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STADIO GOAL 22 07 2011.pdf


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22 luglio 2011

Punto Toro 3

www.StadioGoal.it

Le scaltre mosse del Presidente
Parola d’ordine: rifarsi l’immagine
L’unico settimanale sportivo gratuito

Cairo fa scattare l’operazione ‘captatio benevolentiae’. Ma alle tante promesse dovranno seguire i fatti...
Nella foto il
Presidente del Toro
Urbano Cairo

Lo
conoscevamo
come il presidente
col record di esoneri e successive
riassunzioni di
allenatori ma oggi
Cairo ci stupisce
nuovamente. Con
Petrachi e Ventura,
uno saldamente in
sella da un anno e
mezzo e l’altro che da
l’impressione (speriamo,
per lui e per il bene
del Toro) di durare a
lungo, con qualcuno
doveva dare sfogo
alla sua radicata
passione del tira e
molla. E così, in
settimana, cosa ti
va ad inventare?
Una ‘love story’
(dopo averlo ‘esonerato’ anch’esso,
senza troppi problemi, due mesi
fa) con il quotidiano sportivo
cittadino.
“Una
visita
piacevolmente lunga”, per
riportare l’esatta espressione
usata in prima
pagina.
Sia
chiaro,
bene
hanno
fatto

i colleghi di Tuttosport ad
accogliere il presidente granata e a rivolgergli domande
talvolta pungenti, ascoltando
e riportando le sue risposte.
È il dovere del cronista. Ma
è diritto dei lettori e di tutti
gli operatori dell’informazione
porsi delle domande, anche
maliziose.
E quindi non me ne abbia,
Presidente, se anche noi ne
poniamo una. Cui prodest? A
chi giova questo “outing”, che
a tratti rasenta la piaggeria, di
Cairo? Beh, è facile, a Cairo
stesso. Dopo una stagione
disastrosa su tutti i fronti, era
necessario recuperare credito
nei confronti di una platea di
tifosi sempre più scontenta del
suo operato.
Quindi scatta l’operazione
“captatio benevolentiae”, in
più fasi. La prima, doverosa
e, onestamente, visto che la
vivo in prima persona, sincera, sul fronte Filadelfia. Pur
continuando a tergiversare sul
reale impegno economico che
intende affrontare, il Torino
FC sta dimostrando di aver
capito che il Tempio, oltre
ad essere caro alla stragrande
maggioranza del popolo granata, è il basamento su cui
ricostruire il settore giovanile
e riportare il Torino ad essere
Toro. La seconda, anche qui

onestamente bisogna dargliene
atto, è stata una campagna di
rafforzamento dinamica e tempestiva, condotta in piena simbiosi con tecnico e diesse. Non
ho parlato di campagna acquisti, perché avrei dovuto usare
il singolare, acquisto, giacché
il solo Vives è arrivato a titolo
definitivo. Tutti gli altri sono
prestiti o comproprietà.
Se è un bene o un male, lo
sapremo a fine campionato,
ma il rischio di dover smantellare e ricostruire da capo, resta
comunque altissimo.
E dunque, in attesa di conoscere il verdetto del campo, Cairo
si porta avanti col lavoro, cercando di ricuperare consensi.
Prezzi bassi per andare allo
stadio, politica assolutamente
condivisibile, perché giocare
davanti a pochi intimi è veramente demoralizzante.
Ma in ultimo, caduta di stile,
con questa intervista a cuore
aperto, che contrasta con i bei
passi precedenti, appena enunciati e ricade nella consueta
abitudine di parlare prima dei
fatti. Bah, come si suol dire,
diamogli corda. Se non la sa
usare, ci si impicca.
Anche se la speranza, per il
bene dei colori granata, è diametralmente opposta.
Domenico Beccaria

gruppo quasi al completo
Da risolvere però i nodi Bianchi e Ogbonna
Nella prima amichevole stagionale, disputata mercoledì a Sappada
contro la formazione locale
(Seconda Categoria), i granata
hanno vinto 12-0, con triplette
di Antenucci e Oduamadi. Per la
squadra granata la prossima sarà
la terza stagione consecutiva in
serie B. Un continuo susseguirsi
di fallimenti e delusioni, che,
oltre a gettare in uno stato di
completa frustrazione la tifoseria, hanno fatto precipitare nella
depressione l’intero ambiente
torinista. Nel ritiro sulle Dolomiti
il nuovo tecnico Ventura sta tentando in tutti i modi di riportare
ottimismo e fiducia alla truppa,
anche perché la prossima stagione dovrà essere quella del riscatto. In caso contrario la presidenza
Cairo si troverebbe a detenere
un triste record, dato che nella
storia del club, anche nell’ultimo travagliato quindicennio, la
squadra non aveva mai infilato
un filotto di 4 anni consecutivi
in B. Rispetto a un anno fa l’ex
tecnico del Bari può usifruire
rispetto a Lerda del vantaggio
di affrontare la preparazione con
una rosa in gran parte delineata.

Rinforzata la difesa con gli arrivi
del centrale Glick e del laterale
destro Darmian e con il rientro di Rubin sulla fascia sinistra,
occorre puntellare il centrocampo
e l’attacco, reparto, quest’ultimo, ancora condizionato dall’incognita Bianchi. Il capitano e
Ogbonna continuano ad essere i
nomi attorno ai quali ruotano le
voci di mercato granata: se per il
difensore il trio Cairo-PetrachiVentura continua a professare,
almeno a parole, l’incedibilità
del giocatore, per il centravanti
il discorso è diverso. L’editore
alessandrino sarebbe disposto a
concedere volentieri al proprio
bomber la possibilità di tornare a calcare i palcoscenici della
massima serie, anche perché la
sua partenza sgraverebbe le casse
del Toro di un ingaggio pesante.
Il contratto del bomber rischia
tuttavia di essere un boomerang viste le difficoltà di trovare
acquirenti disposti a sobbarcarsi
il costo dell’operazione. Cacia,
Mastronunzio e Maccarone, sono
i nomi più accreditati per la sostituzione del capitano
Giovanni Rolle