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STADIO GOAL 29 07 2011.pdf


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29 luglio 2011

2 Tre Domande a Bruno Bernardi

www.StadioGoal.it

“Due ‘bandiere’ da rispettare
L’Uruguay del Maestro Tabarez”
L’unico settimanale sportivo gratuito

Visto da
Bruna

“Marchisio e Bianchi rappresentano un grande valore aggiunto. La rivincita del tecnico sudamericano”
Bruno Bernardi, due ‘bandiere’
delle squadre torinesi potrebbero, stando a radio-mercato, traslocare altrove. Stiamo parlando del bianconero Marchisio e
del granata Bianchi, amatissimi
dai tifosi delle rispettive squadre. Secondo lei sarebbe una
scelta giusta quella di privarsi
dei due calciatori?
Per quanto riguarda Marchisio ho
forti dubbi che possa lasciare la
Juve. E’ una pedina importante
per il centrocampo, e non è un
giocatore facile da sostituire. E’
un cuore bianconero doc, e in
campo, oltre alle qualità tecniche,
rappresenta un valore aggiunto.
Ha già dimostrato di sapersi adattare al ruolo di esterno anche
se gradisce quello di mezzala
tradizionale. Non vedo, dunque, la necessità di privarsene.
Stiamo però alla finestra, anche
Zidane sembrava incedibile, e
poi… Quanto a Bianchi il discorso è simile a quello di Marchisio
ma ha altri significati: quello di
fare cassa offrendo al bomber
l’opportunità di giocare in serie
A. Dipenderà tutto anche dalla
volontà dell’attaccante, non solo
dalle direttive di Ventura che,
chiaramente, sarebbero di poter
disporre di un uomo-gol come
Bianchi, uno molto difficile da
rimpiazzare.
Calcio-scommesse. La montagna ha forse partorito il topo-

lino. All’inizio dell’inchiesta
sembrava che il calcio italiano
dovesse essere travolto da un
nuovo colossale scandalo. Ora
tutto è stato ridimensionato e
solo l’Atalanta e (in misura piccolissima) il Chievo rischiano
penalizzazioni in serie A.
E’ chiaro che la vicenda ‘scommettopoli’ viene in qualche modo
vista dall’opinione pubblica con
un occhio meno penetrante e
scandalizzato di quello che fu il
modo di vivere ‘calciopoli’, che
fece tremare tutto il sistema alla
vigilia del Mondiale 2006 che
poi l’Italia di Lippi riuscì addirittura a conquistare. Aspettiamo le
decisioni degli organi disciplinari
per poter capire se si sarà tenuta
la mano leggera nei confronti di
chi ha commesso illeciti sportivi.
I nomi delle squadre coinvolte
sono certamente meno roboanti
di quelle del 2006. Aspettiamo le
sentenze per dare giudizi.
Coppa America. Le strafavorite Argentina e Brasile hanno
fatto una figura barbina. La
vittoria è andata all’outsider
Uruguay, che già era stata la
miglior sudamericana ai mondiali in Sudafrica...
Non mi stupisce l’exploit di una
scuola come quella uruguagia.
Per la qualità delle individualità, da Forlan a Luis
Suarez, per la coesione
e lo spirito di gruppo già

palesata nel brillante mondiale
sudafricano, per la presenza in
panchina del maestro Tabarez
che ebbi l’occasione di intervistare a Cagliari, dove aveva ottenuto
risultati importanti rilanciando il
calcio sardo. Tabarez si era meritatamente messo in vista al punto
da finire su un’altra panchina
ben più importante, quella del
Milan di Berlusconi ma in rossonero l’esperienza durò pochi

mesi. Ci rimasi male anche io
perché Tabarez, con il quale ebbi
un incontro molto cordiale e interessante, mi aveva impressionato
per le sue qualità umane e strategiche. Sono felice per lui, che
si è preso una grande rivincita
anche nei confronti di avversarie altisonanti come il Brasile di
Pato, Thiago Silva e Ganso e
l’Argentina di Messi.
Erminia Principe

Marchisio e Bianchi,
cuori bianconeri-granata

L’Editoriale del Direttore
Varato in settimana il calendario di serie A. Pronti-via
e subito feroci polemiche.
Un bel modo per iniziare la
nuova stagione. Il napoletano
De Laurentiis, noto produttore
cinematografico, non ha saputo
far di meglio che metter su una
sceneggiata degno del miglior
Mario Merola. Insulti a tutti
i convenuti, fuga dalla sala
che ospitava il sorteggio, corsa
(senza casco!) in motorino.
Bell’esempio di educazione e
stile. Intendiamoci: il patron
partenopeo aveva ragione ad
essere incavolato. Un computer
maligno costringerà il Napoli
a giocare gare molto impegnative a ridosso delle partite
di Champions League. Ma c’è
modo e modo per esternare la
propria insoddisfazione. E l’ideatore dei ‘cinepanettoni’ ha
scelto veramente il peggiore.
Perché si poteva sicuramente
studiare un altro modo originale – ricordiamo la brillante idea
di presentare Inler nascosto
sotto una maschera da leone –
per far parlare di sè. Non tutte
le ciambelle, si sa, riescono
con il buco. Forse l’ira vesuviana nasconde le sue radici in

un retropensiero riguardante il
sistema calcio, sempre prono,
(è il sospetto) verso le milanesi.
Ma questo è un altro discorso.
Da affrontare in separata sede.
Veniamo alla Juve. Sorteggio
equilibrato. L’esordio del torneo in quel di Udine è però
durissimo e i friulani ci arriveranno rodati a dovere dai
preliminari Champions. Alla
seconda giornata ecco il vernissage nel nuovo stadio di proprietà. Un evento storico, lo ha
definito Marotta. Ha ragione.
Una nuova era sta per aprirsi
in casa bianconera (e nel calcio
italiano). Speriamo, per i tifosi juventini, che coincida con
una nuova età dell’oro per la
Vecchia Signora, la quale, al
momento, deve fare i conti con
una rosa niente affatto competitiva. Conte in settimana
ha parlato chiaro: occorrono
rinforzi. E subito. Specie in
difesa e sulle corsie esterne di
centrocampo. Senza dimenticare il sospirato ‘top-player’.
Altrimenti saranno (nuovamente) dolori. Anche nel nuovo
stadio.
Roberto Grossi