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Previsioni e commerce 2019 aumento delle vendite del + 15% .pdf



Nome del file originale: Previsioni e-commerce 2019 aumento delle vendite del + 15%.pdf
Autore: Utente

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Dati E-commerce Italia 2019: le previsioni
In Italia, le previsioni per gli e-commerce nel 2019 vedranno un aumento delle vendite del + 15%,
ma anche molti siti di vendita online in crisi per mancanza d’identità, valori e strategie. La parola
d’ordine è prendere esempio dalle strategie di marketing degli e-commerce di Francia, Germania e
Regno Unito.

Prendi un’azienda con clienti E-Commerce in Italia che fatturano da 100mila a 12 milioni online e
che vendono nel mondo. Analizza i trend delle vendite online di tutti i clienti. Verifica cosa è
successo ai loro siti nel 2017 e 2018 in termini di statistiche, indici di conversione e dati vari presi
non solo dalle analytics ma anche dai loro ERP o gestionali e prevedi le tendenze! Cosa ci diranno
le statistiche e-commerce del 2019?
Questi gli obiettivi che ci siamo dati visto che siamo a fine novembre, il black friday è già passato
e stiamo volando all’ultimo grande evento delle vendite on e offline: il Natale. Tempo di analisi
dati e tempo di previsioni di vendita degli e-commerce nel 2019. Cosa succederà?
Il Made in Italy è un brand potente. Peccato che gli imprenditori continuano a guardare il mondo
dallo specchietto retrovisore perché secondo i dati di Casaleggio, tanto per citarne uno o di
Roberto (Liscia) del Netcomm gli spazi sul web ci sono e sono straordinari. Le crescite ogni anno a
due cifre. Negli USA il valore delle vendite online ha superato il valore delle vendite offline e
Amazon USA ha superato il 50% delle vendite online complessive.
LE STATISTICHE E-COMMERCE NEL 2019? INTANTO ANALIZZIAMO I DATI DEL 2018

Intanto quest’anno in occasione di fiere ed business match ho incontrato i responsabili marketing
di molti brand famosi. Mentre io parlavo d’Intelligenza Artificiale, di Digibot, di software che fanno i
personal shopper, a casa Italia ci chiediamo ancora se sia il caso d’investire, gli imprenditori
chiedono un ROI entro il primo anno e complessivamente abbiamo completamente perso di vista
gli obiettivi.
Nel frattempo il primo quarter di Adidas e gli acquisti di moda italiana sono saliti del 28%, con un
65% dovuto all’export. Sto parlando di Moda, un settore nel quale un tempo non ci credeva
nessuno tranne pochi illuminati. Guardando i valori in Borsa e confrontando i ricavi attesi la
classifica dei big è: Asos, Zalando Ynap (Yoox Net a Porter), Showroomprive.
Nel beauty l’incidenza degli acquisti via app è raddoppiata in un anno: siamo al 24%. Ma ci sono
ancora brand (anche fra i nostri clienti) che non credono nelle app ma, sempre a dimostrare che in
Italia siamo strani, noi abbiamo un ottimo case history di un cliente la cui app, in un anno, è stata
scaricata da 60.000 utenti. Lo shopping online della cosmetica è cresciuto di oltre il 25%. Sono 4,7
milioni gli utenti stimati, che saliranno al 17,2% entro fine anno. Gli uomini sono responsabili del
50,5% degli acquisti dei 323 milioni di euro spesi online.
Solo due anni fa invece oltre il 65% degli acquisti era effettuato da un pubblico donna.
In questo settore si è capito che la parole d’ordine (o la frase chiave) è: integrazione fra offline e
online. Strano!
Nell’arredamento le vendite online sono pari a 900 milioni di euro secondo le ultime stime
rilasciate dal Politecnico+Netcomm. Tasso di penetrazione del 5% ed è cresciuto del 31%. Certo
900 milioni sono pochi rispetto ai 4 miliardi dell’informatica/elettronica, o ai 2,5 miliardi di euro
dell’abbigliamento.
Turismo: l’Italia è la nazione più cercata nel web ma la quinta destinazione dopo Francia, Usa,
Spagna e Cina. L’88% dei turisti italiani cerca informazioni pre viaggio. L’82% prenota o acquista
online. 55,3 miliardi di euro sono il totale di transato di cui il 20% è completamente digitale.
Infine Groocery, ristorazione ed enogastronomia che sono ancora il nostro fanalino di coda
rispetto agli stranieri hanno registrato un +37%. Il mercato valeva 812 milioni di euro. Si può
sicuramente fare meglio anche se l’Italia è un po’ terra di conquista per il food delivery. Foodora,
Glovo, Just Eat, Deliveroo, Uber Eats al momento la fanno da padrona.
DATI: LE MIE PREVISIONI SULL’E-COMMERCE IN ITALIA NEL 2019
Ovviamente i dati Ecommerce del 2019 in Italia non li abbiamo. Io mi aspetto almeno un +15%. Ti
spiego il perché!
In Italia conosciamo le parole chiave che decreteranno le vendite del prossimo anno. Nel fashion:
personalizzazione e click & collect. Nel food: delivery, logistica, click & collect. Nell’arredamento:
consegna e assortimento. Nel beauty: personalizzazione e fragranze. Nel turismo: intelligenza
artificiale, vacanze esperienziali, motori di comparazione, all inclusive.
Poi si parla di Geoblocking, l’armonizzazione dell’Iva, il dynnamic pricing, quello adottato dalle
compagnie aeree low cost. Mi aspetto ad esempio che i tedeschi o gli olandesi comprino dai siti
italiani dove costa meno. Mi aspetto che i prezzi dinamici e l’analisi dei prezzi della concorrenza

tramite algoritmi e automatismi possano avere un forte impatto sulle vendite. Più persone
comprano e si abituano e più compreranno.
Parliamo di dati e-commerce 2019 in Italia e di vendite. Ho analizzato le statistiche di numerose
aziende anche quest’anno. Faccio degli esempi: strumenti come Google Flights e Skyscanner per le
compagnie aeree hanno indici di conversioni superiori al 10/15% Negli oligopoli come i parcheggi
aeroportuali i tassi di conversione sono impressionanti rispetto all’elettronica di consumo o alla
vendita dei libri. In alcuni casi superiori al 25%.
Certo se tutti vendiamo le stesse cose, con gli stessi tempi di consegna, alle stesse condizioni, con
gli stessi gateway di pagamento allora il valore aggiunto sarà sempre il prezzo. In Italia pochi
conoscono il marketing. Ieri in treno un mio vicino di posto spiegava ad un militare (il motivo non
lo so) le basi del marketing. Io stavo progettando un nuovo sito. Mi sono fermato ad ascoltare la
lezione gratuita. Questo consulente (con tanta tanta esperienza) diceva e pensava le stesse cose
che pensa un qualsiasi consulente marketing: non ci sono vendite se non hai un piano
strategico. Inutile piangere sui dati, il web marketing non esiste se prima non hai pensato al
marketing.
VUOI AUMENTARE I TASSI DI CONVERSIONE?
La user Experience ti dice qualcosa? I testi che descrivono i prodotti? I commenti dei clienti hanno
provato il prodotto e offrono gratuitamente i consigli per gli acquisti? Hai mai visto cosa fa
Amazon? Hai mai usato Booking? Mentre tu stai guardando la tua camera d’Hotel
contemporaneamente un tizio sta guardando proprio ciò che stai guardando tu e qualche minuto
fa qualcuno ha appena confermato per la stessa località. Robert Cialdini ti dice nulla? Non ti viene
l’ansia? Ma nel tuo sito caro produttore l’ansia non viene perché è un miracolo quando fai 50
pacchi al giorno. Perché?
Faccio formazione per Assoform, per numerose Camere di Commercio Italiane, entro in decine di
aziende ogni anno. Quando parlo di programmazione mentale le persone non sanno di cosa parlo.
Se spiego l’analisi predittiva mi guardano come se fossi un marziano, quando racconto l’esperienza
di quel piccolo negozio della provincia che vende online 12 milioni di € all’anno strabuzzano gli
occhi.
Le mie previsioni per gli e-commerce nel 2019 in Italia sono facili: + 15% di vendita, molti siti di
vendita online in crisi per mancanza d’identità, valori e strategie. La leva non può essere solo il
prezzo. Siamo arretrati, il modello dell’e-commerce è sbagliato in Italia. Guardiamo al Regno Unito,
alla Francia, alla Germania. Se vogliamo esportare dobbiamo prima imparare ed essere forti in
Italia. Poi esporteremo il Made In Italy e moltiplicheremo le vendite. Il Commercio elettronico
inglese è pari all’8% de PIL. In Cina è il 5,8%. In Spagna 2,7. Siamo come India e Turchia: in Italia il
dato dell’ecommerce rispetto al PIL è solo dell’1,6%. Cosa ci diranno le statistiche e-commerce
2019? Che non possiamo far altro che crescere
Fonte: marketinginformatico.it


Previsioni e-commerce 2019 aumento delle vendite del + 15%.pdf - pagina 1/3
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