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JUVETORO n. 16 Juve Real Champions bassa.pdf


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amcsrls@yahoo.it

3

www.juvetoro.it

L'Analisi

Juve, dimostra che hai smaltito Cardiff!

S

i scrive Juventus-Real
Madrid, ma si legge
“clásico”, uno tra i più importanti e tradizionali nella
storia ultracentenaria del
football continentale; uno di
quelli per cui il calcio giustifica la sua ragion d'essere; uno che ogni pedatore,
in erba o in carriera, sogna
immancabilmente di poter
giocare; uno dei pochi per
cui ogni appassionato al più
bel gioco del mondo per un
paio d'ore mette in stand
by ogni altro interesse. Per
coloro, poi, che già in quel
21 febbraio del 1962 spa-

simavano per la Vecchia
Signora e la videro (per
modo di dire...) espugnare
il Bernabéu con un goal di
Omar Sivori (quarti di finale anche allora), è la Partita.
Quasi paradossalmente (attenzione, quasi...) una gara
che trascende il risultato,
talvolta lo riduce ad appendice, perché, a prescindere
dal verdetto del campo, le
emozioni che la precedono
e la percorrono durante il
suo svolgimento sono tali e
così intense da renderla comunque unica e irripetibile,
giacché, sovente, il novero
di campioni e fuoriclasse
che l'hanno caratterizzata,
e va ammesso senza vergogna, in misura ben più
ridondante quelli di bianco
vestiti, appartiene alla Hall
of Fame (arco della gloria per chi si sta chiedendo cos'è) bullonata di ogni
tempo. Per Madama, meglio, molto meglio, che non
significa necessariamente
“digerirle”, vedersi servi-

re le “merengues” strada
facendo anziché all'ultimo
atto, ove sono una sentenza
e rimangono normalmente
sullo stomaco a chicchessia,
ma a dispetto di trascorsi
pur totalmente entusiasmanti, indulgere troppo
in voli pindarici sarebbe
francamente irragionevole,
a maggior ragione per la
qualità (eufemismo) delle
prestazioni offerte sinora
dagli Acciuga boys. Sono
i campioni d'Europa e del
Mondo in carica, sguazzano nell'agone europeo con
la disinvoltura di chi lo vive

come casa propria, come la
normalità, e dulcis in fundo,
soprattutto nel loro delubro, godono, facendoli pesare, di tutti i vantaggi indotti
dall'aura quasi mistica che
li accompagna da sempre.
In altre parole, dispiegano
una sudditanza, anche verso chi dovrebbe esercitare
terzietà, che talvolta li solleva, capita pure a loro, dalle ambasce tecniche di circostanza. Per quanto possa
apparire ingiusto, è il privilegio tipico di chi conta sul
serio; un appannaggio sul
quale la Juve non può fare

affidamento dato che, per
quanto sia sconveniente denunciarlo, ma deve essere
fatto, a certi livelli il peso
politico della Regina d'Italia
equivale ad un due picche
quando la briscola è fiori.
Molto “realisticamente” e in
ordine crescente d'importanza, i bianconeri saranno
chiamati a: 1) dimostrare
di aver smaltito la “Cardiffite”; 2) evitare un'altra
umiliazione; 3) cercare di
giocarsela; 4) passare il turno. Se poi sapranno essere
spietati nel capitalizzare gli

eventuali momenti difficili
in cui i “realisti” potrebbero
incorrere, visto che, a parti
invertite, raramente perdonano, allora e finalmente si assisterà anche a una
contesa divertente. In ogni
caso, ben vengano confronti di siffatta complicazione,
sono quelli che esprimono
in pieno l'esatta entità di
una forza non certamente misurabile battendo in
scioltezza, ed è già una novità, il Sassuolo di turno.
Augh.
Ezio Maletto