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JUVETORO n. 3 Juve Genoa bassa OK .pdf



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amcsrls@yahoo.it
GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno ix - N. 3 - 20 OTTOBRE 2018 - Copia omaggio
Il Punto

L'Analisi

Numeri e Statistiche

Accadde il...

Inquietudini extra-campo ma
voglia di fuga-scudetto. I bambini
riempiranno la curva Sud

Finalmente una Signora 'europea':
si può vincere dando spettacolo,
alla faccia dei 'catenacciari creativi'

Max ha già raggiunto Carcano
e Trapattoni. Il prossimo passo
sarà la Roma di Garcia

22 settembre 1957:
quella rimonta firmata
Boniperti-Sivori-Charles

a pag.

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a pag.

5

A CACCIA DI RECORD

CONTRO IL GRIFONE I BIANCONERI INSEGUONO LA NONA VITTORIA INIZIALE CONSECUTIVA
IN CAMPIONATO E CERCANO DI EGUAGLIARE LA STRISCIA DI CAPELLO DEL 2006
JUVENTUS-GENOA | SABATO 20 OTTOBRE ORE 18

a pag.

6

2

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Il Punto

Inquietudini extra-campo ma voglia di fuga-scudetto

N

on si può avere tutto dalla vita, recita
un vecchio detto
popolare. È la sintesi più
consona a descrivere il
momento che il mondo
Juve sta attraversando. Se
è vero che sono già iniziate le ricerche storiche per
ritrovare una squadra così
forte nel passato bianconero, non di meno la “cornice” vive un travaglio, senza
fine. L'ambiente è scosso
dal CR7-affaire. La società
predica serenità, ma fino
a che punto, non è dato a
vedere. La Juventus F.C. si
sta per dare un nuovo assetto e pare quasi fatale
la solita inchiesta che si
fonda su dati discutibili e
nella migliore delle ipotesi, già adottati per sentenze passate in giudicato. A
poco serve far notare che
la dirigenza è sempre stata
considerata in sede proces-

suale “parte lesa”: la priorità è fare audience. Per
ultima la costante presa di
posizione del tifo organizzato contro il caro biglietti/
abbonamenti e la chiusura a doppia mandata delle
elargizioni, dopo le note
vicende che hanno sfiorato il presidente Andrea
Agnelli. Troppi umori sulle
gradinate della SUD, insieme ad una drammatica

frammentazione dei gruppi difficile da governare.
Basta un coro non proprio
edificante (strumentale?) e
la scure del Giudice sportivo si abbatte sul cuore del
tifo bianconero allo Stadium. I morti dell'Heysel
non hanno pace, nel mentre. Così Juve-Genoa andrà
in onda priva del supporto
della curva ultras, sostituita dai bambini delle
scuole calcio di Piemonte
e Valle d'Aosta. Nulla di
nuovo sotto i riflettori, data
la prolungata ed ostinata
scelta dello sciopero del silenzio. Eppure uno stadio
con il settore più “caldo”
vuoto è come una lasagna
senza ragù. La squadra
non si farà condizionare
dall'esterno, concentrata
come è nell'affrontare il
primo di sei ostacoli che si
prospettano da sabato alla
nuova sosta per la nazionale. Dal Genoa al Milan, passando dal doppio confronto
con i Reds di Mourinho. Ci
si potrebbe trovare con la
qualificazione agli ottavi
di Champions in tasca ed

Preziosi: “Piatek un mix
tra Riva e Inzaghi”

U

il divario in campionato
aumentato. Cristiano Ronaldo sembra tirato a lucido, al netto delle relative
vicende, Douglas Costa è
pronto a rientrare dopo la
lunga squalifica più infortunio. Il Genoa, nonostante il cambio di allenatore,
non è avversario morbido,
dall'alto dei suoi 12 punti
ed una gara da recuperare.
Il pericolo vero proviene
da Piatek, la sorpresa fatta punta, protagonista del
prossimo mercato estivo.
Ma il Grifone, a differenza
delle prestazioni interne,
fuori da Marassi appare
sovente evanescente. Vedremo se sarà cosi anche
stavolta.
Marco Sanfelici

na intuizione clamorosa del vulcanico Enrico Preziosi, presidente del
Genoa. La storia di un giocatore, Piatek, pagato 4 milioni che dopo pochi mesi
e 8 partite italiane vale già
diverse decine di milioni.
Nell'intervista rilasciata in
settimana alla 'Gazzetta dello sport' il padre-padrone
dei grifoni ha parlato del suo
'colpo' di mercato: “Nessuno si era innamorato prima

di un giocatore cosi, che ha
già 23 anni – ha dichiarato
Preziosi - perché il campionato polacco non è mai stato
molto seguito. E perché i top
club preferiscono giocatori già pronti spendendo di
più. La segnalazione fu di un
procuratore amico, Giuffrida.
Piatek mi ricorda Gigi Riva
per alcuni suoi tiri rasoterra
mentre per l’opportunismo
ha qualcosa di Inzaghi, ma
senza partire come lui sulla
linea del fuorigioco. Io so
bene che me lo porteranno
via, perché è stratosferico
e gli moltiplicheranno l’ingaggio per dieci. Siamo già
tempestati di telefonate,
dall’Italia e dall’Europa, tutti
top club: chi vorrà Piatek dovrà essere serio e parlare con
me, il resto lo considererò
malcostume”.

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Don Moreno Filipetto
Massimo Fiandrino
Ezio Maletto
Paolo Rachetto
Marco Sanfelici
Ermanno Vittorio
Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
amcsrls@yahoo.it
Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa - Tel. 011 0201860

Servizi fotografici
Salvatore Giglio, Manuela Viganti
Editore
AMC - Art Media Communication
Direttore Editoriale
Gianni Castaldo
amcsrls@yahoo.it
Pubblicità
amcsrls@yahoo.it
Stampa
I.T.S. SpA
Distribuzione gratuita agli ingressi esterni
degli stadi torinesi, eventi e canali commerciali
Autorizzazione Trib. di Torino n. 30 del 27/11/2015.
Tutti i diritti riservati
Responsabile del trattamento dei dati personali: Gianni Castaldo

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17 DI GIOVEDÌ 18 OTTOBRE 2018

IL RISPARMIO NON SI ROTTAMA MAI

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L'Analisi

Finalmente una Signora 'europea':
si può vincere dando spettacolo!
Il nuovo corso sembra decimare i cultori del tatticismo svilente e gli apologeti del 'catenaccio creativo'

V

alencia,
Napoli
all'Allianz Stadium
e Udine, tre tappe
differenti e un denominatore comune: una Juve che
ha entusiasmato, a volte
davvero tanto, per la palese
evoluzione tattica in atto. Il
punto apicale e tuttavia ragionevolmente accreditabile di ulteriore innalzamento è stato toccato sul prato
della “Marotta Arena...”,
in terra friulana, con una
lectio magistralis che ha
annichilito, e financo frustrato, le aspettative di coloro che confidavano in una
“vera” partita. Si sta vieppiù consolidando, in virtù
delle dosi industriali di carisma e mentalità riversati
sull'ambiente da Cristiano
Ronaldo, dell'enorme valore aggiunto apportato da
Bonucci e Cancelo, e da una

cifra tecnica complessiva
certamente non eclatante
nella terra di mezzo, ma
complessivamente
all'altezza delle più serie candidate al trono d'Europa
e forse, relativamente alle
alternative, anche superiore, quello che la critica
più illuminata agognava

da tempo: l'avvento di una
squadra dalla connotazione
fortemente europea e, pertanto, propositiva a tempo
pieno, votata a giocare tutta
la gara divertendo e divertendosi, capace di iniziare
la propria manovra dalla
linea difensiva, che si protegge prendendo possesso
in massa della metà campo
avversa e che non si accontenta del minimo sindacale
rispettando così, sé stessa in primis e l'avversario
poi, con un atteggiamento
dominante e volto, sempre,
alla violazione del perimetro ostile. Succede a dispetto del retroterra calcistico
retrivo e sparagnino di chi
l'accompagna per contratto che, furbescamente, ha
ben compreso quanto la
sua sopravvivenza calcistica ad alti livelli sia legata
a doppio filo alla capacità
di non contrastare la nuova direzione intrapresa dal
vento societario; un turbine totalmente indifferente
alla grandezza, presunta o
reale, di chi deve scalzare...
Lo sviluppo (autonomo) di
una compagine per molti
versi già superba, in quello che con Pogba sarebbe
un autentico Dream Team,
per quanto già godibile e,
a parere di chi scrive, irreversibile, è solo agli albori,

giacché il processo di assimilazione della leggenda portoghese è tuttora in
divenire, le intese generali
solo abbozzate, il fraseggio
stretto in prossimità della
terra che scotta, le penetrazioni in area e le conclusioni a rete ampiamente
passibili di miglioramento e

la centralità del “Sivorino”
nel progetto di soggiogamento indiscriminato del
pianeta palla, da acclarare
pienamente. Il nuovo corso,
dal quale è stata abolita la
parola “sogno” ed eletto a
obiettivo reale la “grolla”
oggi detenuta dalle “merengues” sta decimando i

cultori dello psicotatticismo
svilente, gli apologeti del
catenaccio creativo, i teoreti convinti (solo loro) che
per vincere occorra giocar
male. Tutti sconfessati e
molti novelli Saulo di Tarso
sulla via di Damasco pronti all'abiura, come niente
fosse e addirittura contenti,
delle convinzioni in cui si
sono crogiolati fino a maggio. Visto che si può prevalere anche giocando bene?
Bene, bene, bene, per il
momento e in attesa di ulteriori controprove, questa
zebra che agghinda gli zoccoli in vista delle scorrerie
continentali piace, convince
e, parafrasando il poeta, un
sentimento di vigore e di
pace al cuor infonde. Augh!
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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Caccia alle 10 vittorie iniziali consecutive della Roma
Allegri a un passo da Fabio Capello (2005/2006) e ha già eguagliato Carcano e Trapattoni

I

l record di vittorie iniziali consecutive (10) appartiene alla Roma di Garcia
nel Campionato 2013/2014.
Gli avversari furono Livorno, Parma, Sampdoria,
Inter e Udinese in trasferta
ed Verona, Lazio, Bologna,
Napoli e Chievo in casa
dal 25 agosto al 31 ottobre 2014, la sequenza si
è interrotta il 03/11/2014
nel pareggio a Torino con i
Granata per 1-1. Il primato per la Juve è quello di
Capello, che nel 2005/2006
collezionò 9 vittorie iniziali
di fila. Gli avversari furono
Chievo, Ascoli, Inter, Messina e Sampdoria in casa,
ed Empoli, Udinese, Parma
e Lecce in trasferta, dal 28

gol in questo torneo, un
anno fa era a quota 10.
MAX 13 VITTORIE SU 20
CONTRO IL GENOA

il Genoa eguaglia il suo
primo iniziale del 2005/06.
Allegri per la prima volta
riesce nell'impresa di vincere le prime 8 gare iniziali di fila. Al massimo aveva
raggiunto 6 successi consecutivi iniziali nel 2014/15
e 2017/18.

appartiene al Milan nel
1992/93 con 13 con Fabio Capello in panchina.
5 i punti in più della Juventus rispetto a un
anno fa (3° posto con 19
punti).

13 le vittorie di Max Allegri in 20 precedenti ufficiali contro il Genoa
(le ultime 4 consecutive
e serie aperta), completano lo score 2 pareggi
(l'ultimo il 23/11/2013
in Milan-Genoa 1-1) e
5 sconfitte (l'ultima il
27/11/2016 in Genoa-Juventus 3-1). Mai pari da
mister bianconero contro il grifone in 9 sfide:
7 vittorie, 2 successi del
Genoa.

27/11/2016 – Genoa-Juve 3-1
23/04/2017 – Juve-Genoa 4-0
26/08/2017 – Genoa-Juve 2-4

10 2013/14 Roma (Garcia)
9 2005/06 Juve (Capello)
8 1930/31 Juve (Carcano)
8 1985/86 Juve (Trapattoni)
8 2017/18 Napoli (Sarri)
8 2018/19 Juve (Allegri)

agosto al 26 ottobre 2005.
La sequenza si interrompe con la sconfitta patita a
Milano per 1-3 a opera del
Milan. La Juve di Allegri
se prosegue vincendo con

10 le vittorie iniziali consecutive della Juventus
fra Campionato e Coppe (8 serie A + 2 Champions) il record assoluto

Piatek sempre a segno in questo torneo, da
7 turni iniziali consecutivi (i grifoni devono
recuperare la prima giornata contro il Milan
a causa della tragedia del ponte Morandi). Non accadeva dal 1994/95 con Batistuta, l'argentino andò in gol
per 11 partite consecutive segnando 13 reti. Dopo Batistuta troviamo Pascutti del Bologna, che nel 62/63
andò a segno nelle prime dieci gare consecutive segnando 12 reti. A quota 9 consecutive ecco Boffi del
Milan (39/40) e Trezeguet della Juventus (2005/2006).
Piatek è il capocannoniere attuale del torneo con 9
gol e una gara in meno. Ecco la sequenza delle sue
reti: Genoa-Empoli 2-1 (1) 26/8/18, Sassuolo-Genoa
5-3 (2) 2/9/18, Genoa-Bologna 1-0 (1) 16/9/18, LazioGenoa 4-1 (1) 23/9/18, Genoa-Chievo 2-0 (1) 26/9/18,
Frosinone-Genoa 1-2 (2) 30/9/18, Genoa-Parma 1-3
(1) 7/10/18

MISTER JURIC, 1 VITTORIA
E 2 KO CONTRO I BIANCONERI

LE MIGLIORI STRISCE
INIZIALI CONSECUTIVE

JUVE 10 CONSECUTIVE
INIZIALI TRA
CAMPIONATO E COPPE,
INSEGUE IL RECORD
MILAN (13)

PIATEK, LA SORPRESA
DEL TORNEO

18 le reti realizzate dalla
Juve. I Bianconeri a segno con 9 giocatori diversi: Mandzukic 4; Ronaldo 4; Bernardeschi
e Matuidi 2; 1 Bonucci,
Khedira, Dybala, Pjanic, Betancur e un'autorete completa lo score.
Bianconeri solo 5 gol
subiti. Dybala solo un

MADAMA 40 VITTORIE
SU 51 IN A. ULTIMO KO
A TORINO NEL 1991
2 le vittorie dei Grifoni a
Torino in Massima Divisione contro la Juventus, il primo successo
“corsaro” il 28/11/1937
per 2-1 (reti dei liguri
con Figliola e Arcari III),

l’ultima il 20/01/1991
per 1-0, gol vittoria di
Skuhravy al 37' del primo tempo.
7 le reti di John Hansen
(Juventus) il bomber
delle sfide, precede Gabetto (Juventus) a 6, poi
Borel II e Roberto Baggio (Juventus) a quota
5. Il Bomber del Genoa
è Trevisan con 4 reti e
autore dell’unica doppietta del Genoa a Torino e a segno per tre
gare di fila dal 1941/42
al 1946/47. In tutto sono
5 le triplette delle sfide

tutte bianconere con
Vecchina, Cesarini, Gabetto, Charles e Roberto
Baggio.
9 i pareggi fra le due
squadre, gli ultimi due
allo Juventus Stadium,
il 26/01/2013 per 1-1 e il
22/10/2012 per 2-2.
8-1 la gara più ricca di gol,
9 e successo della Juve,
era il 19 novembre 1933
40 le vittorie della Juve in
Serie A a Torino, le ultime 5 consecutive, l'ultima il 22/01/2018 per
1-0 con rete di D. Costa
al 16'.

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Accadde il...

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22 settembre 1957 di Ermanno Vittorio

Quella rimonta firmata Boniperti-Sivori-Charles
Juventus-Genoa 3-2
JUVENTUS:
Mattrel, Corradi, Garzena,
Emoli, Ferrario, Colombo,
Boniperti, Nicolè, Charles,
Sivori, Stivanello.
Allenatore: Brocic Ljubisa
GENOA:
Franci, Becattini, Monardi,
Viciani, Carlini, Delfino,
Abbadie, Dalmonte, Corso,
Leoni, Frignani.
Allenatore: Magli Renzo
Marcatori: 13° Corso, 14°
Becattini, 32° Boniperti, 73°
Sivori, 86° Charles
Note: Splendida giornata di
sole, spettatori 35.000

L

a rinnovata Juventus del
giovane Presidente Umberto Agnelli si presenta con
acquisti di tutto rilievo: sono
arrivati l’argentino Sivori ed
il gallese Charles, dal Padova
il giovane attaccante Bruno
Nicolè ed i ritorni da prestiti
di Mattrel, Boldi, Ferrario, Patrucco, Turchi. Le cessioni non
sono state da meno, soprattutto quella di Kurt Hamrin per
lasciare spazio ad un giocatore proveniente da altre Federazioni (all’epoca si potevano
schierare due “stranieri”).
Sono partiti molti giovani tra
cui Caroli, Aggradi, Antoniotti,
Conti, Donino, Robotti, Romano e Voltolina. La squadra sin
dalle prime uscite stagionali,
per merito dell’allenatore, lo
jugoslavo Brocic, dimostra di
avere un attacco in piena forma anche grazie al sacrificio
di Boniperti che si sposta sulla fascia destra per lasciare in
mezzo spazio e gioco all’estro
di Omar Sivori; all’ala sinistra
viene schierato Stivanello,
veloce ed incisivo, prezioso
soprattutto per i cross che
arrivano puntali per il centravanti Charles ed il giovane
Nicolè. La difesa è comunque
solida impostata sui centrali
Garzena e Ferrario mentre

Emoli e Colombo si occupano
di coprire il centrocampo ed
aiutare in fase difensiva. Si
tratta di una squadra che imposta gioco e regala spettacolo partita dopo partita anche
se dobbiamo ricordare in agosto il capitombolo a Bologna
dove i rossoblù in amichevole
infliggono un netto e rotondo
6-1 alla Juve con l’ala sinistra
bolognese Ezio Pascutti sugli
scudi per una quaterna che
in Emilia ancora ricordano.
La sfida del Comunale è attesa anche perché il Genoa
deve riscattare due sconfitte
iniziali che hanno portato polemica ed ansia. La partenza
rossoblu è fulminante, due
gol in un solo minuto: prima

ci pensa l’estroso uruguayano Abbadie con una azione
spettacolare a seminare il panico nella difesa bianconera
centrando basso in diagonale
verso la porta di Mattrel che
non riesce a bloccare il pallone che viene ribattuto in gol
dal giovane Antonio Corso.
Appena il tempo di riprendere il gioco ed il difensore
rossoblù Becattini dalla sua
metà campo scaglia un pallone verso la porta bianconera,
Mattrel abbagliato dal sole
calcola male la traiettoria del
pallone che rimbalza e lo supera beffandolo. Per Becattini
si tratta della prima segnatura in campionato, al Genoa
dalla stagione 1945/46, non
aveva mai segnato. La gioia

dei genoani è notevole ma non
conoscevano bene il trio delle
meraviglie Boniperti-CharlesSivori! La squadra bianconera cinge d’assedio il fortino
genoano che capitola intorno
alla mezz’ora, azione di Sivori che dribbla due avversari
e di precisione serve l’accorrente Boniperti che piazza un
preciso pallone in diagonale
battendo Franci. Nella ripresa spicca un azione di Stivanello al 23°: centra un pallone
che viene spizzicato di testa
da Charles, sembra gol ma il
pallone prende il palo e termina la sua corsa fuori dalla
porta. Il pareggio è comunque
nell’aria e giunge quasi alla
mezz’ora grazie ad Emoli che
serve Charles, colpo di testa
del gallese per l’accorrente Omar che da pochi passi
gonfia la rete portando così
i bianconeri in parità. Nella
fase finale il Genoa subisce le
folate offensive juventine che
vanno vicino al goal con un
forte tiro di Boniperti deviato
in angolo dal portiere Franci;
calcia dalla bandierina Boniperti che serve di precisione
Charles, il gallese svetta più
in alto di tutti e di testa colpisce con violenza e precisione
facendo terminare il pallone
nell’angolo non coperto da
Franci. Dopo pochi minuti
l’arbitro Menchini fischia la
fine ed il pubblico regala una
ovazione alla squadra che ha
saputo risolvere una partita
che sembrava compromessa
dopo soli 14 minuti. La stagione sarà trionfale per la
Juve: scudetto n° 10, prima
stella bianconera, 51 punti
in 34 partite, miglior attacco
del torneo con 77 gol, Charles
capo cannoniere del campionato con 28 reti, Charles e
Sivori segneranno insieme 50
gol. Per il Genoa sarà un campionato sofferto, comunque si
salverà con 30 punti: ottima
la stagione del “Bomber” Abbadie con 13 marcature.

È tutta scena

N

el corso degli anni, e maggiormente con l'avvento
dell'era Juventus Stadium, si è spesso sentita la
lamentela nostalgica contro uno sport pallonaro sempre più schiavo dei media che "riduceva" l'andare allo
stadio ad un semplice andare a teatro. Vuoi mettere la
bellezza dello stare in piedi, magari sotto la pioggia, a
cercare di intravedere un goal di Platini tra gli ombrelli
dei vicini? Gli esempi potrebbero proseguire a lungo
ma non si vuole fare qui la classifica di quale delle
due esperienze sia migliore. Se d'altronde vi trovate
a leggere questo pezzo con in mano 'JuveToro' in
fondo una scelta, almeno per questo fine settimana,
l'avete fatta. Lasciatemi però contestare quella strana
e assolutamente non dimostrata idea che chi vada allo
stadio non metta assolutamente piede in un teatro e
viceversa. Quasi ci fosse una inevitabile alternativa di
vita tra il dionisiaco dei gradoni di una partita di calcio
e l'apollineo distendere il deretano sul velluto di una
poltrona collocata in platea. Non avrebbe forse bisogno lo spettacolo di pallone di un po' di quella grazia
ed educazione che si respira a teatro? Non servirebbe
forse al pubblico teatrale quella vitalità e passione
sfrontata che anima i Colossei contemporanei così
come auspicava già Artaud? In un giornale dedicato al
calcio torinese, a Juve e Toro, questa neonata rubrica
vuole provare a percorrere il lato opposto della strada. Ad andare contromano. E a suggerire a voi lettori
che attendete il fischio di inizio la cronaca "tifosa"
delle partite "teatrali" in scena nella città di Torino. La
fortuna vuole che la "prima di campionato" sia già da
subito un big match scudetto. E per giunta un derby,
giocato tra le mura del Teatro Stabile di Torino. Un Arlecchino, allenato da mister Binasco (regista), di scena

al teatro Carignano, contro un Danny Boodman T.D.
Lemon Novecento guidato dalla coppia Allegri - Vacis.
Tutti e due gli spettacoli in scena fino al 28 ottobre: il
primo allo stadio (teatro) Carignano, il secondo allo
stadio (teatro) Gobetti. Si potrebbe quasi ipotizzare
un Juve contro Toro. La passione ed il cuore della
narrazione di Allegri (Eugenio, l'attore...) che porta
in scena, come capita oramai ininterrottamente negli
ultimi 14 anni, il testo di Baricco sul viaggio in transatlantico più famoso degli ultimi anni. Una figura quella
di Novecento che ci accompagna in un percorso capace di far rivivere le emozioni che un tifoso granata
sentirebbe al suono delle parole Meroni..., 1977...,
Mondonico..., Superga... Dall'altra parte un Arlecchino
servitore di due padroni che rappresenta teatralmente, per ogni regista e per ogni attore, la sfida juventina
alla Champions. Una sfida che risulta banale provare
a vincere con le foto ricordo delle edizioni passate ovvero adoperando le maschere della tradizione di Goldoni. Una sfida ancora più affascinante perché giocata
sulla realtà moderna e che uno dei migliori "allenatori
teatrali" come Binasco affronta juventinamente con
due Ronaldo della scena come Balasso e Di Mauro.
Novecento e Arlecchino. Toro e Juve. Semplicemente
un teatro capace di offrire sensazioni uniche, a modo
loro, come quelle di uno stadio. Andremo a vederli
per voi. Ve li racconteremo la settimana prossima. Sarebbe bello poterci ritrovare accanto, come capita sui
seggiolini dello stadio, anche sulle poltrone del teatro.
Che sia calcio o che sia scena comunque sempre con
una grande passione.
Don Moreno Filipetto

News Teatro
■ 'Donka-Una lettera a Chechov' al Colosseo
Si apre con la Compagnia Finzi Pasca la stagione
del Teatro Colosseo di Torino. Il 20-21 ottobre va
in scena «Donka-Una lettera a Chechov». Un cast
internazionale di abili interpreti, clown decadenti,
musici, danzatori e acrobati animerà la scena, mentre le musiche composte da Maria Bonzanigo si
stenderanno come un tappeto sonoro, richiamando le atmosfere della lontana Russia.
■ Al Gioiello il I° 'Festival Gipo'
A Gipo Farassino, autentico «Zingaro di Barriera»,
Torino Spettacoli, nell'ambito del cartellone «Piemonte in Scena», ha dedicato al grande chansonnier torinese, dal 18 al 21 ottobre al Teatro Gioiello,
un ricordo ed un tributo. Ideatore e patron della

manifestazione, Gian Mesturino, che insieme agli
amici di Gipo ed alla figlia, Valentina Farassino, ha
voluto fortemente questo Festival.
■ Al Gobetti 'Novecento' di Baricco
Al Teatro Gobetti di Torino, fino al 28 ottobre, va in
scena «Novecento» di Alessandro Baricco, con Eugenio Allegri e la regia di Gabriele Vacis. Allegri ridà
nuovamente vita al suo personaggio più emozionante, il musicista jazz che dal Virginian, il grande
transatlantico dal quale non scende mai, riesce a
cogliere l’anima del mondo. Collaudata dal tempo
e dalle repliche, la vicenda leggendaria del grande
pianista jazz, che vive in simbiosi con il piroscafo sul
quale è cresciuto.
Paolo Rachetto

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Nuovo Dacia Duster. Consumi (ciclo misto): 6,5 l/100 km nei valori massimi. Emissioni di CO 2 : 149 g/km nei valori massimi. Consumi ed emissioni omologati secondo la normativa
vigente. Foto non rappresentativa del prodotto.
*Prezzo riferito a Nuovo Dacia Duster Access 1.6 115 CV, chiavi in mano, IVA inclusa, IPT e contributo PFU esclusi. È una nostra offerta valida fino al 30/09/2018.

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