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Il ruolo di garanzia effettiva del Presidente della Repubblica 2010.pdf


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le attività concorrenti del Capo dello Stato, le quali, in diversa misura, rassicurano sullo
svolgimento corretto della vita istituzionale e la assecondano anche nei momenti di normale attrito
politico. In questa prospettiva la corrente distinzione tra atti presidenziali propri e atti classificati
presidenziali solo formalmente, in quanto chiudono o perfezionano procedimenti rimessi alla
volontà di altri poteri costituzionali, soffre forse di eccessiva staticità. Intendo dire che appiattisce la
varietà e l’intensità dell’impegno del Capo dello Stato. Certamente egli, in tale posizione, esercita
una assai visibile funzione attiva di impulso o di stimolo, come nel caso dell’invio di messaggi alle
Camere per suscitare riflessioni, l’adozione di iniziative legislative “attese” dall’opinione pubblica o
sollecitare, in seguito alla sospensione della promulgazione di una legge, adeguate correzioni o
ripensamenti sul suo contenuto. Ma, anche in ipotesi meno eclatanti, quali la nomina attraverso
DPR dei funzionari dello Stato indicati dalla legge il compito che grava sul Presidente non può
essere considerato meramente passivo, in quanto egli è comunque partecipe conclusivo, ma
necessario, di un procedimento, ai sensi del vigente ordinamento.
Su ogni atto o attività del Presidente – Capo dello Stato potrebbero essere condotti utilissimi
approfondimenti proprio al fine di verificare lo sviluppo ordinato del sistema politico in coerenza
con la fisiologia costituzionale.
Il Presidente quale “rappresentante dell’unità nazionale” esercita, però, anche l’importante
funzione di “garante della Costituzione”10. In questa posizione la sua attività assume, perlopiù, una
fisionomia negativa: il Presidente non promuove, non coopera con gli altri poteri con cui si trova
quasi quotidianamente in contatto, ma si frappone ad essi in quanto producano comportamenti o atti
ritenuti contrari alla Costituzione11. La responsabilità di una simile valutazione è soltanto sua, non
può evidentemente essere condivisa con altri soggetti istituzionali. Il richiamo all’art. 89 sarebbe
fuori luogo e fuori tempo, in quanto la disposizione, sia pure nella interpretazione prevalente
affermatasi in dottrina12, si riconduce al ruolo sopra rimarcato del Presidente quale Capo dello
Stato. Le responsabilità che i ministri proponenti o il Presidente del Consiglio, a seconda delle
circostanze, si assumono con la controfirma quando sottopongono atti al Presidente della
Repubblica, non significano affatto un’esplicita o implicita ammissione di incondizionata
irresponsabilità in capo al medesimo. Il quale, esente da qualsiasi responsabilità politica e giuridica
ordinaria, è comunque vincolato al dovere assoluto di osservanza attiva della Costituzione che egli
presidia, dispiegando gli indispensabili poteri di controllo che rientrano nella sua sfera di
attribuzioni.
La massima in virtù della quale the King can do no wrong poteva forse valere in tutta la sua
ampiezza nello stato liberale classico, ma non nella più evoluta forma di stato liberaldemocratico
garantito (contro gli eccessi dei poteri a legittimazione politica).
Il problema della controfirma non si pone, in quanto gli strumenti di garanzia costituzionale di
cui il Presidente dispone sono, quasi sempre, di tipo negativo e si desumono, anch’essi, per così dire
in filigrana, soprattutto dalle enunciazioni di cui all’art. 87. Solo che in questo caso è necessario far
ricorso a un’interpretazione logica oltre che sistematica. Ecco gli esempi più significativi che
possono meglio chiarire questo aspetto.
Il potere di autorizzare il governo a presentare alle Camere disegni di legge sottende il poteredovere per il Presidente garante di non procedere in tal senso quando ravvisi che il contenuto di tali
atti sia preordinato a determinare situazioni eversive dell’ordine costituzionale. Per riprendere le
parole di Galeotti, il fatto che le proposte del governo si configurano soltanto come introduttive a
10

Coerente con i suoi precedenti studi sui “controlli costituzionali e sistemando diffusi e specifici contributi, insiste
sull’importanza di questo ruolo S. Galeotti, Il Presidente della Repubblica garante della Costituzione, Milano 1992.

11

Sul punto: A. Spadaro, Prime considerazioni sul Presidente della Repubblica quale garante preventivo della
Costituzione ed eventuale parte passiva in un conflitto per interposto potere, Pol. dir., 1993, pp. 219 ss.
12

Puntuali riferimenti in M. Midiri, Art. 89, in Commentario alla Costituzione (a cura di R. Bifulco, A. Celotto, M.
Olivetti), II, Torino, 2006, pp. 1732 ss.

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