma di tanti piccoli
disastri che ha generato un
unico grande disastro.
Antonio Catapano


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