File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



Il ruolo di garanzia effettiva del Presidente della Repubblica 2010.pdf


Anteprima del file PDF untitled-pdf-document.pdf

Pagina 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Anteprima testo


davvero solo di scuola) anche la “deliberazione dello stato di guerra” ad opera delle Camere, ai
sensi dell’art. 78 Cost., potrebbe non essere dichiarata dal Presidente nelle ipotesi di violazione dei
valori costituzionali, con particolare riferimento a quanto disposto dall’art. 11.
In quanto “atto negativo” (di non adesione) il diniego assoluto di dar corso a atti, pur se
iniziali, contrari alla Costituzione non necessita di particolari forme, anche se il principio
democratico di trasparenza e pubblicità che dovrebbe caratterizzare l’esercizio dei poteri di garanzia
forse richiede che il Presidente comunichi15 alla Nazione la sua volontà ostativa, motivandola e
assumendosi le responsabilità che gli competono. Certamente, in caso di uso esorbitante o
addirittura arbitrario delle proprie funzioni di garanzia, egli potrebbe essere trascinato in giudizio
dai soggetti-organi costituzionali, che ritenessero invasa la propria sfera di competenze esclusive,
davanti alla Corte costituzionale in sede di conflitto di attribuzioni o addirittura come imputato dei
reati previsti dall’art. 90 Cost. Chi paventa che una situazione siffatta (l’abuso del potere di
garanzia) potrebbe gravemente mettere a repentaglio la tenuta del sistema repubblicano dovrebbe
riflettere che il suo logoramento o la sua crisi definitiva sono più facilmente indotti da un
inadeguato o mancato esercizio dei controlli costituzionali.
In dottrina sembra prevalere, però, l’atteggiamento assai più “moderato” di coloro che
ritengono che il Presidente debba giocare il ruolo di “garante costituzionale” in maniera prudente,
poco appariscente, riservata, sfruttando al massimo la propria autorevolezza di rappresentante
dell’unità nazionale con lo strumento informale della moral suasion, grazie alla quale i suoi
interlocutori spontaneamente si adeguano ai suoi moniti, senza la necessità di alcuna
formalizzazione16.
Non si contesta che un simile attivismo o interventismo (la cui misura dipende dalle
circostanze storiche e dall’evoluzione/involuzione del sistema politico) sia certamente consono alla
posizione costituzionale di chiusura e di vertice del Presidente, ma nella sua qualità di Capo dello
Stato che deve adoperarsi per la salvaguardia della coesione nazionale assicurando una leale
cooperazione con tutti i poteri dello stato.
Questa prassi quotidiana non può essere confusa con la diversa funzione a lui attribuita di
garante della Costituzione, nei termini appena precisati. La tendenza a sovrapporre o unificare le
responsabilità che lo concernono è stata favorita anche dall’opinione quasi consolidata che gli
riconosce un indeterminato potere di indirizzo costituzionale, quasi per metterlo al riparo dalle
possibili rimostranze dei poteri di derivazione politica. In verità, un tale “potere” non sembra avere
fondamento in Costituzione, anzi rischia di giustificare un eventuale ricorso abnorme al potere di
messaggio (in senso lato) non per valorizzarla e per richiamarne l’inderogabilità e la rigidità ma,
come talora è clamorosamente avvenuto, per denunciarne presunte inefficienze e per sollecitarne
una revisione anche radicale17. Una missione davvero incompatibile con un’alta istituzione
chiamata a presidiare la Costituzione vigente e non a ipotizzarne l’inattualità o il superamento.

15

Più in generale, l’attività di comunicazione (esternazione) del Capo dello Stato è progressivamente aumentata,
favorita anche dall’utilizzazione e valorizzazione delle nuove tecnologie dell’informazione, come Internet. Una sezione
del sito della Presidenza della Repubblica (www.quirinale.it) è riservata ai “comunicati e note” (che rappresentano la
posizione ufficiale del Presidente inerente all’esercizio delle sue funzioni); una altra sezione ne raccoglie gli “interventi
e le interviste”. Lo sviluppo di questo potere di comunicazione-esternazione è sottolineato da M. C. Grisolia, Il
Presidente Napolitano e il potere di esternazione, in Quaderni costituzionali, 2007, pp. 611 ss.
16

Secondo A. Ruggeri: “le dichiarazioni di pensiero del Presidente, pur laddove (apparentemente) prive di efficacia
giuridica, fanno …. il quid proprium dell’ufficio presidenziale, il suo “nucleo duro” (Evoluzione del sistema politicoistituzionale e ruolo del Presidente della Repubblica, nel sito www.forumcostituzionale.it, p. 23 del documento).
17

E’ quasi inutile rammentare il famoso messaggio di Cossiga alle Camere (26 luglio 1991), per sollecitare radicali
riforme istituzionali. Le prime reazioni (per lo più critiche, se non severe) dei costituzionalisti si possono leggere nel
dibattito su Giur. cost., 1991, pp. 3210 ss.

7