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GINOCCHIO MALATTIE RIMEDI NATURALI prof. Cinquegrana .pdf



Nome del file originale: GINOCCHIO MALATTIE RIMEDI NATURALI prof. Cinquegrana.pdf
Autore: umberto cinquegrana

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® Office Word 2007, ed è stato inviato su file-pdf.it il 25/09/2018 alle 20:36, dall'indirizzo IP 95.239.x.x. La pagina di download del file è stata vista 276 volte.
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MALATTIE DEL GINOCCHIO
MALATTIE E RIMEDI NATURALI
- GONARTROSI · LESIONI DEL MENISCO · LESIONI DELLA ROTULA · ECC. -

Quando si dice «il ginocchio mi fa male», oppure «le ginocchia mi fanno
male», e non si riesce neppure a camminare bene, le cause, che sono
responsabili di questa sofferenza, possono essere tante. Si può trattare di
artrosi, di sofferenza del menisco, o della rotula; ci può essere presenza di
liquido sinoviale intrarticolare in eccesso; oppure i fattori responsabili
possono essere più di uno. In ogni caso, si hanno risultati sorprendenti, in
tutte le direzioni, seguendo questi semplici consigli.








Durante la giornata, fate impacchi continui sul ginocchio, o sulle
ginocchia, con ovatta bagnata con l’amaro svedese. È sempre opportuno
ungere prima con olio di iperico, o con sugna di maiale, o con olio
semplice, la zona da trattare con gli impacchi. Si aggiunge altro liquido
all’ovatta, ogni volta che, osservando, si vede che questa è asciutta.
Superata la fase acuta della sofferenza, ci si può limitare ad un impacco
due o tre volte al dì.
Tutte le sere, applicate sul ginocchio un impacco di foglie di verza, o di
cavolo cappuccio, che rimuovete la mattina successiva. Non si deve
interrompere il ciclo delle applicazioni, quando eventualmente scompare
il sintomo dolore, ma si deve continuare, fino a quando le foglie,
rimosse la mattina, non risulteranno più, per alcuni giorni di seguito, né
alterate, né puzzolenti, né marcite, né niente di niente, ma saranno, la
mattina, proprio uguali a come sono state applicate la sera: in questo
caso, non c’è più alcuna situazione di malattia a carico del ginocchio,
per cui le foglie di verza risulteranno inalterate, perché non hanno
dovuto fare alcuna «fatica».
Se avete «il liquido» nel ginocchio, vi sorprenderete ad osservare con
quanta efficacia le foglie di cavolo lo tireranno fuori, meglio di qualsiasi
agoaspirazione, o di altro trattamento. La verza e il cavolo cappuccio si
comportano, in questo caso, come una idrovora - non certo in rapporto al
tempo che impiegheranno per prosciugare il lago di liquido
intrarticolare, ma quanto alla radicalità dell’opera di prosciugamento.
Intanto vi invito a fare, in ogni caso, un ciclo di trattamenti con l’amaro
svedese, e con il cavolo verza o cavolo cappuccio, prima di sottoporvi
ad un eventuale programmato intervento chirurgico, laddove questo
non abbia il carattere dell’urgenza assoluta e di una obiettiva
inevitabilità: se, dopo questo tentativo, ancora si rivela necessario il
trattamento chirurgico, vi presenterete nella camera operatoria in
condizioni sicuramente migliorate, che renderanno più agevole l’azione
di recupero, da parte del chirurgo.







A quanti soffrono di gonartrosi, cioè di artrosi delle ginocchia, Breuss
consiglia di camminare, di tanto in tanto durante la giornata, con gli arti
inferiori rigidi, cioè senza piegare le ginocchia - un po’ come si
muovono i robot, oppure alcune marionette. È un esercizio che, in ogni
caso, non nuoce, e metterlo in pratica non costa né tempo, né denaro.
L’amaro svedese lo si può anche bere. In caso di artrosi, e quindi anche
nel caso che si soffra di gonartrosi, è utile berne tre cucchiai al giorno,
diluiti in un po’ d’acqua, ciascuno mezz’ora prima di ogni pasto
principale. Nella brochüre di Maria Treben, è riportato il caso di una
signora che è riuscita ad alzarsi dalla sedia a rotelle, dopo 15 anni, dopo
che ha cominciato a bere tre cucchiai di amaro svedese al dì: il caso è
riportato alla pag. 46 del volume «Gesundheit aus der Apotheke Gottes».
Quando andate a giocare a pallone, o fate sport in una palestra, o
altrove, portate sempre con voi una bottiglia di amaro svedese, e
dell’ovatta. In caso di traumi al ginocchio, o ad altre parti del corpo, gli
impacchi con il liquido, versato sull’ovatta, costituirà il primo, e il più
valido, pronto intervento. Provare, per credere!

CLORURO DI MAGNESIO

L’assunzione di questo straordinario integratore è indispensabile.
Tre compresse da 1 grammo nella mattinata
tre compresse nel pomeriggio.
Il prodotto che uso io, conveniente soprattutto per il prezzo,
è il seguente:
MG CLORURO MAGNESIO ditta SANTIVERI 230 COMPRESSE
il codice ordine 8412170000407
è importante da comunicare alla farmacia
o all’erboristeria per avere con certezza questo prodotto.
Naturalmente, se volete scegliere un altro prodotto, fatelo
liberamente, e, per la posologia, seguite le indicazioni date sulla
confezione.
OMEGA 3

Ecco l’ultima ottima soluzione alla quale sono pervenuto dopo un
elaborato e attento percorso di ricerca:
https://nuunutrition.com/products/omega-3-fish-oil-1-000mg-1year-supply-365-softgels
una confezione da 365 cps
prendendo 6 cps al giorno
si spendono meno di 30 centesimi di euro al giorno!
Collegatevi direttamente al sito della casa produttrice
(https://nuunutrition.com/products/omega-3-fish-oil-1-000mg-1year-supply-365-softgels),
non consiglio altri canali, nemmeno Amazon
(è una mia opinione, naturalmente).
Tre capsule da un grammo ciascuna nella mattinata,
e tre capsule nel pomeriggio.

Sono anni che io assumo gli omega in questa quantità quotidiana
e ne sono pienamente soddisfatto.
Voi, naturalmente, fate come volete!
LA COSA PIÙ IMPORTANTE DA FARE
SONO
GLI IMPACCHI LOCALI CON FOGLIE DI VERZA
Rimuovete dalle foglie, quelle esterne soprattutto, lo sporco della terra o dei fitofarmaci,
lavando le foglie con spugna e acqua tiepida, o in altro modo.
Togliete via dalle foglie il nervo grosso centrale.
Schiacciate bene, e con scrupolosità, le foglie, fino ad appianarle, facendo scomparire le
rugosità tipiche di tante foglie di verza.
Un ottimo e facile sistema di schiacciamento e di appianamento delle foglie consiste
nell'utilizzo dei rulli della «macchina per la pasta», accostando i rulli, volta per volta, in
modo tale da ottenere l’appianamento delle foglie il più opportuno. Usate la «macchina
per la pasta» con la manovella, ad uso manuale. Questo sistema elimina la fatica dello
schiacciamento delle foglie con la bottiglia.
In mancanza di una macchina per la pasta, schiacciate bene, e con scrupolosità, le foglie,
fino ad appianarle, con una bottiglia di vetro, liscia, utilizzando il margine del fondo della
bottiglia per schiacciare le venature più rilevate. Usate la bottiglia a mo' di rullo. Per
questa operazione occorre una notevole dose di pazienza.
L'impacco da applicare sia predisposto nel modo seguente:
1. Una o più buste di plastica molto sottili e morbide, cui togliete via i manici.
2. Da tre a quattro salviettine di carta bianca.
3. Lo strato di foglie di cavolo (opportunamente schiacciate e strizzate),
dello spessore di almeno un centimetro: più ne mettete meglio è.
Questo strato di foglie sia costituito prevalentemente da foglie verdi,
sulle quali poi stendete qualche foglia di cavolo più tenera, di colore chiaro.
Le foglie schiacciate, prima di essere applicate, vanno strizzate, per eliminare il liquido
prodottosi a causa dello schiacciamento.
Applicate l'impacco sulla parte del corpo da trattare, in modo tale che il cavolo schiacciato
sia a diretto contatto con il corpo. Fissate l'applicazione con fasce opportune (sciarpe,
foulards, bende, corpetti, fasce elastiche, ecc.), utilizzando bene la vostra intelligenza e la
vostra esperienza per questa operazione di fissaggio.

Quanto alla durata di ogni singola applicazione, generalmente l'impacco va messo la sera e
rimosso la mattina. Oppure, quando se ne presenti l'opportunità, l'impacco della sera va
rimosso solamente quando diventa particolarmente acido e maleodorante. Il ciclo delle
applicazioni termina quando il male che state trattando è stato rimosso completamente; il
che viene evidenziato anche dalla constatazione del fatto che, dopo un certo numero di
applicazioni - un numero molto variabile da caso a caso - gli impacchi della sera risultano
«inalterati» la mattina seguente.

AMARO SVEDESE:
CONOSCERLO PREPARARLO USARLO

In questo documento trovate tutto assieme quello che occorre per arrivare a
conoscere bene l’amaro svedese, a prepararlo da voi stessi, e ad usarlo nella
maniera più opportuna.
Per quanto riguarda l’obiettivo di preparare l’amaro svedese da voi stessi a
casa, il momento più delicato è quello di procurarvi le erbe svedesi.
Procedete nel modo seguente:
1. Se avete erboristerie alla portata di mano, chiedete se hanno al
momento disponibili le erbe svedesi, o se le possono procurare
facilmente: contattate le erboristerie per telefono, per non perdere
tempo. Se l’esito del contatto è positivo, il problema è risolto, e potete
scegliere di preparare un solo litro e mezzo di amaro svedese,
seguendo la ricetta qui riportata, o di prepararne 7 litri e mezzo
assieme seguendo l’altra ricetta.

2. In caso contrario, telefonate alle erboristerie che indico qui
appresso, facendo il mio nome, e ordinate le erbe svedesi, che vi
saranno spedite con corriere espresso. A questo punto, vi
conviene decisamente di ordinare 500 grammi di erbe svedesi per
la preparazione di 7 litri e mezzo di amaro svedese. Questo vi
conviene molto per due motivi: perché coprite così anche la spesa
per la spedizione (conveniente per un ordine di mezzo chilo di
erbe svedesi, non conveniente per 150 grammi), e perché con una
sola fatica riuscite a preparare tutto assieme un quantitativo di
amaro svedese opportuno per un lungo periodo di tempo, e che

userete senza l’ansia che accompagna il suo uso quando la
quantità disponibile è piccola.
Buon lavoro di preparazione,
buon uso per voi e per gli altri,
buona vita a voi.
Prof. Cinquegrana

COME OTTENERE LE ERBE SVEDESI
TRAMITE SPEDIZIONE CON CORRIERE ESPRESSO

1.
Erboristeria Salus e Natura
di Sgariglia Stefano
Qualiano
tel. 081.8183850
stefano.sgariglia@virgilio.it

2.
erboristeria dott.ssa Grazia Di Giorgio
Sant’Arpino (CE)
081.19177705/327.7903882
info@tisanaerboristeria.it

www.tisanaerboristeria.it

I titolari dell’erboristeria hanno dichiarato
di essere disponibili a spedire tramite corriere
con pagamento in contrassegno
previo ordine telefonico
o per e-mail
precisando anche di avere avuto l’indicazione dal prof. Cinquegrana.
I prezzi delle erbe svedesi praticati in queste erboristerie sono decisamente
buoni
soprattutto se confrontati con altre offerte.
I costi di spedizione sono contenuti e convenienti se si ordina tutto assieme
mezzo kg. di erbe svedesi.

Con questo mezzo kg si riesce a preparare
con un’unica fatica
sette litri e mezzo di amaro svedese
seguendo quanto da me indicato nell’apposita ricetta di preparazione
riportata qui di seguito.
Ciò costituisce una buona scorta
utile e opportuna
dato l’uso frequente che sicuramente se ne farà
e dato che non c’è scadenza.
Questo è un ottimo investimento,
perché c’è tutto da guadagnare
e niente da perdere:
è per questo che volentieri ho fatto la fatica
di preparare questa pagina.

Nota bene:
Per quanto riguarda il distillato indicato nella ricetta, fate una accurata
indagine di mercato per individuare il prezzo più conveniente. Per quelli tra voi
che vivono a Nord di Napoli, posso suggerire il centro commerciale Auchan di
Giugliano in Campania, e un punto vendita ancora più conveniente (grappa a 5
euro al litro) situato in Via della Resistenza 95, Calvizzano, sulla strada che da
Qualiano porta a Marano di Napoli, titolare Tony Assenzo, cell. 331.3321469, email antonio.assenzo@virgilio.it.

RICETTA PER UN LITRO E MEZZO
L’AMARO SVEDESE

Ricetta
Chiedete in erboristeria 100 gr. di «erbe svedesi», che corrispondono alla seguente miscela:
aloe o assenzio
assenzio
mirra
zafferano
foglie di senna
manna

carlina
angelica radici
canfora
zenzero radici (curcurma)
teriaca veneziana

20 gr., oppure 10 gr. aloe + 10 gr.
10 gr.
200 mg.
10 gr.
10 gr.

10 gr.
10 gr.
10 gr.
10 gr.
10 gr.

Presso i supermercati, comprate un litro e mezzo di un distillato tipo brandy, grappa,
whisky, cognac, ecc., la cui gradazione alcolica sia di 38-40 gradi. Cercate di comprare il
distillato che costa meno.
In una bottiglia di due litri o più, mettete assieme la miscela di erbe ed il litro e mezzo di
distillato. Tenete la bottiglia al sole, oppure vicino ad una fonte di calore, da 10 a 14 giorni,
scuotendola una o più volte al dì.
Quindi, filtrate con un passino, nel quale mettete dell'ovatta, o un panno di tela, o di lino, o
delle salviette di carta, per ottenere un filtrato più puro. Conservate in bottiglie di vetro
scuro, e tenete in un luogo fresco, o almeno riparato.
Volendo utilizzare l'amaro svedese per applicazioni locali, è opportuno tenere presenti
questi consigli: usate, possibilmente, ovatta a banda larga; usate un impacco costituito da
almeno tre strati di ovatta, di cui bagnate, con l'amaro svedese, lo strato superficiale;
potete utilizzare questa ovatta per più di un'applicazione, prima di sostituirla con altra
ovatta. Fate attenzione che l'amaro svedese non coli fuori dall'ovatta, perché può sporcare
la biancheria.
Attenzione:
Usate sempre abbondante ovatta e altrettanto abbondante amaro svedese se volete avere
risultati validi e soddisfacenti.

AMARO SVEDESE

Ricetta per la preparazione di
sette litri e mezzo
di amaro svedese
Chiedete in erboristeria
500 gr. di «erbe svedesi».
Presso i supermercati, comprate sette litri e mezzo di un distillato tipo brandy,
o grappa, o whisky, o cognac, ecc.,
la cui gradazione alcolica sia di 38-40 gradi.
Cercate di comprare il distillato che costa meno, come è, generalmente,
per brandy o grappa.
In un boccione di vetro di più di cinque litri,
mettete assieme il mezzo kg di erbe svedesi e i cinque litri di distillato.
Tenete il boccione al sole, oppure vicino ad una fonte di calore,
da 10 a 14 giorni,
scuotendola una o più volte al dì.
Quindi, filtrate con un passino.
Conservate in bottiglie di vetro scuro,
e tenete in un luogo fresco,
o almeno riparato.
Volendo utilizzare l'amaro svedese per applicazioni locali, è opportuno tenere
presenti questi consigli: usate, possibilmente, ovatta a banda larga; usate un
impacco costituito da almeno tre strati di ovatta, di cui bagnate, con l'amaro
svedese, lo strato superficiale. Potete utilizzare questa ovatta per più di
un'applicazione, prima di sostituirla con altra ovatta. Fate attenzione che
l'amaro svedese non coli fuori dall'ovatta, perché può sporcare la biancheria, ed
è molto difficile rimuovere le macchie di amaro svedese.

AMARO SVEDESE

Ricetta per la preparazione di
9 LITRI
di amaro svedese
Chiedete in erboristeria
600 gr. di «erbe svedesi».
Presso i supermercati, comprate nove litri un distillato tipo brandy,
o grappa, o whisky, o cognac, ecc.,
la cui gradazione alcolica sia di 38-40 gradi.
Cercate di comprare il distillato che costa meno, come è, generalmente,
per brandy o grappa.
In un boccione di vetro di 10 litri
mettete assieme le erbe svedesi e i 9 litri di distillato.
Tenete il boccione al sole, oppure vicino ad una fonte di calore,
da 10 a 14 giorni,
scuotendola una o più volte al dì.
Quindi, filtrate con un passino.
Conservate in bottiglie di vetro scuro,
e tenete in un luogo fresco,
o almeno riparato.
Volendo utilizzare l'amaro svedese per applicazioni locali, è opportuno tenere
presenti questi consigli: usate, possibilmente, ovatta a banda larga; usate un
impacco costituito da almeno tre strati di ovatta, di cui bagnate, con l'amaro
svedese, lo strato superficiale. Potete utilizzare questa ovatta per più di
un'applicazione, prima di sostituirla con altra ovatta. Fate attenzione che
l'amaro svedese non coli fuori dall'ovatta, perché può sporcare la biancheria, ed
è molto difficile rimuovere le macchie di amaro svedese.

per eventuali contatti
Prof. Dott. Umberto Cinquegrana
Esperto in Psicologia della Coppia
Naturopata
Ricercatore di Metapsichica
Via Antica Consolare Campana, 49
80019 Qualiano (NA)
tel. 081.8183356
e-mail cinquegranaumberto@virgilio.it
e-mail cinquegranaumberto@gmail.com


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