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Congresso ESC 2018 Combattere la fibrillazione atriale, registro globale ETNA AF .pdf



Nome del file originale: Congresso ESC 2018 Combattere la fibrillazione atriale, registro globale ETNA-AF.pdf
Autore: Goldm

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Combattere la fibrillazione atriale:
registro globale ETNA-AF
Congresso ESC 2018: presentati i primi dati del registro ETNA-AF, uno studio di sicurezza noninterventistico sull’uso di edoxaban per il trattamento della fibrillazione atriale nel “mondo reale”

Presentati al congresso ESC i primi dati relativi all’ETNA-AF, uno studio di sicurezza non-interventistico
sull’uso di edoxaban (LIXIANA®) per il trattamento della fibrillazione atriale nel “mondo reale”, che valuta
edoxaban in un'ampia gamma di condizioni cardiovascolari, tipologie di pazienti e situazioni cliniche specifiche
dei diversi Paesi

Monaco, 29 Agosto 2018 – Presentati oggi, al Congresso ESC di Monaco, i primi dati relativi ai pazienti di
ETNA-AF, il registro globale di Daiichi Sankyo che descrive l'uso di edoxaban (LIXIANA®) in
monosomministrazione orale giornaliera, nella pratica clinica quotidiana. I dati di 24.431 soggetti trattati con
edoxaban, che costituiscono l’87% dei pazienti totali arruolati da più di 1800 centri in 13 Paesi in tutto il
mondo, forniranno importanti informazioni sull’uso di edoxaban nella fibrillazione atriale non valvolare
(FANV) in contesti reali.
Il programma globale ETNA-AF combina le informazioni provenienti da tre registri separati condotti in Europa,
Asia orientale e Giappone e valuta efficacia e sicurezza di edoxaban nella pratica clinica quotidiana. Questi
registri sono stati disegnati per osservare la pratica clinica locale, e i dati sono stati in seguito integrati in un
unico database.

La prima analisi, che riporta i dati demografici e le caratteristiche dei pazienti del programma globale ETNAAF, ha mostrato che i pazienti arruolati sono più anziani di quelli dello studio clinico registrativo ENGAGE AFTIMI 48, ma presentano un rischio di ictus inferiore e più spesso sono affetti da FANV parossistica.
In Europa, la percentuale di pazienti trattati con edoxaban 60 mg OD e 30 mg OD erano, rispettivamente, 76,7%
e 23,3% (N = 13.474). La distribuzione dei dosaggi edoxaban 60 mg e 30 mg OD era molto simile a quella
osservata nelle corrispondenti regioni durante l’ENGAGE AF-TIMI 48, così come erano simili le caratteristiche
demografiche dei pazienti.
La seconda analisi, che riporta i dati basali relativi a ictus e rischio di sanguinamenti, ha mostrato che, in tutte e
tre le Regioni, la popolazione presentava un rischio complessivo di ictus inferiore rispetto a quello osservato nei
pazienti dell’ENGAGE AF-TIMI 48. Nel corso degli studi non-interventistici gli specialisti prendono decisioni
cliniche per trattare i pazienti nel modo più appropriato. Mentre nell’ ENGAGE AF-TIMI 48 i pazienti per
essere arruolati dovevano presentare almeno due fattori di rischio, per EMA ne è sufficiente uno perché il
paziente possa essere trattato. ETNA –AF Global ha arruolato un’ampio numeri di pazienti ad alto rischio,
inclusi quelli con precedente ictus, sanguinamento maggiore, emorragia intracranica, o punteggio CHA2DS2VASc ≥4; questi soggetti ad alto rischio comprendono il 38,2% dei pazienti arruolati in Europa. Inoltre, nel
programma globale, la media ricalcolata del punteggio totale HAS-BLED era di 2,5 ± 1,13 (Europa: 2,6 ± 1,13).
Nell’ ENGAGE AF-TIMI 48, la media del punteggio HAS-BLED dei Paesi corrispondenti era di 1,8 ± 1,0.
La terza analisi, che riporta l'uso della terapia antitrombotica prima dell'inizio del trattamento con edoxaban, ha
mostrato che più dei 2/3 dei pazienti trattati con edoxaban erano naïve all'uso dell’anticoagulante (17.740;
72,6%). In Europa, il 17,5% (2.364/13.474) dei pazienti anticoagulati erano stati precedentemente trattati con un
antagonista della vitamina K (AVK) e l’8,4% (1.138/13.474) assumevano un altro DOAC prima di iniziare la
terapia con edoxaban.
"Rispetto ai Paesi corrispondenti di ENGAGE AF-TIMI 48, i pazienti arruolati nell'ETNA-AF globale avevano
punteggi di rischio di ictus più bassi e punteggi HAS-BLED più alti. - ha spiegato il prof. Raffaele De
Caterina, Direttore dell'Istituto di cardiologia dell’ Università G. D'Annunzio di Chieti - Ciò potrebbe indicare
un cambiamento nella volontà dei medici di trattare i pazienti con rischio di sanguinamento più elevato, che
riflette un'evoluzione nell'uso degli anticoagulanti orali diretti. Basandosi sui risultati dell’ENGAGE AF-TIMI
48, che comprendeva pazienti con rischio di ictus da moderato ad alto, questi dati forniscono prove dal mondo
reale sull'uso di edoxaban nei pazienti a basso rischio di ictus".
Un totale di circa 28.000 pazienti saranno inclusi nei registri non-interventistici ETNA-AF e seguiti per 2 anni
(in Europa, invece, saranno seguiti per 4 anni). Allo stato attuale, il programma globale ETNA sarà il più grande
e completo archivio di dati sull'uso real-world, l'efficacia e la sicurezza di un singolo anticoagulante orale diretto
(DOAC) in pazienti con FANV o tromboembolia venosa (TEV).
"Daiichi Sankyo è impegnata ad ampliare le conoscenze scientifiche su edoxaban anche grazie ad ETNA-AF,
che fa parte di EDOSURE, il nostro solido programma di ricerca clinica composto da più di 10 studi in più di
100.000 pazienti in tutto il mondo- ha spiegato Hans Lanz, ricercatore e direttore esecutivo del Global Medical
Affairs di Edoxaban – Il programma ETNA-AF fornisce preziose informazioni su uso, sicurezza ed efficacia di
edoxaban in contesti real world. Questi studi non-interventistici, infatti, sono stati creati per consentire ai
diversi sistemi sanitari di utilizzare al meglio edoxaban nella pratica clinica quotidiana”.
Il registro globale ETNA-AF
ETNA-AF (trattamento con edoxaban nella pratica clinica quotidiana in pazienti con fibrillazione atriale non
valvolare) è uno studio di sicurezza post-autorizzazione non interventistico (PASS). Il programma combina, in
un unico database, i dati di tre registri separati condotti in Europa, Asia orientale e Giappone. Un totale di circa
28.000 pazienti saranno inclusi nei registri ETNA-AF e seguiti per 2 anni (in Europa, invece, saranno seguiti per
4 anni). L'obiettivo principale di ETNA-AF è di raccogliere informazioni sull’uso di edoxaban in condizioni
real-world, nella pratica clinica quotidiana di specifici Paesi e regioni, inclusi i profili di sicurezza ed efficacia
in pazienti non preselezionati affetti da fibrillazione atriale non valvolare (FANV).

La Fibrillazione Atriale
La FA è una condizione in cui il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ciò accade, il sangue può
accumularsi e addensarsi nelle camere del cuore causando un aumento del rischio di coaguli di sangue. Questi
coaguli di sangue possono staccarsi e viaggiare attraverso il flusso ematico verso il cervello (o talvolta verso
un'altra parte del corpo), dove possono potenzialmente provocare un ictus.
La fibrillazione atriale è il tipo più comune di disordine del ritmo cardiaco ed è associata a una notevole
morbilità e mortalità. A più di sei milioni di cittadini europei è stata diagnosticata la FA, e questa cifra dovrebbe
almeno raddoppiare nei prossimi 50 anni. Rispetto a quelli che non ne soffrono, le persone con questa aritmia
hanno un rischio di ictus 3-5 volte più alto. Un ictus su cinque è causato da FA.
Edoxaban
Edoxaban è un inibitore diretto del fattore Xa (pronunciato "Decimo A"), somministrato una volta al giorno. Il
fattore Xa è uno dei componenti chiave responsabili della coagulazione del sangue, quindi inibirlo significa
rendere il sangue più fluido e meno incline alla coagulazione. Edoxaban è attualmente commercializzato in
Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan, Thailandia, Canada, Germania, Regno Unito,
Svizzera, Irlanda, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo e altri paesi europei.
-------------------------------------Contatti
Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel. +39 0685255-202
elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

Valeria Carbone Basile
Tel: +39 339 1704748
valeria.carbonebasile@gmail.com

Daiichi Sankyo
Daiichi Sankyo è un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi
con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli
emergenti. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in
tutto il mondo contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a
mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell'ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo
al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica“, le attività di ricerca e sviluppo di
Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l’oncologia e l’immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove
frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.
Per maggiori informazioni visita il portale Lixiana http://pressportal.lixiana.it/ e il sito www.daiichi-sankyo.it

Fonte: Daiichi Sankyo


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