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STADIO GOAL 17 06 2011 .pdf



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StadioGoal
L’unico settimanale sportivo gratuito
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WWW.STADIOGOAL.IT

ANNO IX
n° 396 del 17 giugno 2011

toro, petrachi ‘scarica’
bianchi e ogbonna

speciale famila generali chieri volley
i due tecnici beltrami-tibaldi al timone anche in serie a1

LEONARDO FA IMPAZZIRE L’INTER
SALUTA E SPIAZZA MORATTI
anche eto’o vuole andarsene

MILAN, CASSANO CON LA VALIGIA
GALLIANI PRENDE EL SHAaRawy

pa
g.
11

capro
espiatorio?

LE MILANESI

novara-show
La grande cavalcata
vincente degli
azzurri di
tesser

pa
g.
12

6
54g.
pa

il calcio italiano,
sempre dilaniato da
polemiche e scandali
(ultimo quello delle
scommesse) decide,
dopo 59 mesi, di radiare
moggi, giraudo e mazzini.
tutto quel che è venuto
a galla dopo il 2006 non
conta. giustizia è fatta?

pa
g.
89

il ds granata vuole fare cassa: “non valorizzare i nostri
due gioielli è un crimine”. in arrivo ebagua dal varese

17 giugno 2011

2 Tre Domande a BB

www.StadioGoal.it

“Juve, ci vuole il salto di qualità
Toro, l’esempio del Novara”
L’unico settimanale sportivo gratuito

Visto da
Bruna

"I tifosi bianconeri aspettano trepidanti i top-player. Incredibile che nessuno voglia investire sui granata"

Vucinic
e, sotto,
Nedved e
Marotta

Bruno Bernardi, si fanno tanti
nomi di possibili acquisti per il
mercato juventino. Tra questi
Aguero e Vucinic. Al momento,
però, nessuna trattativa è andata ancora in porto. I soli arrivi
ufficiali sono quelli di Pirlo e
Ziegler. Un suo commento.
Il colpo di Pirlo è stato apprezzato
dal popolo juventino, cosi come
è ritenuto positivo l’ingaggio di
Ziegler, un difensore di fascia
con licenza di segnare. Ma per
compiere un salto di qualità ci
vogliono altri colpi importanti. Si
parla molto di Aguero e Vucinic.
Vucinic è sicuramente un talento
capace di gol e numeri straordinari
ma anche di errori incredibili. La

qualità c’è e se dovesse venire a
Torino potrebbe metterla al servizio delle idee tattiche di Conte. Lo
stesso discorso vale per Aguero,
che potrebbe indossare quella
maglia bianconera che il ‘suocero’ Maradona non è riuscito ad
indossare, pur andandoci vicino,
nella sua carriera. Aguero ha tecnica, fantasia, rapidità, senso del
gol: qualità che bastano per qualificarlo. Chiaro che il prezzo è elevato e ci vorrà l’abilità di Marotta
per trovare la migliore soluzione.
Sono operazioni in corso che tengono con il fiato sospeso i milioni
di tifosi che sognano di avere in
squadra almeno un paio di topplayers internazionali.
Il Presidente granata Urbano
Cairo ha recentemente dichiarato che, nonostante la sua volontà
di vendere il Torino, nessuno si
è fatto avanti per acquistarlo.
Possibile che una società che
possiede storia e bacino d’utenza come quella granata non riesca a trovare un imprenditore
pronto a investire?
Incredibile ma vero. In Torino
ma anche in Piemonte pare non
si riesca a trovare una figura che
comprenda l’importanza del

L’Editoriale del Direttore
La Federazione Italiana
Giuoco Calcio ha infine
deciso. Prendendosi tutta
il tempo di questo mondo
e dando prova di notevole
‘coraggio leonino’.
A distanza di 59 mesi dallo
tsunami ‘calciopoli’ la massima istituzione calcistica
della penisola ha pensato
bene di infliggere a Luciano
Moggi, Antonio Giraudo e
Innocenzo Mazzini l’ergastolo sportivo: la radiazione. L’indagine che ha visto
come attori - loro malgrado
- in negativo gli ex dg e
ad bianconeri (oltre all’ex
vicepresidente Figc) era già
partita male (velocissima e
ovviamente alquanto lacunosa) e, dopo una serie di
telefonate venute alla luce
nel corso di questi anni, che
hanno coinvolto parecchi
personaggi insospettabili
tesserati in diverse società

(anche quelle considerate ‘onestissime’) rischia di
finire ancora peggio. In un
calcio nostrano che galleggia tra una feroce polemica
arbitrale e l’altra, con intermezzo di lotta sanguinosa
per i diritti tv, faide interne
e scandali-scommesse, si è
inflitta una pena esemplare
ai protagonisti di una vicenda che ancor oggi addensa
diverse nubi che a loro volta
destano fortissimi sospetti
di omissione. Chissà, forse
il Processo di Napoli fornirà altre indicazioni (sempre
che qualcuno dall’alto non
sparigli a suo piacimento
le carte) ma l’impressione
è che, come sovente (per
non dire sempre) avviene
nel nostro Paese, occorreva
anche questa volta ricercare
i ‘capri espiatori’ a dispetto
della verità, con la ‘V’ maiuscola.

Cambiare tutto perché nulla
cambi. Il più debole dei
forti, in un certo momento storico, deve lasciarci le
penne per permettere agli
altri padroni del vapore di
mantenere intatto - o accrescere - il loro potere.
E’ l’Italia, non c’è molto
da stupirsi. Neanche che
la Juventus stia attendendo
da oltre un anno di sapere
se lo scudetto cosiddetto ‘di
cartone’ consegnato dall’ineffabile dottor Guido Rossi
all’Inter debba essere restituito a causa di alcune telefonate (scoperte ovviamente
con notevolissimo ritardo
e soltanto per merito della
difesa moggiana) come
minimo ‘imbarazzanti’ per
la società milanese.
Ma la Figc, ora è sicuro, ha
sempre una doppia marcia.
Dipende dalle circostanze.
Roberto Grossi

marchio granata. Un marchio che
ha bisogno soltanto di una lucidata per tornare a risplendere. E’
chiaro che questo è un discorso
che riguarda la storia del Toro,
non gli ultimi capitoli. E’ un vecchio discorso che parte da Rossi,
l’ultimo presidente facoltoso e
disposto ad investire nel calcio: si
fatica a trovare altri appassionati
con le stesse prerogative. Pertanto
se nessuno bussa alla porta della
società, bisogna andare avanti con
l’attuale dirigenza. Ventura è gia
un primo passo, ne devono seguire
altri con un progetto che abbia i
tempi giusti per riportare la squadra nella categoria che le compete.
C’è riuscito il Novara, non può
non riuscirci il Toro.
A proposito di Novara.
L’impresa di approdare in serie
A è frutto di un ‘miracolo’ o del
grande lavoro di un gruppo illuminato? E cosa ne pensa riguardo alle polemiche sull’utilizzo,
da parte della squadra azzurra,
del terreno in erba sintetica?
Sicuramente è stato un lavoro
corale, certosino, attento a tutti i
dettagli che il calcio richiede, con
una società che ha saputo spendere bene, uno staff tecnico che ha

StadioGoal
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Reg. Trib. n° 5762 del
10/09/2009 rilasciata dal
Tribunale di Torino
Direttore Responsabile
Roberto Grossi
(rgrossi@stadiogoal.it)

saputo gestire un gruppo di giocatori bene assortiti, motivati, sostenuti anche da una tifoseria che da
oltre mezzo secolo era affamata
di un calcio che conta. Le due
promozioni che hanno portato il
Novara in serie A ne sono la testimonianza. Novarello è un altro
tassello prezioso che completa un
mosaico che merita un applauso.
Oltre alla squadra, il Novara porta
in serie A il terreno in erba sintetica. Un tema che non mancherà di
suscitare discussioni poiché
è l’unica società ad avere

questa prerogativa. Sicuramente
è stato un vantaggio nella scorsa
stagione: le partite interne hanno
visto gli azzurri perdere soltanto
una volta, con il Modena, nell’ultima giornata che non contava più
per la classifica. Sono dell’avviso
che il calcio abbia il suo humus
nell’erba naturale, e che tutti debbano giocare su questo terreno.
Però sono anche curioso di vedere
l’esperimento del Novara e della
sua erba artificiale di ultima generazione nella massima divisione.
Erminia Principe

Il Presidente
novarese
Accornero
e ‘Jimmy’
Fontana

Hanno collaborato
Andrea Montanari
Bruno Bernardi
Domenico Beccaria
Erminia Principe
Gabriele Cavallaro
Giovanni Rolle
Mauro Costanzo

StadioGoal è distribuito
venerdì 17 giugno in numerosi
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giovedi 16 giugno alle ore 18

17 giugno 2011

4 Juve, Forum Giornalisti

www.StadioGoal.it

Conte e Pirlo dividono la critica
Ma tutti aspettano i campioni
L’unico settimanale sportivo gratuito

Opinioni divergenti su nuovo tecnico e sull’ex milanista. Una certezza: la Juve deve rinforzarsi parecchio
GIANNI BALZARINI
1: “Conte possiede tutti i
crismi, umani e tecnici, per
essere l’uomo giusto per
il rilancio. Non credo che
l’età e la relativa esperienza
possano rappresentare un
limite, vedi l’esempio di
Guardiola. Ovviamente la
nuova Juve di Conte non
potrà essere al livello del
Barcellona, ma io credo
che, se gli metteranno tra
le mani la squadra giusta,
Conte possa essere la soluzione ottimale”.
2: “Un campione come Pirlo
non si discute. Come caratteristiche tecniche rientra senz’altro
nella categoria dei top player,
l’unica discriminante è rappresentata dall’età, non più giovanissima, anche se per il ruolo
che ricopre è un fatto relativo.
Ziegler e Pazienza li definirei,
invece, colpi di “alleggerimento”. Il caso della Lazio, comunque, dimostra che è possibile raggiungere buoni risultati
anche con dei giocatori non di
primissimo piano”.
3: “Mettendo al fianco di Pirlo
un cagnaccio di centrocampo,
uno che sia in grado di recuperare palloni. Il giocatore ideale
la Juve ce l’avrebbe in casa ed è
Sissoko. Il suo recupero un’idea
che non dispiace a Conte, anche
se dovranno essere verificate
le condizioni fisiche del giocatore e ricucire lo strappo creatosi, nell’ultima stagione, fra il

Aquilani e Marchisio”.
4: “I numeri della passata
stagione dicono chiaramente che la difesa ha fatto
acqua da tutte le parti e
non per colpa dei portieri.
Servirebbe un centrale al
posto di Bonucci, mentre
Diarra e Aguero sono ottime soluzioni per centrocampo e attacco”.

4 DOMANDE agli esperti
è l’allenatore giusto per ricostruire una
1Conte
Juventus vincente?
ne pensa dei nuovi acquisti (Pirlo, Ziegler,
2Cosa
Pazienza)?
Come farà Conte a inserire Pirlo nel suo 4-2-4? Non
3
è un azzardo far ruotare una squadra attorno ad
un giocatore che, seppur indiscutibile tecnicamente,
maliano e la società”.
4: “Il modulo di Conte prevede
esterni alti. Il sogno, in questo senso, sarebbe Ribery, ma
andrebbero bene pure Vucinic o
Sanchez, anche se per quest’ultimo sarà difficile, viste le
richieste di Pozzo. Non vedo
invece tutta questa necessità di
cercare una punta: l’attacco è il
reparto nel quale la Juve è maggiormente coperta”.
ALESSANDRO COSTA
1: “Non credo che la
Juve sarà in grado di
vincere lo scudetto nella
prossima stagione, a prescindere dall’allenatore. Il piazzamento in Champions sarebbe già
un successo, con solo 3 posti a
disposizione. Inoltre, il fatto di
essere un tipo sanguigno e grande tifoso bianconero, potrebbe
ritorcersi, come un boomerang,
contro Conte. Forse sarebbe
stato meglio puntare su di un

ha già compiuto 32 anni?
In quali reparti la Juve ha più bisogno di essere
rinforzata? (Se possibile fare anche alcuni nomi)

4

allenatore che non fosse così
tifoso”.
2: “Pirlo è senz’altro l’operazione migliore tra quelle finora
effettuate dalla dirigenza. Se sta
bene è il regista che serviva alla
Juve, mentre Ziegler copre il
buco sulla destra. Pazienza può
essere una valida alternativa ed
essere arrivato a parametro zero
rende ancora più valida questa
operazione”.
3: “Sicuramente non affiancandogli Marchisio: sarebbe un
centrocampo troppo leggero. Il
vero problema, però, è come
coprire le fasce, visto che la
Juve faticherà a trovare le soluzioni giuste”.
4: “Serve un colpo in attacco, perchè non ritengo Matri
all’altezza di una squadra che
lotta per scudetto o piazzamento Champions. Come caratte-

ristiche, servirebbe uno come
Pazzini, e, in questo senso,
credo che Dzeko sia più indicato rispetto a Tevez”.
EMANUELE GAMBA
1: “Credo che la scelta di Conte
andasse fatta già 2 anni fa. Ha
già dato ampia dimostrazione
di essere in grado di migliorare
il gioco di una squadra, ma il
compito che lo attende sarà duro
visto che gli si chiede di restituire un’identità ad una Juve che
nelle ultime 2 stagioni è arrivata
al 7° posto”.
2: “Sono tutti giocatori arrivati a parametro zero e questo
lascia spazio a qualche perplessità. Prima di dare un giudizio,
però, voglio aspettare le prossime mosse di mercato, perchè

Marotta-Paratici: non snaturate il mister

Almeno un top-player. Il nuovo tormentone dell’ennesima estate calda bianconera. Lo stesso refrain che caratterizzò la scorsa sessione estiva di mercato, ancorata nell’infinita trattativa Dzeko e nel ‘no’ di Di Natale. Ad un anno di distanza il cantiere Juve rivede in
cabina di regia Marotta–Paratici, forti di un anno di esperienza in un grande club, affiancati da mister Conte. Tutto ruota attorno al
poker d’assi: Tevez, Sanchez, Rossi e Aguero. Per il Kun, con Nyamar al Real, le quotazioni salgono. Ma giunti a metà giugno qual è
lo stato delle cose? Acquisita qualità in mezzo al campo con Pirlo, messo mano al pacchetto difensivo, fermato Gigi Buffon, di fatto
sulla nota spese del tecnico di Lecce, non vi sono ancora segni di spunta. Tatticamente integralista, Conte nel suo 4-2-4 sviluppa gran
parte del gioco offensivo sulle fasce ed è in questa zona che pretende grandi colpi. Nani, Bastos, per non parlare dell’ambitissimo Sanchez, nomi che accendono la fantasia. Detto del reparto arretrato (Ziegler e Liechsteiner), e dell’innesto di
Pirlo a centrocampo, si aprono scenari che destano perplessità tattiche. In primis il regista azzurro: in termini di qualità
il bresciano non si discute, ma il colpo, imputabile alla precedente gestione, potrebbe collidere con il modulo di Conte
che prevede più muscoli e corsa che ragionamento e geometrie in mezzo. I rumors danno in pole Diarra: la dinamicità
del mastino francese, a fianco alla genialità di Pirlo (il tutto abbinato ad una ragionevole duttilità di Conte), potrebbe
essere la soluzione ideale. Un’altra riflessione in merito al duo di terzini rosso-crociati: come già rimarcato, il tecnico,
per la fase offensiva, punta molto sugli esterni alti e a quelli bassi chiede copertura. Non pare questa l’esatta propensione di Ziegler e Liechsteiner. L’augurio è Conte non debba snaturarsi troppo e che lo si possa apprezzare per
le sue idee che finora gli hanno regalato soddisfazioni. Perplessità e sogni: la speranza è che non si debba andare
incontro all’ennesimo brusco risveglio.
Mauro Costanzo

FABRIZIO TURCO

ho la sensazione che né Pirlo
né Pazienza saranno elementi
fondamentali nella nuova Juve”.
3: “Come ho detto prima, voglio
attendere la fine del mercato,
perchè la mia impressione è che
Pirlo non sarà un titolare fisso
nel gioco di Conte”.
4: “La Juve necessita di rinforzi in tutti i reparti: un centrale difensivo ed un giocatore
di sostanza a centrocampo. Il
problema sarà come coprire le
fasce di centrocampo, visto che
non vedo in giro molte soluzioni
praticabili. Paradossalmente, gli
sforzi della dirigenza sembrano concentrati nel reparto dove
forse c’è meno bisogno, che
è l’attacco. Dovendo scegliere
un giocatore per fare il salto di
qualità, punterei su Tevez”.
GIANLUCA ODDENINO
1: “Scegliendo Conte, la Juve
ha ‘accontentato’ i tifosi. A
Bari e Siena ha lavorato bene,
ma il compito che lo attende a
Torino sarà molto più difficile.
O vince subito lo scudetto o
rischia di essere cacciato prima
di Natale”.
2: “Pirlo a parametro zero è un
affare e al posto del Milan non
lo avrei lasciato andar via a cuor
leggero. E’ un colpo sul quale la
Juve stava lavorando da marzo
e di questo bisogna dare atto
alla società bianconera, anche
perchè evidentemente sono riusciti a convincere il giocatore a
credere nel loro progetto”.
3: “L’unica incognita è rappresentata dalla sua tenuta fisica. Come modulo sarebbe più
adatto a un 4-3-3, che avrebbe
consentito, inoltre, di recuperare

1: “Per la sua juventinità, Conte può essere l’uomo giusto per rimettere pace
nell’ambiente bianconero. Però
a mio avviso un allenatore può
incidere per il 30%. Il rimanente
70% toccherà farlo a Marotta e
ai giocatori che riuscirà a portare alla Juve”.
2: “Sono validi rinforzi, ma se
non arriveranno quei 2-3 campioni in grado di far fare il salto
di qualità, il mercato juventino
rimarrà incompiuto”.
3: “Molto dipenderà dalle condizioni fisiche del giocatore
e dall’apporto che riuscirà a
dare alla squadra. Ho qualche
perplessità sul modulo tattico,
sarebbe andato meglio in un
rombo, o, al limite, in un centrocampo a tre”.
4: “La Juve deve intervenire ovunque ma un po’ meno
in attacco, dove il rientro di
Quagliarella potrebbe rivelarsi
l’arma in più nella prossima
stagione”.
Giovanni Rolle

17 giugno 2011

Le Decisioni della Federcalcio 5

www.StadioGoal.it

Fine corsa per Moggi e Giraudo
“Se vogliono guerra l’avranno”
L’unico settimanale sportivo gratuito

Radiazione per i due. L’ex dg bianconero non si arrende: “Secondo grado e ricorso, la lotta continua”
Erano in molti ad aspettarle e alla
fine le radiazioni sono arrivate:
Luciano Moggi, Antonio Giraudo
e Innocenzo Mazzini sono
stati radiati. La Commissione
Disciplinare della Federcalcio
ha emesso la sentenza a carico
degli ex dirigenti della Juventus
e dell’ex dirigente della Figc.
Il 6 giugno a Roma c’era stata
un’udienza caldissima, ma evidentemente le parole e i concetti
espressi dagli avvocati in quella
sede non hanno prodotto effetti di
rilievo. La richiesta della Procura
Federale è stata accolta dopo circa
10 giorni di camera di Consiglio.
La battaglia con la Federazione
però è appena cominciata, perché
ci sarà sicuramente l’appello e
altro ancora. Le parole di alcuni
protagonisti.
Luciano Moggi: “Chi fa queste cose pagherà le conseguenze,
evidentemente qualcuno non ci
vuole nel calcio. Io non mi arrendo. Ora si va avanti con il secondo grado, poi il ricorso alla Corte
del Coni. Intanto voglio leggere
le motivazioni. Ma continuerò a
lottare, non c’è nessun dubbio: se
vogliono la guerra, state certi che
l’avranno”.
Avvocato Trofino: “L’innocenza
di Luciano Moggi sta nelle altre
170 mila telefonate che solo in
parte sono state messe agli atti.
Tutti le avevano a disposizione,
noi ce le siamo andate a cercare

e ad ascoltare... Non ho seguito io il procedimento presso la
Federcalcio ma so per certo che
Luciano si sente ingiustamente
discriminato. Ora che cominciava
a dimostrare la sua innocenza, e la
squalifica sportiva stava per finire. Questa sentenza è rimasta per
cinque anni nel limbo, è davvero
troppo tempo. In qualsiasi sistema giuridico, per quanto rudimentale, non sarebbe possibile”.
Avvocato D’Onofrio: “La commissione non ha ascoltato le
richieste del Coni, ma comunque
non sono preoccupato, ci sono
ampie speranze in sede di appello, la Commissione ha guardato
solo i fatti del 2006 non prendendo in considerazione gli ultimi 5
anni. I prossimi gradi di giudizio,
sono passaggi obbligati, visto che
la sentenza non convince. Quindi
Giustizia Federale e poi Alta
Corte del Coni (lo stesso organo
che impose alla FIGC l’attualizzazione delle prove). Con le
nuove intercettazioni emerse nel
processo penale, ci sono già le
prove per confutare la sentenza
del 2006, e non serve aspettare
la fine del processo di Napoli. Il
risultato peggiore sarebbe stato
se la Federazione avesse trovato
prove attuali sulla colpevolezza
si Moggi, ma non le ha trovate.
Non è Palazzi che deve revocare lo scudetto all’Inter, ma lo
stesso procedimento, quindi con

Qui sopra Moggi e Giraudo. In alto il Procuratore Palazzi

una decisione amministrativa.
Le nuove prove comporterebbero una decisione disciplinare
che il Procuratore Palazzi non
potrebbe non prendere in considerazione. Il Presidente Abete
stimola Palazzi, ma Abete stesso
dovrebbe anch’esso prendere atto
della situazione, tutto il complesso della Federazione dovrebbe
prendere atto della cosa, non il
solo Palazzi. La radiazione fu
data dalla somma delle contestazioni e quella più grave fu la

nel Nuovo punto vendita U2
In via asinari di bernezzo A TORINO
prezzi bassi e qualità tutti i giorni
Ha aperto i battenti, mercoledì
15 giugno scorso, il nuovo
supermercato U2 di via
Asinari di Bernezzo 106
a Torino, in Borgata Parella.
Un punto vendita comodo
anche per gli automobilisti: è
infatti disponibile un ampio
parcheggio composto da
circa 50 posti auto.
Una vera rivoluzione nella
spesa, dove fare acquisti è
vantaggioso e intelligente.
Da U2 non esistono promozioni
nè volantini, ma PREZZI
BASSI e QUALITà TUTTI
I GIORNI della settimana,
per comprare quello che vuoi
quando vuoi.
U2 Supermercato, con un
assortimento chiaro e completo,
non fa perdere tempo e offre
tanti prodotti di marca e
tanti prodotti freschi serviti

ai banchi. Senza dimenticare
oltre 1000 prodotti
garantiti da UNES,
sempre al prezzo più basso di
tutti, per risparmiare
fino al 50% sulla spesa.
U2 offre inoltre fornitissimi
reparti di gastronomia e
macelleria, oltre a pane fresco
tutti i giorni.

Ma non è tutto
I supermercati U2 sono attenti
anche al risparmio dell’
ambiente; per questo
U2 offre borse in Tnt
da utilizzare e riutilizzare o
sacchetti in MaterBi
interamente biodegradabili per
combattere l’inquinamento
ambientale.
E ancora: riduce gli sprechi
di confezionamento

con proposte di caffè in
confezioni singole e dentifrici
in tubetti da almeno 100
ml, vende solo lampadine
a basso consumo energetico
che permettono di risparmiare
fino al 80% sulla bolletta
dell’energia, detersivi
liquidi sfusi in bottiglie di
plastica rigenerata e ricicla
la plastica, restituendo 1
centesimo al pezzo (sotto
forma di buoni da scontare
direttamente sulla spesa), ai
clienti che riportano le loro
bottiglie di plastica PET vuote.
Tutto questo e altro ancora solo
da U2, nel nuovo punto
vendita di Borgata Parella,
in via Asinari di Bernezzo
102 a Torino.

SOLO DA NOI I PREZZI
SONO A PEZZI!

‘esclusività’, cosa che dalle nuove
intercettazioni è stata ampiamente
confutata”.
Avv. Tortorella: “Non poteva
essere scritta sentenza migliore
da appellare”.
Innocenzo Mazzini: “Chi mi
conosce sa chi sono. Per me, più
che questa sentenza, parlano gli
oltre 40 anni di volontariato nel
mondo del calcio. C’è chi parla di
giustizia burla. Io questo non lo
dico. Dico solo che è stato fatto
tutto, fuorché la giustizia. So che

sta per tornare Baldini nel calcio.
Lo conosco da tanti anni, è un
mio amico e gli faccio tanti auguri per la sua nuova avventura”.
Daniele Capezzone, portavoce
del Pdl, a titolo strettamente personale, si è espresso in questi
termini: “Da cittadino, da liberale
e da garantista, vorrei esprimere il mio sconcerto. Tutti sanno
che finora, in sede sportiva, sono
stati colpiti, di fatto, solo Moggi,
Giraudo e la Juventus. Quando
invece, nel corso del processo
penale di Napoli è emerso un
quadro ben più vasto e tale da
coinvolgere molti altri dirigenti
e società. In sostanza si continua ad accendere i riflettori su
una verità parziale, scaturita da
una vasta campagna mediatica
volta a colpire solo Moggi e la
vecchia dirigenza della Juve, per
meglio occultare le responsabilità
di tanti. È lo stesso meccanismo
già sperimentato a suo tempo con
Tangentopoli, con l’aggressione
condotta solo contro alcuni, per
meglio salvare e favorire altri.
È interesse di tutti i tifosi che ci
sia una riapertura e una revisione
totale del processo sportivo, alla
luce dei nuovi fatti emersi”.
Commento finale. 
La sentenza era ampiamente prevedibile ed erano in molti ad
aspettarsela. Bisogna pur sempre
tenere conto che i giuristi ragio-

nano in modo formale.
La proposta di radiazione è
appoggiata sulle sentenze del
2006, è difficile che un giudice si metta a ricontestualizzare tutte le decisioni entrando nuovamente nel merito con
le nuove prove proposte. Non
con il clima forcaiolo di questo periodo (ricordiamo il nuovo
scandalo scommesse) e con le
sentenze sfavorevoli del 2006, in
aggiunta alla condanna in primo
grado di Giraudo. Insomma,
bisognerebbe trovare dei giudici
molto pignoli e coraggiosi che
abbiano voglia di scendere nel
merito delle specifiche accuse
per decidere in senso differente.
Cosa alquanto difficile in Italia
in generale, e nell’Italia pallonara in particolare. La chiave
di lettura interessante, invece, è
l’invito dell’Alta Corte del Coni
sull’attualizzazione del procedimento, che è stata completamente ignorata. L’impressione è che
sarà difficile che la vicenda si
chiuda con l’appello. Il viaggio
è ancora lungo, e gli avvocati andranno fino in fondo. Nel
frattempo, magari a Napoli ci
sarà una sentenza di primo grado
e le cose potrebbero cambiare.
Comunque, il ricorso sarà depositato entro 7 giorni.
Antonio Catapano
( www.ju29ro.com )

17 giugno 2011

6 New Delle Alpi: Polemiche

www.StadioGoal.it

Quella ‘macchia’ nel nuovo stadio
Tiranti, chi è il responsabile?
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15 cm di diametro per ogni cavo: come quando una mosca si appoggia sulla tv. Innervosisce a prescindere

Il termine tirante, in architettura, indica un elemento strutturale, spesso di metallo, utile
a contrastare le forze spingenti
laterali dovute al peso, ad esempio, di una copertura. Lo si
ritrova spesso in associazione
con archi o volte. Dal punto di
vista strutturale viene chiamato
tirante un elemento che lavora,
come si intuisce dal termine, a
trazione semplice, a differenza
del puntone che invece lavora a
compressione semplice.
Si tratta della grande macchia
nel nuovo Stadio della Juventus
di cui si parla ormai in quasi
tutte le sedi bianconere del web.
Mentre i progettisti, Francesco
Ossola e Massimo Majowiecki,
sul tema tacciono, i tifosi tentano ricerche, ipotesi e teorie,
a volte anche molto fantasiose.
Circa 15 centimetri di diametro per ogni cavo, posti uno
dietro all’altro, che da alcuni
punti, con una visuale appena
appena obliqua, forse potrebbero diventare 30 centimetri totali, perché potrebbero
vedersi entrambi, affiancati
uno all’altro. La prima cosa
che sembra abbastanza certa e
che può essere utile precisare,
è che certamente coloro che
siederanno più in alto avranno una visuale migliore, perché
tanto maggiore è la distanza tra
lo spettatore e il tirante, tanto
minore è il disturbo visivo. E
con la stessa logica, l’impatto
su chi siederà più in basso sarà
sicuramente maggiore. Certo,
sembra abbastanza chiaro che
il disturbo varierà anche in
base alla posizione dello spettatore sugli spalti e anche in
base all’azione di gioco. Infatti,
con una visuale divisa in due
parti, quando un lancio parte
da un lato del “quadrante visivo” e finisce abbondantemente nell’altro lato, il disturbo,
provando a misurarlo essenzialmente solo in termini di tempo,
probabilmente è nell’ordine dei
millesimi di secondo. Ma proviamo ad immaginare un’azione
di gioco dove c’è un batti e
ribatti proprio nella traiettoria
dei tiranti che alcuni spettatori
hanno davanti agli occhi. In
questo caso non diventano forse
un fastidio notevole? E sapete
qual è il paradosso? Che forse
è un fastidio notevole anche se

si riesce benissimo a vedere l’azione. E’ un po’ come quando
una mosca si appoggia sullo
schermo di un televisore acceso: innervosisce lo spettatore
a prescindere. Ora, non è ancora chiaro se questa soluzione
costruttiva è stata adottata dopo
l’inizio dei lavori, magari dopo
aver realizzato alcuni test su un
modello in scala, o se, invece, il
progetto la prevedesse fin dall’inizio e la Juventus di Blanc
e Cobolli abbia ugualmente
approvato il progetto stesso.
Di certo c’è che più si cerca
sull’argomento per capirci qualcosa, e più ci si rende conto che
i tiranti non sono stati adottati
a metà dell’opera, ma probabilmente in una fase quasi embrionale dell’inizio dei lavori. A
questo punto, dunque, sembrano
plausibili due sole possibilità:
il progetto è nato così, oppure
ha subito una modifica poche
settimane dopo l’approvazione. Sinceramente non siamo in
grado di dire quale delle due
opzioni corrisponde alla verità.
Quello che ormai è assodato è
che, in uno Stadio inaugurato
nel 2011, qualche tifoso potrebbe ritrovarsi a pagare un biglietto non proprio a buon mercato,
ed avere la propria visuale divisa a metà. Delle risposte ufficiali o ufficiose del club parleremo
in un altro momento, per ora

ciò che ci interessa è puntualizzare alcuni specifici aspetti.
Il primo punto da evidenziare è
che le aree che saranno interessate grossomodo dal problema
sono vaste, e potrebbero essere
addirittura migliaia gli spettatori che dovranno cimentarsi con delle vere e proprie
acrobazie oculari, e non solo
poche decine. Secondo punto,
dopo aver scavato nel passato
professionale dei progettisti, e
soprattutto in quello del Prof.
Massimo Majowiecki, è interessante notare come nelle soluzioni progettuali proposte l’idea
del “Tirante” in generale si è
presentata con una discreta
frequenza (Stadio delle Alpi,
opere di supporto e contenimento alla Torre di Pisa, Ponte
Pedonale di Bologna, Tribuna
dell’Ippodromo di Modena) e
in quasi tutti quei casi erano
soluzioni ragionevoli. Ma in
particolare l’ultimo progetto
citato crea qualche perplessità,
per via della sospetta similitudine tra la copertura dell’Ippodromo e la copertura del
nuovo Stadio della Juventus.
Ma questo tipo di informazioni
raccolte non possono certo dare
risposte significative, dunque la
carta migliore da giocare è una
ricerca accurata nel sito internet
dell’Architetto Gino Zavanella,
capo progettista che aveva supe-

visionato sia il primo progetto di
Giraudo, sia il secondo (ossia,
quello quasi identico a quello
realizzato). Dopo le opportune
verifiche, possiamo dire che in
entrambi i progetti di tiranti non
se ne vedono, proprio come non
se ne vedono nei “rendering”
successivi. Insomma, il mistero
per ora resta insoluto. Veniamo,
infine, alle ultime notizie
sull’argomento. Il 21-05-2011 il
quotidiano La Repubblica ha
pubblicato un articolo riguardante il nuovo Stadio della Juve,
che ha fornito una ricostruzione dei fatti secondo la quale
il progetto sarebbe nato con i
tiranti, e sarebbe stato avallato
sia dalla gestione Giraudo sia
dalla gestione Blanc. In pratica
ci sarebbe stato solo un semplice passaggio del testimone
tra le due dirigenze senza particolari modifiche rispetto all’idea originale. Il 22-05-2011, il
Tuttosport, in un trafiletto non
firmato a pagina 3, ha riportato
le dichiarazioni dell’avvocato
di Antonio Giraudo, Andrea
Galasso, che ha rispedito al
mittente l’ipotesi che i tiranti fossero presenti già nel
progetto dell’ex a.d. della
Juventus. Riportiamo testualmente: “La progettazione del
nuovo “Delle Alpi” affidata all’epoca dal dott. Antonio
Giraudo, seppure non ancora

nella fase esecutiva, escludeva
i tiranti di qualsivoglia natura e spessore. La conclusione
ineludibile è che se la Juventus
ha potuto coltivare l’idea di
uno Stadio di sua proprietà
lo deve ad Antonio Giraudo,
se questo Stadio ha i tiranti
lo deve a Jean Claude Blanc”.
La domanda sorge spontanea:
Giraudo, dunque, darà mandato
al suo avvocato di querelare il
giornalista de La Repubblica in
merito all’articolo in questione?
Lo scopriremo presto. Come
ultimo dato, solo a scopo di
curiosità e per stimolare qualche
riflessione, segnaliamo le parole
dette da uno dei celebri ospiti,
l’8 settembre 2007 sul palco del
“V-Day” di Bologna (il famoso
evento organizzato da Beppe
Grillo): “Adesso si progettano

gli edifici così... Non è più
Architettura, è Industrial
Design. Si dimenticano le funzioni che ci sono dentro, che ci
vivono le persone. Basta fare
scenografia, perché si vende
solo il fumo ormai”.
Provate un po’ ad indovinare
chi ha parlato in questi termini... Esatto, proprio lui, uno dei
progettisti, il Prof. Majowiecki.
Per correttezza consigliamo ai
lettori la visione del video, che
si trova molto facilmente su
Youtube, per capire meglio il
senso di tutto il suo discorso
fatto quel giorno, in quella sede.
E così, mentre i progettisti
restano silenti, mentre le due
dirigenze bianconere si rimbalzano le accuse e la società
Juventus FC ha dato alcune risposte ufficiali fumose
sul tema (anche sul costo dei
biglietti per i settori interessati),
per molti tifosi le parole del professore, risentite ad alcuni anni
di distanza, suonano come una
beffa, perché ormai è chiaro che
anche per il nuovo Stadio della
Juventus qualcuno si è dimenticato “le funzioni che ci sono
dentro e che ci vivono le persone”. Dunque i tiranti ci sono,
le colpe di qualcuno anche,
ma per conoscere il nome del
responsabile di questa scelta
bisognerà aspettare ancora.
Antonio Catapano
( www. ju29ro.com )
In alto Jean Claude Blanc
‘ammira’ i tiranti all’interno
del nuovo stadio.
Sotto una foto dell’ippodromo
di Modena: molte le
similitudini con i tiranti (però
a Modena sono esterni) del
nuovo Delle Alpi.

Nella foto a sinistra
il nuovo tecnico granata
Giampiero Ventura.
Qui a destra Giuseppe
Signori, scommesse

17 giugno 2011

8 Toro, Mercato e Intervista a Salvadori

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Toro ad un passo da Ebagua
Coppia gol con Antenucci?
L’unico settimanale sportivo gratuito

L’attaccante italo-nigeriano del Varese vicinissimo ai granata. In difesa torna d’attualità la pista Knezevic
Sarà un Torino più o meno
forte della passata stagione?
E’ la domanda, angosciata,che
si pongono i tifosi granata,
in attesa che il mercato porti
le prime indicazioni sul futuro che si sta preparando per
la squadra di Ventura nella
prossima stagione. Una stagione che i granata dovranno
affrontare quasi sicuramente
senza il giocatore più rap-

presentativo degli ultimi due
campionati. Le dichiarazioni
sia di Petrachi che di Ventura
sembrano, infatti, lasciare
poco spazio alla permanenza
del capitano all’ombra della
Mole, anche se le condizioni
economiche (leggi contratto)
del centravanti bergamasco
rappresentano un intoppo per
la cessione dell’ex attaccante
di Reggina e Lazio, al quale
non mancano, comunque, estimatori d’eccezione.
Per un Bianchi sul piede di
partenza, c’è un Ogbonna che
potrebbe rimanere, malgrado
sul giocatore siano puntati
gli occhi di mezza serie A.
Il mercato del Torino è,
comunque, appena nella
prima fase delle trattative,
visto che l’unico nome sicuro,
al momento, è quello del nuovo
allenatore,
Giampiero
Ventura, al quale sono
affidate le speranze

di vedere il gioco spumeggiante che era nelle promesse anche
ai tempi dell’avvento dell’emergente Lerda. L’esperto
ex condottiero del Bari è, al
momento, l’unica certezza di
un mercato dal quale i tifosi
si aspettano le prime scintille. Il primo colpo in entrata
potrebbe essere Ebagua, per il
quale Petrachi è al lavoro con
il Varese per portare in maglia
granata l’attaccante rivelazione
dell’ottima stagione dei lombardi. Il gioco di Venrtura prevede, infatti, delle punte veloci, caratteristiche che si addicono perfettamente al profilo
di Antenucci. Un altro degli
obiettivi primari del ds torinista
è infatti la conferma dell’attaccante ottenuto in prestito dal
Catania nel mercato di gennaio,
per il quale c’è da risolvere
la comproprietà con gli etnei,
prima che si arrivi alla drastica
soluzione delle buste.
Per sistemare la difesa potrebbe tornare d’attualità un vecchio pallino di Cairo, quel
Knezevic, sul quale alcuni
anni fa si scatenò un vero e
proprio derby in sede di mercato, prima che il giocatore
scegliesse di accettare l’offerta della Juventus. Sempre in
chiave di reparto arretrato,
resta aperta anche l’ipotesi
Loria, possibile cavallo
di ritorno essendo stato
agli ordini di Colantuono
nella scorsa stagione.
Giovanni Rolle

salvadori: “ogbonna deve rimanere”
“Senza una programmazione seria, non si va da nessuna parte. Ti potrà capitare
l’exploit, ma sarà un fuoco
di paglia, destinato a bruciare in fretta e a non scaldare”. Lapidaria la sentenza di un
convalescente Roberto Salvadori,
storico terzino dell’ultimo scudetto granata, oggi appassionato
ciclista. Si scherza sulla recente
operazione che lo ha tenuto lontano dal Giro d’Italia e dal Tour
e fra una battuta e l’altra si parla
di Toro. Un discorso velato di
malinconia, da parte di un campione che al Toro ha dato tanto,
altrettanto ha ricevuto e al quale
è rimasto legato. “Il calcio è sport
di squadra, di gruppo – spiega
Roberto – in cui uno zoccolo duro
di anziani affiatati crea attorno
a se coesione e unità d’intenti, aggregando le persone valide
e estromettendo le mele marce.
Se il gruppo funziona, funziona
tutto. Diversamente no. Ora, non
sto dicendo che oggi non ci sia
gruppo o che le mele marce siano
i più. Ma non c’è materialmente
il tempo di costruire questo benedetto gruppo aggregante. Ogni
anno cambiano un mare di giocatori, in un vortice confuso che
disorienterebbe chiunque. La
maggior colpa di questa gestione è il non aver saputo dare
continuità allo spogliatoio”.
In effetti le cifre del Toro post

una mostra per la ‘maratona’
In un periodo, sempre più lungo e travagliato, in cui il coro che si alza dalla
curva “Il Toro siamo Noi!” assurge a
verità innegabile, il Museo del Grande Torino ha deciso di dedicare una
mostra al tifo granata, intitolata “12 la
Maratona”. Un omaggio a tutte quelle
persone, che in diverse forme, hanno
dedicato una bella fetta della propria
esistenza al Toro, sacrificando tutto
per consacrarlo alla propria Fede. Ripercorre le tappe che dal 1951, anno
di costituzione dei Fedelissimi Granata, primo club organizzato di tifosi di

calcio in Italia, ha portato la gente del
Toro a rappresentare l’uomo in più,
che ha spinto la squadra ai successi
e l’ha sorretta nei momenti difficili.
Oggi, che essere tifosi del Toro è esercizio di resistenza, è sembrato giusto,
al Direttore del Museo Giampaolo
Muliari, dedicare questo evento alla
gente del Toro. Per partecipare con i
propri reperti: www.museodeltoro.it o
scrivere a 12lamaratona@amsg.it da
cui Michele Amoruso, Simona Cavallo e Pino Caruso, vi risponderanno.
(Foto anni ‘70 di Pino Strega)

fallimento, parlano di 8 allenatori, 5 diesse, oltre 160 giocatori. Un porto di mare, con gente
che viene e va senza quasi aver
avuto il tempo di disfare le valige.
“Paradossalmente - prosegue il
campione d’Italia’76 - la promozione al primo anno dopo
il fallimento, è stata una sfortuna. Cairo aveva la possibilità di fare il punto da zero,
costruendo con calma. Invece,
la promozione l’ha costretto a
accelerare i tempi, con i risultati che sono sotto gli occhi di
tutti. Troppi cambi. La fiducia e
la continuità sono i capisaldi su
cui costruire. Ma capisco anche
le difficoltà a fare un certo tipo
di discorso. A Torino, se un presidente dice: gente, tutti calmi,
per 3 anni stiamo in B per creare
solide basi, i tifosi gli danno il
giro alla macchina con lui dentro.
Qui si pretendono risultati immediati. La scorta di entusiasmo che
Cairo aveva in cascina quando
ha acquistato il Toro avrebbe
potuto essere spesa nel fare questo discorso invece di essere
sperperata in promesse che
poi sono risultate impossibili da mantenere”.
Tormentone del momento, ma Bianchi deve
rimanere? “Bianchi
ha dimostrato il suo
valore, è un calciatore serio, un ragazzo

a posto e quando è in condizione segna e trascina. Ma bisogna
metterlo in condizione di rendere
al meglio. Come tutte le prime
punte, è un egoista e finchè segna
ha ragione. Se duettasse di più col
compagno di reparto, sarebbe più
utile alla causa”. Quindi da chi
ripartire? “Ogbonna è un cavallo
di razza, che necessita ancora di
un po’ di rodaggio per esplodere
al meglio. Andare oggi in A a fare
la riserva o giocare part time non
gli gioverebbe. Quindi ripartirei
da lui e dai 2 di centrocampo, De
& De, che quest’anno hanno fatto
bene. No ad eccessivi cambiamenti. Identificare 5-6 affidabili
e creare attorno a
loro il
clima giusto”.
Domenico
Beccaria

gestire i musei del calcio
Durante il “Museum Football
Seminar”, organizzato dalla Figc, in
collaborazione con lo Studio Ghiretti,
tenutosi a Coverciano gli scorsi 7-8
giugno, c’è anche stata la firma, da
parte dei musei di calcio italiani, del
protocollo d’intesa che di fatto sancisce la nascita della Federazione dei
Musei di Calcio Nazionali. Due giorni
di intenso e proficuo lavoro, in cui
circa 25 corsisti hanno affrontato il
tema, sempre più attuale, di come si
crea e gestisce un museo di calcio
oggi. Oltre che uno splendido biglietto
da visita per la società calcistica cui
il museo si riferisce, può, anzi deve,
diventare una fonte di profitti per

il gestore. Così Ian Nuttal, Shawn
McCoy e Daniel Gazzo, 3 esperti del
settore, hanno illustrato le modalità di
creazione e gestione, successivamente
ribadite da Paolo Piani. È poi toccato ai rappresentanti dei musei già in
essere, apportare la loro esperienza.
Per il Toro, ovviamente, è toccato a
Domenico Beccaria.

17 giugno 2011

Toro, Intervista al Ds 9

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Petrachi deciso: “Non valorizzare
Bianchi e Ogbonna è un crimine”
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Il Dirigente lascia intravedere la partenza dei due gioielli granata: “Meritano entrambi la massima serie”

Bianchi si o Bianchi no? Questo
il principale quesito che avvince
il popolo granata. Il Capitano
rappresenta un patrimonio
importante per il club, dalla cui
oculata gestione dipende in larga
parte il futuro prossimo, ma non
solo, del Torino. Si tratta di una
partita che si gioca su più tavoli, o meglio, con più giocatori.
Da una parte, Rolando e il suo
fratello/procuratore, Riccardo.
Dall’altra la società di via
Arcivescovado, con il terzetto
Cairo-Petrachi-Ventura protagonista. In buona sostanza, il dubbio sta fra mantenere in granata
Rolando, continuando a poggiare sulle sue spalle il peso dell’attacco o lasciare che si accasi
altrove, fornendo linfa vitale alle
casse societarie, per l’acquisto
di altri elementi di peso, non
necessariamente nello stesso
reparto, ma che non lo facciano
rimpiangere. “Stiamo attraversando una fase delicata del
mercato – è la dichiarazione
del diesse Gianluca Petrachi –
con due scadenze ravvicinate
importantissime. Il rientro dei
prestiti e la risoluzione delle
comproprietà. La prima avverrà il 21 e 22, la seconda il 23
del mese. Dobbiamo farci trovare pronti a sfruttare al meglio
situazioni favorevoli derivanti
da rientri inattesi o risoluzioni
indesiderate, in modo da trattare

meglio le sue enormi possibilità.
Come ho già detto e ripetuto,
Bianchi ed Ogbonna sono i due
gioielli nella vetrina del Torino,
non valorizzarli al meglio sarebbe un crimine, oltre che un atto
dissennato”.
Che altro si può aggiungere? Se
erano risposte quelle che cercavamo, certamente non le abbiamo trovate. Almeno non così
esplicite come avremmo voluto.
Ma il discorso della società pare
essere evidente. All’orizzonte si
profila il finale che la maggior
parte dei tifosi non avrebbe voluto vedere. Anche se il sipario non
è ancora calato e i colpi di scena
dell’ultimo minuto sono sempre
in attesa dietro l’angolo…
Domenico Beccaria

con la squadra che detiene la
titolarità del giocatore e spuntare le condizioni migliori”. La
curiosità su possibili obiettivi è
tanta, i nomi dei papabili granata
sono numerosi come spighe in
un campo di grano, ma Petrachi,
ovviamente, non scopre le carte
e quindi l’attenzione si focalizza sul Capitano. “Bianchi è
un patrimonio importante del
club – spiega Gianluca – e il
nostro dovere, anche per rispetto
per il giocatore, è di tutelarlo e valorizzarlo al meglio. Ci

rendiamo perfettamente conto
che Rolando è un giocatore
di livello assoluto, che meriterebbe il palcoscenico della
serie maggiore, ma il discorso è
più complesso di quanto possa
sembrare. Se da una parte il
suo contratto, con cifre importanti, non facilità l’approccio
con tutte le realtà, dall’altra
non sarebbe giusto deprezzare
il suo indubbio valore di calciatore e anche di uomo”.
Un aspetto da non sottovalutare, anzi da mettere in primissi-

mo piano, è l’utilizzo che il
nuovo allenatore, Giampiero
Ventura, vorrà fare di Bianchi
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e come potrebbe inserirsi negli
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il nuovo corso del Toro. “Il
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– precisa il diesse – che non
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vedere la presenza di Bianchi. augurano chre cimeli, reg
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tutto, se Bianchi sarà ancora nella o alla squaddi spessore
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rosa della prossima stagione, sarà
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opportuno trovargli una collocazione che sappia valorizzare al

17 giugno 2011

Le Milanesi 11

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Leonardo, fuga dalla Madonnina
Ad aspettarlo c’è la Tour Eiffel
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Moratti spiazzato: anche Eto’o vuole andarsene e Bielsa rifiuta i nerazzurri. Sembra l’Inter pre-calciopoli...

Uno tsunami, di solito, si scatena all’improvviso. Per chi
è addentro alle magagne di
casa Inter, invece, quello di
questi giorni ce lo si poteva
aspettare. L’apparente gelo tra
Leonardo e i nerazzurri, seppur scoppiato mediaticamente senza preavviso, ha radici
ben salde. Massimo Moratti
aveva scelto Leonardo più per
fare un dispetto al Milan che
per precisa convinzione. Ma in
pratica l’ha scaricato a cavallo
di quelle due partite ammazza
stagione (il derby e lo Schalke)
che hanno definitivamente
compromesso gli obiettivi stagionali: scudetto e Champions.
Ecco che da lì in poi il patron
nerazzurro deve aver pensato
in ordine, prima a Mourinho,

poi a Guardiola. Anche perché
che Leonardo, da grande, non
volesse fare l’allenatore s’era
capito dopo la riluttanza con
cui aveva accettato la proposta di Berlusconi due stagioni
fa. Più per amicizia che per
altro. Subodorate le intenzioni presidenziali, Leo s’è fatto
autorizzare, ha incontrato gli
emissari (anche qui sceicchi)
del Psg, compagine in cui militò nel ‘96/’97 e ha ascoltato
la proposta: 5 milioni all’anno
per fare il direttore sportivo.
Ecco l’occasione di tornare ai
fasti di un tempo, di allontanare le pressioni che un tecnico
subisce, per sedersi dietro ad
una scrivania. All’ombra della
Tour Eiffel. Quindi i contatti
con El Loco, alias Marcelo
Bielsa, argentino sponsorizzato
dal clan Zanetti ed ex selezionatore del Cile. Ergo sponsor importante per arrivare a
Sanchez. Un grande allenatore,
certo, ma mai adoperatosi con
il calcio nostrano. Primi abboccamenti, nonostante il clamore
e un cambio in corsa di guida
tecnica che per una grande è
sempre deleterio, ed i tasselli
che sembravano sistemarsi.
E invece o Moratti stesso o Bielsa, sembrano averci
ripensato, l’idea Vilas Boas
del Porto (che
però ha una
clausola sul

groppone di 15 milioni) torna a
farsi stuzzicante. Con una serie
di implicazioni, tipo l’acquisto dell’attaccante Falcao che
seguirebbe il suo ex tecnico
dal Porto, come strategia per
abbassare il prezzo. E l’idea
di un pezzo da 90 in attacco
non è campata per aria, perché anche Eto’o, smarrito in
questa situazione paradossale,
sembra aver preso tempo non
assicurando di voler rimanere all’Inter anche la prossima
stagione. Insomma un intricato
giallo di mezza estate, in cui
il finale potrebbe stupire tutti.
Anche con l’ipotesi “polverone”, ovvero con Leo ancora
sulla panchina dei nerazzurri.
L’idea è forse strampalata, ma
con questa pazza Inter, bisogna
aspettarsi di tutto. Persino che
tornino in ballo vecchi leoni
del calcio nostrano come Delio
Rossi, Gasperini, Spalletti o
Ancelotti. Ciò che è certo,
forse, è che il tanto bistrattato
Benitez, uno che l’allenatore
lo fa sul serio e per convinzione, avrebbe potuto meritare più
rispetto. Un’occasione in più.
Ora, a metà giugno e con la
campagna acquisti tutta in alto
mare, ripartire da zero è un po’
come scalare l’Everest.
Gabriele Cavallaro
A sinistra Leonardo, sotto
Moratti. A destra Cassano
e il ct azzurro Prandelli.

Milan, Cassano vola verso Firenze?
Intanto Galliani si assicura il talento El Shaarawy dal Genoa

Mister X, l’ha dichiarato
Adriano Galliani, se arriverà lo
farà solo a fine agosto. Quando
la campagna abbonamenti sarà
entrata nel vivo e gli affari di
mercato saranno più convenienti che mai, perché chi vuole
vendere rischia di vedersi sfumare l’affare. E quindi rinegozia le proprie richieste. Così
l’indiziato principe resta sempre
Hamsik, che essendo un tassello
fondamentale del Napoli dovrà
essere adeguatamente rimpiazzato in caso di partenza. Con
qualche idea, in casa partenopea,
già in essere, vedi l’argentino
Lamela. Ma se di big si parlerà
più avanti, di giovani promesse
(alcune già sbocciate peraltro) i
dirigenti del Diavolo si stanno
preoccupando eccome, proprio
in questi giorni. Come un falco,
dopo la sua stagione positiva
al Padova, Galliani è piombato
sul piccolo faraone Stephan El
Shaarawy, classe ’92, di proprietà del Genoa ma ormai
appetito dai migliori club italiani e non. E ciò potrebbe voler
dire addio a Cassano, richiesto
dalla Fiorentina. Con la lungimiranza di chi nel calcio e non
a caso, ha vinto quasi tutto, il
Milan è ad un passo dall’assicurarsi uno dei talenti più cristallini che il nostro movimento
calcistico abbia recentemente

saputo sfornare. Di madre ligure ma di padre egiziano, El
Sharaawy potrebbe arrivare a
Milano per 7 milioni di euro più
la metà di Merkel, anticipando
l’idea del doppio acquisto, per
giunta con cresta, che in casa
rossonera si sta ventilando da
tempo. E non solo, perché addirittura in via Turati si va oltre.
Tre gioiellini rossoneri sono nel
mirino per studiarne il futuro.
Nell’estate 2012 un altro giovane molto interessante potrebbe affacciarsi alla prima squadra, è Simone Romagnoli già
capitano del Milan Primavera
e vincitore della Coppa Italia
2010. Il suo anno nel Foggia
di Zeman è stato molto positivo, risultando quasi sempre
fra i migliori in campo.
Probabilmente salirà
di categoria perchè
lo vuole la Reggina
del
presidente
Foti. Debutterà nel
calcio che conta
anche un altro
difensore , ovvero
Albertazzi, per cui
sono avviate trattative con il Bari,
mentre suggestivo
si profila il probabile futuro dell’attaccante Verdi richiesto da un club di

seconda divisione portoghese,
cioè l’Olhanense. Tutti campioncini da far maturare altrove,
per poi rilanciarli in casa già
quasi fatti e finiti. Se non si
tratta di lungimiranza questa…
(gab.cav.)

17 giugno 2011

12 La Cavalcata Trionfale

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Novara, un giocattolo perfetto
Alla faccia di chi non ci credeva
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Altro che ‘fuoco di paglia’: la società azzurra esempio di programmazione. Ora il derby con la Juve...

L’ultima partita

disputata dal Novara
in serie A è del 3 giugno 1956. Gli azzurri,
penultimi e già retro55 ANNI dopo cessi, ospitarono il
Torino e vennero sconfitti per 2-1. Una stagione disgraziata, quella,
per i novaresi: soli 26 punti conquistati grazie
a 8 vittorie, 10 pareggi e 16 ko. Da lì iniziò il
lungo arrivederci alla massima serie, terminato
soltanto quest’anno con la doppia cavalcata
vincente dalla Lega Pro alla A. Il mito azzurro
è ovviamente Silvio Piola, a cui è intitolato lo
stadio: il più grande centravanti italiano di
tutti i tempi (campione del mondo 1938) giocò
nella città di San Gaudenzio dal 1947 sino a
fine carriera (1954), mettendo a segno ben 86
reti. Da non dimenticare l’altro mito novarese: Giovanni Udovicich. Soprannominato Nini,
esule proveniente da Fiume, era un difensore
roccioso che riuscì a mettere insieme (rifiutando le offerte provenienti da club di A) ben 19
campionati consecutivi (517 presenze tra serie
B e C) con la maglia novarese dal 1958 al 1976
e che gli valsero il titolo onorifico di ‘bandiera’
del Novara.

Nella foto un’esultanza di gruppo dei
calciatori novaresi. Sotto Tesser. In basso
a destra il tifoso vip Michel Platini.

Un’attesa lunga 55, interminabili anni. Finalmente la massima serie del campionato italiano
di calcio tornerà ad annoverare
fra le sue protagoniste anche il
Novara. E mai promozione fu
tanto meritata come quella degli
azzurri della gestione De Salvo
– Sensibile – Tesser che in due
anni dalla Lega Pro hanno saputo costruire un giocattolo perfetto, fatto di sudore, progettualità,
competenza, applicazione. Tutti
ingredienti questi, determinanti
ai fini di un miracolo sportivo,
se si pensa che Bertani e soci
si sono presentati ai nastri di
partenza dell’ultimo campionato cadetto, con una chiarissima
intenzione: la salvezza. Invece
poi, sulle ali dell’entusiasmo e
sulla compattezza di un gruppo
coeso e attento ai dettami del
proprio tecnico, gli azzurri di
mister Tesser hanno cominciato
la stagione sportiva sbalordendo
tutti gli addetti ai lavori. “Sarà
un fuoco di paglia?” si chiedevano molti operatori del settore,
commentando la serie impressionante di risultati positivi che
il Novara ha inanellato tra fine
agosto e dicembre. All’epoca
qualche dubbio poteva starci,
poi dopo aver lottato con le
unghie e coi denti soprattutto

nei momenti più bui, quando la
condizione e la tensione nervosa avevano mollato il colpo, la
matricola terribile si è consolidata. Primissima in classifica per
molti mesi, ha dovuto cedere il
passo alle corazzate Atalanta e
Siena per portare a casa un terzo
posto che sapeva d’impresa. E
soprattutto di playoff. Quindi le
semifinali con la Reggina, decise
al ritorno con l’eurogol al novantesimo di Marco Rigoni, la sofferenza in finale col Padova risolta
di nuovo fra le mura amiche grazie all’ultima prestazione eccelsa
degli azzurri piemontesi. Che ha
scatenato l’apoteosi, ridando ad
una città che aspettava da oltre
mezzo secolo la serie A una
gioia quanto mai meritata. Ora
sotto col derby contro la Juve,
alla faccia del mesto Torello
targato Cairo che dovrà per il
terzo anno di fila sorbire le pene
dell’inferno in B. Novara sta per
abbracciare la realtà più importante del calcio nostrano, aprendo le porte a campioni celebrati
come Del Piero, Ibrahimovic,
Eto’o o Totti. E succederà sul
campo del Silvio Piola, primo e
unico manto in erba sintetica ad
essere schierato in serie A, con
la società novarese già attivissima per consentire al proprio

TESSER, ECCO L’ANTI MoURINHO
Tanto lavoro e profilo basso. Nessuna ‘sparata’
spettacolare a uso e consumo dei giornalisti. Niente
invettive di comodo contro la classe arbitrale.
Questo è Attilio Tesser, veneto di Montebelluna,
classe ‘58. La doppia promozione con il Novara,
il doppio grande salto dalla Lega Pro alla A. E
pensare che Tesser era reduce da quattro
esoneri consecutivi che lo avevano
marchiato come perdente. Invece Novara
lo ha riabilitato alla grande.

impianto di essere vestito a festa
e a norma di legge per il palcoscenico che l’attenderà. Ma
per quanto riguarda la squadra,
adesso quale futuro si prospetta? Intanto era già nell’aria da
tempo, il ds Sensibile ha salutato
l’ambiente per accasarsi in quel
di Genova, sponda Samp. E non
è detto che proprio lì possano
approdare alcuni gioielli come
il portiere Ujkani, il difensore
Lisuzzo o il bomber Bertani.
Mentre l’altra punta di diamante, l’argentino Gonzalez seppur
promesso al Palermo potrebbe
in extremis farsi parcheggiare
ancora un anno in Piemonte.
Nuovo direttore sportivo sarà
Mauro Pederzoli, 49 anni, ex
ds di Brescia, Cagliari e Torino

ed ex talent scout del Liverpool.
Pederzoli arriva al Novara dopo
aver ricoperto dal luglio 2009
le stesse mansioni nel settore
giovanile del Milan ed è proprio con il Diavolo che potrebbe
instaurarsi una proficua liason
sportiva, che tradotto potrebbe
voler dire qualche giovane rossonero di prospettiva già in procinto di farsi le ossa a Novarello.
Il timoniere, a meno di tracolli
imprevedibili, sarà ancora Attilio
Tesser. A lui, ma a tutta la società Novara va tributato un grazie gigantesco. Perché dopo le
annate tragiche di Juve e Toro, il
glorioso Piemonte del calcio non
poteva che aspettarsi sorpresa
più bella.
Gabriele Cavallaro

TIFOSI VIP
Complimenti d’eccezione per
il Novara. Stiamo parlando
del Presidente Uefa Michel
Platini, che in campo con la
Juve e la Francia si conquistò
l’appellativo di ‘Le Roi’ ma
è sempre stato legato alle sue
origini novaresi, per la pre-

cisione di Agrate Conturbia,
paese da cui suo nonno emigrò. “Sono davvero contento le parole di Platinì -: il Novara
non era in A da quando sono
nato. Anzi appena sono arrivato io è sceso in B... Prometto
che andrò a vederlo. Credo
che sia un piacere anche per
tutta la regione questa promozione. I miei nonni e bisnonni
festeggerebbero anche loro, se
ci fossero. Quando ero alla
Juve col Novara ho anche giocato, c’erano ottimi rapporti
tra le due società”.

StadioGoal

17 giugno 2011

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13

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speciale

chieri volley CLUB

BELTRAMI-TIBALDI AL TIMONE in a1
Nel segno della continuità: i due tecnici riconfermati alla guida del team. Mercato: vietato stravolgere il gruppo

Nel segno della continuità e
della tradizione. E’ così che il
Famila Generali sta disegnando
il suo futuro prossimo. Il progetto serie A1 infatti sarà affidato nuovamente ad Alessandro
Beltrami (primo allenatore)
e Giuseppina Tibaldi (vice).
Ovvero gli architetti che hanno
proiettato la città collinare di
nuovo nella massima serie
dopo due anni d’assenza. Il torneo 2011-2012 sarà il settimo
disputato da Chieri nel gotha
del volley italiano. Entrambi
da una vita sotto l’Arco proveranno a riscrivere insieme
un’altra pagina di storia. Dopo
quella esaltante quanto indelebile, portata a compimento meno di un mese fa. Per
Alessandro Beltrami, 29 anni,
si tratta ancora di un record.
Esordire in serie A1 a quest’età
è già un bel traguardo, farlo con
la stessa squadra con cui si è

conquistata la promozione sul
campo appena qualche giorno
addietro, è qualcosa di unico
anche nel volley. Specie nel
caso di Alessandro. Il tecnico
di Omegna negli anni passati
ha rivestito infatti sia il ruolo
di scout man che quello di
secondo allenatore. Una carriera in ascesa la sua. L’esordio in
serie A1 da head coach il giusto premio per un campionato
condotto alla grande, tanto da
far sembrare normali le situazioni più intricate, risolte tutte
col piglio del veterano. E poco
importa se qualcuno scherzosamente continua a chiamarlo
“baby coach”. Lui prosegue
nel suo lavoro. Nell’ultimo
week-end era a Montreux come
assistente di Giovanni Guidetti
sulla panchina della Germania.
Per la cronaca a seguire il prestigioso torneo internazionale
c’erano anche il diesse Bovero

e l’amministratore delegato
Costa. Segno evidente che il
volley-mercato sta prendendo
quota. Anche se a Chieri non
c’è nessuna fretta e le linee
guida sono quelle di non stravolgere il gruppo promozione, andando a pescare elementi
mirati in grado di far fare il
salto di qualità ad una squadra con una buona intelaiatura
anche per l’A1. Torneo che

pure Giuseppina Tibaldi ha
già vissuto a Chieri in passato.
Almanacco alla mano la storia
si ripete. Dopo aver conquistato
la promozione in massima serie
nella stagione 2002-2003 come
vice allenatrice, nel campionato successivo ebbe lo stesso
incarico. Contando pure le stagioni disputate da giocatrice
Giuseppina Tibaldi vestirà per
la settima annata dalla sua car-

riera la casacca biancoblu, proprio come Alessandro Beltrami.
Continuità e tradizione nel
segno della serie A1. La strada
del Famila Generali Chieri si
sta delineando. Con due architetti così, non potrebbe essere
altrimenti. Nei prossimi giorni
verrà convocata una conferenza
stampa per conoscere più nel
dettaglio i piani tecnici della
stagione 2011-2012.

Nella foto il coach
Beltrami tra la folla
dei Fedelissimi
dopo il trionfo
Foto servizio a cura
di Enrico Vergnano

StadioGoal

17 giugno 2011

14 Speciale Volley Chieri

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Dal 9 ottobre all’11 marzo
‘regular season’ da godere
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Una stagione molto intensa che porterà ai Giochi Olimpici di Londra. Stop a novembre per la ‘World Cup’

Dall’assemblea della Lega
Pallavolo Femminile Serie A,
lunedì scorso, è uscito il planning della stagione 2011-2012.
I campionati di serie A1 e
A2 femminile inizieranno il 9
ottobre. Il massimo torneo si
fermerà dal 31 ottobre al 19
novembre per consentire lo
svolgimento della World Cup.
Tra fine dicembre ed inizio
gennaio 2012 uno dei periodi
più intensi dell’anno. Squadre
in campo il 26 ed il 29 dicembre per poi ritornare a giocare
altri due turni ravvicinati il 6 e
l’otto gennaio. Ultimo turno di
regular season l’undici marzo
2012. Un calendario “compresso” dai numerosi impegni
delle Nazionali nella stagione
che conduce dritta dritta ai
Giochi di Londra. Dove speriamo di vedere un’Italvolley
protagonista. Proprio l’Italia,
assieme alla Serbia, ospiterà
l’Europeo rosa in programma
dal 23 settembre al 2 ottobre.
L’agenda Fivb (la federazione
internazionale della pallavolo), oltre alla già citata World
Cup dal 4 al 18 novembre
prevede in contemporanea un
torneo europeo di pre-qualificazione olimpica e a seguire
un’ulteriore chance nel mese
di maggio. Dal primo al sei
torneo di qualificazione europeo, dal 19 al 17 la versione

Nella foto a sinistra Beltrami
e Tibaldi alzano la Findomestic
Volley Cup. Sotto, la gioia
dello staff tecnico: Beltrami
a braccia alzate in segno di
vittoria. Al suo fianco
Giuseppina Tibaldi.
Si ringrazia per la collaborazione
l’ufficio stampa del Famila Generali
Chieri Volley Club

mondiale in Giappone. Ecco
perché sono state apportate alcune modifiche ai playoff. Le semifinali scudetto si
disputeranno al meglio delle
due gare su 3. Invariata la formula finale da disputarsi sulla
lunghezza dei tre match su
cinque a disposizione. Detto

del campionato passiamo alla
Coppa Italia. Anche qui qualche novità. Nei quarti ci sarà
soltanto una gara secca da
disputarsi in casa della miglior
classificata al termine del girone di andata. Vi accedono
ovviamente le prime otto con
accoppiamenti 1-8, 2-7, 3-6,

4-5. Sfide in programma il 24
gennaio. La Final Four invece
andrà in onda il 28 e 29 gennaio. Per l’assegnazione della
Supercoppa tra Bergamo (vincitrice dello scudetto) e Villa
Cortese (trionfo in Coppa
Italia) si dovrà attendere il 23
novembre.

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sul mondo delle quattro ruote
Anno 1 - numero 15


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