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JUVETORO n. 22 JUVE VERONA OK bassa.pdf


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amcsrls@yahoo.it

5

www.juvetoro.it

Le Pagelle

Higuain, rete-scudetto. Costa devastante
è importante anche in fase
di chiusura dell'azione. Se
la Germania non se ne priva
ed Allegri pure, un motivo ci
sarà. Voto: 8,5
Marchisio: stagione travagliata e quasi ai margini del
gruppo. Si vede più spesso
negli ultimi tempi, quando
diventa necessario intensificare il turn-over, per raggiunti limiti di stanchezza.
Compito assolto con impegno e dedizione, ma si vede
che il proverbiale dinamismo è solo un lontano ricordo. Maledetto quel crack in
un pomeriggio di primavera
in un match col Palermo.
Voto: 6,5
Matuidi: colui che ha permesso il passaggio da 2 a
3 a centrocampo. Trottolino dinamico e di sostanza, il suo apporto tattico
è stato provvidenziale in
tante gare. Ultimamente
mostra di essere in riserva
profonda, ma chi è riuscito
a contare i kilometri fatti
a pendolino sostenendo i
compagni, suggerendo soluzioni di gioco, pressando
nelle ripartenze avversarie?
Ah, se solo avesse anche il

tiro finale. Voto: 8
Pjanic: più Dunga che Pirlo, con in tasca le chiavi del
gioco bianconero. Alla ricerca della continuità, come
troppo spesso sono condannati i talentuosi giocatori di
origine balcanica. La manovra non può prescindere da
lui e conseguentemente anche il gioco. Croce e delizia,
poco da fare. Voto: 7
Sturaro: più stimato dal mister e dai compagni che dai
tifosi. Esponente di quella
specie di calciatori in via di
estinzione, i gregari. Dove
viene impiegato, cerca di
dare il massimo sperando
che non sia da esterno sinistro basso, se no sono dolori. Voto: 6
ATTACCANTI
Bernardeschi: la sorpresa
più gradita ed inattesa, il
ragazzo dimostra di capire
perfettamente in quale pianeta sia planato. Non solo,
ma incide concretamente
con reti di grande importanza come a Firenze. Giovane di grande personalità
e di sicuro avvenire. Voto:
8,5

Cuadrado: domanda: va
ancora inserito tra gli attaccanti o, a giudicare dalle ultime uscite, va arretrato di 50 metri? Juan è
l'esempio provato di come
un giocatore anarchico può
trasformarsi in un elemento
tatticamente perfetto, basta
crederci ed avere il maestro
giusto. Dio solo sa quanto
sia mancato durante il suo
infortunio. Voto: 8
Douglas Costa: sia benedetto il Bayern e chi in Baviera
è innamorato di Robben e
di Ribery. Ce l'abbiamo noi,
ce l'abbiamo noi, Douglas
Costa ce l'abbiamo noi. Centellinato da Allegri all'inizio
e poco per volta inserito a
dosi letali per gli altri. Fino
ad esplodere come migliore della truppa e forse del
campionato. Assolutamente
devastante. Voto: 9
Dybala: in ombra col 4.3.3,
protagonista col 4.2.3.1.
Equivoco tattico? Una cosa
è certa, se non è in campo,
il rammarico è grande, se
c'è, qualche volta lo cerchi.
Paulo è un giocatore necessario, ma non sufficiente, in
completa dipendenza dal

dopo Altafini. Voto: 7,5
Mandzukic: in ogni squadra
che si rispetti, occorre un
giocatore che faccia la “carogna”. Marione interpreta
il ruolo in maniera del tutto
originale, più con la sostanza che con i nervi. E la Juve
ne giova alla grande. Ogni
tanto si ricorda di essere
una punta, ma quanto lavoro al servizio del collettivo.
Con o senza di lui, la Juve è
o non è. Voto: 8,5
suo sinistro. Artefice primo
dello scudetto, per quel miracolo a tempo quasi scaduto a Roma contro la Lazio.
La rete che ha fatto girare il
vento. Voto 8,5
Higuain: un pelo sotto alla
stagione precedente. Sacrificio profuso a piene mani,
a sostegno degli inserimenti
dei compagni. Eppure troppo spesso appare in cerca
di identità e, lo si dica con
franchezza, molto mal servito. Ha il merito di incornare la rete scudetto ad una
manciata di secondi dalla
fine del sogno. A Napoli contano un altro “core 'ngrato”

ALLENATORE
Massimiliano Allegri
E pensare che qualcuno lo
critica ancora per non avere inserito Douglas Costa
(edizione sbiadita) contro
l'Inter. Si fa fatica a trovare
altri momenti per chiamarlo in causa. Forse un cambio
a Madrid prima dei supplementari, ma di fronte ad un
arbitro che ha recuperato 3
minuti per un solo cambio,
il rischio valeva la candela?
Allegri timbra la sua stagione migliore delle 4 che lo
hanno visto sulla panchina
della Juventus. Non ci sono
dubbi, è lui il migliore di
tutti. Chiedere a Pochettino

come si fa a vincere a Londra cambiando gli esterni
per allargare la difesa del
Tottenham.
Se poi da una situazione di
gran lunga avversa ad inizio
stagione per ciò che riguarda il pensiero condiviso dei
tifosi, si arriva alla fine con
un coro unanime di auguri
affinché resti al suo posto,
siamo di fronte ad un solo
significato: Allegri si è guadagnato la stima ed il rispetto di tanti juventini che
non vivono di preconcetti e
che apprezzano i risultati
che provengono dal lavoro
quotidiano di un professionista dai grandi valori.
Se la società vorrà, a lui
sarà affidato il compito delicato di gestire il ricambio
di titolari storici per ringiovanire la rosa, sempre con
lo sguardo fisso alla vittoria.
D'altronde, il tecnico labronico è già avvezzo a vedersi
cambiare buona parte dei
giocatori ogni anno. Non
solo non si è mai lamentato, ma non ha mai smesso di
vincere. Voto: 10
Marco Sanfelici

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