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JuveToro n. 5 Juventus Manchester bassa .pdf



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amcsrls@yahoo.it
GIORNALE DEDICATO AI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno ix - N. 5 - 7 NOVEMBRE 2018 - Copia omaggio
Analisi/Punto

Squadra Ospite

Numeri e Statistiche

La Polemica

Ultimo 'sforzo'per la qualificazione
tra il 'sentimento popolare'
dell'Italia tribale

'Mou' svuotato di
energie mentali. Ma occhio
ai colpi di coda...

Champions League:
il mondo preferito da CR7.
Numeri-record per il portoghese

L’ingloriosa fine di 'Report',
un tempo programma-cult
della Rai

a pag.

2

a pag.

4

a pag.

6-8

a pag.

10

JUVE, L'EUROPA IN TESTA
JUVENTUS-MANCHESTER UNITED | MERCOLEDÌ 7 NOVEMBRE ORE 21

NELLA QUARTA GIORNATA DEL GIRONE ELIMINATORIO I BIANCONERI AFFRONTANO
NUOVAMENTE I 'RED DEVILS' DOPO AVER SBANCATO ALL'ANDATA L'OLD TRAFFORD.
IN CASO DI VITTORIA GLI UOMINI DI ALLEGRI OTTERREBBERO IL PRIMO POSTO ARITMETICO

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L'Analisi

Il 'sentimento popolare' dell'Italia tribale

S

e si riportasse il gioco
più bello del mondo e
quello che lo riguarda
esclusivamente
all'unico,
autentico ambito per cui ci
si appassiona veramente
ad esso, ergo, il campo, per
quanto piccolo fosse il contributo, il mondo o comunque quella parte del pianeta
in cui è assurto a religione,
sarebbe un posto migliore.
Purtroppo, l'attuale narrazione calcistica è cavalcata da una pletora di gente,
leggasi giornalistucoli, opinionisti e affini, senz'arte
né parte che, per interessi
particolari, hanno deliberatamente ripudiato i fondamenti ai quali dovrebbe
attenersi chi, a qualunque
titolo, si rivolge ad un pubblico, cioè: separare i fatti
dalle opinioni ed avvalorare
le stesse con competenza,
onestà intellettuale, equilibrio e serenità nei giudizi;
valori ormai considerati
obsoleti e poco prodromici
alla creazione di un consenso facile e, proprio per questo, d'accatto. La costruzione di teoremi abborracciati

a senso unico e volti a dimostrare un'idea precostituita
ignorando volutamente fatti
già accertati, al solo scopo
di indirizzare il “sentimento
popolare” con sensazionalismi di seconda mano non
è giornalismo d'inchiesta,
ma spazzatura tardo inquisitoria che, oltre ad essere
priva di qualsivoglia connotazione sportiva, serve solo
ad avvelenare un clima già
ricco di miasmi venefici, la
cui deriva è estremamente pericolosa. L'aberrante
disinvoltura con cui viene
praticato un doppiopesismo
insopportabile è diventata
una ripugnante normalità.
Sabato scorso, a seguito di
un gol dell'Inter in evidentissimo offside, su Sky, non
propriamente un'emittente
condominiale, il commento
è stato: "È fuorigioco ma
non è importante, il gol sarebbe arrivato comunque".
E se la protagonista fosse
stata Madama? Campionato falsato, la Juve “rubba”,
la 'ndrangheta colpisce ancora... Allucinante. Grottesco che ciò avvenga nel più

alto disprezzo delle evidenze, non ultima quella di un
calcio di rigore, per regolamento ineccepibile, di cui la
Juve ha goduto ad Empoli
e che il circo mediatico ha
classificato come “aiutino”.
Già, il regolamento, questo sconosciuto ad assetto
variabile perfino per molti
addetti ai lavori. Far passare la Juve per l'Impero del
male è molto più comodo
e conveniente che spiegare
l'inferiorità dell'italica concorrenza. Del resto, un contesto sociale intriso di corruzione, volgarità, ignoranza,
rabbia, invidia e desiderio
di delegittimare e sporcare
qualunque cosa si elevi dalla fanghiglia maleodorante
sulla quale poggia, traballante, questa Italia cafona e
tribale, rappresenta il brodo primordiale nel quale
una massa critica di porci
senz'ali sguazza, grufolando compiaciuta per la risonanza, remunerata o meno
non importa, delle proprie
deiezioni mentali. Oltretutto, ma guai a farlo notare,
questo sistema “Juve” funziona anche decisamente
male. Viceversa il Napoli
non avrebbe vinto a Torino
la scorsa stagione e Džeko,
nello scorso turno, avrebbe
goduto, al San Paolo, di un
penalty affatto inesistente,
ma la Juve “rubba”. Pensare che il popolino, anche
quello che considera la Juve
antipatica perché vince meritatamente tanto, desideri
davvero quello che gli viene
propinato, potrebbe essere
intellettualmente scorretto,
ma il dubbio che non sia
così sta crescendo più in
fretta della diffusione delle

Il Punto

Ultimo 'sforzo' per la qualificazione agli ottavi
“Chi ben comincia è a metà
dell'opera” dice il proverbio.
Esempio: 3 vittorie della Juve
in Champions League e qualificazione largamente prenotata.
Ebbene, in una situazione così
vantaggiosa, si può guardare
all'infermeria che si sta riempiendo con una buona dose di
serenità. Non che faccia piacere, ma un momento come l'attuale è gestibile. Il calendario
di coppa prevede la gara interna con il Manchester United,
battuto con un'autorità ben
superiore al solo gol di vantaggio all'Old Trafford. Dopo una
prestazione positiva, anche se
non priva di sbavature ed imperfezioni, col Cagliari e che
in serie A mantiene la truppa
bianconera a debita distanza
dalle inseguitrici, ci si rituffa in
quella che è la competizione
che da quest'anno non riveste
le sembianze di un sogno ma
di un vero obbiettivo. I 5 punti di margine nei confronti dei
Reds possono dare alla Juve il
viatico per gli ottavi e se il Valencia non dovesse superare lo
Young Boys sarebbe passaggio
pressoché matematico, anche
con una sconfitta. Ecco spiegato il proverbio citato. Torniamo
all'infermeria. Mandzukic è alle
prese con una caviglia che non
vuole smettere di dolere. Douglas Costa sente male all'inguine, Matuidi e Pjanic sono usciti
dall'incontro di campionato
piuttosto acciaccati, anche se

criptovalute. Poiché tutta la
ragione d'essere dell'antijuventinismo militante si regge sulla disperata ricerca di
una legittimazione, che per
assurdo gli proviene dagli
juventini stessi, esiste una
sola maniera per cercare di

recuperabili. Bernardeschi è
reduce da un affaticamento
muscolare e capitan Chiellini non dà affidamento totale.
Un bel lazzaretto. Per fortuna,
o per i risultati già messi in
cassaforte, non si va verso una
partita da dentro o fuori. Se si
aggiunge la lungo degenza di
Khedira e di Emre Can, siamo
di fronte ad un intero centrocampo inservibile ed una
difesa che soffre defezioni importanti. L'attacco si aggrappa
alla buona forma di Dybala ed
all'extraterrestre CR7. Ovviamente, come ormai ci ha abituato Allegri, il Mister non fa
una piega, convinto che 11 in
campo andranno. Senza scuse
ed alibi. Si conta su un Bentancur in crescita, sulla spumeggiante Cuadrado migliorato
tatticamente e sulla verve di
Cancelo, autentico 'crac' di

porre fine a questo circolo
vizioso e perverso e consiste
nello smettere di foraggiare
la produzione di escrementi
mediatici; nell'emancipazione da mangiatoie colme
di avanzi, peraltro già ruminati; nel tagliare i viveri

mercato. Non manca la curiosità di rivedere allo Stadium il
dinoccolato passo di Pogba, in
quella che potrebbe tornare ad
essere casa sua. Un Paul unico
vero pericolo all'andata, con
quel palo colpito a Szczesny
battuto. Tutto il Manchester
deve centrare la gara perfetta se vuole rimanere in corsa,
come è naturale che predichi
Mourinho. Qualche vittoria recente in Premier ha allentato
su di lui la morsa della critica,
ma un rovescio rimpolperebbe
la fila dei suoi detrattori. Juve
sul velluto, ma con cerotti diffusi e United senza possibilità
di errori: questa la sostanza
della vigilia. Al risuonare però
della solita musichetta, ogni
preambolo verrà cacciato a
bordo campo, insieme ai calcoli. Come è giusto che sia.
Marco Sanfelici

ai verminai di ogni dove, e
la dura legge del mercato
farà giustizia. Viceversa,
ogni lamentela lascerebbe,
ahimè, il tempo che trova.
Augh.
Ezio Maletto

4

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Squadra Ospite

'Mou' svuotato di energie mentali. Ma occhio ai colpi di coda...
P

rimi o secondi nel girone? Per Mourinho
non fa differenza anche perché essendo lui da
tempo un grande lettore di
Esopo ha fatto propria la
favola della Volpe e l’Uva.
Lo United però difficilmente potrà puntare al primo
posto e perdendo a Torino
metterebbe a repentaglio
il secondo andandosela a
giocare probabilmente nella sfida finale di Valencia
(0-0 all’andata). Il tecnico
portoghese da sempre professa alcune sue peculiari
teorie-Champions,
come
quella che sia meglio dagli ottavi in poi giocare il

(come fece ai tempi nerazzurri il compatriota Villas
Boas) dopo ben 17 anni di
collaborazione,
qualcosa
nel suo staff tecnico deve
essersi rotto. Nonostante
un’astinenza come vincitori
della Premier che dura dal
2013 i Red Devils vantano
una vittoria nella Coppa
d’Inghilterra nel 2016 e una
in Europa League, con lui al
comando, nel 2017. I conti
gli americani li sanno fare e
grazie proprio alla vittoria
in Europa dello scorso anno
da un po’ di tempo si trovano al primo posto fra i club
europei a livello di fatturato
con 676 MM Euro (sul po-

ritorno fuori casa e quindi
arrivare primi o secondi nei
gironi abbia importanza relativa. Mou pare comunque
imborghesitosi in eccesso
negli ultimi tempi nonostante l’esilio dorato garantito dalla famiglia Glazer, al
comando del club da 4 anni
(ma lui continua a vivere in
hotel e la sua famiglia risiede a Londra). Sembra svuotato di energie psichiche e
mentali ed in verità dopo
l’esperienza madrilena non
è stato più lui. Se a questo
aggiungiamo che alla fine
della scorsa stagione il fido
Rui Faria lo ha lasciato

dio il Real Madrid staccato
di soli 1,7 MM e Barça) oltre ad essere il club con il
maggior valore d’impresa
(3,2 Miliardi di Euro). Addirittura da più di 20 anni il
club vanta la media spettatori più alta di tutta la Premier: nell’ultima stagione
75 mila presenze nel Teatro dei Sogni. Sabato scorso a Bournemouth vittoria
all’ultimo respiro (Martial
e Rashford i marcatori) con
la squadra schierata con il
solito 4-3-3 ripetendo la difesa opposta ai bianconeri
nella partita d’andata ossia:
Young e Shaw come laterali

accompagnando i centrali
Smalling e Lindelöf. Fred
a centrocampo assieme ai
fissi ed inamovibili Pogba
e Matic mentre in avanti,
lasciato a riposo Lukaku si
è rivisto il cileno Sánchez
reduce da un infortunio,
aiutato sulle ali da Mata e
Martial. Lo Utd. nella prima
parte della gara ha visto i
sorci verdi dimostrando ancora una volta la sua fragilità, ammessa candidamente
dal proprio coach: “Sono un
allenatore fortunato, alla
fine del primo tempo potevamo essere in svantaggio
5-1 o 6-2 anziché pareggiare 1-1. Non mi spiego come
si sia potuto iniziare la partita così male. Con questa
mentalità i miei mi faranno
diventare i capelli ancora
più bianchi”. Quindi nessuna novità di rilievo per la
partita di Mercoledì a meno
che Mou non ne pensi una
delle sue, magari lanciando
a sorpresa titolare il belga
Fellaini o l’inglese Lingard,
lasciando in panca il potente Lukaku. Deluso dalla
campagna acquisti estiva (il
solo brasiliano Fred in entrata) pare che il portoghese abbia finalmente trovato,
almeno nelle ultime partite,
la quadratura del cerchio
in difesa (solo 1 rete subita in Champions), vero suo
cruccio iniziale (7 gol subiti
nelle prime 3 partite di Premier ed addirittura 19 in
totale in 11 incontri). Lukaku, comunque vada, rimane
il vero unico punto di riferimento in avanti anche se
l’esclusione di Sabato nonché quella contro l’Everton
parlano di una possibile incrinazione dei rapporti con
il proprio allenatore. Matic
è imprescindibile a centrocampo e di notevole importanza riveste il recupero del
laterale sinistro Shaw, che
ha appena riconquistato la

nazionale inglese. Spariti
dai radar e con poche presenze i vari Darmian (sola
una), Valencia, Herrera (subentrato sabato a Fred) e
l’ivoriano Bailly, sul quale
si puntava fortemente nel
momento del suo acquisto

dal Villarreal. Parlando di
sorprese potrebbe essere
proprio Martial (quinta rete
nelle ultime 4 presenze) a
rientrare nelle grazie del
portoghese per la partita
di Torino lasciando El Niño
Maravilla al centro dell’at-

tacco. Settimana cruciale
per i Red Devils, domenica
li aspetta il derby all’Etihad
contro i cugini del City ma
tutto passa dalla prestazione all’Allianz Stadium.
Carlo Bianchi

La crisi Real

Madrid, torna con i piedi per terra!
Chi l’avrebbe mai detto che
dopo soli 5 mesi dalla terza
vittoria consecutiva in Champions (la quarta in 5 anni) la
situazione nella Casa Blanca si sarebbe ingarbugliata a
tal punto. Un chiaroveggente
nonchè scommettitore incallito avrebbe risolto i problemi
della propria vita se ci avesse
investito qualche euro. Chi
pensava che il dominio blanco
fosse durato ancora a lungo
sbagliava, un concatenarsi di
eventi imprevedibili si sono
susseguiti in poco tempo
come uno tsunami che non
avvisa. Dapprima l’uscita di
scena di Zidane (ci aveva visto
lungo?), poi il ratto dell’allora
allenatore della Nazionale Spagnola, il basco Julen Lopetegui,
sottratto alla Roja a soli 3 giorni dall’inizio del Mondiale. Aggiungiamo l’addio di Ronaldo,
insoddisfatto del trattamento
riservatogli dal Presidente; la
sconfitta in Supercoppa d’Europa contro l’Atlético; l’altalenante rendimento nella Liga
(sesto posto), la sconfitta in
Champions contro il CSKA,
la manita rimediata al Camp
Nou ed il conseguente allontanamento di Lopetegui con
un comunicato stampa che la
dice lunga sui rapporti ormai
da tempo compromessi. La
frittata anzi la tortilla è fatta!
Non pensiate che l’avventura
di Santiago Solari in panchina
sia la panacea di tutti i mali: il
tempo assegnatogli dalle esigenti norme federali spagnole è di soli 15 giorni, passati i

quali o il club gli propone un
contratto da primo allenatore
oppure ritorna al suo Castilla, in 'Segunda B'. Veniamo ai
giocatori. Nel mirino dei tifosi
si trova la difesa tutta (eccezion fatta per Marcelo): da
Varane fino al capitano Sergio
Ramos. Il centrocampo non fa
più filtro, Kroos è l’ombra di se
stesso, Modric paga il glamour
da Pallone d’Oro Mondiale ed
idee di mercato estive. L’unico
che tiene su la baracca è Casemiro. Là davanti si boccheggia
(8 ore senza segnare non si
era mai visto da queste parti): l’assenza di un bomber da
50 gol a stagione si fa sentire.
Benzema, il gatto con il quale
era costretto Mourinho a fare
battute alla quaglia, è diventato un pacioso soriano davanti
ad un camino scoppiettante e
il gallese Bale (a quando le sue
prime parole in Spagnolo?) ha
raggranellato prestazioni sconcertanti. A nulla sono valsi i
tentativi di schierare Isco come
loro supporto sulla sinistra
(anche lui nella bufera) oltre a
Lucas Vázquez, Mariano, Marco Asensio dimenticando nella squadra filiale quel Vinicius
comprato a peso d’oro l’estate
scorsa ed al quale Lopetegui
mai ha dato fiducia (motivo
dei primi attriti interni). Ricordiamo inoltre che da 4 anni il
Madrid non fa mercato, il disavanzo fra entrate ed uscite è
quasi in pareggio mentre sia
Barça che Atlético vantano un
deficit fra le due voci di 400
MM. Qualcosa vorrà pur dire!

A cosa serve spendere 40 MM
per Courtois quando il portiere
titolare Keylor Navas ha sempre fatto il suo dovere? Perchè
sborsare 30 MM per il laterale
Odriozola quando poi non gli
si danno minuti? Come si può
pensare che l’uscita di CR7
non provochi ripercussioni nel
rendimento della squadra e
che si punti a Neymar sapendo
che mai si sarebbe mosso da
Parigi (chiedere info ad Antero
Henrique, dg dei francesi)? Sul
fronte allenatori siamo al ridicolo, dopo aver ricevuto l’estate scorsa il no dei vari Klopp,
Conte, Martínez, Pochettino,
Allegri ora la Casa Blanca cerca
il sostituto di Zidane a stagione
in corso ben coscienti che un
allenatore di un certo calibro
(e retribuzione) mai prenderebbe una squadra che lui non
ha nè pensato nè voluto. Si
dice che ci vorrebbe un tecnico
con la mano dura (saremmo al
quindicesimo allenatore nei
15 anni dell’era Florentino):
Ancelotti non lo era e lo si è
mandato via, Mourinho lo era
e se ne è andato sbattendo
la porta dopo 3 anni di sofferenze, Benitez lo si è voluto
proprio per questo motivo ma
poi si sono ascoltati i giocatori
che gli si sono rivoltati contro.
Madrid, fai autocritica che non
tutto è perduto, basta tornare
con i piedi per terra (anche se
per voi è molto difficile). Non
consideratevi invincibili: nel
calcio “di doman non c’è certezza”.
(car.bia.)

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Numeri e Statistiche

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di Massimo Fiandrino

Champions League, il mondo preferito da CR7
Numeri da capogiro per l'attaccante portoghese, alla caccia del record di Gento

D

a avversario dei bianconeri il 'mantra' di
Cristiano
Ronaldo
era
quello di essere devastante
contro la “Vecchia Signora” del calcio italiano, alla
quale ha realizzato 10 reti
in 7 sfide in Champions League (e 4 gol in 3 partite
allo Stadium). Il primo gol
il 5/11/2013 in Juve-Real
Madrid 2-2, il secondo il
5/5/2015 (vittoria bianconera per 2-1) e infine la
doppietta del 3 aprile 2018,
quando l'incredibile rovesciata fu preceduta da un
colpo di esterno destro imprendibile. Inoltre a questo poker di realizzazioni
vanno aggiunti due assist.
Il debutto europeo di Cristiano sotto la Mole, in maglia bianconera, sarà proprio contro una parte del
suo grande passato, quel
Manchester United che lo
ha visto diventare fuoriclasse. Affronta il suo 'nemico' Jose' Mourinho, 'odio
e amore' nel triennio 20102013 trascorso con l'istrionico mister al Real. Ma il
grande obiettivo della Juve
in questa stagione è alzare al cielo la 'Coppa dalle
grandi orecchie': sono passati ben 22 anni dall'ultimo
trofeo vinto dai torinesi
nello stadio Olimpico di
Roma. In una squadra che
ha raggiunto 2 finali nelle
ultime 4 edizioni, mancava
qualcosa per raggiungere
l'obbiettivo e l'operazione
Agnelli–Paratici è andata
in questo direzione, portando a Torino il 'Campione' della Champions, il

giocatore che più di ogni
altro sente sua questa competizione. Il portoghese ha
realizzato la bellezza di
121 gol (record). Incredibile ma vero solo 19 squadre
hanno segnato più di lui in
Europa nel periodo che va
dal 2002 a oggi e CR7 detiene anche il record di gol
in una sola edizione: 17 nel

riuscì a vincere 6 volte la
manifestazione
internazionale più importante per
club. La Juve, nelle prime
3 uscite in questa edizione
2018/19, è stata 'devastante': 3 vittorie, punteggio
pieno e senza subire gol.
Non succedeva da 14 anni,
con Fabio Capello nel 2004.
Il 7 novembre si accendono
i riflettori allo Stadium, è
arrivato il momento di Cristiano: la Juve ha bisogno
della sua esperienza ma
soprattutto dei suoi gol per
salire sul tetto d'Europa e
riportare finalmente il trofeo a Torino.
NUMERI DA CAPOGIRO
121 i gol di CR7 in Champions in 159 partite
giocate (media 0,76
gol a gara, compreso
un gol nei preliminari). Record assoluto di
Gol in Coppa Campioni/Champions. Inoltre

primo gol in Champions il 9 agosto 2005,
con la maglia del Manchester contro gli ungheresi del Debrecen,
nei preliminari. CR7
contro il Valencia ha
subito la prima espulsione Champions.
17 CR7 nel 2014, segnando 17 reti, ha tolto ad
Altafini il record di
reti in una sola edizione, che resisteva dal
1963, portandolo da 14
a 17. 0,77 la media gol
a gara in Champions di
Cristiano Ronaldo, media altissima ma due
giocatori anche giocando meno hanno fatto meglio: Gerd Muller
0,97 e Altafini 0,86 gol
a partita.
7 Ha vinto 7 classifiche
cannonieri in Champions
League,
nel
2007/08 e poi ininterrottamente nelle ultime 6 edizioni.
15 i gol di CR7 nella
Champions 2017/18 in
12 gare. In totale ha
realizzato 10 gol alla
Juventus sua “vittima
preferita” (in 7 sfide
contro i Bianconeri),
poi il Bayern Monaco 9
(in 8 gare) e 7 a Schalke (4 gare), Ajax (5
gare) e Borussia Dortmund (9 gare). Unico
giocatore che riesce a
segnare almeno 10 gol
nelle ultime 6 edizioni
della Champions (compresa questa). Per CR7
17 gol contro le squadre italiane in Coppa.

2013/14 (ha superato un record che durava dal 1963),
è andato a segno per 11
gare consecutive, impresa
mai vista prima e da 6 stagioni consecutive è il Re del
gol in Champions. Infine ha
vinto 5 volte questo trofeo,
una volta con il Manchester
United nel 2008 e 4 con il
Real Madrid (2014, 2016,
2017 e 2018), gli manca solo
una vittoria per eguagliare
lo spagnolo Gento che con
il Real negli anni '50 e '60

ha realizzato 123 gol
in Europa, calcolando
anche la Supercoppa
Europea. Come ha segnato: 57 gol di destro,
20 di testa (record per
la manifestazione), 17
gol di sinistro, 12 reti
su punizione e 15 su
calcio di rigore.
1 CR7 unico giocatore
a segnare in tutte le 6
partite della fase a Girone 2017/2018. Il suo

11 CR7 ha segnato per 11
gare di fila, record assoluto (dalla finale di
Champions 2017 contro la Juventus, al rigore contro i Bianconeri
al Bernabeu nel 2018);
ha superarto Van Nistelrooy (dal 2002 al
2003) che segnò per 9
match di fila.
121 i gol di CR7 in Champions, record assoluto
e addirittura 105 gol
in 101 gare con il Real
Madrid in questa ma-

nifestazione. Per CR7
20 gol di testa nella
sua storia in Champions, nessuno ha fatto
meglio. CR7 ha segnato 33 gol in Champions
con Zidane in panchina.
3 CR7 è l’unico giocatore andato a segno in 3
finali Champions e ha
realizzato 4 gol in queste partite valide per le
finalissime.
60 le reti realizzate da
CR7 nelle fasi a eliminazione diretta della
Champions, record, di
queste 41 dai Quarti di
finale in poi. Per CR7
60 gol nella partite dei
Gironi di Champions
League e 1 nei preliminari. Curiosità: ha segnato 17 gol in Champions dal '85 in poi,
altro primato.
80 ha realizzato gol in
80 partite nelle Coppe
Europee con 66 vittorie, 7 pareggi e 7 ko.
In queste 80 partite
nelle quali ha segnato
troviamo 1 Quaterna,
6 Triplette, 28 doppiette e 45 marcature
singole. Può diventare

il secondo giocatore a
vincere la Champions
con tre maglie diverse. In questa impresa
è già riuscito Clarence
Seedor con Ajax, Real
Madrid e Milan (4 in
tutto).
VITTORIE CL: CACCIA
AL RECORD DI GENTO
6 Francisco GENTO
(Real M.)
5 Juan Alonso ADELARPE
(Real M.)
5 A lfredo DI STEFANO
(Real M.)
5 Rafael LESMES
(Real M.)
5 M ARQUITOS
(Real M.)
5 Hector RIAL
(Real M.)
5 Juan SANSISTEBAN
(Real M.)
5 Josè Maria ZARRAGA
(Real M.)
5 A lessandro COSTACURTA (Milan)
5 Paolo MALDINI
(Milan)
5 Cristiano RONALDO
(Manchester 1; Real 4)

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Numeri e Statistiche

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di Massimo Fiandrino

Juve, a punteggio pieno come Capello nel 2004
3 SU 3 INIZIALI, NON
ACCADEVA DAL 2004
3 la Juventus ha vinto le
prime 3 gare iniziali del
Girone di questa Champions (Valencia 2-0,
Young Boys 3-0 e Manchester Utd 1-0). Non accadeva dal 2004/2005,
allora con Fabio Capello
5 vittorie nelle prime 5
gare del Girone e tutte
per 1-0.
SFIDA NUMERO 50
CONTRO INGLESI
49 le sfide continentali della
Juventus contro le squadre inglesi nelle Coppe
Europee, la tradizione è
per i Bianconeri con 20
vittorie, 14 pareggi e 15
sconfitte. Del Piero è il
bomber contro i club di
oltremanica: 5 reti.
PAULO E MARIO BOMBER
ATTUALI EUROPEI
Ecco

i

bomber

europei

della Juve, comanda Del
Piero con ampio margine,
tra quelli attuali Dybala è
davanti a Mandzukic: 44
Del Piero, 28 Trezeguet, 17
Inzaghi F, Platini, 12 Nedved, 11 Rossi P., 10 Dybala,
Higuain, 9 Amoruso, Mandzukic, Vidal.
I NUMERI DI PAULO
10 i gol di Dybala in 28 partite con il Juventus in
Champions League
4 i gol realizzati da Dybala
nelle sue ultime due apparizioni in Champions,
tripletta con gli Svizzeri
dello Young Boys e il golvittoria a Manchester.
L'argentino aveva realizzato 4 gol in 11 partite
nella sua precedente edizione record del 2016/17.
Nella scorsa edizione
solo un gol in 8 partite,
compresa
l'espulsione
nella gara a Torino con il
Real Madrid.

EQUILIBRIO TRA JUVE E
MAN. UTD.
13 le sfide totali tra torinesi
e inglesi. Bilancio abbastanza equlibirato con
6 vittorie bianconere,
2 pari e 5 vittorie per i
red devils. In Champions
League 9 sfide giocate e
assoluto equilibrio: 4 vittorie a testa e un pari.
Uefa 76/77 (Sedicesimi)
Man Utd-Juve 1-0
(Hill al 32')
Juve-Man Utd 3-0
(Boninsegna 29' e 63', Benetti 85')
C. Coppe 83/84 (Semif.)
Man Utd-Juve 1-1
(aut. Hogg 14', Davies 35')
Juve-Man Utd 2-1
(Boniek 13', Whiteside 70',
Rossi 90')
C.L. 96/97 (Girone)
Juve-Man Utd 1-0
(Boksic 34')
Man Utd-Juve 0-1
(Del Piero 35' rig.)

Quando il calcio fa beneficenza. Quando, soprattutto i tifosi, fanno beneficenza.
Qui sotto la locandina della raccolta fondi organizzata dall'Associazione 'Quelli di... via Filadelfia'.
Se potete, date anche voi un contributo per una giusta causa. Per altre info: www.quellidiviafiladelfia.org

C.L. 97/98 (Girone)
Man Utd-Juve 3-2
(Del Piero 1', Sheringham
37', Scholes 69', Giggs 89',
Zidane 91')
Juve-Man Utd 1-0
(Inzaghi 83')
C. L. 98/99 (Semifinali)
Man Utd-Juve 1-1
(Conte 25', Giggs 92')
Juve-Man Utd 2-3
(Inzaghi 6'e 11', Keane 24',
Yorke 35', Cole 84')
C.L. 02/03 (Gironi)
Man Utd-Juve 2-1
(Brown 4', Van Nistelrooy
85', Nedved 92')
Juve-Man Utd 0-3
(Giggs 15' e 41', Van Nistelrooy 63')
C.L. 18/19 (Gironi)
Man Utd-Juve 0-1
(Dybala 17')
CURIOSITÀ 'RED DEVILS'
1 Matteo Darmian è il primo è l'unico giocatore
italiano che ha conquistato l'Europa League
(nel 2017 con il Manchester Utd). L'ultimo ai
tempi della vecchia Coppa Uefa era stato Enzo
Maresca nel 2007, con
il Siviglia. Invece una
squadra italiana non
trionfa in questa manifestazione dal 1999, il
Parma di Malesani con
Gigi Buffon in porta.
2 Sono due le doppiette per
Jose' Mourinho, l'unico
allenatore ad aver vinto la Champions League
(con il Porto e l'Inter) e
l'EuropaLeague/Coppa
Uefa (Manchester United e Porto).
5 i club vincitori delle 3
Coppe Europee, il Manchester United nel 2017
vincendo l'Europa League ha raggiunto questo
primato
eguagliando
Juventus, Ajax, Bayern
Monaco e Chelsea. C'è
anche il Barcellona se si
considera la Coppa delle
Fiere.

18 anni e 117 giorni è il record di gol giovane di un
giocatore del Manchester Utd in Europa, stabilito il 25 febbraio 2017
da Marcus Rashford
nella doppietta contro il
Midtijlland.
17 le qualificazioni del
Manchester United alla
fase a eliminazione diretta in Champions League su 21 partecipazioni.
PALMARES
20 Titoli d'Inghilterra
12 Coppe d'Inghilterra
5 Coppe di Lega Inglese
21 Comunity Shield
Trofei Internazionali
3 Coppe Campioni/Champions
1 Coppa delle Coppe
1 Coppa Uefa/Europa
League
1 Supercoppa Europea
1 Coppa del Mondo club
I 25 TROFEI DI MOU
25 i titoli vinti da Mourinho in carriera, nella
stagione 2016/2017 ha
vinto tre coppe con il
Manchester Utd (Coppa di Lega, Community
Shield ed EuropaLeague) e grazie alla vittoria dell'Europa League
partecipa di diritto ai
Gironi della Champions
2017/2018. Il suo primo
trofeo Europeo la Coppa
Uefa nel 2003.
PORTO 6: 1 Champions,
1 Uefa, 2 Campionati, 1
Coppa Portogallo, 1 Supercoppa Portogallo
CHELSEA 8: 3 Campionati, 1 Coppa d'Inghilterra, 3 Coppa Lega, 1
Supercoppa d'Inghilterra
INTER 5: 1 Champions,
2 Campionati, 1 Coppa
Italia, 1 Supercoppa Italiana
REAL MADRID 3: 1
Campionato, 1 Coppa di
Spagna, 1 Supercoppa
di Spagna

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Carlo Bianchi
Antonio Catapano
Alessandro Costa
Don Moreno Filipetto
Massimo Fiandrino
Paolo Rachetto
Ermanno Vittorio
Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
amcsrls@yahoo.it
Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa - Tel. 011 0201860

Servizi fotografici
Salvatore Giglio, Manuela Viganti
Editore
AMC - Art Media Communication
Direttore Editoriale
Gianni Castaldo
amcsrls@yahoo.it
Pubblicità
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Stampa
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Distribuzione gratuita agli ingressi esterni
degli stadi torinesi, eventi e canali commerciali
Autorizzazione Trib. di Torino n. 30 del 27/11/2015.
Tutti i diritti riservati
Responsabile del trattamento dei dati personali: Gianni Castaldo

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 18 DI LUNEDÌ 5 NOVEMBRE 2018

MAN. UNITED 3: 1 Europa League, 1 Coppa
di Lega, 1 Supercoppa
d'Inghilterra
MOU VS. JUVE:
3 VITTORIE SU 6, 1 PARI
22/11/2008
INTER-Juve 1-0
(Muntari)
18/04/2009
Juve-INTER 1-1
(Balotelli, Grygera)
05/12/2009
Juve-INTER 2-1
(Chiellini, Eto'o, Marchisio)
16/04/2010
INTER-Juve 2-0
(Maicon, Eto'o - C.ITA)
28/01/2010
INTER-Juve 2-1
(Diego, Lucio, Balotelli)
23/10/2018
MAN. UTD- Juve 0-1
(Dybala - C.L.)
OLTRE A POGBA E
RONALDO ALTRI GRANDI
EX NELL’INCROCIO
CON LE ITALIANE
Edison CAVANI incontra il
Napoli con il PSG. L’Uruguaiano con la maglia dei partenopei ha realizzato 104
gol in 138 gare in 3 stagioni
(meglio di lui solo Hamsik,
Maradona e Sallustro). Ha
vinto una classifica marcatori nel 2012/2013 con 29
reti e una Coppa Italia nel
2011/2012 (battendo in Finale la Juventus di Antonio
Conte che arrivava imbattuta a quel match). Ha iniziato la sua sesta stagione
al PSG, compagno di squadra del Trio-Meraviglie con
Mbappe’ e Neymar, senza
dimenticare Gigi Buffon e
Marco Verratti. Cavani con
la maglia del Palermo ha affrontato 5 volte gli Azzurri
e ha un’ottima tradizione
con 3 vittorie, 1 pareggio
e 1 sconfitta e una rete nel
2009.
COUTINHO sfida l’Inter con
la maglia del Barcellona.
L’Inter lo cedette nel 2013
al Liverpool per 10 milioni
(piu’ 3 di bonus) al Liverpool. I Reds nel gennaio 2018
lo hanno rivenduto al Barcellona per 160 milioni. In
neroazzurro il brasiliano
ha realizzato 5 reti in 47
partite.
RAFINHA un altro ex rientrato al Barcellona per fine
prestito affrontera’ i neroazzurri dove ha dato un
buon contributo la scorsa
stagione: 2 reti in 17 match.
Altri ex: ICARDI e KEITA
che hanno militato nella
cantera del Barca ma non
hanno mai esordito in prima squadra. Nessun ex in
CSKA Mosca-ROMA.

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La Polemica

L’ingloriosa fine di 'Report', un tempo programma-cult
D

a molti anni su Rai3
va in onda un apprezzabile programma chiamato “Report”, una
sorta di scatola giornalistica contenente inchieste di
approfondimento su vari
temi. Nelle scorse settimane è andata in onda un’inchiesta sulla tifoseria della
Juventus e i rapporti con
la mafia, la quale avrebbe
messo le mani sul profitto del bagarinaggio. Ora è
arrivato il momento di parlarne con il giusto senso
critico e il dovuto distacco.
In sostanza si è costruito
il lungo servizio pescando
in modo molto disinvolto
e scoordinato dai dati già
conosciuti
dell’inchiesta
“Alto Piemonte”, portata
avanti dalla Procura di Torino, il cui relativo processo si è concluso da diverso
tempo. A questo sono state
aggiunte interviste e ricostruzioni. Nonostante già
a suo tempo nessun tesserato o dirigente della Juventus, è bene ricordarlo,
fu coinvolto nell'indagine
della procura, “Report” ha
cercato di ricostruire nuovamente i fatti. Il risultato
ottenuto è abbastanza inquietante, e non per i contenuti, bensì per il modus
operandi utilizzato. Mai
il giornalismo investigativo è stato più distante dal
programma fino ad oggi,
perché si è cercato di sottolineare ed evidenziare

solo il lato più pruriginoso della vicenda, e non si è
guardato con attenzione il
complessivo. Forse l’uscita
volontaria nel 2016 della
nota giornalista Milena
Gabanelli, volto noto e apprezzato dagli spettatori,
ha penalizzato il programma e la sua qualità. Peccato. Veniamo ad un piccolo
elenco degli innumerevoli
tarli presenti nel programma. Tanto per cominciare,
la lettura interpretativa
che si è data alle singole
intercettazioni è del tutto
fuorviante e scollegata dalla realtà, e questo non perché nella curva della Juve
sia tutto limpido e cristallino, ma perché bisogna conoscere bene i dettagli e le
situazioni per capire cosa
è avvenuto. L’uso dell’audio delle intercettazioni,
(di cui alcune sicuramente tristi e drammatiche, e
dunque, conseguentemente, anche di forte presa
emotiva sul pubblico), è
ottimo per dare un colpo
verso l’alto all’audience del
programma, ma per fare
luce sul buio serve ben altro. Le forzature interpretative utilizzate infatti non
si contano. Veniamo alle
interviste. La moglie del
povero Bucci, che ha voluto
farsi intervistare, di fatto
ha confermato solo che in
qualche modo la tifoseria
cercava di trattare sull’ingresso di alcuni striscioni

Sigfrido Ranucci

all’interno dello Stadium.
La vicenda dello striscione
canaglia su Superga non
c’è in nessuna telefonata
(in realtà c’è il contrario),
ed è stato già appurato che
è stato portato all’interno
di nascosto da tifosi, rei
confessi davanti alle forze
dell’ordine. Questo è un
fatto che si può contestare, certo, ma ci vogliono
prove e non deduzioni da
bar sport. Riguardo alle interviste fatte ad altri personaggi del mondo ultras
bianconero, vale la pena
ricordare che tra questi ci
sono anche dei condannati
e qualcuno anche con ulteriori procedure ancora in
corso. L’affidabilità di costoro quindi è tutta da verificare. Facciamo un piccolo esempio di fantasia.
Se io sono stato già condannato per traffico internazionale di stupefacenti
e ora spero nell’appello,

e magari una delle buone
armi a disposizione degli
inquirenti è il mio tenore
di vita esagerato, da cui
sorgerebbe la spontanea
domanda “e allora dove
hai preso i soldi?”, io potrei
avere interesse a dire che
oltre ad essere benestante
di famiglia faccio del lecito
e succulento bagarinaggio
(ricordiamo che in Italia
il bagarinaggio non è un
illecito e non è perseguibile). Il programma tv verrà
visto da tante persone suppongo, magari anche da
chi mi giudicherà e da chi
mi accusa... Mi fermo qui
per pietà. Insomma, dopo
la visione del programma
si ha la sensazione netta
che la Juve collabori indirettamente con la Ndrangheta, cosa che è stata
esclusa dalla magistratura
vera, e non dal primo giornalaio che passa. Cosa rimane, quindi? Tante cose.
La prima è che Report ha
realizzato un prodotto gravemente insufficiente per
qualunque seria deduzione
sui fatti. Una figuraccia.
Ha fatto buon audience
e stop. Servizio pubblico
pari a zero. Ma c’è anche
un discreto autogol, nel
senso che viene il dubbio
legittimo che anche la qualità di tutti gli altri servizi
proposti su altri argomenti
sia scadente - se le mani
che lavorano sono sempre
quelle - e il non renderse-

ne conto dipende solo da
quanto il singolo spettatore
è preparato in una precisa
materia. A queste condizioni Report è defunto a
tutti gli effetti. Rimane una
figuraccia della Juve, che
pur avendo l’obbligo sancito dall’Uefa di occuparsi
della tifoseria, anche quella più calda, ha pasticciato
per l'entrata di specifico
materiale da parte degli ultras a mezzo di un suo dirigente. Ma la dirigenza di
questa Juventus è abituata
– in certi ambiti - alle figuracce, quindi non c’è da
rimanere sorpresi. Rimane
un morto, su cui poco si è
davvero capito, visto che
era un informatore dei Servizi Segreti, collaborava
con la Juventus e con le forze dell’ordine. Aspettiamo
che qualcuno faccia luce
sul perché quest'uomo,
dal ruolo operativo molto
delicato, è stato lasciato
solo sul più bello. E perché
avesse il piede in 3 scarpe,
e per volontà di chi. Rimane l’assenza dello stato, e di
tutti gli organi competenti
(Commissione Antimafia,
Parlamenti e Governi vari),
in dolce compagnia degli organi sportivi (FIGC,
Lega Calcio, ecc), che permettono sostanzialmente
che gli ultras possano ricattare attraverso i soliti
sistemi tuttora utilizzati
(cori e striscioni spregevoli
e relative multe) le società

calcistiche). Rimane il solito giornalismo, assente ormai da decenni, e vivo solo
quando è parrocchiano per
definizione. Report è sono
uno dei tanti casi, il resto
dei media dis-informativi è
della stessa forza. Rimane
la strana operatività della
Digos, la quale è stata la
consulente preferenziale
della Juve e ha consigliato di venire a patti con le
frange più calde della tifoseria per evitare problemi
di ordine pubblico allo Stadium. A quel tipo di operatività accondiscendente
la Juve poteva arrivarci
anche da sola. Rimane il
solito atteggiamento snob
della società bianconera,
che non si difende mai da
nessun attacco mediatico
per precisa volontà dei piani alti, i quali ritengono che
il silenzio sia migliore e più
efficace (una barzelletta?).
Concludiamo dicendo che,
nonostante tutto, i problemi in curva ci sono e sono
belli grossi. Grossi quanto quelli – seppur diversi
- che ci sono in società e
nella proprietà. Tra le altre
cose, in questi tre soggetti
e nel loro comportamento
pragmatico e speculare ci
sono tutti i motivi per cui
la Juventus nel 2006 è andata senza motivo in serie
B. E chi vuole capire capisce. Niente di nuovo sotto il
sole…
Antonio Catapano

Kermesse e Teatro di Paolo Rachetto

È tutta scena

'CioccolaTò', un vortice di gusto

T

orna la Champions a Torino
e la settimana si colora, stranamente, di rosa. Complice sia
il match di giornata che la programmazione teatrale presente
in città. Si consumano infatti in
questi giorni degli strani incroci sentimentali. Sul prato verde
basta leggere alla voce Pogbà.
Dopo il "divorzio" di due anni
fa, ecco che il Polpo torna nella
sua vecchia casa strizzando maliziosamente l'occhio al futuro.
A pochi chilometri di distanza,
in uno dei salotti belli di Torino,
al teatro Alfieri, vedremo invece di scena Ambra Angiolini,
compagna di Mister Allegri. Il
conte Max avrà quindi la possibilità di abbracciare prima il
figliol prodigo, in attesa di un
suo ritorno a casa, e poi il suo
nuovo amore che per l'occasione si troverà fino a domenica in
città. E cosa ancora più curiosa
il titolo portato in scena: La
Guerra dei Roses. Conosciuto

al mondo per la trasposizione
cinematografica del romanzo
di Warren Adler, nella magistrale interpretazione di Michael
Douglas e Kathleen Turner,
narra della lenta e terribile separazione tra i coniugi Rose.
Ambra è protagonista di una
interpretazione matura quasi a
fare da controcanto al momento magico vissuto dal suo compagno alla guida dell'armata
bianconera. Se la separazione
Pogbà-Juve potremmo definirla
consensuale e, stranamente rispetto a quanto capita nella vita
"reale", molto vantaggiosa per

entrambi i coniugi, quella tra la
coppia Ambra Angiolini/Matteo
Cremon sarà un crescendo, comico e drammatico insieme, di
bassifondi dell'umano. Come
nei migliori big match che non
deludono le attese, anche con
la Guerra dei Roses ogni nuova
scena rappresenta un ribaltamento di fronte, un contropiede
inatteso abilmente orchestrato
dal regista Filippo Dini. Intorno
alla comune abitazione che i
due Rose non vogliono lasciare
si consuma uno di quei derby
antichi giocati nel comune stadio Comunale dove la vittoria
era anche reclamare la proprietà di una "casa", una differenza
di genere da imporre. Prima
un Juve-United da Coppa dalle
grandi orecchie. In settimana, in
attesa della sfida di San Siro, un
passaggio a casa Rose. In scena
dal 6 al 11 novembre.
Don Moreno Filipetto

Un vortice di gusto ed emozioni per 10 giorni imperdibili (9-18 novembre). L’attesa per 'CioccolaTò 2018' sta per terminare: un’edizione rinnovata nella forma e contenuti per coinvolgere un pubblico
di tutte le età. Il cuore della kermesse, da tradizione, è Piazza San
Carlo e via Roma, con gli stand artigiani, il palco eventi e gli spazi
laboratori. Il cioccolato in tutte le sue forme e varietà: degustazioni
e cultura legata a un cibo antico e celebrato, formazione sull’educazione alimentare e un pensiero rivolto anche verso i più sfortunati.

Al Carignano «La classe operaia va in paradiso»
Dal 6 al 21 Novembre, libero adattamento del film di
Elio Petri, Palma d’Oro a Cannes, che nel 1971 toccò
i nervi scoperti della sinistra italiana. La storia grottesca dello stakanovista pentito Lulù Massa rivive con
Lino Guanciale, amato attore di teatro e fiction tv, nel
ruolo che fu di Gian Maria Volonté. Una storia che
arriva in palcoscenico con la regia di Claudio Longhi
e l’adattamento dello scrittore Paolo Di Paolo.

'La guerra dei Roses' all'Alfieri
Per il cartellone «Il Fiore all'Occhiello» di Torino Spettacoli, dal 6 al 11 novembre va in scena al Teatro
Alfieri «La Guerra dei Roses», di Warren Adler, con Ambra Angiolini e Matteo Cremon, regia di Filippo
Dini. «La guerra dei Roses» è il titolo di un romanzo del 1981, che diventa un enorme successo cinematografico. L’autore del romanzo scrive il soggetto del film e adatta poi la vicenda anche per il teatro, creando
una commedia straordinaria, raffinata, comica e crudele, ridicola e folle.

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Champions: uno sguardo al futuro

Pericolo Atletico agli ottavi: sono i padroni di casa...
D

opo 3 gare la Juve
è già virtualmente
qualificata per gli
ottavi e, salvo cataclismi,
quasi certa del primo posto. Ecco perché i bianconeri possono già buttare
l'occhio agli altri gironi per
capire chi può essere l'avversaria agli ottavi di finale. Ovviamente se vincesse
il girone, la Juve affronterebbe una delle seconde
classificate di un altro girone (ma non un' italiana)
GIRONE A
Gruppo spezzato a metà:
Atletico Madrid e Borussia
Dortmund si giocano la leadership, Monaco e Bruges
possono solo puntare allo
scivolo in Europa League.
Ovviamente tedeschi favoriti dopo il 4-0 rifilato nel
turno precedente ai madrileni. Che potrebbero essere
un duro avversario negli
ottavi dei bianconeri. Per
la Juve sarebbe comunque
meglio affrontare i Simeone-boys in doppia sfida,

anziché in gara secca per
far prevalere la superiorità
tecnica bianconera. E tutte le aspiranti alla Champions sperano che l'Atletico
sia eliminato il prima possibile, visto che la finale si
disputerà al Wanda Metroplitano. Per inciso l'Atletico
Madrid ha ricordi pessimi
di Ronaldo, che nella finale
tutta madrilena di San Siro
siglò il gol decisivo e nelle
altre sfide contro i "colchoneros" è stato spesso devastante.
GIRONE B
L'Inter riceve il Barcellona
per cercare di restituire lo
0-2 del Camp Nou, e confida in un altro pareggio tra
Tottenham e Psv. I nerazzurri dovrebbero garantirsi facilmente il secondo
posto, e così eviterebbero
la Juve perché negli ottavi
non si possono affrontare
squadre della stessa nazione. Anche la Juve tifa per
l'Inter seconda, perché se
gli Spalletti-boys vinces-

sero il girone, il Barcellona sarebbe lo spauracchio
delle vincitrici dei gironi.
Ma anche senza Messi i catalani hanno dimostrato a
Barcellona contro l'Inter di
essere di un altro pianeta.
GIRONE C
Anche qui la Juve spera
che l'italiana del gruppo,
il Napoli, arrivi secondo
per evitare un'avversaria
proveniente dal girone di
ferro. Perché Psg e Liverpool sono pericolosssimi.
Gli inglesi anche per la
loro tradizione europea, il
Psg anche per evitare l'incrocio con Buffon e Cavani. Meglio affrontarle più
avanti, non negli ottavi. Il
Napoli si gioca al San Paolo
contro il Psg il suo destino
dopo la beffa di Parigi dove
è stato raggiunto al 92'. Se
i partenopei sconfiggono
parigini e Stella Rossa in
casa, chiudono i conto prima di andare a Liverpool
l'11 dicembre. Altrimenti
sarà sfida a 3 sino alla fine.

GIRONE D
Lokomotiv Mosca cenerentola, mentre Schalke, Galatasaray e Porto si giocano i
posti agli ottavi. Da evitare
assolutamente i tedeschi,
allenati da Domenico Tedesco, giovanissimo e rampante allenatore calabrese
dei teutonici. Con lui alla
guida, lo Schalke è arrivato secondo in Bundesliga,
primo degli umani, dopo
il Bayern. Miglior piazzamento dopo decenni. Porto in fuga con 7 punti che
battendo di nuovo i russi,
costringerebbe Schalke e
Galatasaray ad un duello
serratissimo.
GIRONE E
Aek Atene destinata al
quarto posto, Bayern Monaco verosimilmente prima, mentre Ajax e Benfica si giocano il secondo
posto. Olandesi e lusitani
sembrano l'avversario ideale per la Juve negli ottavi: grande tradizione, ma i
bianconeri sono nettamen-

ti superiori. Ajax a quota 7,
ma il Benfica ha la possibilità di restituire la 0-1 del
23 ottobre. Duello serrato
fino all'ultima giornata, a
meno che l'Ajax non vinca
anche in Portogallo.
GIRONE F
Il City di Guardiola aveva
iniziato malissimo il girone perdendo in casa contro il Lione. Poi le vittorie
in casa di Hoffenheim e
Skhaktar (entrambi a 2
punti) hanno sistemato
le cose. Se il Manchester
in questo turno sconfigge nuovamente gli ucraini
cementa la qualificazione, ma il primo posto se lo
giocherà il 27 novembre a
Lione. I francesi (a quota
5) ricevono invece l'Hoffenheim: gara decisiva
soprattutto per i tedeschi.
La Juve deve sperare che il
Manchester City non arrivi
seconda per evitare l'incrocio negli ottavi. Le altre
3 invece sarebbero avversarie abbordabilissime.

GIRONE G
Idem come con i gironi di
Napoli e Inter. La Roma a
quota 6 come il Real Madrid dovrebbe arrivare seconda per evitare l'incrocio
con la Juve. Il Real, orfano
di Ronaldo e Zidane, sembra in grande difficoltà, ma
a gennaio Florentino Perez
potrebbe regalare ai tifosi
un grande centravanti. Ed
allora il Real tornerebbe a
far paura, anche se in questo turno, in casa del Viktoria Plzen (solo 1 punto)
deve stare attento. Il Cska
(4 punti) a Mosca cercherà di battere e scavalcare
la Roma. Impresa francamente difficile, anche
se in Russia il 2 ottobre il
Real Madrid uscì sconfitto.
Dunque per la Juve l'ideale
sarebbe che il Real vincesse il girone, mentre per il
secondo posto vanno bene
sia Roma (che eviterebbe)
e Cska Mosca (che dopo la
pausa invernale sarebbe
fuori forma).
Alessandro Costa

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Storia / Novembre Juve

di Ermanno Vittorio

Buon compleanno Vecchia Signora!
Il 1 novembre del 1897 nasceva la Juventus. Lo sfortunato esordio di Boniperti in Nazionale
1 novembre 1897
La leggenda del calcio
identifica in questa data
la nascita della Juventus.
Nell’autunno 1897 vide la
luce a Torino lo Sport Club
Juventus per iniziativa di
un gruppo di studenti del
liceo classico “Massimo
d’Azeglio” che usava ritrovarsi in una panchina
di corso Re Umberto quasi
all’angolo con corso Vittorio Emanuele. La ricerca
del nome è complicata. Diverse opzioni, la maggior
parte debitrici degli studi
latini: «Irish Club», «Augusta Taurinorum», «Forza e
salute», «Ludus», «Fatigando delectamur», «Via Fort».

Alla fine si propende per
Sport Club Juventus, anche
se qualche socio non approva il termine significante
'gioventù'. La prima sede
è l’officina dei fratelli Canfari, corso Re Umberto 42.
Quota d’iscrizione: una lira
al mese.
1 novembre 1934
Nasce a Losanna Umberto Agnelli, per un curioso
caso del destino nello stesso
giorno la leggenda vuole sia
stata fondata la Juve. Sempre nel mese di Novembre
(1955), 7 giorni dopo aver
compiuto 21 anni, Umberto
Agnelli è nominato dall’assemblea dei soci della Juve
Commissario
straordinario. Diverrà a 25 anni il più
giovane presidente della
Federcalcio
(1959/1961).
Come presidente della Juve

conquistò il decimo scudetto (57/58) decidendo di assegnare la stella a tutte le
squadre che conquisteranno almeno 10 scudetti.
2 novembre 1966
Esordio in Coppa Italia con
la Juve per l’ala-centravanti Gianfranco Zigoni, la
partita è Juventus-Arezzo
(3-0) con doppietta proprio
dell’esordiente Zigoni, di
Leoncini la terza marcatura. Zigoni con la Juve ha
totalizzato tra campionato
e Coppe 119 presenze realizzando 33 gol, nel suo
palmares lo scudetto del
1966/67.

di Juventus e nazionale, con
i bianconeri 244 presenze
con 69 gol, campione d’Italia 49/50 e 51/52. I francesi dell’Olimpique Nizza nel
1948 richiesero alla Juve
Muccinelli, non se ne fece
nulla ma quelle attenzioni
portarono prestigio a giocatore e Società per l’interesse che destavano i suoi
tesserati anche all’estero.
Nato a Lugo di Romagna
il 28/7/1927, per tutti sarà
“Mucci”, piccolo e magro,
estro e talento, per varie
stagioni uno dei personaggi
più conosciuti del calcio italiano; in Nazionale 15 partite con 4 gol.
4 novembre 1961
A Torino la nazionale italiana, per le qualificazioni
mondiali, batte in modo tennistico Israele (6-0). Mattatore del match Omar Sivori,
autore di 4 segnature, le
altre di Corso e Angelillo. Al
termine della partita tutto
lo stadio, 70.000 persone, è
in piedi ad applaudire Omar
che nel suo stadio è riuscito in un’impresa all’epoca
riuscita solo a Carlo Biagi
(Italia–Giappone 8-0, 1936)
e Francesco Pernigo (Italia–
Stati Uniti 9-0, 1948)
5 novembre 1978
Juve-Milan 1-0 con gol di
Bettega al 2° minuto. Questa partita è rimasta negli
annali per il record dell’ammonizione a Tardelli avvenuta dopo un paio di secondi; il tempo per il Milan di
battere il calcio d’inizio e
Rivera è steso da Tardelli,
l’arbitro D'Elia di Salerno
estrae il cartellino giallo,
probabilmente il più veloce
del campionato italiano.

3 novembre 1994
Muore a Savona Ermes
Muccinelli, 67 anni, ex ala

6 novembre 1949
Successo storico al campo
“Filadelfia”: dopo un’imbat-

Clerici, Combin, Jair, Nenè,
Nielsen, Peirò, Schnellinger,
Sormani, Suarez.

tibilità casalinga che durava da 100 partite il Torino
del dopo Superga subisce
lo stop della lunga serie,
si afferma la Juventus 3-1
grazie ai gol di J. Hansen,
Boniperti e Martino
7 novembre 1984
Serata magica allo Stadio
Letzigrund di Zurigo, la
Juve s’impone 4-2 al Grasshopers regalando una partita indimenticabile, gol e
spettacolo con doppietta di
Platini (1 su rigore), Briaschi e Vignola.

10 novembre 1974
Vittoria esterna della Juve
(1-0) nella sesta giornata
di campionato che la vede
affrontare il Cesena in Romagna. 30.000 spettatori,
terreno allentato per la
pioggia, la gara è decisa da
Causio a 5 minuti dal termine. La squadra torinese
scese in campo in completo
blu.

13 novembre 1963
Si gioca a Trieste, in campo
neutro, lo spareggio JuveOFK Belgrado per l’ammissione agli ottavi della
Coppa Città delle Fiere. La
squadra Jugoslava è battuta 1-0 grazie a Menichelli
a 8 minuti dal termine. La
Juve scese in campo con un
completo bianco, maglia,
pantaloncini e calzettoni ricordando la tenuta del Real
Madrid.
14 novembre 1954
La Juve surclassa il Toro
nel derby 3-0, protagonista Boniperti che sigla 2
reti; curioso il secondo gol
con Boniperti che sbuccia
il pallone confondendo il

8 novembre 1955
Umberto Agnelli è nominato
Commissario Straordinario
della Juventus, con i suoi 21
anni diviene il più giovane
responsabile del club. L’anno successivo sarà eletto
Presidente della Juventus.
9 novembre 1947
Sfortunato esordio di Giampiero Boniperti in Nazionale, gli azzurri sono travolti
al Prater di Vienna dall’Austria 5-1.
In questa amichevole il
commissario unico Vittorio
Pozzo fa esordire 4 giocatori: oltre a Boniperti trova
posto il portiere Franzosi
(Inter) che sostituisce Sentimenti IV nel II tempo, Malinverni (Modena) e Carapellese (Milan) che siglerà il
gol della bandiera.

11 novembre 1945
La nazionale torna in campo dopo una sosta di più
di tre anni dovuta a cause
belliche, il rientro vede gli
azzurri affrontare a Zurigo
la Svizzera; finisce 4-4, per
i bianconeri Sentimenti IV e
Parola si tratta dell’esordio
con la maglia della nazionale, per il plurinazionale
Piola si tratta della prima
presenza vestendo i colori
bianconeri.
12 novembre 1968
Una inchiesta sulle 32 partite di campionato 68/69
disputate sino a quella data
dice che sono stati impiegati in tutto 247 giocatori
di cui: 63 nati in Lombardia, 40 Veneto, 30 Toscana, 23 Piemonte, 23 Friuli,
17 Emilia, 8 Lazio, 5 Liguria, 4 Marche, Sicilia, Puglia, Campania, 1 Calabria,
Trentino, Umbria. La colonia straniera superstite
(all’epoca frontiere bloccate) era ridotta a 15 unità
di cui 2 alla Juve, Del Sol
ed Haller. Gli altri: Altafini,
Amarildo, Canè, Cinesiho,

portiere granata Lovati che
non interviene e si ritrova
così la sfera in rete! La terza segnatura è del mediano
Oppezzo.
15 novembre 2000
La Juve piange la scomparsa di Edoardo Agnelli, figlio
dell’Avvocato Gianni. Membro del CdA dal 18/101985,
seguì la squadra come accompagnatore a metà anni
'80; è rimasta impressa la
sua esultanza a bordo campo e sul terreno di gioco
nella finale Intercontinentale di Tokio 1985 allorché
la Juve conquistò il suo primo titolo mondiale per club.
(Da sinistra a destra,
nella prima colonna
il logo della Juventus 1922;
nella seconda colonna in alto
Gianfranco Zigoni; in basso
Ermes Muccinelli;
nella quarta e quinta
colonna la Nazionale italiana
durante la partita ItaliaIsraele; nella quinta e sesta
colonna Giampiero Boniperti
nell'esordio in Nazionale
nel 1947)

14

www.juvetoro.it

amcsrls@yahoo.it

Alessia Frigato, MISS 'JUVETORO'

A

lessia Frigato è la Miss 'JuveToro' di questo numero speciale dedicato alla Champions League. Alessia è di Nichelino (Torino), ha 17 anni, frequenta il terzo anno di
Amministrazione Finanza e Marketing. Appassionata di danza classica e moderna. ha praticato Pattinaggio su ghiaccio, sci, nuoto e soprattutto Calcio, sport nel quale ha
avuto una significativa continuità ed è tifosissima juventina. È modella-indossatrice presso l'Agenzia Union Model di Torino. Già Miss Nichelino 2018 é stata finalista a
Trani del Concorso Internazionale di Miss Grand Prix.

L'Oroscopo



A cura di Elis

ARIETE (21/03-20/4)
Se farai un'opera buona, ti sentirai felice! Sarai altruista e generoso. Cose che
finora hai tenuto nascoste potranno venire alla luce. Oggi ti sentirai particolarmente
timido e timoroso di affrontare certe situazioni che ti stanno a cuore. Abbi più
coraggio. Cercate particolarmente oggi di essere voi stessi: solo così chi vi sta vicino
vi conoscerà esattamente come siete.

TORO (21/04-20/05)
Fate del bene a qualcuno aiutandolo per quanto nelle vostre disponibilità: fate
delle buone azioni. Al momento opportuno il cielo vi ricompenserà. Fate pulizia
tra le vostre amicizie: anche tra quelle del vostro partner dovreste mettere ordine
e evitare di scontrarvi inutilmente. Investite moderatamente per tentare la fortuna:
potreste mettere a segno qualche piccolo colpo interessante e regalarvi magari quel
viaggio che desiderate da tempo.

GEMELLI (21/05-21/06)
Aspettate una notizia che potrebbe cambiare le cose. Portate pazienza e non
innervositevi inutilmente. Tutto ciò che farai insieme a più persone, in squadra,
sarà favorito. Se non vuoi innervosirti, evita il contatto con gente dispersiva.
Pettegolezzi sul vostro conto o su quello del partner : cercate di tenere un profilo
estremamente basso e di dare meno peso alle dicerie che si vanno facendo in giro
ma lavorate per smentirle.

CANCRO (22/06-22/07)
Perché non perdonare? È inutile tenere dentro un male che se lasciato andare
potrebbe ridarvi nuove energie. Non portate rancore per qualche situazione che vi
ha visto in imbarazzo a causa di qualche amicizia: piuttosto cercate di recuperarla al

più presto mostrandovi comprensivi. Sappiate leggere tra le righe dei discorsi che vi
verranno fatti oggi per capire le reali opportunità che avete. Non fate capricci inutili
e cercate di lavorare per voi stessi.

LEONE (23/07-23/08)
Poca fortuna in genere ma almeno in amore ne avrete: i pianeti sono favorevoli e
attenti ad approfittarne. Oggi alcuni potrebbero perdere dati importanti lavorando
al computer: fate molta attenzione a virus in agguato che potrebbero danneggiarvi
il computer. Una notizia che arriva per posta vi darà fastidio e vi irriterà: cercate di
non innervosirvi più di tanto tutto si risolverà al meglio.

VERGINE (24/08-22/09)
Un incontro inatteso potrebbe migliorare la vostra giornata. Non lasciatevi scappare
questa nuova opportunità. Che aspettate a godervi un po' la vita? Se pensate che
un giorno il mondo nemmeno si ricorderà di voi sentirete scorrere nelle vene una
nuova linfa. Armatevi di pazienza perché basta qualche altro sforzo e poi il peggio
sarà passato.

BILANCIA (23/09-22/10)
Come potete pensare che gli altri siano d'accordo con voi se non riuscite a mettere
d'accordo prima voi stessi? Abbiate cura di sapere bene quello che volete.
Oggi tenetevi ben stretto quello che avete guadagnato e non sperperate
assolutamente: l'economia di oggi sarà il frutto di domani. Alcune amicizie su
Facebook sono solo fine a se stesse: fate un po' di pulizia tra i vostri contatti e
mettete ordine nei vostri sogni che potrebbero infrangersi su qualche delusione.

SCORPIONE (23/10-22/11)
Quando si dice buone notizie: oggi potreste davvero averne qualcuna e molto
piacevole. Ottime prospettive anche di avere un chiarimento a lungo desiderato.
Oggi avrete la possibilità di conoscere persone speciali: lasciate una porta aperta per
permettere a loro di conoscervi e apprezzarvi. Prima di cantare vittoria accertatevi

di aver vinto davvero: potreste avere qualche sorpresa e accorgervi che ...è stato
solo frutto di una vostra convinzione.

SAGITTARIO (23/11-21/12)
Molto buoni i rapporti con parenti stretti e vicini di casa. Favoriti i viaggi. Evita
alcolici, fumo, medicinali. Cerca di uscire magari facendo un giro distensivo in auto.
Non avere fretta in amore: aspetta che maturino i tempi. I nati di giovedì sentiranno
molto gli amici essere vicini. È impossibile continuare a stare al passo con il partner.
O gli dite di frenare o le distanze potrebbero allungarsi sempre di più.

CAPRICORNO (22/12-20/01)
Dovrai fare una scelta tra ragione e cuore. Intuito eccellente. Sarai ancora più
affettuoso e generoso del solito. Sarai molto socievole. Una nuova amicizia o una
vecchia che si rinnoverà. Abbiate cura per le vostre cose: oggi potreste smarrire
qualcosa di particolarmente prezioso o a voi caro. Bene la mattinata, meno brillante
il pomeriggio.

ACQUARIO (21/01-19/02)
Contatti con persone polemiche. Non contraddire autorità. Attento alle multe.
Incontri con persone collegate in qualche modo con il tuo destino. Non credete
di essere troppo esigenti? Cercate di mediare con il partner prima che se la dia
a gambe. Qualcuno potrebbe scoprire il vostro segreto: fate molta attenzione e
mantenete i vostri segreti unicamente per voi.

PESCI (20/02-20/03)
Badate oggi a un vostro parente anziano: ricordate che i capelli bianchi
corrispondono a tanta saggezza. Approfittate per chiedere i consigli giusti. Avrete
contatti con persone straniere, o sacerdoti, o guide turistiche: curate le pubbliche
relazioni, socializzate di più e, soprattutto, cercate di uscire di più. Le stelle vi
consigliano prudenza soprattutto se siete alle prime esperienze con gli altri.
Ponderate bene le vostre scelte.

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