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JUVETORO n. 14 JUVE ATLETICO bassa OK.pdf


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Spettacoli e Cultura

MARY METE, MISS 'JUVETORO'
La miss 'JuveToro' per questo numero speciale dedicato alla Champions
League è Mary Mete, splendida ragazza di Lamezia Terme. Mary ha
25 anni, ama ballare, cantare e la musica in generale. Fin da piccola
ha iniziato a fare shooting fotografici e oggi lavora come fotomodella.
Ha partecipato a tantissimi concorsi di bellezza a livello nazionale e
internazionale. Nel 2015 si è classificata prima a Sanremo al Palafiori,
durante la settimana del Festival, vincendo la fascia di "Miss Sanremo 2015".
Finalista a 'Miss Europa 2018' in quel di Ischia, attualmente Mary è modellaindossatrice presso la 'Union Model' di Torino.

(ale.co.)

Le foto di Steve McCurry a Palazzo Madama

Dal 9 marzo al 1° luglio, all'interno della
Corte Medievale di Palazzo Madama, è
possibile visitare una nuova rassegna,
dedicata a un tema specifico: la passione
universale per la lettura. Si apre infatti
la grande retrospettiva «Steve McCurry.
Leggere». Una mostra costituita da una
selezione di scatti realizzati in oltre quarant’anni di carriera e comprendente la
serie di immagini che egli stesso ha riunito in un magnifico volume, pubblicato
come omaggio al grande fotografo ungherese André Kertész. Con questa nuova
rassegna McCurry presenta le sue foto
legate al tema universale della lettura in
una città, Torino, che, anche in virtù del
Salone Internazionale del Libro, può es-

sere considerata la «Capitale italiana della
lettura». Curata da Biba Giacchetti e, per i
contributi letterari, da Roberto Cotroneo,
giornalista e scrittore, la rassegna presenta 65 fotografie, che ritraggono persone di
tutto il mondo, assorte nell'atto intimo e
universale del leggere. Persone catturate
dall'obiettivo di McCurry, che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati,
nei ricordi, nel presente, nel passato e nel
futuro e nella mente dell'uomo. I contesti sono i più vari: i luoghi di preghiera in
Turchia, le strade dei mercati in Italia, dai
rumori dell’India ai silenzi dell’Asia Orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa
agli Stati Uniti. Immagini vibranti e intense, che documentano momenti di quiete
durante i quali le persone si immergono
nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani
o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici:
per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura. Le fotografie, che rendono omaggio alla parola scritta sono accompagnate da una serie di brani letterari
scelti da Cotroneo in una sorta di percorso

parallelo. Un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di
McCurry, coinvolgendo il visitatore in un
rapporto intimo e diretto con la lettura e
con le immagini. La mostra è completata
dalla sezione 'Leggere McCurry', dedicata
ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le
foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15,
alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori
che ha ispirato la realizzazione di questa
mostra. Tutti i libri sono accompagnati
dalle foto utilizzate per le copertine, che
sono spesso le icone che lo hanno reso
celebre in tutto il mondo.
(Paolo Rachetto)

Al teatro Regio 'Agnese', dramma semiserio
Martedì 12 marzo, alle ore 20, il Teatro Regio
mette in scena il nuovo allestimento dell’opera «Agnese» di Ferdinando Paer (1771-1839),
proposto in prima rappresentazione moderna. L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio,
diretti da Diego Fasolis, riporteranno alla
luce una gemma dimenticata del melodramma italiano di primo '800: l’opera semiseria
'Agnese', del parmense di origini austriache
Paer. Il nuovo allestimento del Regio vede
Leo Muscato alla regia e come interpreti
María Rey-Joly (Agnese), Markus Werba
(Uberto), Edgardo Rocha (Ernesto), Filippo
Morace (Don Pasquale), Andrea Giovannini
(Don Girolamo), Lucia Cirillo (Carlotta), Giulia Della Peruta (Vespina) e Federico Benetti
(il custode). Istruisce il Coro Andrea Secchi.
TRAMA - Agnese è fuggita con l’amante Ernesto, da cui ha avuto una figlia; tradita e
abbandonata, torna per chiedere perdono e
riabbracciare il padre Uberto. Lo trova però
rinchiuso in manicomio, in preda alla follia
per averla creduta morta. Saranno una geniale intuizione del medico Don Girolamo e il
potere del ricordo e della musica a restituire
la ragione a Uberto e ad Agnese l’amore di

suo padre e di Ernesto, in un commovente
e raro lieto fine. Come in un dramma contemporaneo, il libretto di Luigi Buonavoglia
mette in scena rapporti e legami che vanno
ricuciti e sentimenti feriti che possono essere sanati, e modernamente descrive la follia
non come condizione “romantica”, orribile e
fatale, ma come una malattia, che può essere curata e finanche guarita. Tutto questo fa
di Agnese una pagina di teatro originale e di
grande interesse, dove Paer dispiega, oltre a
una grande modernità compositiva, anche
una capacità drammaturgica fuori dal comune, che impiega la musica a favore della
scena con magistrale equilibrio tra momenti
espressivi, comicità e azione.
(p.r.)