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JUVETORO n. 2 Juve Napoli bassa OK .pdf



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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno ix - N. 2 - 29 SETTEMBRE 2018 - Copia omaggio
Il Punto

Il Ritratto

Squadra Ospite

L'Analisi

Sfida al vertice non definiva ma
indicativa. I partenopei riproveranno
ad espugnare lo Stadium

“Quel giorno che comunicai ad
Ancelotti il suo esonero
dalla Juve”

Il turbolento mare azzurro
napoletano. Non è facile lavorare
con De Laurentiis

Dybala, il dribbling più difficile
della sua carriera.
La gratitudine non è di moda

a pag.

2

a pag.

3

a pag.

4

a pag.

6

'HAPPY HOUR' PER CHI?

All'ora dell'aperitivo i campioni d'Italia sfidano la principale rivale
per lo scudetto. Un big-match sempre emozionante
JUVENTUS-NAPOLI | SABATO 29 SETTEMBRE ORE 18

2

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Il Punto

Big-match non definitivo ma molto indicativo
Nulla è cambiato rispetto alla scorsa stagione. I partenopei restano i principali rivali nella corsa-scudetto

P

ronti via, 6 vittorie
su 6. Il calendario
non era dei più improbi, ma è sul campo che
si ottengono i risultati. Juventus a punteggio pieno e
concorrenza avvisata, nonché spaventata. Questo è in
buona sostanza il viatico
alla partita delle partite,
quella che negli ultimi anni
decreta il top della serie A.
Se nell'estate trascorsa a
fare pronostici, si pensava ad inserimenti di altre
contendenti, sono appunto
state sufficienti 6 giornate
per comprendere che nulla è cambiato. Juve-Napoli
resta lo scontro per la supremazia, anche se arriva
un pelino presto, per assumere la caratteristica della
sentenza senza domani. A
dire il vero, di cambiato
c'è molto. Non sono certo
dettagli da poco, Cristiano
Ronaldo ed Ancelotti, l'uno
con la sua presenza catalizzante dentro e fuori dal
campo, l'altro con la sua
immensa esperienza accumulata nelle piazze più
prestigiose a suon di vittorie. Il Napoli di Carletto
ha già una connotazione
diversa in maniera netta
da quello che fino all'ultimo ha conteso lo scudetto, guidato da Sarri. A
Torino non si vive di solo
CR7. Cancelo ad esempio
sta dimostrando di essere un giocatore all'altezza
della maglia bianconera,
così come Bernardeschi,
che sta crescendo a vista

d'occhio in senso tattico
e tecnico. Il ritorno di Bonucci garantisce equilibrio
in difesa ed abbondanza
di centrali. Emre Can sta
soddisfacendo le attese,
dopo una rincorsa durata
2 stagioni per assicurarlo
alla causa juventina. La
squadra insomma appare
decisamente più attrezzata per sostenere decine di
gare sempre di importanza
non trascurabile. E che gli
investimenti onerosi siano
stati indirizzati al primeggiare in Europa è un dato
di fatto, anche se il campionato è un obbiettivo primario, da cui mai prescindere. Se a Valencia, anche
contro le avversità tradotte
in pratica da un direttore
di gara a dir poco ridicolo,
la Juve ha centrato un risultato fondamentale per
il proseguo della stagione,
ecco che a casa nostra il
punteggio pieno dice che
non si tralascia nulla, secondo un detto che recita:
“Vincere aiuta a vincere”.
Ben venga la sfida di sabato con il Napoli, a rodare la
consistenza tecnica e tattica dei ragazzi di Allegri.
All'Allianz Stadium si affaccia una squadra che ha
ritrovato una prima punta
vera come Milik ed un nuovo ruolo per Insigne, che
ha fatto fronte alla partenza di Jorginho con Zielinski a trequarti e Mario
Rui di raccordo, oltre ad
Allan statuffo costante. È
una compagine che spende

A Torino netta supremazia bianconera
8 le vittorie “corsare” del Napoli a Torino, la prima il
23/11/30 vittoria per 2-1, l’ultima il 22 aprile 2018
per 1-0 (34^ gta torneo 2017/2018) e incredibile il
5-3 dei partenopei datato 20/11/1988, era il Napoli di
Maradona.
20 i pareggi delle sfide. È curioso sottolineare che il primo
e l'ultimo pareggio si sono conclusi con il risultato di
2-2. Il primo è datato 12/4/36, l’ultimo il 22/05/2011
sempre per 2-2. Per ben 11 volte il confronto si è chiuso con il risultato di 1-1 (il più frequente delle sfide).
44 le vittorie della Juve in casa con i partenopei, la prima
all’esordio della Serie A nei Tornei a Girone Unico, era
il 6/10/1929 la Juve vinse per 3-2. Inoltre i bianconeri
hanno collezionato un “settebello” di vittorie consecutive dal 1973/74 al 1979/80 e 6 consecutive dal
2011/2012 al 2016/2017.

energie a profusione e potrebbe pagare alla distanza. Per ora, Ancelotti ha
ottenuto la quadratura del
cerchio, eccezion fatta per
la sciagurata trasferta di
Genova sponda Samp, ciò
che determina la distanza
in classifica. Piatto ghiotto,
dunque per tutti gli amanti del calcio, una sorta di
“happy hour” coi fiocchi,
visto l'appuntamento alle
18. Nulla di definitivo, di
irrimediabile, ma sicuramente una partita che lascerà indicazioni e linee di
tendenza. Senza trascurare che precede gli impegni
di Champions League per
entrambe le squadre, laddove la strada bianconera
appare spianata e quella
napoletana irta di difficoltà. Buon divertimento.

A NAPOLI IL PRIMO COLORED
Antesignana, in materia di colored fu proprio la società
partenopea che nel lontano 1947 acquistò dal Canelones

il nero La Paz, giunto a Napoli in compagnia dei connazionali
Candales e Cerilla (anch’essi ingaggiati) e di Lopez, Bottello e Gallarata, immediatamente rispediti in Sud America.
La Paz dopo tre stagioni con i partenopei, emigrò nel
Campionato transalpino, nelle file dello Strasburgo.
I RECORD DI CASTELLINI E ZOFF
1188 i minuti di imbattibilità interna, record di Castellini,
in quelle stagioni estremo difensore del Napoli, il
record fu realizzato a cavallo di 2 Campionati, ‘440
minuti nel 1982/83 e ‘748 minuti nel 1983/84. Fu
Platini a interrompere questo incredibile performance il 29 gennaio 1984 con una rete al 28° p.t.,
la gara finì 1-1, per il Napoli segnò De Rosa.
330 le gare giocate da Zoff con la maglia della Juventus
in Campionato e 143 con la casacca del Napoli, in
tutto con le due squadre 473 presenze sulle 570 totali del giocatore in serie A.
(Numeri e statistiche di Massimo Fiandrino)

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Antonio Catapano
Alessandro Costa
Don Moreno Filipetto
Massimo Fiandrino
Renato Ghelli
Ezio Maletto
Paolo Rachetto
Marco Sanfelici
Marco Venditti
Fabio Vergnano
Ermanno Vittorio
Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
amcsrls@yahoo.it

Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa - Tel. 011 0201860
Servizi fotografici
Salvatore Giglio, Manuela Viganti
Editore
AMC - Art Media Communication
Direttore Editoriale
Gianni Castaldo
amcsrls@yahoo.it
Pubblicità
amcsrls@yahoo.it
Stampa
I.T.S. SpA
Distribuzione gratuita agli ingressi esterni
degli stadi torinesi, eventi e canali commerciali
Autorizzazione Trib. di Torino n. 30 del 27/11/2015.
Tutti i diritti riservati
Responsabile del trattamento dei dati personali: Gianni Castaldo

Marco Sanfelici

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17 DI GIOVEDÌ 27 SETTEMBRE 2018

3

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Il Ritratto

“Quel giorno che comunicai ad Ancelotti
il suo esonero dalla Juve”
Profilo calcistico ed umano del tecnico di Reggiolo scritto da chi l'ha conosciuto bene

L

a speranza è che non
lo accolgano con il solito coro becero “un
maiale non può allenare”
perché Carlo Ancelotti merita rispetto. È vero che in
due stagioni alla Juve ha
raccolto poco o nulla, è vero
che ha avuto un passato romanista e milanista che la
tifoseria più accesa non gli
ha mai perdonato, ma Carletto era e resta un grande.
E merita il totale rispetto di
chi sabato all’ora dell’apericena lo vedrà entrare
allo Stadium. Anche se si
accomoderà sulla panchina del Napoli. Soltanto chi
ha una superficiale conoscenza dell’uomo Ancelotti può essergli nemico. In
una virtuale classifica degli
allenatori non soltanto italiani, Carlo va di diritto sul
podio. A suo favore parlano prima di tutto i risultati
ottenuti al timone dei club
europei più accreditati, ma
anche le doti umane che ne
fanno un personaggio di

grande spessore in un mondo dominato spesso dalla
presunzione. Non si vince
il Italia, Inghilterra, Spagna
e Germania se non sei un
fuoriclasse. Ancelotti lo è
stato prima in campo come
centrocampista di qualità,
poi in panchina ponendosi
sempre al vertice. Adesso
è di nuovo qui. Non pensavamo di rivederlo nel campionato italiano, tantomeno
in una piazza come Napoli.
Ma si vede che Carlo aveva
voglia di tornare alle origini
dopo questa sorta di Erasmus infinito sulle panchine più blasonate d’Europa.
Non lo conoscevo quando
arrivò alla Juve nel 1999.
Insieme agli altri giornalisti
torinesi che frequentavano
all’epoca il Comunale dove
la Juve si allenava, ne apprezzammo subito le doti
umane. Grande personaggio, fu molto facile stabilire
con lui un rapporto di amicizia, fu piacevole a volte
fargli compagnia a pranzo
nel solito locale di corso
Moncalieri. Lui umanamente è l’anti Capello per eccellenza. A Don Fabio non è
mai piaciuto avere contatti
con i media fuori dall’ambito lavorativo. Ancelotti non
pone barriere, con lui puoi
parlare di tutto e scherzare in libertà. Si passava dal
4-4-2 al culatello di Zibello
o al parmigiano reggiano, ti
raccontava dei figli che crescevano e ti invitava a casa
sua nella zona di Parma. Lo
fece anche dopo essere sta-

to esonerato da Moggi. Ci
ospitò a pranzo in un ristorante emiliano per un'ultima intervista, poi ai saluti
la domanda: “Dove andate a
scrivere?”. Ci arrangeremo
come sempre fu la risposta
corale dei cronisti presenti. Risposta: ”Venite a casa
mia”. Così invademmo la
grande casa di campagna
con computer e telefoni e
la moglie ci portava bibite e fette di salame. E una
persona di questo spessore
si può odiare? Non farà piacere ai tifosi vederlo sulla
panchina di una delle squadre che negli ultimi anni ha
segnato la rivalità più accesa con la Juve. Ma questa
è la vita degli allenatori. Il
suo Napoli per ora è l’avversario più temibile per la
Juve, Carletto sta sfruttando il grande lavoro di Sarri,
aggiungendoci molto di suo.
Conosce il calcio in tutte le
sue dimensioni, sta cercando di riportare nell’ambiente napoletano dominato
dall’esuberanza dei tifosi e
di un presidente che parla
tanto, troppo, un clima di
maggiore distensione. Fatti
non parole. Lontano anni
luce dal lamentoso Sarri,
Ancelotti ha esperienza e
tanto buon senso per non
farsi trascinare in diatribe
dialettiche di bassa lega. E
intanto a parlare chiaro è
il campo. Le altre faticano,
Insigne e compagni dopo
qualche batosta estiva messa in preventivo, hanno trovato la strada maestra. Gli

Carletto con la Juve: 171 punti,
meglio di Roma e Lazio
IN SVANTAGGIO CONTRO LA JUVE: 6 VITTORIE A 8
6 le vittorie di Ancelotti in 26 sfide fra Campionati e Coppe
contro la Juventus, completano lo score 12 pareggi e 8
vittorie Juventus
5 Ancelotti imbattuto contro la Juventus nelle prime 5 partite, 1 vittoria al debutto contro i Bianconeri e poi 4 pareggi
consecutivi. Imbattuto da mister del Parma contro la Juventus (1 vittoria e 3 pareggi).
6 gli allenatori che hanno allenato entrambi i club: Cesarini,
Monzeglio, Marchesi, Lippi, Ranieri e Ancelotti.

Tacchinardi stakanovista, Inzaghi bomber
Ancelotti non ha vinto niente con la Juve (due secondi posti
in campionato ma vanta durante il suo periodo bianconero
un record di punti: 171 in 82 gare. Nella classifica di quel
periodo sotto la Mole precede Lazio 169, Roma 155 e Milan
143. Nella stagione 99/00 ottenne 71 punti contro i 72 della
Lazio e nel 00/01 73 punti contro i 75 della Roma.
114 gare allenate con la Juve, 63 le vittorie. In campionato
50 vinte, 21 pareggiate e 11 perse. In Coppa Campioni
10 giocate con 2 vinte, 5 pareggiate e 3 perse.
94 le presenze di Tacchinardi, lo stakanovista con Ancelotti, precede Inzaghi a 93, Zidane 91, Pessotto 90 e
Van der Sar 87.
40 volte Inzaghi è stato sostituito dal mister. In questa
classifica precede Zidane a 29 e Conte e Del Piero a 23.
51 le reti di Inzaghi, al secondo posto Kovacevic con 27
e Del Piero 21.
CARLETTO CONTRO ALLEGRI: PARITÀ
05/10/2008 Cagliari-MILAN
0-0
22/02/2009 MILAN-Cagliari
1-0
05/05/2015 Juventus-REAL M.
2-1
13/05/2015 REAL M -Juventus
1-1

CAMPIONE IN 4 PAESI DIVERSI
Ancelotti detiene il record di campione (da allenatore) in
4 paesi diversi: in Italia con il Milan; in Inghilterra con il
Chelsea; in Francia con il Psg e in Germania con il Bayern.
Nessuno prima di lui ha vinto il titolo nei 4 tornei top. Altri,
ma non nei top campionati, hanno vinto il titolo come mister in 4 paesi diversi: Trapattoni, Happel, Ivic e Mourinho.
Ha vinto 3 Champions in panchina: Milan 2003, 2007 e Real
Madrid 2014. Solo altri due mister hanno fatto la stessa
cosa: Bob Pasley con il Liverpool e Zidane con le ultime
3 Champions. Il Napoli è la sua ottava panchina diversa in
Champions, record: Parma, Juve, Milan, Chelsea, Psg, Real
Madrid, Bayern Monaco e Napoli. 155 le sue presenze in
Champions in panchina, solo 2 mister meglio di lui: Ferguson 190 e Wenger 178.
È il mister italiano con più successi e precede Rocco e Sacchi con due Champions a testa e alla guida del Milan. Gli
altri italiani vincitori: Trapattoni (Juve 1985), Capello (Milan
1994) , Lippi (Juve 1996) e Di Matteo (Chelsea 2012).

(In maiuscolo la squadra di Ancelotti)

auguriamo il meglio. Dopo
la Juve ovviamente. Siccome è bravo, Carlo farà bene
anche sotto il Vesuvio. Dovesse fallire nell’impresa,
questa volta a comunicargli
l’esonero non sarò io. Mi

scuso per questo accenno di
aneddotica personale, ma
gli anticipai il licenziamento come lui ricorda nel libro
autobiografico “Preferisco
la Coppa”. Mi disse: “Impossibile ho un contratto”.

(Numeri e statistiche
di Massimo Fiandrino)

Due ore dopo: “Avevi ragione, mi hanno cacciato”.
Questo è Ancelotti, persone
così fanno bene al calcio.
Fabio Vergnano

4

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Squadra Ospite

Il turbolento mare azzurro napoletano
Non è facile lavorare con De Laurentiis padre-padrone degli azzurri. I litigi con il sindaco e con i tifosi

È

sempre un ambiente
effervescente
quello di Napoli. Le
infinite diatribe tra sindaco della città (De Magistris) e Presidente azzur-

ro (il padre-padrone De
Laurentiis) lasciano allibiti i tifosi, che vorrebbero vedere unità di intenti
all'interno delle 'istituzioni' cittadine. Affitti da
riscuotere, stadi da edificare ex-novo, minacce
di andarsene dalla città e
altri corollari di schermaglie dialettiche tra primo
cittadino e proprietario
della società non fanno
certo del bene a chi ha il
'ciuccio' nel cuore. Ma il
calcio è anche questo, specie all'ombra del Vesuvio.
I tifosi, come detto, vorrebbero la pace. Ma non
tutti. Gli ultrà partenopei,
ad esempio, sono schierati
in maniera feroce contro il
Presidente, e non da oggi.
Le contestazioni messe in

atto nel fatiscente e semideserto San Paolo delle ultime gare sono all'ordine
del giorno. I cori di scherno contro De Laurentiis si
contanto in quantità industriale. E le presenze allo
stadio casalingo sono numericamente misere, una
novità storica per la città
campana. Va invece molto
meglio quando Insigne e
compagni giocano in trasferta. In giro per lo Stivale il sostegno dei fans azzurri non manca e l'ultima
prova si è avuta proprio a
Torino, domenica scorsa,
nel lunch-match contro i
granata. Diverse migliaia
erano le sciarpe azzurre
presenti all'interno del catino Olimpico, provenienti da tutta Italia e pronte

a sostenere i loro idoli
dall'inizio alla fine senza soluzione di continuità. Il San Paolo itinerante
meglio di quello originale quindi, e anche sabato
allo Stadium, seppur in
misura ridotta, il pubblico
partenopeo farà sentire la
sua presenza. In ogni caso
il contesto non è certo dei
migliori per lavorare. Il
buon Ancelotti è costretto
a vincere e convincere in
Italia ed Europa (DeLa ha
parlato chiaro...) e molti,
ad inizio stagione, si sono
domandati come Carletto abbia potuto accettare
l'offerta proveniente dagli
uffici di De Laurentiis, anche perchè la squadra non
sembrava affatto essersi
potenziata nel mercato
estivo e uno Carlo, abituato a vincere in contesti
ben più pregiati economicamente, avrebbe trovato
pane duro. Il primo passo
falso compiuto in quel di
Belgrado, nel difficilissimo girone Champions, è
suonato da campanello
d'allarme per il tecnico dal
sopracciglio alzato (quando si arrabbia). In campionato, dopo lo scoppola rimediata a Marassi, le cose
vanno meglio. Ma ci vorrà tutta l'esperienza e la
bravura ancelottiana per
navigare serenamente nel
turbolento mare azzurro
napoletano.
(red.)

3 domande a... Gianni Balzarini

Napoli, un occhio anche
alla Champions...

Volto notissimo delle reti tv
Mediaset per i tifosi bianconeri
e non solo, Gianni Balzarini ci
ha fatto il punto della situazione al termine della sfida contro
il Bologna giocata mercoledì
sera allo Stadium.
Gianni, sabato è in programma Juve-Napoli. Una gara importante ma non decisiva...
Non decisiva per una questione puramente aritmetica, certo, visto che siamo solo all'inizio del torneo. Ma se la Juve
dovesse vincere anche contro
i partenopei il campionato sarebbe già abbastanza indirizzato, non tanto e non solo per
il Napoli ma anche per le altre
possibili rivali che rimarrebbero a distanze ampie da colmare. Sto parlando ovviamente
di Inter, Milan, Roma... Una
vittoria di Ronaldo e compagni

creerebbe un bel solco.
Contro il Bologna, nel turno
infrasettimanale, i bianconeri hanno dato, una volta
di più, dimostrazione della
loro forza
Diciamo che la gara vera e
propria è durata circa un quarto d'ora, dove abbiamo visto
una squadra nettamente superiore dominare in lungo e
largo gli avversari. Poi è stato
solo un buon allenamento per
gli uomini di Allegri, che hanno
gestito la partita senza affanni
particolari...
Il Napoli comunque verrà a
Torino per ripetere lo scherzetto della scorsa stagione...
Sicuramente ci proverà. Il gruppo azzurro sta andando oltre le
aspettative e il merito è di un
allenatore capace e di esperienza come Carlo Ancelotti. Il
tecnico di Reggiolo si è inventato Insigne centravanti e lui
lo ha ripagato con prestazioni
all'altezza condite da tanti gol,
5 reti in 6 partite... In più si è
'svegliato' anche Milik... A Torino se la giocheranno ma non
dimentichiamo che per loro è
importantissimo anche l'impegno di Champions League
contro il Liverpool il mercoledì
successivo, un impegno gravoso in un girone difficilissimo e
iniziato non bene. E sappiamo
quanto De Laurentiis tenga
molto all'Europa. La Juve invece affronterà in casa lo Young
Boys dopo aver espugnato con
pieno merito Valencia....
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L'Analisi

Dybala, il dribbling più difficile
della sua carriera
La gratitudine non è di moda e in troppi hanno già dimenticato le prodezze di 'Sivorino'

B

ertolt Brecht disse:
"Beato quel popolo
che non ha bisogno
di eroi". Sono cambiati i
tempi in cui lo affermò, ma
l'asserzione ha mantenuto intatta la sua validità,
sia essa riferita a circostanze davvero rilevanti,
che all'ambito calcistico, il
contesto più serio fra quelli
meno importanti; anzi, relativamente a quest'ultimo
la necessità di personaggi
che colmino l'imperante
vuoto cosmico di valori si
è addirittura esasperata, nonché imbastardita;
contaminata da un consumismo feroce che tutto
divora con disinvolta, efferata spietatezza e che pare
voler ghermire anche lo
scalpo di Paulo Dybala. La
gente dimentica in fretta,
troppo; la gratitudine non
è di moda e la coerenza è
come l'araba fenice: che
ci sia ciascun lo dice, dove
sia nessun lo sa. Tutto dimenticato. Il fatto che nella
scorsa stagione sia stato il
miglior marcatore bianconero e abbia servito assist
fondamentali per l'apposizione del settimo sigillo
conta più nulla, giacché il
tifoso juventino, campione d'ipocrisia, gli rimprovera di non essere ancora
“esploso” in Europa quando in realtà gli preme solo

vincere lo scudetto per poter sbeffeggiare i sostenitori delle squadre povere.
Viene ritenuto un vecchio
arnese in disarmo e senza
margini di crescita di cui
disfarsi perché, in ossequio
alla perversione che già afflisse Pogba, il fine ultimo
di far assurgere qualcuno
a simbolo/idolo consta nel
piacere maligno di poterlo
poi abbattere; specialmente se c'è già un volto nuovo che avanza: nel caso di
specie Federico Bernardeschi, tra l'altro di soli tre
mesi più “verde” del talento di Laguna Larga. Però,
paradossalmente, in molti
gioiscono ora dei gol che il
“cicciobomer”, da anni fallimentare sui prati del continente, segna sotto un'altra egida. Complimentoni!
Colui che lo scriba definì
"Sivorino" è adesso chiamato al dribbling più difficile della sua giovane ancorché corposa carriera ad
alti livelli, oggi obnubilata
da un cono d'ombra che,
almeno in parte, ha contribuito lui stesso a generare.
La difesa schierata che gli
si para innanzi annovera il
cerbero che più di ogni altra concausa, e ve ne sono,
si è speso per offuscarne la
luce, sterilizzarne il talento, normalizzarlo, con la
pretesa assurda di allon-

tanarlo dalle zolle ove sa
e può esser letale, per mascherare le carenze di un
centrocampo affastellato
di bradipi, ma non è l'unico
avversario da “scartare”. Il
contenzioso in essere con
l'ex procuratore Pier Paolo
Triulzi e con la Puma hanno influito pesantemente
nella perdita di spensieratezza e serenità, che per un
giocatore tutto estro come
Paulino sono la linfa vitale
da cui attingere i deliziosi
ditirambi che lo hanno fatto considerare, a dispetto
della “faccia pulita”, l'erede del grande Omar. Nel
mentre, dato che piove
sempre sul bagnato, non
poteva mancare qualche
disavventura sentimentale;
troppa roba tutta insieme
per un ragazzo della sua
età. Dybala è una seconda
punta con licenza di svariare su tutto il fronte offensivo, saltuariamente un
possibile e credibile falso
“nueve”, nulla di più, nulla
di meno e la sua collocazione in campo non implica
alcun equivoco tattico. Lui,
insieme ad altri, rappresenta il futuro di Madama,
che ha il dovere di tutelarlo e aiutarlo, ricolmandolo di fiducia, a sbocciare
come fuoriclasse a tutto
tondo. Viceversa, sarà logica, comprensibile e immeritevole dei veleni che
accompagnano solitamente i commiati, la sua scelta di migrare altrove. Che
la Juve se lo tenga stretto,
quel dribbling gli riuscirà.
Augh!
Ezio Maletto

(Nella foto
Paulo Dybala
in azione
nella partita
Juventus-Frosinonw)

JUVE-NAPOLI STORY
entrato con il numero 13, realizza la
rete del 2-1 a pochi minuti dal termine.
Da allora a Napoli José è 'Core Ingrato',
simbolo di irriconoscenza.

LE GRANDI SFIDE ANNI '80

ALTAFINI 'CORE INGRATO'
COME HIGUAIN...
Il principio di questa rivalità inizia
dal 1974/75 dopo il Mondiale Tedesco e l'ammirazione per il calcio totale dell'Olanda di Cruyff. La Juve del
Presidente Boniperti si affida a Carlo
Parola (da giocatore arcigno difensore
reso immortale da un intervento acrobatico la cui foto ha avuto oltre 200 milioni di ristampe). Boniperti gli mette a
disposizione una squadra di campioni
(Bettega, Scirea, Causio, Anastasi...) ai
quali si aggiungono Dino Zoff e José
Altafini prelevati nel 1972 dal Napoli.
Invece il Napoli del Presidente Ferlaino lascia che Vinicio costruisca una
squadra camaleontica e “moderna”
dove militano Burgnich (mito dell'Inter del Mago Herrera) che deve giocare
in linea con Vavassori, Bruscolotti, La
Palma (e Pogliana) per accorciare le
distanze con i centrocampisti Juliano,
Esposito, Orlandini e Rampanti, come
nello stile Olanda anni '70. Quella stagione vede protagoniste Juve e Napoli,
ma nello scontro diretto al San Paolo la linea difensiva dei Partenopei è
troppo alta: batosta record 2-6! Segue
un affannoso inseguimento del Napoli
ma ancora lo scontro diretto è fatale
a Vinicio. Al Comunale di Torino Zoff
compie prodezze in serie, e Altafini,

Negli anni '80 il Top di questa rivalità e
gli anni con il massiccio arrivo in serie
A delle migliori stelle straniere. La Juventus nel 1980/81 guidata dal Trap a
5 giornate dal termine è in testa insieme con la Roma di Liedholm e il Napoli
di Rino Marchesi. Ma in un turno sulla
carta favorevole, gli Azzurri perdono
incredibilmente (0-1) contro un Perugia già retrocesso. Inoltre il 17 maggio
nello scontro diretto Vinicio Verza segna la rete del successo Bianconero:
Juve 42 punti, Roma 41 e Napoli 38. I
Bianconeri di Trap alla fine vincono il
19° Scudetto a quota 44 punti.

DIEGO E MICHEL
La situazione si ripeterà nel 1985/86.
Il 9 novembre 1985, al San Paolo,
Maradona ferma il tentativo di fuga
Bianconero con una magia su punizione. Invece Platini riesce ad aver la
meglio sul filo di lana per la vittoria
dello Scudetto sulla Roma di Eriksson,
che perde 3-2 in casa con il retrocesso
Lecce. Ma il Napoli riesce a riprendersi la rivincita sulla Juve l'anno dopo,
nel 1987, con Ottavio Bianchi in panchina. Lo scontro diretto è ancora a
novembre e stavolta si gioca a Torino
dove gli Azzurri si impongono per 3-1.
Maradona non segna però a fine Campionato per la prima volta precede fra
i Cannonieri Platini ormai all'epilogo
(si ritirerà causa acciacchi fisici) che
nelle due stagioni precedenti lo aveva
tenuto dietro: 18 gol a 14 nel '85 e 12
gol a 11 nel '86. Inoltre per tre stagioni
di fila il francese aveva vinto la classifica marcatori. Ma Diego non era in
Italia. Il Napoli vince nel 1987 il suo
primo Scudetto e fa finire l'egemonia
decennaria della Juve. Il resto della
sfida Juve-Napoli è storia recente...
Massimo Fiandrino

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8

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Numeri e Statistiche

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di Massimo Fiandrino

Juve sempre ok in campionato fino a Koulibaly...
Da quando è stato costruito lo Stadium i bianconeri avevano sempre vinto in casa
PRIMA DEL KO DEL
22/4/18 JUVE SEMPRE
OK IN CAMPIONATO
CONTRO IL NAPOLI

LA JUVE NELL'ERA DELLO STADIUM.
LE SFIDE COL NAPOLI IN 7 STAGIONI
(CASA E TRASFERTA)
BILANCIO TOTALE
Squadre
G
V
Juventus
19
10
Napoli
19
5

N
4
4

P
5
10

R.f.
35
23

R.s.
23
35

BILANCIO SERIE A
Squadre
G
V
Juventus
14
8
Napoli
14
3

N
3
3

P
3
8

R.f.
24
13

R.s.
13
24

COPPE (Supercoppa Italiana e Coppa Italia)
Squadre
G
V
N
P
R.f.
Juventus
5
2
1
2
11
Napoli
5
2
1
2
10

R.s.
10
11

N.b.: la sfida risolta ai rigori con la Supercoppa vinta dal Napoli nel 2014 è stata considerata pareggio e non considerati
i penalty

Campionato 2011/2012
Napoli, (11^gta) 29/11/2011
Napoli-Juventus
3-3
Reti: Hamsik (N) '23,
Pandev (N) '40, Matri (J)
'48, Pandev (N) '69,
Estigarribia (J) '72, Pepe
(J) '79
Torino (30^ gta),
01/04/2012
Juventus-Napoli
3-0
Reti: Vucinic (J)'53, Vidal
(J) '75, Quagliarella (J) '83
Espulsi: Zuniga (N) '86

(N) '50, Sturaro (J) '77,
Pepe (J) '93 (rig.)
Espulsi: Britos (N) '92
2015/2016
Napoli (6^ gta), 26/09/2015
Napoli-Juventus
2-1
Reti: Insigne (N) '26,
Hamsik (N) '52, Lemina
(J) '63
Torino (25^ gta),
13/02/2016
Juventus-Napoli
Rete: Zaza '88

1-0

Supercoppa Italiana 2014
Doha (Qatar), 22/12/2014
Juventus-Napoli
7-8
(d.c.r.) (2-2 d.t.s.)
Reti: Tevez (J) '5,
Higuain (N) '68,
Tevez (J) '92,
Higuain (N) '118

2012/2013
Torino (8^ gta), 20/10/2012
Juventus-Napoli
2-0
Reti: Caceres '80, Pogba
'82
Napoli (27^ gta),
01/03/2013
Napoli-Juventus
1-1
Reti: Chiellini (J) '10, Inler
(N) '43
2013/2014
Torino (12^ gta),
10/11/2013
Juventus-Napoli
3-0
Reti: Llorente '2, Pirlo '74,
Pogba '80
Espulsi: Ogbonna (J) '83

HIGUAIN BOMBER 7
GOL, A SEGNO CON
ENTRAMBE
BIANCONERI CONTRO
IL NAPOLI
Reti Giocatore
5
Higuain
3
Pogba; Vidal
2 Caceres; Dybala (2
rig.); Pepe; Tevez;
Vucinic;
1 Asamoah;
Bonucci; Chiellini;
Estigarribia;
Khedira; Lemina;

Llorente; Matri;
Pereyra; Pirlo;
Quagliarella; Sturaro;
Zaza
AZZURRI CONTRO
LA JUVE
Reti Giocatore
5
Hamsik
3
Callejon; Pandev
2 Cavani (1 rig.);
Higuain; Insigne;
Mertens
1 Britos; Koulibaly;
Inler; Lopez

Napoli (31^ gta),
30/03/2014
Napoli-Juventus
2-0
Reti: Callejon '37, Mertens
'81
2014/2015
Napoli (18^ gta),
11/01/2015
Napoli-Juventus
1-3
Reti: Pogba (J) '29, Britos
(N) '64, Caceres (J) '69,
Vidal (J) '94
Torino (37^ gta),
23/05/2015
Juventus-Napoli
3-1
Reti: Pereyra (J) '13, Lopez

2016/2017
Torino (11^ gta) ,
29/10/2016
Juventus-Napoli
2-1
Reti: Bonucci (J) '50,
Callejon (N) '54, Higuain
(J) '70
Napoli (30^ gta),
02/04/2017
Napoli-Juventus
Reti: Khedira (J) '7,
Hamsik (N) '60
2017/2018
Napoli (15^ gta),
01/12/2017
Napoli-Juventus
Rete: Higuain '13
Torino (34^ gta),
22/04/2018
Juventus-Napoli
Rete: Koulibaly '90

1-1

0-1

0-1

JUVE-NAPOLI
NELLE COPPE
Coppa Italia 2011/2012
(Finale)
Roma, 20/05/2012
Juventus-Napoli
0-2
Reti: Cavani '64 (rig.),
Hamsik '83
Espulsi: Quagliarella (J)
'90
Supercoppa Italiana 2012
Pechino (Cina), 11/08/2012
Juventus-Napoli 4-2 d.t.s.
Reti: Cavani (N)'27,
Asamoah (J) '37,
Pandev (N) '41, Vidal (J)
'73 (rig.),
aut. Maggio (J) '97, Vucinic
(J) '101
Espulsi: Pandev (N) '85;
Zuniga (N) '93

Coppa Italia 2016/2017
(Semifinali)
Torino, 28/02/2017
Juventus-Napoli
3-1
Reti: Callejon (N) '36,
Dybala (J) '47 (rig.) e '69
(rig.), Higuain (J)'64
Napoli, 05/04/2017
Napoli-Juventus
3-2
Reti: Higuain (J) '32 e '59,
Hamsik (N) '53,
Mertens (N) '61,
Insigne (N)'67

(A sinistra Higuain
in maglia Juve;
al centro Koulibaly,
giocatore del Napoli;
in alto la curva della

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Storia / Ottobre Juve

di Ermanno Vittorio

Amaral, il preparatore atletico che diventò allenatore
La sportività di Karl Hansen a Firenze, l'entusiasmo per 'Mumo' Orsi e i cioccolati Talmone...

1 ottobre 1933
Prima vittoria esterna della
stagione in campionato per
la Juve che s’impone al “Testaccio” di Roma sui giallorossi (3-2). Protagonista il
giovane centravanti bianconero Felice Placido Borel
II, autore di tutte e 3 le segnature. Per Borel si tratta
del sesto gol in 4 partite.
2 ottobre 1974
Al Comunale, ritorno del I
turno di coppa Uefa, la Juve
deve rimontare la sconfitta
(2-1) dell’andata contro i
tedeschi del Vorwarts. Ottima presenza di pubblico,
circa 50.000 spettatori che
applaudono la squadra che
con una partita perfetta (30) passa il turno e regala
certezze alla sua stagione.
In gol Anastasi, autorete del
tedesco Hause e Altafini.
3 ottobre 1964
A stagione in corso, con la
preparazione estiva completata, la dirigenza decide

di sostituire l’ allenatore
brasiliano Paulo Amaral
ed affidare la squadra ad
Eraldo Monzeglio. Il cambio
di rotta è clamoroso anche
perché Amaral aveva ben
figurato la stagione precedente, secondo posto a 4
punti dall’Inter Campione.
Amaral è in pratica un preparatore atletico, ruolo che
aveva avuto con la nazionale brasiliana campione del
mondo 1958. Fisico atletico,
modi bruschi, non accetta
il dialogo, solo allenarsi e
giocare…
Probabilmente
Sivori aveva contestato con
la dirigenza questi metodi
da “Marine” ed ecco il cambio ad inizio stagione dopo
quattro turni campionato
con 3 vittorie ed una sconfitta.
4 ottobre 1928
Dopo essere sbarcato a Genova il giorno precedente
Mumo Bibiano Orsi si presenta al campo di Corso
Marsiglia per il suo primo
allenamento con la Juve.
L’attesa è enorme, presenti
centinaia di soci e simpatizzanti bianconeri per vedere all’opera il fuoriclasse
italo-argentino. Finito l’allenamento Orsi si sposta
verso una delle due porte e
piazza un pallone sul calcio
d’angolo di sinistra calcian-

Hansen ruzzolava a terra
in area di rigore della Fiorentina, l’arbitro Orlandini
di Roma decretava il rigore.
Discussioni come sempre
quando è assegnato un rigore, che si placano quando
il danese Hansen si avvicina
all’arbitro e gli segnala che
non è rigore perché è caduto da solo.

do con il destro, la parabola
si alza morbida poi improvvisamente si abbassa verso
la porta infilandosi sotto la
traversa. Pubblico e dirigenti in estasi, quasi nessuno all’epoca aveva visto dal
vivo una parabola così perfetta, i dirigenti della Juve
si rallegrano ricordando
che da 4 anni l’International Board riconosce validi i
gol segnati direttamente da
calcio d’angolo; così si presentò per la prima volta al
suo pubblico Mumo Orsi...
5 ottobre 1930
La Juventus sbanca San
Siro, netta affermazione
bianconera che travolge
il Milan (3-0), doppietta
dell’ala Munerati e gol di
Orsi.
6 ottobre 1951
Viene alla ribalta un dettaglio di non poco conto che
mostra la sportività dei giocatori della Juve: la squadra
aveva disputato a Firenze la
partita di campionato con
la Fiorentina vincendo 2-0.
Sullo 0-0 il bianconero Karl

7 ottobre 1945
Amichevole
pre-campionato per la Juve a Roma
contro la Lazio, rimpatriata
per Piola ex laziale ora con
i bianconeri, il folto pubblico si diverte ed applaude i
bianconeri che s’impongono 3-1 con doppietta di Coscia e gol di Magni, per la
Lazio il gol lo sigla il bianconero Parola con una sfortunata deviazione.

11 ottobre 2011
La Juventus piange la
scomparsa di uno dei simboli della sua storia. All'età
di 73 anni è morto Helmut
Haller, ex centrocampista
tedesco che ha indossato
la maglia bianconera per 5
stagioni, dal 1968 al 1973.
Ha legato il suo nome alla
conquista degli Scudetti del
1972 e del 1973.

8 ottobre 1937
Cena in sede Juve organizzata dai soci, sono invitati
anche i giocatori, è premiato Luisito Monti con un
cronometro d’oro. Monti
scese in campo nonostante
fosse infortunato nel Derby (Juve-Toro 1-1) della
Domenica precedente. La
dedica sulla cassa dell’orologio è intonata al carattere
di Monti: “A Luigi Monti tenace come la Juventus”
9 ottobre 1983
Vittoria della Juve sul Milan a Torino per la quinta giornata di campionato. Netta vittoria anche se
di misura (2-1) con gol di
Platini e Rossi; prima della
partita Platini vince il trofeo Chevron come miglior
cannoniere della stagione
1982/83. Platini è il primo
straniero a vincere il trofeo
dopo 17 anni (Vinicio nella
stagione 1965/66 il suo predecessore).

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ri a fatica (2-1) con gol di
Piovanelli ed Alessio. A pochi minuti dal termine, Di
Canio protestando per un
fallo ricevuto, riesce a farsi
espellere dal severo arbitro
Cito della sezione di Torino.

10 ottobre 1991
Amichevole della Juventus a Savigliano contro la
squadra locale della Saviglianese che milita nel
campionato d’Eccellenza,
s’impongono i biancone-

12 ottobre 1941
In partita unica per i sedicesimi di finale della Coppa
Italia, la Juve affronta al comunale la Pro Patria, netta
affermazione (5-0) con l’albanese Riza Lustha protagonista della partita con 3
gol, le altre marcature sono
di Bellini e Colaneri. Da ricordare l’insolita ed inedita
divisa della Juve che scende in campo in maglia nera
con girocollo bianconero ed
una grande J sulla destra
della maglia, pantaloncini
e calzettoni neri. Il portiere Perucchetti è in maglia
bianca con J nera.
13 ottobre 1923
La società Talmone, storica azienda torinese che
produceva cioccolato e cacao, mette in commercio
un nuovo tipo di cioccolato
denominato 'Duemila' che
porta come contrassegno il
distintivo della Juventus.
13 ottobre 1953
L’undici titolare della Juventus ha perso 17 Kg! Lo
staff medico comunica la
tabella dell’undici titolare
che dalla preparazione dal
10 agosto sino a fine Settembre ha perso sulla bilancia 17 Kg per ritrovare
la forma fisica. Tra quelli

che hanno perso più chili
troviamo Parola (meno 4) e
Boniperti (meno 3,2). Inizia
fisicamente alla grande la
stagione 1953-1954.
14 ottobre 1945
Esordio in campionato per
il centravanti Silvio Piola
arrivato alla Juve alla fine
della sua gloriosa carriera
riesce comunque nelle due
stagioni in bianconero a
siglare 26 reti con 57 Presenze. Piola è ancora oggi
il giocatore ad aver siglato
più’ reti in campionato: 290.
L’esordio non poteva che
essere con il gol, la Juventus batte il Torino 2-1 con
gol di Magni e Piola che su
rigore decide il derby.
15 ottobre 1967
Tragedia a Torino, sono le
21.45 di Domenica, in Corso
Re Umberto all’altezza del
n° 46 Gigi Meroni e Poletti
attraversano il corso e sono
travolti da una auto. Meroni viene anche investito da
un automezzo che proviene
in senso opposto, alla guida
il giovane Attilio Romero,
fans granata che poi, per le
stranezze della vita, diverrà
presidente del Torino. Poletti ha solo ferite lievi, invece
alle 22.40 Meroni cessa di
vivere all’ospedale Mauriziano. Gigi era un idolo per
tutti i ragazzi dell’epoca, il
“Beatle” idolatrato anche
dai tifosi della Juve che dovevano averlo tra le loro fila
ma l’acquisto già concluso
saltò per le proteste a Luglio dei supporters granata.

(Da sinistra a destra,
nella prima colonna
Borel II e, in basso, Amaro,
Amaral e il giovane Bernardi;
nella terza colonna Karl
Hansen; nella quarta colonna
Piola e Parola; nella quinta
e sesta colonna cartolina
raffigurante la Juventus
1953/1954)

10

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Il 'Fenomeno' CR7

Effetto-Ronaldo, analisi di un'operazione storica

L

’operazione-Ronaldo
si può considerare la
più importante nella
storia della Juventus. Le
ragioni di questa importanza però non sono quelle
che sembrano. La tormentata storia del club con la
Coppa dalle grandi orecchie è tristemente nota, e
in molti già hanno avanzato la fisiologica teoria che
CR7 è arrivato alla Juve
per provare finalmente a
non farci perdere un’altra
finale. Ma vero è che il pallone è rotondo e nessuno ha
un risultato in tasca prima
di giocare. E comunque,
per quanto vero ciò possa
essere, (l’intento in effetti è anche quello, visto lo
strapotere bianconero nelle competizioni nazionali),
le considerazioni da fare
sono altre. L’operazione è
la più importante non tanto

serviva proprio qualcosa
di diverso e nuovo rispetto a quanto fatto finora.
Serviva qualcosa di forte e
di impatto che potesse far
avvicinare milioni di nuovi tifosi e simpatizzanti.
La crescita del fatturato ci
sarebbe stata comunque,
perché in fondo il trend degli ultimi anni parla chiaro, ma sarebbe stato un
percorso molto più lento e
graduale. Con l'avvento di
CR7 si è messo il turbo e si
è velocizzato parecchio il
tutto, almeno inizialmente.
Può essere utile fare qualche esempio. Il mese scorso
chi scrive è stato allo Store
dell’Allianz Stadium (Area
12) per curiosare un po',
ad un orario non particolarmente invitante. Ora,
non solo lo Store era pieno
di clienti/consumatori che
chiedevano ai commessi

per il costo sostenuto complessivamente, ma perché
per la prima volta il club
ha acquisito il cartellino
di un giocatore che è una
grossa azienda a se stante.
La componente calcistica e
sportiva viene in secondo
piano. La Juve negli ultimi
anni è cresciuta molto dal
punto di vista del fatturato,
ma è rimasta sostanzialmente l’ultima delle prime
squadre del mondo. E per
salire di un altro scalino,

qualunque tipo di articolo (non solo le maglie), ma
quelli Italiani erano davvero pochissimi, una sparuta
minoranza. Passeggiando,
attorno a me sentivo le lingue più disparate (Inglese,
Francese, Tedesco, Spagnolo, ecc). Niente male
per essere in pieno agosto,
con i tornei fermi, con sole
cocente all’esterno, e poco
dopo l’ora di pranzo. E, di
conseguenza,
situazioni
simili le si vivono anche

attorno allo Store in generale, in attività che non
hanno nulla a che fare con
Juventus (bar e ristorazione in primis, ma non solo).
Quando c’è un allenamento
della Juve davanti al Training Center della Continassa spesso c’è una discreta
folla di tifosi e telecamere
per assistere all’ingresso dei giocatori. Le maglie numero 7 già vendute
sono un’enormità e siamo
solo alle prime giornate di
campionato. E via così. E
di tutto questo entusiasmo
a Ronaldo bisogna dare
il giusto riconoscimento. Questo è il primo vero
grande merito da tenere

in considerazione, anche
perché l’operazione è stata
voluta più da lui e da Mendes che dalla Juve stessa,
la quale non ha fatto altro
che approfittarne (Paratici in questo ha avuto un
ruolo fondamentale). Per
non parlare del fatturato
annuo personale del giocatore, e di tutti gli sponsor
che si porta dietro. Del resto stiamo parlando di un
signore che quando posta
una foto o un pensiero su
un social, raccoglie milioni di like in pochi minuti.
In ogni stadio dove giocherà la Juve questa stagione, i prezzi dei biglietti
lieviteranno e gli spalti
saranno strapieni (sta già
succedendo). Ogni partita
avrà una telecamera che
lo spierà con insistenza e
ogni suo gesto atletico farà
il giro del mondo. E fuori
dal campo ci saranno i paparazzi a darsi da fare. Il
Real Madrid, dati presenze
allo stadio alla mano, ha
già subito un forte contraccolpo dopo la partenza
di CR7. Per quello che invece riguarda il lato sportivo dell’affare, nonostante l’età, il professionista

è esemplare ai limiti del
maniacale. I suoi numeri e
i suoi trofei sono di un altro
pianeta, e sembra essere
ancora in grado di poter
dare parecchio. Nei prossimi mesi vedremo come
e quanto sarà stato un affare dal punto di sportivo,
ma di certo c’è che al momento la Juve, in prospettiva, ha fatto ugualmente un
grosso colpo. Una serie di
incastri del destino (la questione delle tasse tra CR7 e
il fisco spagnolo, la legge
italiana che permette di
risparmiare su quello che
bisogna versare, la vittoria
dell’ennesima Champions
del Real Madrid, l’abbandono di Zidane, l’operazione Cancelo con cui Mendes
ha riattivato i contatti più
stretti con la Juve, ecc), che
nessuno avrebbe mai nemmeno ipotizzato 6 mesi fa,
si sono concretizzati tutti
assieme in poche settimane e hanno, di fatto, generato questa operazione.
Comunque vada, è già andata molto bene. Qualche
critica? La presentazione
dei giocatori in arrivo alla
Juventus continua ad essere sotto tono e mai in grande stile. E con Ronaldo non
è stato diverso. Bisognerebbe promuovere meglio
il brand anche facendo un
po’ di baccano mediatico,
ma va precisato che Torino
è una città freddina anche
d’estate dal punto di vista
delle emozioni, e comunque non tutti i giocatori che
verrebbero presentati hanno un nome pesante come
quello del portoghese, dunque non ci sarebbe di certo
lo stesso entusiasmo. Riempire uno stadio per queste occasioni, come accade
qualche volta all'estero,
al momento è impossibile.
Detto questo, la presentazione dei nuovi acquisti in
generale è un qualcosa su
cui bisogna ancora lavorarci sopra. Un’altra critica è relativa alla maglia
ufficiale. CR7 alla Juve ha
già raggiunto nuovi record: indosserà una delle
maglie esteticamente più
brutte della sua carriera;
indosserà una delle maglie
più brutte della storia della Juventus; indosserà una
delle maglie con il logo più
brutto della sua carriera
e della storia della Juven-

'Ora dimentica tutto
e ricomincia'
D

al punto di vista
solo sportivo, c’è un
aspetto interessante da
segnalare, da quando CR7
è arrivato alla Juve non
viene più considerato universalmente il migliore.
Il premio UEFA come miglior giocatore dell’anno è
andato a Luka Modric (che
nella scorsa Champions
ha realizzato meno gol e
meno assist di CR7). Stessa cosa è accaduta per il
Il 'The Best Fifa' come miglior giocatore dell’annoc.
Il 'Puskas' per il miglior
gol dell’anno è andato a
Momo Salah (bello il suo
gol contro l’Everton, ma
rispetto alla rovesciata
con cui CR7 ha purgato
la nostra Juve non c’è paragone). Anche il 'Pallone
d’Oro' pare che non verrà
assegnato a Ronaldo. Nella prima partita di Champions CR7 è stato espulso
per aver accarezzato la testa di un avversario. E via
così. È presto per dare giudizi ma sembra che il “sistema calcio” internazionale l’abbia scaricato; lui
infatti non l’ha presa bene
e non partecipa agli eventi
ove si consegnano i premi
anche se formalmente è
tra i candidati. Si sente
che l’aria è cambiata. Cari
lettori, a queste condizioni non può che venire in
mente in modo spontaneo, per semplice associazione di idee, il grande
cartellone
pubblicitario
dello sponsor personale di CR7 (Nike), apparso
sulla facciata di un palazzo
in Piazza Vittorio Veneto a
tus. Per questi record però
i meriti non sono suoi, ma
della diabolica accoppiata
Dirigenza Juventus e Sponsor Tecnico Adidas. Il merito che ha Ronaldo semmai è che, proprio grazie
a lui, nonostante la divisa
sia più adatta alla mitologica Udinese di Zico che
alla sua Juve, e abbia un
aspetto abbastanza raccapricciante (l’ha disegnata

Torino nelle settimane di
fine estate. Su quel cartellone non c’erano foto, ma
solo un lunghissimo elenco dei record che Ronaldo
ha conquistato nei suoi
anni di carriera, e la fine
del lungo pistolotto recitava così: “Ora dimentica
tutto, e ricomincia”. Mai
parole furono più azzeccate. Alla Juve dovrà, e lo sta
già facendo, ricominciare
da capo, come se avesse
19 anni. Da adesso in poi
nulla gli sarà più concesso e riconosciuto grazie
alla sua luminosa carriera e alla sua straordinaria
professionalità. È come se
non avesse mai fatto nulla nel mondo del calcio.
Caro Cristiano, benvenuto
alla Juve. Ora sei definitivamente dei nostri. Ogni
cosa che vincerai qui varrà molto più di quello che
hai vinto altrove. Questa è
la più grande opportunità professionale della tua
vita. Qui a Torino, se realizzerai grosse imprese,
avrai l’opportunità unica
di passare dall’essere uno
dei più forti giocatori di
tutti i tempi ad un eroe
vero e proprio. Ora, forse,
hai capito il perché. Divertiti e metticela tutta, noi
(Ant. Cat.)
siamo con te.
un bambino delle elementari?), negli Store ufficiali
e nei diversi canali di vendita continuerà ad andare
via come il pane. Peccato,
sarebbe stato bello vedere
CR7 con una vera maglia
'gobba' come si deve. Ma è
andata così... Detto questo,
buon campionato e soprattutto buon CR7 a tutti.
Antonio Catapano

amcsrls@yahoo.it

11

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Sport Vari / Basket

Auxilium Fiat, la stagione inizia
con la Supercoppa italiana
A Brescia i rinnovati gialloblu giocano in contemporanea con la partita della Juve

U

n curioso caso del
destino ha dato appuntamento
per
le ore 18 di sabato 29. La
Juventus, pur reduce da
6 vittorie in campionato e
da un importante successo in Champions, inizia la
stagione dei match pesanti contro quel Napoli a cui
aveva consegnato le chiavi
dello Stadium giusto qualche mese fa. Alla stessa
ora, a 200 km di distanza
in quel del PalaLeonessa
di Brescia, contro Trento,
l'Auxilium Torino farà partire la sua nuova avventura
grazie alla partecipazione
alla Supercoppa italiana,
frutto dell'unico momento veramente memorabile della passata stagione
ossia la conquista della
Coppa Italia. In attesa di

sapere se e quando le due
squadre potranno essere accomunate non solo
da queste coincidenze del
destino o del calendario
sott'occhio ma magari anche da uno stesso nome o
casacca, proviamo a capire
cosa di bello può attenderci da appassionati di basket
sotto la Mole. Partiamo da
coach Larry Brown. Sarà
anche il Ronaldo dei tecnici di basket ma da lui non
possiamo certo chiedere di
fare i miracoli pin campo.
Tiri da 3 punti dalle sue
mani non li vedremo mai
uscire. Sarebbe già molto
più che sufficiente se portasse quella professionalità e scientificità che la sua
carriera mostra. Allenatori che fanno gli allenatori.
Vice che curano situazio-

ni di gioco e parte tecnica
individuale. Dirigenti che
fanno i dirigenti. E non
che tutti possano fare tutto... Ci siamo capiti? Gli
spifferi di aria che escono
dalle finestre socchiuse dei
gialloblu ci confermano in
questa speranza. Punte di
diamante di questa squadra rispondono al nome di
Jamil Wilson, Victor Rudd,
James McAdoo. Su questo
terzetto fatto di ale grandi e pivot si può puntare
a ragion veduta. Dal loro
rendimento potranno probabilmente dipendere molte delle soddisfazioni che la
squadra potrà togliersi in
questa stagione. Altro trio
di giocatori da monitorare è quello dei "vecchietti
terribili". Parliamo di Poeta, Cusin e Delfino. Sparsi

tra ruolo di play e cinque,
sono chiamati a dare quella esperienza e quell'equilibrio che potrà permettere
al team di fare un percorso
di crescita graduale senza troppi scossoni. Anche
di qui passaranno molte
palle pesanti e punti decisivi. Una coppia è quella
di giovani su cui puntare
i riflettori. Okeke e Stojanovic sono pronti a fare
un grosso salto in avanti a
livello di carriera. La classe per poterlo fare è nelle
loro mani e doti fisiche. Il
coach è quanto di meglio in
cui sperare per poter "succhiare il midollo" di questo
sport. Sempre che voglia
di imparare e di sudare
in palestra siano al centro del loro day by day. Su
Okeke si può scommettere.

Su Stojanovic? Gli altri giocatori rappresentano più
delle scommesse che non
delle certezze, o comunque
hanno bisogno del banco
di prova del campionato
per esprimere un giudizio
sul loro valore e su quanto
possano dare in GialloBlu.

Di sicuro se almeno due di
loro si rivelassero degli acquisti azzeccati l'Auxilium
si ritroverebbe con tutte le
premesse per una stagione
in cui far divertire i propri
tifosi.

Sport Vari / Calcio Femminile

La Vecchia Signora del football

L'obiettivo è chiaro:
tornare subito in B

“Non siamo 'piangina' ma
neanche sprovveduti...”

È

iniziata la stagione della Juventus Femminile Torino che
quest'anno festeggia i 40 anni
di onorata attività. Orfane di "Betta"
Milone, portiere e bandiera passata
alla Novese sostituita da Serafino e
Turano, e Mellano finita al Pinerolo,
ma con l'arrivo di Ponzio dal Torino,
Donderi dal Romagnano e Domeneghetti dal Padova, le ragazze di
Mister Serami hanno affrontato Voluntas Osio e Romagnano nel girone
di Coppa Italia di categoria. Nella

prima gara giocata al Palatucci di
Torino, nuovo campo "casalingo"
dove le ragazze si esibiranno nel
corso di questa stagione, non sono
bastati i gol di Fanton e Sobrino per
evitare una sconfitta per 2-3. Tutta
un'altra storia a Romagnano, netto
0-3 ad opera di Fanton, Sobrino e
Ponzio ma il turno è stato superato
dalle bergamasche che hanno battuto agevolmente il Romagnano. Il
Campionato di serie C inizierà il 14
Ottobre in casa contro il Caprera e
finirà ad Aprile. L'obiettivo è chiaro:
ritornare subito in Serie B, anche se
le avversarie sono agguerrite. Quella serie cadetta dove l'anno scorso
le bianconere furono protagoniste
di un ottimo torneo ma dovettero retrocedere a causa della mega
riforma-rivoluzione dei campionati.
Infine il regolamento: le prime classificate dei quattro gironi della serie C disputeranno tra di loro due
gare spareggio. Le vincenti saranno
promosse in B, le perdenti effettueranno un ulteriore sfida con la quartultima e terzultima della Serie B,
in gare uniche su campi neutri. Gli
accoppiamenti saranno determinati
(Vin. To.)
tramite sorteggio.

C

Dan Morino

ominciamo questa nuova avventura su 'JuveToro' ringraziando il direttore Roberto
Grossi per avermi voluto tra le penne illustri che scrivono su questo storico giornale.
Questa rubrica è il frutto della collaborazione tra la storica emittente radiofonica
torinese 'Radio Antenna 1' e 'JuveToro' nella mia trasmissione 'LA VECCHIA SIGNORA
DEL FOOTBALL' in onda il martedì dalle 18 alle 20.
Con questo primo articolo vorrei prendere in considerazione come dal suo arrivo a Torino
Cristiano Ronaldo non abbia più vinto un premio a livello internazionale, e che quelli a
cui concorre per la vittoria (e che probabilmente gli spettavano) se li è aggiudicati tutti il
signora Luca Modric (Real Madrid). Incredibile che il gol di CR7 in rovesciata nel nostro
Stadium realizzato nella scorsa Champions sia solo secondo rispetto ad un gol di Salah (Liverpool) che se pur bello non mi sembra di caratura tecnica eguale. È vero che la pressione mediatica sui giocatori come Ronaldo è altissima, ma i recentissimi eventi accaduti sul
campo e fuori (da non dimenticare l'espulsione a Valencia) evidenziano che nell’ambiente
Europeo sia sempre più ben vista
la squadra spagnola che il resto
del mondo. È vero che Modric è
arrivato secondo anche con la sua
squadra nazionale disputando un
campionato mondiale assolutamente di livello stratosferico, ma
per questo c’è il 'Pallone d’oro',
che racchiude tutte le competizioni a livello mondiale. E' quindi
possibile che addetti ai lavori e
giornalisti sportivi di tutto il mondo, ignorando i numeri della scorsa stagione di CR7, vogliano farci
credere che l'aria di Torino abbia
danneggiato il giocatore numero
1 fino a farlo diventare un PIPPONE? Noi non siamo 'piangina' ma
neanche sprovveduti. 121 anni di
Storia non sono pochi...
Renato Ghelli

12

A

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LIA ORELLANA, MISS JUVETORO

ltro che CR7, saranno decisivi i sudamericani. Questo almeno è il pensiero della nostra Miss Sudamerica, la splendida modella 22enne italo-peruviana Lia Orellana. Fedele lettrice
del nostro giornale 'JuveToro', Lia non ha dubbi: "Storicamente Juve-Napoli ha visto come grandi protagonisti i campioni sudamericani e sarà così anche questa volta, anche se ne
scenderanno in campo meno del solito”. Pochi ma buoni potremmo dire, da Alex Sandro, Paulo Dybala e Douglas Costa (anche se squalificato) e Juan Cuadrado nella colonia bianconera,
al colombiano Ospina e al brasiliano Allan in quella partenopea. Vinca il migliore, secondo Lia, l'importante è che sia un sudamericano...
(ale.co.)
Foto di Gabriele La Stella, Claudio De Gasperi, Alex Comaschi, Claudio Salviano

L'Oroscopo



A cura di Elis

ARIETE (21/03-20/4)
A volte è solo (o soprattutto) attraverso le sfide dirette che possiamo capire se e quanto
coraggio abbiamo dentro, quale sia il nostro reale livello di determinazione, di forza. Di fronte
a un Mercurio che scommette sulla vostra capacità di dire e di dialogare con le persone vicine,
voi vi impegnerete per non sbagliare, per non essere mai fraintesi (a meno che qualcuno
proprio non voglia capire). Di fronte a un Sole che vi sfida a dimostrare entusiasmo e vitalità
in pubblico, proverete a dare il meglio e il massimo dell’ambizione. Anche se non sempre ne
avrete davvero voglia o ne sarete completamente convinti. Ma i guerrieri siete voi.

TORO (21/04-20/05)
Non guardate alla quadratura di Marte solo come a qualcosa che non vi piace, che non vi
aiuta, che vi stanca inutilmente. Provate invece a considerare la sua energia di sfida come
un modo per cercare di ribellarvi a tutto ciò che smette di piacervi o di aiutarvi a vivere il
meglio del momento. Affrontate una vicenda pratica o economica che non funziona più come
dovrebbe, fate invece in conti con una realtà domestica o personale in cui non vi sentite
più del tutto a vostro agio. Nel frattempo, usate il plenilunio per guardare in faccia – ma in
maniera molto obiettiva – alla realtà. Le vostre stelle funzioneranno se le saprete capire e
codificare.

GEMELLI (21/05-21/06)
A volte non basta avere stelle e pianeti dalla propria parte, ma è necessario anche che loro – le
forze celesti – vogliano e sappiano dialogare tra loro, collaborando al vostro personalissimo
successo. Marte, Sole e Mercurio – tutti in leggerissimo trigono aereo ai Gemelli - vi aiuteranno
a far convivere la forza, l’entusiasmo e le idee, rendendo la vostra settimana un momento
piuttosto speciale, forse incantato. Siate coraggiosi e orgogliosi dei vostri pensieri migliori,
provate invece a rivedere un vostro atteggiamento forse non del tutto adatto al momento.
Intanto, la Luna Piena, vi consentirà di fare definitivamente chiarezza su una questione di
lavoro che deve rimanere in sospeso.

CANCRO (22/06-22/07)
Qualcuno conta su di voi, aspettandosi forse aiuto, comprensione, sostegno e un pizzico di
complicità. Ma voi, zavorrati e rallentati dalle quadrature (di stagione) di Sole e di Mercurio,
nei prossimi giorni non sempre sarete davvero in grado di rispondere alle richieste che vi
provengono da più parti, e la cosa potrebbe innervosire gli altri. Non avrete troppa voglia
di usare le idee o i pensieri, sarete invece poco amici delle prove pratiche, preferendo

consegnarvi a una languida pigrizia. Lo farete nonostante la Luna Piena vi mostri, in maniera
lucida e obiettiva, tutti i rischi e le conseguenze di un modo di fare non troppo responsabile.
Perché a volte va così.

LEONE (23/07-23/08)
Per il Leone spesso non possono esistere scorciatoie, non si prendono in considerazione i
compromessi. Per un segno coraggioso e ambizioso come il vostro, valgono infatti solo le
energie del coraggio, quello che nei prossimi giorni vi convinceranno cioè a essere sempre
fieri delle vostre scelte, delle parole, delle azioni, degli entusiasmi che popoleranno la
settimana. Sarete insomma piuttosto forti e combattivi (Marte, dall’opposizione, non smetterà
di farsi sentire e notare), ma sempre con un progetto, con un piano preciso. Quale? Chiedetelo
alla Luna Piena, una forza amica (è di fuoco come voi) e chiarificatrice che vi insegnerà a dare
del tu al futuro migliore.

VERGINE (24/08-22/09)
Come per quelle grandi star nate in piccoli paesi di provincia, e apparentemente destinate a
una vita assolutamente normale, tranquilla ma che poi esplodono, anche la Vergine affronterà
una settimana sulla carta facile e calma, ma che poi vi riserverà qualche sorpresa, qualche
piccolo colpo di scena. Attenzione, quando cioè Marte vi agiterà (ma in modo simpatico e
stimolante) sfidandovi a vivere una decisione forse non vostra, oppure a modificare – senza
preavviso – una posizione o un atteggiamento in modo rapido, urgente, veloce. E non
rimaneteci troppo male per qualcosa che sembrava doversi risolvere in coppia ma che poi,
all’ultimo momento, potrebbe cambiare idea. Succede.

BILANCIA (23/09-22/10)
Ogni cosa, anche la migliore, ha bisogno di un po’ di entusiasmo, da parte nostra, per vivere
e per essere interessante. Ogni cosa, anche la peggiore, può diventare accettabile e intrigante
se sappiamo come darle un senso, uno scopo preciso. Sole e Mercurio sono una promessa
di buon umore, di intelligenza e di praticità, ma la forza amica di un Marte tanto simpatico
renderà il tutto davvero unico, speciale. Potrete infatti riscoprire e rivalutare qualcuno grazie
alle prossime giornate, grazie alla sua capacità di farvi sentire importanti, amati, apprezzati.
Voi date una mano al destino non risparmiandovi, facendo in modo che la fortuna trovi in voi
i necessari alleati.

SCORPIONE (23/10-22/11)
Sarete spesso combattuti tra due possibilità, tra due opzioni che vi potrebbero interessare.
Perché da una parte, se deciderete di ascoltare Marte con le sue importanti ambizioni, avrete
voglia di piccoli e grandi successi pratici, di promesse e di occasioni da vivere al volo e senza
pensarci troppo su. Per conto, Venere e Giove – nel segno – vi renderanno piuttosto pigri, forse
perché non vi faranno sentire il bisogno di impegnarvi, forse perché vi daranno la sensazione
che tutto sia già sotto controllo, che tutto sia già in qualche modo previsto e programmato.

Trovate voi il giusto compromesso che non vi faccia mai esagerare per entusiasmo o per
torpore. Prendetevi cura del benessere.

SAGITTARIO (23/11-21/12)
Ci sono settimane che ci chiedono solo e soltanto di seguire l’istinto, di accettare – senza troppe
domande o inutili polemiche– un destino che ci è già amico, che non dovrete convincere
ad amarvi, a volervi bene. Marte, Sole e Mercurio, tutti in buona posizione, confermano le
loro promesse di un momento fatto della giusta passione, di persone e di progetti che vi
soddisfano, che vi faranno sentire al posto giusto, con le migliori intenzioni e convinzioni.
Un impegno e una fortuna accompagnati, però, sempre da qualcosa di bello e di divertente,
occasioni che la Luna Piena – di fuoco, per un pelo, come voi – non smetterà di concedervi.

CAPRICORNO (22/12-20/01)
Si dice che il vostro segno sia spesso impaziente o, meglio ancora, incapace di accontentarsi
dei risultati, delle cose che ha e che vive. L’ambizione (quella sana) è sicuramente qualcosa
che vi muove, un boost - per dirla all’inglese - che vi porta a chiedere sempre qualcosa di
più a voi stessi. Ma se Saturno vi farebbe pensare di essere a posto con il presente, ecco
che Marte vi spingerà a chiedere molto di più, portandovi persino a mettere in discussione il
vostro modo di essere e di fare. Che esagerazione! Per decidere le mosse e le parole migliori
per provare a fare qualcosa di importante, e dare una mano a chi se lo merita. Per il resto ci
penserà il destino.
ACQUARIO (21/01-19/02)
Ci sono combinazioni che davvero possono renderci fortunati, possono farci vivere da
protagonisti. Ci sono stelle amiche (quelle del momento vi amano di già essendo fatte
d’aria come voi) che si impegnano per darci una mano, per farci sperimentare cose,
persone e situazioni sempre all’altezza delle nostre aspettative migliori. Nei prossimi giorni,
l’ingombrante e ambiziosa energia di Marte avrà pane per i suoi denti. Perché potrete vivere
qualcosa di interessante e di divertente ma con successo, perché saprete trovare il modo di
amare in maniera speciale, di condividere passioni e preferenze con chi vi sarà vicino. Usate
la Luna Piena per migliorare (se possibile) il vostro stile.

PESCI (20/02-20/03)
Non c’è proprio niente di male nel vivere le cose migliori indirettamente, attraverso cioè
persone e personaggi che ci portano a vivere con più intensità e curiosità ogni cosa. Mentre
voi vi godete la preziosa compagnia dei pianeti che preferite (in ordine alfabetico Giove,
Nettuno e Venere), qualcosa che di per sé vi sazia e vi soddisfa redendovi poco propensi
all’impegno costante, ecco che qualcuno si comporterà invece in modo molto più acceso e
intraprendente, e la cosa vi divertirà (al netto di gelosie). Lasciatevi coinvolgere solo dalle
situazioni più interessanti, quelle che davvero possano nutrire curiosità e interessi, quelle che
non vi lasceranno mai indifferenti.

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Spettacoli e Cultura

A Palazzo Mazzetti 'Chagall – Colore e Magia'
Asti ospita, sino al 3 febbraio 2019, 150 opere di uno degli artisti più amati del '900

D

al 27 settembre al
3 febbraio 2019 a
Palazzo Mazzetti ad
Asti, ecco la mostra «Chagall - Colore e Magia». Oltre 150 opere di uno degli
artisti più amati del '900.

La mostra si avvale della
curatela di Dolores Durán
Úcar ed è organizzata dalla Fondazione Asti Musei,
Cassa di Risparmio di Asti
e dal Comune di Asti, con
il sostegno e il patrocinio
della Regione Piemonte,
Provincia di Asti e in collaborazione con Arthemisia. Un percorso espositivo
che indaga aspetti inediti
della vita e della poetica
di Marc Chagall, attraverso una selezione di opere
uniche presentate raramente al pubblico, perché
provenienti da importanti
e inaccessibili tesori privati. La mostra arriva ad

A Palazzo Madama
'La Sindone e la
sua immagine'

I

n occasione della riapertura della restaurata Cappella della
Sindone, Palazzo Madama
propone sino al 21 gennaio 2019 la mostra «La
Sindone e la sua immagine». L'esposizione presenta un'ottantina di pezzi
provenienti in particolare
dal Castello di Racconigi e
dalla Fondazione Umberto
II e Maria José di Savoia,
dal Museo della Sindone di
Torino e dalle stesse collezioni di Palazzo Madama.
L'allestimento è ambientato nella Corte Medievale, suggestivo ambiente
fatto edificare da Cristina
di Francia nel 1636, dove
sulla parete di fondo è ben
visibile un affresco raffi-

gurante l'Ostensione della
Sindone, organizzata nel
1642 per celebrare la fine
delle ostilità tra la stessa
Madama Reale e i suoi cognati, il Principe Tommaso e il Cardinale Maurizio. Il percorso espositivo
ripercorre la storia della
Sindone e le diverse funzioni delle immagini che
l'hanno riprodotta nel corso di 5 secoli, da quando
il Sacro Lino fu trasferito
da Chambéry a Torino nel
1578. Le opere avute in
prestito da Racconigi e da
Ginevra fanno parte della
celebre collezione raccolta
dal Re Umberto II, raffigurazioni della Sindone
realizzate dal momento
del suo arrivo in Piemonte
fino al principio del 1900
con svariate finalità: celebrative dinastiche in
ricordo di Ostensioni avvenute in particolari festività ed eventi politici oppure legate a avvenimenti
storici.
(p.r.)

(Nella foto Vittorio Blansery
e Giacomo Stagnon, Il beato
Sebastiano Valfrè rammenda
la Sindone. Ph Paolo Robino)

Asti dopo la tappa coreana di Seoul dove l'evento
sta ottenendo un grandissimo successo di pubblico. Il percorso espositivo,

suddiviso in tre sezioni,
ospita opere di varie epoche della vita di Chagall:
dai suoi primi lavori degli
anni ’20 alla fuga traumatica dall’Europa durante
la seconda guerra mondiale fino agli ultimi anni
trascorsi dall’artista negli
Stati Uniti. Un mondo intriso di stupore e meraviglia;
opere nelle quali coesistono ricordi d’infanzia, fiabe,
poesia, religione e guerra;
un universo di sogni dai
colori vivaci, di sfumature
intense che danno vita a
paesaggi popolati da personaggi, reali o immaginari, che si affollano nella

' A voi la Champions,
a noi lo scudetto”

"Io, tifosissimo del Napoli, quando lasciai Procida per venire
a Torino temevo il freddo e di dover litigare spesso con i
tifosi juventini. E invece ho notato in loro una grande cultura
sportiva".
Questo il preambolo di Giuseppe Coppola da Procida o semplicemente "Peppino" gestore di una nota pizzeria nella città
sabauda, nei pressi di Piazza Sabotino, frequentata anche da
diversi protagonisti del mondo del calcio, sia bianconeri che
granata: "Quest'anno Juve-Napoli si disputa già a settembre
– ci spiega Peppino – ed è meglio cosi. La Juve in casa è una
tritasassi, i numeri parlano per loro, ma la vittoria del Napoli
lo scorso anno, nel finale di gara, mi da fiducia. Gli uomini decisivi? Spero non Ronaldo e credo che Insigne dopo la
doppietta al Toro di domenica scorsa, non si fermerà più.
Ma il vero segreto del Napoli è la calma e la saggezza di
un uomo e un allenatore eccellente come Carlo Ancelotti”.

ra nei suoi libri di incisioni.
La struttura espositiva segue un ordine cronologico
e allo stesso tempo si focalizza sui grandi temi d’interesse per l’artista, dalla
religione all’amore, al suo
rapporto con i poeti o la
guerra. Tre le sezioni, «Sogni, favole e religione», «La
via della poesia» e «Guerra
ed esodo».
Paolo Rachetto
(www.notiziepiemonte.it)

fantasia dell’artista. Opere
che riproducono un immaginario onirico in cui è difficile discernere il confine
tra realtà e sogno, lo stesso
mondo che Chagall raffigu-

(Da sinistra
le opere di Chagall
'Le-Coq-Violet',
'Le-Clown',
'Portrait-de-Vava')

Tutto per amore
della Vecchia Signora
Per loro l’importante è sentirsi partecipi della loro squadra
del cuore, ed essere inclusivi
di un mondo che amano fin
da bambini: la Juventus. Attilio Andriolo (medico chirurgo
con tanto di specializzazione
medico-sportiva) e Salvatore
Franchina (ingegnere dedito
all’insegnamento scolastico),
sono zio e nipote uniti dalla
stessa fede calcistica. Abitano a Milazzo in provincia
di Messina e da anni hanno
l’abbonamento alla Juve. Un
viaggio dalla Sicilia a Torino
che sa di passione vera, perché a loro non basta vedere la Vecchia Signora in tv,
hanno bisogno di vivere l’emozione all’Allianz Stadium, sentire certi palpiti che
solo chi è innamorato come loro può percepire. Maglietta, sciarpa e cappellino
bianconero sono gli indumenti necessari che li accompagnano in ogni viaggio
anche all’estero quando la Juve gioca in Champions. Poi, per il Dottor Andriolo
questi colori sono ancor più importanti di ogni cosa, proprio perché la scorsa
estate ha vissuto la bellissima esperienza di medico al seguito dei giovani calciatori presso i Summer Camp organizzati dalla Juve a Vinovo. Come sempre, zio
e nipote saranno presenti allo Stadium per assistere al prossimo Juve-Napoli,
entrambi incollati alla stessa postazione e pronti a tifare ed emozionarsi per
CR7 e compagni. Una storia bella che manifesta un particolare attaccamento ai
colori bianconeri: “Fino alla fine”. E a chi gli chiede perché tutto questo sacrificio
economico e di stanchezza fisica dovuta ai lunghi viaggi, la risposta è sempre
una: “La Juve merita questo e altro”.

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Spettacoli e Cultura

Aretha Franklin, la 'Regina del Soul'
Ci ha lasciato da poco (e già ci manca) una delle voci femminili più grandi della musica moderna

I

l 16 agosto del 2018,
in fin dei conti solo un
po’ più di due mesi fa,
all’età di 76 anni, è morta
Aretha Louise Franklin,
una delle più grandi cantanti di tutti i tempi. Una
piccola curiosità inutile:
anche Elvis Presley è morto il 16 agosto, anche se di
tanti tanti anni fa (1977).
Ora, dopo aver assistito at-

traverso i media alle tante
celebrazioni post mortem,
svoltesi soprattutto negli
States (tra cui i sontuosi
funerali/concerto ricchi di
celebrità del mondo dello
spettacolo e non), nel ricordarla, sono in tanti a chiedersi se tra le voci femminili della musica moderna

lei sia stata proprio la più
grande di tutte, o solo una
delle più grandi di tutte. La
verità è che una risposta
certa probabilmente non la
si può dare, e in fondo non
è nemmeno necessario;
quello che basta sapere è
che lei è sicuramente nello stesso club a cui appartengono Ella Fitzgerald,
Whitney Houston, Mahalia Jackson, Billie Holiday,

Barbra Streisand, Dionne
Warwick, Etta James, Shirley Bassey, e via dicendo.
Di fatto ognuna di loro ha/
aveva le sue caratteristiche
peculiari sia dal punto di
vista vocale che di interpretazione, e metterle in
paragone tra loro per cercare di capire chi è la migliore può risultare sciocco, di cattivo gusto e quasi
offensivo. In fondo nel farlo
si otterrebbero solo delle
volgari differenze “tecniche” che in fin dei conti
non vogliono dire nulla.
Accontentiamoci del fatto
che la Franklin aveva un
talento enorme, che è già
un gran bel accontentarsi.
La sua storia professionale,
come spesso è accaduto e
accade tuttora per i grandi
artisti, è strana e figlia dei
tempi e delle mode che si
vivono attraverso i decenni. Come molte altre grandi voci americane, anche
Aretha partì dai canti gospel in parrocchia, perché
suo padre era un predicatore battista e ministro di
una comunità religiosa.
Sua madre era una cantante gospel, dunque lei e
le sue due sorelle di fatto
“respirarono” musica fin
da bambine. Aretha sapeva anche suonare il piano,
scrivere canzoni e, pur tra
alti e bassi, successivamente si costruì una carriera leggendaria, saltellando anche qua e là con
disinvoltura tra generi musicali contigui ma differenti (Soul, Gospel, Rhythm &
Blues, Blues, Jazz, Rock e
Pop). Il suo periodo d’oro
è stato sicuramente la fine
degli anni 60, in cui collezionò molti successi e scalò
con una certa continuità
le classifiche. Va ricordato che parte del suo successo è anche dovuto alla
stretta collaborazione col
grande produttore discografico Jerry Wexler (una
delle persone che in quegli
anni rese grande l’Atlantic
Records). Interessanti sono
anche alcuni lavori della
Franklin degli anni 70, ma
le vendite dei suoi dischi di
quel decennio non furono
eccezionali, (forse anche
per via dello stradominio
di altri generi musicali, in

particolare della Discomusic). Nella prima metà degli
anni 80 però, la Regina del
Soul visse una vera e propria rinascita, una sorta di
seconda giovinezza, a cui
contribuì non poco la sua
partecipazione al film “The
Blues Brothers” (1980), se
non altro per la grande visibilità che offre sempre il
cinema di successo, il qua-

cover interessante (Rolling Stones). Con gli occhi
di oggi gli arrangiamenti
degli album di quel periodo forse sembrano un po’
datati, ma in quel preciso
momento storico funzionarono benino e quei lavori di
fatto ne stabilizzarono definitivamente la grandezza e la fama agli occhi del
mondo. Il dopo? Il dopo fu

le aiuta molto quando bisogna rilanciarsi (successivamente partecipò anche
al sequel del 1998). E oltre
al divertente cameo nel più
bel film mai realizzato per
celebrare la Black Music,

meno luccicante, purtroppo. Da quel momento in poi
la sua voce divenne meno
squillante e limpida del
passato (anche per via del
fumo). Da quel momento
in poi c’è stato in effetti un

in quegli anni 80 pubblicò anche alcuni dischi con
alcune hit, molti duetti
stimolanti (George Michael, Eurythmics, Santana,
Whitney Houston, The
Four Tops, Elton John, James Brown, ecc) e qualche

lento declino nelle vendite.
Da quel momento in poi,
nel corso degli anni, c’è
stato forse anche qualche
remix di troppo. Da quel
momento in poi era forse
anche sempre più visibile l’avanzare dell’età che,

al di là delle qualità artistiche, nel mondo dell’entertainment non aiuta. Da
quel momento in poi gli è
stato più difficile adeguarsi ai nuovi generi musicali
emergenti. Eppure lei di
fatto non ha mai smesso
del tutto di lavorare, anche con altri artisti molto
più giovani, ed è rimasta
sostanzialmente un’istituzione assoluta della musica americana. Ma la vera
grande stranezza della sua
carriera è che, nonostante
i molti successi, nonostante
l’enorme impegno stacanovista profuso in sala d’incisione (un po’meno dal vivo
forse, anche se ovviamente
ha partecipato a tantissimi
eventi e show per tutta la
vita), nonostante le numerosissime
pubblicazioni
(almeno una cinquantina
di album), tutto sommato
Aretha Franklin è stata
poche volte numero 1 in
classifica, e spesso in molti paesi del mondo lontani
dagli States, tipo l’Italietta
nostrana, solitamente vengono ricordati dignitosamente solo pochissimi suoi
brani. Sempre gli stessi.
Ad esser molto buoni, forse solo una quindicina in
tutto. E nel caso di radio,
tv, e media modernamente scarsi e trita tutto, forse anche meno della metà.
Trattasi di peccato mortale, senza dubbio, a cui ogni
lettore volenteroso nel suo
piccolo dovrebbe porre rimedio. I pezzi e le esecuzioni esemplari di questa
straordinaria artista, che
vale la pena ascoltare abitualmente e inserire nel
proprio archivio personale
dei preferiti, non si contano. Sicuramente bisogna
ammettere che, ne siamo
perfettamente consci, vi
sono molte sue esecuzioni
di più difficile digeribilità, forse anche per via di
alcune fisiologiche distanze culturali e linguistiche che ci separano e che
sono difficili da colmare
in modo immediato senza
un certo tipo di lavoro intellettuale. Inoltre va considerato anche che generi
musicali come il Jazz e il
Gospel non sempre hanno
un’orecchiabilità
veloce

e stuzzicante a sufficienza per attrarre l’orecchio
dell’ascoltatore un po’ più
casuale o distratto. Eppure la sua capacità di dare
un tocco soul a qualunque
tipo di brano rimarrà nella
storia e vale la pena di scoprirla nuovamente, e ancora, e ancora, e ancora. Ci
sono ugualmente tantissime cose orecchiabili e per

cui vale davvero la pena
spendere del tempo anche
se non si è proprio degli
appassionati della Black
Music. Come si può fare?
È molto semplice. Ecco le
istruzioni. Basta considerare Aretha Franklin come
un dono di Dio (o del destino, se si preferisce), con
tanto di carta da regalo.
Solo che questo dono non è
un unicum, ma è scomposto in diverse centinaia di
doni tutti incartati uno per
uno. E allora ogni giorno
se ne può scartare uno e
scoprire un’emozione speciale. Negli States Aretha
Franklin è già considerata
una miniera di classici ovviamente, ma nel resto del
mondo (Europa compresa)
siamo un po’ indietro col
lavoro. Forza e coraggio,
spegniamo tutti la radio
piena di schifezze attuali che con la musica non
hanno niente a che fare,
e cominciamo a scartare.
Cosa stiamo aspettando a
cominciare la caccia ai tesori?
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