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Tsukahara Bokuden .pdf



Nome del file originale: Tsukahara Bokuden.pdf

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Tsukahara Bokuden

Nel dipinto, rappresentazione di Tsukahara Bokuden

Estratto da The Hundred Rules of War, di Tsukahara Bokuden, tradotto in
inglese da Eric Michael Shahan. Questo trattato militare fu completato
probabilmente intorno al 1571, anno della morte di Bokuden. Un famoso
monaco zen di nome Takuan Soho, scrisse un’introduzione per questo testo. Il
prologo 1 fu scritto da Kato Nobutoshi, uno studente di Bokuden. La maggior
parte delle informazioni sulla vita di questo famoso spadaccino, provengono dal
libro The Inheritance of Bokuden disponibile unicamente in lingua originale.
Esso fu scritto sempre da Kato Nobutoshi, ma l’anno di pubblicazione rimane
incerto. Il prologo 2 sembra essere stato aggiunto da un parente sconosciuto di
Kato Nobutoshi, probabilmente il nipote, come viene detto nel prologo stesso.
Anche in questo caso, la data di realizzazione rimane indeterminata. Questa
struttura composta dall’introduzione di Takuan, e dai prologhi di Nobutoshi e di
un suo discendente risale indicativamente alla prima metà del 1600.
The Hundred Rules of War, pp. 202-205:
“Prologo 1
Queste cento righe furono lasciate dal nostro grande maestro Bokuden le quali
le lesse a samurai senza onore nella battaglia. I successori di Izasa Ienao le
scrissero e mantennero questo documento segreto. Perciò esso era sconosciuto.
Si dice che questo documento venisse mostrato a una sola persona ogni
generazione. Benché trasmesso alla generazione successiva, non è qualcosa da
affrontare alla leggera. Tutto ciò dovrebbe essere attentamente onorato.
Scritto nell’inverno del secondo anno di Genki (1571)
Scritto dal guardiano di Sagami Fujiwara, Kato Nobutoshi.
Interpretazione di Hori Shohei:
Queste linee furono lasciate dal Sensei Bokuden, le quali le lesse a samurai che
non avevano ancora conosciuto la battaglia su campo. I discendenti di Izasa
Ienao (1387-1488), il fondatore della scuola Katori Shinto di combattimento
con la spada, le scrisse e mantenne gelosamente custodito questo documento
segreto, perciò era sconosciuto. Si diceva che fosse mostrato ad una sola
persona per ogni generazione. Questa credenza che il documento non sarebbe
dovuto essere condiviso in maniera sconsiderata cominciò con Kato Nobutoshi,
un discepolo di Tsukahara Bokuden, il quale trasmise la saggezza al suo
discendente. Questo è il risultato delle ricerche di Ban Nobutomo (1773-1846).
1

Prologo 2
Questa pergamena che ora tu stringi, fu trasmessa da mio nonno Nobutoshi, ed
è rimasta un tesoro di famiglia fino da allora. Noi desiderammo ardentemente
una persona di saggezza e virtù per scrivere un’introduzione. Dopo molti anni
di speranze, Takuan Soho venne da noi in maniera abbastanza inaspettata.
Fummo fortunati che egli ci concedesse l’onore di scrivere una meravigliosa
introduzione.
L’autore delle Cento regole della Guerra che tu stai leggendo, fu il Maestro
Tsukahara. Si dice che nacque nell’area di Sanuki a Shikoku. Molte cose sulla
sua vita sono sconosciute o non chiare. Egli servì diligentemente la famiglia
Muromachi e Miyoshi. Comunque, a causa del fatto che la famiglia Miyoshi fu
coinvolta in un complotto di insurrezione, egli rimase deluso.
Siccome comprese questo in tempo, fu in grado di dare le dimissioni mentre era
ancora nel favore del clan Miyoshi. Ritirandosi dal servizio dalla corte di
Muromachi, egli cominciò a viaggiare per il paese e perfezionare le sue
capacità. Essendo uomo di principio, il suo nome cominciò ad essere ben
conosciuto dappertutto. Nonostante questo non fu mai incline a vantarsi della
sua capacità. Benché attraversò tutti i domini orientali del Giappone e del nord,
non fu mai indolente nel mettersi alla prova. Circa cento discepoli si unirono a
lui ed aveva un falco sulla sua manica, il quale egli lanciava in volo sul cavallo.
La sua reputazione era cresciuta a questo livello.
All’età di diciassette anni affrontò il primo duello tra spadaccini a Kyoto nel
tempio di Kiyomizu. Egli in seguito camminò per le Cinque Province e per i
sette Cammini.
Emerse vittorioso in diciannove combattimenti individuali con la spada, e andò
in battaglia trentasette volte senza mai abbassare la guardia. Affrontò avversari
armati con spade di legno centinaia di volte. Nonostante ciò non aveva cicatrici
né da taglio di spada né da affondo. A parte sei ferite da freccia, nessun nemico
lo raggiunse mai con la propria arma.
Contando tutte le sue sfide individuali e i successi in diversi battaglie, egli
ottenne la vittoria su non meno di duecentododici persone. Se tu aspettassi
cinquecento anni, non troveresti un altro eroe del suo calibro.
Ventinove novembre, sesto anno di Tenmei 1787”

2

Origine di Bokuden
Tratto dall’Honcho Bugei Shoden, pp.13-18, tradotto da Satoru Matsumoto
Tsukahara Bokuden proveniva da Tsukahara, nella provincia di Hitachi. Suo
padre, Tsukahara Tosa-no-kami, studiò Tenshin Shōden sotto Izasa Chōsai. Il
figlio di Tosa-no-kami, Shinzaemon, portò avanti l’arte di suo padre della spada
e della lancia, ma sfortunatamente morì di morte precoce. Così, il suo giovane
fratello, Bokuden, continuò la tradizione del suo fratello più grande. Egli
viaggiò dappertutto nel paese, per migliorare la sua [tecnica di] spada e ottenere
grande acclamazione. A quel tempo, Kamiizumi Ise-no kami viveva là, a
Shimotsuke. Egli fu il fondatore del Kage-no-ryū, e fu maestro di spada e di
lancia. Bokuden partì per Shimotsuke, dove studiò sotto Kamiizumi e
padroneggiò l’essenza del suo insegnamento. In seguito, andò al palazzo di
Kyoto, dove insegnò l’arte della spada e della lancia agli shogun Ashikaga Yoshiteru e Ashikaga Yoshiaki.1 Molti samurai di alto rango studiarono sotto
Bokuden e, tra loro, Lord Kitabatake Tomonori, 2 governatore di Ise, fu il
migliore; Bokuden gli impartì il segreto dell’hitotsu no tachi. Anche Matsuoka
Hyōgonosuke padroneggiò l’essenza degli insegnamenti di Bokuden sulla spada
e sulla lancia, e successivamente divenne l’insegnante dello shogun Tokugawa
Ieyasu, al quale insegnò il segreto dell’hitotsu no tachi, e per questo fu ben
ricompensato. Kabuto Gyōbu-no-shō e Tada Umanosuke, portò avanti l’arte di
Matsuoka, e Kidaki Jibu-no-shō continuò dopo Kabuto. Noguchi Oribe proseguì dopo Kidaki, e gli succedette Mamiya Shōzaemon. Da Mamiya fu trasmesso a Nagao Shōemon, poi a Sakakibara Shichiemon Masakatsu. Mamiya, Nagao, e Sakakibara erano tutti servitori di Tokugawa Hidetada.
Nel Kōyō Gunkan3 è scritto che quando Bokuden viaggiò per tutto il paese, al
fine di perfezionare l’uso della spada, era accompagnato da non meno di tre
falchi, tre cavalli per suo uso personale ed una scorta di ottanta studenti-di alto e
basso rango-a piedi. Questa ostentazione gli fece guadagnare il rispetto delle
case militari nelle quali passò, e fu un'idea appropriata per un maestro della
strategia.
Nel Kōyō Gunkam Massho Ketsuyōbon4, è scritto:

1 Ashikaga Yoshiteru, 1535-1565, fu il 13 th shogun Ashikaga, mentre Yoshiaki, 1537-1597, fu il 15 th e ultimo;
governarono tra il 1545 e il 1565, e tra il 1568 e il 1573
2 Nel 1576, Kitabatake Tomonori, fu attaccato e nonostante uccise diciannove dei suoi nemici, venne sopraffatto e
ucciso.
3 Un resoconto sui traguardi, la filosofia, e gli ideali dei samurai della provincia di Kai, incentrato su Takeda Shingen,
1521-1573. Si crede sia stato compilato da Obata Kagenori. Diffusamente letto dai samurai del periodo Kanʼei, 16241656, quasi venti versioni erano in circolazione durante il periodo Edo, attestando la sua popolarità. La sezione a cui si
riferisce Hinatsu, è il capitolo 40. Koshihara Tetsurō, ed., Kōyō Gunkan, Kyōkusha Shinsho, 1979, 3, pp.49-51
4 Il passaggio citato appare con minori variazioni nel Kōyō Gunkan Massho Ketsuyōbon, capitolo 5, nel Takeda-ryū
Gungaku Zensho Kankōkai, 1935, 3, pp. 34-35.

3

Tsukahara Bokuden, un esperto spadaccino, fu un grande combattente. Benché
il particolare segreto dell’uso della spada di Bokuden si dicesse essere l’hitotsu
no tachi, questa tecnica fu di fatto creata da Matsumoto Bizen-no-kami. Nelle
battaglie di Katori e Kashima, Matsumoto combatté con la lancia ventitré volte,
e rivendicò le teste di venticinque ufficiali e settantasei soldati ordinari.5
Due volte, svolse servizi per quelli le cui teste egli rivendicò, e ciò lascia
rimanere una testa.6 Bokuden stesso combatté in battaglia con la lancia nove
volte e rivendicò ventuno teste. Tra quelle, sette furono classificate come
yarishita, kuzuregiwa, e banaka.7 Egli guadagnò il titolo di ʻvalorosoʼ.8
Bokuden utilizzò e perfezionò il suo hitotsu no tachi finché fu soddisfatto, e
insegnò il segreto ai daimyo dappertutto nel paese. Lo insegnò anche ad
Ashikaga Yoshiharu9, Ashikaga Yoshiteru, e Ashikaga Yoshiaki-tre successive
generazioni di shogun. Hitotsu no tachi può essere divisa in tre livelli, hitotsu
no kurai, hitotsu no tachi, e hitotsu dachi. Il primo usa il tempismo del cielo. Il
secondo utilizza il vantaggio della terra ed è il muoversi che unisce il cielo e la
terra. La terza tecnica segreta insegna l’armonia dell'uomo e l’innovazione.10
Una volta Bokuden fu sfidato a duello da un notevole esperto spadaccino. Egli
fu d’accordo, ma raccolse i suoi sostenitori e li interrogò riguardo alle volte che
lo spadaccino vinse le battaglie con la spada di legno, per scoprire come
vinceva e in quale maniera. Fu stabilito che l’avversario era mancino, e che
quando vinse, stringeva la spada o nella mano sinistra o in quella destra-in altre
parole, Bokuden fu capace di comprendere che il suo sfidante otteneva la
vittoria impugnando la spada solo con una mano. Bokuden, successivamente,
inviò messaggeri al campo del suo avversario non meno di dieci volte prima
del duello, e disse ʻAnche se ci fosse un modo per vincere, impugnare la spada
con una mano sola-come quella sinistra-è ingiusto. Per favore, istruisci il tuo
maestro dal trattenersi dall'uso di tale tecnica quando combatterà con
Bokuden.ʼ
Ogni volta, gli uomini dell’avversario rispondevano solamente, ʻSe il tuo
maestro ha timore di essere sconfitto da una mano singola o dalla sinistra,
allora perché non disdite lʼincontro e noi dichiareremo Bokuden perdente?ʼ
Il giorno del duello arrivò. Naturalmente, Bokuden inviò i suoi messaggeri solo
come stratagemma, e vinse facilmente devastando la fronte, il naso e le labbra
5

I soldati a piedi erano valutati in battaglia primariamente dal numero di teste di nemici portate indietro. Questi,
successivamente, sarebbero stati valutati di rango in base alla nascita dei nemici uccisi ed al metodo con il quale era
stato eliminato. I più alti onori erano assegnati al combattimento armato ravvicinato, seguito dalla spada, lancia,
arco e frecce, e ultimo armi da fuoco. Un certificato scritto delle sue imprese (kubi chūmon) era consegnato al
soldato, con una speciale nota al di sopra.
6 Kubi kuyō erano servizi tenuti per il nemico ucciso. Era tenuto quando un certo numero di teste, di solito 33, erano
state consegnate. Qui sembrerebbe che Matsumoto tenesse servizi per ogni 50 teste.
7 Questi erano termini indicanti a quale punto della battaglia il nemico era stato ucciso. Yarishita, uno ucciso
all’inizio della battaglia; kuzuregiwa, uno ucciso da un soldato dopo che il suo stesso esercito era in ritirata;
banaka, uno ucciso nel punto massimo della battaglia.
8 Buhen, un titolo applicato ai guerrieri che si erano distinti in combattimenti solitari.
9 1510-1550, il dodicesimo shogun Ashikaga, 1521-1545.
10 Durante il periodo Edo, tecniche erano utilizzate come metafore per esprimere profonde verità riguardo alle arti
marziali. Guadagnare capacità nelle arti marziali avrebbe condottò l’uomo alla comprensione di queste più grandi
verità a sua volta gli avrebbe permesso di ottenere la padronanza delle tecniche.

4

del suo avversario. Bokuden vinse perché afferrò l’essenza del livello
dell’hitotsu dachi, ed era un maestro che poteva affrontare il suo nemico con
perfetta padronanza di sé. Benché il suo avversario fosse un esperto spadaccino, non era in alcun modo un maestro dell’arte. Egli era vanaglorioso e perse il
confronto quando combatterono.

Nel Seshū Gunki,11 è scritto:
L’uso della spada e le arti marziali derivavano dallo stile fondato, tempo fa, da
Iizasa Nyūdo Chōisai, proveniente dalla provincia di Hitachi, il quale ricevette
gli insegnamenti che erano divinamente ispirati. Bokuden rappresentava la
quarta generazione di maestri contando da Chōi. Egli imparò segreto dopo
segreto, e fondò la sua scuola, per la quale fu ampiamente conosciuto. Più
avanti negli anni, partì per i suoi viaggi attraverso il paese, al fine di
migliorare la sua arte della spada, dopo i quali ritornò alla sua provincia di
Hitachi. Prima della sua morte, decise di stabilire quale dei suoi tre figli
sarebbe stato il suo successore. Per testare di quanto i loro studi fossero
avanzati, egli mise in equilibrio sull’entrata, un cuscino di legno, e chiamò
Hikoshirō, il suo figlio più vecchio ed erede. Utilizzando il mikoshi no jutsu,12
egli percepì quello che suo padre aveva fatto, e rimosse il cuscino prima di
entrare nella stanza, e prese il suo posto.
Bokuden riposizionò il cuscino e chiamò il suo secondo figlio. Il cuscino cadde
proprio appena il secondo figlio aprì la porta. Il figlio balzò indietro, la sua
mano immediatamente sull'elsa della sua spada, e cautamente entrò nella
stanza. Bokuden un’altra volta mise il cuscino al suo posto, e poi chiamò il suo
figlio più giovane. Il cuscino cadde come aprì la porta, e il giovane figlio
sfoderò la sua spada, tagliò il cuscino in due a mezz’aria, e poi prese il suo
posto.
Bokuden era furioso e disse, ʻSolo come puoi lasciare che un cuscino ti
impaurisca? Siccome tuo fratello più anziano Hikoshirō è stato capace di
vedere attraverso il mio inganno e rimanere calmo, Io lo nomino come mio
successore.
ʻHikoshirō, la tecnica dell’hitotsu no tachi può essere insegnata solo ad una
persona e Io l’ho già trasmessa al governatore di Ise. Vai a Ise ed imparala da
lui. Io non vivrò molto a lungo.ʼ
Dopo la morte di Bokuden, Tsukahara Hikoshirō andò nella provincia di Ise, e
disse al governatore che suo padre aveva già insegnato a lui l’hitotsu no tachi,
ma che desiderava vedere il governatore praticarla, così che avrebbe potuto
ʻcomparare le due versioniʼ. Tomonori, il quale nulla sapeva della reale
situazione, gliela mostrò.
11 Anche conosciuto come Ise Gunki, una cronaca militare scritta negli anni del 1630, descrive eventi del tardo
periodo Sengoku. Il passaggio citato si trova nel Zoku Gunsho Ruijū, 1973, 21-A, p.37.
12 La capacità di vedere attraverso l'inganno dell'altro, sia attraverso l'estrema attenzione sia con poteri da chiaroveggente.

5

In certi libri si dice che secondo una storia, di molto tempo fa, di qualcuno che
era informato sugli avvenimenti, là viveva un uomo chiamato Bokuden di Tosa.
Creò la sua propria scuola di spada, la quale egli chiamò Mutekatsu-ryū.
Una volta, la storia continua, quando stava viaggiando a est, Bokuden arrivò al
punto [di attracco] di un traghetto di Yabase a Ōmi, dove salì a bordo
dell’imbarcazione, sulla quale c’erano sei o sette passeggeri, tra i quali un uomo
che sembrava essere sui trentasette o trentotto anni di età. Egli era alto con una
folta barba, e parlava con voce brusca. Non permetteva a nessuno di prendere
parola nella barca, e non si dava pensiero degli altri passeggeri. Si vantava
senza vergogna della sua abilità nell’uso della spada, e che nessun uomo era suo
pari. All’inizio, Bokuden, semplicemente fece finta di non sentire e si appisolò,
ma essendo un uomo orgoglioso e coraggioso, alla fine fece sentire la sua voce.
Bokuden disse, ʻAbbiamo dovuto ascoltare storia dopo storia, ma non posso
accettare i tuoi racconti riguardo l’uso della spada. Sin da quando ero giovane,
Io pure, ho praticato le tecniche della spada ripetutamente da solo, ma non ho
mai pensato di colpire altri. Invece, provo soltanto a non perdere.ʼ
L’uomo ascoltò e poi disse, ʻTu sei sicuramente misericordioso, prete. Che stile
di spada hai imparato?ʼ Bokuden replicò che era uno basato non sulla vittoria,
ma sul non perdere, ed era conosciuto come Mutekatsu-ryū, lo stile del vincere
senza estrarre la spada.13
A ciò l’uomo rimbeccò,ʻSe esso è [lo stile di] vincere senza sfoderare la spada,
allora perché ti dai pena nel portare due spade?ʼ
Bokuden replicò,ʻLa duplice spada della “trasmissione dal cuore con il cuore”
si attacca alla lancia del mio autocompiacimento, e abbatte i boccioli dei
pensieri malvagi.ʼ
Quando lo spadaccino udì ciò, disse, ʻPerciò, prete, facciamo un incontro nel
quale tu devi vincere senza estrarre la spada.ʼ
Bokuden lo ammonì, ʻLa spada della mia mente è una spada che dà la vita, 14 ma
confrontandosi con persone malvagie, diventa una spada che dà la morte.ʼ15
L’uomo era incapace di controllare la sua furia crescente e, rabbiosamente,
disse al barcaiolo di sbrigarsi [a raggiungere la] destinazione, così che
avrebbero potuto attraccare alla costa e combattere.
13 Mutekatsu-ryū, l’arte di vincere senza far ricorso a tecniche fisiche. Il testo non spiega il termine, ma è evidente dal
contesto.
14 Katsujin-ken (letto qui nel testo come katsujin yaiba in furigana) è un concetto della spada influenzato dallo Zen, il
quale può essere compreso in vari modi. Può semplicemente significare impiegare la propria capacità per un uso
costruttivo piuttosto che per uno distruttivo, oppure si può riferire a nozioni più metafisiche. Il termine appare
nell'Heihō Kadensho di Yagyū Munenori, e in altri testi di arti marziali.
15 Setsunin-tō è usato in opposizione a quello sopra e descrive una lama utilizzata per uccidere. Non semplicemente
opposti, i due concetti formano termini della realtà che è oltre il valore dualistico di buono o cattivo. Setsunin-tō si
può riferire all’uso della spada come arma per uccidere un oppressore malvagio o come mezzo per aprirsi un varco
nell’ignoranza e distruggere il falso Sé.

6

Di nascosto dallo spadaccino, Bokuden segretamente fece cenno con gli occhi
al barcaiolo, e disse all’uomo, ʻIl porto è trafficato e pieno di astanti. Perché
non andiamo in quella piccola isola proprio al di là di Karasaki. Là potrò
mostrarti come vincere senza estrarre la spada. Benché sono sicuro che voi altri
passeggeri siate pressati da impegni urgenti e temo che ciò sarà di
inconveniente per voi, vi prego di essere indulgenti con noi e di dilettarvi nel
guardare.ʼ
Nell’istante che la barca raggiunse l’isola, l’uomo sguainò la spada, lunga tre
shaku e otto sun, e saltò sulla spiaggia gridando, ʻSbrigati, prete. Ti taglierò in
due!ʼ
Bokuden replicò, ʻAspetta un momento. Nello stile Mutekatsu è importante che
prima quietiamo la nostra mente.ʼ Egli lentamente piegò il suo mantello e passò
attentamente le sue due spade al traghettatore. Poi Bokuden afferrò il remo dalle
sue mani, e andò verso la prua della barca, dove sembrò che avrebbe utilizzato
il remo per saltare a riva senza bagnarsi. Ma quello che invece fece fu di
spingere improvvisamente la barca lontano dalla riva, nella corrente.
Vedendo ciò, l’uomo gridò, ʻCosa stai facendo? Torna a riva.
Cosa stai facendo?ʼ
ʻSe non ti piace ciò, perché non nuoti e mi raggiungi?ʼ [Così] Bokuden lo
schernì.
ʻQuesta è la tua lezione. Affronta ciò, hai perso. Questo è lo stile del vincere
senza estrarre la spada.ʼ
Udendo Bokuden gridare con risa, lo spadaccino fumò dalla rabbia per la
frustrazione della sua impotenza. ʻVillano! Mi hai ingannato! Torna indietro!ʼ
egli gridò, ma nessuno gli prestò attenzione.
Ora, riguardo a ciò [che era ben riuscito], in lontananza, Bokuden, sventolò il
suo ventaglio e gridò, ʻSappi che il segreto del mio stile di spada, è vincere con
mezzi non comuni. Se desideri saperne di più, sarò lieto di insegnarti. Addio!ʼ
Con ciò Bokuden lasciò lo spadaccino sulla costa, e si diresse al villaggio di
Yamada.

7

Nota
Tsukahara Bokuden nacque nel 1489, nella provincia di Hitachi, nella famiglia
sacerdotale Yoshikawa del clan Urabe, e successivamente adottato dal signore
del castello di Tsukahara, Lord Tsukahara Tosa-no-kami Yasumoto. Fin da
giovane acquisì le conoscenze militari studiando sia col suo vero padre,
Yoshikawa Kaga no nyudo, e sia con quello adottivo (Tsukahara Tosa-no-kami).
Sembra che Tsukahara Tosa-no-kami fu uno studente diretto di un leggendario
maestro, Iizasa Chōisai Ienao (1387-1488), fondatore dello stile Tenshin
Shōden Katori Shintō-ryū. Suo figlio maggiore, Shinzaemon, portò avanti
l’arte del padre, ma morì prematuramente. Il suo posto fu preso dal giovane
fratello, Bokuden.
Bokuden non si limitò ad approfondire lo stile Tenshin Shoden, ma si recò
presso un altro famoso maestro dell’epoca, Kamiizumi Ise no kami, a sua volta
fondatore di una scuola marziale, lo Shinkage-ryu.
Durante la sua vita si adoperò come istruttore di famosi samurai e degli shogun
del tempo e viaggiò per il paese (le Cinque Province e i Sette Cammini).
Partecipò ad innumerevoli duelli e battaglie, riportando sempre la vittoria e non
venendo quasi mai ferito, se non lievemente. I suoi successi militari non sono
stati sempre riportati con accuratezza e ciò riflette probabilmente la parziale
conoscenza degli studenti scrittori che compilarono e arricchirono le cronache e
gli scritti di Bokuden. Alcune informazioni risalgono infatti, a diverse
generazioni dopo la morte del maestro. Stabilire cosa sia vero e cosa sia stato
inventato è impossibile. Ogni informazione scritta potrebbe essere vera come
pure falsa. Purtroppo nel passato, prima che eventi o biografie su importanti
personaggi venissero fissati in forma scritta, dovevano passare per una lunga
tradizione orale che talvolta non riportava fedelmente le cronache del passato.
Altre volte, gli scrittori che si susseguivano erano in possesso di informazioni
incomplete o aneddotiche e loro stessi erano incapaci di discernere il vero dal
falso.
Ad ogni modo, l’eco di questi racconti, ci riporta ad un mondo, la società
giapponese dell’epoca, nel pieno del Sengoku-jidai, il periodo degli Stati in
guerra e delle lotte per la supremazia sul territorio. In questo periodo emersero i
più famosi e abili maestri di spada, e anche le scuole marziali si moltiplicarono.
Per la guerra servivano uomini esperti, capaci, e motivati nel combattimento.
Bokuden fu uno di questi. Superiore in abilità e perspicacia su tutti quelli che
affrontò durante la sua vita, viene ricordato tutt’oggi, insieme a pochi altri,
come Miyamoto Musashi e Itto Ittosai per citarne alcuni, come uno dei massimi
esperti marziali della storia giapponese. Le cronache giunte fino a noi
affermano infatti che alla fine della sua carriera sconfisse e/o uccise almeno 212
persone, tra cui 19 in duelli a lame vive (probabilmente mortali), 21 in nove
8

battaglie usando la lancia, e partecipò in tutto a 37 battaglie (nelle quali verosimilmente uccise altri combattenti), affrontando inoltre moltissimi altri guerrieri
con una spada di legno, il bokuto. Quindi in quest’ultimo caso parliamo di combattimenti in teoria non mortali o potenzialmente meno letali, ma per i quali i
contendenti potevano comunque venirne fuori gravemente feriti e talvolta anche
uccisi: si ricordi in merito a questo, il famoso duello tra Miyamoto Musashi e
Ganryu Kojiro. Musashi riuscì a uccidere il famoso esperto Kojiro, utilizzando
un grosso Bokuto ricavato dal legno di un remo (come narrano le cronache del
tempo), mentre Kojiro utilizzava una magnifica tachi realizzata dalla scuola di
fabbri Aoe, con una lama di circa 90cm.
Non vi è dubbio che la fama che circondava Bokuden lo fece diventare una
leggenda già in vita. Ad accrescere la sua notorietà fu anche la bizzarria con la
quale affrontò il suo pellegrinaggio da guerriero per affinare le sue abilità: è
noto infatti che si fece accompagnare da un gran seguito di persone, i suoi
discepoli. Secondo quanto dice l’Honcho bugei shoden, Bokuden ebbe tre figli,
tutti istruiti nell’arte del padre, anche se raggiunsero livelli di abilità alquanto
differenti. Egli si spense nel 1571 e tutt’oggi la sua pietra tombale commemorativa è situata a Suka, dove una volta c’era il tempio di Baikou, a Kashima,
nella prefettura di Ibaraki. Oggigiorno una statua di bronzo è stata posta vicino
alla stazione dei treni di Kashima Jingu.

9

Piccolo santuario dove è posta la pietra commemorativa di Bokuden. Questo
luogo si trova a circa 3 km a nord in linea retta rispetto alla stazione di Kashima
Jingu, e a circa 1 km dalla costa del lago Kitaura. Prefettura di Ibaraki.

10

Nelle due immagini sopra, la statua di bronzo di Bokuden, a circa 200 o 300 m verso sud.
dalla stazione di Kashima Jingu, nella città di Kashima, prefettura di Ibaraki.

11

Questo dipinto ritrae il famoso aneddoto nel quale Bokuden affrontava un prepotente
spadaccino che lo aveva sfidato. In questa situazione, Bokuden fu abile nell’ingannarlo,
abbandonandolo solo su un’isolotto, evitando così le tragiche conseguenze di un eventuale
duello a lame vive.

12

Riferimenti e testi consigliati per l’approfondimento

-Correl John
Selezione: antropologia, storia, tecnica, scienza Volume 1. 2018. Lulu publisher.
Selezione: antropologia, storia, tecnica, scienza Volume 2. In preparazione.
-Hinatsu, Shigetaka
1716, Honchō Bugei Shōden. Arts of War in Times of Peace. Capitolo 5, in
Monumenta Nipponica, Vol.45, No. 4 (Inverno 1990), pp. 413-447(engl.). Sophia
University. Traduzione in inglese a cura di John M. Rogers. Traduzione in italiano a
cura di Satoru Matsumoto.
https://www.pdf-archive.com/2018/03/12/honcho-bugei-shoden-cap-5/
-Sugawara, Makoto
Lives of Masters Swordsmen. 1999. The Eastern Publications, Tokyo, Japan.

Terminato il 18-08-2018
Satoru Matsumoto

13


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