File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



JUVETORO n. 14 JUVE ATLETICO bassa OK.pdf


Anteprima del file PDF juvetoro-n-14---juveatleticobassaok.pdf

Pagina 1...4 5 67816

Anteprima testo


6

www.juvetoro.it

amc_juvetoro@yahoo.com

Squadra Ospite

Dal dicembre 2011 impera solo il 'cholismo'
Simeone ha forgiato la squadra a propria immagine e somiglianza. Unico problema i troppi infortuni

E

rano tre settimane che si aspettava
questa data, la fatidica partita di ritorno degli
ottavi alla quale la Juve sta
pensando da tempo avendo,
buon per lei, ormai messo
in cassaforte il campionato.
Liga che invece per l’Atlético è più viva che mai. I
colchoneros sono rimasti gli
unici possibili pretendenti al
titolo anche se ormai quasi
tutti lo danno al Barça. Mai
dire mai con l’agguerrita
banda del 'Cholo' (vedasi
partita d’andata) e pronta
a vendere cara la pelle in
quel di Torino. Ma perché
'Cholo'? Letteralmente sta
per meticcio. Nomignolo o
vezzeggiativo che dir si voglia e che proviene da un
vecchio giocatore argentino del Vélez Sarsfield degli
anni 60, un tale Carmelo
Simeone che era stato battezzato appunto in questo
modo dai propri tifosi. Poi
quando alla fine degli anni
'80 apparse Diego Pablo
come giocatore dello stesso Vélez si appropriò del
soprannome prima come
“Cholito” e poi finalmente

come “Cholo”. Accezione
del termine che poi sfocia
nei giorni nostri in “cholismo” per il modo di giocare
delle sue squadre ed ancora
“Cholito” che poi non è altro
che suo figlio Giovanni, attaccante della 'Fiore', come
dicono da queste parti. Ma
tornando al nostro Simeone, in carica all’Atlético dal

dicembre 2011, sette anni
al comando di quella che
ai tempi veniva chiamata la
seconda squadra di Madrid
ma che da anni a livello nazionale ed europeo ha raccolto successi mai visti nei
suoi 116 anni di storia. Vittoria in Coppa del Re, Liga e

Supercoppa di Spagna oltre
alle due in Europa League
ed altrettante in Supercoppa d’Europa. Un allenatore
che interpreta appieno lo
spirito del club e soprattutto della sua squadra,
capace di dare una carica
incredibile ai suoi giocatori e ritrasmettendosela a
sua volta. La controprova si
ha vedendo il suo atteggiamento nell’area tecnica durante le partite, agitazione
constante, consigli, improperi ed una vasta gamma
di reazioni che provocano
fortissimi dolori di testa alle
terne arbitrali (per il quarto
uomo poi una disperazione costante). Il gesto della
partita d’andata è ormai
dimenticato e l’UEFA non
si è spinta più di tanto nelle sanzioni anche perché il
mea culpa è stato imme-

diato e tempo a Nyon ne
hanno avuto per decidere.
La mano sul basso ventre
pare sia stata una reazione
provocata e di galvaniana
memoria, frutto solamente
di una carica elettro-adrenalinica come se di un test
di laboratorio si trattasse e
niente più. Parlando della
squadra l’assetto non cambia e tanto più con un vantaggio di questo tipo fuori
casa. Parliamo del classico
4-4-2 con là davanti, causa
la squalifica di Diego Costa,
i soli Griezmann e Morata
con Kalinic e Correa pronti al rimpiazzo. Il centrocampo, causa l’altra squalifica di Thomas, prevede
Koke-Saúl Ñiguez-Rodrigo
e Lucas Hernández, sem-

SCHEDA E PALMARES ATLETICO
Fondazione: 1903
Presidente: Enrique Cerezo
Stadio: Wanda Metropolitano (67.703 spettatori)
Titoli Nazionali: 10
Coppe del Re: 10
Coppe Eva Duarte: 2
Supercoppe di Spagna : 2
Uefa/Europaleague: 3 (10, 12, 18)
Coppa delle Coppe: 1 (62)
Supercoppe Europee: 3 (10, 12, 18)
Coppa Intercontinentale: 1 (74)
Finali Coppa Campioni/Champions: 3

Il Club Atlético de Madrid è stato fondato il 26 aprile 1903 da alcuni studenti baschi
residenti a Madrid, con l'intenzione di creare una società satellite dell'Athletic Club:
la squadra (il cui primo nome fu Athletic de Madrid) adottò in effetti gli stessi colori
sociali del club basco (allora bianco e blu) per poi passare, nel 1912, al bianco e rosso.
Divenuta società indipendente nel 1923, l'Atlético Madrid disputò negli anni venti gli
allora principali tornei calcistici spagnoli,
L'Atlético è l'unica squadra a essersi aggiudicata la Coppa Intercontinentale senza avere
mai vinto la Coppa dei Campioni, allora requisito indispensabile per partecipare alla
competizione: nel 1974, infatti, a seguito della rinuncia del Bayern Monaco a partecipare alla manifestazione, i madrileni incontrarono e batterono gli argentini dell'Independiente, campioni in carica della Coppa Libertadores e detentori della Coppa Intercontinentale.
Il Wanda Metropolitano sarà lo stadio della Finalissima di Champions il 1° giugno
2019. È la nuova casa dell'Atletico Madrid dalla stagione 2017/18 , che ha abbandonato il Vincente Calderon dopo 51 anni di servizio. Questo nuovo impianto è situato nella
zona nord est della capitale iberica.

pre che quest’ultimo recuperi dall’infortunio, Lemar
pronto al subentro. La difesa a protezione del portiere Oblak pare bloccata con
Juanfran-J.M. Giménez-Godín e Filipe Luis, pur essendo anche lui in forte dubbio
causa infortunio. Proprio il
discorso infortuni è l’aspetto che più preocupa lo staff
tecnico madrileño, già siamo arrivati a 40 e in ben
13 partite il tecnico argentino è stato costretto a fare
cambi in corso d’opera ma
senza mai mutare né l’assetto né tantomeno lo spirito della sua compagine.
Sull’andamento della sfida
non ci sono dubbi, sono tre
mesi che si dice che l’Atlético era il peggiore rivale fra
i secondi che poteva capitare, squadra scorbutica e
difficile da decifrare oltre
che affrontare per bocca
dello stesso Allegri. Specchio fedele del proprio alle-

natore che si dice non faccia giocare bene la propria
squadra ma faccia giocare
male i rivali. E dici poco!
Non tragga comunque in
inganno la loro sconfitta
4-0 a Dortmund nella fase
a gruppi e neppure la vittoria dello scorso anno della
Juve a Madrid recuperando
uno 0-3 casalingo. Parliamo
di un ottavo di finale molto complicato, al “rojo vivo”

come si definiscono in Spagna le battaglie calcistiche
di questo tipo contro una
squadra in buonissima salute e decisa a tutto. Se poi
scivoliamo a parlare della
“garra” sudamericana allora si che entriamo nel terreno fertile del 'Cholo' e da
lì se ne esce solo con le ossa
rotte.
Carlo Bianchi

PER LA TUA PUBBLICITÀ SU

TELEFONA

011 0201860

SCRIVI amc_juvetoro@yahoo.com