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Un Dito Nel Occhio iN pdf GRATUITO .pdf



Nome del file originale: Un Dito Nel Occhio - iN pdf GRATUITO.pdf
Autore: antonio morales

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1

U N DI TO NELL' O CCH IO

o come persuadere la mente
guardare altrove

Antòn Morà
2

Nella vita sono certo di due realtà: che sono nato e che devo
morire; è l’intervallo che mi stuzzica...
Ogni attimo della mia esistenza, ogni morte, ogni fallimento,
ogni vittoria, ogni amore, ogni desiderio, ogni tradimento, ogni
sogno, ogni pentimento, ogni intenzione, si può raccontare con
un aforisma.
Con un aforisma mi sono confrontato per la prima volta a
miei genitori.
Con un aforisma sono andato via di casa quando avevo
diciotto anni.
Con un aforisma ho conquistato il cuore della mia prima
fiamma.
Con un aforisma mi sono gettato nel mondo sorpassando i
confini della mia nazione.
Con un aforisma guardo il mondo attraverso gli occhi di
miei figli.
Con un aforisma penetro l’inscrutabile destino.
Con un aforisma mi spoglio davanti a te.
Un aforisma è un fiore di conoscenza che sboccia nella
nostra coscienza.
Un aforisma è un enigma, un insegnamento, un rompicapo
che espande la mente, il cuore, la coscienza.
Un aforisma illustra un concetto in poche parole, con
semplicità.
Un aforisma è un incrocio fra diversi pensieri che se
ritrovano in un punto della mente nello stesso momento,
appartenendo a tempi e mondi diversi.
3

Un aforisma va letto e riletto; accettato e rifiutato; contestato
e ampliato; modificato; trasformato.
Un aforisma va utilizzato come matrice per la costruzione di
un nuovo pensiero e come anagramma per la sua
diversificazione.
Un aforisma non ha un autore, perché è la sintesi del
pensiero di una moltitudine.
Un aforisma non ha tempo, perché è la sommatoria della
vivenza di una spezie.
Un aforisma non ha un luogo di origine, perché tuttavia
provenendo da un tratto di storia conosciuta, trascende le sue
radici sublimandosi nella circoscrizione della nostra coscienza.
Un aforisma mi fa scoprire che qualcuno prima di me, come:
Einstein, Machiavelli, Leonardo, Silo, Buddha, Galileo, Dante,
Jung, Gesù, ecc, la pensavano come me, e questo mi fa sentire
in un certo senso, un suo compagno di viaggio.
Un po’ per curiosità, un po’ per sfida personale, ho
manipolato il senso e l’intenzionalità di aforismi conosciuti.
Inizio ogni capitolo con un pensiero, con quesiti che
accompagneranno per strade adiacenti all’aforisma che si
discuterà in un secondo momento; in una terza tappa propongo
un’interpretazione diversa.
Giocate, divertitevi con l’aforisma; sminuzzatelo,
ricomponetelo con altre parole, provate a inventare un senso
diverso per le idee, ma soprattutto confrontatelo con la vostra
vita, con la vostra esperienza, con il tessuto intimo che veste la
vostra coscienza.
4

001
Pensiero:
Casualità: Quattro atomi scriteriati si sono tamponati nelle
strade dell'universo e fu creata la vita.
Causalità: Dio ha accomunato quattro atomi scriteriati nelle
strade dell’universo e fu creata la vita.
Intenzionalità: La forza d’attrazione di quattro atomi
scriteriati nelle strade dell’universo richiama miliardi di atomi
al suo intorno e fu creata la vita.
Aforisma:
“L’umanità non sopporta l'idea che il mondo sia nato per
caso, per sbaglio solo perché quattro atomi scriteriati si sono
tamponati sull'autostrada bagnata. E allora occorre trovare un
complotto cosmico, Dio, gli angeli o i diavoli.” Umberto Eco
Paragone:
Non si sopporta il credere che il mondo sia nato grazie alla
casualità di quattro atomi scellerati, per la stessa ragione che si
crede che il mondo sia nato per mano di un essere pluripotente,
perché:
1- Non si ha conoscenza approfondita dei fatti che possono
corroborare sperimentalmente l’accaduto, sia in una come in
un’altra situazione.
2- Perché non abbiamo possibilità di confermare attraverso i
nostri sensi i fatti accaduti.
5

3- Perché accreditare nel cocktail scellerato che ha fuso
quattro atomi fra di sé, o accreditare nel grande essere
pluripotente che ha fuso i quattro atomi fra di sé, è ugualmente
non credibile.
4- È quasi impossibile restare impassibile davanti alla
possibilità che non ci sia mai stato un inizio, una creazione, un
Big Bang; i nostri sensi, le nostre percezioni, non lo
permetterebbero.
Tutto deve avere un inizio, un trascorrere e una fine:
nascere, vivere, morire; siamo fatti così.
Scientificamente parlando, gli stessi parametri e argomenti
che sostentano il Big Bang primordiale grazie al cocktail dei
quattro atomi o alla volontà di un Dio supremo, possono essere
utilizzati per spiegare il movimento continuo, eterno, in
espansione costante di quello che chiamiamo universo.

6

002
Pensiero:
Quando sperimenti gioia al guardare il sole che nasce...
Quando senti l’energia nel corpo accompagnando le onde
del mare che vanno e vengono...
Quando sei circondato dell’armonia e della pace che irradia
un pascolo di erbe mosse per la brezza...
Quello che senti, dove si trova...?
Intorno a te o dentro di te...?
Aforisma:
“C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è
uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno di
un’anima.” Victor Hugo
Paragone:
Paragonare l’infinità del mare e del cielo, all’infinità
dell’alma umana, è supremo. Ci fa riflettere sulla plasticità
della coscienza, che lavora con immagini mentali esterne e
sensazioni dell’infra-corpo, permettendo che si manifestino in
uno spazio di rappresentazione immanente a sé, attraverso
un’immensa varietà di paesaggi interni.

7

003
Pensiero:
La capacità di ascoltare implica:
1- intelligenza, per capire l’altro;
2- pazienza, per permettergli concludere di esprimere le sue
idee;
3- rispetto per la sua persona, nonostante non possiamo
essere sempre d’accordo con le sue scelte;
4- altruismo, per offrire all’altro una prospettiva che l’aiuti;
5- umiltà, per non imporre le nostre idee, offrendo la
possibilità di scegliere;
6- forza di spirito, per non soccombere alle sue
manipolazioni.
Aforisma:
“Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il
cervello degli altri.” Leonardo da Vinci
Paragone:
Per parlare, il cervello deve sintetizzare un’idea,
un’immagine, una risposta.
Parlare significa esprimere, comunicare, la sintesi di un
concetto già elaborato in precedenza.
Ascoltare, predispone il cervello a ricevere nuove
informazioni, nuove immagini, nuove idee.
Ascoltare significa aprire la percezione per incorporare
nuovi concetti che si aggiungono a quelli già esistenti.
8

004
Pensiero:
Il dolore fa reagire il corpo per dare una risposta alla
malattia.
Il soprassalto fa scattare riflessi incondizionati per
allontanarci del pericolo.
A cosa serve la paura? E perché?
Aforisma:
“La paura è normale che ci sia in ogni uomo; l’importante è
che sia accompagnata dal coraggio.” Paolo Borsellino
Paragone:
La paura fa parte del nostro sistema di difesa morale ed
emozionale; è come il dolore corporale: avvisa che qualcosa
non va.
Ma come la malattia fisica va sconfitta, il disagio
emozionale prodotto della paura va superato, va compresso.
Il coraggio è la forza che dall'interno ci aiuta a superare la
paura, che immobilizza in un circolo opprimente senza uscite.

9

005
Pensiero:
Dicono che ogni uomo ha il suo prezzo.
Voglio credere che non esistono ricchezze nel mondo capaci
di comprare la mia coscienza.
Aforisma:
“La vera rivoluzione dobbiamo cominciare a farla dentro di
noi.” Che Guevara
Paragone:
Rivoluzione è cambiamento; cambiamento che avviene dopo
una crisi irreversibile, una rottura e una nascita.
Come posso adattarmi a un cambiamento che avviene
attraverso la trasformazione degli elementi dopo una crisi e una
rottura sociale?
Come posso adattarmi, se nel mio interiore questa
malleabilità, questa fruibilità non esiste o non l’ho mai
sperimentata?
Per capire una rivoluzione, meglio ancora, per iniziare o
partecipare di una rivoluzione, la rivoluzione deve essere già
iniziata dentro di noi.

10

006
Pensiero:
Quando diciamo: “Oggi sono pieno d’energia”, cosa
vogliamo dire esattamente?
Aforisma:
“Noi vediamo, sentiamo, parliamo, ma non sappiamo quale
energia ci fa vedere, sentire, parlare e pensare.
E quel che è peggio, non ce ne importa nulla.
Eppure noi siamo quell’energia.
Questa è l’apoteosi dell’ignoranza umana.” Albert Einstein
Paragone:
La scienza, nell’avventarsi nello sconosciuto e spiegare la
natura e l’operato dell’uomo, avvicina i suoi insegnamenti a
quelli enunciati per alcuni grandi maestri spirituali che parlano
della percezione come finestra della coscienza, dell’energia
come motore del corpo, e della sublimazione delle percezioni e
dell’energia come via di elevazione e crescita della coscienza
verso una comprensione universalista.
La meditazione è un mezzo per vedere, sentire, capire
quest’energia eterea.
Questa è l’apoteosi dell’esistenza umana.

11

007
Pensiero:
È l’uomo che trasforma la società, o è la società che
trasforma l’uomo?
Aforisma:
“Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi
quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.” Mahatma
Gandhi
Paragone:
Gandhi ci spiega le tappe del cammino: prima migliora te
stesso, dopo agisci per migliorare il mondo.
Ma questo sogno, illuminato dal suo operato, non è un sogno
idillico, astratto; è un sogno pratico, realizzabile.
Lui lo chiama: “non violenza attiva”.

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008
Pensiero:
I nostri pensieri hanno origine dalla stessa materia che
compone il cervello?
Aforisma:
“Tutti gli esseri viventi sono fenomeni diversi di un’unica
sostanza universale; traggono dalla stessa radice metafisica, e la
loro differenza è quantitativa, non qualitativa.” Giordano Bruno
Paragone:
Giordano enuncia in anteprima dati che la scienza
confermerà più tardi, ossia: che tutto l’universo è composto di
elementi basici, di uno stesso tipo di energia.
Quest’energia che sfugge alla percezione di nostri sensi, è
quella che noi sperimentiamo lievemente, nella meditazione.

13

009
Pensiero:
Tasche piene e cuore vuoto?
O cuore pieno e tasche vuote?
Aforisma:
“Il risveglio spirituale è la cosa più essenziale nella vita
dell’uomo, è l’unico scopo dell’esistenza.” Khalil Gibran
Paragone:
Se la vita è solo soddisfare i bisogni terreni, senza tenere in
conto la nostra spiritualità, mai si potrà arrivare a un risveglio
spirituale.
Se uno si ritira in solitudine per pregare o meditare,
sovradimensionando l’individualità senza confrontarla con il
mondo, mai si potrà arrivare ad un risveglio spirituale.
Il risveglio spirituale si sviluppa in una coscienza che agisce
e si trasforma in un mondo materiale che gli fa di supporto, e
allo stesso tempo la dinamizza, la provoca.

14

010
Pensiero:
Cosa hanno in comune: una mente che medita, una mente
che realizza compiti di algebra superiore e una mente che
osserva attentamente il movimento delle stelle?
Aforisma:
“Se cominciate a indagare, guardare, osservare come
funziona il cervello, allora vedrete che esso diventerà
straordinariamente quieto; un silenzio che non è sonno ma è
straordinariamente attivo, e quindi è quiete.
Una grossa dinamo che funzioni perfettamente quasi non fa
rumore; soltanto quando c’è attrito, c’è rumore.” Jiddu
Krishnamurti
Paragone:
Questa frase è una bella descrizione allegorica di alcuni stati
mentali che possono captare al praticante di meditazione
trascendentale.

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011
Pensiero:
Hai conosciuto un posto ideale, dove tutto si svolgeva alla
perfezione?
Un posto in cui sentivi il tuo cuore in pace e il tuo respiro
calmo e armonioso?
Puoi ricordartelo?
Puoi immaginarlo a piacimento?
Aforisma:
“La meditazione è proprio l’arte della consapevolezza senza
sforzo. La capacità di rimanere calmi e distaccati qualunque
cosa succeda intorno.” Osho Rajneesh
Paragone:
Fra gli spazi conosciuti che giustificano il tuo passato, e le
praterie del futuro che motivano la tua attenzione, esiste un
posto senza tempo e senza spazio che si chiama presente.

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012
Pensiero:
È valido chiedere a un altro la risposta, la soluzione a un
problema che stiamo patendo?
Aforisma:
“Nessuno ci salva, tranne che noi stessi.
Nessuno ne è capace, e nessuno potrebbe.
Noi stessi dobbiamo prendere il cammino.” Buddha Siddh?
rtha Gautama
Paragone:
La strada dell’evoluzione personale, del cambiamento
interno, è un lungo cammino fatto di consapevolezze, di
rinunzie alle strade illusorie che appaiono davanti ai nostri
occhi, di un sano godimento delle vere delizie che la natura
offre. È una strada che si deve percorrere leggero senza troppo
peso; un cammino che noi stessi dobbiamo iniziare e
concludere; perché sarà nostra esperienza, il nostro vissuto,
l’unico manuale di sopravvivenza che ci permetterà avanzare
nel futuro.

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013
Pensiero:
L’evoluzione delle specie è casualità o causalità? È naturale
o intenzionale?
Aforisma:
“In natura non esiste l’evoluzione di una specie senza il
bisogno di cambiamento, la consapevolezza di se stessi e
l’investimento di energia da parte dei soggetti che si
trasformano.” Antòn Morà
Paragone:
Contraddicendo il parere comune che accetta l’evoluzione
come un divenire lineare, consecutivo è causale del succeder
quotidiano, quest’aforisma ci dice che l’evoluzione è cosciente
e dipendente dalla spezie contemplata.
Senza consapevolezza, bisogno di cambiamento e
investimento di energia per la trasformazione, l’evoluzione di
una spezie non avviene e la specie si estingue; presuppone
anche questa situazione per gli esseri umani.

18

014
Pensiero:
Cosa è appagante per la tua vita? Essere qualcuno, o essere
te stesso?
Aforisma:
“Il privilegio di una vita è essere chi tu sei” Joseph
Campbell
Paragone:
Si potrebbe dire che il privilegio di una vita è conoscersi,
scoprirsi, elevarsi su tutti i desideri e gli oggetti terrenotemporale per emergere come una figura epica, trascendentale...
che non sarebbe niente di più che il nostro ego tramutato.
Perché se alla fine della nostra vita qualcosa deve
continuare, sicuramente non sorgerà dalle pieghe delle nostre
tasche è sì del nostro intimo interno.
E se niente deve continuare, che soddisfazione personale più
sublime possiamo avere che far crescere in noi un essere unico
e straordinario?

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015
Pensiero:
Se esistesse la possibilità di un altro tipo di vita dopo la
morte, sarebbe il risultato di un percorso naturale o
bisognerebbe costruirlo?
Aforisma:
“Sono convinto che anche nell'ultimo istante della nostra
vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino.”
Giacomo Leopardi
Paragone:
Premessa numero uno: per l’ultimo istante, s’intende
l’istante prima della morte fisica.
Premessa numero due: quando si parla di nostro destino, si
parla di un futuro, di un indomani che si estende nel tempo.
Detto questo, possiamo interpretare e dire che Leopardi ci
parla di una vita di tipo spirituale che sormonta la morte fisica.
Conoscendo altre sfumature del suo pensiero, possiamo
credere che non fa riferimento a un cambiamento magico o
miracoloso nell'ultimo istante.
Non parla di misericordia altrui o perdono postumo.
Parla di una vita consumata con intensità, con attenzione,
alla ricerca di una verità, di conoscenza, che non essendo
riuscito a ottenere il suo scopo in vita, nell’ultimo istante,
quando le forze dell’universo e della natura collassano in
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subbuglio, scorge all’orizzonte una realtà mai prima
immaginata.
Nell’ultimo istante l’energia che abbandona il corpo, la
purezza del cuore che sostenta, e la fermezza dello spirito che
guida, si uniscono armonicamente per svasare il piano fisico
offrendo la possibilità di cambiare il destino.

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016
Pensiero:
Le nostre prestazioni migliori avvengono quando siamo più
impegnati o quando siamo più rilassati?
Aforisma:
“Le opportunità per riscoprire profondi poteri dentro di noi
stessi vengono quando la vita sembra più impegnativa.”
Gabriele D’Annunzio
Paragone:
La nostra vita non è più produttiva quando pieno di cose da
fare, la mia testa sembra un uragano che non riesce a fermarsi;
questo non è impegno: è confusione, disordine.
Mi sento impegnato quando la forza e la continuità di un
lavoro, di un’azione, agisci insieme a un pensiero coerente che
coordina, compara e apprende spinto da una gioiosa emozione
che accompagna lo sviluppo di quello che faccio.
In quel momento di attenzione mentale, empatia emozionale
e impegno fisico davanti alle diverse situazioni che mi sfidano,
è che scopro profondi poteri dentro di me.
Come precipitosamente si parafrasa: “Il potere è in te”, in
questa situazione, “il potere” può venire a galla e sorgere in
nostro aiuto pure senza averlo evocato.
Perciò, mente attenta, cuore gioioso e duttilità nelle risposte,
possono far venire fuori lo ”Super-Io” che sonnecchia dentro di
noi.
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017
Pensiero:
Nel cammino dello sviluppo personale, cosa conta di più:
l’insegnamento impartito da una mente più avanzata o la
conoscenza acquisita attraverso la propria esperienza?
Aforisma:
“Seguendo i passi lentamente, meditando su quanto è stato
detto e su quanto c’è ancora da dire, puoi trasformare il nonsenso in senso.
Non è indifferente ciò che fai della tua vita. La tua vita,
sottomessa a leggi, si trova esposta a possibilità che puoi
scegliere.
Non ti parlo di libertà. Ti parlo di liberazione, di movimento,
di processo.
Non ti parlo di libertà come di qualcosa di quieto, ma di
liberarsi passo a passo, come si libera del cammino che ha
dovuto percorrere colui che si avvicina alla sua città. Allora,
“ciò che si deve fare” non dipende da una morale lontana,
incomprensibile e convenzionale, ma da leggi: leggi di vita, di
luce, di evoluzione.” Silo
Paragone:
Questo pezzettino tratto del libro “Lo Sguardo Interiore” di
Mario Luis Rodriguez Cobos _ Silo, descrive un tipo di
esperienza di meditazione dinamica dove le tappe da seguire,
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gli scenari da guardare, le scelte da fare, sono direttamente
relazionate alla ricerca del senso della vita. Una ricerca che
denega dogmi e insegnamenti in favore di un’esperienza
personale e unica.

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018
Pensiero:
Quali sono le qualità di un uomo superiore?
Aforisma:
“Non la forza, ma la costanza di un alto sentimento, fa
l’uomo superiore.” Friedrich Nietzsche
Paragone:
Questo cosa vuoi dire? Che non è la forza, l’intensità o la
manifestazione momentanea di un sentimento come l’equità,
l’uguaglianza, la solidarietà, quello che dimostra la grandezza
di un uomo;
è la costanza, la ripetizione nel tempo di atti etici, quello che
manifesta la superiorità morale di un uomo.
Tutti possono essere pressi di un grande sentimento
momentaneo, di una profonda esaltazione, di una fervente
passione a compiere grande atti sfavillanti... ma pochissimi
riescono a mantenere a lungo tempo, la condotta, il sentimento
e il pensiero agendo insieme.
La ripetizione di condotte moralmente etiche, genera in noi
una specie di centro di riferimento o secondo corpo psichico,
che possiede una forza e un’energia che trascende la situazione
ordinaria del quotidiano.

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019
Pensiero:
Possiamo toglierci i vestiti dell’apparenza senza soffrire la
nudità delle nostre debolezze?
Aforisma:
“Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu
sei.” Niccolò Machiavelli
Paragone:
Detta quasi cinquecento anni fa, quest’affermazione riflette
ancora attualità: è difficile superare i preconcetti che
permanentemente, ripetutamente, covano nella società e nella
nostra mente.
Un tratto fisico o un indumento funge da biglietto da visita:
ti dice come la persona è; detto meglio: come noi crediamo che
la persona sia.
La pubblicità, la TV, gli amici, la società, la famiglia,
inducono in noi stereotipi di condotta utilizzati come parametri
per valutare l'altro.
La discriminazione, la violenza razziale, fanno leva in questi
meccanismi per giustificare atteggiamenti non socialmente
accettabili.
Vi propongo un gioco: trovate e avvicinatevi a una persona
che per il suo aspetto vi risulta sgradevole e chiedetevi: che
cosa ha di sbagliato questa persona?... Il colore della pelle?...
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L’abbigliamento?... È sporca?
E dopo immaginate com’è culturalmente e moralmente
questa persona?... È una persona affidabile?... È colta?... È
violenta?... È una persona socievole?
Conservate nella vostra memoria le sensazioni che questa
persona vi ha trasmesso.
Più tardi, in un posto tranquillo chiudete gli occhi e
ricordatevi della persona, immaginate che il suo aspetto cambi:
cambia il colore della sua pelle, il tipo di abbigliamento che
porta, odore o profumo...
Una volta fatti questi cambiamenti, questa magia con
l’immaginazione, chiedetevi: com’è culturalmente e
moralmente questa persona?... È una persona affidabile?... È
colta?... È violenta?... È una persona socievole?...
Vedrette come al modificare nella vostra mente l’aspetto
esterno della persona, cambia anche l’indole morale e sociale
che la persona vi trasmette!
Se considerate che sono i vostri parametri socioculturali
quelli che paragonano i difetti e virtù d'altri, e che questi
parametri non dipendono solo da voi perché sono trasmessi e
imposti dalla società, e vi influenzano grandemente... che
valore ha il vostro giudizio?

27

020
Pensiero:
Puoi immaginare come sarebbe la tua visione del mondo e
delle cose se si amplificasse la gamma delle tue percezioni
visive dall’infrarosso fino all’ultra-viola?
E il tuo udito percependo dall’infrasuono fino
all’ultrasuono?
Puoi immaginare un miliardo di odori e profumi che ti sono
nascosti e che sentiresti all'improvviso se il tuo naso si
potenziasse?
Riesci a immaginare quanto diverso sarebbe l'universo che si
presenta davanti a te?
Aforisma:
“Se si pulissero le porte della percezione, ogni cosa
apparirebbe all’uomo come essa veramente è, infinita.” William
Blake
Paragone:
Quando si dice “le porte della percezione” si intende dire: i
sensi.
Quando si dice “pulissero le porte della percezione” si
induce a credere che i sensi al realizzare il loro lavoro
producono impurità, distorsione, che perturbano la vera entità
di quello che percepiamo.
Quest’affermazione non è confutabile, già che l’unica via di
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percezione che utilizzammo sono i nostri sensi.
Si potrebbe dire in via di supposizione, che possono esistere
altri sensi, e che questi sensi possono essere sviluppati a
percepire l’immateriale; ma questa situazione ipotetica non
cambierebbe il registro fisico sensoriale del percepito attraverso
i nostri sensi immanenti (occhio, orecchio, tatto, ecc) che
continueranno ad apportare rumore, distorsione, su quello che
si percepisce.
Credo che potrebbe essere di nostro interesse, invece di
dubitare della purezza dell’informazione ricevuta, modificare
l’interpretazione dell’informazione percepita.
Perché l’interpretazione di quello che percepiamo, potrebbe
essere illusoria...

29

021
Pensiero:
Come definiresti il limite, la fine, di una situazione?
È qualcosa di materiale, tangibile?
O appartiene solo all‘acutezza percettiva della mente?

Aforisma:
“La mente comparti i limiti con l’infinito. Il corpo cerca
l’armonia nella retta condotta.” Antòn Morà
Paragone:
Questa frase amalgama in due atteggiamenti apparentemente
opposti, la direzione della coscienza unificata, che cerca di
completarsi nell’atto perpetuo alla ricerca dell’unità.

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022
Pensiero:
L’energia psicofisica che anima e distingue un corpo
biologico vivo da un corpo biologico morto, è solo un
fenomeno fisico-chimico-biologico, o esiste anche altro
fenomeno di caratteristiche energetico vibrazionale agendo in
concomitanza?
Aforisma:
“L’energia circola nel corpo involontariamente, ma può
essere diretta mediante uno sforzo cosciente.
Realizzare un cambiamento intenzionale del livello di
coscienza, dà all’essere umano un importante segnale di
liberazione dalle condizioni “naturali” che sembrano imporsi
alla coscienza.” Mario Luis Rodríguez Cobos _ Silo
Paragone:
Quando si parla di “uno sforzo cosciente” e di un
“cambiamento intenzionale del livello di coscienza” si allude a
una certa metodologia di lavoro con la meditazione, che
accomuna la sensazione tattile del corpo fisico e dell’Io,
assieme alla percezione del mondo, del mio agire o essere nel
mondo e dell’appercezione intuitiva di tutto il divenire.

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023
Pensiero:
Se ci fosse la certezza della rinascita, della resurrezione,
avresti più coraggio per contrastare gli scagnozzi, i tiranni, i
violenti?
Aforisma:
“Chi sa morire, non ha più padrone.” Sully Prudhomme

Paragone:
Qua non si parla della morte fisica; potrebbe essere anche,
ma credo che il vero significato dell’aforisma s’intende
pienamente quando si considera che la morte alla quale si fa
riferimento, sia la morte dello spirito.
Chi sa morire al desiderio, abbandonare il desiderio; chi sa
morire davanti alla violenza, chi abbandona la violenza; chi
non ha paura del vuoto, chi non è condizionato per il timore al
vuoto: non ha più padrone.
Che argomenti o sotterfugi terreni una persona potrebbe
utilizzare per sottometterti, se per te, il desiderio, la paura e la
violenza sono aspetti superati?

32

024
Pensiero:
Cosa definisce nostri limiti: la nostra azione?... Il
pensiero?... L’emozione?... Le nostre paure?...La realtà
oggettiva che sperimentiamo?
Aforisma:
“Cavilla sui tuoi limiti e, senza dubbio, ti apparterranno.”
Richard Bach
Paragone:
Un invito a riflettere, sperimentare, riconoscere, capire,
giocare, modificare, i nostri limiti.
Covano nel profondo della nostra mente e della coscienza i
limiti che impediscono lo sviluppo.
Perciò, se conosci l’ampiezza di tuoi limiti, sei padrone di
fare con loro quello che vuoi...
Puoi fare di te quello che vuoi!

33

34

025
Pensiero:
L’empatia presuppone uno scambio quasi osmotico di
pensieri ed emozioni.
Cosa succede quando questo condividere è fluido e
permanente nel tempo?
Aforisma:
“Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un’ora
per apprezzarla, un giorno per volerle bene, ma poi tutta una
vita per dimenticarla.” Charlie Chaplin
Paragone:
Poeticamente, anche empiricamente, Chaplin esprime
metaforicamente i tempi della coscienza: “Ci vuole un minuto
per notare una persona speciale”. Un minuto è il tempo in cui la
nostra mente sintetizza, seleziona, accetta e rifiuta i canoni
sociali della persona che abbiamo davanti; dicono che questo
primo minuto sia essenziale per accettare o essere accettato
d’altri.
“Un’ora per apprezzarla”; dovremo pure ascoltarla, capirla
questa persona in un’ora. Volendo, dovremo risultargli
simpatici si ci piace... un’ora è un buon tempo, dopo, se non ci
sono risultati evidenti, concreti; se non c’è “feeling”, si va nella
noia, l’attenzione si affatica.
“Un giorno per volerle bene”. In un giorno nasce l’intimità,
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la confidenza, la complicità... ci volgono delle ore per volere
bene a qualcuno, ci vuole la certezza emotiva fortificata dalle
ripetizione delle condotte dell’altro, per essere sicuri della sua
sincerità e naturalità.
“Tutta una vita per dimenticarla”. Se abbiamo trovato la
nostra metà, quella che ci compensa, quella che ci motiva,
quella che ci fa sognare... se abbiamo ritrovato il nostro Io
perduto... come faccio a dimenticarlo se fa parte di noi stessi?
Possiamo per caso scordare il nostro cuore, la nostra testa, o
l’aria che ci riempie i polmoni?

36

026
Pensiero:
La beffa mediatica che fa credere che si può avere tutto
senza realizzare grandi sforzi, produce due grandi vizi
nell'anima umana: uno toglie la pazienza, l'altro, la creatività.
Riesci a evidenziarli?
Aforisma:
“Due i peggiori nemici dell’uomo: l’impazienza e l’ozio.
L’impazienza l’ha cacciato dal paradiso, l’ozio le impedisce di
tornarci.” Franz Kafka
Paragone:
Il paradiso era il tempio della sapienza con l’albero della
conoscenza. L’impazienza dei nostri fratelli maggiori per
accaparrarsi la saggezza senza sforzo, senza lavorare, senza
meritarla, senza integrarla alla mente, l’ha cacciato via, perché
l’integrazione della conoscenza prende tempo ed energia.
La stessa energia che non riusciamo a impiegare oggi perché
l’ozio ci mantiene entro una coppola di sogni che obnubila i
nostri occhi... occhi che vedono il proprio riflesso distorcersi
nel vetro che gli sta davanti e che impedisce una visione
lontana, più profonda, più ampia.
L’ozio, il non mollare alle false comodità in favore di un
futuro migliore, ci mantiene fuori del paradiso.
Questa frase racconta il comportamento di certe persone che
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influenzate dalla pubblicità, credono che tutto sia facile, che
tutto venga dato, e si siedono ad aspettare che le cose gli
succedano... e quando non succede niente si lamentano, perché
un loro diritto è stato vessato...

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027
Pensiero:
Economicamente parlando, ti sei domandata quanto vale la
vita di una persona? Cento mila euro?... Un milione di euro?...
50 milioni di euro?... Che parametri possono stabilire il suo
valore?
Nelle compagnie assicuratrici questi valori sono già calcolati
e ordinati in una tabella; logicamente loro non conoscono
intimamente le persone da essere valutate, che finiscono per
essere solamente un numero in più di una statistica.
Allora ti chiedo: e se dovessi essere tu a valutare la vita di
una persona... e se questa persona fosse tua figlia o il tuo
fratello, il tuo compagno o compagna... il valore nella tabella
sarebbe lo stesso?
Ancora ti chiedo: e se fossi la tua vita a essere valutata
attraverso una tabella, quale sarebbe il suo valore?
Aforisma:
“Non si può essere felici finché intorno a noi tutti soffrono e
s’infliggono sofferenze; non si può essere morali fintantoché il
procedere delle cose umane viene deciso da violenza, inganno e
ingiustizia; non si può neppure essere saggi finché l’umanità
non si sia impegnata nella gara della saggezza e non introduca
l'uomo alla vita e al sapere del più saggio dei modi.” Friedrich
Nietzsche

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Paragone:
Finché l’uomo continua a essere considerato come un pezzo
in più della macchina sociale e non come l’intelligenza, il
centro di comando, tutto continuerà a essere stupidamente
materialista.
L’atteggiamento umanista consiglia: considera il tuo
prossimo come tu vuoi essere considerato.
L’atteggiamento utilitarista pensa: come posso servirmi del
mio prossimo per guadagnare di più?

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028
Pensiero:
Per non essere ridicolo non mi faccio sentire e faccio finta di
essere d’accordo con tutti.
Per non apparire stolto, mi affretto a dire quali sono le
soluzioni dei problemi che si discutono.
Per non mostrarmi come un poveraccio, faccio vedere le
foto di quello che mangio, delle mie vacanze, della mia casa,
della mia macchina…
Tu saresti capace di percepire nel tuo atteggiamento, cosa
proteggi?... sapresti scoprire cosa nasconde la corazza del tuo
comportamento?
Aforisma:
“Per evitare un difetto, gli stolti cadono nel difetto
contrario.” Quinto Orazio Flacco
Paragone:
Partiamo dalla premessa che per superare un difetto, prima
di tutto dobbiamo conoscerlo, perciò dobbiamo partire dalla
consapevolezza di avere un difetto.
Quando si dice ”evitare un difetto” non si allude al fatto di
voler superare o risolvere un difetto, si allude al fatto di
evitarlo, di non confrontarlo, far finta che non ci appartenga,
che non sia un nostro difetto. Perciò, gli stolti, nell’impeto di
evitare e far finta che quel difetto non gli appartiene,
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estrapolano la situazione, i ruoli e gli atteggiamenti, nella
direzione opposta. Questa manipolazione stereotipata di ruoli,
atteggiamenti e condotte, si converte subito in un difetto per
opporsi a quello che non si conosce.
La consapevolezza di un difetto, fa che questo non venga
dissimulato, venga confrontato, risolto.
La dissimulazione accresce la grandezza del difetto,
diminuendo la nostra autostima nel suo confronto e impedendo
di affrontare i cambiamenti necessari.

42

029
Pensiero:
Leggendo un libro c’è una frase che richiama la mia
attenzione: ”… la strada sale in curva lentamente fino a
perdersi nel paesaggio dietro l’angolo…”
Cosa posso immaginare di questa locuzione: è di notte?... È
di giorno?... È un posto sperduto nel nulla?... È una strada de
città?... C’è qualcuno che la percorre?... È una strada che va o
che viene?
Potrei utilizzare ognuna di queste domande per iniziare a
scrivere una storia; a ogni domanda che faccio ottengo una
risposta differente... a ogni risposta corrisponde una storia
diversa.
Come potresti immaginare il finale della frase iniziale?
Aforisma:
“Ogni lettore, quando legge, è il lettore di se stesso. L’opera
dello scrittore è solo una specie di strumento ottico offerto al
lettore per consentirgli di discernere ciò che forse, senza quel
libro, non avrebbe potuto intravedere in se stesso.” Marcel
Proust
Paragone:
Ogni parola è una sintesi di un oggetto, di un pensiero, di
un’emozione, di una persona, di un lapsus di tempo…
Nel caleidoscopio della nostra mente, le parole scritte si
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trasformano in oggetti animati che ci permettono di vivere,
ricordare, sognare, immaginare situazioni latenti nel nostro
subconscio.
Come tutta l’arte, la scrittura è solo un cammino per dove
viaggiano la nostra immaginazione e il nostro subconscio.

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030
Pensiero:
La conoscenza non è una meta dove arrivare o
un’enciclopedia da scrivere.
La conoscenza è una partenza con mille destinazioni, un
secchio bucato che non si riempie mai, uno scrittore che
cancella di notte l’annotazione fatta nel giorno, uno scienziato
che trova l'eureka per scoprire che aveva sbagliato.
La conoscenza è un gioco perenne di astuzia e competizione
con la vita, con il mondo.
Aforisma:
“Non so come il mondo potrà giudicarmi ma a me sembra
soltanto di essere un bambino che gioca sulla spiaggia, e di
essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia
più bella del solito, mentre l’oceano della verità giaceva
inesplorato davanti a me.” Sir Isaac Newton
Paragone:
Questa rappresentazione della vita e di se stesso risuona con
la descrizione che fanno sulla vita e su di se stessi i grandi
maestri spirituali.
Senza dubbio la curiosità gioca un ruolo rilevante: è ricerca
e aspettativa senza condizionamento previo; e la curiosità è una
caratteristica del bambino, della crescita.
Una crescita permanente, come dice Newton, ti fa divertire,
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curiosare, assorbire goccia a goccia la saggezza del grande
oceano della verità; in conclusione: sentirci bambini.

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031
Pensiero:
È di mattina presto, e dopo aver fatto colazione hai deciso di
regalarti del tempo libero per dedicarlo unicamente a te... una
specie di mini-vacanze, un momento di goduria solo per te.
Cosa vorresti fare...?
Quali sono le attività cui faresti a meno per avere questo
tempo libero?
Come trascorreresti le tue ore?
Aforisma:
“È un ottimo sport mattutino per un ricercatore mandare al
diavolo ogni mattina prima di colazione un’ipotesi prediletta:
mantiene giovani.” Konrad Lorenz
Paragone:
Una mente scientifica è ordinata, pragmatica, predicibile.
Per quella mente, avere un’ipotesi (presupposto), una tesi
(base teorica per fondare un’ipotesi) e una dimostrazione
(ripetizione positiva dei fatti che confermano la veracità
dell’ipotesi) è l’ordine naturale dell’avvenire.
Alzarsi al mattino facendo sparire lo schema abituale del
pensiero, cambiando la quotidiana rigidità del ragionamento
per un salutare vuoto mentale, mantiene giovane, perché
trasforma i preconcetti in domande, in dubbi che si affacciano
al futuro; perché mobilizza l’energia, apre spazi al domani,
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genera vita…
Questo mi fa ricordare un’altra riflessione che dice: ”ogni
volta che arrivi a una conclusione, sappi che quella, ormai è
superata, obsoleta”.

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032
Pensiero:
Cosa si sente quando giochiamo al lotto, alla lotteria, al
casinò? Cosa si sperimenta nell’attesa del risultato? Cosa
faresti in caso di vincita?
Cosa si sente prima di un’elezione politica nell’attesa di
conoscere qual è la fazione vincente? Che cambiamenti sociali
vorresti che compiano?
Cosa sperimenti quando ti avvicini a una persona che
ammiri molto? Cosa aspetti che codesta persona faccia?
Aforisma:
“È una cosa stolta supplicare gli dei per ottenere ciò che uno
è in condizione di procurarsi da se stesso.” Epicuro

Paragone:
“Supplicare gli dei…”
Loro sopra, noi sotto: questa è la condizione iniziale del
supplicante.
Quando la situazione che dobbiamo affrontare è veramente
insuperabile, chiedere aiuto agli dei potrebbe essere una
risposta convincente.
Ma se la situazione che dobbiamo affrontare, anche
apparendo così complicata, così sofferente, può avere una
soluzione che provenga da noi, un risultato frutto del nostro
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