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JuveToro n. 6 Juve Valencia bassa OK .pdf



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amc_juvetoro@yahoo.com
GIORNALE DEDICATO AI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno ix - N. 6 - 27 NOVEMBRE 2018 - Copia omaggio
Il Punto

Controcorrente

Numeri e Statistiche

Squadra Ospite

Madama, riscatta quel folle finale
contro il Manchester! E CR7 deve
vendicare la sceneggiata di Murillo

L'inopinata rimonta subita contro
i 'Red Devils' deve indurre Allegri
a non ripetere gli stessi errori

Bomber Campioni/Champions:
Dybala insidia Paolo Rossi,
un gol per raggiungere 'Pablito'

Una società centenaria, fondata al...
'Bar Torino'! Ma la sontuosa campagna
acquisti non è stata finora ripagata

a pag.

2

a pag.

4

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5

a pag.

6-8-10

JUVE, UN ALTRO MATCH-BALL
JUVENTUS-VALENCIA | MARTEDÌ 27 NOVEMBRE ORE 21

NELLA QUINTA GIORNATA DEL GIRONE ELIMINATORIO I BIANCONERI AFFRONTANO
IL VALENCIA, GIà SCONFITTO AL 'MESTALLA' (MA CON RONALDO ESPULSO).
BASTA UN PUNTO PER OTTENERE LA QUALIFICAZIONE AGLI OTTAVI

2

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Il Punto

Juve, riscatta quel folle finale contro il Manchester!
Basta un punto contro il Valencia per raggiungere gli ottavi. Ma i tifosi, giustamente, chiedono molto di più

Q

uando in fase di
commento immediatamente successivo
alla debacle interna con il
Manchester United, mister
Allegri si è pronunciato per
una sconfitta indolore, che
aveva lasciato inalterate le
cose, si trovava sicuramente nella necessità di “coprire” una delusione forte.
Non solo, ma si trattava di
non muovere critiche, seppure velate, all'interpretazione dei minuti finali
della squadra davvero imbarazzante. Anche lui non
era scevro da rilievi critici
e lo sapeva bene. Glissando con un “Meglio perdere
in questo modo, tanto non
si può sempre vincere” Allegri ha stoppato le rampogne a venire, ma non le
conseguenze di un rovescio
inopinato, soprattutto per
come la Juve aveva condotto la gara. Ora, alla vigilia
del ritorno allo Stadium al
cospetto del Valencia, i nodi
vengono al pettine. La partita di martedì prossimo, 27
novembre, poteva essere
una passerella per i componenti della rosa meno impiegati, liberi di dimostrare
il loro valore, senza alcuna

angoscia da risultato a tutti i
costi. Si apparecchiava una
serata con la qualificazione acquisita, alla finestra,
guardando a quello che
sarebbe successo, con un
pizzico di distacco che non
guasta. Bastava che dopo
la punizione del pareggio di
Mata la squadra bianconera si fosse accontentata del
pareggio: un punto ed obbiettivo raggiunto. Perché
voler attaccare in cerca di
una vittoria ormai sfumata? Perché dare spazi ad
un Manchester United rivitalizzato? Come disse una
volta il coatch dei Red Devils: perché? Perché? Perché? Martedì sera anche il
Valencia tenterà di agganciare un treno che si è in
maniera insperata fermato
davanti al Mestalla. Con la
vittoria interna a spese dello Young Boys e la sconfitta
della Juventus, le distanze
si sono ridotte. A tal punto che un successo esterno a Torino rilancerebbe
le pretese valenciane del
passaggio del turno. Fantascientifico forse, ma aritmeticamente possibile. La Juve
è costretta a vincere, non
c'è altro risultato, anche se

un punto garantirebbe la
qualificazione come seconda del girone. Giacché se si
vuole terminare il raggruppamento in testa, occorrono
due vittorie. Mourinho ed i
suoi sono in vantaggio di
differenza reti negli scontri
diretti. Non si scappa. Terminare primi, al di là del
prestigio, darebbe il diritto
del ritorno casalingo negli
ottavi: un grosso vantaggio.
Chissà se alla luce di queste combinazioni, mister
Allegri sia sempre dell'avviso che la sconfitta subita
dal Manchester United non
abbia avuto conseguenze.
Juve-Valencia insomma è
diventata una bella gatta
da pelare. Con il contorno
di un'infermeria che fatica
a svuotarsi e che vede nel
centrocampo il settore con
più protagonisti interessati.
Khedira è in forse, mentre
è out per un tempo non ancora ben definito Emre Can.
Se si vuole aggiungere pure
Bernardeschi nel ruolo di
mezzala, il pieno è servito.
Il reparto poi non è molto
esteso di per sé e con queste
defezioni la terra di mezzo
juventina rischia di andare
in affanno. Pjanic appare
recuperato, almeno al momento di stesura di questo
articolo. Siamo alla vigilia
di un fine anno da far tremare i polsi, se si pensa agli
scontri diretti che attendono la Signora in campionato, un momento senz'altro
“allenante” e forse preferito da Allegri per tenere
tutti sulla corda, evitando
cali di tensione, da bere tutto d'un fiato. Ovviamente,
al netto delle sorprese che
per definizione spuntano
quando meno le si aspet-

ta. Per fortuna il Valencia
non appare un avversario
proibitivo. I giallorossi spagnoli navigano nel fondo
classifica “tranquillo”, non
temendo alcunché di drammatico, ma nel contempo
non potendo mostrare nulla di esaltante. Marcelino,
trainer dei valenciani, a
“pane e vino” e non molto
di più. La differenza di valori è imponente, ma dicono

che il calcio sia bello perché
imprevedibile, quindi sarà
bene tenere gli occhi spalancati, non si sa mai. CR7
avrà dimenticato il trattamento riservatogli all'andata dopo la sceneggiata
di Murillo (scuola Inter!) o
il solo ricordo gli infonderà il furore agonistico per
lasciare il suo segno anche
sul groppone del Valencia?
Si spera che Paulo Dybala

prosegua nel collezionare
triplette in Champions League e che in fondo in fondo
non ce ne sia per la truppa
iberica. All'occorrenza si
accettano esorcismi. E tutto
a causa di 5 minuti di follia
nell'area piccola di Szczesny. Non è cambiato nulla,
Max? Sempre dello stesso
avviso?
Marco Sanfelici

4 domande a...

L'Italia ha rialzato la testa!

Le squadre nostrane italiane
puntano forte sull'Europa. La
scorsa stagione la tanto vituperata Roma è addirittura
arrivata sino alle semifinali
Champions, vincendo il titolo di 'migliore delle italiane'.
Qualità non eccelsa ma tanto
coraggio e nessuna paura: così
i giallorossi hanno stupito tutti.
Abbiamo intervistato uno dei
simboli della comunicazione
romanista, Alberto Mandolesi,
voce storica radiotelevisiva capitolina.
Alberto, la Champions eterno
interrogativo in casa Juve...
La Juve è la squadra più forte in Italia e tra le prime 4 in
Europa. Si vede quando è in
campo: forte, determinata e sa

sempre cosa fare. Questo si è
visto anche in Europa dove la
differenza con le solite grandi
ormai non si nota. Allegri ha
più esperienza, e, rispetto a
quello del Milan è attualmente
uno dei più forti allenatori in
Europa.
A tuo avviso è una Juve più
corale o più individualista?
I giocatori che fanno la differenza la Juve li ha eccome, fanno cose incredibili e ti possono
cambiare la partita in qualsiasi
momento. Su tutti ovviamente
Cristiano Ronaldo, lui riesce a
spostare equilibri ed emozioni.
Basta guardare quello che ha
dietro tra organizzazione e tifosi che impazziscono per lui gasandolo ogni volta che prende
la palla, senza contare quando
segna. Noi lo abbiamo vissuto
con Totti, Batistuta, Pruzzo e
prima ancora con Falcao: Ronaldo trasporta, eccome!
Contro il Manchester United,
nella gara di ritorno, Mourinho ha però sbancato lo Stadium con la complicità di una
squadra distratta...
Appunto, è la Juve che ha sbagliato e quindi ha perso. Troppa la differenza tra i bianconeri

e gli inglesi. Se avesse voluto
la Juve avrebbe vinto senza
problemi. Questi quando si
mettono in mente di vincere è
difficile fermarli.
Non solo Juve. Il percorso
delle italiane in Champions
sembra finalmente volgere al
bello...
Finalmente si vede un po’ di
luce. Il calcio italiano, spesso
bistrattato, sta facendo vedere
quello che vale. Buono il Napoli con il nostro Ancelotti, la
sua esperienza internazionale
si vede con una squadra che
ha cambiato poco. L’Inter ha
più difficoltà e si regge sempre
più sulle individualità che sul
collettivo: Icardi, se in giornata, e Peresic ti fanno la differenza. La Roma ti fa soffrire e
allo stesso tempo ti esalta con
partite che ti fanno toccare il
cielo. Abbiamo venduto troppi giocatori di livello e meno
male che non abbiamo ceduto
anche Dzeko. Di Francesco mi
piace perché è serio e preparato ma la Roma è spesso vittima
della pressione e del grande
amore dei tifosi.
Marco Venditti

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ControCorrente

Quando il gioco si fa duro
i criceti iniziano a tremare...
L'inopinata rimonta subita contro i 'Red Devils' deve indurre Allegri a non ripetere gli stessi errori

P

er capire la differenza tra vittorie che
non lasciano presagire alcunché di buono, e
la Juve dello “Special Zero”
ne ha inanellate tante, e
sconfitte, o pareggi, non
cambia granché, che inducono invece ottimismo, non
occorre aver frequentato le aule di Coverciano; il
passo falso compiuto contro la Juve d'Inghilterra,
nell'ultima serata di gala
continentale, è appunto annoverabile fra quelli indo-

ché, con tutto il rispetto per
i volenterosi svizzeri dello
Young Boys, l'ultima gara
del raggruppamento rappresenterà poco più di un
allenamento ufficiale, per
la qualificazione da prima
della classe al turno successivo è pertanto cogente
incamerare il bottino pieno
a danno di un'avversaria,
il Valencia, rispettabile, ma
non trascendentale, soprattutto lontano dal Mestalla e
già battuta, peraltro pure
in inferiorità numerica,

lori e sortirà nel prosieguo
della stagione, auspicabilmente già al cospetto dei
“pipistrelli” iberici, effetti
benefici ampiamente riparatori l'inevitabile stizza indotta dall'ennesima, ancorché colpevolmente istigata,
beffa europea con annesso
sbertucciamento, subita per
opera dei Red Devils. Poi-

proprio nel suo impianto.
Basterà lasciar fare alla
squadra di CR7, quella che
per ottanta minuti, al netto
di troppi sciagurati errori
di finalizzazione, dispose a
piacimento del Manchester
United, salvo poi ripiegare
miseramente su sé stessa
perché il presunto grande
lettore di partite, il teoreta

del minimo risultato con il
massimo sforzo, decise di
incidere sull'evento con la
pervicace, ottusa recidività
che nel recente passato è
costata un paio di cocenti
eliminazioni. Chi sbaglia,
specialmente nell'Europa
più nobile e ricca, ove il livello è drasticamente superiore a quello proposto dal
torneuccio domestico, paga
un dazio caro e salato. “Follia è fare sempre la stessa
cosa aspettandosi risultati
diversi”; il celebre aforisma
di Albert Einstein che calza
a pennello l'allampanata
figura del signor “Panchina d'oro” (n.d.r.: la vinse
pure Del Neri...) è il miglior
monito al quale, questi, dovrebbe attenersi. Lasci fare.
La strada intrapresa prima
della sua entrata in scena
è quella giusta, perfettibile, ma corretta, anche se
presumibilmente non nella stagione in corso, ove
inesorabilmente
qualche
rigurgito di logica “fenomenica” farà ancora capolino.
Oltretutto, e questo primo
scorcio di Uefa Champions
League l'ha già abbondantemente dimostrato, le
note di T. Britten motivano
Madama così bene da far
circolare la palla, sovente
a un tocco, con una fluidità d'altri tempi; le insufflano la giusta aggressività,
propedeutica alla pratica
di un pressing alto ed esaltano l'espressione di un
magistero tecnico che non
merita mortificazioni. Lasci fare. Paradossalmente,
le miserande condizioni in
cui versa la terra di mezzo,
figlie di sopravvalutazioni e
trascuratezze anche molto
ascrivibili a colui che è stato recentemente accompagnato all'uscita, restringono il margine d'errore nelle
scelte. Stante la riconquista,
e a pieno titolo, dello status
di “Sami cartadiriso” che
riguarda Khedira, considerando che il “cristallino”
Pjanic necessita sovente
di straordinaria manuten-

zione e l'indisponibilità di
Emre Can, non è azzardato
prevedere che l'aria continentale sarà respirata dai
superstiti e che nell'agone
cortilizio verrà poi rispolverato il centrocampo a due,
così come non è blasfemo
pregare Eupalla di conservare in salute Matuidi.
Tuttavia, quantunque assai
prodromica all'innesco di
trattazioni più o meno ragionevolmente fondate, la
vertenza sul modulo lascia
e lascerà sempre il tempo

che trova, giacché qualunque esso sia, a determinarne l'efficacia o l'inidoneità sarà sempre e soltanto
l'assetto che gli uomini in
campo, se sorretti da una
condizione atletica decente, da giusti stimoli e, conseguentemente, feroce vis
agonistica, sapranno trovare da soli. Occorre riconfermare, però con adeguato
raccolto, quanto di buono,
sovente ottimo e a tratti eccellente, mostrato prima di
quei dieci fatali minuti o, a

scelta, prima che scoccasse
l'ora del criceto; per i clienti
che gremiranno lo Stadium,
per quelli che seguiranno la
gara diversamente, per tutto un popolo che vuole sentirsi razza padrona non solo
nello stivale e, sì, anche per
i collezionisti di magliette
altrui. Pur incompleta, la
squadra c'è e la voglia pure;
sarà sufficiente lasciarla
fare... Augh!
Ezio Maletto
(Nelle foto due immagini della
partita di andata al Mestalla)

Quando il calcio fa beneficenza. Quando, soprattutto i tifosi, fanno beneficenza.
Qui sotto la locandina della raccolta fondi organizzata dall'Associazione 'Quelli di... via Filadelfia'.
Se potete, date anche voi un contributo per una giusta causa. Per altre info: www.quellidiviafiladelfia.org

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Numeri e Statistiche

5

di Massimo Fiandrino

Bomber Campioni/Champions: Dybala insidia 'Pablito'
SOGNI ITALIANI
L'Italia non partiva con
4 squadre in Champions
dall'edizione
2009/2010,
quando vinse l'Inter. Dopo
di allora solo 2 finali conquistate (e perse) dalla
Juventus (a Berlino e Cardiff). Solo 4 Nazioni vantano 4 squadre in questa
Champions (Spagna, Italia,
Germania e Inghilterra),
ma soltanto l'Italia con due
turni da giocare ha ancora l'intero contingente che
occupa attualmente le posizioni utili per qualificarsi agli ottavi: Juve e Napoli
al 1° posto, Roma e Inter al
2°. Fra le inglesi rischiano

l'eliminazione il Tottenham
(nel girone dell'Inter) e il
Liverpool (nel girone del
Napoli), per la Spagna rischia il Valencia (nel girone
della Juve), fra le tedesche
rischia l'Hoffenheim di Vincenzo Griffo, vicinissimo
all'eliminazione nel gruppo
con Manchester City e Lione. Rispetto alle altre tre
Nazioni che hanno portato
4 squadre solo le spagnole
hanno vinto più gare di noi
(10 a 9) e collezionato più
punti (33 a 31) e le tedesche
hanno perso meno gare (2).
Le italiane dal 2012/13 in
poi non hanno avuto più
di due squadre qualificate agli ottavi. L'Italia riuscì
a far meglio (dopo 4 turni)
l'ultima volta solo nell'edizione 2004/05 con più vittorie (10) e più punti (32).
Nelle ultime 5 edizioni di
Champions agli ottavi solo
8 italiane su 80 contro le 18
inglesi, 16 spagnole e 14 tedesche. I vincitori seriali di
questa Trofeo adesso sono
in Italia, grazie all'arrivo
di CR7 (5 trofei, 4 Real e 1
Manchester) e il ritorno di
Ancelotti (3 Champions in
Panchina e ha vinto anche
da giocatore): potrebbero
essere gli ingredienti per

una stagione di svolta del
calcio italiano nella Coppa
più prestigiosa.
ALLEGRI
8 QUALIFICAZIONI
CONSECUTIVE
14 Wenger (Arsenal,
03/04-16/17)
8 Allegri (Milan e Juve,
10/11-17/18)
7 Mourinho (Chelsea, Inter,
Real 08/09-14/15)
5 Benitez (Liverpool,
04/05-08/09)
5 Ferguson (Manchester
Utd 06/07-10/11)
5 Ancelotti (Milan,
03/04-06/07)

MAX CON LA JUVE
Juve 2014/2015
Allegri al primo tentativo alla guida della Juve
incontra molte difficoltà
nel Girone subendo due
sconfitte (Atletico Madrid
e l'Olympiakos) e 2° posto
dietro alla squadra di Simeone. Poi negli ottavi elimina il Borussia D. (doppia
vittoria) e volata alla Finale
di Berlino (persa con il Barcellona).
Juve 2015/2016
Allegri qualificato matematicamente per gli ottavi
con un turno di anticipo
ma perdendo a Siviglia (gol
dell'ex Llorente) i Bianconeri non conservano il primo
posto, quindi retrocessi al
2° posto e affrontano una
squadra testa di serie, il
Bayern Monaco.
Juve 2016/2017
Per la prima volta Max vince il Girone, nei 6 precedenti Gironi fra Milan e Juve
era sempre arrivato 2°. Ha
collezionato 4 vittorie e 2
pareggi contro Siviglia, Ol.
Lione e Dinamo Zagabria.
Poi i Bianconeri hanno raggiunto la Finale ma battuti
1-4 nella Finale di Cardiff

dal Real Madrid. Si erano
guadagnati la Finale eliminando Porto, Barcellona e
Monaco.
Juve 2017/2018
Al secondo posto dopo il
Barcellona. Bianconeri partiti malissimo dopo il ko 0-3
al Camp Nou e a fatica hanno superato allo Stadium
Olympiakos e Sporting L.
e 2 pareggi prima della risolutiva vittoria ad Atene.
Allegri record 8 volte su 8
agli ottavi.
ALLEGRI IN PASSIVO
CONTRO LE SPAGNOLE
47 le panchine di Allegri
in Champions con la Juventus. Lo score è 27 vittorie, 12 “ics” e 9 ko.
34 le panchine di Allegri in
Champions con il Milan
(compresi due Preliminari), il bilancio è di 11
vittorie, 13 pareggi e
10 ko. Miglior risultato i quarti nell’edizione
2011/2012
(eliminato
dal Barcellona di Guar
d iola).
9 i trofei vinti da Allegri
alla guida della Juve, 4
Campionati, una Supercoppa It. e 4 Coppe Italia
più 2 trofei al Milan (Scudetto 10/11 e Supercoppa
It. 2011).
29 le sfide di Allegri contro le squadre spagnole
nelle coppe europee: 8
vittorie, 10 pareggi e 11
sconfitte. 12 da mister
Milan con 2 vittorie e 5
ko e 17 da mister Juve
con 6 vittorie, 5 pari e
6 ko
2 i gol di Cristiano Ronaldo nell'ultimo precedente contro il Valencia
da attaccante del Real
Madrid, partita datata
27/1/18.
27 le vittorie della Juve nelle Coppe Europee contro
le squadre iberiche in
68 match, bilancio favorevole, completano lo
score 16 pari e 25 sconfitte. La Juve è stata la
prima italiana a vincere in terra di Spagna, il
successo corsaro risale
al 21/2/1962, vittoria 1-0
sul Real Madrid e gol di
Sivori.
6 i gol di Trezeguet, il bomber bianconero più prolifico contro le spagnole,
precede Del Piero a 5, a
4 Mandzukic e Morata

e a 3 Bettega, Laudrup,
Menichelli e Nedved. Il
bomber croato aveva segnato una doppietta al
Bernabeu nella vittoria
3-1 dei Bianconeri l'11
aprile scorso. In tutto la
Juve ha realizzato 83 gol
in 68 partite contro le
iberiche nelle Coppe Euroee e 77 i gol subiti.
JUVE, ROSSO
CHAMPIONS
265 le partite della Juve in
Coppa Campioni/Champions, record per una
Italiana nella Coppa
più prestigiosa. Segue il
Milan a 249. In questa
classifica meglio della
Juve solo Real Madrid
427, Bayern M. 337,
Barcellona 302 e Manchester Utd 273, poi
Juve e Milan al 5° e 6°
posto.
26 cartelini rossi subiti
dalla Juve in Champions, 3 cartellini rossi
nelle ultime 5 partite Champions: Dybala
e Buffon nella scorsa
edizione contro il Real
Madrid e Ronaldo a Valencia. In questa classifica i Bianconeri precedono il Bayern con
18, poi Inter e Arsenal
a 17. Alla Juve anche
il primato dei cartellini rossi accomulati (5
in tutto) in una singola
edizione: è capitato sia
nel 2000/2001 (Van der
Sar, Kovacevic, Davids,
e 2 volte Zidane), sia nel
2005/2006 (Zebina, Camoranesi, Vieira, Nedved e Ibrahimovic).
8 le triplette della Juven-

tus in Coppa Campioni/
Champions League, 2
“tris” con Pippo Inzaghi, una tripletta con
Del Piero, Paolo Rossi,
Sivori, Laudrup, Vidal e
Dybala. Inoltre sono 40
le doppiette, il primato
è di Trezeguet con 7, poi
Del Piero con 6 e Michel
Platini con 4.
21 le sfide contro il Real
Madrid, la squadra più
volte affrontata dalla Juventus in Coppa
Campioni /Champions
League, con 9 vittorie
bianconere contro le 10
dei Madrileni e 2 pareggi.
44 le reti di Del Piero in
Coppa Campioni/Champions Laegue il miglior
bomber bianconero di
sempre in questa Manifestazione, precede
Trezeguet 28, a quota
17 Inzaghi F. e Platini,
a 12 Pavel Nedved e infine a quota 11 Paolo
Rossi.
88 le vittorie in casa della
Juventus in 126 incontri casalinghi in Coppa
Campioni /Champions
League,
completano
il quadro 27 pareggi

e 11 sconfitte. In trasferta per i bianconeri
42 vittorie in 126 confronti, 37 pareggi e 47
ko. Infine per la Juve
in Campo Neutro, 11
sfide con solo 2 vittorie,
altrettanti pareggi e 7
sconfitte.
BOMBER, DYBALA
INSIDIA PABLITO
44 Del Piero, 28 Trezeguet, 17 Inzaghi, Platini,
12 Nedved, 11 Rossi P.,
10 Dybala, Higuain, 9 Amoruso, Mandzukic, Vidal,
7 Bettega, Di Vaio, Morata,
Tevez
10 i gol di Dybala in 29
partite con Juventus
in Champions League,
una tripletta con lo
Young Boys e una doppietta con il Barcellona.
4 i gol realizzati da Dybala in questa Champions, tripletta con gli
Svizzeri dello Young
Boys e il gol-vittoria
a Manchester. La joja
aveva realizzato 4 gol
in 11 partite nella sua
precedente edizione record del 2016/17. Nella
scorsa edizione solo 1
gol in 8 partite.

6

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Il rimpianto: quelle due finali Champions perse da Cuper...

IL PRIMO CONFRONTO
ASSOLUTO
Valencia, 19/09/2018
Valencia-JUVENTUS 0-2
Reti: Pjanic (J) al 45' (rig.)
e 51' (rig.)
Arbitro: Brich (Germania)
Espulso: Ronaldo (Juventus) al 29 p.t.
SCHEDA VALENCIA: TRA
POCO IL CENTENARIO
Fondazione: 1919
Il Centenario del club il 19
marzo 2019
Proprietario: Peter Lim
Presidente: Chan Layhoon
Stadio: Mestalla
(55.000 spettatori)
Mister: Marcelino.
Il Valencia nello scorsa Liga
si è classificato al 4° posto a
soli 3 punti dal Real Madrid,
grazie al suo allenatore e ai
gol di Simone Zaza (13 gol
in 33 gare) che adesso milita nel Torino.
DUE VOLTE IN FINALE
4 Sono i giocatori Campioni del Mondo che

hanno militato nel Valencia: Kempes (Argentina 1978) e Marchena, Mata, David
Silva (Spagna 2010). Il
Valencia è l'unico club
europeo ad aver vinto
la Coppa delle Fiere e
l'Europa League.
12 Il Valencia gioca la
Champions per la dodicesima volta, non
arriva agli ottavi dal
2006/2007 e ha perso
due finali consecutive
con Hector Cuper in
panchina: nel 2000 con
il Real Madrid (0-3) e
nel 2001 a Milano contro il Bayern Monaco
alla lotteria dei rigori.
118 le partite del Valencia
in Coppa Campioni/
Champions League con
uno score di 53 vittorie,
33 pareggi e 32 sconfitte in 12 partecipazioni. Non ha mai vinto
il trofeo a ha raggiunto
due volte la finalissima
(e sconfitta) con il tecnico Hector Cuper.
CHI SI RIVEDE:
DA NETO A KONDOGBIA
Diverse le vecchie conoscenze del campionato italiano che militano nel club
levantivo, ad iniziare dal
portiere Neto, per continuare con il terzino Cristiano Piccini e con gli
ex neroazzurri Murillo e
Kondogbia. Nella stagione del centenario il patron
Peter Lim, oltre a Gameiro
e Batshuayi si è regalato

la stella Goncalo Guedes (5
gol e 9 assist nella scorsa
stagione in Liga), acquistato definitivamente per 40
milioni dal PSG. Il Valencia ha speso 125 milioni di
euro, in difesa sono arrivati
Diakhaby dal Lione e l'italiano Piccini dallo Sporting
Lisbona. È arrivata anche la
rivelazione russa dei Mondiali 2018 Cheryshev con 4
gol in 5 partite, l'attaccan-

1 Supercoppa di Spagna
(1999)
1 Coppa delle Coppe
(1979/80)
1 Coppa Uefa (2003/04)
2 Supercoppe Europee
(1980 e 2014)
1 Coppa Intertoto (1998)
2 Coppe delle Fiere
(1961/62 e 1962/63)
2 Finali Champions League
consecutive perse (2000 e
2001)
6 Pichichi: Suarez (43/44
e 44/45); De la Virgen
(57/58); Machado (66/67); 2
volte Mario Kempes (76/77
e 77/78)
I PRINCIPALI MISTER

te francese Kevin Gameiro
dall'Atletico Madrid e Batsuhayi (dopo aver toppato
al Chelsea e aver ritrovato
parzialmente la fiducia a
Dortmund).
IL PALMARES
6 Campionati Spagnoli
(41/42; 43/44; 46/47; 70/71;
01/02 e 03/04)
7 Coppe di Spagna (40/41;
48/49; 53/54; 66/67; 78/79;
98/99; 07/08)

Il primo grande mister è Alfredo DI STEFANO (Argentina) dal 1970 al 1974 e poi
dal 1986 al 1988. Rafa BENITEZ ha vinto due Campionati Spagnoli (2001/02
e 2003/04 e ha riportato
la squadra vincitrice della
Liga dopo 31 anni) e una
Coppa Uefa 2003/2004 e ha
avuto a disposizione giocatori come David Villa, Davis
Silva, Kluivert e Vincente.
Hector CUPER ha portato
il club a due finali consecutive di Champions League
entrambe perse: nel 2000
contro il Real Madrid (0-3
a Parigi) e nel 2001 a Milano (alla lotteria dei rigori)
contro il Bayern Monaco.
Inoltre troviamo l'olandese
HIDDINK (dal 1991/93 e
1994), il brasiliano Carlos
Alberto PARREIRA, fresco

Campione del Mondo con la
nazionale brasiliana. Claudio RANIERI riuscì a interrompere il digiuno di trofei
che durava da 19 anni, portanto al club la Coppa del
Re 1999 (i giocatori erano
Mendieta, Killy Gonzalez,
J. Angloma, Canizares) e

in due periodi dal 1997 al
1999 e 2004/05. Breve l'avventura di Cesare PRANDELLI in questa squadra nel
2016. EMERY in panchina
dal 2008 al 2012 , KOEMAN
R. (2007/2008), VALVERDE
(2012/2013) e Gary NEVILLE (2015/2016).

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it

Servizi fotografici
Salvatore Giglio
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Hanno collaborato
Carlo Bianchi
Alessandro Costa
Massimo Fiandrino
Ezio Maletto
Paolo Rachetto
Marco Sanfelici
Marco Venditti
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Gianni Castaldo

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 15.30
DI VENERDÌ 23 NOVEMBRE 2018

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Squadra Ospite

Una campagna acquisti sontuosa ma i risultati non arrivano!
Delusione tra i tifosi del Valencia dopo che la società ha speso in estate 125 milioni di euro

Nella foto i tifosi del Valencia all'interno della Fondazione

M

a di chi è questo
Valencia?
Bella domanda, alla
quale molti non saprebbero rispondere. Del boss di
Singapore Peter Lim (arrivato ai vertici del club nel
2014 attraverso la sua società Meriton Holdings) o
del manager tuttofare Jorge Mendes? Si direbbe di
ambedue visto che le sorti
della squadra dipendono,
ahimé ormai, dagli umori di
entrambi, termine che va di
pari passo a profumo di business che i due personaggi
riescono a fare con la loro
creatura. Sontuosa la campagna acquisti di quest’anno con un esborso di circa
125 MM, secondo solo a
quello del Barça. Francamente non si capisce come i
due abbiano potuto trovare
le risorse per rafforzare la
squadra che fra l’altro non
ha partecipato alla Champions nelle ultime due stagioni (e tutti noi sappiamo
quanto gli introiti UEFA
contino nei bilanci dei club).
Il colpo estivo più eclatante
ed al fotofinish è stato quello del ritorno del portoghese
Gonçalo Guedes, ventunen-

ne esterno d’attacco dal
PSG per 40 milioni di euro.
La difesa invece, vero punto
debole di inizio stagione, è
stata rafforzata con l’arrivo del ventunenne francese
Diakhaby
dall’Olympique
Lione e dell’italiano Piccini
dallo Sporting Lisbona (ci
perdoneranno i tifosi dei
Leoni se non chiamiamo,
come dovrebbe essere, la
loro squadra Sporting Clube
de Portugal). Ottimo anche
l’arrivo di Cheryshev, pur
se in prestito dal Villarreal
e vero protagonista con la
sua nazionale dello scorso
mondiale in Russia con 4
gol in cinque presenze. Attualmente risulta fuori dai
giochi poiché infortunato.
Davanti sono arrivati il francese Gameiro che non ha
sfondato nelle due stagioni all’Atlético Madrid dopo
le sue tre ottime al Siviglia
ed il belga Batshuayi, vero
giramondo ed in cerca di
rilancio dopo le esperienze
al Marsiglia, Chelsea e Dortmund. Il giocatore comunque più importante rimane
il brasiliano naturalizzato
spagnolo Rodrigo Moreno
con 16 gol nella Liga della

scorsa stagione, con Guedes
e Santi Mina rappresentano
un vero pericolo in attacco
essendo giocatori tecnici oltre che molto rapidi. Il modulo preferito dall’allenatore Marcelino (il quale era in
predicato di andare all’Inter
dopo la cacciata di Frank de
Boer) è il 4-4-2 con la difesa
impostata principalmente
sul centrale brasiliano Gabriel Paulista e sul terzino
sinistro José Gayá (sempre
presenti finora nelle quattro
partite di Champions) mentre Murillo (ormai ai ferri
corti con il proprio allenatore ed ancora non ripresosi
completamente dall’infortunio patito nella scorsa
stagione), Garay e Diakhaby
sin sono alternati a far loro
da partner centrali. Sulla
destra la probabile assenza di Piccini nella partita
di Torino (anche lui reduce
da un infortunio) favorirà
la presenza di Rubén Veza
(presente nella partita d’andata) e/o di Wass nell’ultima contro gli svizzeri. A
centrocampo Dani Parejo
e Gonçalo Guedes dovrebbero essere gli inamovibili
oltre a Kondogbia e Carlos
Soler od il francese Coquelin como possibili titolari.
Davanti il confermatissimo
Rodrigo accompagnato probabilmente da Batshuany o
Santi Mina. Riprendendo il
discorso societario la situazione del club non è delle
più rosee. Si sa come il Valencia quest’estate sia stato
sotto la lente d’ingrandimento dell’UEFA che in perfetto stile Sherlock Holmes li
ha obbligati a cedere in via
definitiva il laterale ex interista Cancelo alla Juventus
per 40 milioni di euro. Operazione che è servita al suo
procuratore Jorge Mendes

Le altre squadre spagnole
volano verso gli ottavi
Nessun problema per Atletico, Barca e Real
Detto della situazione del Valencia nel
gruppo 'H', con più che ridotte possibilità
di entrare negli ottavi ma con la quasi certezza della qualificazione in Europa League,
le altre tre spagnole possono dirsi al sicuro a due giornate dal termine della fase a
gruppi. Nel gruppo 'A' Atlético e Dortmund
viaggiano prime con 9 punti ma con la
squadra tedesca in vantaggio nella differenza reti negli scontri diretti, per cui a meno
di sorprese dell’ultima ora: tedeschi primi
e spagnoli secondi. La squadra di Simeone
attraversa un buon periodo di forma dopo
aver recuperato l’incerto inizio nella Liga ed
ora si trova nel gruppetto delle prime con
addirittura altre cinque squadre in pochi
punti e con le sorprese di questa stagione:
Alavés ed Espanyol. Nel gruppo 'B' il Barça
pur facendosi raggiungere sul finale nella
partita di Milano si è guadagnato in anticipo
la qualificazione matematica agli ottavi ma
non ancora come prima del gruppo. L’Inter
dovrebbe accompagnarli come seconda
sempre che la compagine nerazzurra esca
indenne dalla prossima trasferta di Londra.
Il Barça dopo l’incontro di Champions con
l’Inter ha perso inopinatamente in casa con
il Betis, subendo addirittura quattro gol,
cosa che ha fatto scattare il campanello

(e chi se no?) per dare un
aiuto finanziario al suo amico Lim e di migliorare inoltre le sue buone relazioni
con i bianconeri favorendo
due settimane dopo l’arrivo
di Cristiano Ronaldo da Madrid. Il mercato invernale
non vedrà di certo stravolgimenti nella squadra, così
almeno si augura Marcelino
sperando di conservare in

d’allarme al suo tecnico Valverde. La difesa
va puntellata anche se le assenze di Umtiti e Vermaelen si sono fatte sentire più del
dovuto alle quali va aggiunta quella recente
del croata Rakitic. Dembelé è diventato un
vero caso per il club blaugrana, il suo comportamente fuori del campo lascia molto a
desiderare ed i più dei 100 milioni di euro
spesi (oltre ai 40 di bonus) dovrebbero portare ad un’attenta riflessione da parte della
dirigenza catalana. Nel gruppo 'G' stessa
situazione di quella del gruppo 'A', il Real
Madrid si trova a pari punti con la Roma a 9
e si può considerare qualificato addirittura
come prima del gruppo anche perdendo in
Italia ma con soli due gol di scarto. Il CSKA
Mosca si è giocato le proprie speranze perdendo in casa nell’ultima partita con i capitolini, per cui Madrid e Roma a braccetto
voleranno verso gli ottavi. Il Madrid sembra
aver trovato linfa vitale con l’insediamento
del nuovo tecnico Santiago Solari, appena
confermato dal proprio Presidente con un
contratto fino al 2021. Ripeterà le gesta
di Zidane? Tutti se lo augurano nella Casa
Blanca alla luce anche dei recenti risultati
che hanno portato ad un serie di vittorie
non sperate con una valanga di gol segnati.
Stranezze del Calcio.
(car.bia.)

rosa i 22 giocatori di cui ha
bisogno e soprattutto di venir ascoltato sia dal Direttore Generale Mateu Alemany
che dal Direttore della sezione Calcio Pablo Longoria. Il presidente, magnate,
filantropo (e chi più ne ha
più ne metta) Lim farà il
resto al suo ritorno in Spagna previsto per la partita
contro il Manchester Uni-

ted del 12 dicembre. Partita
che probabilmente sancirà
il secondo posto degli inglesi che avendo ora due punti
di vantaggio sugli spagnoli,
frutto della loro sofferta vittoria a Torino, hanno quasi
messo al sicuro la qualificazione almeno come secondi
nel gruppo 'H'.
Carlo Bianchi

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Lo stilista e l'atelier
Giacca raglan con impunture in lana doppia
su tweed spigato

Maniche apribili con lampo centrale

Alberto Lusona nasce a Torino il 22 maggio 1957, si diploma al Liceo
Artistico della città nel 1977 e, successivamente, all’Accademia Albertina di Belle Arti nel 1981. Vince il concorso a cattedre nel 1983 ed
entra di ruolo nel 1984 esercitando fino al ‘92. Alla “Original System”
Scuola Internazionale di Moda di Milano nel 1986 ottiene la cattedra
di Stilismo e insegna per due anni. Dal 1992 al 2001 è professore di
Vetrinistica e Make-up presso l’Istituto di Arte e Moda “Ilda Bianciotto”
di Torino, nella quale si occupa anche della parte grafica (figurini e
modelli) per le pubblicazioni sviluppate dallo staff redazionale della
scuola. Oltre a questo, si dedica alla frequentazione di corsi di ceramica, sbalzo su rame, oro in foglia ed espone le sue pitture in mostre
personali e collettive.
Apre, nel 1992, l’Atelier Alberto Lusona: sartoria di alta moda e prêt-àporter nel centro di Torino.
Sin dalla sua apertura, l’atelier si differenzia per la sua eleganza e per
lo stile raffinato e unico dello stilista. Alberto Lusona gioca con forme e
materiali non convenzionali mescolando elementi “old fashioned” a concetti moderni con successo.
In questo contesto approfondisce gli studi di fisiognomica, del colore, della forma sulla base delle diverse peculiarità
fisiche di ogni singolo cliente.
Ogni anno vengono presentate nel suo Atelier due collezioni: Primavera/Estate e Autunno/Inverno. A febbraio 2012
l’attività dell’Atelier Alberto Lusona ha compiuto venti anni.

Panoramica dell'azienda

Pantalone velluto millerighe con spacco
stondato con abbottonatura

Abito sposa in velluto e organza

Situato nel centro di Torino, al secondo piano di Via Monte di Pietà 16, l’attività di Alta Sartoria viene intesa a 360°:
dal disegno del figurino alla scelta delle forniture e dei tessuti.
Il mondo dell’Atelier Alberto Lusona, però, non si ferma qui. Il cliente può usufruire della grande eccletticità dello
stilista per una ristrutturazione totale del proprio look appropriata alla propria persona: abiti, make-up, hairstyle e il
confezionamento di tutti quegli accessori indispensabili per esaltare sempre e ovunque l’immagine del cliente.
A questo scopo, viene sviluppata ed è in continua evoluzione la ricerca stilistica e sartoriale sulla vestibilità e sui modelli, approfondendo tematiche quali lo studio del particolare del taglio, la rifinitura, il ricamo artigianale e l’accostamento
cromatico e materico dei tessuti.
Lo stile di Alberto Lusona può essere definito come un’incessante sperimentazione ludica di materiali, forme e colori.

Cappotto in ciniglia a trama floreale

Pantalone velluto a costa larga con orlo
stondato e bottoni

In alto figurini; in basso sala dell'atelier

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Storia e Curiosità

Una società quasi centenaria, fondata al... 'Bar Torino'!
La curiosa storia del Valencia si intreccia in qualche modo con la Juve e con la città della Mole...
Che rischiamo seriamente
di scivolare in Europa League, matematicamente già
in questo turno.

LA MISSIONE
Dare un senso alla sfida
del Mestalla del 12 dicembre contro lo United. Questa la missione valenciana
all'Allianz Stadium. Perché
la "remuntada" del Manchester a Torino, non solo
ha rovinato la festa anticipata alla Juve, ma ha pregiudicato
sensibilmente
le speranza valenciane di
andare agli ottavi di finale.
SITUAZIONE
Juve 9, United 7, Valencia
5, Young Boys 1. Questa la
classifica attuale del girone H.
Se gli Allegri-boys avessero
sconfitto la banda Mourinho, oggi gli spagnoli avrebbero 1 punto di margine
sugli inglesi e avrebbero
puntato tutto sulla sfida al
Mestalla del 12 dicembre.
Sotto la Mole invece i valenciani possono perdere
al massimo un punto nella sfida indiretta contro lo
United per restare in corsa
e ad Old Trafford arriva lo
Young- Boys: facile prevedere la vittoria di Pogba e
compagni.
IL CAMMINO
In realtà il Valencia ha fat-

to harakiri da solo, già nella prima giornata, perdendo in casa contro la Juve,
nonostante la celeberrima
espulsione di Ronaldo. Ma
gli spagnoli erano poi riusciti a pareggiare 0-0 ad
Old Trafford. Dove la Juve
ha vinto alla terza giornata. Ma in contemporanea,

anziché approfittarne, il
Valencia ha buttato l'occasione pareggiando 1-1 a
Berna. Nella quarta giornata ancora la speranza
di accorciare i 2 punti di
distacco dagli inglesi. Ma
mentre il Valencia regolava per 3-1 lo Young Boys
al Mestalla, ecco l'impresa
del Manchester a Torino. E
quindi inglesi ancora avanti di 2 punti sugli spagnoli.

VALENCIA E TORINO
Valencia è la terza città
della Spagna come numero
di abitanti, così come Torino è la terza d'Italia. E Valencia è meta delle vacanze
estive di molti italiani, soprattutto torinesi, grazie
ai 3 voli diretti settimanali
che collegano le due città.
Anche capitan Chiellini ha
visitato qualche anno fa la
città spagnola, rimanendone incantato.
VALENCIA
E 'BAR TORINO'
Ma il legame più profondo
tra la città della Mole e il

Valencia (che non è l'unica squadra cittadina nella
Liga, esiste anche il Levante che però vanta meno
tifosi e storia meno nobile)
si riconduce alla fondazione della squadra spagnola.
Che avvenne al 'Bar Torino'
nel 1919. Di quel bar ora
rimane una targa, in Plaza
de l'Ayuntamento (piazza
del Comune, la principale
di Valencia) ed anche il più

grande Valencia Store si
trova di fronte al Comune
della città, mentre il Museo del Valencia è inserito
all'interno del Museo della
Scienze, grande opera archittettonica dell'Archistar
locale Calatrava.
VALENCIA
E LA CHAMPIONS
Nonostante la corazzate
Barcellona e Real Madrid,
il Valencia vanta un eccellente palmares: 7 scudetti, 6 Coppe di Spagna,
1 supercoppa spagnola. E
anche in Europa il Valencia ha alzato molti trofei al
cielo: 1 coppa Uefa, 2 Coppe delle Fiere, 1 Recopa e 2
Supercoppe Europee.
GLI ANNI D'ORO
L'epoca migliore del Valencia inizia nel 1999. Con
Claudio Ranieri in panchina elimina in Semifinale di
Coppa del Re di Spagna il
Real Madrid, rifilando alle
"merengus" uno storico
6-0 al Mestalla. In finale
poi batterà l'Atletico Madrid.
Nel 2000 poi, dopo aver eliminato Lazio e Barcellona,
il Valencia arriva in finale di Champions sotto la
guida di Hector Cuper. Ma
stavolta vince il Real Madrid 3-0. Altra incredibile
finale nel 2001. Stavolta si
gioca a San Siro e la sfida
contro il Bayern Monaco è
molto equilibrata. Ma ai rigori si impongono i teutonici. Cuper lascia a Benitez,
che tiene il Valencia ad
eccellenti livelli: nell'estate del 2004 infatti vince la
Liga per la sesta volta nella storia e trionfa in Coppa

Uefa sconfiggendo in finale
il Marsiglia. Benitez dopo il
doppio trionfo lascia, ed è
ancora Ranieri a guidare il
Valencia alla vittoria nella
Supercoppa d'Europa contro il Porto.
Un Valencia italianissimo
con Amedeo Carboni, Corradi, Di Vaio, Fiore ed Emiliano Moretti.

cia comunque ristruttura
il "Vecchio" Mestalla che
diventa una fortezza. Nel
2008 il Valencia vince di
nuovo la Coppa di Spagna
e negli ultimi anni partecipa spesso alla Champions
League, alternando però
ottime stagione ad alcune
mediocri (come quella attuale).

IL DECLINO ECONOMICO
Dopo i trionfi, iniziano i
guai. Il Presidente Soler
deve bloccare i lavori per
il mastodontico "Nou Mestalla", gigantesco stadio
a 5 anelli. Stadio ancora non completato e forse
non lo sarà mai. Il Valen-

(In alto a sinistra
Plaza de Toros;
in alto a destra l'antica
sede del Bar Torino;
in centro Città delle Arti
e delle Scienze;
in basso a destra la targa
ricordo del bar Torino)

Alessandro Costa

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Storia / Novembre Juve

di Ermanno Vittorio

'Cochi', il portiere goleador con il bianconero nel cuore
Sentimenti IV è stato simbolo di eccellenza tecnica anche con il pallone tra i piedi
prestazione da incorniciare, termina 5-0 con tripletta di Schillaci, autorete di
Aldair e gol di Baggio. Da
ricordare la rissa nel finale che costringe l’arbitro
Stafoggia ad espellere per
scorrettezze Di Canio, Julio Cesar e Nela. Schillaci
festeggia la tripletta con
un premio speciale da parte del pilota Alesi presente
alla partita, uno dei suoi
caschi originali.

15 novembre 2000
La Juventus piange la
scomparsa di Edoardo
Agnelli, figlio dell’Avvocato Gianni. Membro del
Consiglio
d’Amministrazione dal 18 ottobre 1985,
seguì la squadra come accompagnatore a metà degli anni '80, è rimasta impressa la sua esultanza a
bordo campo e sul terreno
di gioco nella finale Intercontinentale di Tokio 1985
allorché la Juve conquistò
il suo primo titolo mondiale
per club.
16 novembre 1958
Juve-Milan (4-5) indimenticabile. Prima dell’avvio,
alle 14.20, dal settore dei
distinti centrali la folla
straripante invade il campo non essendoci più posti
sugli spalti. I tentativi di
bloccare la pacifica invasione sono vani. L’arbitro
Jonni dopo un quarto d’ora
di ritardo decide di iniziare nonostante il pubblico
a bordo campo. La gara
è splendida, s’impone il
Milan con un gol a tempo scaduto ma la rimonta
bianconera da 4-1 a 4-4 è
fantastica grazie ai gol di
Boniperti, Corradi, Charles
e Sivori.
17 novembre 1991
Esordio in campionato con
la Juventus per Antonio
Conte che sostituisce sul
finire della partita Schillaci in Juventus-Torino (1-0)
con gol di Casiraghi. Per
Conte sarà l’inizio di una
lunga carriera bianconera
che lo vedrà raccogliere in
totale 419 presenze con i
colori bianconeri.
18 novembre 1990
Arriva al Delle Alpi la
Roma, la Juve offre una

19 novembre 1933
Prima partita di campionato al Comunale (all'epoca Stadio Mussolini) per la
Juventus (Juve-Genoa 8-1).
Gol a grappoli sul malcapitato Genoa, tripletta di Renato Cesarini, Borel II (2),
Orsi (2), Ferrari. L’ultima
segnatura della Juve arriva al 90° e non poteva che
siglarla proprio Cesarini !

squadra argentina del
River Plate, la partita
darà un’aiuto ai sinistrati
dell'alluvione del Vajont,
devolvendo l’intero incasso. Vittoria bianconera 2-1
in rimonta dopo aver subito il calcio di punizione
del centravanti Luis Cesar
Menotti che diverrà poi allenatore vincendo il mondiale 1978 con l'Argentina.
La Juve non è frenata dalla
pioggia torrenziale, nella
ripresa rimonta con i gol di
Del Sol e Nenè.
ti e dei connazionali John
e Karl Hansen, contribuisce a far vincere gli Scudetti numero 8 (49/50) e 9
(51/52). Lascia la Juve nel
1956 prima di chiudere la
carriera giocando una stagione nella Lazio.
21 novembre 1965
Netta affermazione bianconera nel 141° derby (2-0)
con un gol per tempo delle due ali della squadra:
Dell’Omodarme e Menichelli. La Juve disputa
gli ultimi undici minuti
di gioco in dieci dovuto
all’abbandono del campo
da parte del suo centravanti Traspedini che in uno
scontro aereo ha la peggio
dovendo uscire, all’epoca
non erano ancora consentite le sostituzioni.

20 novembre 2011
All’età di 89 anni muore
Karl Aage Praest, uno dei
simboli della squadra degli
anni ’50. Per una strana
e curiosa combinazione,
Praest ci lascia nella stessa data di una sua impresa calcistica: il 20/11/49,
12a giornata, si svolge Pro
Patria-Juventus, termina
3-0 per i bianconeri con
tripletta di Praest. Nato a
Copenaghen il 26/2//22, in
bianconero gioca 7 stagioni dal 1949 al 1956, colleziona 233 presenze e segna
51 gol. Nella squadra in cui
brilla la stella di Boniper-

22 novembre 1995
Con il gol realizzato al Borussia Dortmund (1-2), Del
Piero è andato in gol 5 volte in 5 partite consecutive
di Champions. Un’impresa
mai riuscita a nessun giocatore italiano, il precedente record era del giocatore del Milan Bean (5 reti
ma in 4 partite consecutive nella coppa Campioni
57/58).
23 novembre 1958
Esordio in Serie A e nella Juventus per Ernesto
Castano, la partita è BariJuventus (1-1), per Castano è l’inizio di una carriera incredibile con i colori
bianconeri che lo porterà a
raccogliere in totale, coppe
comprese, 340 presenze.
24 novembre 1971
Grazie ad un gol di Bettega
la Juve espugna il Prater
di Vienna (1-0) nell’andata degli Ottavi della coppa

UEFA. Per il gelo su Vienna, la partita venne disputata alle ore 18.30, nella
mattinata viene spalato il
campo e parte degli spalti.
Gli spettatori saranno circa cinquecento.
25 novembre 1971
Un’inchiesta giornalistica
sulla rosa dei giocatori della Juventus svela che per il
gruppo la donna più bella
del mondo è Senta Berger

con 5 preferenze, segue
Virna Lisi con 3, 2 preferenze Catherine Deneuve
e Sofia Loren, una preferenza Raquel Welch, Grace Kelly, Ursula Andress,
Romy Schneider, Maria
Grazia Buccella, Jane Fonda, Brigitte Bardot.
26 novembre 1996
La Juventus si aggiudica a
Tokio la coppa Intercontinentale battendo in finale
gli argentini del River Plate, il gol della vittoria è di
Del Piero a nove minuti dal
termine. La Juventus bissa
così il successo del 1985.
27 novembre 1963
La Juve affronta in amichevole al Comunale la

28 novembre 2014
'Cochi' ci ha lasciato all’età
di 94 anni. Indimenticabile campione, simbolo di
eccellenza tecnica con il
pallone tra i piedi e longevità calcistica, Sentimenti
IV verrà ricordato come
uno dei pochi portieri italiani in gol nel massimo
campionato (5 reti in 188
partite alla Juve come rigorista), ma anche come il
più anziano tra i calciatori italiani in vita ad aver
preso parte a un’edizione
dei Mondiali, la Coppa del
Mondo 1950 in Brasile. La
sua bravura fuori dai pali
l’ha spesso fatto schierare
anche come giocatore di
movimento, e la sua passione per questi colori lo ha
fatto essere sempre vicino
alla famiglia juventina anche dopo la fine della sua
carriera agonistica.
29 novembre 1967
La Juve affronta per l’andata del II turno di Coppa
Campioni a Torino il Rapid di Bucarest, la partita
si disputa alle ore 15 con
diretta tv tranne che per il
Piemonte. I 20.000 spettatori si entusiasmano al gol
che decide la partita (1-0)
siglato dallo svedese Roger
Magnusson con un diago-

nale splendido che incoccia
nel palo per poi terminare
la sua corsa in fondo alla
rete. Essendo il Rapid in
completo bianco, la Juve
opta per pantaloncini neri
con calzettoni bianchi.
30 novembre 1947
La Juve festeggia il suo cinquantenario con un’amichevole di lusso, a Torino
arriva il Norrkoeping che
a sua volta festeggia il cinquantenario. Il club svedese annovera giocatori che
poi saranno protagonisti
del campionato italiano
come Liedholm e Nordhal.
2-0 per gli ospiti il risultato con doppietta del centravanti Nordhal. Prologo alla
partita, la premiazione in
Comune da parte del sindaco di Torino Negarville che offre due trofei in
bronzo alle due dirigenze.
(Nella prima colonna
il libro su Edoardo Agnelli;
nella seconda colonna Karl
Aage Praest; nella terza e
quarta colonna Sentimenti III
e Sentimenti IV;
nella quarta colonna Senta
Berger; nella quinta e
sesta colonna in basso il
gol di Roger Magnusson;
nella sesta colonna in alto
Dell'Omodarme)

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Spettacoli e Cultura

Gipo: l’uomo, l’artista e il politico
Una mostra ricorda Farassino, il poeta di Porta Pila e grande tifoso juventino



Ël 6 ëd via Coni, l’é na
cà veja che gnanca na
volta, l’era nen bela”;
così comincia una delle
canzoni più conosciute di
Gipo Farassino, nei pressi
di Porta Palazzo, a Torino, dove tutto ebbe inizio
e dove il musicista nacque.
Uno dei più importanti
cantautori piemontesi (e
tifosissimo juventino) proveniva da uno dei quartieri
più poveri della città, ma fu
proprio questa condizione
a diventare la sua fortuna,
ad essere protagonista delle sue canzoni sia in torinese che in italiano. A lui
è dedicata la mostra “Gipo
Farassino. L’uomo, l’artista, il politico”, promossa
dal Consiglio Regionale
del Piemonte in collabora-

zione con la “Fondazione
Caterina Farassino”, creata nel ricordo della figlia
prematuramente scomparsa. La mostra è stata inaugurata mercoledì scorso e
all’anteprima sono intervenuti l’altra figlia dell’artista, Valentina, presidente della Fondazione che
ha ringraziato il Consiglio
regionale per l’omaggio
che dedica a suo papà e il
giornalista Bruno Quaranta che ha ricordato l’importanza e la grandezza
di Gipo nell’interpretare la
canzone d’autore in lingua
piemontese. “Farassino era
un vero artista, un grande piemontese, un talento
raffinato che conosceva a
fondo il mondo dei grandi
cantautori italiani e stra-

nieri che, ricambiati, lo
ammiravano” ha ricordato la consigliera regionale
Silvana Accossato intervenuta in rappresentanza
dell’Assemblea legislativa.
Numerosi anche gli exparlamentari e consiglieri
presenti in sala tra cui Um-

berto Bossi, Enzo Ghigo,
Matteo Brigandì e Giampiero Leo. La mostra sarà visitabile presso la Biblioteca
della Regione Piemonte
“Umberto Eco” di via Confienza 14, dal 22 novembre all’8 gennaio. “Farassino era un vero artista,

News Teatro di Paolo Rachetto
'Shakespeare in love'
Al Teatro Alfieri, per il cartellone 'Il Fiore all'Occhiello' di Torino Spettacoli, da giovedì 29 novembre a domenica 2 dicembre, Lucia Lavia e Marco De Gaudio, per la regia di Giampiero
Solari, portano in scena 'Shakespeare in love'. Siamo nella Londra elisabettiana e Shakespeare
è un autore emergente, che non riesce a scrivere il copione che gli è stato commissionato, una
commedia improbabile dal titolo decisamente imperfetto: 'Romeo e Ethel, la figlia del pirata'.
Senza soldi e in ritardo con la consegna, vaga per le strade della città in cerca d’ispirazione finché non incontra Viola De Lesseps che, camuffata da ragazzo, si presenta per l’audizione dello
spettacolo, determinata a realizzare il sogno di poter recitare su un palcoscenico allora vietato alle donne. Shakespeare
scopre la vera identità della ragazza, tra i due scoppia la passione e il giovane autore ritrova finalmente la sua Musa.
Viola però è già promessa sposa al potente Lord Wessex, membro della corte della Regina Elisabetta, e tra i due, proprio
come per Romeo e Giulietta, l’amore sembra impossibile. (Foto Marina Alessi)

'Fare un'anima'
Giacomo Poretti, senza l’appoggio degli storici compagni Aldo e Giovanni, affronta
al Teatro Colosseo, con 'Fare un'anima' (giovedì 29 novembre alle ore 21), con
l'umorismo e l'ironia che lo contraddistingue, un monologo che prende avvio da
un inciampo, da una scivolata, da una parola inattesa - anima, appunto - che entra
in casa come un ospite inaspettato e indesiderato. Quando si sviluppa l’anima in un
essere vivente? Esiste realmente o è solo una chimera creata dall’uomo? E, nel caso
in cui esistesse, a cosa serve? O meglio, cosa vorrebbe farne lei di noi? Queste sono solo alcune delle domande da cui
Giacomo Poretti parte per riflettere, con divagazioni e provocazioni, su un 'organo' che i moderni manuali di medicina
non considerano, ma di cui gli uomini si interrogano da sempre. (Foto Teatro Colosseo)

'Un autunno di fuoco'
Dal 30 novembre al 2 dicembre, al Teatro Erba di Torino, 'Un autunno di fuoco', di Eric
Coble. Sul palco Milena Vukotic e Maximilian Nisi, per la regia di Marcello Cotugno. Produzione La Contrada, Teatro Stabile di Trieste. Un’anziana barricata in casa e un intruso
che si infila dalla finestra. Inizia così 'Un autunno di fuoco', commedia dolce e graffiante
sui delicati e spesso esplosivi rapporti tra madri e figli. Ma Alessandra non è una vecchietta indifesa, bensì un'artista quasi ottantenne alla resa dei conti con la sua famiglia per
stabilire dove trascorrerà i suoi ultimi anni di vita. Con una passione vulcanica e una pila di bombe Molotov, Alessandra
si chiude in casa minacciando di dar fuoco a tutto piuttosto che finire in una casa di riposo. L'intruso è Chris, il più
giovane dei tre figli. (Foto Torino Spettacoli)

un talento raffinato che
conosceva a fondo il mondo dei grandi cantautori
italiani e stranieri, che, ricambiati, lo ammiravano”
ha ricordato il presidente
del Consiglio regionale del
Piemonte Nino Boeti. Storica fu l’amicizia con Fabrizio De Andrè con cui condivise la poesia e con cui
era solito passare le serate
dopo i concerti, bevendo e
cantando. I cimeli presentati nella mostra mantengono intatta la capacità
di evocare in pochi tratti
quell’universo e farlo sembrare, allo stesso tempo,
lontano e vicino. Gipo ha
attraversato i momenti più
difficili della storia del nostro paese, le contestazioni
del Sessantotto, quelli bui

all’inizio degli anni ottanta, sapendo raccontare con
un sorriso dolce-amaro ciò
che stava succedendo nella
sua città di operai, di quelli che avevano il Sangone
come unico mare e che sognavano il riscatto dalla
loro condizione. Dal 1987
al 1994 è stato segretario
della Lega Nord Piemont,
entrando successivamente
alla Camera dei Deputati
e poi nel Parlamento europeo. Assessore regionale all’Identità piemontese,
nel 2005, proprio dopo la
morte della figlia, decise di
tornare al suo primo amore, la musica.
(Si ringrazia l'ufficio stampa del Consiglio Regionale
del Piemonte)

News Cinema
'Torino Film Festival'
'Ragazzi di stadio, 40 anni dopo'
Nell'ambito del 'Torino Film Festival',
in programma dal 23 novembre al
primo dicembre, Daniele Segre torna
a raccontare il mondo degli ultrà miscelando il repertorio costituito dalle
fotografie pubblicate nel libro "Ragazzi
di stadio" (1980) e dei suoi due film 'Il
potere deve essere bianconero' (1977)
e 'Ragazzi di stadio' (1980). Fra fumogeni, cori da stadio, fuochi d'artificio e
bandiere tricolori, i protagonisti raccontano cosa la curva abbia rappresentato per loro
nel tempo - una fuga, una famiglia, un rito arcaico attraverso cui dar sfogo al proprio
istinto - dal passato dei Fighters di Beppe Rossi ai Drughi II anello curva sud, di oggi,
della Juventus.
IL FILM - Un coro da stadio scandito da colpi di tamburo: «I campioni dell’Italia siamo
noi». I Drughi, gli ultrà della Juventus, stanno festeggiando nel centro di Torino il settimo
scudetto consecutivo vinto dalla squadra bianconera durante il campionato 2017-2018.
Fumogeni, fuochi d’artificio, bandiere tricolori ci introducono al gruppo degli «anziani»,
quasi tutti diffidati, e al gruppo dei «giovani». Nel corso del film i protagonisti raccontano
cosa la curva abbia rappresentato per loro nel tempo: una fuga, una famiglia, un rito
arcaico attraverso cui dar sfogo al proprio istinto.
«Attraverso le storie dei protagonisti si affrontano le trasformazioni sociali e ideologiche che il nostro Paese ha attraversato in questi decenni. I protagonisti non sono solo i
“cinquantenni” personaggi dei miei film precedenti, ma studenti, operai, disoccupati che
vivono grazie alla comune fede juventina che, come allora, è l’unica condizione in cui si
sentono protagonisti, si riconoscono in un gruppo, in una fede. Lo stadio, che rimane
sullo sfondo, è un luogo simbolico che racconto attraverso le vite di chi lo popola».
IL REGISTA - Daniele Segre, nato ad Alessandria nel 1952, ha iniziato la sua carriera
come fotografo, prima di esordire nella regia con il documentario 'Perché droga' nel
1976. Ha quindi pubblicato il libro fotografico 'Ragazzi di stadio' e fondato la casa di
produzione 'I Cammelli'. Nel 1983 ha diretto il lungometraggio di finzione 'Testadura'
presentato in concorso a Venezia, a cui sono seguiti, tra gli altri film, 'Manila Paloma
Blanca Lisetta Carmi - Un’anima in cammino' presentato a Venezia nel 2010, e 'Sic Fiat
Italia' presentato al Torino Film Festival 2011, dove nel 2014 ha portato 'Il viaggio di Carlo'
nel 2015 'Morituri' e nel 2016 'Nome di battaglia donna'

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Spettacoli e Cultura

'I Macchiaioli', l'Arte italiana verso la modernità
Alla GAM 80 opere provenienti dai più importanti musei, enti e collezioni private

P

rosegue con successo, alla Galleria Civica d'Arte Moderna e
Contemporanea di Torino,
'I macchiaioli - Arte italiana verso la modernità'.
L'esposizione è organizzata
e promossa da Fondazione
Torino Musei, GAM Torino e

L'Oroscopo

'24 ORE Cultura – Gruppo
24 ORE' ed è a cura di Cristina Acidini e Virginia Bertone, con il coordinamento
tecnico-scientifico di Silvestra Bietoletti e Francesca
Petrucci. La storia, gli antefatti, la nascita e la stagione iniziale e più felice della
pittura macchiaiola (ovvero
il periodo che va dalla sperimentazione degli anni '50
dell’800 ai capolavori degli
anni '60) saranno i protagonisti della mostra. 80
opere provenienti dai più
importanti musei italiani,
enti e collezioni private, in
un ricco racconto artistico
sulla storia del movimento,
dalle origini al 1870, con
affascinanti confronti con i
loro contemporanei italia-



A cura di Elis

ARIETE (21/03-20/4)
La settimana si apre in fase positiva grazie alla presenza della Luna nel vostro
cielo. Inoltre avrete il Sole e Mercurio in aspetto favorevole che vi tengono su di
morale, e vi danno l'opportunità di realizzare i vostri programmi quotidiani in
tutta tranquillità e senza impedimenti. La vita sociale si prospetta quindi piuttosto
vivace. Anche i nati nella prima decade, sotto l'effetto della quadratura di Saturno,
si sentiranno più sollevati.

ni. L’esperienza dei pittori
'Macchiaioli' ha costituito
uno dei momenti più alti e
significativi della volontà di
rinnovamento dei linguaggi
figurativi, divenuta prioritaria alla metà dell’800.
Fu a Firenze che i giovani
frequentatori del Caffè Michelangiolo misero a punto
la «Macchia». Una coraggiosa sperimentazione, che
porterà ad un’arte italiana
«Moderna», che ebbe a To-

rino, nel maggio del 1861,
la sua prima affermazione
alla Promotrice delle Belle
Arti. Negli anni della sua
proclamazione a capitale
del Regno d’Italia, la città
visse una stagione di particolare fermento culturale.
È proprio a questo periodo,
nel 1863, che risale la nascita della collezione civica
d’arte moderna, l’attuale
GAM, che aveva il compito di documentare l’arte

accollarvi nuove responsabilità, non sempre ben accette, e Urano che vi chiede di
cambiare prospettive e punto di vista, nonostante le vostre resistenze. Accettate il
cambiamento.

LEONE (23/07-23/08)
La settimana inizia in maniera grintosa per voi amici del Leone, grazie alla Luna in un
segno amico. Inoltre il Sole entra in posizione favorevole, raggiungendo Mercurio e
Giove già ben posizionati. Finalmente passerete una settimana scorrevole e ricca di
soddisfazioni, in cui sarete mentalmente agili e molto attivi. La vita mondana sarà
piuttosto vivace, così come quella sentimentale.

TORO (21/04-20/05)

VERGINE (24/08-22/09)

Il Sole uscirà dall'opposizione, mentre Marte sarà per tutto il periodo in ottimo
aspetto. Termina, così, un periodo altalenante per l'umore e se ne apre uno molto
soddisfacente sotto tutti i punti di vista. Marte vi darà una bella carica dinamica che
durerà a lungo e vi permetterà di raggiungere importanti obiettivi. La settimana
prosegue in crescendo con la Luna nel vostro segno mercoledì.

Settimana un po' faticosa per voi amici della Vergine. Mercurio, Marte e anche
il Sole vi disturbano parecchio abbassando il tono psicofisico e confondendovi la
testa. E a voi vivere nel caos mette una certa ansia. Così parecchi di voi vedranno il
livello dell'ansia salire... riuscite a tirare un po' il fiato con la Luna armonica che vi
riporta con i piedi per terra!

GEMELLI (21/05-21/06)

BILANCIA (23/09-22/10)

Diversi astri in aspetto difficile vi sovrastimolano causando troppe tensioni sia
nell'animo che nella vita pratica. A Mercurio, Marte e Giove contrari, infatti, si
unisce anche il Sole. Si prospettano giornate abbastanza complicate, durante le
quali molti ostacoli intralceranno il cammino facendovi, in qualche caso, perdere le
staffe. Calma e pazienza, perché sul lungo periodo avrete ragione. Più sereno il fine
settimana con la Luna nel segno.

A parte un inizio di settimana un po' sottotono a causa della Luna in opposizione,
il resto sarà ottimo, grazie a Venere nel segno e agli aspetti armonici di Mercurio,
Giove e anche del Sole. Vi sentirete in gran forma, sarete pieni di spirito d'iniziativa
e potrete finalmente prendere decisioni mettendo da parte i vostri soliti indugi.
Anche le relazioni sociali saranno vivaci e piacevoli. Nuove conoscenze potrebbero
diventare belle amicizie.

CANCRO (22/06-22/07)

SCORPIONE (23/10-22/11)

La settimana si prospetta scorrevole e vivace grazie al sostegno di Marte che vi
rende combattivi e reattivi davanti a eventuali situazioni bloccate. Certo, molti
di voi stanno faticando non poco a causa di Saturno contro che vi costringe ad

Amici dello Scorpione, il Sole esce dal vostro segno lasciandovi dentro un pieno
di buone energie che potrete utilizzare nei prossimi mesi. Questa settimana,
comunque, avrete dalla vostra un bel Marte, che vi darà una bella carica di

allora contemporanea. La
prestigiosa collezione ottocentesca della GAM favorisce un’inedita occasione
di studio e un’attenzione
particolare viene restituita
ad Antonio Fontanesi, nel
bicentenario della nascita,
agli artisti piemontesi della Scuola di Rivara (Carlo
Pittara, Ernesto Bertea,
Federico Pastoris e Alfredo D’Andrade) e ai liguri
della Scuola dei Grigi (Serafino De Avendaño, Ernesto Rayper), individuando
nuovi e originali elementi
di confronto con la pittura
di Cristiano Banti, Giovanni
Fattori, Telemaco Signorini,
Odoardo Borrani, protagonisti di questa cruciale stagione artistica. L'esposizio-

ne si chiuderà il 24 marzo
2019.
Paolo Rachetto
(In alto a sinistra'Autoritratto' di
Luigi Mussini; nella seconda e terza colonna un'opera di Giovanni
Fattori; nella quinta colonna 'La
cugina Argia' di Giovanni Fattori;
in basso a sinistra un'opera di
Lorenzo Gelati; a destra un'opera
di Alfredo D'Andrade)

dinamismo e voglia di combattere per i vostri obiettivi. Cautela! Perché la Luna in
opposizione potrebbe rendervi particolarmente suscettibili.

SAGITTARIO (23/11-21/12)
La Luna che vi sorride da un segno amico. Inoltre il Sole entra nel vostro segno
per il suo transito annuale. Si apre, come sempre, un bel periodo di rinnovamento
interiore. Quest'anno, inoltre, anche Mercurio e Giove sono nel segno e vi
garantiscono prontezza mentale e ottimismo. Tutti questi astri armonici, terranno a
bada gli effetti di Marte, in aspetto dissonante.

CAPRICORNO (22/12-20/01)
Sempre sotto i buoni auspici di Marte e anche del Sole, in aspetto favorevole,
starete di buon umore e passerete giornate intense e movimentate. Progetti e
programmi quotidiani fileranno via lisci e non ci sarà ostacolo che riuscirà non
diciamo fermarvi, ma neanche rallentarvi. Saturno nel segno, inoltre, sta aiutando i
nati nella prima decade a portare a termine un'importante realizzazione.

ACQUARIO (21/01-19/02)
Buona settimana da un punto di vista astrale. Il Sole, infatti, smette di esservi ostile e
passa in aspetto armonico, unendosi a Mercurio e Giove. I nativi della prima decade
si sentiranno subito più leggeri e spiritosi. Anche Venere continua a essere a favore
e sostiene i nativi della terza decade. Si prevede quindi una settimana piacevole per
tutti con dei buoni risvolti soprattutto nella vita sociale e di relazione.

PESCI (20/02-20/03)
A dominare la scena del vostro cielo, cari amici dei Pesci, è Marte che transita nel
vostro segno e immette nel vostro sistema corpo-mente una forte carica combattiva.
Le negatività di Mercurio e Giove, e anche del Sole, suggeriscono momenti di
confusione e difficoltà nelle relazioni con gli altri. Dovete, perciò, muovervi con
molta cautela, stando attenti a non ferire le persone care.

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Giada, la Miss Champions di 'JuveToro'

L

a biondissima GIADA SALANDIN è la miss 'JuveToro' per il numero speciale del nostro
settimanale dedicato alla Champions League. Bella, brava e tifosissima bianconera...
Ciao Giada, presentati ai nostri lettori
Sono nata a Torino, 18 anni fa, lavoro come parrucchiera ma sono anche attrice e mi potete
vedere in televisione su GRP, canale 114, nella trasmissione For Music Tv.
Ti guarderemo molto volentieri. Svolgi tante attività, ma quali sono i tuoi hobby?
Canto e recitazione su tutti: la mia attrice preferita è Angelina Jolie, mentre i cantanti preferiti
sono Lady Gaga e Liftiba.
Idoli molto popolari ed amati, dunque. Anche nel calcio i tuoi preferiti sono
calciatori di grande blasone?
In effetti, sì. Cristiano Ronaldo lo apprezzo da anni, anche quando non era ancora nella Juve.
Grande campione, che ha sempre fame e dà il buon esempio ai compagni con l'impegno
continuo e personalità.
Cosa ti aspetti da Juve-Valencia?
Spero che Cristiano possa "vendicarsi" dell'ingiusta espulsione del "Mestalla" e segnare una
doppietta. È troppo importante vincere il girone e chiudere i conti il prima possibile. Vista la
gara di andata, sembrerebbe una partita facile stasera, ma il Valencia ha grande esperienza
internazionale, e non bisogna mai sottovalutare gli spagnoli...
(ale.co.)

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