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JUVETORO n. 18 Juve Sampdoria OK bassa .pdf



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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VIII - N. 18 - 15 APRILE 2018 - Copia omaggio
L'Intervista

Il Punto

L'Analisi

Squadra Ospite

Anastasi: “Che peccato a Madrid
ma con la Samp potrebbe
essere la gara decisiva”

Contro i blucerchiati ci vorrà,
come ha detto Buffon,
una Madama furiosa

a pag. 2

a pag. 3

La più bella Juve di stagione
a testa alta fuori
dalla Champions

L'altalenante Giampaolo-band
cerca un posto
in Europa League

a pag. 4

a pag. 6

TUTTO PER LO SCUDETTO

DOPO L'ELIMINAZIONE DALLA CHAMPIONS LEAGUE I BIANCONERI
OBBLIGATI A CONCENTRARE TUTTE LE ENERGIE VERSO
UNO STORICO 'SETTEBELLO'
JUVENTUS-SAMPDORIA | DOMENICA 15 APRILE ORE 18

2

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L'Intervista

Anastasi: “Com’è amaro il calcio in certe situazioni”
“A Madrid la Juve meritava i supplementari ma con i blucerchiati potrebbe essere la gara-scudetto”



Pietro Anastasi finì per
essere il simbolo vivente
di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava
a malincuore il meridione
per andare a guadagnarsi

da vivere nelle fabbriche
del Nord”. Così scriveva
Alessandro Baricco, torinese di nascita, scrittore,
saggista,
sceneggiatore,
regista e noto esponente
della narrativa italiana
contemporanea. E, in effetti, Pietruzzu Anastasi ha
rappresentato attraverso
il calcio un periodo storico
importante del nostro Paese. La sua lunga carriera
di calciatore siciliano partito dalla Massiminiana
di Catania, per passare al
Varese e poi percorrere la
strada del suo destino glorioso con la Juventus, si è
legata all’avvocato Agnelli
e soprattutto a Giampiero
Boniperti, il quale l’ha subito accolto a braccia aperte come fosse un figlio. Pietro Anastasi ha compiuto
da poco 70 anni, ma segue
sempre la sua Juve come
fosse un tifoso qualunque;
retaggio di una passione

antica per la Vecchia Signora che si è incarnata
in lui fin da piccolo, prima ancora che il destino
gli affidasse quella maglia
numero 9 a strisce bianconere che gli appartenne
per molti anni. La sua casa
di Varese è tappezzata di
ricordi indelebili che parlano di un passato bianconero che si è alternato alla
maglia azzurra e a quella
nazionale che fu campione
d’Europa a Roma, grazie
anche a un suo indimenticabile gol in mezza rovesciata contro la Jugoslavia.
Frammenti e bagliori di
un calcio d’altri tempi, che
romanticamente ci pongono davanti al tempo che
è fuggito via inesorabile,
ma che ci fa riflettere anche tecnicamente come il
pallone e gli uomini che
gli gravitano attorno sono
cambiati profondamente.
Ma con Pietro Anastasi

preferiamo parlare di oggi,
perché è quello che interessa maggiormente ai tifosi e a tutto il mondo Juve.
Del Campionato, di Allegri,
dei calciatori a sua disposizione, ma soprattutto
della Champions. Già, della Champions! E non è un
caso che abbiamo voluto
ascoltare il parere di Anastasi a tarda sera, proprio
sul finire delle fasi concitate della partita di ritorno
contro il Real Madrid. Una
grande delusione provocata da un arbitro incapace,
che elimina in extremis
una Juventus in vantaggio
di 3 gol a 0 e pronta a fare i
tempi supplementari.
La Juve, purtroppo, nonostante una prestazione epica non è riuscita
nell’impresa di raggiungere le semifinali di Champions. Qual è il tuo pensiero in merito?
“Fa male uscire di scena
in questa maniera, perché
in base a ciò che si è visto
chiaramente in campo, la
Juve meritava di giocare
i tempi supplementari. Il
rigore dato all’ultimo minuto non c’era assolutamente, per me l’arbitro non
ha dimostrato carattere e
capacità professionale. E’
amara questa eliminazione, soprattutto in virtù del
fatto che la Juve ha saputo
riscattare in maniera eccelsa la brutta prestazione
dell’andata. Allegri non ha
fatto cambi, perché la squadra stava facendo bene e
sarebbe stato rischioso apportare modifiche in alcune
zone del campo che avrebbero potuto peggiorare la
situazione. Per me, l’unico
neo è stato Higuain che ha
giocato male e non è stato
in grado di incidere sulla
partita. Per il resto nulla
da dire. Adesso facciamo

il tifo per la Roma che è
l’unica italiana rimasta.
Ma com’è amaro il calcio in
certe situazioni.”
Ma che idea ti sei fatto di
questa Juve?
“La Juve lascia un po’ a desiderare come gioco, ma è
sempre lì a vincere scudetti
e coppe in maniera essenziale. D’altra parte, la storia del calcio ci insegna a
ricordare sempre chi vince
e non come si vince. Se hai
giocato bene o male nessuno lo ricorda, ma se hai
vinto o perso resta sempre
in mente a tutti.”
Non pensi che per competere maggiormente in Europa, alla Juve manchino
due Top Player?
“Diciamo che sarebbe meglio alzare di più l’asticella
per giocarcela meglio con
il Real Madrid, il Barcellona e il Bayern Monaco. La
squadra è forte dei suoi
campioni già in rosa, tuttavia, ritengo che bisognerebbe fare ancora un piccolo
sforzo per renderla ancora
più competitiva in Europa.”
Cosa pensi di Max Allegri?
“Penso tutto il bene possibile, perché tutti i cambi che
fa sono sempre azzeccati.
Magari sbaglia qualche
volta nel mettere in campo
la formazione giusta, ma
poi si ravvede subito a partita in corso.”
Allora sei d’accordo con
lui quando dice di far danni ma poi li ripara?
“Sì, è la sua caratteristica.”
Dell’attuale rosa della
Juve, quali giocatori devono essere sostituiti per
avere maggiori chance in
Champions?
“Penso che si debba partire
dalla difesa, perché adesso
con Barzagli e Chiellini è
diventata troppo vecchia.
La fase di rinnovamento è
necessaria e sono sicuro
che i giovani presi dall’Atalanta faranno subito bene.”
Secondo te Buffon giocherà ancora un anno, oppure
chiuderà definitivamente
la sua splendida carriera?
“A parte l’espulsione di stasera, avvenuta durante le
ultime fasi concitate della
partita, Gigi ha ancora tanta voglia di giocare. Certamente a 40 anni, sostenere
il peso di un calcio ad alti
livelli comincia a essere
pesante. Tuttavia, ritengo
che nonostante qualcuno

cominci a lamentarsi di lui,
Buffon resta ancora una
garanzia tra i pali. Una
cosa è certa, se continua a
giocare nella Juve deve fare
il titolare e non la riserva
di qualcuno. Sono scelte da
ponderare attentamente,
sia da parte sua che dalla
società.”
Pietro, mi sai dire perché
Allegri ha quasi messo da
parte Marchisio?
“Penso che Marchisio non
abbia recuperato al 100%
la sua condizione fisica.
Non c’è altra spiegazione
per un giocatore che se sta
bene deve giocare assolutamente titolare nel centrocampo della Juve.”
Parlando invece di scudetto, pensi che si deciderà
nella partita contro il Napoli?
“Penso che potrebbe decidersi addirittura domenica
prossima, perché se la Juve
vince contro la Sampdoria e

il Napoli pareggia a Milano
contro il Milan, i sei punti
di differenza a sei giornate
dalla fine del campionato, sarebbero sufficienti ai
bianconeri per vincere lo
scudetto.”
Dunque, nonostante le
fatiche accumulate dal
match di Champions contro il Real Madrid, confidi
in una vittoria della Juve
contro la Sampdoria?
“Non sarà semplice, anche
perché mi sovviene che la
prima partita che abbiamo
perso in campionato è stata
proprio contro la Sampdoria. La squadra di Gianpaolo è temibile per la sua
qualità di gioco, ma come ti
ho detto pocanzi, penso che
la Juve vincendo in questo
turno di campionato abbia
la possibilità di allungare il
suo vantaggio sul Napoli.”
Salvino Cavallaro

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Il Punto

La rabbia europea per agguantare il 'settebello'
Contro la Samp ci vorrà, come ha detto Buffon, una Juve furiosa. Dybala dovrà trascinare la squadra
perché c'è un 'settebello'
tricolore da scrivere nella
Storia e gettarlo alle ortiche proprio sul più bello
non sarebbe da Juve. Passi
falsi non sono ammessi, a
partire da subito, e c'è da
vendicare anche la brutta
sconfitta subita nella gara
di andata a Marassi dove
i blucerchiati si imposero
3-2 con le reti juventine segnate solo negli ultimi secondi di gioco. Una gara da

D

opo l'eliminazione dalla Champions League e
le roventi polemiche che ne
sono seguite, la Juve si rituffa in campionato, dove,
domenica alle 18, affronterà la Sampdoria. Il Napoli,
distanziato di quattro lunghezze da Madama, giocherà nella San Siro rossonera tre ore prima: un
impegno non agevole per i
partenopei e che potrebbe

riservare sorprese. Ma gli
uomini di Allegri, a prescindere dal risultato che
otterranno i rivali-scudetto, dovranno in ogni caso
scendere in campo solo e
unicamente per vincere.
Senza fare calcoli. Buffon,
nell'immediato dopo-Real, ha parlato di una Juve
che sarà furiosa nel giocarsi queste ultime giornate. Dovrà essere cosi,

dimenticare. Come occorre
dimenticare Madrid e riversare la bile accumulata
sul campionato che vedrà,
la domenica successiva (in
mezzo l'infrasettimanale a
Crotone) lo scontro diretto con il Napoli, sempre a
Torino. Ma un passo alla
volta. La Samp viaggia a
corrente alterna, è reduce da uno scialbo pari nel
derby della Lanterna ma
crede nel settimo posto che
vorrebbe dire qualificazione all'Europa League. L'avversario più ostico, però,
saranno le scorie lasciate
dal 'Bernabeu'. Allegri dovrà esssere bravo a capire
chi ha bisogno di rifiatare,
fisicamente e mentalmente. Chi è chiamato a fare
la differenza è Dybala,
squalificato in Champions
e quindi fresco come una
rosa: lui, soprattutto, ha

la responsabilità di suonare la carica ad un gruppo
reduce da una eliminazione europea bruciante. La
tripletta realizzata a Benevento, nell'ultimo turno,
deve avere obbligatoriamente un seguito. Anche
per lui, come per la Samp,
è stata una stagione con
alti e bassi. Ora è tempo di
spingere a tutto gas.
(r.g.)

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L'Analisi

Madama, rimargina subito le ferite!
La più bella Juve di stagione a testa alta fuori dall'Europa. Ora dritti verso lo scudetto

A

testa alta, anzi altissima, e con bruciori
sparsi in zone meno nobili del corpo, è la maniera
con la quale, normalmente (per qualcuno trattasi
addirittura di un must...),
chi ritiene d'aver perso immeritatamente, commenta
l'insuccesso; a volte per
consolarsi, altre per metabolizzare l'amarezza di
aver sfiorato un'impresa
che a priori sarebbe stato addirittura folle anche
solo immaginare possibile.
Questa volta, purtroppo,
i complimenti verso mani
“rigorosamente”
vuote
sono toccati a Madama.
Dopo quel che è stata capace di combinare sul prato del Bernabéu nei tempi
regolamentari presumere

quel che sarebbe potuto
accadere nell'extra time
sarebbe quasi oltraggioso,
però, va affermato a chiare
lettere, avrebbe meritato
di giocarli. Invece, paradossalmente, la più bella di
Juve di stagione, interpre-

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te, pur con tutti i noti limiti, di un calcio finalmente
credibile anche ai massimi
livelli, si è dovuta inchinare alla riluttanza di una
competizione che pare proprio avere un'inestinguibile conto da farle pagare.
A dispetto dell'esito finale,
comunque,
complimenti
veri, sinceri e sentiti a giocatori che, punti nell'orgoglio per l'umiliazione rimediata all'Allianz Stadium,
anziché presentarsi nel
tempio più onusto di gloria del football planetario
con l'animo rassegnato e
il malcelato fastidio di dover disputare una partita
inutile, all'opposto, hanno
creduto ferocemente di poter ribaltare le sorti di una
qualificazione apparentemente già decisa e scrivere
così un'altra pagina indelebile nell'opera omnia del
gioco più bello e talvolta
crudele del mondo. Esiste,

soprattutto in Italia, una
efferata cultura del risultato volta ad obnubilare le
modalità con le quali esso
si ottiene; ed è sbagliata,
con tratti di perversione
che le esibizioni peninsulari della Vecchia Signora ha
certamente incentivato. A
maggior ragione se abbarbicata a un mantra recitato secondo convenienze e,
quindi, applicata radicalmente a quanto recitato dal
tabellone del monumentale
impianto madrileno. Sì, ci
sono sconfitte / eliminazioni che non compariranno su alcun albo d'oro, ma
resteranno indelebilmente
impresse nella memoria;
sì, capita che ci si possa
sentire più fieri della squadra amata nel momento
del dolore che a seguito di
certi successi, e la vittoria
di Pirro maturata nella capitale spagnola appartiene,
a pieno titolo, al suddetto
momento. Nell'imminenza di una gara da affrontare con ferite morali non
ancora rimarginate, ma a
mente obbligatoriamente
sgombra, giacché la stagione non si è conclusa con
la mancata presa della Castiglia, sarebbe ingeneroso
rivangare
ulteriormente
quel che poteva essere e
non è stato, o discriminare
chi non si è espresso al meglio delle proprie potenzialità, e parimenti sterile, in
chiave immediata, analiz-

zare dove operare affinché
la delusione di adesso sia
propedeutica a una gioia
futura. Per quello ci sarà
tempo, ora c'è un lavoro da
finire bene, che deve essere concluso in ossequio
e nel rispetto delle risorse
di cui la squadra è dotata
e che, a dispetto di tutto, e
per distacco, le consentono
di essere indubitabilmente
più forte compagine italiana. Che il ritorno tra le
mura amiche del delubro
sia pertanto scandito da un
caloroso ringraziamento
per le emozioni suscitate
in terra iberica perché, sì,
ci si può divertire e commuovere anche perdendo.
Augh!
Ezio Maletto

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Squadra Ospite

La Sampdoria cerca un posto in Europa League
Blucerchiati in piena corsa per il 7° posto. Troppe però le reti subite dalla Giampaolo-band

I

l prossimo turno di campionato all’Allianz Stadium vedrà l’arrivo della
Sampdoria di Marco Giampaolo che farà di tutto per
rendere la vita difficile alla
Juventus. Squadra ostica
e ben sistemata in campo
con il classico rombo 4-31-2, i blucerchiati sono diretti dal suo allenatore in

maniera quasi maniacale
nella cura della corsa e
della tecnica, con certosina
accuratezza nei movimenti
sincronizzati della difesa. Frutto di un allenatore che è stato discepolo di
Galeone, maestro di gioco
armonico ma spesso poco
attento a non concedere spazi per le ripartenze

dell’avversario. E non è un
caso che Giampaolo siede
sulla panchina della Sampdoria da due anni, grazie
ai risultati ottenuti che entusiasmano tutto l’ambiente e il vulcanico presidente
Ferrero. Su 31 partite giocate, ad oggi la Sampdoria
ne ha vinte 14, pareggiate
6, perse 11 e con 50 gol
fatti e 46 subiti, occupa la
settima posizione in classifica a pari merito con l’Atalanta. Chiare le ambizioni
della Samp di volere lottare per un posto nell’Europa
League del prossimo anno,
un obiettivo sicuramente
alla portata dei liguri. Tuttavia, visti i tanti gol subiti,
mister Giampaolo continua
ad insistere molto su una
maggiore attenzione della
sua squadra in fase difensiva. Con Viviano in porta, Bareszynski a destra e

Strinic o Murru a sinistra, i
blucerchiati mostrano due
centrali di assoluto affidamento come Silvestre e Ferrari. A centrocampo l’uruguaiano Torreira è la vera
rivelazione di quest’anno.
Classe ’96, il giocatore è il
fulcro del gioco Doriano.
Tatticamente intelligente,
si distingue molto nel gioco
d’attacco ma anche in fase
di interdizione nel momento del non possesso palla,
supportato com’è da Praet,
qualche volta da Barreto e
ultimamente da Linetty. Il
centrocampo si completa
poi con Ramirez o Caprari posizionati sul vertice
alto, per dare fantasia e
imprevedibilità alla manovra voluta da Gianpaolo. Le
due punte Zapata e Quagliarella si completano in
un gioco d’attacco capace
di sfruttare le doti fisiche
del giocatore colombiano
e l’esperienza del capitano
di Castellammare di Stabia
(ex juventino sempre molto
amato dal pubblico bianconero), che è il capocannoniere della Sampdoria.
Ma è nelle caratteristiche
tecnico–tattiche volute da
Giampaolo, la volontà di
insistere sempre in un gioco dal pressing alto e ben
organizzato da parte delle
due punte e delle mezze
ali, che inevitabilmente
diventano molto aggressive. Tuttavia, questo tipo
gioco corre spesso dei ri-

schi a carico della difesa,
la quale si trova spesso
in difficoltà a causa di un
centrocampo troppo alto
e non sufficientemente disposto a far barriera per
la difesa. E forse è anche
per questo motivo che i
blucerchiati in campionato
hanno subito, come dicevamo all'inizio, ben 46 reti.
Dunque, una situazione
tattica molto bella dal punto di vista del gioco d’attacco, ma che non garantisce
sufficiente
precauzione
nella fase di ripartenza
dell’avversario. Riteniamo
quindi che nella prossima
partita di campionato, la
Juventus sarà attaccata
proprio sul nascere delle sue azioni, ma avrà la
possibilità di ripartire in
velocità con i suoi esterni
e mettere in seria difficoltà
la difesa Doriana. Tuttavia, la squadra di Allegri
deve fare molta attenzione

a questa Sampdoria che si
presenterà all’Allianz Stadium con il cipiglio della
maggiore freschezza atletica e la consapevolezza di
ridurre il gap tecnico con
i bianconeri attraverso il
suo ostinato pressing. Una
squadra che crede molto in
un posto in Europa non può
venire a giocare contro la
Juve in maniera remissiva.
D’altra parte, non è una
novità sapere che contro i
bianconeri tutte le squadre giocano la partita della
vita, così anche la Sampdoria imposterà il proprio
gioco come sempre senza
alcun timore reverenziale,
pur nella consapevolezza
di incontrare una squadra che intende vincere,
per continuare la strada
della conquista del settimo scudetto consecutivo.
Salvino Cavallaro

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it

Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa
Tel. 011 0371291

Hanno collaborato
Salvino Cavallaro
Luca Ceste
Massimo Fiandrino
Ezio Maletto
Paolo Rachetto
Marco Sanfelici
Ermanno Vittorio

Servizi fotografici
Archivio JuveToro

Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
amcsrls@yahoo.it

Stampa
I.T.S. SpA
Distribuzione gratuita

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Direttore Editoriale
Gianni Castaldo
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Pubblicità
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agli ingressi esterni
degli stadi torinesi, eventi
e canali commerciali
Autorizzazione
Trib. di Torino n. 30 del 27/11/2015.
Tutti i diritti riservati
Responsabile del trattamento
dei dati personali:
Gianni Castaldo

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 15 DI GIOVEDÌ 12 APRILE 2018

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Il Calendario

Volata finale per il titolo: il Napoli non può più sbagliare!
Due gare prima dello scontro diretto. La Juve sfida Samp e Crotone. Partenopei a Milano e contro l'Udinese

D

omenica pomeriggio la
strada dello scudetto
sembrava essersi incanalata senza indugi per la
settima volta consecutiva
verso lo Juventus Stadium,
poi gli dei del pallone hanno voluto scrivere una nuova ed emozionante pagina
della sceneggiatura di questo campionato, consentendo ad un Napoli sull'orlo del baratro di ritrovare
grazie al suo indiscutibile
carattere il bandolo della
matassa e di ribaltare in
un finale vietato ai deboli
di cuore la gara col Chievo,
tenendo in vita la corsa per
il tricolore. A 7 giornate
dal termine, con il distacco di 4 punti fra bianconeri
e partenopei rimasto im-

mutato, parte una volata
scudetto che si risolverà
probabilmente solo sotto
lo striscione d'arrivo e premierà chi riuscirà ad attingere dal proprio serbatoio
le maggiori energie men-

tali a scapito di una condizione atletica che inevitabilmente andrà a calare
sotto il peso di un'annata
logorante. Prima tappa domenica, quando il Napoli
andrà a testare nel pome-

riggio l'altalenante condizione del Milan in una trasferta che da sempre può
riservare insidie ed in cui
gli azzurri potrebbero essere costretti a fare i conti
con l'orgoglio della squa-

dra di Gattuso, alla ricerca
di una vittoria di prestigio
dopo 2 pareggi consecutivi. Poche ore dopo la Juve,
ormai libera dallo stress
da Champions, si getterà
a capofitto sulla Sampdoria, in un confronto che la
vede nettamente favorita
sulla carta a patto di non
accusare troppo le scorie
di coppa e di non sottovalutare un avversario negli
ultimi tempi quasi sempre
remissivo lontano dalle
mura amiche. Mercoledì 18
aprile attenzione ai trabocchetti del turno infrasettimanale, in cui i bianconeri
dovranno fare bottino pieno sprecando meno risorse
possibili sul terreno di un
Crotone affamato di punti
salvezza, mentre il Napoli
non dovrebbe avere problemi a regolare al San Paolo
un'Udinese ormai in caduta libera. Si arriva così al
cruciale scontro diretto di
domenica 22 aprile, serata
di gala fra due protagoniste

che si conoscono a memoria, in cui la Juve dovrebbe
ancora una volta fare leva
sulla maggiore ampiezza
della rosa e sulle intuizioni
tattiche di Allegri, mentre
il Napoli dei titolarissimi,
specie se non sarà riuscito
a ridurre il distacco, avrà
a disposizione l'ultima carta per rientrare in corsa e
per superare finalmente il
proprio esame di maturità.
Doppia montagna da scalare nel turno successivo,
quando la Juve sarà attesa
a San Siro dall'Inter in un
derby d'Italia da sempre
“velenoso”, cui i nerazzurri affideranno le residue
speranze di agguantare
la zona Champions oltre a
voler gustare il sottile piacere di sgambettare gli storici rivali. Per il Napoli trasferta a rischio a Firenze,
con i giovani viola pronti a
giocare un brutto scherzo
alla banda di Sarri. Il turno d'inizio maggio non dovrebbe riservare sorprese:
sabato 5 i bianconeri riceveranno il Bologna come
antipasto della finale di
Coppa Italia, mentre 24 ore
dopo gli azzurri ospiteranno il Torino. Proprio l'esito
della finale contro il Milan
che mercoledì 9 maggio assegnerà la coccarda tricolore potrebbe influire sul
modo in cui la Juve affronterà l'ultima delicatissima
curva, ovvero la partita in
casa della Roma al termine di un'intensa settimana
vissuta lungo le rive del

Tevere. Dal canto suo il Napoli sarà impegnato a Genova, sponda Samp, in una
gara in cui a fare la differenza potrebbero essere
soprattutto l'umore e le
motivazioni dei blucerchiati. Capitolo finale domenica
20 maggio con un intrigante testa coda che prevede
Juve-Verona e Napoli-Crotone. Sulla carta confronti
dall'esito scontato, ma se
le due squadre ospiti fossero ancora in corsa per
la salvezza non sono da
escludersi clamorose sorprese. Un braccio di ferro
avvincente, dunque, nel
quale la formazione di Allegri può partire da un solido margine di vantaggio e
contare sulla propria abitudine a gestire le pressio-

ni dei testa a testa di alta
classifica, oltre a disporre
di una rosa più ampia nel
numero e nella qualità degli interpreti. Il Napoli ha
dalla sua un calendario
sulla carta più favorevole
e l'entusiasmo dell'avere
un'occasione irripetibile.
L'essere riusciti grazie ad
una straordinaria abnegazione a rimanere a ruota
dei bianconeri rappresenta
una grandissima iniezione
di fiducia per il morale dei
partenopei. L'organico ristretto potrebbe però essere il tallone d'Achille della
squadra di Sarri, che a differenza dei rivali non può
più permettersi passi falsi.
Luca Ceste

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

Max a caccia di Conte e Mancini. Dybala come Boniperti
Solo tre squadre, nella storia, a quota 81 dopo 31 gare. Tre triplette in trasferta realizzate dall'argentino

SOLO IN TRE A QUOTA
81 DOPO 31 GARE

91 Juventus
Allegri

2016/17

81 i punti conquistati dalla
Juventus, gli stessi collezionati dai Bianconeri di Conte nel Torneo 2013/2014,
poi chiusero a 102. Anche
l'Inter 2006/2007 dopo
31 gare giocate vantava
81 punti con Mancini, poi
chiuse il Campionato con
97 punti. Per i Bianconeri 4 punti in più rispetto a
un anno fa e 26 vittorie in
questo torneo equamente
divise fra casa e trasferta.

88 Milan
Ancelotti

2005/06

87 Juventus
Conte

2012/13

87 Juventus
Allegri

2014/15

87 Roma
Spalletti

2016/17

LE SQUADRE CHE
HANNO CHIUSO CON
PIÙ PUNTI
102 Juventus
Conte

2013/14

97 Inter
Mancini

2006/07

91 Juventus
Capello

2005/06

91 Juventus
Allegri

2015/16

DYBALA TRIPLETTISTA
COME BONIPERTI
21 i gol di Dybala in questo
torneo, per lui 3 triplette
in serie A e tutte in questo
torneo con Genoa, Sassuolo (2 tris nelle prime 4 partite) e Benevento, record
personale in serie A (il precedente 19 gol nel Torneo
2015/2016) e in totale Palermo compreso 67 gol in
massima divisione (51 con
la maglia della Juventus).
25 i gol stagionali nella Juventus per Dybala fra Campionato e Coppe, record

personale, il precedente
erano 23 nella stagione
2015/2016. In Bianconero
Dybala ha segnato 67 gol al
21° posto di questa speciale classifica, ha superato
Nedved a 65 e insegue Ravanelli al 20° posto con 68.
68 Dopo 68 anni, Dybala
diventa il 2° giocatore a
segnare 3 triplette in trasferta (Genoa, Sassuolo,
Benevento) in un solo campionato. Prima ci era riuscito solo Boniperti sempre
con la Juve nel 1949/50.
Invece l'ultimo giocatore
della Juve a segnare 3 triplette era stato Sivori nel
1960/61 in un solo torneo,
allora una in casa e due in
trasferta, più una sestina
in un solo match in JuveInter 9-1, in quella partita l'addio al calcio giocato
di Boniperti e l'esordio di
Sandro Mazzola. Altri giocatori hanno realizzato 3
triplette in un solo campionato: Van Basten, Cavani,
Signori e Di Natale.

Milan e Verona, 4 Sassuolo,
3 Benevento, Bologna,
Cagliari, Roma e Torino, 2
Chievo, Empoli, Palermo, 1
Atalanta, Cesena, Crotone,
Fiorentina, Frosinone, Parma, Spal.
Triplette: 3 (Benevento, Genoa e Sassuolo nel Torneo
2017/2018)
Doppiette: 10 (Udinese 3;
Sampdoria 2; Cagliari, Lazio, Palermo, Torino, Verona 1).
ALLEGRI ATTACCA
CARCANO
2 i gol subiti dalla Juventus
con il Benevento, i bianconeri nelle precedente 17
gare avevano subito solo
2 gol con Caceres (Verona) e Bonucci (Milan). Per

cutivo, nella storia del calcio italiano solo CARCANO
anni '30, unico allenatore
italiano ad aver vinto 4 titoli consecutivi in massima
divisione in Italia, invece
Antonio Conte ha sommato
i 3 Titoli con la Juve più la
Premier nel 2016/2017, in
mezzo era C.t. della Nazionale Italiana.
145 le panchine di Allegri
in campionato alla guida
della Juventus, il bilancio
parla di 110 vittorie, 20
pareggi e 15 ko (298 reti
realizzate 89 subite).
110 le vittorie di Allegri
in A con la Juventus,
meglio di lui solo 2 tecnici:
LIPPI a 149 e il leader
TRAPATTONI a 213.

DYBALA 67 GOL IN A
2012/2013 Palermo 3 reti
2014/2015 Palermo 13 reti
2015/2016 Juve

19 reti

2016/2017 Juve

11 reti

2017/2018 Juve
(dopo 31 turni)

21 reti

LA SAMP UNA DELLE
VITTIME PREFERITE
7 Lazio e Udinese, 6
SAMPDORIA, 5 Genoa,

i Bianconeri 18 gol subiti e
miglior difesa del Torneo e
3 subiti dal Benevento in
soli 2 match.
74 i gol segnati dalla Juventus, 2° miglior attacco
del Torneo, meglio solo la
Lazio con 75, e i Biancocelesti hanno già stabilito il
loro primato di reti in un
solo Torneo.
20 Sono 20 le partite senza
gol subiti dalla Juventus su
31 giocate in questo torneo
record stagionale, nello
scorso torneo furono solo
18 su 38 complessive.
25 i gol segnati dalla Juventus nella prima mezz'ora di
gioco, record stagionale.
959 L'imbattibilità della Juventus è durata '959
minuti, sequenza interrotta con il gol di Bonucci in
Juventus-Milan. Il primato
assoluto in serie A è stato
stabilito dalla Juventus
con 974 minuti senza subire gol dalla squadra di Allegri nel 2015/2016.
4 Max Allegri insegue il
suo quarto Scudetto conse-

JUVE SOLO 5 KO IN CASA
CONTRO LA SAMP
2 Due le vittorie più vistose
della Juve a Torino contro
la Sampdoria, oltre al 5-0
del 14/05/2016, anche il 7-2
datato 11/02/1951 che è anche la sfida più ricca di gol.
È curioso sottolineare che
i bianconeri hanno vinto le
prime 8 sfide in casa con i
blucerchiati.
3 le triplette delle sfide e
tutte firmate in bianconero. La prima di Hansen
K.A. datata 11/02/1951 in
Juve-Sampdoria 7-2; la
2a di Vivolo il 23/11/1952
in Juve-Sampdoria 3-0 e
l’ultima il “tris” di Charles in 12 minuti (60', 63'
e 72') in Juve-Samp 4-1
dell’08/01/1958.
In tutto sono 14 le doppiette
delle sfide, 3 quelle blucerchiate, una con Brighenti
(il 25/12/1960 Juve-Sampdoria 3-2), con Pozzi (il
12/09/2010 in Juve-Sampdoria 3-3) e con Icardi (il
06/01/2013 in Juve-Sampdoria 1-2); sono invece 13

le doppiette bianconere, 2
di Roberto Bettega.
5 le vittorie della Sampdoria in casa della Juve nelle 59 sfide dal 1946/47 a
oggi a Torino. La prima il
25/03/1962, 1-0 gol-vittoria
di Brighenti; la seconda per
2-1 il 30/10/1983 (fu l’unico
ko di quella stagione della
Juve al Comunale); la terza
(anche la più vistosa) con
Lippi in panchina per la
Juve il 3-0 del 13/04/1996
al Delle Alpi (Chiesa, Balleri, Seedorf), l’1-0 del
02/02/2005, gol-vittoria di
Diana al 34', e l’ultima allo
Stadium il 6/1/13 per 2-1,
con doppietta di Icardi e
Giovinco per la Juve.
7 le reti realizzate da Roberto Bettega (Juventus),
il bomber delle sfide, precede a 4 i bianconeri Boniperti, Hansen K.A., Vivolo,
Charles ed infine a quota
3 troviamo Amauri, Muccinelli, Anastasi, Zigoni,
Pippo Inzaghi (Juventus) e
Brighenti il goleador della
Sampdoria.
19 i pareggi delle sfide, l'ultimo
l’1-1 del
14/12/2014 per 1-1 (Evra,
Gabbiadini) che ha interrotto una seguenza di 25
vittorie consecutive della
Juve in Campionato allo
Stadium. Gli ultimi due pareggi per 0-0 il 04/05/1997
e il 20/01/2008.
35 le vittorie della Juventus, le ultime due consecutive realizzando 9
reti. Il dettaglio: il 5-0
del 14/05/2016 e il 4-1 del
26/10/2016.
162 le reti delle sfide, 115
bianconere e 47 blucerchiate.

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

'Quaglia' a un passo da 'Sheva', Giampaolo mai pari contro la Juve
L'ex bianconero ha superato Ibra, Vialli e Trezeguet. Per il tecnico Samp solo una vittoria e 10 ko
QUAGLIA 126 GOL
INSEGUE SHEVA
126 i gol di Quagliarella in serie A, ha superato
Ibrahimovic (122) e Vialli
e Trezeguet (123) ma insegue Shevchenko (fermo a
127). Vanta 18 segnature
(1 tripletta e 4 doppiette) in
questo torneo e record personale in A. Nello scorso
Torneo il bomber blucerchiato segnò 12 gol a fine
Campionato.
18 i gol di Quagliarella in
questo torneo e questo è il
suo top in serie A in un solo
torneo.Precedentemente
il suo top a fine torneo: i
13 gol con la Sampdoria
2006/2007, con l'Udinese

3 i gol di Quagliarella realizzati alla Juventus e
il Bomber Blucerchiato è
un grande ex, ha militato
nella Juventus per quattro
stagioni dal 2010 al 2014
giocando 102 partite ufficiali realizzando 30 gol (in
serie A con i Bianconeri: 84
presenze e 23 gol).
ZAPATA A UN PASSO
DAL SUO RECORD
10 i gol di Zapata, all'Udinese il più bello e tutte reti
singole in questo torneo.
Vanta 39 gol in serie A con
Napoli, Udinese e Sampdoria. Il primato di gol in un
solo Torneo i 10 gol realizzati a fine Torneo nel tor-

Pazzini. I Gol dei Blucerchiati dalla panchina arrivano da: Kownacki 3 e poi
2 di Zapata e un gol dalla
panchina per Alvarez, Caprari e Linetty.
GIAMPAOLO 1 VITTORIA
E 10 KO CONTRO LA
JUVE (MAI PARI)

2008/2009 e con il Torino
2014/2015.
88 i gol di Quagliarella di
destro su un totale di 126.
Gli altri 23 di sinistro e 15
di testa. Di questi 126 gol,
107 gol in area e 19 fuori
area (completano lo score
le altre curiosità: 13 segnature su rigore e 1 su punizione diretta).

neo 2016/17 con l'Udinese.
8 i gol segnati dalla Sampdoria con giocatori subentrati, in questa speciale
classifica ha fatto meglio
sola la Fiorentina con 9.
I Bomber dei panchinari
sono Babacar 4 reti (quando era alla Fiorentina) e poi
a 3 troviamo Okwohkwo,
Zileinski, Kowanacki e

Abruzzese nato in Svizzera (50 anni), ha iniziato
subito dalla serie A a Cagliari nella stagione del
2006/2007, finisce al 17°
posto ed esonerato nella
successiva stagione dopo
11 turni. A Siena ancora in
serie A eguaglia il record
di punti del club (44). Poi
diversi anni nel dimenticatoio, prima di rilanciarsi
due stagioni fa a Empoli.
75 le panchine ufficiali di
Marco Giampaolo con la
Sampdoria fra Campionato
e Coppe e il bilancio è positivo: 30 vittorie, 18 pareggi
e 27 ko (114 gol fatti e 109
subiti).
258 le panchine di Giampaolo in serie A con un

VALERIA e ANTONELLA
Via Mazzini, 33 - TORINO - Cell. 340 7131743

bilancio di 73 vittorie, 77
pareggi e 108 ko. In questo
periodo 299 punti (media
punti 1,15 a partita).
1 Una la vittoria di Giampaolo contro la Juventus,
nell'ultimo precedente datato 19/11/2017 in Sampdoria-Juventus 3-2. Precedentemente per il mister
Blucerchiato contro i Bianconeri 10 sconfitte in 10
match da avversario.
10 i precedenti ufficiali fra
i 2 mister con 6 vittorie di
Allegri, 3 successi di Giampaolo (due successi nei primi 3 precedenti) e un solo
pareggio (18/09/10 MilanCatania 1-1).
10 le vittorie di Allegri in 17
incontri ufficiali contro la
Sampdoria, completano lo
score 5 pareggi e 2 vittorie
dei Blucerchiati.
LIPPI 1° BLUCERCHIATO
AD ALLENARE LA JUVE
Marcello Lippi, cresciuto
nelle giovanili della Sampdoria e nell’organico blucerchiato (con l’esclusione
del periodo novembre ‘70

primavera ‘71 trascorso in
prestito al Savona in Serie
C) ha militato con la Samp
fino a tutto il 1978/79, giocando fra Serie A (esordio
in A a 22 anni il 22/09/70
e ko per 1-2 con il Cagliari) e Serie B 239 gare e
realizzando 8 gol. Dopo
raggiunse la Pistoiese e
con gli arancioni ottenne
una storica promozione e
chiuse l’attività agonistica in Massima Divisione.
Nel 1984/85, sempre con la
Sampdoria, Lippi ha iniziato l’attività di tecnico come
responsabile del settore
giovanile. Poi ha iniziato a
girare la penisola, nel 1986
a Pontedera, poi Siena, Pistoiese, Carrarese, Cesena
(con i romagnoli l’esordio
da tecnico in A), Lucchese,
Atalanta, Napoli, Juventus,
Inter e nuovamente Juventus (con i bianconeri ha
vinto 13 Trofei, fra cui 5
Scudetti). Il mister di Viareggio è il primo allenatore
ex blucerchiato ad assumere la guida tecnica della
Juve; sulla panchina della
Sampdoria erano transitati
parecchi ex giocatori della squadra bianconera, da
Alfredo Foni e Pietro Rava
(Famosa Coppia di Terzini
della seconda metà degli
anni ’30) ed inoltre Ugo
Amoretti, uno dei non molti
portieri che hanno guidato
squadre in Serie A.
Tanti gli ex delle 2 squadre, ne ricordiamo alcuni: Bonetti D., Bonetti I.,
Bonetti R., Brady, Buso,
Corini, Coscia, Galia, Han-

sen K.A., Lombardo, Mari,
Marocchino, Morini F., Nicolè, Opezzo, Platt, Rosa,
Sarti, Savoldi, Serena M.,
Vialli, Vierchowod, Vieri
R., Zanini. Sono 18 i confronti di Marcello Lippi in
Serie A contro la Sampdoria e tradizione positiva
con 8 vittorie (equamente
divise fra casa e trasferta)
3 pareggi e 7 sconfitte. Da
mister bianconero 11 sfide
e uno score positivo con 7
vittorie, 2 pareggi e altrettanti ko (i ko li ha subiti
entrambi nella stagione
1995/96, 0-3 a Torino e 0-2
a Marassi).

VALENTINA
Via XX Settembre, 60 - TORINO - Cell. 328 7586748

a
ori
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mp 1990
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S
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30

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trattasi di ristampa
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Storia / Aprile Juve di Ermanno Vittorio

I gol-scudetto di Vignola e Bercellino
Il trasferimento di John Charles alla Juve. Liam Brady, dall'Arsenal a Torino. L'inglese Chalmers guida i bianconeri
La Juve anticipa Inter e Real
Madrid: emissari di queste
due società erano presenti a Leeds per convincere il
sodalizio inglese al trasferimento del fuoriclasse presso
i loro club.

15 aprile 1948
L’allenatore inglese Chalmers, che guiderà la squadra a partire da Maggio,
è a Torino soprattutto per
studiare la lingua italiana,
lo aiuta intensamente il dirigente della Juve Biressi il
quale funge da interprete
ufficiale tra la società ed il
tecnico. Biressi non ha certo
problemi con l’inglese essendo stato in India, Cina e
Giappone per oltre 15 anni.
15 aprile 1957
L’allenatore Sandro Puppo
viene esonerato dallo staff
dirigenziale della Juve, la
squadra è al 14° posto in
classifica, in crisi di risultati
e di gioco; il cambio di tecnico si spera porti una ventata
d’entusiasmo nella squadra
che viene affidata all’ex calciatore Teobaldo Depetrini,
che guiderà la squadra fino
al 9° posto finale.
16 aprile 1984
Indimenticabile partita al
Comunale Juve-Udinese, i
friulani chiudono il primo
tempo in vantaggio 2-1 con
i gol di Mauro e Zico, mentre Paolo Rossi aveva portato in vantaggio la Juve. Nel
secondo tempo l’ingresso
di Vignola cambia radicalmente la partita, l’estroso
“Beniamino” sigla due reti
splendide, dando così alla
Juve i due punti e la quasi
aritmetica certezza dello
scudetto n° 21.
17 aprile 1932
Vittoria interna 4-2 sulla

Triestina, la Juve supera in
testa alla classifica il Bologna sconfitto a Milano
dall’Ambrosiana, è sorpasso dopo 25 turni. La Juve
non mollerà più il comando aggiudicandosi il suo 2°
scudetto del famoso “Quinquennio”. Goleador del sorpasso Cesarini (2), Ferrari e
Varglien I.
18 aprile 1995
Grazie a una punizione magistrale di Roberto Baggio,
la Juve vince 2-1 a Dortumd
contro il Borussia, qualificandosi per la finale UEFA.
Quella rete di Baggio fu
l'ultima con la maglia della
Juve nelle Coppe Europee.
La Juve poi perse la doppia
finale contro il Parma (0-1 a
Parma e 1-1 a San Siro).

19 aprile 1957
Si definisce a Leeds il trasferimento di John Charles alla Juve, il presidente
Umberto Agnelli conclude il
contratto per una cifra intorno alle 55.000 sterline.

20 aprile 1986
La Roma di Eriksson, che
aveva agganciato la Juve in
vetta dopo aver rimontato 8
punti, si fa battere all’Olimpico dal già retrocesso Lecce
(2-3), perdendo così le speranze scudetto, che invece
andrà alla Juve, vincitrice
al Comunale sul Milan (1-0
gol di Laudrup). La Juve si
ritrova solitaria in testa e festeggerà lo scudetto 7 giorni
dopo battendo in Puglia proprio il Lecce (3-2).
21 aprile 1938
In gara unica per le semifinali di Coppa Italia, la Juve
batte a Torino l’Ambrosiana-Inter 2-0 (gol di Tomasi
e Foni su rigore). I bianconeri affronteranno in finale
andata e ritorno il Torino,
aggiudicandosi poi la Coppa.
22 aprile 1993
La Juventus sbanca Parigi
ed approda alla finale UEFA
imponendosi in semifinale
con il Paris S. Germain 2-1
a Torino ed 1-0 a Parigi. Risolve il match un gol di Baggio al 76’ già autore della
doppietta risolutrice a Torino. La finale UEFA sarà per
Gianluca Vialli da record:
infatti raggiunge la sua personale quarta finale Europea in 5 anni, prima di Vialli
era solo il portiere dell’Inter
Giuliano Sarti a detenere
questo personale record, a
livello di calciatori italiani.
23 aprile 1980
Dopo l'1-1 nell’andata di semifinale della Coppa Coppe
con l’Arsenal a Londra ecco
la beffa al Comunale. Assenti per squalifica Tardelli e
per infortunio Brio, la squadra è a ranghi ridotti anche
in panchina, dove oltre al
portiere Bodini, vi sono solo
Virdis e i giovani Giampaolo
Boniperti e Salvalajo. Quando sembrava che la finale
potesse essere bianconera
(0-0 sarebbe bastato), a soli
3 minuti dal termine l’Arsenal, condotta dalla sapiente
regia di Liam Brady, trova
un rocambolesco gol: cross
a spiovere, incertezza di
Zoff nell’uscita ed un rimpallo con Cabrini favorisce
Vaessen che trova il gol che
regala la finale agli inglesi
contro il Valencia.

23 aprile 1967
Juve-Venezia al Comunale,
sembra una partita scontata
ma i neroverdi non mollano
anche se in pratica già retrocessi. La prima frazione
termina con i lagunari in
vantaggio 1-0 con Mencacci. La ripresa è soffereta poi
“Berceroccia” in 2 minuti
dall’81’ al 83’ prima sigla

il rigore del pareggio con
una cannonata centrale poi
raddoppia di destro da posizione angolatissima. Per
Bercellino I una giornata
da ricordare, anche perché
quel 2-1 diventò fondamentale per il 13° scudetto. Al
gol della vittoria di Bercellino non festeggia soltanto
il pubblico, anche lo storico
fotografo Pasquale Petrone
esulta ed appoggiandosi ad
un cartellone pubblicitario
lo fa crollare sotto il suo
peso.
24 aprile 1983
Vittoria esterna della Juve
(2-1) a Catanzaro. Dopo il
vantaggio dei calabresi con
un futuro juventino, De Agostini, viene fuori la classe
di Platini che prima pareggia su rigore poi sigla la
rete della vittoria con uno
spettacolare diagonale. Per
Platini si tratta del 22° gol
dall’inizio della stagione, 13
gol in campionato, 5 in Coppa campioni e 4 in Coppa
Italia. Esordio nella Juve ed
in Serie A per Giovanni Koetting che sostituisce Galderisi al minuto 85°.
25 aprile 1973
Semifinale di ritorno Coppa
Campioni, la Juve in Inghil-

terra contro il Derby County,
battuto all’andata 3-1. La
partita è combattuta ma il
fortino bianconero resiste
anche ad un rigore calciato
alto dalla punta inglese Hinton, che giocò con un paio
di scarpette bianche particolari per l’epoca. La Juve,
in completo azzurro per
l’occasione, si qualifica alla
finale dove troverà l’Ajax di
Cruyff. Al termine della gara
il centro di Torino è invaso
dai tifosi che inneggiano alla
squadra e festeggiano la
prima finale di Coppa Campioni raggiunta.
26 aprile 1948
L’abbandono di Renato Cesarini alla guida della Juve
spiazza la dirigenza bianconera ma non l’Avvocato
Agnelli, che si era già pre-

munito ed aveva bloccato
l’allenatore inglese William
Chalmers, che arriva subito
dirigendo la squadra nelle ultime 10 giornate. Guiderà la squadra anche nel
1948/49, tecnico eccentrico,
non entrò mai in sintonia
con il gruppo dei calciatori,
venne sostituito la stagione
successiva da un altro inglese: Jesse Carver.
27 aprile 1965
Nella lussuosa sede del
“Polo club” di Vinovo, il presidente della Juve, Vittore
Catella, premia Nestor Combin con una medaglia d’oro
per il suo comportamento
nella gara di Cagliari a fine
Gennaio quando pur avendo
riportato un’infrazione al
perone era rimasto stoicamente in campo. Alla cerimonia presenti i vice presidenti Giordanetti e Cerrutti,
la squadra al completo, l’allenatore Heriberto Herrera
ed i soci del circolo Juventus. Premiato anche Giuseppe Furino, capitano della
primavera della Juve che ha
vinto il torneo di Strasburgo,
e l’allenatore delle giovanili
Pedrale.
27 aprile 1975
La Juve travolge a Torino la

Lazio 4-0, Altafini porta in
vantaggio i bianconeri nel
1° tempo, nella ripresa il
protagonista è Anastasi che
entra in campo al 70’ in sostituzione di Bettega ed in
soli 5 minuti dal 83’ al 88’
sigla una tripletta che rimane storica perché nessun
giocatore subentrato a gioco
in corso aveva mai siglato 3
reti in campionato, tranne
Anastasi, appunto.
28 aprile 1971
Stadio Comunale stracolmo
per la semifinale della Coppa delle Fiere, che vede la
Juve affrontare i tedeschi
del Colonia (1-1 all’andata).
Partita perfetta e finale centrata grazie al 2-0 con gol di
Capello e Anastasi. Incasso
record per la Juventus: 165
milioni di lire.
29 aprile 1923
Esordio in campionato per
“Ricciolo” Federico Munerati, Cremonese-Juventus 1-0.
Ala, nato a La Spezia nel
1901, 11 campionati con la
Juve, le sue presenze totali sono 256 con 114 gol e 4
scudetti: 1926, 1931, 1932,
1933. In seguito allenerà
anche la Juve conquistando
da allenatore la Coppa Italia
del 1942.
30 aprile 1982
Un Cessna 310, piccolo aereo da turismo, porta Michel
Platini e il suo procuratore
Bernard Genestar a Caselle, da qui alla sede della Sisport, dove dopo poche ore
avverrà la firma che trasferirà Platini dal Saint Etienne
alla Juve per 260 milioni di
lire.

(Nella prima colonna,
dall'alto in basso
l'inglese Chalmers e il gol
di Vignola; nella seconda
colonna John Charles; nella
quarta colonna dall'alto in
basso Liam Brady e il gol di
Bercellino; nella sesta colonna
il vice presidente Giordanetti
insieme a Combin)

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Spettacoli e cultura

Alessia, Miss JuveToro
Alessia Richieri è la Miss 'JuveToro' di questa settimana.
Diciannovenne studentessa di Rivoli, la bella Alessia è una
cantante delle 'Peak Avenue' (gruppo femminile italiano), con
le quali ha partecipato quest'anno a 'Sanremo Giovani' sino
ad arrivare in finale. Ha partecipato inoltre a 'X-Factor' e,
nonostante la giovane età, ha già fatto per anni la fotomodella.
Tifosissima bianconera, i suoi calciatori preferiti sono Dybala
e Cuadrado. È anche volto televisivo nella trasmissione 'Forza
Juve' condotta da Marco Venditti in onda ogni giovedì sera alle
21 su 'Rete7', in cui è ospite fisso anche il nostro direttore
Roberto Grossi.

Sport Vari / Basket

Auxilium, ultima spiaggia contro Bologna per i playoff
A

uxilium Torino contro Virtus
Bologna con appuntamento
sabato sera al Palazzetto del Parco Ruffini. Torino contro Bologna
ossia, semplicemente, una delle
tante "ultima spiaggia". Un poco
come era capitato alla penultima partita della prima stagione
di serie A1 della attuale società.
Una partita che ci vide umiliati
sul campo e costrinse i tifosi agli
interminabili 7 minuti del finale di
stagione con orecchie ed occhi
appesi a radioline e siti Internet.
Quella volta ci andò bene. Toccò
a Bologna scendere nella serie
minore. Torino rimase in A1 per
il rotto della cuffia. Non è passata
una eternità da quei giorni, le partite da giocare sono molte di più,
eppure l'aria è carica di questa
sensazione da scontro "dentro
- fuori", proprio come capitò in
quella prima stagione. Fortunatamente, la squadra è cresciuta in
questi anni e bisogna darne atto
alla proprietà, la posta in palio

non è più la permanenza nella
massima serie ma l'accesso ai playoff di fine stagione. La vittoria in
Coppa Italia non ha garantito l'inversione di tendenza in campionato. L'euforia ed i buoni risultati
sono rapidamente passati facendo retrocedere, sconfitta dopo
sconfitta, Torino fuori dalle prime otto. Un risultato, quello del
proseguire la stagione accedendo
alla fase finale, che era tra gli ob-

biettivi dichiarati di inizio stagione e che la fase iniziale, oltre che
il successo fiorentino, avevano
indicato come chiaramente alla
portata del team. Quello che è
successo nel mentre lo conosciamo e non merita altro inchiostro.
Quello che resta da analizzare è
invece come poter uscire oggi da
quell'empasse. La partita contro
Bologna diventa quindi la partita
delle domande e delle risposte.

Auxilium è ancora in corsa per i
playoff? Una vittoria contro Bologna non li garantirebbe ma darebbe sostanza alla speranza di
potervi partecipare. Una sconfitta aprirebbe invece degli scenari
completamente diversi. Quale valore attribuire alla scelta di coach
Galbiati sulla panchina gialloblù?
La vittoria della Coppa Italia ha
forse generato dei prematuri entusiasmi che difficilmente potevano coincidere con l'aver trovato
la soluzione a tutti i problemi.
Paolo è un allenatore preparato a
cui va tutta la nostra fiducia ed il
nostro tifo, ma comunque alla sua
prima esperienza come head coach. Si avrà il tempo di aspettarlo
anche se i risultati non dovessero
arrivare? Cosa dire poi delle scelte di mercato effettuate a metà
stagione, soprattutto rispetto al
tanto atteso Vander Blue? Vincendo contro i felsinei potremo continuare a parlare della difficoltà
di ambientamento dei fenomeni

della "Non NBA" americana in un
campionato europeo ma di come
alla fine la pazienza porti a dei
buoni risultati. Altrimenti non ci
resterebbe che constatare come
forse è sbarcato a Torino un giocatore a cui manca sempre un
centesimo per fare una lira ed un
centimetro per fare canestro. Le
domande sarebbero tante altre
ma per fortuna è venuto o verrà
in soccorso il campo con il risultato di sabato sera a dare qualche
risposta o a fornire nuovi dubbi.
Bologna è un avversario impegnativo, con tante buone individualità: Gentile ed Aradori su tutti.
Proprio quell'Aradori protagonista del voltafaccia estivo. La Torino di inizio stagione non avrebbe
temuto il confronto. La Torino di
oggi probabilmente teme più se
stessa che la Virtus stessa. E questo spesso rischia di essere uno
scoglio insormontabile.
Dan Morino

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Spettacoli e cultura

'Torino Comics' al Lingotto
Edizione numero 24 della fiera dedicata a fumetto, game, videogame e cosplay

D

al 13 al 15 aprile, nei
padiglioni di Lingotto
Fiere, ecco la 24° edizione di Torino Comics, la
fiera dedicata a fumetto,
game, videogame e cosplay.
30.000 metri quadri per tre
padiglioni che accoglieranno il pubblico con editori,
distributori,
fumetterie,
autoproduzioni e proposte
di gadget e oggettistica a
tema, per cosplayer e non
solo. Presenti anche realtà
del mondo dei videogames
e dei giochi da tavolo e di
ruolo. L’edizione 2018 segna il gradito ritorno di alcune importanti case editrici, alcune assenti da diverso
tempo a Torino. Già confermate le presenze di Tunuè,
BD, Magic Press, Shockdom,

Dark Zone, No lands Comics, Cronaca di Topolinia.
Presente inoltre Star Shop
distribuzione, che parteciperà con le pubblicazioni
delle case editrici Panini
e Star Comics. Sono attesi a Torino più di 80 ospiti
provenienti dal mondo del
fumetto, del doppiaggio e
del gaming, oltre agli youtuber, star del web amate
dai giovanissimi; gli ospiti
saranno protagonisti di incontri, presentazioni, workshop di disegno, sketch e

sessioni di autografi e foto
per i fan. Tra i numerosi appuntamenti in programma,
sabato pomeriggio in Agorà
Davide Furnò e Giovanni
Marinovich presenteranno
la nuova uscita "Il Corvo":
Memento Mori (Edizioni
BD) moderati da Maurizio
Rosenzweig. Tra le anteprime c’è "Planet dead", la
nuova serie horror targata
Cronaca di Topolinia, presentata in Agorà sabato alle
16, con gli autori Stefano
Bonazzi e Luciano Costarelli. Anche Dark Zone, giovane casa editrice romana,
presenta due nuovi progetti
letterari: il primo sarà presentato sabato pomeriggio
in Agorà e si intitola "Healing Blood" ed è un progetto
articolato in tre volumi illustrati con allegato a parte
il testo integrale, realizzato
a quattro mani da Candida
Corsi e Lavinia Pinello. Tra
le novità 2018 numerosi
incontri per chi intende approcciarsi al lavoro di disegnatore o fumettista: sabato due giovani autori, Vinci
Cardona e Marco Ferrari, si
raccontano e confrontano
le loro esperienze nell’incontro a cura di Edizioni BD
“Ma come si diventa fumettisti oggi?”, moderato da

Maurizio Rosenzweig. Per
tutti e tre i giorni di evento,
inoltre, sono in programma
numerosissimi
worskhop
sul disegno, con focus sulle tematiche più disparate:
dalla teoria della luce al ritratto fantasy, dal characer
design alla prospettiva, dal-

(Virginia “Pepper Potts”).
Paolo Mottura, celebre autore Disney, sarà presente
allo stand della Nona Arte
durante il weekend, in occasione della presentazione della mostra 'I miti del
cinema', un portfolio dedicato ai grandi classici, nuovi e moderni del cinema,
reinterpretati dal brillante autore Disney. Tornano
a Torino Don Alemanno e
Boban Pesov, co-autori del
fumetto NaziVegan Heidi
(Magic Press), e Felinia,
che presenta la sua nuova
pubblicazione 'Non il solito
fumetto sul sesso' (Magic
Press), un racconto delle vicissitudini di una coppia di
innamorati sempre in bilico
tra l’erotico e l’umoristico.

L'Oroscopo



A cura di Elis

ARIETE (21/03-20/4)
Saranno favorite le attività a conduzione familiare, ritardi e
incomprensioni negli altri casi. Una decisione improvvisa presa
insieme rafforza il legame.

TORO (21/04-20/05)
La situazione economica è critica ma avete la certezza di un
imminente miglioramento. I nuovi incontri si stuzzicano solo come
fantasie e nulla di più.

GEMELLI (21/05-21/06)
Se non vi fate intimidire nel corso di una trattativa spunterete una
buona cifra. Non ve la sentite ancora di esprimere tutto ciò che
provate.

CANCRO (22/06-22/07)
Le cose procedono in modo confuso e discontinuo ma senza che
ci creino veri problemi. Col partner cercate la comunicazione, ma
non sempre c'è.
LEONE (23/07-23/08)
Vi godrete momenti di sereno tran tran per mettere a punto alcuni
progetti impegnativi. Il partner vi pone delle condizioni, però accetta
il dialogo.

VERGINE (24/08-22/09)
Il capo cambia improvvisamente opinione e sceglie di seguire i vostri
suggerimenti. Non sempre sapete come muovervi ma dovete fare
qualcosa.

BILANCIA (23/09-22/10)
Siete voi a condurre l'iniziativa e portare le cose in porto, ma lo
fate con discrezione. L'attrazione va e viene, però il dialogo è vivo
e costante.
SCORPIONE (23/10-22/11)
Il capo e i colleghi vi sollevano almeno in parte da un carico di
lavoro un po' troppo gravoso. Avreste ragione voi ma preferite non
mortificare il partner.
la creazione di mappe mentali all’impaginazione di un
fumetto. Domenica dalle
11 alle 13 le voci dell’Universo Marvel saranno protagoniste sul palco della
fiera. Nella conferenza “Il
doppiaggio dei cinecomics” dialogheranno tra loro
i doppiatori di alcuni dei
personaggi più noti della
saga degli Avengers: Massimiliano Manfredi (Voce
di Thor), David Chevalier
(Loki), Paolo Buglioni (Nick
Fury), Francesca Fiorentini

Nutritissima la schiera di
disegnatori e sceneggiatori
della scuderia di Cronaca
di Topolinia: dai “bonelliani” Dante Bastianoni e Gino
Vercelli ai disegnatori Elena Mirulla, Luciano Costarelli, Elena Nastasi, Lorenzo Balocco, Elena Ominetti
e Lorenzo Squadrito, fino
agli sceneggiatori Stefano
Bonazzi, Gianluca Proto e
Christian Terranova.
Paolo Rachetto
(Foto Lingotto Fiere)

SAGITTARIO (23/11-21/12)
Dipende da altri, colleghi o clienti, per portare a termine il vostro
incarico. Sotto la fredda apparenza tra voi corre una profonda intesa.

CAPRICORNO (22/12-20/01)
Se sarete voi a dare tutte le indicazioni del caso, i colleghi svolgeranno
il lavoro in modo brillante. Avete voglia di esprimere al partner il
vostro amore.
ACQUARIO (21/01-19/02)
Tutto va bene ma gli ottimi risultati dipendono più dalla fortuna che
dal vostro impegno. Il rapporto cresce anche quando pare che tutto
sia fermo.
PESCI (20/02-20/03)
Un problema imprevisto verrà risolto con l'aiuto dei colleghi, vi
sentite protetti e stimati. Allegria, è il premio per aver creato un
sentimento solido.

'Non aver paura...' al Teatro Erba
Fino al 22 aprile l'horror scritto da Eduardo Aldan
Un horror teatrale arriva al teatro Erba di Torino dal 12 al 22 aprile. “Non aver paura … è solo uno spettacolo”, scritto da Eduardo Aldan, diretto
da Ricard Reguant ed Enzo Masci, nella versione italiana di Franco Ferrini. Protagonisti in scena Claudia Genolini, Edoardo Frullini, Emiliano Ottaviani e
con la partecipazione di Gianni Garko. Uno spettacolo con un grande successo di pubblico e critica in Spagna, Messico e Portogallo ed anche in Italia dove
Teatri On Line lo ha inserito nella speciale classifica dei dieci migliori spettacoli dell’anno. In sala una miscela da brividi di terrore psicologico ed effetti
speciali che scuoterà anche i nervi più saldi. Scuote, sorprende e destabilizza il pubblico, lo cattura e lo immerge in una grande e spaventosa esperienza
teatrale di puro terrore. Lo spettacolo è adattato da Franco Ferrini (sceneggiatore di numerosi film di Dario Argento e di “C'era una volta in America”)
su progetto artistico di Gianluca Ramazzotti. A fare da Maestro di Cerimonia l’istrionico Gianni Garko, noto volto di film di culto del cinema italiano degli
anni ’60 e ’70 come la serie di Sartana, 10.000 dollari per un massacro, “La notte dei diavoli”, “Sette note in nero” e “Uomo a metà”.
(p.r.)


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