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JUVETORO n. 14 JUVE ATLETICO bassa OK.pdf


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Gli altri Ottavi di finale

Le sorprese di questa pazza edizione Champions
Fuori i campioni in carica del Real, umiliati dall'Ajax. Out anche il Paris. Ora a chi tocca?
lare, avendo rinnovato fino
all'eta di 43 anni il contratto
con il Psg: avrà ancora altre
opportunità per provare a
vincere la Coppa.

Q

uante emozioni finora
negli ottavi di finale
della Champions League. Incredibili rimonte,
caterve di gol, risultati pazzeschi e grandi club che già
salutano a marzo la "coppa
dalle grandi orecchie". Vediamo cos'è successo nelle
prime quattro gare e cosa
potrà accadere nelle altre
che si giocheranno tra martedì e mercoledì prossimi.
AJAX UMILIA REAL
Zidane e Cristiano Ronaldo lo avevano capito che la
terza Champions di fila era
stato ottenuta con un pizzico di fortuna e soprattutto
spendendo le ultime risorse
di molti giocatori del Real
Madrid. Insomma il ciclo
era finito. Prima Lopetegui
e poi Solari predicavano
(non ascoltati) nel deserto. Se nella Liga il Real già
annaspava, in Champions i
quarti di finale sembravano in cassaforte dopo il 2-1
di Amsterdam. Tanto è vero
che Sergio Ramos nel finale
di partita si era fatto ammonire apposta per scontare la
squalifica al ritorno. L'Uefa
non ha gradito (squalifica
raddoppiata) la stupidaggine del centrale madridista,
gli dei del calcio nemmeno.
E cosi l'Ajax ha maramaldeggiato 4-1 al Bernabeu.
TOTTENHAM AGEVOLE
Gli Spurs invece non hanno
subito rimonte dal Borussia Dortmund, anzi, dopo
aver leggermente sofferto
solo nel primo tempo si sono
addirittura imposti nella
ripresa. Dopo la vittoria a
Londra per 3-0, gli inglesi
infatti hanno vinto 1-0 con
gol di Kane. E ora il Tottenham si auspica un sorteggio
benevolo, per approdare
in semifinale. Pochettino
questa volta vuole togliersi
grandi soddisfazioni.
ROMA FA LA STUPIDA
AD OPORTO
Dopo la semifinali dello

scorso anno, il sorteggio
aveva regalato alla Roma la
più agevole delle avversarie
possibili per questi ottavi: il
Porto. Che all'andata i giallorossi stavano dominando
con un secco 2-0, fino al
gol lusitano che riapriva i
giochi. Ad Oporto invece,
dopo la scoppola pesante
rimediata nel derby contro
la Lazio, la Roma ha resistito solo 26 minuti prima del
gol di Tiquinho, rimediando
con penalty di De Rossi. Ma
nella ripresa Marega e nei
tempi supplementari il rigore di Telles hanno spento
i sogni di gloria giallorossi.
Una crisi tecnica e societaria che farà saltare molte
teste nei prossimi mesi. Di
Francesco, intanto, è già
saltato. Per un tecnico messo in discussione ormai da
troppi mesi è forse la fine
di un incubo perché le colpe
maggiori della troppo altalenante stagione giallorossa
non sono certo le sue.
I RED DEVILS
BEFFANO IL PSG
Non è bastato l'arrivo di Buffon per dare al Paris Saint
Germain maggiore personalità a livello europeo. Eppure
dopo il 2-0 dell'Old Trafford
sembrava una formalità per
i parigini il passaggio del
turno anche perché in terra
albionica i francesi avevano
tenuto il campo alla grande evidenziando anche un
buon equilibrio complessivo
di squadra, elemento che
era sempre mancato negli
anni precedenti. Invece la
doppietta di Lukaku, spezzata dal gol di Bernat, ha
fatto tremare il Psg fino al
recupero, benché bastasse l'1-2 per qualificarsi ai
quarti. E cosi la beffa del
gol di Rashford al minuto 94
ha fatto nuovamente piangere Buffon e compagni.
L'ex portierone bianconero,
nonostante l'eliminazione e
un grave errore commesso
nella seconda rete avversaria, si può comunque conso-

BAYERN MONACO-LIVERPOOL
Che sfida anche all' “Allianz
Arena”! Due squadre abbonate alle vittorie in Champions, e potenziali vincitrici
di Bundesliga e Premier League (anche se non sarà per
nulla facile avere la meglio
sul City). I bavaresi hanno rimontato un pesante distacco dal Borussia Dortmund, e
faranno valere la loro esperienza per prevalere da qui
a maggio sull'ex squadra di
Jurgen Klopp. Quella attuale di Klopp, invece, contende
al City di Guardiola la Premier, dopo che il Liverpool aveva accumulato (e poi
dissipato) un buon margine.
All'andata fu pareggio a reti
bianche. Il Liverpool punta
quantomeno ad un pareggio con reti. Dopo la finale
dello scorso anno, per i Reds
sarebbe uno smacco l'eliminazione agli ottavi. Ma lo sarebbe anche per il Bayern,
sempre grande protagonista in Champions. Insomma
una finale anticipata, come
d'altronde lo è Juve-Atletico
Madrid.
BARCELLONA-LIONE
Messi e compagni speravano di chiudere il discorso
qualificazione già a Lione.
Ma i francesi, come prevedibile, si sono chiusi in difesa
strappando un pari importante. I catalani dovranno
quindi stare molto attenti
per evitare beffe tra le mura
amiche del “Camp Nou”. Un
pareggio con reti sarebbe il
sogno dei lionesi, segnare
subito due reti per togliersi

I motivi per cui credere
nell'epica rimonta bianconera

V

anno per la maggiore le rimonte. Nel massimo torneo continentale, sembra che partire
pressoché eliminati, diventi ultimamente il
vero ed unico viatico al superamento del turno. Se
poi si è andati incontro ad una sconfitta interna,
pare quasi matematico che si vada ad espugnare il
campo avverso.
L'Ajax dei giovani ha ridicolizzato il Real Madrid al
capolinea; il Manchester Uniter rivitalizzato dalla
cura Solskjaer ha preso a schiaffi l'eterno incompiuto Paris Saint Germain; lo stesso Porto che ha
rimontato la Roma, approdando ai quarti dopo anni
di vacche magre. Perché dunque non credere che
questa tendenza non possa premiare la Juventus?
La “remuntada” è possibile, a patto che ci si creda
tutti quanti assieme. D'accordo, lo 0 a 2 è un risultato che non ha riscontro cospicuo di ribaltamenti e
se proprio la vogliamo dire tutta, nella storia juventina, mai si è riusciti nell'impresa. Esiste sempre una
prima volta, signore e signori. D'altra parte, chi ha
pagato cifre pesanti per essere all'Allianz Stadium
martedì sera, lo ha fatto certo perché crede nel “ribaltone”. Ci si deve credere, è obbligatorio crederci,
primi fra tutti gli spettatori. E poi i raccattapalle, i fotografi, gli stewards, gli addetti al catering. La struttura, pilastri e tiranti compresi. Ci si deve credere
perché la vittoria di Napoli consente di far rifiatare
le pedine che possono fare la differenza. Troppo
grande è il distacco per temere brutte sorprese in
campionato. Ecco allora che le energie si possono
spendere copiosamente per conseguire un traguar-

il pensiero l'obiettivo azulgrana. Il tasso tecnico dice
ampiamente Barcellona. Ma
il Lione va stanato, cosa non
facile vista la gara di andata.
CITY, OCCHIO AI TEDESCHI
Viste le rimonte accadute
nelle prime quattro gare
non saremmo tranquilli nei
panni del Manchester City,
altra favorita alla vittoria

do che avrebbe il prestigio delle grandi serate e la
proiezione a turni successivi con una concorrenza
sfoltita da un ottavo terribile. Ci si deve credere perché CR7 ci crede. Ci si deve credere perché Allegri ci
crede, molto più di tanti tifosi negativi che traggono
la loro negatività da un'indole assolutamente non
in sintonia con l'essere juventino. Perché la Champions League è l'obbiettivo primario della stagione,
poche storie. Uscire lascerebbe un retrogusto talmente amaro da renderlo insopportabile, anche se
uno scudetto val bene una stagione. È l'ossessione
di questa Coppa “maledetta” che rende obbligati a
crederci. Il motto bianconero non è 'fino alla fine'?
E che 'fino alla fine' sia. Perché ci si può qualificare
con un rigore da V.A.R. all'ultimo secondo, Porto e
Manchester Utd. lo stanno a testimoniare. Perché
mai non potrebbe capitare anche alla Juve? Saremmo tutti più felici e snelli, visti i kili persi per l'adrenalina a catinelle. È l'ora della storia e la storia non
si fa, senza fede.

finale. Vero che il 3-2 con
cui gli inglesi hanno espuganto l'Arena tedesca, in
una gara ricca di emozioni,
dovrebbe garantire almeno
un minimo di serenità in
una squadra ricca di talento, ma tutto può succedere.
Anche all'andata, infatti, le
difficoltà non mancarono
per gli uomini di Guardiola:
svantaggio ed espulsione di
Otamendi, poi il City ribaltò

Marco Sanfelici

il risultato con la splendida
punizione dell'ex Sané e il
gol nel finale di Sterling. Sarebbe d'altronde uno smacco anche cittadino farsi eliminare: i cugini 'reds', con
un'impresa sportiva, sono
riusciti a sbattere fuori il
Paris Saint Germain...
Alessandro Costa
Andrea Montanari