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STADIO GOAL 03 06 2011 .pdf



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StadioGoal
L’unico settimanale sportivo gratuito
Copia Omaggio

ANNO IX
n° 394 del 3 giugno 2011

WWW.STADIOGOAL.IT

juve, il nuovo tecnico promette mentalità vincente
ma la società dovrà garantirgli una rosa competitiva.
calciopoli: ultimi atti di un processo che farà storia
9
8g.
pa

TORO, Dopo la
grande delusione
è tempo di pensare
al futuro.
sondaggio-tifosi:
c’è voglia di
‘piazza pulita’

pa
g.
346

inizia l’era conte
ora i campioni?
calcio scommesse
nuovo terremoto

arrestato signori

è da rifare

pa
g.
2

Adesso tutto

speciale famila generali chieri volley club
la grande festa in comune per celebrare la promozione in serie a1

3 giugno 2011

2 Tre Domande a BB

www.StadioGoal.it

“Conte arriva al momento giusto
Toro, l’ennesima dura lezione”
L’unico settimanale sportivo gratuito

Visto da
Bruna

"Ma desta perplessità lo spregiudicato 4-2-4 del nuovo tecnico. Uno schema forse un po’ troppo osè"

Bruno Bernardi, martedi
scorso è iniziata ufficialmente l’avventura di Antonio
Conte sulla panchina bianconera. Dopo esserne stato
assoluto protagonista da
calciatore tra il 1991 e il
2004 Conte è chiamato ora
a risollevare, da tecnico, le
sorti della società di corso
Ferraris. ‘Non vado allo sbaraglio, qui c’è da aggiustare
ma non da rifare’ sono state
le prime parole del nuovo
trainer. I tifosi stravedono
per lui ma è evidente che
senza un adeguato mercato di rinforzo neanche il
capitano di mille battaglie
potrà fare miracoli. Lei come
giudica questo nuovo corso
della Juve?
Mi piace, è positivo l’approccio di Antonio alla sua grande avventura come allenatore
dopo quella straordinaria di
giocatore, con la Signora. Ha
ragione, nessuna rivoluzione
ma aggiustamenti in tutti i
reparti per far compiere un
salto di qualità alla squadra
e all’organico. Conte è arri-

vato al momento giusto. Due
anni fa sarebbe stato troppo
presto perché, sull’onda della
bella promozione con il Bari,
avrebbe affrontato con troppa
euforia il suo eventuale ritorno a casa. Adesso, dopo aver
sofferto nell’Atalanta in serie
A, ha ritrovato l’equilibrio
ideale dopo la bella stagione
a Siena. Quanto alla filosofia,
condivido il concetto di tenere
palla più a lungo possibile, ma
sul piano tattico Conte deve
ancora scoprire le sue carte e
lo farà alla conclusione della
campagna acquisti e cessioni.
Le perplessità riguarderebbero
un eventuale 4-2-4, uno schema un po’ troppo ‘osè’ che la
Juventus aveva adottato una
sola volta con Paolo Amaral
nel ’62-’63 nella stagione conclusasi con il secondo posto
alle spalle dell’Inter. E’ una
formula che il Brasile ‘bicampeao’ di Pelè e C. adottarono
nel ’58 e nel ’62 ma che funzionò grazie all’elevato numero di fuoriclasse.
Il Toro ha fallito l’aggancio ai play-off. Una stagione

disastrosa quella degli uomini di Lerda, conclusa con
la pesante contestazione dei
tifosi al termine della gara
persa con il Padova. Come
vede il futuro dei granata?
C’è ancora il Presidente
Cairo nei destini del Toro?
Chi potrebbe essere il nuovo
allenatore (si fanno i nomi di
Colantuono e Ventura)?
La grande delusione dei tifosi
è anche la mia. Mi aspettavo
almeno che il Toro si giocasse la promozione nei play-off,
invece... E’ mancata la convinzione, è mancato anche il
controllo allenatore-società.
Ora la situazione è ancora più
complessa rispetto a prima. C’è
il rischio che non si riesca ad
allestire una squadra competitiva per riprovarci. Bisogna fare
degli investimenti importanti
e tocca alla società dare delle
risposte adeguate. Solo cosi un
allenatore, che si tratti del già
collaudato Colantuono o del
bravo Ventura, potrà lavorare con un progetto ambizioso.
Diversamente non si va lontano...

calcio scommesse: trema il calcio italiano

Serie B e Lega Pro: tutto falsato?
Rischia di travolgere mezzo calcio italiano la nuova inchiesta
sulle partite ‘truccate’. Tanti i
calciatori imputati di aver condizionato il risultato di alcuni
incontri dei campionati di serie
B e Lega Pro. I reati contestati
sono associazione a delinquere ed
estorsione e tra i nomi dei 16 arrestati spicca quello di Giuseppe
Signori, ex capitano della Lazio
e della Nazionale azzurra. Altri
28 sono gli indagati, tra cui il
capitano dell’Atalanta Cristiano
Doni, che risulterebbe il referente
nelle intercettazioni sulle partite di B. Sotto inchiesta infatti
ci sono 3 gare dei nerazzurri e
una del Siena: due neopromosse nella massima serie che ora
rischiano grosso. Altri indagato
‘eccellente’ è Stefano Bettarini
mentre l’ordine di custodia cautelare è arrivato anche all’ex

centrocampista Mauro Bressan e
ad Antonio Bellavista, ex capitano del Bari. Ma l’elenco, mentre
scriviamo, potrebbe allungarsi
ancora. Le gare sotto inchiesta,
al momento, sono 18 tra cui 5
di B e una di A (Inter-Lecce).
L’indagine è partita a seguito di
un episodio di metà novembre
scorso, quando alcuni calciatori
della Cremonese rimasero intossicati a seguito dell’assunzione di
bevande. Secondo gli inquirenti i
fermati facevano parte di una vera
e propria ‘organizzazione criminale’ nella quale ognuno aveva
specifici compiti e ruoli e il cui
obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio.
Gli effetti dell’inchiesta potrebbero essere pesantissimi, come ha
spiegato il gip Salvini: “L’attività
dell’organizzazione rischia di
avere già falsato alcuni dei risul-

tati dei vari campionati: basti pensare che Atalanta e Siena sono
state recentemente promosse in A
e si tratta di 2 squadre coinvolte”
Tra gli arrestati anche il difensore
dell’Ascoli Vittorio Micolucci e
il centrocampista exgranata Vincenzo
Sommese.
Nella foto
Doni

La stagione ufficiale di serie
A è terminata con la conquista della Coppa Italia da
parte dell’Inter. Ci dà una
pagella dell’annata calcistica? Quali sono state le cose
negative e quelle positive?
Chi l’ha sorpresa di più?
Il voto più alto lo merita il
Milan-scudetto. Capacità di
superare una partenza in salita
e di mantenere una andatura
costante per il resto della stagione. Grazie ad Allegri che
ha snellito e ringiovanito l’organico e a Ibrahimovic che
ha preso sulle spalle il Milan
nel momento delicato. Poi gli
acquisti di gennaio hanno fatto
il resto. L’Inter a ruota ha perso
il sesto ‘titulo’ tricolore, è
uscita in modo poco onorevole dalla Champions
e ha rimediato in corner
con la coppa Italia dopo
un’annata (quelal scorsa)
strepitosa e fortunata. Ora
Moratti deve rinnovare il
sangue al gruppo altrimenti
Leonardo verrà nuovamente
messo in discussione e i tifosi
torneranno ad avere nostalgia

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Reg. Trib. n° 5762 del
10/09/2009 rilasciata dal
Tribunale di Torino
Direttore Responsabile
Roberto Grossi
(rgrossi@stadiogoal.it)

di Mourinho. L’Udinese è stata
la squadra più brillante: ha
coniugato spettacolo e risultati
grazie al lavoro di Guidolin, ai
gol di Di Natale e all’esplosione di Sanchez. La delusione è
la Juventus, che avrebbe potuto
entrare nell’Europa che conta
ma, per colpa di infortuni, sfortuna ed errori è riuscita ad

eguagliare quella Juventus di
Maifredi che venti anni prima
è stata capace di non qualificarsi nelle coppe continentali
dopo 28 anni di frequentazione. Fare tesoro degli errori è
l’imperartivo categorico per i
bianconeri.
Erminia Principe

NEL BENE e NEL MALE

?
Hanno collaborato
Andrea Montanari
Bruno Bernardi
Domenico Beccaria
Erminia Principe
Gabriele Cavallaro
Giovanni Rolle
Mauro Costanzo
Impaginazione e Grafica

Fabrizio Caratto

Segreteria di Redazione
Renata Quilici
Fotografie
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mercoledì 1 giugno alle ore 18

3 giugno 2011

Presentato il nuovo tecnico 3

www.StadioGoal.it

Juve, si riparte da Mister Conte:
“Apriremo un ciclo vincente”
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“Niente rivoluzioni, la base è buona. Non vado allo sbaraglio: senza garanzie non avrei accettato l’incarico”
Se fossimo a Roma si potrebbe Tutto bello, tutto perfetto. E allora poste queste basi, ecco
riassumere la giornata di pre- Forse, se proprio si può tro- che Marotta e soci dovranno
sentazione ufficiale di Antonio vare il classico pelo nell’uovo, lavorare al meglio per venire
Conte come nuovo allenatore quello che è leggermente man- incontro ai dettami del tecnidella Juventus, nella perifra- cato, è il classico ‘occhio della co. Già è arrivato (prima del
si ‘volemose bene’.
tigre’, quella tensio- tecnico?) Andrea Pirlo. E al
L’attesa dei tifone giusta che con un “principino” Marchisio son
"Torno
a
casa
si per il ritorno in
po’ di sfrontatezza venuti i primi mal di pancia. “I
grande stile di un dopo 7 anni. La fa fuoriuscire parole grandi calciatori - ha aggiunto
bianconero doc, la panchina Juve più decise. Ma sarà Conte - trovano sempre spazio
fiducia entusiasti- è sempre stata stata l’emozione, in una squadra: loro sono due
il mio sogno.
ca dell’ambiente
sarà stata l’attesa, nazionali, dotati di grandi quaQuanto
ci vorrà l’esordio. Antonio lità, cuore e carisma. Hanno
che crede (giustaper tornare a
mente) nell’uomo
Conte riparte da un identikit preciso che dice
vincere? Chi
prima ancora che
zero, sulle macerie Juve, sono felice di averli a
ha tempo non di due stagioni che disposizione”.
nel tecnico, senatori come Del Piero aspetti tempo..." negli annali juventi- Tanto amore, tanto aplomb.
e Buffon già molto
ni saranno volentie- D’altronde siamo appena a giusereni, nonostante le debacle ri messe nei meandri. “Torno a gno, il tempo per tirar fuori gli
degli ultimi due anni. Il por- casa dopo 7 anni - le parole del artigli, arriverà. “Ho accettato
tierone bianconero dal ritiro di capitano di mille battaglie -. La questo incarico senza andare
Coverciano, ha ammesso che panchina della Juve è sempre allo sbaraglio, senza garanzie
Conte ha “nei suoi 4-5 anni di stato il mio sogno, l’obietti- mi sarei tirato indietro nonoesperienza quasi sempre vinto vo che ho sempre avuto da stante l’amore che porto per
e da quello che trasmette sem- quando ho iniziato ad allena- questa maglia. Cerco di trabra di percepire qualcosa di re. Vogliamo aprire un nuovo smettere la mia mentalità.
vincente. Era ed è un perso- ciclo. Quanto tempo ci vorrà Voglio una squadra corta, che
naggio estremamente carisma- per tornare a vinsappia come conquitico e positivo, conosce perfet- cere? Chi ha tempo
stare la palla, senza
tamente l’ambiente e sa quali non aspetti tempo”
scappare indietro.
"Cerco di
sono le esigenze nell’allenare ha detto l’ex tecnico trasmettere la La Juve deve fare
questo tipo di squadre. Certo di Bari e Siena, piaz- mia mentalità la partita sempre e
da lì a vincere ce ne passa, ci ze nella serie cadet- vincente: la Juve ovunque”.
vuole disponibilità dei gioca- ta, dove ha lasciato
deve sempre Ecco queste, forse,
tori e supporto dalla società”.
il segno. Sempre, o fare la partita, il sono le vere paroGià, il consiglio è chiaro ai quasi, con un’idea possesso palla le da manifesto del
dirigenti di corso Ferraris: fissa in testa: il 4-4-2 e mai scappare primo giorno di
“Perché un allenatore senza o 4-2-4 che dir si
scuola in bianconero
indietro."
società - aggiunge il portie- voglia. “Sono intedi Conte, dopo anni
rone -, non vince mai. Conte gralista per i princiche non si intravede
comunque conosce la Juve pi di gioco. Sono le idee che uno straccio di gioco e che la
meglio di me, è intelligente e mi hanno accompagnato e lo noia prevale sui lampi dei sininformato, dunque saprà dove faranno sempre, si evolvono goli. Se già si arrivasse a conmettere le mani: è un vantag- di anno in anno attraverso il cretizzare quest’idea, sarebbe
gio che dovrà sfruttare”.
confronto e lo studio.”
un notevole passo avanti. Per

ANTONIO CONTE

Nato a Lecce
il 31 luglio 1969

è stato presentato
ufficialmente come
nuovo tecnico della
Juve martedì scorso
nel centro sportivo
bianconero di vinovo

2004
in maglia juve

‘91/

5 scudetti - 1 champions
1 intercontinentale - 1 uefa
1 supercoppa EUropea
1 coppa italia - 4 supercoppa italiana

gli occhi di tigre, si può pure
aspettare ancora un po’.
Gabriele Cavallaro

Buffon:
"Antonio era ed è
un personaggio
estremamente
carismatico e
positivo e conosce
bene l’ambiente. Ma
per vincere ci vorrà
anche una società
forte"

2011
da allenatore
‘04/

2005-2006 viceallenatore al siena
2008-2009 promosso in a con il bari
2010-2011 promosso in a con il siena

3 giugno 2011

4 Mercato Juve

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Marotta rasserena Marchisio:
“Capitan Futuro non si tocca!”
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Il dirigente bianconero: “Non ci priveremo di lui”. Ma i tifosi sono scettici. Nel mirino l’udinese Inler
A sinistra
Marotta.
A destra un
abbraccio tra
Marchisio
e Felipe Melo

“Abbiamo prolungato il contratto di Marchisio, non abbiamo
intenzione di privarcene. Conte
saprà far rendere al meglio il
nostro centrocampista e tutti
gli altri giocatori. Faremo ogni
sforzo per accontentare Conte,
cercando di alzare livello qualità
della squadra”. Parole e musica di Beppe Marotta, accorso
subito a gettare acqua sul fuoco
dopo i pruriti espressi sulla sua
pagina Facebook (e prontamente
rimossi) da Claudio Marchisio,
fresco di rinnovo contrattuale.
Pirlo da una parte, Inler che
sembra ad un passo, le richieste
di grandi club che certamente
saranno arrivate. Insomma dopo
il nuovo contratto, il centrocampista scuola Juve si è sentito
messo da parte. Se davvero così
è, forse un po’ troppo presto per
ribellarsi all’idea, anche perché
in lui tutti i tifosi hanno visto
(specie in quest’ultima stagione)
un combattente nato.
Potrebbe essere un veniale peccato di gioventù, mettiamola
così. Vendere Marchisio potrebbe voler dire interrompere quel
processo di rinnovamento appena intrapreso e soprattutto scontentare gran parte della tifoseria.
Pompiere Marotta, avrà sicuramente spento il focolare. Per il
resto ciò che stupisce è sentire
con quanta facilità la dirigenza
juventina stia imbastendo trat-

tative sparse qua e là e non per
semplici figurine. Evidentemente
si è capito che l’arrivo di almeno
un paio di top player servono
come il pane e l’idea di buttare
più ami per vedere chi abbocca
prima, potrebbe effettivamente
pagare. Intanto occorre trovare
un degno dirimpettaio a Krasic.
Detto la settimana scorsa di un
vivo interessamento per il portoghese del Manchester United,
Nani (lasciato in panchina nella
finale di Champions) sembra
essere un altro calciatore in cima
ai desideri di Conte. Si tratta
di Frank Ribery: già sul punto
di lasciare Monaco di Baviera
un paio di estati fa per il Real,
il giocatore francese potrebbe
sbarcare a Torino. Per due semplici motivi. Costa meno dei vari
Tevez e Aguero (entrambi con
mire troppo alte per accontentarsi di stare fuori dall’Europa che
conta) e il Bayern può lasciarlo
andare. L’ultima idea, sparata
grossa forse dall’entourage del
giocatore stesso per far lievitare il cartellino, ovvero Alexis
Sanchez, appare puro gossip.
Costa troppo e Inter e City sono
in netto vantaggio, potendo
disporre di maggior liquidità.
Giaccherini dal Cesena, potrebbe essere un buon investimento
per il futuro, ma certo non un
nome che fa sognare. Gli esterni
poi, vanno sistemati anche die-

tro: ecco che si punta il laziale
Lichtsteiner. Lo svizzero sembra
sia stata una precisa richiesta di
Conte, ma servono 12 milioni e
trattare con Lotito è un’impresa.
Gabriele Cavallaro

3 giugno 2011

6 Il Processo di Napoli

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Calciopoli: chieste le condanne
Reggerà il castello accusatorio?
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Formulate le richieste dei Pm. Teoremi spesso smontati dalla difesa di Moggi. Sarà un’estate calda...
Il processo penale di primo
grado che si sta svolgendo a
Napoli potrebbe finire tra fine
luglio e settembre. Nelle scorse udienze i PM Narducci e
Capuano hanno esposto le requisitorie. Sono stati chiesti: 5 anni
e 8 mesi di carcere per l’ex dg
della Juve Luciano Moggi, 5
anni per l’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo, 4 anni e 6
mesi per l’altro ex designatore
Pierluigi Pairetto, 3 per l’ex arbitro Massimo De Santis, 1 anno e
10 mesi per Andrea Della Valle,
2 anni per Diego Della Valle,
1 anno e 6 mesi per Leonardo
Meani, 1 anno e 10 mesi per il
presidente della Lazio Claudio
Lotito, 2 anni e 2 mesi per l’arbitro Salvatore Racalbuto, 1 anno
per Pasquale Rodomonti, 1 anno
e 8 mesi per l’ad della Fiorentina
Sandro Mencucci, 4 anni e 6
mesi sia per l’ex vice presidente
federale Mazzini sia per l’ex ds
del Messina Mariano Fabiani.
Presto sentiremo le arringhe
delle parti civili e dei difensori
degli imputati.
Testimoni e prove
Durante tutti questi mesi, il
teorema accusatorio si è sfaldato sotto il peso delle testimonianze rese in aula e delle
prove raccolte. Le statistiche
(medie punti, ammonizioni arbitraggi, ecc), confermano le tesi
sostenute dalle difese. Alcuni
grandi accusatori di Moggi
hanno perso la loro credibilità, fornendo più versioni
discordanti degli stessi fatti, o
fornendo versioni inattendibili.
L’ex arbitro Danilo Nucini ha
candidamente ammesso di aver
intrattenuto rapporti molto stretti
con Giacinto Facchetti (molte
telefonate e incontri riservati),

quando ancora era un arbitro in
attività e che sono stati organizzati in suo favore dei colloqui
di lavoro. Altri testimoni hanno
raccontato semplicemente di
aver ascoltato e creduto a voci
di corridoio o riportate dai
quotidiani sportivi. Non sono
stati provati passaggi di denaro,
non sono state trovate partite
truccate né vantaggi arbitrali
predeterminati in favore della
Juventus. Caduta miseramente
anche la teoria del sorteggio
“truccato”, perché veniva svolto sotto l’occhio attento dei notai
e con la collaborazione di giornalisti che cambiavano di volta
in volta. Addirittura, fatto raro
nei tribunali Italiani, le difese
degli imputati hanno rinunciato
ai loro testimoni, per velocizzare
il processo e perché non erano
utili a smontare teorie accusatorie che si erano già smontate
da sole.
Le schede svizzere
L’ultima possibilità per provare che esisteva la “cupola” era
quella delle schede telefoniche
svizzere che Moggi, secondo i
PM, “avrebbe” dato agli arbitri
per impostare gli arbitraggi a suo
piacimento. Altro buco nell’acqua. Negli ultimi anni hanno
furoreggiato le intercettazioni
pubblicate sui giornali riguardo
a diverse vicende del panorama economico-politico italiano (D’Alema, Fassino, Fazio,
Consorte, Fiorani, Ricucci,
ecc), e negli anni precedenti a
Calciopoli sottobanco c’era lo
scandalo Telecom sullo spionaggio, esploso poi proprio
nell’estate 2006. Evidentemente
nel mondo del calcio erano
in molti a temere che le proprie conversazioni telefoniche

potessero essere ascoltate da
terzi, e da qui nasce forse la
ricerca dell’ausilio delle suddette schede. Un testimone ha
affermato di aver effettivamente
venduto a Moggi alcune schede
estere, ma ha precisato che ne
aveva vendute anche a dirigenti
di altri club, e poi gli è scappato
il nome di Branca, dirigente
dell’Inter. Altro operatore del
calciomercato. Non solo non è un
reato utilizzare una scheda estera, ma per anni ci è stata venduta
l’idea che le schede estere non
sono intercettabili, mentre un
perito in aula ha affermato che le
schede estere sono intercettabili
come tutte le altre. Perché allora
non sono state intercettate? Ergo,
nessuno saprà mai cosa si dicevano in quei dialoghi le persone
che utilizzavano quelle schede, e
non si sa chi esse siano. Non si è
nemmeno sicuri che si trattasse
di arbitri, anzi. Gli “specchietti”
realizzati dai Carabinieri, con
i diversi luoghi delle partite e
gli spostamenti degli arbitri, raffrontati con le schede attive sulle
diverse celle, sono pieni zeppi
di errori e del tutto inattendibili. Basti dire che si tratta di un
lavoro fatto a mano, su fogli di
carta, per migliaia e migliaia di
dati ed elementi da confrontare.
Addirittura in qualche caso è
provata e certificata, con tanto di
documenti, la presenza fisica di
un arbitro in un luogo completamente diverso dal luogo in cui
sarebbe stata in quel momento
la scheda a lui attribuita che ha
attivato la “cella” (emblematico
il caso De Santis). Insomma, un
pasticcio colossale.
Le telefonate degli
altri club
Nel 2008, durante il processo,

il PM Narducci ha affermato:
“piaccia o non piaccia agli
imputati, non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto
con il signor Moratti, o con
il signor Sensi o con il signor
Campedelli, presidente del
Chievo...”. Ma Moggi, grande
mattatore dello show, nel 2010
ha deciso di spendere alcune decine di migliaia di euro
per accedere ai dvd con tutte
le telefonate intercettate dalla
Procura, comprese quelle che
mai nessuno aveva ascoltato,
ed è venuto fuori il finimondo.
Telefonate di dirigenti di altri
club ce n’erano a iosa. Va detto
che i rapporti con i designatori
erano consentiti dal regolamento
e stimolati dalla Federazione,
per evitare le solite polemiche
sui giornali in caso di clamorosi
errori arbitrali. Ma mentre nelle
telefonate di Moggi c’è tanta
millanteria e parecchie chiacchiere, ossia nulla per ipotizzare
un qualsivoglia reato, nelle telefonate degli altri club ci sono
moltissimi dialoghi agghiaccianti. In particolare alcuni intercorsi
con chi va sul campo, ossia arbitri e non designatori. Le squadre
coinvolte nella nuova ondata
delle intercettazioni ritrovate
sono principalmente Inter e
Milan, ma anche tanti altri
club. In alcuni di quei dialoghi vi sono anche elementi di segno contrario
all’ipotetica colpevolezza di Moggi. Però
non sembra che tutto
ciò interessi ai PM,
come evidentemente non interessava
durante le indagini. Le requisitorie raccontano

la stessa teoria accusatoria del
2006, come se nulla fosse successo in questi anni di processo.
Un’arrampicata sugli specchi.
La ricusazione
Non sono mancati neanche i
colpi di scena negli ultimi mesi,
con la terza istanza di ricusazione del giudice, dottoressa
Casoria, proposta dai PM. Un
fatto molto inusuale, perché
nei processi di solito sono gli
avvocati difensori che hanno
interesse a ricusare il giudice.
Le istanze sono state tre in tutto,
due dei PM e una delle parti
civili, praticamente un record
nella storia della Repubblica. A
giorni la decisione su quest’ultima. L’impressione è che i PM
abbiano paura dell’esito finale,
ma la teoria accusatoria è crollata al di là della sentenza che
verrà scritta, che potrà essere,
a questo punto, solo una cartina tornasole per testare il funzionamento del nostro sistema
giudiziario. Infatti l’eventuale
condanna di Moggi sarebbe
solo l’ennesimo pasticcio.
La giustizia
sportiva
Per gli aspetti strettamente legati al calcio, è doveroso sottolineare l’imbarazzo della F.I.G.C.,
soprattutto a seguito della
presentazione dell’esposto della Juventus,
oltre un anno fa, circa la
parità di trattamento e la
revoca dello scudetto assegnato ingiustamente all’Inter.
Il Presidente Agnelli
recentemente sulla
Federazione

ha detto che “se ci mette più
di un anno per rispondere al
nostro esposto, è perché qualcuno ha la coscienza sporca”. Ma
il Presidente Abete ha garantito
che la decisione arriverà presto.
Sempre sul fronte sportivo, il
CONI ha chiesto chiarezza alla
Federazione, mentre Moggi e
Giraudo stanno combattendo per
evitare la radiazione.
I tifosi Juventini, invece, al di là
delle reali intenzioni di Agnelli
ed Elkann, vogliono la revisione
del processo sportivo del 2006.
Sarà un’estate calda…
Antonio Catapano
(www.ju29ro.com)
In alto il Magistrato
Teresa Casoria. In basso a
sinistra il PM Narducci.
Qui sotto Luciano Moggi

3 giugno 2011

8 Toro, fallimento totale

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Tifosi imbestialiti contro tutti:
“Il Toro ridotto a uno scempio”
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Niente da salvare in una stagione vergognosa. Il Presidente imputato principale, a ruota ds, allenatore e squadra
Inizia a diventare consueto,
anche se tristemente imbarazzante, trovarsi a commentare e a tentare di analizzare
a mente fredda l’ennesima
Caporetto dell’era Cairo. Le
prospettive, a tinte fosche,
sono quelle della terza stagione consecutiva in serie B.
Una situazione ben lontana
dagli scenari tratteggiati nei
momenti di maggior entusiasmo, in cui si favoleggiava di
entrare stabilmente nel novero
delle grandi e veleggiare felici verso l’Europa. La nasata battuta col Padova, riporta
la gente del Toro a fare i
conti con una situazione ben
diversa. Il giro d’orizzonte
tra i tifosi più rappresentativi,
offre poche speranze. “Dopo
un 85% di colpe al presidente
– esordisce Marco Montiglio,
leader del Coordinamento –
suddivido il rimanente 15%
equamente tra ds, allenatore
e squadra, con un 5% a testa.
La causa di questo ennesimo fallimento sportivo è da
ricercarsi nell’incompetenza
nelle scelte da parte di Cairo.
Del ds, dell’allenatore e dei
giocatori. Dopo la retrocessione eravamo ancora disposti
a fargli credito, ma dopo due
mancate promozioni, l’ultima
in modo indegno, la fiducia
è abbondantemente terminata. La soluzione è una sola.
Cairo deve lasciare il Torino”.

Analisi molto simile quella
di Mario Parato, del Toro
Club Valfenera dedicato a
Mondonico. “A Cairo il 60%
della colpa – è il suo commento – seguito a ruota da Petrachi
con il 20%. Staccati ex aequo
squadra e Lerda con 10% a
testa. La mancata programmazione è alla base degli insuccessi di questi ultimi anni.
Oggi come oggi ci sono solo
due possibilità. La più auspicata è un cambio al vertice del
Toro, ma se Cairo non trova a
cedere, deve farsi da parte e
lasciare lavorare un ds capace
e con il portafoglio gonfio”.
Più articolata la posizione dei
tifosi vip, quelli della Tribuna
Grande Torino, per intenderci.
“Un po’ più di colpa al presidente, diciamo il 40%, suddividendo il rimanente 60% in
tre tranche di 20% cadauno per
diesse, allenatore e squadra.
Il presidente avrebbe dovuto
dare maggiori poteri, decisionali ed economici a Petrachi.
A sua volta il diesse avrebbe
dovuto mettere a disposizione
del Mister la rosa quasi al
completo a luglio, non a settembre. Lerda avrebbe comunque dovuto dare ai ragazzi
schemi, spirito di squadra e
volontà. E questi ultimi avrebbero dovuto mostrare maggior passione nell’indossare
la casacca granata. Insomma,
un effetto a cascata che ha

provocato il disastro finale.
La soluzione migliore sarebbe
un avvicendamento societario,
ma nel caso opposto dobbiamo
stimolare Cairo a fare le cose
giuste per il bene del Toro”.
Da un club molto particolare, anche se numericamente importante ed agguerrito,
le “Rolly Girls” arriva una
ricetta diversa. “Iniziamo col
dare a Cairo almeno il 50%
delle colpe, con Lerda buon
secondo a 20% e giocatori e
diesse appaiati a quota 15%.

La cattiva gestione societaria
– secondo Maria Gatto, leader del gruppo – è la madre
della sconfitta. Troppi prestiti
e pochi soldi per gli acquisti.
Ma soprattutto l’indisponibilità, fin dai primi giorni, della
maggior parte dei giocatori
che avrebbero poi composto
la rosa definitiva. E la discrepanza tra l’allenatore prescelto
e i giocatori non adatti al suo
modulo. Ovvio che il cambio
al vertice sarebbe auspicabile,
ma diversamente Cairo metta

mano al portafogli per trattenere Bianchi ed Ogbonna,
pedine fondamentali su cui
ricostruire la squadra”.
Dal centro alla periferia dell’universo granata, le posizioni
cambiano di poco, al massimo
sfumano leggermente. “Per le
percentuali è un po’ difficile
stabilirle – è la dichiarazione di
Carla Teglio del Toro Club
Conte Rosso di Borgomanero
– soprattutto per noi che siamo
al di fuori di Torino e quindi non conosciamo realmente come sono andate le cose.
Crediamo comunque che in
prima linea le colpe maggiori siano della squadra e del
presidente e poi in seconda
linea ds e allenatore. Per cause
e soluzioni riteniamo che la
mancanza di programmazione e organizzazione siano
le principali, il non avere
un progetto concreto su
cui lavorare, partendo
anche da un basso profilo economico (altrimenti avremmo tifato
già dal passato rigato,
bianconero più lontano
nel tempo o milanese più
recente), ma con i valori
che ci hanno sempre contraddistinto. Forse adesso
con il Progetto Filadelfia
avremo modo di incominciare a farlo, l’importante è
che la proprietà del Torino

FC, qualunque essa sia, abbia
davvero voglia di impegnarsi
per costruire un vero e proprio progetto, partendo dalla
base, la nostra casa, dai nostri
valori, dal settore giovanile,
ben sapendo che non è l’urgenza il fattore principale, con
tutta la pazienza che abbiamo
avuto fino ad ora, ma facendo piccoli passi che ci portino
però a vedere la realizzazione
del “tetto” di questo progetto.
Basta rendering!”.
Insomma, tante opinioni articolate e sfumate, ma con un
minimo comune denominatore. Il cambio al vertice. Sia che
si parli della cessione societaria, sia che si tratti semplicemente di una inversione
di rotta, ma il segnale deve
essere forte e chiaro. Con questo Toro, non si va da nessuna
parte, salvo in B.
Domenico Beccaria

In alto la curva
Maratona.
In basso a sinistra
i tifosi invadono il
campo. Qui a fianco
Cairo e Petrachi

3 giugno 2011

Toro, quale futuro? 9

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In partenza Bianchi e Ogbonna
Si ricomincerà ancora da Cairo?
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I pochi pezzi pregiati granata hanno le valigie pronte. Al momento nessun acquirente per la società
C’era bisogno assolutamente
di una vittoria per agganciare
il sesto posto e continuare
a sperare nella serie A, da
acciuffare attraverso i playoff, e invece la partita con
il Padova si è trasformata in
una vera e propria disfatta.
L’ennesima di una stagione
fallimentare. Alla fine del
match con i veneti, il capitano
granata Rolando Bianchi non
ha avuto remore a definire il
campionato del Toro: “un fallimento completo” e “scempio” sono gli epiteti usati dal
centravanti bergamasco, che
dopo il triplice fischio finale ha provato a scusarsi con
i tifosi inferociti ed è stato
l’unico a mettere la faccia,
presentandosi in sala stampa, insieme al ds Gianluca
Petrachi, al quale spetta, tuttavia, una parte importante di
responsabilità per avere allestito una squadra che all’atto
decisivo ha confermato i limiti che avevano pienamente
caratterizzato tutta l’annata
della formazione di Lerda.
Anche il tecnico, ovviamente, è tra i responsabili del
disastro: il calcio offensivo
e spumeggiante che l’emergente allenatore cuneese a
Torino praticamente non si
è mai visto e il confronto
con il biancorosso Dal Canto

nell’atto conclusivo del torneo rende ancora più evidente
il fallimento del “figlio del
Filadelfia”.
FUTURO INCERTO
Ma di fronte ad un fallimento, le responsabilità maggiori
vanno individuate nel gradino più alto, ovvero nella
gestione di un presidente
che ormai davanti ai tifosi
ha completamente esaurito
ogni tipo di credito. Il dubbio
che maggiormente angoscia
i sostenitori granata è infatti
il futuro del club: l’agognato
compratore che possa rilevare
la società e ripartire da zero
finora non si è ancora materializzato e prende sempre
più corpo la possibilità che
il Toro debba ancora ripartire
da Cairo. Il quale starebbe già
pensando al primo colpo nel
segno della tradizione che ha
caratterizzato i quasi cinque
anni di presidenza granata,
ovvero ripartire dal passato,
richiamando un tecnico che
in precedenza aveva esonerato, nella fattispecie Stefano
Colantuono. Per dare l’assalto
alla serie A, l’editore alessandrino pare infatti intenzionato a puntare sull’esperienza
dell’allenatore che nella passata stagione aveva condotto
la squadra fino alla finale dei

playoff, perdonandogli il
“tradimento” del passaggio
all’Atalanta, che il tecnico
romano aveva annunciato
“a caldo” nella pancia del
Rigamonti. Incerto anche
il futuro di parecchi giocatori: molto difficilmente sarà
possibile trattenere i “pezzi
pregiati” Bianchi e Ogbonna,
così come appare scontata
la partenza di una delle
poche note positive
della stagione appena conclusasi malamente, il giovane
Lazarevic,
che
il Genoa vuole
richiamare alla
base per lanciare lo sloveno in
serie A. Sarà un
Toro sempre più
“di categoria”,
con ancora meno
qualità?
Giovanni Rolle

Nella foto
un delusissimo
Rolando Bianchi.
A sinistra il tecnico
Franco Lerda

3 giugno 2011

Play-Off di B 11

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Novara, il grande sogno continua
Ma occhio al lanciatissimo Padova
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La promozione degli azzurri rappresenterebbe il riscatto per una regione avvilita dagli scempi di Juve e Toro

Con il Toro fuori dai playoff, saranno Novara, Varese,
Padova e Reggina a giocarsi
il tutto per tutto in sei partite a distanza ravvicinata per
decidere chi raggiungerà in
“Paradiso” le già promosse
Atalanta e Siena. Si incomincia giovedì con l’andata delle
semifinali Reggina-Novara
(ore 18,30) e Padova-Varese
(ore 21), primo atto di una doppia sfida che vedrà le gare di
ritorno andare in scena domenica con orari invertiti, per
garantire la massima equità.

La formazione allenata da Dal
Canto è stata l’ultima a staccare il biglietto per i playoff
e il successo ottenuto contro i
granata ha anche consentito ai
veneti di scalzare dal quinto
posto la Reggina. Al Padova
tocca quindi incrociare le armi
con la formazione di Sannino,
matricola terribile del campionato insieme al Novara. La
Reggina, protagonista di un’ottima seconda parte di stagione
sotto la guida di Atzori, andrà
ad affrontare invece il Novara,
che disputerà i playoff con

il vantaggio del terzo posto, degli azzurri rappresenterebottenuto grazie ad una stagio- be il riscatto per una regione
ne strepitosa, come ha avuto avvilita dagli scempi di Juve
modo di sottolineare il tecnico e Toro. Per la sfida con la
Attilio Tesser alla vigilia della Reggina Tesser potrà recupeprima sfida con i calabresi: rare, inoltre pezzi importanti:
“Questi playoff arrivano al ter- dopo Gonzalez anche Gemiti
mine di un campionato molto ha fatto riscontrare notevoli
lungo, nel quale abbiamo avuto miglioramenti e non è da escluun ruolo da protagonisti, visto dersi il rientro del difensore per
che siamo sempre stati nelle la partita di ritorno di domeniposizioni di vertice, al primo ca 5 giugno al Piola.
Giovanni Rolle
posto per una lunga fetta di
torneo e comunque mai al di
sotto del terzo posto. Un granNelle foto a sinistra
de risultato, visto che all’inii trainer Dal Canto (Padova)
zio della stagione nessuno tra
e Tesser (Novara)
gli addetti ai lavori e la stampa ci
dava tra le favorite.
Abbiamo compiuto
date e gare play-off
un percorso durato
due anni bellissimi
e ora ci rimane da
Semifinali
compiere un picco(Andata - Giovedi 2 giugno)
lo tragitto per cenReggina-Novara • Ore 18
trare un traguardo
che rappresenta un
Padova-Varese • Ore 21
sogno, ma che è lì
(Ritorno - Domenica 5 giugno)
a portata di mano.
Varese-Padova • Ore 18,30
Sarà molto difficile, ma siamo quatNovara-Reggina • Ore 21
tro squadre che
hanno ciascuna il
25% di possibilifinali
tà di raggiungere
(Andata - Giov. 9 giugno h. 20,45)
l’obiettivo”. La
(Ritorno - Dom. 12 giugno h. 20,45)
promozione della
massima
serie

3 giugno 2011

12 Le Milanesi

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Inter, occorre ringiovanire la rosa
Milito ed Eto’o vogliono rimanere
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Leonardo riconfermato da Moratti. Si cerca di sfoltire gli ‘anziani’. Montolivo al posto di Thiago Motta?
Messa sul petto la coccarda che spetta ai vincitori della
Coppa Italia, il confermatissimo
Leonardo ed i suoi collaboratori
sono già al lavoro per pianificare
la prossima stagione all’insegna
della rincorsa sul Milan. Prima
di puntare in alto con nomi
roboanti per l’attacco, Branca
dovrà monitorare la situazione
che riguarda il pacchetto arretrato. Esclusi Ranocchia e
Lucio, tutti gli altri a
partire dagli “anziani”
Cordoba e Materazzi,
passando per l’infortunato di lungo
corso Samuel e
per i richiestissimi
Chivu e Maicon,
c’è da sistemare
la situazione contratti. Soprattutto
il romeno ed
il
brasiliano,
potrebbero chiedere di andar
via e piazzarli
non sarebbe difficile. Solo che a
quel punto almeno due difensori di
primo livello andrebbero recuperati sul mercato.
Senza contare che nelle
ultimissime ore anche il
portiere Julio Cesar sembrerebbe essere entrato
nelle grazie della nuova

Roma e che quindi Viviano del
Bologna, tornerebbe ad essere un
nome di attualità. A centrocampo, c’è da registrare una decisa
offensiva dello Zenit di mister
Spalletti sull’italo–brasiliano
Thiago Motta: anche in questo
caso è pronta l’alternativa che
si chiama Riccardo Montolivo,
ormai pronto a lasciare la
Fiorentina e a raggiungere l’amico di tante battaglie Pazzini.
Proprio il reparto offensivo sembra essere l’unico al momento
in stand by: Milito ed Eto’o
hanno ammesso nell’euforia post
finale di voler restare, lo stesso
bomber ex Sampdoria, arrivato a
gennaio, ha tutta l’intenzione di
proseguire in maglia nerazzurra,
anche l’idea di un top player di
livello stonerebbe.
Chissà se i vari Tevez o Sanchez
accetterebbero situazioni di
ripiego, seppur nell’Inter.
Ma patron Moratti ormai l’ha
capito da alcuni anni: per continuare a restare ai vertici, occorre investire anno dopo anno. E
qualche chicca, certamente, sarà
già in serbo. Intanto la certezza è un’altra: dopo oltre mille
gare con l’Inter, l’anno prossimo
si riparte dal “vecchio” cuore
Javier Zanetti. Come a dire, chi
lascia la via vecchia per quella
nuova…
Gabriele Cavallaro

Milan, tra Mister X e le bizze di Cassano
Si cerca una mezz’ala sinistra. Il barese alla Fiorentina?
Divisi tra mister X e il futuro
di Cassano. Sono questi i due
argomenti caldi in casa Milan.
“Capelli folti, alto 1.83, fisico
robusto e piedi buoni, anzi
ottimi. Passaporto comunitario”. Così Massimiliano
Allegri si è divertito a stuzzicare stampa e tifosi descrivendo quello che a tutti gli effetti dovrebbe essere il vero
colpo del mercato rossonero. Il ruolo il tecnico non
lo dice, ma quello si sa
già da tempo: sarà una
mezz’ala sinistra,
come ha più volte
dichiarato Galliani.
Altezza, qualità
tecniche e passaporto restringerebbero il novero
degli indiziati a
Schweinsteiger,
Hamsik o Bale
del Totthenam.
Per lo slovacco,
per
cui
prima
del
ballottaggio a sin-

daco di Napoli il presidente
Berlusconi aveva ammesso
“non lo porterò via da qui”,
e per il tedesco ci sarebbero
maggiori possibilità, anche
perché il giovane gallese
costa davvero molto.
Altro nodo da sciogliere,
quello relativo al genietto
di Bari Vecchia. Il ct azzurro Prandelli dice che chi
non giocherà con regolarità
può sognarsi la Nazionale,
Cassano, avendo di fronte
campionissimi del calibro di
Ibrahimovic, Pato e Robinho
potrebbe quindi trovare molte
difficoltà in fatto di continuità. La Fiorentina è alle porte,
l’affare potrebbe anche farsi.
g.c.
Nella foto Adriano
Galliani, ‘cervello’
del mercato rossonero.
A sinistra il tecnico
nerazzurro Leonardo,
riconfermato da Moratti
anche per la prossima
stagione

StadioGoal
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3 giugno 2011

13

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speciale

chieri volley CLUB

LA grande FESTA CONTINUA
Lunedì scorso il gran gala con sponsor e partner al Golf Club “La Margherita” per celebrare la promozione
A sinistra la maglia
del Famila Generali
Chieri Volley Club
autografata dalle
pallavoliste
Sotto Viviana Corvese
con Maurizia Borri

Una serata di gala per festeggiare la promozione in serie
A1. Il Famila Generali Chieri
si è dato appuntamento lunedì
scorso nella splendida location
del Golf Club “La Margherita”
a Carmagnola assieme a tutti
i suoi partner. Un momento
importante a conclusione di
una stagione trionfale che ha
riportato la formazione collinare tra le big della pallavolo italiana. L’occasione ha avuto una
duplice funzione. Se da un lato
è servita per ringraziare coloro
i quali hanno reso possibile
questa straordinaria cavalcata
di un anno da record, dall’altro durante la serata c’è stato
modo di rivivere tutti assieme
le stupende emozioni vissute a
bordo campo. Sono stati proiettati infatti diversi contributi
filmati in cui sono stati riassunti i momenti salienti del cam-

pionato di serie A2 femminile
vinto ai play-off. Dall’overture
di Parma contro Pomezia fino
a gara3 di finale contro Loreto.
Passando per le tre partite vinte
senza un palleggiatore di ruolo
in campo o i derby infuocati di
tifo con Giaveno. Premiati uno
ad uno i protagonisti di questa
stagione dalle mille emozioni
hanno più volte ricevuto gli
applausi della sala. Dalle giocatrici allo staff tecnico e medico.
Una passerella meritata dato
che traguardi di questo tipo non
si raggiungono soltanto con le
schiacciate in campo, ma dietro
ad ogni singola partita ci sono
tante componenti che devono collimare alla perfezione.
Anche dettagli che all’apparenza possono sembrare poco
significativi finiscono col fare
la differenza. Proprio per questa ragione durante la serata

Foto servizio di
Enrico Vergnano
Si ringrazia per la
collaborazione l’ufficio
stampa del Chieri Volley

sono stati presentati al pubblico alcuni video motivazionali proposti alla squadra nei
momenti chiave della stagione.
In particolar modo l’allenatore
Alessandro Beltrami ha presentato quello fatto visionare alle
sue atlete prima di gara3 nella
serie finali. Una raccolta delle
migliori azioni della stagione estrapolate dalle immagini
tecnico-tattiche grazie alla bra-

vura dello scout e video man
Andrea Biasioli che ne ha curato la realizzazione. Quello di
lunedì è stato l’ultimo appuntamento ufficiale della stagione
con la Findomestic Volley Cup
a far bella mostra di se. Nella
stessa giornata le atlete del
Chieri Volley Club hanno firmato autografi in alcuni punti
vendita Famila. L’entusiasmo
è alle stelle.

StadioGoal

3 giugno 2011

14 Speciale Volley Chieri

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Si gioisce anche in Comune
Con le ragazze vince tutta la città
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Il Consiglio Comunale di Chieri ha tributato il suo ringraziamento alla società del presidente Magnabosco

Una sede prestigiosa, la
sala consiliare del Comune
di Chieri, per accogliere e
festeggiare il trofeo tanto atteso. La Findomestic Volley
Cup, conquistata dal Famila
Generali Chieri in occasione
della vittoria dei play-off, ha
fatto a poche ore di distanza
dalla conquista, il suo ingresso trionfale nella civica residenza collinare.
Sia lo schieramento di maggioranza che quello di minoranza hanno voluto rendere
omaggio al lavoro del Chieri
Volley Club, di nuovo nella
massima serie dopo due anni
di assenza.
Il sindaco Francesco Lancione
e l’assessore allo sport Franco
Bosco hanno consegnato
nelle mani dell’ a.d. biancoblu Andrea Costa una targa
celebrativa.“Più che da amministratori – hanno sottolineato
il primo cittadino e il suo
collega di Giunta – parliamo
da tifosi. Avete conquistato
un risultato straordinario per
la città di Chieri riportandola
dove merita, cioè nella massima serie. Siete il nostro orgoglio, un valore aggiunto per la
comunità. Ecco perché lavoreremo per farvi avere una
collocazione adeguata nel più
breve tempo possibile”.
Il riferimento va al progetto del

Qui sopra l’Amministratore
Delegato Andrea Costa
riceve la targa celebrativa
dall’Assessore allo Sport
del Comune di Chieri,
Franco Bosco.

nuovo palasport per il quale si
sono già mossi i primi passi.
In particolare Bosco, facendo
anche riferimento ai risultati
straordinari del settore giovanile chierese, ha messo in
evidenza l’accordo di partner-

ship siglato l’estate scorsa tra
Chieri Volley Club e Chieri
’76. “La collaborazione tra
Maurizio Magnabosco (presidente Chieri Volley Club ndr)
e Filippo Vergnano è risultata
decisiva”.

Nella sede istituzionale la
società ha rimarcato l’esigenza di avere uno spazio consono
al palcoscenico della serie A1.
In questo senso vanno letti gli
auspici dell’amministratore
delegato Andrea Costa: “Mi

auguro che le parole si tramutino presto in fatti” e del direttore sportivo Roberto Bovero:
“Ci serve il vostro aiuto”.
Poi via alle celebrazioni. Foto
di rito e consegna di una pergamena ricordo alle atlete.

A sinistra la squadra,
con l’Assessore allo
Sport Franco Bosco
e il Sindaco Francesco
Lancione.
Foto servizio di
Enrico Vergnano


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