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STADIO GOAL 08 07 2011 .pdf



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StadioGoal
L’unico settimanale sportivo gratuito

WWW.STADIOGOAL.IT

ANNO IX
n° 399 del 8 luglio 2011

LE MILANESI

4
g.
pa

troppi calciatori rifiutano la maglia granata. i motivi?
ingaggi bassi, poca visibilità, ambiente difficile,
società disorganizzata e assenza di progetti

pa
g.
4

TORO, il MERCATO non decolla
PETRACHI, quanti colpi sfumati
3
2g.
pa
inter, moratti furioso.
il presidente non accetta
il ‘j’accuse’ di palazzi.
ma gasperini rilancia:
“saremo ancora più forti”
MILAN, a caccia di montolivo,
aspettando hamsik

alta velocità

in attesa dei top-players, parte dalla val susa la nuova stagione della
‘vecchia signora’. bardonecchia vestita a festa per accogliere a dovere
i tifosi bianconeri, i quali sperano sia finalmente l’anno buono per ammirare
una squadra in grado di sfrecciare verso un campionato esaltante

ESTATE CALDA IN CITTà
SOTTO LA MOLE I CONCERTI
DEI ‘BIG’ E LE RISATE CON
I MIGLIORI COMICI DELLA
PENISOLA. DATE, ORARI E
PREZZI biglietti
PAG.5

calciopoli non finisce mai
2
0
0
6

Quante squadre
sarebbero retrocesse
nel 2006 alla luce delle
nuove telefonate emerse?
il sospetto: è STATA
PRESCRITTA ANCHE L’ONESTà?

speciale famila generali chieri volley club
per il prossimo campionato di a1 le collinari confermano in cabina di regia
la palleggiatrice francesca giogoli. in arrivo la hippe, nazionale tedesca

pa
g.
6

Una realizzazione ADVReport Sede Legale C.Traiano, 24/10 Torino. Reg. Trib. n° 5762 del 10/09/2009 ril. Trib.Torino. Dir. Resp. Roberto Grossi. Collaboratori B. Bernardi, D. Beccaria, E. Principe, G. Cavallaro, G. Rolle
Grafica Fabrizio Caratto. Foto Peruzzini Pubblicità ADVReport Stampa Sarnub StadioGoal è distribuito venerdì 8 luglio 2011 Resp. tratt. dati dlgs. 196/2003: ROBERTO GROSSI. Chiuso il 6 luglio ore 20

Copia Omaggio

8 luglio 2011

2 Tre Domande a Bruno Bernardi

www.StadioGoal.it

“Scudetto 2006? Carta straccia
Adesso non esistono più alibi”
L’unico settimanale sportivo gratuito

Visto da
Bruna

“Però gli eventuali illeciti nerazzurri sono emersi troppo tardi. Toro, lo spirito trainante di Ventura”

Bruno Bernardi, la relazione
finale di Palazzi ha destato scalpore e messo l’Inter nei guai.
L’unica squadra mai andata
in B, stante le accuse del procuratore, sarebbe virtualmente retrocessa se calciopoli non
fosse caduta in prescrizione...
Secondo le tesi dell’accusa, rappresentate da Palazzi, si configurerebbero illeciti a carico dei
nerazzurri che però, senza un
processo sportivo, non potranno
essere considerati tali. A meno
che l’Inter non rinunci alla prescrizione e si faccia processare.
Rimane comunque la questione
morale dello scudetto 2006, assegnato ingiustamente a tavolino,
che potrebbe (e dovrebbe) essere

D

revocato. Non si tratta di essere
anti-interisti per ritenere un atto
di giustizia che quello scudetto di
cartone non venga assegnato.
Coppa America. Le tre grandi,
Argentina, Brasile e Uruguay,
hanno steccato la prima uscita.
Cosa sta accadendo? E cosa
pensa di Aguero?
E’ una coppa che vede in difficoltà le grandi favorite, molte
delle quali hanno giocatori che
si sono spremuti in Europa
nei vari campionati e coppe.
Evidentemente non hanno la freschezza che rende più brillanti le
giocate e non esistono più squadre cenerentola. Qualsiasi rappresentativa ha organizzazione,
preparazione, qualità tecniche e

a alcuni mesi Cobolli Gigli dichiara
che il comportamento della Juve
nel 2006 sarebbe stato diverso se all’epoca fossero
emerse anche le nuove telefonate-calciopoli del
2010. Nei giorni scorsi ha anche dichiarato che lo
scudetto 2006 andrebbe revocato. Signor Cobolli,
ci permetta poche domandine semplici ma piccantine. Lo sa che le telefonate del Milan, già nel
2006, erano decisamente le più gravi? Lo sa che
lo scandalo Telecom sullo spionaggio è esploso
proprio nell’estate del 2006? Visto lo spionaggio
probabilmente subìto dagli ex-dirigenti del club,
perché durante la sua presidenza la Juve non si
è costituita “parte civile” nel processo di Milano
come ha fatto Moggi? Perché ha ritirato il ricorso

atletiche. Messi, tanto per fare
l’esempio più eclatante, fatica
nell’Argentina a trovare i meccanismi che nel Barcellona sono il
suo pane quotidiano. Nel Barca
gioca a memoria, i compagni
sono un’orchestra che non stecca
mai e che esaltano le doti della
‘pulce’. Il clima fresca dovrebbe comunque favorire il recupero e migliorare il rendimento
delle ‘big’. Per quanto riguarda
Aguero, pur giocando part-time,
riesce a compiere delle prodezze.
E il suo prezzo lievita…
Capitolo Toro. Come spiega
che ci siano giocatori restii ad
accettare il trasferimento in
granata, come sta emergendo
nell’attuale calcio-mercato?

Il dolce
risveglio di
Cobolli e
Moratti

Bisognerebbe che i giocatori
avessero lo spirito di Ventura. Il
tecnico non ha esitato ad accettare la proposta torinista. Sa cosa
significa il Toro, conosce la sua
storia e forse sarà proprio lui a
insegnare a vecchi e nuovi granata cosa vuol dire vestire questa
maglia. Credo che il problema
non sia di natura economica. La
serie B non ha grande appeal ma
se la si gioca in un Toro ambizioso, che sembra intenzionato
a puntare decisamente alla promozione, deve rappresentare un
punto di riferimento nella carriera
di un calciatore, soprattutto se
giovane e ambizioso.
Erminia Principe

al Tar? Ha fatto tutto da solo o lo ha ordinato il
medico? Oppure lo ha ordinato qualcun altro?
Ultima piccantina: conosce il detto “Un bel tacer non fu mai
scritto”? Anche Moratti sembra essersi improvvisamente
svegliato da un lungo torpore (troppe vittorie?). Il numero
1 interista ha rivolto i suoi strali contro la ‘Gazzetta dello
Sport’, proprio il giornale che più ha contribuito, con la sua
linea ‘giustizialista’ del 2006, ad affossare la Juve, tanto
che molti tifosi bianconeri hanno deciso da tempo di
‘boicottarne’ l’acquisto. Il Moratti di oggi però spara a
zero contro l’ex amica rosa: “Il giornale di riferimento
(dice proprio così n.d.d.) dei tifosi Inter fa una politica
d’attacco contro noi. Sono liberissimi di farlo e io di
non comprarla più”. Come cambia il mondo...
(Catapano-Montanari)

L’Editoriale del Direttore
Il contenuto della relazione finale presentata dal dottor Palazzi
alla Figc ha innescato una vera
e propria bomba atomica sul
già malandato mondo del calcio
nostrano. Il ‘j’accuse’ del procuratore federale nei confronti
dell’Inter è stato assolutamente
devastante (per i tifosi nerazzurri). Altro che scudetti da revocare o meno. In ballo, se non
fosse scattata la prescrizione (ma
perché certe telefonate non sono
emerse subito?) ci sarebbe molto
di più: addirittura, comparando le richieste dell’accusa con
quelle del 2006, la retrocessione della Beneamata in serie B.
Se quell’anno le intercettazioni
fossero state fornite in maniera completa agli organi competenti forse la storia recente
del campionato italiano avrebbe preso strade un po’ diverse. Quantomeno più complete.
Perché l’Inter, grazie al ritardo
‘telefonico’ è stata salvata dalla
gogna soprattutto mediatica
messa in atto in maniera scientifica cinque anni orsono. Gogna
cavalcata proprio da quegli organi di stampa contro cui Moratti,
con sprezzo del ridicolo, ora si
scaglia.

Lo stesso petroliere ha addirittura messo nel mirino proprio
il procuratore federale, ‘reo’
invece, di aver fatto, nel 2011,
solamente il suo dovere. Quasi
un atto dovuto: riassumere le
telefonate compromettenti compiute dal patron nerazzurro e
dall’allora presidente Facchetti
traducendole in capi d’imputazione (art. 1 e 6 cgs). Con la
stessa severità usata all’epoca
nei confronti della Juve. Allora
però nessuno si inalberò, nessuno sottilizzò e fece distinzioni
sui toni usati nelle conversazioni o sofismi di questo genere. Perché, appunto, occorreva
velocemente un grosso colpevole, un capro espiatorio che
portasse sulle sue spalle tutto
il marciume di un sistema al
collasso. E lo si trovò in Moggi.
Ora cosa accadrà? Avrà il coraggio la Figc di togliere almeno
lo scudetto di ‘cartone’ dalla
bacheca dell’Inter? Sarebbe il
minimo dei minimi sindacali.
Non osiamo infatti pensare che
l’onestissima società meneghina
decida di non ricorrere alla prescrizione. Sarebbe troppo onesto. Anche per loro.
Roberto Grossi

www.StadioGoal.it

8 luglio 2011

Calciopoli: prescritta anche l’onestà? 3

Quante squadre meritavano la B?
Palazzi bastona forte l’Inter
L’unico settimanale sportivo gratuito

Secondo la tesi dell’accusa i nerazzurri sarebbero retrocessi. Altro che discutere di tricolori revocati...

Finalmente in settimana è stato
reso noto il contenuto della relazione che Palazzi ha consegnato alla Figc e che riguarda le
nuove intercettazioni di calciopoli emerse nel 2010. Secondo
quanto scrive il Procuratore
Federale, gli onestoni longobardi prescritti avrebbero violato ripetutamente l’art. 6 del
Codice di Giustizia Sportiva,
ossia quello riguardante l’illecito sportivo (oltre ad alcune
violazioni dell’art. 1). Secondo
Palazzi ci sarebbe una responsabilità “diretta ad assicurare un
vantaggio in classifica in favore della società Internazionale,
mediante il condizionamento del regolare funzionamento
del settore arbitrale e la lesione
dei principi di alterità, terzietà,
imparzialità e indipendenza in
violazione del pre vigente articolo 6 del Cgs in vigore all’epoca e oggi sostituito dall’articolo
9”. La relazione colpisce duro
anche il Milan. Evidentemente
le nuove telefonate dei rossoneri, emerse nel 2010 assieme a
quelle dell’Inter, sono state valutate molto compromettenti. Alla
fine della fiera, dunque, è ormai
chiaro che l’art. 6 vale sia per
Inter che per il Milan. Ergo,
in Federazione evidentemente
qualcosa non torna. Proviamo a
ricapitolare. La Juve nel 2006 è
stata condannata alla retrocessio-

ne in B (e le furono tolti anche
due scudetti), per una somma
di violazioni dell’art. 1 (lealtà sportiva). E’ giusto ricordare,
però, che la violazione di questo articolo prevede solo delle
penalità, e non la retrocessione.
Eh sì. In teoria sarebbe la violazione dell’art. 6 che prevede
la retrocessione… Non a caso,
nel 2006 ci volle un’invenzione della Corte di Sandulli per
mandare in B la Juve. Nacque
proprio così il famoso “illecito strutturato” composto dalle
molteplici violazioni dell’art. 1
che sarebbero equiparabili alla
violazione dell’art. 6. Un aborto giuridico bello e buono, perché sarebbe come paragonare
5 borseggi ad un omicidio. E
non è ancora tutto. La Corte
presieduta da Sandulli inventò
sul momento questo nuovo e
fantasioso istituto giuridico proprio perché da quanto emerso nel
procedimento, decisamente sommario e confusionario del 2006,
non furono trovate a carico
della Juventus violazioni dei
suoi dirigenti sufficientemente
gravi da poter applicare l’art. 6.
E ancora una volta, non è tutto.
Nel processo penale di Napoli
a carico di Luciano Moggi e
altri, quelle violazioni dell’art.
1 che hanno portato in B la
Juve (ammonizioni, sorteggi,
ecc) sono state sostanzialmente

tutte “smontate” dagli avvocati
della difesa dell’ex dg bianconero. L’ennesima figuraccia di
una Figc che tra qualche giorno dovrà decidere sulla revoca
dello scudetto all’Inter. Ora, la
corsa pare essere ancora lunga
e piena di ostacoli per i tifosi
juventini, ma una nuova verità,
seppur molto parziale, è venuta
alla luce, finalmente. Prescritti
gli illeciti della seconda squadra di Milano (forse). E diciamo ‘forse’ perché molti giuristi
la pensano diversamente. Ma
di quella squadra si è prescritta anche l’onestà, (l’accusa
sostenuta da Palazzi) sbandierata impunemente per anni. Si è
prescritto il coro del “Vinciamo
senza rubare!”, si è prescritto lo
smoking bianco di Materazzi e
si è prescritto anche lo scudetto
di cartone riciclato. E poi, diciamola tutta tutta, si è prescritta
anche la Federazione. Serve
un Commissario Straordinario
non tifoso che metta ordine
in questo caos di prescrizioni,
impuniti e campionati circensi
post 2006. E a proposito di questo tema tocca rilevare che, se
ancora non lo sa, glielo diciamo
noi: anche il Professor Guido
Rossi e il suo discutibile operato
sono prescritti.
Antonio Catapano
( www.ju29ro.com )

BARDONECCHIA si prepara all’invasione
Bardonecchia si prepara ad
accogliere la Juve e i tantissimi
tifosi che saliranno in valle
per seguire gli allenamenti
dei bianconeri durante la preparazione estiva. I tanti soci
dello storico “AC Juve Alpi
Juventus Club Bardonecchia”,
a cominciare dall’attivissimo
presidente Piero Marino, per
tutti Pierino, sono in fibrillazione per l’arrivo della squadra
del cuore.
Presidente Marino, quale
accoglienza
troverà
la
Juventus a Bardonecchia?
“Un’accoglienza calorosissima
e festosa, dal momento che
l’attesa per l’arrivo dei bianconeri in valle è davvero alle
stelle. Quando abbiamo saputo che la Juve aveva scelto
Bardonecchia come sede del
ritiro estivo all’inizio stenta-

vamo a crederci.
E’ stata una gioia
inaspettata ed una
bellissima sorpresa. Sto continuando a ricevere telefonate da tifosi
juventini di ogni
parte
d’Italia,
che sono pronti a
venire in valle per
vedere gli allenamenti”.
Può raccontarci la storia del
vostro club?
“Il club è stato fondato nel 1973
e dal 1986 è riconosciuto ufficialmente dalla società bianconera. In occasione del ritiro della
Juve esporremo il nostro storico
striscione, che abbiamo portato
in giro per tutti gli stadi d’Italia e
d’Europa. Il prossimo passo sarà
entrare a far parte degli Juventus
club d.o.c.”.

Cosa si aspetta dalla Juve per
la prossima stagione?
“Penso che con pochi innesti la
squadra possa essere di nuovo
competitiva. In ogni caso, bisogna tornare a vincere, perché la
Juve non può essere relegata nel
ruolo di semplice comparsa. A
dirmelo non è soltanto il cuore,
ma la fiducia che ho nei confronti del presidente Andrea Agnelli
e di Marotta”.
Giovanni Rolle

COME ARRIVARE nella cittadina della val susa
La Juve torna in Piemonte. La Vecchia Signora svolgerà il ritiro pre-campionato a
Bardonecchia (8 - 17 luglio). La presentazione della squadra avverrà lunedì 11. Sempre nell’impianto
della cittadina dell’alta Val Susa (capienza massima 3.500 posti) gli uomini di Conte disputeranno
un’amichevole venerdì 15 (ore 17) contro la selezione Val Susa. Bardonecchia è raggiungibile comodamente in autostrada, a soli 50 minuti da Torino: prendere l’A32 Torino-Bardonecchia oppure SS
n. 24 e 335 della Valle di Susa. Bardonecchia è servita anche dalla linea ferroviaria internazionale
Roma-Parigi. Sono disponibili treni diretti da Torino (1h) e Milano (2h).

8 luglio 2011

4 Mercato Toro e Milanesi

www.StadioGoal.it

Una maglia senza più fascino?
In troppi rifiutano il granata
L’unico settimanale sportivo gratuito

Cinque i motivi: ingaggi bassi, poca visibilità, ambiente difficile, società disorganizzata e progetti zero

La quantità di giocatori che
storce il naso, quando addirittura non si rifiuta di indossare la maglia granata, aumenta
di anno in anno, fino a soglie
decisamente
preoccupanti,
come quelle degli ultimi tempi.
E pazienza se certi giocatori
di fascia medio alta non sono
attratti dalla discesa in purgatorio, pur se coi colori del Toro,

ma quando i rifiuti provengono da scarsoni, universalmente
riconosciuti come tali, allora è
grave. Giova quindi interrogarsi
sui perché di questa situazione. I motivi di tanti dinieghi
possono essere circoscritti a 5.
Ingaggio basso, poca visibilità, ambiente difficile, società
poco organizzata, mancanza di
un progetto. Certo, guadagnare
bene piace a tutti e iniziare un
rapporto di lavoro con estenuanti trattative, conosciute anche
col nomignolo di “battaglia del
grano”, per spuntare qualche
soldo in più, non aiuta a iniziare
bene. Magari un ingaggio legato
ai risultati, potrebbe essere un
incentivo valido. Questo aiuterebbe a superare la poca visibilità di cui soffre la serie cadetta.

Certamente la luce dei riflettori
non da fastidio a giovani che
delle luci della ribalta fanno
un’ambizione. Già non è semplice confrontarsi con un passato pesante e una tifoseria esigente e frustrata da tre lustri di
delusioni. Aiuterebbe, per superare questa impasse, una società
organizzata, che con un organigramma ben assortito, mettesse
i professionisti che vanno in
campo, dall’allenatore ai giocatori, nella condizione migliore
per rendere secondo aspettative.
Questo, in ultima analisi, costituirebbe la base su cui poggiare
un progetto a medio termine,
che consenta di risalire in A
immediatamente vivacchiandoci
per un paio d’anni, in attesa
di assestamento e rilancio verso

l’alto. Visto, a parole, con che
facilità abbiamo unito con una
linea i 5 punti che compongono
l’ordito di questa bandiera granata? Perché mai, dunque, è così
difficile recepire e mettere in
pratica concetti tanto semplici?
Quando sento il nuovo allenatore
dire che Bianchi merita la A, mi
chiedo: ma i tifosi no? Tenercelo
stretto, il Capitano, per tornarci e
rimanerci, in A? E quando dice
che Ogbonna dovrebbe rimanere
ancora un anno al Toro, per poi
andare in una grande, penso: ma
noi non aspiriamo a diventare
una grande? Per quanto ancora
continueremo a crogiolarci beati
in questa mediocrità ai confini
con l’indecenza?
Domenico Beccaria

anche meggiorini ha detto no a petrachi
Ogbonna va o resta? E’ attorno
al giovane difensore, che Ventura
spera di trattenere a Torino per
la prossima stagione, che ruota
il mercato granata, al momento
fermo agli acquisti di Ebagua e
Coppola e degli arrivi dal Milan
dei giovani Verdi e Oduamadi.
Il nome di Ogbonna è stato accostato a quasi tutti i più importanti
club di serie A, ma alla società
granata non sarebbero pervenute,

al momento, ancore delle offerte
concrete. Un altro giocatore sul
quale si concentrano le attenzioni
del ds granata Petrachi è l’ex sampdoriano Guberti: l’ala tornata
alla Roma dopo la rescissione con
i blucerchiati interessa fortemente
al Toro, ma il giocatore appare
restio ad accettare il declassamento tra i cadetti; probabilmente
soltanto una convincente offerta
economica da parte di Cairo potrà

riuscire a convincere il calciatore
ad accettare il trasferimento in
maglia granata. Un altro giocatore
che interessa fortemente è il regista del Bari Gazzi (l’alternativa è
il ritorno dal Siena di Genevier).
Piace anche (piaceva?) l’attaccante Meggiorini (che sembra però
sulla via di Novara) e l’esterno
Vives.
Giovanni Rolle

gasperini senza paura

“Nessun dubbio, saremo ancora più forti”
Se Gasperini sarà l’uomo della
svolta, a dirlo sarà solo il campo.
Ma intanto, l’ex tecnico del
Genoa ha dimostrato che il grande palcoscenico di casa Inter non
gli va stretto. Le sue idee sono
chiare, modulo tattico e interpreti delineati. “Ho un’idea di come
sarà la mia Inter, questa è una
squadra già forte a cui cercherò
di aggiungere le mie idee. La
difesa a 3 è una novità che potrei
proporre, l’anno scorso Udinese
e Napoli con questo tipo di difesa hanno fatto cose importanti.
Ma non è l’unica opzione”. E nel
modulo di Gasperini c’è anche
un tridente d’attacco: “Non mi
fossilizzerei sui numeri, voglio
una squadra capace di cambiare
anche nel corso della gara. I
giocatori moderni sanno coprire due ruoli, anche Sneijder in
passato ha giocato in posizioni diverse. Con giocatori di qualità sarà più
facile”. L’olandese volante, appunto, e l’esterno
Maicon saranno i nodi
più intricati da sciogliere. Possibile
che
almeno

uno saluti la Madonnina. Per
Gasperini ed il suo credo tattico
potrebbero essere problemi non
indifferenti. Intanto in entrata
è fatta per Ricky Alvarez dal
Velez, mentre Palacio è più di
un pensiero. “Rodrigo è un giocatore che piace all’Inter e che
ho avuto modo di apprezzare.
Alvarez sarà un rinforzo importante. Questa è una squadra forte
così com’è, che non ha perso
nessun pezzo e ha dimostrato 2
anni fa di poter vincere tutto. E
in più ci sarà lo spirito di rivalsa
per l’ultima annata”. Caccia ai
cugini rossoneri, quindi. E in
via Turati, con l’apertura al 2°
extracomunitario, torna di moda
il nome del brasiliano Ganso, si
pensa con interesse al possibile
scambio Montolivo-Cassano e
si tesse la tela per convincere De Laurentiis a cedere il
vero obiettivo del mercato
rossonero: Marek Hamsik.
Regista dell’operazione,
manco a dirlo, Mino
Raiola. E quando di
mezzo c’è lui…
Gabriele Cavallaro

8 luglio 2011

Appuntamenti

www.StadioGoal.it

5

Torino, un’estate tutta da vivere
Dalla musica classica al rock puro
L’unico settimanale sportivo gratuito

Spettacoli per ogni gusto ed età: sotto la Mole i concerti dei ‘big’ e i migliori comici della penisola

(Foto di Beniamino Barrese)

A Torino si apre la stagione dei
grandi concerti. Come ogni anno
in questo periodo, la città sfrutta
tutti i suoi spazi per riempire le
vie di musica. Musica che soddisfa tutte le richieste, tutte le
generazioni.
Ad armonizzare l’atmosfera, ci
pensa un grande artista contemporaneo. Un artista che ha
dato alla musica classica una
nuova identità e che è riuscito
a portare i suoi spartiti in giro
per tutto il mondo. Un uomo, un
compositore, ma soprattutto un
genio del pianoforte. Ludovico
Einaudi, classe 1955, rende tri-

buto alla sua città natale con
una serata dedicata alle note
delle sue ultime composizioni.
Il Nightbook Tour, approderà
alla Reggia di Venaria martedì 12 luglio. Ora di inizio
programmata, le 21 (prezzo del
biglietto da 25 euro a 32 euro).
Diplomato al Conservatorio di
Milano Giuseppe Verdi, la sua
musica, che affonda le radici nella tradizione classica,
fonde elementi di rock, pop,
folk e contemporanea, creando
un soud del tutto originale. Ha
composto per il cinema, per il
teatro, per la televisione e ha

girato tutto il mondo per
proporre un genere che
ha scalato le classifiche
di molti paesi, primo
tra tutti, dopo l’Italia, il
Regno Unito. Dal 1988,
Einaudi, ha pubblicato
un disco dopo l’altro.
Tra tutti, quello che si
può considerare il punto
di svolta è Le Onde,
composto nel ’96, ma
uscito nel Regno Unito
nel ‘98. Ispirato all’omonimo romanzo di
Virginia Woolf, è una
raccolta di ballate per
pianoforte che ha lasciato tutti a bocca aperta. Seguono una serie
di grandi exploit tra cui
Divenire, del 2006, che
tra tutti, rappresenta il suo più
grande successo di pubblico.
E poi c’è Nightbook, che dà il
nome al tour che sta girando
tutta Italia e tutto il mondo.
Altri grandi nomi popoleranno il panorama musicale torinese della prossima settimana. Al Free Music Village di
Nichelino, mercoledì 13 luglio
sul palco salirà Max Gazzè. Il
costo del biglietto è di 10 euro.
Il concerto riprenderà alcuni tra
i suoi brani più famosi come
“Il timido ubriaco” e “Il solito
sesso” e i brani del suo ultimo
album “Quindi?”.

Propongono la loro musica
gratuitamente, invece, gli artisti che partecipano al Traffic
Music Festival. Una rassegna
organizzata per celebrare i 150
anni dell’Unità d’Italia, che
vuole ripercorrere 70 anni di
italianità sotto forma di spartito.
Edoardo Bennato suonerà
venerdì 8 luglio, seguito dai
Tre Allegri Ragazzi Morti e da
Il Teatro Degli Orrori. Sabato
9 luglio, invece è la volta della
PFM, dei Verdena e dei torinesissimi Stearica. Domenica
10, ultima giornata del Festival,
sul palco saliranno gli Area,
l’amatissimo Eugenio Finardi,
Claudio Rocchi e la band torinese formata dai pionieri del
jazz rock Arti e Mestieri.
Sempre gratis suoneranno Roy
Paci & Aretuska al 45° Nord
di Moncalieri lunedì 11, così
come Niccolò Fabi, giovedì
14 luglio, al Fuoritutti 2011
di Settimo Torinese. Mario
Biondi, invece, si farà ascoltare
sabato 9 luglio al Gruvillage di
Grugliasco (prezzo del biglietto
da 25 euro a 38 euro), e sempre al Gruvillage mercoledì 13
luglio suonerà Marco Carta
(prezzo del biglietto 15 euro).
Marta Morotti
Sopra Ludovico Einaudi
e Max Gazzè

facciamoci due risate!

Se si vuole ridere, a Torino non
manca l’occasione. In prima
fila, Giorgio Panariello, al
Gruvillage di Grugliasco giovedì 14 luglio (prezzo del biglietto
da 25 euro a 38 euro). Una
carriera costellata di grandi successi per il comico toscano che
nella sua vita lavorativa si può
dire abbia davvero fatto parecchie cose. Presentatore televisivo, attore, regista ed imitatore,
tutto ricamato in chiave ironica.
Giovanissimo cameriere dei
locali versiliesi, riesce a farsi
spazio nel mondo del cabaret
grazie alle conoscenze giuste e
ad un innegabile grande talento.
Il suo cavallo di battaglia è l’imitazione riuscitissima del cantante romano Renato Zero. Suoi
compagni di sempre sono Carlo
Conti e Leonardo Pieraccioni
con cui ha lavorato fianco a

fianco per diversi anni della
sua carriera, soprattutto quella
degli inizi. Panariello è stato
protagonista di grandi eventi televisivi tra cui il Festival
di Sanremo del 2006 condotto con Ilary Blasi e Victoria
Cabello. A rendere omaggio al
suo talento sono i premi vinti:
tre Oscar della Televisione ed
un Telegatto come personaggio
televisivo dell’anno.
Ma non è l’unico comico a tingere di un’atmosfera goliardica
il panorama di questa Torino
estiva. Sempre giovedì 14,
Enrico Bertolino sarà presente al Colonia Sonora 2011 a
Collegno (prezzo del biglietto
da 12 euro a 15 euro), mentre
Marco Paolini sarà alla Reggia
di Venaria (tagliandi da 22 euro
a 27 euro). I Fichi d’India
sono, invece, al Kabarettando
2011 alla Rotonda del Valentino
venerdì 8 luglio (spettacolo più
cena 25 euro). Paolo Migone
si esibirà infine mercoledì 13
luglio alla Cascina Giajone di
Torino: da 10 a 13 euro il costo
d’ingresso.
(mm)
Sopra Panariello
(Foto Photomovie)

StadioGoal
6

8 luglio 2011

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speciale

chieri volley CLUB

la regia sarà FIRMATA GIOGOLI
Le collinari confermano la palleggiatrice classe ‘83 che riabbraccia la serie A1 dopo tre promozioni consecutive

Pochi minuti dopo l’ultimo pallone della stagione,
Francesca Giogoli l’aveva
detto. A chi le chiedeva
quante promozioni intendesse ancora fare ha risposto chiaramente: “Basta
con le promozioni, è ora di
giocare in A1”.
Messaggio limpido ed inequivocabile, come il suo
talento. Così nel prossimo
torneo sarà ancora lei ad
orchestrare gli attacchi del
Famila Generali Chieri.
Dopo aver accompagnato
al piano superiore anche
Piacenza e Carpi, finalmente l’occasione di giocare nel massimo torneo
da protagonista.
La forte palleggiatrice
classe 1983 non sta più
nella pelle: “Personal-

mente - confida Francesca - posso soltanto dire
che sono stracontenta di
rimanere a Chieri anche
nelle prossima stagione
soprattutto perché non capita tutti i giorni di trovare
un gruppo di atlete ed una
società con le quali ci si
trova bene com’è successo
quest’anno”. “Non vedo
l’ora - continua - di tornare in campo e metterci
tutto l’impegno possibile,
anche di più dell’ultima
stagione. Con le conferme
di questi giorni si va delineando un gruppo consolidato e questo elemento
potrà darci qualche vantaggio in più rispetto alle
altre concorrenti. Sono
convinta che con Alessandro (Beltrami ndr) conti-

nueremo a lavorare bene in
palestra e anche se l’obiettivo primario è la salvezza
penso che nel corso della
stagione possiamo toglierci delle soddisfazioni”. 
Prosegue la palleggiatrice attualmente impegnata
nel campionato italiano di
beach volley con l’atleta
romana Giulia Toti: “E’
ancora presto per fare considerazioni sulla prossima
serie A1, ma credo proprio
che potremo dar fastidio a
tante squadre”.
Dopo tre promozioni consecutive negli ultimi tre
anni Francesca Giogoli
torna in A1. Un campionato che ha già conosciuto
con le maglie di: Reggio
Emilia (stagione 20012002), Jesi (campionato
2006-2007) ed Altamura
l’anno successivo.
“Considerato il suo curriculum – fa sapere il direttore sportivo Roberto
Bovero – non riusciamo
proprio a capire come
mai nelle passate stagioni
una regista valida come
Francesca, tra le migliori
dell’intera serie A, non sia

mai stata riconfermata nel
massimo campionato dopo
aver ottenuto una promozione. Crediamo molto
nelle sue qualità, non potevamo e non volevamo
farci sfuggire un’occasione come questa”.
Quella di Francesca Giogoli è la quarta conferma
dopo quelle di Chiara Borgogno, Maurizia Borri e
Viviana Corvese.
In entrata anche l’opposta,
nazionale tedesca, Saskia
Hippe.

Nella foto a dx una
splendida alzata
di Francesca Giogoli
durante una partita col
Famila Generali Chieri
Volley Club
Si ringrazia per la gentile
collaborazione l’Ufficio
Stampa del Famila Generali
Chieri Volley Club
Foto servizio a cura
di Enrico Vergnano


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