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STADIO GOAL 10 06 2011 .pdf



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StadioGoal
L’unico settimanale sportivo gratuito
Copia Omaggio

WWW.STADIOGOAL.IT

ANNO IX
n° 395 del 10 giugno 2011

libidine?

serie b finale
play-off
novara, doppia sfida al
padova: in palio un
sogno lungo 55 anni

pa
g.
9

5
4g.
pa

VENTURA SI PRESENTA
PROFESSANDO OTTIMISMO
e cercando di scuotere
un ambiente depresso.
MA PETRACHI DOVRà
costruire FINALMENTE
UNA GRANDE SQUADRA
E NON UNA PROVINCIALE
COME QUELLA CHE ALLESTì
A PISA E CHE AFFIDò AL
TECNICO genovese

le milanesi
Milan, Galliani alla caccia
di due grossi colpi.
Inter, Leonardo rischia
di perdere Sneijder

pa
g.
8

mercato: i top-players promessi da marotta ancora non
si vedono • calciopoli: gli avvocati di moggi all’attacco

pa
g.
67

juve, cercasi campioni
per ora calma piatta

speciale famila generali chieri volley club

sotto l’arco festeggiano anche le ragazze dell’habimat: promozione in b1

10 giugno 2011

2 Tre Domande a BB

www.StadioGoal.it

“Ventura, una scelta indovinata
Scommesse, vince l’avidità”
L’unico settimanale sportivo gratuito

Visto da
Bruna

"Il nuovo tecnico granata conosce bene il calcio. La causa del nuovo scandalo è la debolezza umana"
Bruno Bernardi, Giampiero
Ventura è il nuovo tecnico
del Toro. Dopo la mancata
promozione i granata ripartono dall’ex allenatore del
Bari, presentato mercoledi
scorso. Una scelta finalmente azzeccata da parte del
Presidente Cairo?
Mi sembra una scelta
indovinata anche se
ci vorrà, ovviamente la verifica del
campo. Da anni
stimo
Ventura
che ho conosciuto a Venezia in
occasione di
una lontana
sfida di coppa
italia con la
Juventus di
Trapattoni 2.
Era un turno
di coppa Italia
e io andai a
Mestre,
alla
vigilia, per raccogliere informazioni
sul
Venezia e sul
suo allenatore

che non aveva ancora il patentino avendo soltanto guidato,
prima di allora, la Primavera
della Sampdoria. L’amicizia
con Maroso, fratello del grande campione granata scomparso a Superga, mi consentì di
vivere un pomeriggio insolito:
fui ospitato in panchina accanto a Ventura per l’ultimo allenamento. Scambiammo pareri
sul calcio e mi resi conto di
avere a che fare con un giovane preparato. Guarda caso la
sera dopo il Venezia eliminò
la Juventus. Da allora Ventura
di strada ne ha fatta tanta e
adesso gli tocca rivitalizzare
il Toro, impresa difficile che,
però, può centrare.
Il nuovo scandalo legato al
calcio-scommesse sta mettendo a soqquadro il football nostrano. Si minacciano
retrocessioni e penalizzazioni, non solo in serie B e Lega
Pro ma anche nella massima serie. Per ora però non
c’è ancora nulla di concreto.
Che idea si è fatto della questione?
I contorni di questo nuovo

L’Editoriale del Direttore
La settimana della libidine,
delle gole profonde e del mago
Zurlì. Accostamenti, specie
l’ultimo, un po’ azzardati
ma che hanno un senso.
Perché in questi giorni è
avvenuta la presentazione di
Giampiero Ventura, nuovo
tecnico granata, chiamato a
rivitalizzare un ambiente in
profonda depressione dopo
l’ennesima travagliatissima
stagione. E il trainer genovese,
capita l’antifona, ha subito
provato a spronare il mondo
torinista con una semplice
considerazione: nonostante
tutti i disastri commessi il Toro
resta adrenalina pura, anzi,
una libidine. Auguri di cuore,
ne avrà bisogno, specie se Cairo
e Petrachi non riusciranno ad
allestire una società finalmente
all’altezza.
Le
possibili
partenze di Ogbonna e Bianchi,
tra l’altro, non lasciano ben
sperare. Vedremo.
Le gole profonde: il nuovo
scandalo relativo al calcio-

scommesse sta sputtanando una
volta di più il football tricolore.
Ma, nel momento in cui
scriviamo, ben poco di concreto
è venuto alla luce. Abbiamo
ascoltato tante chiacchiere
telefoniche, tanti spifferi,
tanto ‘millantato credito’. Ma
poi? Speriamo vivamente che
i pm, tanto solerti ad aprire
inchieste
sbandierandole
(grave errore) agli organi di
informazione, siano in grado
di giustificare almeno metà
del grande polverone che si è
alzato. Gli eventuali colpevoli,
prove alla mano, andranno
puniti severamente. In caso
contrario, se tutto si tradurrà
in una bolla di sapone o poco
più, il giudizio nei confronti
di alcuni esponenti della
magistratura non potrà essere
affatto tenero. Già troppi infatti
sono i protagonisti non richiesti
del nostro mondo. E per una
volta, bene ha fatto il Presidente
Figc Abete a stigmatizzare certi
atteggiamenti, pregando le

toghe di evitare di ‘vivere di
sensazioni’ senza l’appoggio
di indispensabili fatti concreti.
Senza dimenticare le forti
dichiarazioni di Buffon a
proposito di Piazzale Loreto.
Infine, il mago Zurlì. Stiamo
parlando di Antonio Conte,
così etichettato, al termine
di Irlanda-Italia, da quella
volpe che risponde al nome
di Giovanni Trapattoni. Il
vecchio Trap, rispondendo alle
domande dei cronisti, non ha
potuto esimersi dall’affermare
una verità tanto ovvia quanto
meritevole di essere ricordata:
nessuno fa miracoli. Se la
Juventus non metterà a
disposizione del salentino una
squadra altamente competitiva
neanche il capitano di mille
battaglie
potrà
evitare
l’ennesimo fallimento. Per
ora dei campioni promessi da
Marotta neanche l’ombra. Ma
il tempo per sperare c’è.
Roberto Grossi

scandalo non sono chiari.
Aspetto di capirne di più per
esprimere il mio parere. Una
cosa è certa: nonostante i precedenti, dallo scandalo del
calcio-scommesse del 1980
allo tsunami-calciopoli, si rinnovano problemi che sembrano difficili da risolvere. E’
un malessere inguaribile? Non
ho la ricetta ma la società,
in senso generale, deve contribuire a migliorare l’essere
umano. La crisi economica?
Può valere per qualcuno. Ma la
causa principale è la debolezza
dell’uomo: avidità soprattutto.
Occorre rieducare l’uomo.
Mercato Juventus. Per ora,
nonostante gli sforzi, è tutto
fermo dalle parti di corso
Galileo Ferraris. Ci saranno,
a suo avviso, colpi importanti che potranno dare uno
scossone positivo in casa
bianconera? Oppure dobbiamo aspettarci un altro mercato di bassa levatura?
Credo che Andrea Agnelli
voglia costruire una Juve
importante. E per realizzare
questo desiderio che è nel suo

StadioGoal
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Una realizzazione
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Casa Editrice

Erminia Principe

Nella foto a sinistra
il nuovo tecnico granata
Giampiero Ventura.
Qui a destra Giuseppe
Signori, implicato nella
vicenda del calcioscommesse

Hanno collaborato
Andrea Montanari
Bruno Bernardi
Domenico Beccaria
Erminia Principe
Gabriele Cavallaro
Giovanni Rolle
Mauro Costanzo

StadioGoal è distribuito
venerdì 10 giugno in numerosi
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Segreteria di Redazione
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Sede Legale
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Reg. Trib. n° 5762 del
10/09/2009 rilasciata dal
Tribunale di Torino
Direttore Responsabile
Roberto Grossi
(rgrossi@stadiogoal.it)

dna, nella sua passione bianconera, sta cercando di arrivare
a giocatori che facciano
compiere il salto di qualità alla squadra. Il mercato è in corso d’opera, si fanno tanti
nomi e siamo tutti
in attesa di avere
notizie definitive
per mettere insieme un mosaico
che componga
un’opera d’arte.
Senza i fuoriclasse si
possono ottenere anche
degli ottimi risultati ma difficilmente si vincono i campionati e le coppe internazionali.

Fotografie
Bruno Peruzzini

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questo numero di ‘stadio goal’ è stato Chiuso in redazione

giovedi 9 giugno alle ore 18

10 giugno 2011

4 Toro, nuovo allenatore

www.StadioGoal.it

Ventura ci prova con l’ottimismo:
“Basta funerali, il Toro è libidine”
L’unico settimanale sportivo gratuito

Il trainer: “Il mio primo obiettivo è ricostruire il Dna granata. Ogbonna? Mi piacerebbe rimanesse”

Sarà Giampiero Ventura l’allenatore del Torino nella stagione
2011-12. O almeno il tecnico
che la inizierà sulla panchina
granata, perché con un presidente come Urbano Cairo non è
dato avere certezze. L’ex allenatore del Bari è, infatti, l’ottavo
tecnico dell’editore alessandrino, che in sei anni di presidenza ha “bruciato”, uno dopo
l’altro, De Biasi, Novellino,
Camolese, Colantuono, Beretta,
Papadopulo e Lerda. Un vero e
proprio specialista in avvicendamenti al timone, Cairo, ma
nella sua lunga carriera il navigato tecnico genovese ha già
fatto il callo con degli “esperti
del settore”, avendo lavorato
alle dipendenze di Zamparini e
Cellino. Ventura, che nella sua
avventura torinese avrà come
vice Salvatore Sullo (Alessandro
Innocenti e Giuseppe Zinetti
avranno, rispettivamente, i ruoli
di preparatore atletico e dei
portieri), si dice pronto a dare
la caccia alla serie A attraverso l’arma del gioco: “Ho assistito all’ultima partita in casa
del Torino contro il Padova e
ho potuto constatare da vicino quanto sia grande la voglia
della gente di rivedere la squadra ai livelli che le competono.
Il Toro è libidine pura e anche
se in questi giorni sto ricevendo sul mio telefonino decine di

messaggi che mi avvertono di
essermi cacciato in una situazione difficile, sono pronto a
gettarmi con grande entusiasmo
in questa avventura. A Lecce, a
Cagliari, a Pisa e a Bari i tifosi
hanno potuto assistere ad un bel
calcio e sono convinto che ci
siano le basi per poter ripetere
l’esperimento anche a Torino.
Il mio primo obiettivo sarà, tuttavia, quello di ricostruire le
cellule del dna granata e anche
i giocatori che vestiranno questa
maglia dovranno avere la consapevolezza di trovarsi in una
piazza difficile, che comporta
parecchie pressioni”. A proposito di possibili nuovi arrivi,
si parla dell’approdo in maglia
granata di ex “fedelissimi” del
tecnico ligure come Alvarez,
Kutuzov e Genevier, mentre
più problematica è la pista che
porta a Barreto. Difficilmente
Ventura potrà avere a disposizione Bianchi ed Ogbonna,
i punti di forza della squadra
granata nell’ultima stagione,
nel mirino dei club della serie
maggiore, anche se il tecnico
lascia una porta aperta alla permanenza del difensore da poco
entrato nel giro della Nazionale
di Prandelli: “Mi piacerebbe che
Ogbonna rimanesse” è l’auspicio del nuovo tecnico del Toro.

Cairo e Petrachi stringono
la mano a Ventura, nuovo
tecnico granata, durante
la presentazione ufficiale
avvenuta mercoledì scorso.

Giovanni Rolle

il solito show di cairo e petrachi: “torneremo in a”
Il Presidente: “Stagione negativa? Tutti colpevoli. Nessuno vuole acquistare il Toro”
Il Toro riparte da Ventura. E
da Cairo. Nonostante la contestazione perennemente in corso
da parte della tifoseria – anche
durante la conferenza di presentazione del nuovo allenatore,
avvenuta mercoledì scorso, inviti
a farsi da parte sono starti gridati
all’indirizzo del presidente granata da uno sparuto gruppo di
sostenitori – sembra, infatti, che
l’era dell’editore alessandrino
sia destinata a continuare. “Da
quando ho dichiarato l’intenzione di vendere il Toro, lo scorso
marzo, non si è ancora fatto vivo
nessuno. - ha tagliato corto Cairo
– Non resta, quindi, che andare
avanti e la cosa migliore è farlo

con zero proclami”.
E’ inutile dire, però, che tre anni
consecutivi sono davvero troppi
e che l’obiettivo della prossima
stagione non può che essere uno
solo. La delusione per il mancato
raggiungimento dei playoff è una
ferita che brucia ancora e Cairo è
pronto ad assumersene la colpa,
seppur con dei distinguo: “E’
stata una stagione fallimentare e
non è mia intenzione sindacare
su chi sia il colpevole, anche se
ho le mie idee. Come presidente
mi assumo la responsabilità di
questo risultato negativo, anche
se è ovvio che le colpe vanno
condivise tra tutte le componenti”. Con l’obiettivo della serie

A sfumato all’ultima giornata,
i tifosi sono ormai rassegnati
a veder partire i pezzi pregiati
Bianchi e Ogbonna, anche se
Cairo lascia uno spiraglio: “Non
ho mai detto di voler cedere
Bianchi e Ogbonna. Prima di
prendere una decisone ho bisogno di guardare entrambi negli
occhi e di capire quali sono le
loro intenzioni. In ogni modo,
abbiamo intenzione di offrire al
nuovo mister una rosa che gli
permetta di mettere in atto il tipo
di calcio che ha in mente. Questo
non significa, però, che nella
stagione da poco conclusa non
siano stati fatti degli sforzi per
conseguire l’obiettivo della pro-

mozione, visto che negli ultimi
due anni ho investito 25 milioni
di euro, senza i quali la società
sarebbe fallita”. Il compito di
allestire la squadra da affidare a Ventura spetterà ancora a
Gianluca Petrachi, che con l’ex
tecnico del Bari aveva lavorato
già ai tempi del Pisa: “Il fatto
di conoscere il nuovo allenatore
non può che essere un vantaggio.
– ha spiegato il ds granata – La
squadra che affronterà la prossima stagione sarà imperniata su
uno zoccolo duro composto da
giocatori esperti della categoria,
puntellato da elementi provenienti sia dalla serie A che dalla
Lega Pro”.
(g.r.)

10 giugno 2011

Toro: quale futuro? 5

www.StadioGoal.it

Ogbonna, un granata in Azzurro
Ma il suo futuro è in forte bilico
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I destini del difensore convocato con la nazionale e del capitano si decideranno a breve

Dopo una stagione cupa e triste, al limite della depressione, al Toro arriva una ventata d’allegria contagiosa. Di
più. Di positivo entusiasmo.
Giampiero Ventura, sessantacinquenne allenatore genovese, di provenienza blucerchiata, anche se con la maglia
della Doria non ha ottenuto
tutti quei successi che invece
ha raccolto da allenatore,
porta con se questa positività, che sprizza da
tutti i suoi pori, nella
conferenza stampa
alla Sisport. Da buon
navigatore
delle
panchine tribolate e
perigliose della A e B
nazionali, ha capito subito che
aria tira. Comprende le ragioni
dei tifosi e le asseconda, quasi.
Gioca d’anticipo sulla dirigenza, quando chiede di portare tutta la squadra al Museo
del Grande Torino. Spezza il
pane della scienza calcistica,
quando auspica la permanenza in granata di Ogbonna.
Insomma, con quattro battute
entra di prepotenza nel cuore
dei tifosi, che dal canto loro
non aspettano altro di avere
un mister che finalmente dia
al Toro un gioco, dei risultati.
Che non sembrerebbe esser
molto, ma che in
effetti è mol-

tissimo, di questi ultimi tempi,
da queste parti. Ma andiamo
per ordine. I tifosi, giustamente, sacrosantamente, hanno
subìto con perfino troppa
compostezza i continui rovesci che si sono abbattuti sulla
loro pelle quest’anno. Pensare
che il gioco spumeggiante che
Ventura ha saputo impostare,
ultimo esempio, nel Bari di
due anni fa, è un miraggio
che attira più di un oasi in
pieno deserto. Il rispetto, la
conoscenza della storia e la
consapevolezza dell’importanza di certi valori, nel mondo
granata, dimostrato chiedendo
di portare la squadra al Museo,
dimostra la sua avvedutezza.
La richiesta di fare qualche
sacrificio per trattenere un
capitale tecnico come Angelo
Ogbonna, giocatore del vivaio
che tra l’altro ha manifestato
il suo gradimento ad una permanenza in granata, fa ben
pensare e sperare per un progetto che va al di la della semplice rincorsa di un anno ad
un obiettivo, la promozione,
che è un imperativo categorico, ma lascia intravvedere un
disegno a più ampio respiro,
sul lungo termine, che non può
che far ben sperare la gente
del Toro. L’attesa spasmodica,
per la gran parte del popolo
granata, di sapere quale sorte

attende il Capitano, Rolando
Bianchi, è un piccolo nodo
che dovrebbe essere sciolto
al più presto. Per il bene del
Toro, che non può permettersi
di prescindere dall’apporto di
Rolando, che sia sul campo,
nel caso auspicato dai più,
o che sia come un valore in
denaro da utilizzare sul mercato per la sua sostituzione, nel
malaugurato caso che l’uomo
che più di tutti in questi ultimi
anni ha incarnato l’ideale di
Toro, lasci l’ombra della Mole
per altri lidi. Ventura si ritrova
nel dilemma di giocarsela tutta
su Antenucci prima (ed unica)
punta o tentare la più ardua
sfida della coesistenza tra due
calciatori con caratteristiche
tecniche diverse, oserei dire
complementari, che quest’anno non hanno trovato la via per
comunicare e completarsi, ma
che insieme, opportunamente collocati, formano, a mio
parere, una coppia d’attacco
che non molte compagini di
categoria superiore possono
vantare. Certo, azzardare un
giudizio così, su due piedi,
su un tecnico che è stato così
a lungo e fortemente sponsorizzato, se non addirittura
voluto, dal diesse Petrachi, suo
sodale ed estimatore e Pisa,
non è semplice. Da una parte,
il Gianluca s’è un po’ messo

con le spalle al muro. Non
ottenere risultati, con il
“suo” allenatore, lo esporrebbe a feroci critiche. Ma
Petrachi ha dimostrato di
avere idee chiare e decise
(che non necessariamente
è sinonimo di giusto, ma
di coerente si ed è di per se
una bella cosa) e pelle dura
abbastanza per non scottarsi sulla graticola granata.
In bocca al lupo a lui e
a noi, che sinceramente
siamo un tantino stufi
di masticare (amaro)
il raffermo pane della
serie cadetta.
Domenico Beccaria

A sinistra
un’azione
di Ogbonna.
Qui a destra
il capitano
granata
Rolando
Bianchi

10 giugno 2011

6 Mercato Juve

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Juve, attesa per i ‘top-players’
Per ora rinforzata la panchina
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I parametri zero presi da Marotta non esaltano. Anche Pirlo sotto esame. Arriveranno i campioni?

E ora i campioni. Dopo aver
bruciato la concorrenza ed
aver agito per tempo coi tre
giocatori presi a parametro
zero, ora Marotta ed i suoi
collaboratori non avranno più
scuse. Un po’ perché dopo
due anni di agonia, i tifosi
meritano finalmente i grandi colpi. Ed un po’ perché
per tornare a vincere a certi
livelli si sa, conta la qualità.
Il problema è che da qualche
anno ormai,i direttori sportivi
sono sempre più costretti a
far le cosiddette nozze coi
fichi secchi. Tradotto in soldoni, acquistare il meglio che

tutti gli uomini del

capitano-allenatore
è stato ufficializzato in settimana lo staff del
nuovo tecnico bianconero Antonio Conte.
Angelo Alessio sarà il vice-trainer. Assieme a Conte anche a
Siena. Classe ‘65, Alessio ha indossato per 142 volte (dal 1987 al 1992)
la maglia bianconera vincendo Coppa Uefa e Coppa Italia nel 1990.
Cristian Stellini sarà il ‘tattico’: proveniente anch’egli dal
Siena, classe ‘74, sarà assistente di campo.
Paolo Bertelli il nuovo preparatore atletico. Classe ‘60, ha
iniziato nella Fiorentina (dove ha lavorato per 12 stagioni). Poi Venezia,
un altro anno a Firenze, quindi Udine (3 stagioni) e infine Roma. Nella
Capitale 6 campionati culminati nel 2008 con il riconoscimento di
‘miglior preparatore atletico’ della serie A.
Claudio Filippi confermato come preparatore dei portieri.

il mercato propone, spendendo il meno possibile. Questo
per dire che, se da un lato
l’attesa nel voler giustamente leggere una formazione
che faccia brillare gli occhi è
lecita, dall’altro lato occorre
avere la pazienza giusta. Ben
sapendo che certi giocatori
bisogna lavorarseli ai fianchi
e che quindi saranno imbastite
trattative lunghe, che potrebbero chiudersi quando il ritiro
sarà già cominciato. In attesa
di capirne di più, sembra che
in poco tempo campionissimi
celebrati del calibro di Dzeko,
Aguero e Tevez siano finiti
nel dimenticatoio. In effetti sarebbe ipocrita dire che
nonostante la storia juventina
parli chiaro, giocatori dallo
stipendio così esoso possano
accomodarsi in un club dove
l’obiettivo massimo potrebbe essere la qualificazione in
Champions e la Coppa Italia.
Meglio procedere per gradi e
con concretezza. Primo intoppo da risolvere, quello del terzino destro. La Juve continua
a lavorare su Lichtsteiner (10
milioni alla Lazio potrebbero
bastare) per portare a casa
un interprete del ruolo tra i
più positivi del campionato.
Il secondo nodo da sciogliere
sarà quello dell’esterno titola-

re a sinistra. Probabile che il
primo nome “grosso” arriverà
proprio da lì. Marotta poi non
molla Inler, anche se il Napoli
non demorde, monitora Lass
Diarra, perché Aquilani è ad
un passo dall’addio. Mentre
Conte vorrebbe confermare
Sissoko, perché un altro
grande flop bianconero,
ovvero Felipe Melo,
potrebbe
partire.
E qualcuno starebbe pensando
a Vucinic. Ma
forse anche questa è solo una
chiacchiera da bar.
Gabriele Cavallaro

A sinistra
Giuseppe Rossi
con la maglia della
Nazionale. In mezzo
il dg bianconero
Marotta.
A destra Lichtsteiner.
Nei 2 box sotto, a sx
il nuovo allenatore
Antonio Conte e a
dx il giovane talento
Boniperti

annata nera: anche i giovani piangono
Primavera, Allievi e Giovanissimi Nazionali eliminati dalle fasi finali
Se la prima squadra ha fallito
ogni obiettivo possibile, nemmeno le promesse del settore
giovanile hanno mantenuto alto
il glorioso vessillo della Vecchia
Signora. Nessuna delle
compagini impegnate
nelle categorie nazionali è infatti riuscita ad
ottenere un successo.
Cominciamo con la
Primavera
di Bucaro,
che
ha
a v u t o
accesso alla
‘final eight’
ma nei quarti
è stata mesta-

mente sconfitta 5-1 (gara giocata
a Pistoia) dai pari età del Varese.
“Quando si perde così, è inutile cercare giustificazioni.
Abbiamo detto addio allo
scudetto, uscendo contro una
squadra organizzata.”
Così il tecnico bianconero
ha commentato una sconfitta
senza alibi nè appelli.
Sfumati i sogni anche per gli
Allievi: al Vismara di Milano
i bianconeri non sono andati
oltre il 2-2 contro il Milan. I
ragazzi di Guidoni, per qualificarsi agli ottavi, erano chiamati a ribaltare lo 0-1 interno.
Impresa riuscita solo in parte:
chiuso il 1° tempo in vantag-

gio con Emmanuello si sono
fatti raggiungere nella ripresa.
Il nuovo vantaggio firmato da
Del Papa ha illuso i bianconeri, raggiunti dal pareggio
rossonero all’ultimo minuto.
Altra debacle, questa volta
per i Giovanissimi Nazionali.
Dopo la sconfitta per 2-1 patita in casa all’andata contro
il Chievo, serviva un’impresa
per ribaltare il risultato e il
team di Gabetta ci ha provato,
ma senza successo. Risultato
finale: 1-0 per i padroni di casa
e conseguente eliminazione.
Insomma, un disastro su tutta
la linea. Pure quella verde.
(g.c.)

10 giugno 2011

Calciopoli 7

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Radiazione Moggi, udienza calda
L’ex dg bianconero attacca tutti
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Secondo Palazzi le nuove prove emerse non possono essere considerate. I legali ‘moggiani’ scatenati
Davanti alla Commissione Moggi avrebbe comportato l’alDisciplinare che deve decidere terazione della classifica. Ma
sulla radiazione (giustizia spor- anche questo è stato smentito, e
tiva), Luciano Moggi si è dife- qui non occorre aspettare la senso con vigore, e meglio di lui tenza di Napoli, perché sono dei
ha fatto il suo pool difensivo dati oggettivi. Quando si parla di
guidato da Maurilio Prioreschi. condizionamenti arbitrali ed alteUdienza infuocata quella del razioni della classifica è falso,
06-06-2011. Nonostante l’Alta perché con gli arbitri di Moggi la
Corte del CONI abbia chiesto di Juve ha una media di 1,88 punti,
“attualizzare” il procedimento in ma con gli altri ha una media di
essere, il Procuratore Palazzi ha 2,66: questi sono dati, sono veriinterpretato questo “invito” solo tà. E nel 2006 non c’erano…”.
come indirizzato ad una mag- Poi un fendente velenosissimo:
giore esaustività dell’obbligo “Io sono un difensore non un
di motivazione della decisione. delatore, ma non posso non
Secondo Palazzi, la sentenza di rilevare che società considerate
condanna in primo
onorevoli all’epoca,
grado di Giraudo e
oggi vivono momenD’Onofrio:
la richiesta di conti diversi. Squadre
"Società
danna di Moggi al
che avevano diriconsiderate
processo di Napoli
genti che entravano
all’epoca
confermano che con
negli spogliatoi e
onorevoli
il passare del tempo avevano dirigenti ricordavano lo score
non si è modificato
che entravano con quell’arbitro e
il quadro complessi- negli spogliatoi promettevano regali
vo, le nuove prove
agli stessi arbitri...”.
e ricordavano
emerse non possono
Poi la parola è passaall’arbitro
il
suo
essere prese in conta agli altri avvocati
score...”
siderazione, il proceche hanno messo in
dimento è finalizzato
risalto questioni prosolo ad accertare se la gravità cedurali e, dopo, all’avvocato
dei fatti è tale da giustificare la Prioreschi: “La grazia la chiedoradiazione ed esiste la possibilità no i colpevoli, non gli innocenti.
di chiedere una sorta di grazia, Mentre Palazzi parlava sembrache Moggi invece non ha chie- va di sentire il PM Narducci a
sto. Dall’altra parte, invece, i Napoli; ci deve essere un batterio
legali di Moggi al contrattacco.
killer a Roma e Napoli che ferma
Paco D’Onofrio: “Il quadro il passare del tempo: tutti rimanprobatorio a Napoli è cambiato gono al 2006! Lei, dott. Palazzi,
completamente. All’epoca c’era rimane al 2006 solo quando le
una vittima, il calcio, e un car- fa comodo però, perché poi Lei
nefice: Moggi. Vogliamo conti- richiama la condanna di Giraudo
nuare a credere a quella storia?”. che è del 2008 (comminata senza
E ancora: “Nella sentenza, il l’utilizzo delle nuove telefonate,
potere di condizionamento di ndr), e poi richiama le condanne

chieste a Napoli nel 2011, ma io indagini selettive fatte solo ed
ancora non ho parlato a Napoli… esclusivamente con un obiettivo:
Lei si è opposto alle nuove prove Moggi. E lo ha detto anche il
che noi abbiamo annesso agli Colonnello Auricchio, in rispoatti, con argomentazioni in dirit- sta ad una mia domanda, che
to. Ma le devo dire che non le indagini si erano mosse solo
sono prove nuove,
ed unicamente verso
Prioreschi:
perché erano negli
Moggi”. Poi, altra
"A Roma e
atti dell’indagine, e
vicenda agghiaccianNapoli ci
che sono state oggette: “Un altro esempio
tivamente occultate
che le indagini fossedev’essere un
dai Carabinieri. Io
batterio killer ro solo su Moggi ce lo
non so se lo hanno
dice anche l’episodio
che ferma il
fatto apposta, ma un
di Rosario Coppola
tempo: tutti
fatto è certo: sono rimangono, per (ex assistente della
state occultate prove convenienza, al Can A e B, ndr), che
importantissime”.
va dai Carabinieri
2006"
Dopo questo affondo
per raccontare le
sulla conduzione delle indagini, pressioni subite per modificaPrioreschi ha precisato che già re un referto arbitrale a favore
nei dialoghi delle telefonate del dell’Inter, non mi pare una cosa
2006 c’erano riferimenti ad altre di poco conto, e gli viene rispotelefonate intercorse tra i pro- sto che la cosa non interessava e
tagonisti dello scandalo e altri che a loro non risultava nulla. I
soggetti rimasti fuori dai giudizi, Carabinieri hanno detto questo,
sportivi e non, e lo stesso dato gli stessi Carabinieri che avesi evince dalle testimonianze vano già migliaia di telefonate,
rese già nel 2006 dagli stessi tra cui anche quelle dell’Inter, e
protagonisti. “Ma tutto questo dicevano questo… E ciò ha comè stato ignorato, e le sentenze portato un oggettivo vantaggio
sono figlie di queste indagini per i dirigenti di alcune società,
che non hanno tenuto conto di perché con quella parzialità è
quanto già presente negli atti”. stato dipinto Moggi come quello
Precisa: ”Autonomia della giu- che non era”. Poi sulle specistizia sportiva non può significa- fiche accuse: ”Mi attengo alla
re autarchia”. A titolo di esempio sentenza della CAF, dove Moggi
ha sottolineato i comportamenti è stato ritenuto colpevole per
censurabili, e molto gravi, tenu- violazioni dell’art.1 (slealtà sporti dall’ex arbitro Nucini e da tiva, ndr) per una serie di condotFacchetti, tralasciati sia dalla te che avrebbero avvantaggiato
giustizia penale, sia da quella solo la Juventus”. Poi elenco dei
sportiva. E ancora: ”Le senten- fatti e la mancanza di esclusività
ze dell’epoca erano basate solo dei rapporti con i designatori. E
su informative, non c’è nessun dopo aver fatto riferimento alla
accertamento. E non si può fare vicenda Paparesta e alle altre
un procedimento disciplinare su sulle griglie: “A mio giudizio

difesa ferrea
PRIORESCHI/3:
“è giusto radiare
Moggi quando
Copelli arbitra
ancora oggi il
Milan? è giusto
che calciopoli si è
fatta in un mese
e la Juve aspetta
per l’esposto da
un anno?”

non solo non c’è la gravità del se la CAF avesse avuto queste
fatto, ma non c’è proprio il fatto, telefonate non avrebbe potuto
alla luce di quanto emerso a scrivere che c’era un ‘illecito
Napoli”. Il clima era ormai cal- strutturale’. È giusto che per l’odissimo, e l’avvocato un fiume missione di queste telefonate c’è
qualcuno che si è pure intascato
in piena.
“Per dare 5 anni a Moggi e man- uno scudetto, oltre ad averla fatta
franca?”. E poi ha
dare in serie B la Juve,
urlato la domanda
sono bastate 21 interPrioreschi/2:
del secolo: “È giucettazioni su 180.000;
"Per dare 5
sto radiare Moggi
di queste 21 telefonate,
anni
a
Moggi
quando
Copelli
7 erano con giornalisti
e mandare in
arbitra ancora oggi
(moviolone), 5 riguarB la Juve sono il Milan? È giusto
dano Paparesta, una
bastate 21
che Calciopoli si è
con la moglie di Moggi,
telefonate su
fatta in un mese e la
2 con Della Valle, una
con la segretaria, una 180.000. Ma coi Juve aspetta per l’edesignatori ci
sposto da un anno?
con Giraudo e una con
Bergamo. Tutto quello parlavano tutti. Quello che hanno
Le omissioni
fatto i Carabinieri
che è emerso fa venir
meno il presupposto hanno permesso con il copia e incola qualcuno di
la delle telefonate
del condizionamento
del campionato”. Poi farla franca e di è una vergogna!
ha citato molte delle
intascarsi uno La giustizia non si
amministra con due
telefonate più racscudetto"
pesi e due misure!”.
capriccianti, quelle
di Facchetti, Lanese, Moratti, Poi l’intervento molto accalorato
Meani, Galliani, Collina, di Moggi, per ricordare le tante
Cellino, Foti, ecc. All’interno vi ingiustizie subite. Fine.
legge pressioni, lamentele degli L’impressione è che, qualunque
arbitri sulle pressioni subite, sia la decisione, (si avrà nei prosrichieste di arbitri o preclusioni simi dieci giorni circa), la FIGC
per alcuni altri, indicazioni sulle passerà guai grossi. In caso di
griglie, regalini, raccomandazio- radiazione si vedrà recapitare
ni, incontri, pranzi, cene, cene una richiesta danni multimiliosegrete, amicizie, connivenze, naria, in caso contrario Moggi
familiarità, ecc, (alcune sarebbe- tornerà a lavorare nel mondo
ro illeciti sportivi, sufficienti per del calcio a partire dal mese di
la retrocessione di alcuni club). luglio. Così, “a naso”, da qual”E siccome coi designatori ci che parte c’è già qualcuno che
parlavano tutti, dove sta questo trema e che trama.
Antonio Catapano
condizionamento della Juve a
(www.ju29ro.com)
scapito delle altre squadre? Ma
voi pensate che se la CAF avesse
Nelle foto da sinistra a destra
avuto queste telefonate avrebbe
Abete (Pres. Figc), Prioreschi
dato 5 anni a Moggi e avrebbe
detto che solo la Juve era favori- (Avv. Moggi) e Luciano Moggi.
ta? Io credo proprio di no, perché
Sopra il Procuratore Palazzi

10 giugno 2011

8 Le Milanesi

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Gattuso giura fedeltà al Milan
E Galliani cerca due grossi colpi
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Il centrocampista ha rifiutato i petrol-dollari della Cecenia. Aquilani e Nocerino nel mirino. Poi i ‘big’...
Sarà certamente il centrocampo il reparto che durante il calcio mercato rossonero monopolizzerà le attenzioni massime di Galliani & co. Detto
di Gattuso, che pare proprio
aver rifiutato i petrol dollari della Cecenia per godersi
almeno un’altra stagione nel
Milan, il Diavolo vuole
a tutti i costi coprire lo
scacchiere nevralgico, dopo l’addio ad
Andrea Pirlo. La
prima, clamorosa
idea sarebbe quella di restituire “il
favore” ai bianconeri, inserendosi
nella trattativa su
Aquilani che la
Juventus, a meno
di clamorosi dietrofront, non sembra intenzionata
a riscattare, come
sottolineato a più
riprese anche dal
suo manager Franco
Zavaglia. Il playmaker romano vorrebbe ancora l’Italia per
garantirsi un posto nella
Nazionale di Prandelli e allora quale miglior soluzione, se
non quella dei freschi vincitori
del tricolore? Ma non basta.
I dirigenti rossoneri vogliono monitorare molto bene la

situazione e allora ecco che
se non dovesse andare in
porto l’ipotesi Aquilani, c’è
già un’altra idea. Si tratta di
un altro azzurro,cioè Antonio
Nocerino, di recente messo sul
mercato da Zamparini che in
cambio di una congrua offerta
in denaro, potrebbe far partire il suo centrocampista. La
sensazione è che dopo le operazioni a parametro zero, il
Milan potrebbe concedersi due
colpi ancora, sempre nel pacchetto nevralgico: uno subito,
nelle prime battute del mercato
ed un altro ad agosto, quando
si aprirà la campagna abbonamenti e il famoso mister X di
cui si va tanto parlando dovrà
gioco forza essere un nome di
prima classe. Miglior strategia
di marketing non esiste ed al
Milan sono maestri in questo, basti ricordarsi quando,
la scorsa stagione, arrivarono
Ibra e Robinho. Eventualmente
è ancora aperta la possibilità
(da verificare entro il 24, giorno del deposito delle buste)
di un ritorno di Astori, difensore centrale ora al Cagliari,
che potrebbe essere una valida
alternativa, in una difesa che
con Mexes, Yepes e la coppia
Thiago Silva – Nesta appare
già invalicabile.
Gabriele Cavallaro

Inter, Leo rischia di perdere Sneijder
I blues di Roman Abramovich hanno l’olandese nel mirino

Il calciomercato si sa, è come
una telenovela. Tanti colpi
di scena, ma i veri squilli di
tromba sono altri . Uno degli
ultimi in ordine di tempo, per
quanto riguarda l’Inter, si sta
sviluppando sull’asse Milano
– Londra . Wesley Sneijder è
infatti entrato nel mirino del
Chelsea di Roman Abramovich.
I Blues, che attendono solo la
firma del nuovo tecnico per
inviare un’offerta ufficiale
all’Inter, sono in fibrillazione.
Il trequartista olandese potrebbe sfruttare un’idea che Branca
e soci stanno maturando. Se il
Chelsea vuole Sneijder, l’Inter saprebbe già come sostituirlo. I nerazzurri avrebbero
infatti replicato di volere, a
parziale contropartita dell’olandese, Essien e Malouda. La
palla quindi passa al magnate russo, che dovrà capire se,
per arrivare a Sneijder, questo è un sacrificio da fare.
Intanto è sempre più intricato
il filone che riguarda Sanchez
e Giuseppe Rossi. Sembra che
i due siano destinati rispetti-

vamente alla società nerazzurra e al Barcellona, ma non si
delineano ancora bene i quadri
senza contare che altri top team
sarebbero alla finestra. Una
certezza però è già arrivata:
Yuto Nagatomo resterà all’Inter. La trattativa fra Inter e
Cesena si sarebbe chiusa a 8,5
milioni di euro. Potrebbe esserci un futuro lontano da Milano,
invece, per Marco Materazzi
. In Premier League ci sarebbe il forte interessamento del
neopromosso Queen’s Park
Rangers, club che potrebbe
offrire un posto da titolare
al 37enne difensore. Per
l’eroe di tante battaglie in
nerazzurro, però, potrebbe
trattarsi eventualmente di un
arrivederci: dopo 10 anni di
militanza interista, l’anno prossimo si potrebbero spalancare
per lui le porte degli uffici
dirigenziali.
(gab.cav)
A sx Gattuso, a dx Leonardo
allenatore dell’Inter

10 giugno 2011

Serie B: Finale Play-Off 9

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Novara, ultimo sforzo per la A
Tesser a un passo dal Paradiso
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Grande attesa in città per il match decisivo in programma domenica contro il Padova. ‘Piola’ gremitissimo

Il campionato di serie B
giunge all’atto
conclusivo con la
finale dei playoff che vedrà
di fronte Novara e Padova.
La doppia sfida fra gli
azzurri e i veneti stabilirà la terza promossa
dopo Atalanta e Siena,
salite direttamente in
serie A, ma i risvolti
dello scandalo scommesse recentemente
scoppiato lasciano
aperta la possibilità
che per entrambe le
contendenti possano aprirsi le porte
del “Paradiso” della massima serie. Questo non toglie,
tuttavia, che le due forma-

zioni siano determinate ad ottenere sul campo il passaporto per
la massima serie, a cominciare
dai ragazzi di Tesser, protagonisti di una stagione che li ha visti
sempre protagonisti ad alto livello. Il regolamento dei playoff si
serie B offre un doppio vantaggio alla formazione di Tesser: gli
azzurri potranno infatti disputare
la gara decisiva tra le mura amiche del Piola, in caso di parità
di gol al termine della doppia
sfida, qualora l’equilibrio dovesse perdurare anche nei tempi
supplementari, non si procederà
ai calci di rigore, bensì ad essere
promossa sarebbe la formazione
che ha ottenuto il miglior piazzamento in campionato, nella fattispecie gli azzurri. Sulla propria
strada il Novara trova, però, un

ostacolo tosto. I 14 risultati utili
consecutivi ottenuto dal Padova
testimoniano lo stato di ottima
forma dell’undici di Dal Canto,
che proprio grazie all’avvento
del giovane tecnico in panchina – subentrato a Calori il 15
marzo scorso – ha saputo rimontare la classifica fino a strappare
un posto nei playoff ai danni
dei granata, battuti a domicilio
nell’ultima gara di campionato.
In semifinale, i biancoscudati si
sono sbarazzati del Varese, l’altra grande sorpresa del campionato cadetto, al termine di una
doppia sfida nella quale a salire
sugli scudi è stato soprattutto El
Sharaawy. L’attaccante di origine egiziana, prodotto del settore giovanile del Genoa, ha già
allertato l’attenzione di mezza

TIFOSI:
I supporters
biancazzurri
domenica sera (ore
20.45)riempiranno lo
stadio ‘Silvio Piola’ per
spingere il Novara in
serie A.

serie A: tra le squadre
che avrebbero messo
gli occhi sul giovane
attaccante biancorosso ci
sarebbero Inter, Milan e
Napoli, Udinese, Chievo e
Cesena, ma i “rumors” provenienti dalla Spagna parlano di un interessamento nei
confronti del ragazzo addirittura da parte delle big Real
Madrid e Barcellona.
Qualunque sia l’esito della
doppia sfida, la stagione
che sta per concludersi
verrà archiviata come un
successo sia per i piemontesi – che quest’anno tornavano ad assaporare la serie
cadetta dopo 33 anni di assenza – che per i veneti dell’ex ds
granata Rino Foschi, rilanciatosi alla grande dopo l’amara
parentesi al Toro. Entrambe
le città sono pronte a vivere
la doppia sfida con passione, come dimostrano i tagliandi andati
“bruciati” nel giro di
poche ora sia per la gara
dell’Euganeo che per quella del Piola.
Giovanni Rolle
Nella foto a sinistra il
tecnico azzurro Tesser
mentre applaude una
esultanza dei suoi
ragazzi. Qui a destra
Rigoni. Sotto la curva
novarese

10 giugno 2011

10 Intervista esclusiva a Tiziana Nasi

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Tiro con l’Arco, Mondiali a Torino
Show a Stupinigi e Piazza Castello
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Location d’eccezione anche per atleti disabili. Il mondo paralimpico in continua evoluzione.Sponsor in crescita

E’ un esercizio di fin troppo nizzare i Campionati Italiani di
semplice fattura identificare Sci Alpino per disabili e fu lo
Tiziana Nasì col movimento scoccare di una scintilla direi
paralimpico, in particolar modo inesauribile: da allora non ho mai
con quello piemontese. Con la abbandonato.
“Signora delle Paralimpiadi’ a Che eredità hanno lasciato gli
capo del Comitato Paralimpico indimenticabili giochi paraPiemontese dal 1997 (all’epoca limpici torinesi nel movimento
FISD), il movimento è andato paralimpico italiano, in termini
a crescere in diverse direzioni: di entusiasmo, di incremento
sportive, mediatici-promoziona- del numero di praticanti e di
li, politico-organizzative. Dalla altro ancora? Hanno tracciato
memoria paralimpica colletti- un solco in qualche ambito?
va emergono immagini di una Come le ho già accennato sono
Tiziana Nasi festante, nelle varie state un vero trampolino di lancio
cerimonie di apertura e chiusura per tutto il movimento dello sport
e intenta a spronare e a far il disabili, ma soprattutto hanno
tifo per i propri atleti nei sin- fatto conoscere al pubblico dei
goli campi di gara. Nel corso grandi atleti che nulla hanno da
degli anni trascorsi alla guida del invidiare ai colleghi normodotati:
CIP regionale, grande impegno e atleti che si allenano quotidianapassione le sono valsi la nomina mente con enormi sacrifici. E’
a presidente del Comitato per stata l’occasione per molti disal’Organizzazione dei Giochi bili di uscire, di capire che è posParalimpici Invernali di Torino sibile ritornare su un campo da
2006. Attualmente ricopre il tennis, sugli sci, su una pista da
ruolo di Presidente della gio- hockey, fare canottaggio, giocare
vanissima ‘Federazione Italiana a bocce eccetera...
Sport Invernali Paralimpici’, Un aneddoto, un’emozione, tra
proseguendo il legame di tutta le tante di Torino 2006?
una vita con le sue amate mon- Beh sono davvero mille le emotagne e il connubio sport e neve zioni vissute in quei giorni, dalle
che la vede protagonista dal medaglie d’oro di Silvia Parente
1982. Attraverso questa chiac- e Lorenzo Migliari e quella di
chierata, insieme a Tiziana Nasi, Tom e Jerry con il loro fan club
ci avventuriamo tra i paletti di capitanato dalla nonna ottantenne
questa splendida avventura.
di Tom: al primo goal segnato
Tiziana lei è ai vertici del movi- dall’Italia dello ‘sledge hockey’
mento paralimpico piemonte- sembrava di essere ad una finale
se dalla fine degli anni ’90. dei mondiali di calcio! Ma vorrei
Come si evoluto in questi anni ricordare il gesto di un’anonima
lo sport rivolto a persone con signora che lasciò negli uffici
disabilità?
Toroc un segnalibro con un quaHa fatto indubbiamente gran- drifoglio per ogni atleta italiano,
di progressi e sono certa che fatti tutti rigorosamente a mano
le Paralimpiadi di Torino 2006 da lei. Credo sia una dimostrahanno contribuito
zione di affetto e
in gran parte; da La FISIP è la Federazione di riconoscimenallora anche i gior- Sportiva Paralimpica cui il to semplice, ma
nali si sono resi CIP, Comitato Italiano Pa- davvero speciale.
conto che parlare ralimpico, ha demandato Lei è attualmente
dello sport pratica- la gestione, l’organizzazione Presidente della
to da persone con e lo sviluppo dello sci alpi- Fisip, a seguito
disabilità è parlare no, nordico, del biathlon di una ristruttue dello snowboard. La sua
di sport vero.
razione del CIP.
è avvenuta in
Come si è avvici- costituzione
Quali i benefici
2 fasi: la prima il 19/6/2010
nata ma soprat- con l’approvazione della di questa nuova
tutto come si è Carta Statutaria mentre, in organizzazione?
innamorata di una seconda fase, in data Il
presidente
questo mondo?
del CIP Luca
25/10/2010, si è proceduto
Nel lontano 1991 all’elezione del Presidente e Pancalli ha lavoquando ero alla dei Consiglieri Federali.
rato moltissimo
Sestrières
spa Presidente: Tiziana Nasi
in questi anni ed
il caso volle che
ha ottenuto che
un’amica
mi Via Montemagno 47/E
18 Federazioni
propose di orga- 10132 TORINO
Olimpiche costi-

tuissero al loro interno il settore
paralimpico. Ciò dimostra il cammino percorso e la dimensione
raggiunta dal nostro movimento. 4 sono invece le Federazioni
propriamente paralimpiche interne al CIP, ovvero quelle degli
sport che, per diverse ragioni,
non potevano al momento essere
annesse a quelle olimpiche. Ora
l’ organizzazione è più vicina a
quella del CONI con le proprie
Federazioni e sicuramente abbiamo una maggior autonomia e la
struttura più diretta e snella permette di agire più velocemente.
Quali obiettivi si pone la nuova
Federazione torinese?
La
Federazione
Italiana,
Nazionale, ha solo sede di
Torino, ma non è un caso. La
nostra città, per antonomasia, ha
una vocazione montana; il primo
anno (stagione 2010-11) è stato
di rodaggio e un po’ di affanno perché avendo iniziato a fine
2010 la stagione invernale era
davvero alle porte e non è stato
possibile programmare in modo
esaustivo trasferte e allenamenti. Da quest’anno cercheremo di
essere più strutturati, con uno
staff tecnico adeguato e daremo
grande spazio ai giovani.

Con i giochi paralimpici di
Vancouver, grazie alla copertura totale Sky e all’importante contributo di Raisport, il
livello di attenzione mediatica è
cresciuto notevolmente. Questo
ha segnato una svolta culturale? E quali i paletti ancora da
abbattere?
I media italiani a Vancouver
hanno fatto un lavoro eccezionale che ha ribadito l’interesse del pubblico verso i Giochi
Paralimpici e ha iniziato ad interessare aziende che guardano ora
alla possibilità di sponsorizzazione paralimpica come un’opportunità vera e propria e non più
come la “buona azione”. Anche
se in questa direzione il lavoro
è ancora lungo sono certa che
siamo sulla buona strada.
Sono ormai prossimi i
Campionati del Mondo di Tiro
con l’Arco di Torino 2011. Per
la prima volta, la manifestazione sarà suddivisa in 2 fasi: la
prima riservata agli atleti normodotati, la seconda ai disabili.
Lei è Presidente del Comitato
Organizzatore. Quali le attese
per quest’evento che allieterà
l’estate torinese? Quali le prospettive per i colori azzurri?

Mi fa piacere ricordare che
la cornice dove si volgeranno
i Mondiali di Tiro con l’Arco
è davvero unica: il Parco della
Palazzina di Caccia di Stupinigi,
grazie alla disponibilità dell’Ordine Mauriziano, e Piazza Castello
dove si svolgeranno le finali
degli olimpici. Più di 40 i paesi
partecipanti, oltre 300 gli atleti
paralimpici in gara: la squadra
azzurra ha una tradizione radicata
con alcune punte di diamante, ma
riconosco una simpatia particolare per l’arciere di casa Elisabetta
Mjino che ha appena conquistato
un oro in Coppa del Mondo a
Bangkok.
Date la sua tradizione familiare
e la sua passione chiudiamo con
una domanda sulla Juve. Cosa
manca alla compagine bianconera per tornare ai livelli che
le competono?

Non sono assolutamente in grado
di rispondere a questa domanda!
Però posso dire di essere stata
molto contenta di aver presentato
i Mondiali di Tiro con l’Arco allo
Stadio Olimpico in occasione di
Juventus-Chievo.
La speranza è di fare ‘tutti
centro’!
Mauro Costanzo
Nella foto in alto Tiziana Nasi
e Mario Scarzella (Presidente
della FITARCO) in tribuna
d’onore allo Stadio Olimpico
durante Juventus-Chievo.
In occasione di quella partita
è stato presentato il Mondiale
di Tiro con l’Arco che si terrà
a Torino questa estate. Sotto,
un gruppo di arcieri olimpici
e paralimpici con dirigenti
e tecnici e Luca Pancalli
Presidente del CIP e Vice
Presidente CONI

StadioGoal

10 giugno 2011

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13

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speciale

chieri volley CLUB

FAMILA HABIMAT IN SERIE B1
Chieri festeggia ancora: le giovani di coach Massimiliano Gallo battono 3-1 il Don Colleoni in gara2 di finale play-off.

Appena venti giorni fa la conquista della serie A1. Mercoledì
sera sotto l’Arco si è festeggiato
un’altra volta. Dopo il Famila
Generali il palcoscenico è tutto
per la Famila Habimat che conquista la serie B1. In gara2 di
finale play-off batte 3-1 in trasferta il Don Colleoni Trescore
Balneario (Bergamo) (16-25,
26-24, 21-25, 20-25). Lo fa al
termine di una stagione pazzesca. Già perché se a settembre
qualcuno avesse pronosticato un
risultato del genere lo avrebbero
preso per pazzo. Invece dieci
mesi dopo è tutto deliziosamente vero. Coach Massimiliano
Gallo ha plasmato alla perfezione un gruppo di atlete che
sono subito diventate squadra.
Prima una sorpresa, poi giornata dopo giornata l’outsider si è
trasformata certezza. Quasi da
far passare in secondo piano il
fatto che ben dieci atlete fosse-

ro praticamente all’esordio in
un campionato di B2. Stagione
sempre ai vertici, Burzio e socie
mai sconfitte in casa. Percorso
netto in stagione regolare come
ai play-off. Agli spareggi la
Famila Habimat ci arriva come
miglior seconda approdando
direttamente in semifinale dove
regola Padova in due match.
In finale trova il Don Colleoni
Bergamo. Squadra dichiaratamente costruita per il salto di
promozione. Chi invece aveva
solo l’obiettivo di una tranquilla salvezza si esalta con una
pallavolo spettacolo. In gara 1
le biancoblu si impongono 3-2
grazie ad una vittoria tutta in
rimonta. Nella gara decisiva in
terra bergamasca appena un set
lasciato alle avversarie. Vittoria
per 3-1 ed il sogno della B1
si materializza più che meritatamente nella metà campo di
Chieri. Capolavoro. Partita stra-

A sinistra la
squadra al
completo del
Famila Habimat
nel pieno dei
festeggiamenti
dopo la vittoria
in gara2
Si ringrazia per
la collaborazione
l’ufficio stampa del
Chieri Volley

ordinaria quella interpreta dalla
Famila Habimat. Oltre ad un
carattere e ad un cuore senza
eguali, sul piano tecnico è la
battuta a fare la differenza. A
fine gara si contano otto ace per
le piemontesi che hanno messo
sottopressione la ricezione locale non consentendo alle lombarde di sviluppare il proprio
gioco. Se si esclude il secondo
set perso Chieri ha sempre avuto
una marcia in più. Eppure anche
in quel frangente le biancoblu
hanno dato l’impressione di

potercela fare recuperando uno
svantaggio di dieci lunghezze
dal 22-12 al 24 pari. La squadra
allenata da Massimiliano Gallo
reagisce con forza nei momenti
chiave del match. Come nel
quarto set quando, avanti di due
sole lunghezze (15-13), la palleggiatrice titolare Bersighelli si
infortuna ed entra al suo posto
la vice Carando. Gioca con lucidità e precisione. Anche questo
è un segno di forza. Piccoli
grandi particolari che finiscono
per fare la differenza. Si è tutto

vero. La Famila Habimat è in
serie B1 con un tabellino finale
da far stropicciare gli occhi.
Tutte le attaccanti sono in doppia cifra. Chieri festeggia un’annata da protagonista che conferma, risultati alla mano, la bontà
del progetto societario partito
la scorsa estate. Aver riunito in
un’unica grande famiglia Chieri
Volley Club, Chieri ’76 ed In
Volley sta portando i suoi frutti.
Decisamente gustosissimi.
Alessandro Paolinelli

FINALE GARA 2

FAMILA HABIMAT CHIERI:
in campo:
Bersighelli 2
Nasari 13
Soriani 12
Pilotti 12
Burzio 11
Molineris 16
Magaraggia (L)
Carando
Pesce.

Non entrate:
Levra Levron
Neriotti
Pirv
Vergnano
allenatore:
Gallo

StadioGoal

10 giugno 2011

14 Speciale Volley Chieri

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Coach Gallo al settimo cielo:
“Vittoria straordinaria del gruppo”
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Il tecnico, alla 3a promozione in 4 anni, sottolinea le doti della squadra: “Mix di tecnica, cuore e carattere”

Definire esaltante una stagione
in cui si doveva pensare soltanto alla salvezza ed invece è
terminata con il gusto frizzante
di una promozione in B1 è forse
riduttivo. Il tecnico del Famila
Habimat Chieri, Massimiliano
Gallo, ripensando ai fotogrammi dell’ultimo match non ha
dubbi. Se c’è da cogliere uno
scatto per sintetizzare un campionato afferma “Sul 15-13
del quarto set quando la palleggiatrice titolare Bersighelli è
dovuta uscire dal campo per un
infortunio alla caviglia poteva
essere un passaggio critico per
la squadra. Invece Carando l’ha
sostituita al meglio giocando
con lucidità e gestendo come
meglio non si poteva la fase
clou del parziale. Questo è un
po’ il succo dell’annata”.
Tradotto: anche chi entra dalla
panchina sa farsi trovare pronto
al momento giusto. E’ la filosofia di un gruppo cresciuto in
maniera esponenziale nel corso
del campionato.
“Abbiamo lavorato tanto e questa è la promozione di tutto il
gruppo. Personalmente un’esperienza bellissima con un gruppo
giovane che è subito diventato
squadra e sin dai primi momenti
ha dato segnali forti”, prosegue
il tecnico biancoblu.
“In campionato siamo arrivati a
due punti dalla prima, giocando

con personalità anche quando il
calendario ci ha imposto alcune
settimane di stop. La squadra
non ne ha risentito esprimendosi
da compagine matura consapevole dei propri mezzi”.
Poi i play-off. “In semifinale
contro Padova le ragazze hanno
dato due ottime prove. Segnali
confortanti in vista della finale.
Due gare giocate con il cuore.
Domenica in casa abbiamo

vinto al tie-break in rimonta,
nella partita decisiva abbiamo
disputato una partita magnifica.
Il secondo set, l’unico in cui
abbiamo avuto qualche difficoltà in più, abbiamo recuperato
dal 22-12 fino al 24 pari avendo in mano anche l’opportunità
di chiudere il set poi sfumato ai vantaggi. Anche questo è
stato un altro passaggio chiave”, sottolinea con forza Gallo

alla terza promozione in quattro
anni. “Ciò ci fa capire come per
arrivare a grandi risultati non
basta solo la tecnica. Servono
cuore e carattere. Questa squadra ha dimostrato di averli in
gran quantità ecco perché ci
siamo meritati questa promozione in B1”.
Davvero bravi.
Alessandro Paolinelli

Nelle foto altri
momenti di esultanza
e di festeggiamenti
delle ragazze dopo
la vittoria che ha
portato la squadra alla
promozione in Serie B1.
A destra l’allenatore
Massimiliano Gallo


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Documento PDF stadio goal 23 06 2011
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