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Il ruolo di garanzia effettiva del Presidente della Repubblica 2010.pdf


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Pur essendo organo monocratico, il Presidente della Repubblica assolve nell’ordinamento
repubblicano a un duplice ruolo che merita di essere precisato aiutandoci con una lettura sempre
attenta degli enunciati costituzionali che lo riguardano e cercando di dedurne tutti i possibili
significati.
In effetti, la definizione di cui al comma 1 dell’art. 87 potrebbe essere intesa come
proposizione di sintesi, meramente descrittiva e rivolta, più che altro, ad enfatizzare la dignità
dell’organo-simbolo della comunità-Paese e dell’ordinamento, al quale viene consegnato il compito
“supremo” di esprimere e conservare tutte le virtù passate e presenti della Repubblica anche sullo
scenario internazionale.
E’ proprio su questa immagine, che si riconduce alla tradizione liberale ottocentesca della
“regalità condivisa”, che, all’indomani dell’entrata in vigore della Costituzione, sono state costruite
interpretazioni della figura del Presidente della Repubblica come “potere neutro”8. La formula non è
molto avvincente, ma certamente lascia ben intendere un ruolo di organo sapientemente silente,
capace di praticare la prudenza, al di fuori o al di sopra del sistema politico, che non distribuisce
“giudizi”, ma è prodigo di “moniti” manifestati in modo che ottengano un consenso (quanto meno
formale) pressoché unanime. Insomma, come ancora si va sostenendo, il Presidente come “grande e
saggio persuasore” che sa tessere le sua fila anche sotto traccia allo scopo di perseguire obiettivi di
coesione.
Questa idealizzazione del Presidente della Repubblica è importante e non deve essere
certamente sottovalutata. Ma, a mio avviso, è insufficiente in quanto presuppone un sistema
politico, magari attraversato da conflitti anche forti, ma che, in ogni caso, non debordano dai confini
segnati dalla Carta. Siffatta situazione di permanente normalità e di rispetto di tutti i valori, principi
e assetti dell’ordine costituzionale non è nella natura delle cose, come aveva avvertito qualche
moderatissimo padre fondatore, ancora nella fase di stato nascente, quando la speranza e
l’ottimismo della riconquistate libertà e democrazia avrebbero potuto far accantonare infauste
predizioni.
Pare allora utile rileggere il primo comma dell’art. 87 con un metodo più analitico per
constatare come dall’enunciato emergano due posizioni non coincidenti del Presidente della
Repubblica: quella di “Capo dello Stato” e quella di “rappresentante dell’unità nazionale”. Esse
comportano l’esercizio di funzioni diversificate che tenterò di individuare, sia pure solo a grandi
linee.
Prima, però, è indispensabile decodificare i due concetti, recuperando e risistemando le
conclusioni di una dottrina assai copiosa e variegata9 e andando oltre le congiunture storiche e gli
eventi che talvolta l’hanno condizionata.
Le attività del Presidente della Repubblica compiute nell’esercizio della sua funzione di Capo
di Stato rientrano nella fisiologia del sistema e scandiscono, per così dire, la normalità delle
relazioni politiche e istituzionali, anche quando la dialettica tra le forze sociali, i partiti e i gruppi
parlamentari si fa aspra. In tali condizioni ben s’attaglia l’attribuzione al Capo dello Stato del ruolo
di regolatore o moderatore della vita politica e istituzionale: un ruolo che può essere attivo (di
impulso) o passivo (di freno, ma non di arresto), declinato comunque in una logica cooperativa con
altri organi (costituzionali).
Non è difficile individuare tali attività nell’elenco delle varie attribuzioni e posizioni
presidenziali e, in particolare, nella gran parte dei commi 2 e ss. dell’art. 87, laddove si specificano
ampiamente, P. Prodi, Il sacramento del potere: il giuramento politico nella storia costituzionale dell'Occidente,
Bologna, 1992.
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L’espressione, come è noto, risale a B. Constant, Principi di politica (1815), Roma, 1970, pp. 75 ss., e ha avuto una
notevole adesione in dottrina, fino a essere recentemente evocata dall’attuale Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, nella sua “lezione svolta in occasione della prima edizione della Biennale della Democrazia (Torino, 22
aprile 2009: il testo si può leggere nel sito: www.quirinale.it).
9

Rinvio, anche per la bibliografia aggiornata, al recentissimo contributo di A. Sperti, La responsabilità del Presidente
della Repubblica: evoluzione e recenti interpretazioni, Torino 2010.

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