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PROF. CINQUEGRANA L'AMARO SVEDESE conoscerlo prepararlo usarlo .pdf



Nome del file originale: PROF. CINQUEGRANA L'AMARO SVEDESE conoscerlo prepararlo usarlo.pdf
Autore: umberto cinquegrana

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® Office Word 2007, ed è stato inviato su file-pdf.it il 20/03/2019 alle 12:48, dall'indirizzo IP 79.55.x.x. La pagina di download del file è stata vista 139 volte.
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1

AMARO SVEDESE:
CONOSCERLO PREPARARLO USARLO

In questo documento trovate tutto assieme quello che occorre per arrivare a
conoscere bene l’amaro svedese, a prepararlo da voi stessi, e ad usarlo nella
maniera più opportuna.
Per quanto riguarda l’obiettivo di preparare l’amaro svedese da voi stessi a
casa, il momento più delicato è quello di procurarvi le erbe svedesi.
Procedete nel modo seguente:
1. Se avete erboristerie alla portata di mano, chiedete se hanno al
momento disponibili le erbe svedesi, o se le possono procurare
facilmente: contattate le erboristerie per telefono, per non perdere
tempo. Se l’esito del contatto è positivo, il problema è risolto, e potete
scegliere di preparare un solo litro e mezzo di amaro svedese,
seguendo la ricetta qui riportata, o di prepararne 7 litri e mezzo
assieme seguendo l’altra ricetta.

2. In caso contrario, telefonate alle erboristerie che indico qui
appresso,facendo il mio nome, e ordinate le erbe svedesi, che vi
saranno spedite con corriere espresso. A questo punto, vi conviene
decisamente di ordinare 500 grammi di erbe svedesi per la
preparazione di 7 litri e mezzo di amaro svedese. Questo vi
conviene molto per due motivi: perché coprite così anche la spesa
per la spedizione (conveniente per un ordine di mezzo chilo di erbe
svedesi, non conveniente per 150 grammi), e perché con una sola
fatica riuscite a preparare tutto assieme un quantitativo di amaro
svedese opportuno per un lungo periodo di tempo, e che userete
senza l’ansia che accompagna il suo uso quando la quantità
disponibile è piccola.
Buon lavoro di preparazione,
buon uso per voi e per gli altri,
buona vita a voi.
Cordialmente.

2

Prof. Cinquegrana

COME OTTENERE LE ERBE SVEDESI
TRAMITE SPEDIZIONE CON CORRIERE ESPRESSO

1.
Erboristeria Salus e Natura
di Sgariglia Stefano
Qualiano
tel. 081.8183850
stefano.sgariglia@virgilio.it,
2.
erboristeria dott.ssa Grazia Di Giorgio
Sant’Arpino (CE)
081.19177705/327.7903882
info@tisanaerboristeria.it

www.tisanaerboristeria.it

I titolari dell’erboristeria hanno dichiarato
di essere disponibili a spedire tramite corriere
con pagamento in contrassegno
previo ordine telefonico
o per e-mail
precisando anche di avere avuto l’indicazione dal prof. Cinquegrana.
I prezzi delle erbe svedesi praticati in queste erboristerie sono decisamente buoni
soprattutto se confrontati con altre offerte.
I costi di spedizione sono contenuti e convenienti se si ordina tutto assieme
mezzo kg. di erbe svedesi.
Con questo mezzo kg si riesce a preparare
con un’unica fatica
sette litri e mezzo di amaro svedese

3

seguendo quanto da me indicato nell’apposita ricetta di preparazione
riportata qui di seguito.
Ciò costituisce una buona scorta
utile e opportuna
dato l’uso frequente che sicuramente se ne farà
e dato che non c’è scadenza.
Questo è un ottimo investimento,
perché c’è tutto da guadagnare
e niente da perdere:
è per questo che volentieri ho fatto la fatica
di preparare questa pagina.

Nota bene:
Per quanto riguarda il distillato indicato nella ricetta, fate una accurata indagine di
mercato per individuare il prezzo più conveniente. Per quelli tra voi che vivono a
Nord di Napoli, posso suggerire il centro commerciale Auchan di Giugliano in
Campania, e un punto vendita ancora più conveniente (grappa a 5 euro al litro)
situato in Via della Resistenza 95, Calvizzano, sulla strada che da Qualiano porta a
Marano di Napoli, titolare Tony Assenzo, cell. 331.3321469, e-mail
antonio.assenzo@virgilio.it.

4

RICETTA PER UN LITRO E MEZZO
L’AMARO SVEDESE
Ricetta
Chiedete in erboristeria 100 gr. di «erbe svedesi», che corrispondono alla seguente miscela:
aloe o assenzio
assenzio
mirra
zafferano
foglie di senna
manna
carlina
angelica radici
canfora
zenzero radici (curcurma)
teriaca veneziana

20 gr., oppure 10 gr. aloe + 10 gr.
10 gr.
200 mg.
10 gr.
10 gr.
10 gr.
10 gr.
10 gr.
10 gr.
10 gr.

Presso i supermercati, comprate un litro e mezzo di un distillato tipo brandy, grappa, whisky,
cognac, ecc., la cui gradazione alcolica sia di 38-40 gradi. Cercate di comprare il distillato che
costa meno.
In una bottiglia di due litri o più, mettete assieme la miscela di erbe ed il litro e mezzo di
distillato. Tenete la bottiglia al sole, oppure vicino ad una fonte di calore, da 10 a 14 giorni,
scuotendola una o più volte al dì.
Quindi, filtrate con un passino, nel quale mettete dell'ovatta, o un panno di tela, o di lino, o
delle salviette di carta, per ottenere un filtrato più puro. Conservate in bottiglie di vetro
scuro, e tenete in un luogo fresco, o almeno riparato.
Volendo utilizzare l'amaro svedese per applicazioni locali, è opportuno tenere presenti questi
consigli: usate, possibilmente, ovatta a banda larga; usate un impacco costituito da almeno
tre strati di ovatta, di cui bagnate, con l'amaro svedese, lo strato superficiale; potete
utilizzare questa ovatta per più di un'applicazione, prima di sostituirla con altra ovatta. Fate
attenzione che l'amaro svedese non coli fuori dall'ovatta, perché può sporcare la biancheria.
Attenzione:
Usate sempre abbondante ovatta e altrettanto abbondante amaro svedese se volete avere
risultati validi e soddisfacenti.

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AMARO SVEDESE

Ricetta per la preparazione di sette litri e mezzo
di amaro svedese
Chiedete in erboristeria
500 gr. di «erbe svedesi».
Presso i supermercati, comprate sette litri e mezzo di un distillato tipo brandy,
o grappa, o whisky, o cognac, ecc.,
la cui gradazione alcolica sia di 38-40 gradi.
Cercate di comprare il distillato che costa meno, come è, generalmente,
per brandy o grappa.
In un boccione di vetro di più di cinque litri,
mettete assieme il mezzo kg di erbe svedesi e i cinque litri di distillato.
Tenete il boccione al sole, oppure vicino ad una fonte di calore,
da 10 a 14 giorni,
scuotendola una o più volte al dì.
Quindi, filtrate con un passino.
Conservate in bottiglie di vetro scuro,
e tenete in un luogo fresco,
o almeno riparato.
Volendo utilizzare l'amaro svedese per applicazioni locali, è opportuno tenere
presenti questi consigli: usate, possibilmente, ovatta a banda larga; usate un
impacco costituito da almeno tre strati di ovatta, di cui bagnate, con l'amaro
svedese, lo strato superficiale. Potete utilizzare questa ovatta per più di
un'applicazione, prima di sostituirla con altra ovatta. Fate attenzione che l'amaro
svedese non coli fuori dall'ovatta, perché può sporcare la biancheria, ed è molto
difficile rimuovere le macchie di amaro svedese.

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AMARO SVEDESE

Ricetta per la preparazione di
9 LITRI
di amaro svedese
Chiedete in erboristeria
600 gr. di «erbe svedesi».
Presso i supermercati, comprate nove litri un distillato tipo brandy,
o grappa, o whisky, o cognac, ecc.,
la cui gradazione alcolica sia di 38-40 gradi.
Cercate di comprare il distillato che costa meno, come è, generalmente,
per brandy o grappa.
In un boccione di vetro di 10 litri
mettete assieme le erbe svedesi e i 9 litri di distillato.
Tenete il boccione al sole, oppure vicino ad una fonte di calore,
da 10 a 14 giorni,
scuotendola una o più volte al dì.
Quindi, filtrate con un passino.
Conservate in bottiglie di vetro scuro,
e tenete in un luogo fresco,
o almeno riparato.
Volendo utilizzare l'amaro svedese per applicazioni locali, è opportuno tenere
presenti questi consigli: usate, possibilmente, ovatta a banda larga; usate un
impacco costituito da almeno tre strati di ovatta, di cui bagnate, con l'amaro
svedese, lo strato superficiale. Potete utilizzare questa ovatta per più di
un'applicazione, prima di sostituirla con altra ovatta. Fate attenzione che l'amaro
svedese non coli fuori dall'ovatta, perché può sporcare la biancheria, ed è molto
difficile rimuovere le macchie di amaro svedese.

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L’amaro svedese
«In amaritudine salus»

L

L'ORIGINE DEL NOME E SUO SIGNIFICATO

’amaro svedese è indicato, nei testi tedeschi, con il termine
«Schwedentropfen», che, letteralmente, si traduce «gocce svedesi», dove il
riferimento alla Svezia è, verosimilmente, solo occasionale. Di origine svedese
era il dottor Samst, un medico che utilizzava spesso e volentieri questo preparato
naturale, da lui ritenuto senza dubbio il farmaco d’elezione, durante l’esercizio della
sua attività medica in una cittadina austriaca. La ricetta, relativa alla preparazione
delle gocce svedesi, rimase segreta fino alla morte del dottor Samst, che avvenne
all’età veneranda di anni 105, per una caduta da cavallo. Ritrovata tra le sue carte, la
formula fu subito utilizzata per produrre su più vasta scala questo «elisir della vita».
Conoscendo la mia passione nella ricerca costante di rimedi naturali atti a
combattere efficacemente le malattie, Schw. Edeltraud, la suora responsabile
dell’amministrazione del Kneippianum (un ospedale che prende il nome dal parroco
naturalista «Kneipp», a Bad Wörishofen, in Allgäu, Germania), mi regalò la brochüre
«Apotheke Gottes», di Maria Treben, una studiosa austriaca di medicina naturale. In
questo opuscolo, con grande semplicità e naturalezza, viene presentato «l’amaro
svedese», con il corteo delle sue virtù curative, con la descrizione della sua grande
efficacia terapeutica. La cosa istintivamente mi convinse, approfondii l’argomento
con passione. Per lunghi anni, ho avuto modo di sperimentare la verità dell’efficacia
reale che veniva garantita nella presentazione dell’amaro svedese: l’intuizione, che
avevo avuto, di trovarmi davanti a qualcosa di veramente eccellente nel campo
terapeutico, si rivelava sempre più esatta.
Un lungo periodo di collaudo e di sperimentazione della bontà del farmaco ha
preceduto la mia decisione di contribuire a farlo conoscere a quante più persone è
possibile, secondo il comandamento evangelico di donare agli altri
«gratuitamente», quello che «gratuitamente» si è ricevuto: «quod gratis
accepistis, gratis date!».
Più che «gocce svedesi», io chiamerei il preparato «lacrime di angeli», cadute dal
cielo per lenire la sofferenza dell’uomo, oppure «distillato di cielo»: fatelo cadere
sulle vostre piaghe e sul vostro dolore, e capirete il perché di queste espressioni,
apparentemente esagerate ed enfatiche. Se una mano invisibile mi ha portato alla
scoperta ed alla comprensione del valore di questo rimedio naturale, esso deve
diventare patrimonio di tutti: ogni lacrima che asciughiamo ad un fratello
sofferente, segna il nostro avanzamento di un gradino nel processo ascensionale
dell’evoluzione, ed è sempre misura della nobiltà di dentro di un uomo.

8

UN ECCELLENTE RIMEDIO NATURALE DI PRONTO SOCCORSO

Q

uando si esperimenta di persona di quanta efficacia sia dotato questo
medicinale naturale, diventa una necessità tenerlo sempre a portata di
mano, sia in casa, che quando si viaggia. È un ottimo farmaco da pronto
soccorso, facile da usare, rapido nei risultati. Non deve mai mancare anche una
buona quantità di ovatta, in quanto l’applicazione del liquido sulla parte da trattare
avviene mediante ovatta bagnata con esso.
Non esiste patologia che non possa giovarsi di questo rimedio. Quando, in un
momento di emergenza, non si sa proprio cosa fare, ecco trovata una via d’uscita:
prendete l’ovatta, inumiditela con l’amaro svedese, applicatela su quella parte del
corpo che è in sofferenza, dove c’è la lesione, e il gioco è fatto. Non è necessaria una
diagnosi esatta e circostanziata della patologia in corso; l’importante è intervenire
con questo rimedio, perché i risultati sono garantiti.
Va precisato, naturalmente, che a questo tipo di pronto soccorso si fa ricorso
solo quando il caso non appare obbiettivamente preoccupante e grave, e solo
quando è impossibile, in questi casi, avere un medico che pratichi le cure opportune,
o predisporre un urgente ricovero presso le strutture sanitarie pubbliche o private.
In ogni caso, un primo tentativo di pronto soccorso con questo liquido non è
controindicato, e fino ad ora non ha mai deluso.
In un piccolo centro dell’agro aversano, in provincia di Caserta, ero, presso una
famiglia, intento a praticare un massaggio al capofamiglia, affetto da ernia del
disco nel tratto lombare della colonna vertebrale, quando si impose una
situazione di emergenza per la piccola Filomena, di 10 anni. Imprudentemente, la
fanciulla si era immersa in una vasca d’acqua fredda situata nel giardino, e si era,
naturalmente, sentita male: brividi, labbra livide, occhi spalancati e spaventati; un
aspetto che si faceva sempre più cianotico, il respiro irregolare. E poi c’era tanta
paura, soprattutto perché si cominciò a temere che la situazione precipitasse
verso l’irreparabile, anche perché non si riusciva a contattare il medico di famiglia.
Autorizzato dai genitori, applicai pezze di ovatta, bagnate con l’amaro svedese,
sulle regioni carotidee, sull’addome, sulla fronte, sulla regione posteriore del
collo: con sorpresa di tutti, il quadro clinico si normalizzò nel giro di pochi minuti,
le labbra divennero rosee, il colorito della pelle normale, il respiro regolare. Che il
peggio era ormai passato, lo confermò anche il medico di famiglia, quando riuscì a
precipitarsi in quella casa. A me venne spontaneo di ricordare alla mamma che il
nome della piccola Filomena etimologicamente significa «benvoluta», «amata da
Dio»: come in quell’occasione.
Mediante l’applicazione di un impacco d’ovatta, bagnata con l’amaro svedese,
sul distretto renale, occorse solo un quardo d’ora per far superare ad un paziente
una colica renale, che aveva resistito per due giorni ad ogni trattamento
farmacologico.
Vertigini persistenti e irriducibili anche dopo trattamenti farmacologici, non
permettevano ad un paziente né di stare in piedi, né di camminare da solo, senza
accompagnamento: il ricovero ospedaliero, e una duplice risonanza magnetica
nucleare, erano valse soltanto a tranquillizzare il paziente e i familiari, per l’assenza
di patologia neoplastica a carico delle strutture endocraniche. Eppure, bastarono
solo alcune applicazioni con l’amaro svedese per vedere alzare e camminare
l’ammalato in autonomia, e senza più vertigini. Durante alcune sedute di

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psicoterapia, ho messo i miei pazienti in condizioni fisiche di potere portare più
avanti il dialogo psicologico, facendo loro passare, in breve tempo, più o meno
intensi mal di testa, applicando sulla loro fronte ovatta, bagnata con l’amaro.
Da uno di questi impacchi, il mio meccanico di fiducia fu messo in condizione di
continuare il suo lavoro, nonostante che sulla sua mano destra fosse pesantemente
caduto il coperchio del motore, per un improvviso colpo di vento: per evitargli un
eventuale svenimento, gli feci anche bere un cucchiaio del liquido, diluito con un po’
d’acqua. Molti alunni, a scuola, hanno visto scomparire il loro mal di denti,
applicando semplicemente ovatta, bagnata con l’amaro svedese, sul dente cariato, o
sulla lesione gengivale.
Ematomi, contusioni, gonfiori, edemi si possono trattare in questo modo con
risultati positivi certi. Le crisi diarroiche vengono superate con applicazioni
successive sulla regione addominale anteriore. E si calmano anche i dolori pelvici,
dovuti a patologie varie, a carico della vescica, dell’utero, delle ovaie, dell’uretere,
della prostata.

10

I

AZIONE DI RIMOZIONE DEI SINTOMI E DELLE CAUSE

n genere, quasi tutti gli accessi di dolore sono facilmente dominabili mediante
l’applicazione di questi impacchi. E non è solo il sintomo dolore ad essere
trattato, e messo a tacere: l’amaro svedese ha molto spesso il potere di risolvere
radicalmente la patologia stessa che è alla base del dolore. Ciò significa che una
terapia con questo liquido non è solo sintomatica, ma anche eziologica, in quanto
opera sulle cause più o meno profonde della malattia, andando anche, spesso, al di
là delle aspettative e delle attese.
Come quando si trattano le tonsilliti, le faringiti, il mal di gola, in genere, le
laringiti, o patologie a carico della tiroide, tanto per restare nella regione
anteriore del collo: i risultati che si conseguono vanno molto al di là della messa a
tacere dei sintomi, fino ad arrivare spesso alla guarigione completa della malattia
trattata. Una rapida remissione della sintomatologia dolorifica si ha pure quando
sia in corso una fase acuta di sinusite frontale, e si applica sulla fronte ovatta
bagnata con l’amaro: naturalmente non si dirà che il paziente è guarito dalla
sinusite per il solo fatto che si è messo a tacere il dolore, né tuttavia si escluderà
di debellare definitivamente questo male, se si continua sistematicamente con le
applicazioni locali del liquido.

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IL VECCHIO MANOSCRITTO

È

con beneficio d’inventario e con la opportuna cautela, che si valuterà l’elenco
delle malattie trattabili con l’uso dell’amaro svedese, e riportato nella
brochüre di Maria Treben, sulla base di un vecchio manoscritto. Senso critico
non vuol dire tuttavia negazione aprioristica di ogni contenuto, ma, semplicemente,
comprensione di un messaggio. E il messaggio che si evince, intuitivamente, dalla
lettura del manoscritto, è il seguente: un fatto certo è che questo preparato è
dotato di notevole attività farmacologica curativa, sicuramente suscettibile di
sviluppi applicativi ulteriori, in direzioni ancora inesplorate.
È uno stimolo e una provocazione, peraltro allettanti, rivolti ad ogni spirito
ricercatore: i fatti sono là, e parlano da soli. Nostro dovere è sapere ascoltare, e
sapere interpretare i dati reali, sempre memori che «contra factum non valet
argumentum»: non la polemica giova all’avanzamento della ricerca e della
scienza, ma l’umiltà di osservazione e di ascolto. E se un manoscritto non
scientifico, e un opuscoletto redatto da non addetti ai lavori parlano una lingua
semplice, non accademica, ciò non ci esime dall’essere ugualmente attenti e
aperti cultori dell’ascolto: per sapere se delle cose sono vere o sono false,
bisogna prima lasciare parlare, e sapere ascoltare. Solo così l’empiría diventa
scienza, e cadono le riserve psicologiche, che tanto ruolo giocano nel rifiuto
istintivo della medicina naturale da parte del medico che si è formato nelle aule
universitarie della medicina ufficiale.
Si articola in 46 punti l’estratto dal vecchio manoscritto, operato dal parroco
Karl Rauscher, per descrivere, nella brochüre di Maria Treben, l’efficacia dell’amaro
svedese, e le indicazioni sull’uso che di esso si può fare in svariati campi della
patologia umana.
Per amore di sintesi, riferisco solo brevemente per quali malattie e problemi di
salute il vecchio manoscritto consiglia il ricorso al preparato medicinale; precisando
pure che il suo impiego non è solo esterno mediante impacchi locali, ma anche
interno, bevendolo diluito in un po’ d’acqua. Ma al momento non ci preoccupiamo
più di tanto, perché nel capitolo sulle terapie sarò preciso nel consigliare l’uso
esterno o quello interno del liquido, o tutt’e due, a seconda dei casi. Nel
manoscritto, si suggerisce da far ricorso all’elisir di vita per le patologie a carico dei
seguenti organi e distretti corporei: occhi, denti, lingua, gola, orecchio, stomaco,
fegato, addome, pelvi, vene, polmoni, sistema nervoso, utero, ovaie. Si parla della
terapia dei tumori(!), dell’anemia, di fistole, della febbre, di ogni genere di ferite,
dei dolori reumatici, dei calli.
L’ultimo dei 46 punti, a conclusione, così recita: «chi prende questo medicinale
mattina e sera, non ha bisogno di altre medicine, poichè questa medicina rafforza
il corpo, rinfresca i nervi e il sangue, elimina il tremore delle mani e dei piedi: in
breve, essa guarisce in genere tutte le malattie. L’organismo si mantiene vigoroso,
l’aspetto giovanile e bello».
Dei tanti casi di guarigione testimoniati da Maria Treben nel suo scritto, ne
ricordo in particolare uno, di una donna che, grazie all’assunzione quotidiana
dell’amaro svedese, abbandona la sedia a rotelle, sulla quale era stata costretta da
una grave forma di artrosi progressiva deformante, acquisita in seguito a situazioni
traumatiche, vissute durante la seconda guerra mondiale. E l’altro, di una donna
anziana che recuperava l’udito, parzialmente perduto (ipoacusia), introducendo nel
condotto uditivo esterno un batuffolo di ovatta, bagnato con l’amaro svedese, e

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inumidendo contemporaneamente la regione mastoidea, quella temporale, la
fronte, e il contorno degli occhi. Nel vecchio manoscritto si legge: «L’amaro svedese
fa recuperare anche l’udito perduto». Sono interessanti tutti gli altri episodi di
guarigione descritti da Maria Treben, ma per la loro lettura si rinvia alla brochüre, e
ad altri simili opuscoli della Treben, reperibili presso alcune erboristerie (vedi
bibliografia).

13

L

PROVARE PER CREDERE

a casistica relativa alla eccezionale efficacia terapeutica di questo medicinale
naturale, si arricchisce grandemente, se riprendo a descrivere casi risolti, dei
quali sono testimone.
È certo che in questi anni di studio e di ricerca, esso si è rivelato essere in
assoluto il farmaco di elezione per terapie d’urgenza: il suo spettro d’azione, che è,
a mio parere, quasi di 360°, è eguagliato solo da quello delle terapie con le foglie di
verza o di cavolo cappuccio, vincendo in efficacia, rispetto a queste, nei pronti
interventi, e per la rapidità dell’azione curativa. Come dirò in seguito, in molti casi
sarà opportuno utilizzare tutti e due i rimedi contemporaneamente, nel corso del
trattamento di svariate patologie.
La descrizione di casi di guarigione, conseguita mediante l’uso di questo liquido,
o di altri rimedi naturali, è certamente utile per la sua azione psicologica sul lettore,
che si sente così incoraggiato a mettere in pratica le terapie qui proposte. Credo
tuttavia che il metodo più efficace per convincersi della bontà di una terapia
proposta, e la via più breve, sia quello di provare a curarsi secondo quanto viene
consigliato: quello che qui posso dire, e sottolineare, per la buona pace di tutti i
lettori, è che, in ogni caso, in questo mio scritto, mi limito a dare dei consigli che
sono sicuramente innocui, cioè privi di effetti collaterali, se eseguiti, naturalmente,
in modo corretto.
Tenere in casa questo farmaco naturale, dall’azione così rapida, e sempre
efficace, è buona norma: non dovrebbe mai mancare nella valigetta di pronto
soccorso, sia come dotazione della piccola farmacia in casa, sia negli spostamenti
quotidiani fuori di casa, tanto vicino, quanto lontano. Oltre ai casi di pronto
intervento, alcuni dei quali ho già descritto, le occasioni che mi si sono presentate,
soprattutto nei viaggi, di utilizzare il liquido curativo, sono state innumeri. Quante
coliche addominali, anche quelle a eziologia sconosciuta, sono state rapidamente
risolte con impacchi locali, e con l’assunzione orale dell’amaro svedese!
Crisi diarroiche, anche presso bambini piccoli, superate con applicazioni
addominali; coliche renali, contusioni, ematomi, risolti brillantemente. Ma anche
metrorragie, cioè emorragie non mestruali dell’utero, talvolta sono state dominate:
è chiaro che, donne sofferenti di questo stato patologico, erano
contemporaneamente seguite dal loro ginecologo. Perché, ribadisco qui ancora una
volta, le terapie naturali non esimono affatto dal dovere di ricorrere al medico, per
tante e tante patologie. Ricordi sempre il lettore la mia «teoria del doppio binario»
o della «medicina integrata», proposta nella conclusione del primo capitolo.

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I

NON UNA, MA MILLE E UNA POSSIBILITÀ APPLICATIVE

l lungo collaudo della validità del farmaco in oggetto mi ha visto testimone di
tanti altri casi eclatanti e interessanti, che non finivano mai di stupirmi. Una
anziana signora di Montechiaro, una deliziosa frazione di Vico Equense, guarì da
un basalioma, situato in regione frontotemporale, resistente ad ogni ciclo di
trattamento medico presso le terme di Castellammare di Stabia: la lesione
scomparve dopo una serie di applicazioni con ovatta e amaro svedese. Allo stesso
modo, ho visto guarire un ragazzo dodicenne da un tumoretto benigno, localizzato
sulla punta della lingua, e una donna adulta sofferente da lungo tempo per un
angioma, interessante il margine inferiore sinistro della lingua: ambedue, dopo più
di cinque anni, ancora non hanno accusato a tutt’oggi episodi recidivanti.
La mia consorte, la nostra figlioletta, ed io, abbiamo risolto i nostri problemi di
salute, piccoli o grandi, quotidiani e non, quasi sempre con il solo ricorso all’amaro
svedese, senza naturalmente mettere da parte gli impacchi con le foglie di verza.
Bevendo il farmaco del dott. Samst, applicando ovatta, bagnata con quello, sulle
parti malate del corpo, abbiamo superato molti momenti critici, e tante situazioni di
emergenza, senza agitarci più di tanto, consapevoli della ben collaudata efficacia di
quell’elisir di vita.
Come quando ho trattato con il solo amaro svedese il morso che un cane aveva
dato alla nostra Elvira, imprevedibilmente, dopo di aver ricevuto da essa dei
cioccolatini. Dopo il trattamento con l’amaro svedese e ovatta, sulla mano della
nostra figlioletta erano appena evidenti solo i segni delle zanne del cane; sembrava
che il morso del cane non vi era mai stato.
Sono più di dieci anni che la sindrome influenzale, che sistematicamente mi
colpisce in ogni stagione invernale, non mi costringe più a letto, come
inevitabilmente faceva prima. Il segreto? Appena avverto i primi sintomi
dell’influenza a livello delle prime vie respiratorie, applico impacchi di ovatta e
amaro svedese su tutte le zone colpite, siano esse i distretti tonsillari, o la gola in
genere, la fronte e le tempie, la regione presternale, o tutte quante insieme queste
regioni corporee: gli impacchi impediscono all’aggressione virale di determinare uno
stato febbrile, e l’instaurarsi delle complicanze batteriche. L’influenza, cioè, viene
stroncata in sul nascere, nel giro di un giorno, per quanto attiene alla fase acuta.
Eventuali inevitabili strascichi vanno via da soli, lentamente, nei giorni successivi,
con applicazioni continuate, per spegnere focolai residui.
Con buoni risultati si cura il varicocele (o, in ogni caso, lo si tiene sotto controllo),
potendo superare le crisi accessuali con impacchi di amaro svedese, senza problemi.
La patologia prostatica (la prostatite o l’ipertrofia prostatica), può essere trattata in
questo modo, come pure la cistite. Utilissimi sono impacchi tutt’attorno allo scroto,
per tentare di debellare una eventuale orchite, o una epidimite. E, nelle donne,
impacchi pelvici sono molto efficaci nel trattamento di patologie a carico di utero e
ovaie. Tutto questo, sempre rispettando la teoria del doppio binario, ossia della
medicina integrata, senza credere cioè di poter fare a meno, in assoluto, della
guida e del controllo del proprio medico e degli specialisti.
A volte mi affascina l’idea di tentare di essere utile persino agli emodializzati, i
cui reni siano ormai irrimediabilmente «partiti» (come si suol dire), mediante
l’applicazione di ovatta e amaro svedese sui distretti renali, tre volte al giorno,
facendo durare ogni impacco fino all’assorbimento del liquido, e interessando la
zona con impacchi con foglie di verza durante la notte. È un’idea, ho sentito il

15

bisogno di buttarla giù, così come m’è venuta; può darsi che qualcuno la raccoglierà
in seguito. Si veda pure quanto ho scritto a pag. XXX.
Ematomi, contusioni, strappi muscolari, dolori articolari, reumatismi, tendiniti,
essendo facilmente localizzabili per il riferimento in superficie del sintomo dolore,
possono essere trattati con successo. Come pure tutte le lesioni cutanee, sulle quali
è facile applicare degli impacchi. Ai gestori delle palestre questo farmaco sarebbe
utilissimo, come a tutti quelli che praticano lo sport: è un rimedio di pronto soccorso
veramente straordinario. Quelli che vanno a giocare a pallone, dovrebbero portarlo
sempre con sé, assieme ad abbondante ovatta, naturalmente. Ogni volta che si usa
l’amaro svedese per fare degli impacchi, è utile anche nello stesso tempo assumerlo
per via orale, nella quantità di un cucchiaio da tavola, diluendolo in un po’ d’acqua.
A titolo di cronaca, riferisco che alcuni hanno detto di aver preferito prenderlo senza
aggiunta d’acqua, e di essersi trovati bene ugualmente, non accusando alcun effetto
negativo, da imputare a questa maniera di berlo non diluito; il sapore, purtroppo,
può risultare ad alcuni alquanto non gradito, ma è un inconveniente che si supera
facilmente, laddove si rifletta sugli enormi vantaggi che si ottengono bevendo quel
liquido, e sapendo quanto è portentoso. «In amaritudine salus», dicevano gli
antichi, e questo motto ben si addice in modo particolare all’amaro svedese.
Un commesso viaggiatore, sofferente di un’ulcera gastrica fastidiossima, che egli
non riusciva in nessun modo a rendere silente quanto alla sintomatologia dolorifica,
mi riferì di avere risolto il suo problema, e di sentirsi finalmente in pace, già solo
bevendo l’amaro svedese, la mattina e la sera, e non diluito, per giunta. E pensare
che, come vedremo subito, alla base di questo farmaco naturale c’è un distillato
alcolico. Da anni tiene a bada la sua ulcera gastroduodenale con questo rimedio
anche il proprietario di un’autorimessa: nessun altro farmaco gli aveva dato prima
risultati così sorprendenti. Un giovane guarì da una preoccupante orchiepididimite,
soltanto mediante applicazioni locali con l’amaro svedese.
Questo «distillato del cielo» è utile nelle palestre, dove le possibilità di eventi
traumatici sono tante; mai dovrebbe mancare nella propria auto, si vada a mare, o
in montagna, o per qualche spostamento. Anche le temibili punture d’insetti sono
trattabili molto bene con l’amaro svedese, che ha una grande efficacia in questi casi,
in quanto riesce a bloccare il processo infiammatorio sul suo nascere, se si
interviene con rapidità nell’applicazione del liquido, con ovatta o altro, sulla zona
della puntura: la violenta risposta dell’organismo viene circoscritta, rimane in situ,
evitando quelle reazioni a catena, che possono condurre, in alcuni casi, anche allo
shock anafilattico.

16

R

ALCUNI CASI PARTICOLARI

iporto due casi di nevralgia del trigemino risolti grazie all’uso dell’amaro
svedese. Stava ormai sulla soglia della disperazione il signor N.N., di anni 48,
di Quarto, in provincia di Napoli, quando giunse nel mio studio,
accompagnatovi per mano, a suo dire, da un angelo di Dio, che ha avuto
compassione del suo dolore. Da quattro anni soffriva di dolori nevralgici acuti, che,
partendo dall’articolazione temporomandibolare di sinistra, si irradiavano su tutta la
regione sinistra della testa. La sindrome algica era accompagnata da tutto un corteo
di altri sintomi: incapacità di deglutizione normale, difficoltà a masticare cibi solidi; a
volte, nella fase acuta, anche impossibilità di articolare con chiarezza e con
scioltezza le parole, insonnia, nervosismo, quasi disperazione. L’epicentro della
nevralgia si confermava essere sempre l’articolazione temporomandibolare. Dopo
quattro anni di una inutile «peregrinatio» per vari ospedali e centri specializzati
dell’Italia centrosettentrionale, stava lì davanti a me a sperare in un miracolo. La
risposta dell’organismo all’applicazione di ovatta, bagnata con l’amaro svedese, fu
positiva: nel giro di mezz’ora, il paziente cominciò a colorire il volto, che era, prima,
di un pallore tipico di chi sta vivendo uno stato intenso di sofferenza; riusciva ad
articolare meglio; il dolore localizzato nell’epicentro andava progressivamente ad
attenuarsi. Tanto mi bastò per capire che il paziente era adeguatamente sensibile al
trattamento della malattia con l’amaro svedese. I risultati mi diedero ragione,
perché, nel giro di una decina di giorni, potemmo gioire della guarigione del
paziente.
L’altro sofferente di nevralgia del trigemino, un giovane di 32 anni, di Mugnano di
Napoli, era giunto, dopo tre anni di acute sofferenze, ad uno stadio tale, da
necessitare dell’uso dell’ossigeno durante gli accessi notturni della sindrome
algica, che, partendo da un punto localizzato nella regione zigomatica sinistra, si
diffondeva in quasi tutto l’emicranio omolaterale. Egli è guarito in tempi
abbastanza brevi, per quanto attiene la sintomatologia nevralgica, ma ha dovuto
fare una cura disintossicante generale per alcuni mesi, per superare
completamente lo stato di intossicazione, provocato dai farmaci che assumeva.
Una signora anziana mi disse che ogni giorno mi mandava delle benedizioni,
perché il marito, anziano pure lui, aveva smesso di bestemmiare, da quando era
finalmente guarito da una sofferenza grave al ginocchio sinistro, che gli impediva di
salire sulle scale a pioli, per poter lavorare in campagna. I dolori inabilitanti del
ginocchio erano scomparsi in seguito al trattamento con applicazioni locali di ovatta,
bagnata con l’amaro svedese.
Un altro contadino anziano poté evitare gravi conseguenze, grazie all’uso pronto
e continuo dell’amaro svedese. Colpito nella stalla sull’avambraccio destro, da un
violento calcio di un vitello, rifiutava l’invito a recarsi al pronto soccorso di un
ospedale, per sottoporsi alle terapie richieste da questa emergenza. Rifiutò persino
di eseguire un esame radiologico. Davanti ad una simile caparbietà ed ostinatezza, lo
pregai di fare applicazioni con ovatta, bagnata con l’amaro svedese, ed in questo mi
ubbidì. Dopo quattro mesi, si decise a fare un esame radiologico, mentre che
intanto non aveva accusato particolari sofferenze o anomalie. Molto grande fu la
meraviglia del professore di radiologia quando osservò le lastre: non riusciva a
capire come il paziente avesse potuto evitare l’intervento chirurgico, senza avere le
complicazioni gravi, prevedibili in casi del genere. Il paziente mi raccontò anche che
il professore gli diede un bacio sulla fronte, congratulandosi per gli scampati pericoli.

17

Ad un ragazzo di dodici anni, di Marigliano, il medico del pronto soccorso
dell’ospedale civile di Nola aveva consigliato il ricovero urgente presso l’ospedale
Santobono di Napoli, che è una valida unità pediatrica del capoluogo campano.
Preoccupava la formazione ascessuale, presente nell’ampolla rettale, che
comportava per il giovane ammalato dolore acuto, pesantezza, impossibilità a stare
seduto, difficoltà nella deambulazione. Fu possibile evitare il ricovero, e la
conseguente necessaria incisione chirurgica, grazie ad impacchi continui sulla
regione pelvica con ovatta bagnata con l’amaro svedese. Dopo alcuni giorni, il
giovinetto era difatti perfettamente guarito.

18

Q

L’ATTIVITÀ FARMACOLOGICA DELL'AMARO SVEDESE

uesto elisir di vita esercita la sua azione rimuovendo tutti i fattori di
malattia che impediscono il buon funzionamento dell’organismo, tanto a
livello locale e distrettuale, quanto nella sua globalità. Se viene assunto per
via orale, preferibilmente sempre diluito con un po’ di acqua, esso agisce come
stimolatore di tutti gli organi che sono preposti ad un ordinato e corretto
metabolismo, e l’effetto immediato che si avverte, è quello di sentirsi subito meglio:
è un ottimo rianimatore, e toglie via ogni malessere a carattere indefinito. Il che
non significa affatto che si è guariti: bisogna sempre individuare bene il male,
identificarne le cause predisponenti, determinanti, e scatenanti, e studiare una
terapia la più adatta a sradicare e debellare la patologia. L’effetto rianimatore che si
verifica quando si beve il liquido, si può trasformare nella guarigione da una
malattia, se l’assunzione diventa sistematica e quotidiana, fino alla scomparsa
totale del male stesso. La durata della terapia varia, naturalmente, da caso a caso.
L’amaro svedese è localmente vasoattivo, cioè la sua applicazione determina
una variazione della circolazione nella zona trattata. La vasoattività può essere di
vasodilatazione o di vasocostrizione, ed ogni medico si pone sicuramente la
domanda differenziale, quando si trova in presenza di un farmaco che è sicuramente
vasoattivo. Per quanto riguarda questo farmaco naturale, la risposta è che esso è,
con certezza dimostrata e collaudata, un vasoregolatore: il che ci tranquillizza e ci
rasserena, perché sappiamo che, in ogni caso, la sua attività vasale è sicuramente
non nociva, ma sempre certamente utile agli effetti terapeutici. Non avremo, cioè,
mai dei contraccolpi negativi a sorpresa, quanto al mantenimento dell’equilibrio
emodinamico, tanto locale, quanto generale: sappiamo bene tutti quanto sia
importante l’equilibrio emodinamico nel mantenimento e nella difesa della salute
dell’organismo, quanto questo equilibrio sia precario nella sua dinamicità, e quanti
sistemi regolatori la natura abbia inventato per salvaguardarlo. Grazie a Dio, questo
elisir è un ottimo equilibratore della circolazione, anche quando è assunto per via
orale: rianima l’individuo, che abbia avuto una crisi ipotensiva, abbassa la pressione
dell’iperteso. Essere più tranquilli di così nell’uso di un farmaco, non credo sia
possibile. Osservazioni cliniche, condotte sistematicamente e scrupolosamente dal
sottoscritto, hanno fatto trarre le seguenti schematiche conclusioni sull’azione
svolta localmente dall’amaro svedese, se applicato più volte, con un ritmo
variabile, quanto agli intervalli tra un’applicazione all’altra, su un individuato
focolaio di un processo morboso, sia esso superficiale o profondo, esteso o
limitato (= attività di defocalizzazione);

Attività antimicrobica

Attività antiflogistica

}

antibiotica
batteriostatica
battericida
virucida
micostatica
antidolorifica
antiedemigena
}
rinfrescante
antirritativa

19

Attività riparativa

cicatrizzante, con
}
«restitutio ad integrum»
totale o subtotale

Ricordo, per inciso, che una identica attività terapica è svolta dagli impacchi con
le foglie del cavolo.

20

COME PREPARARE L'AMARO SVEDESE

I

- si veda la scheda n° 6, a pag. XX -

ndico qui di seguito, in forma schematica, la ricetta base per la preparazione di
un litro e mezzo d’amaro svedese: chiedete in erboristeria 100 gr. di «erbe
svedesi», che corrispondono alla seguente miscela:
Aloe o assenzio
20 gr.(oppure: aloe 10 gr. + assenzio 10 gr.)
Mirra
10 gr.
Zafferano
200 mg.
Foglie di senna
10 gr.
Manna
10 gr.
Carlina
10 gr.
Angelica radici
10 gr.
Canfora
10 gr.
Zenzero radici (curcuma)
10 gr.
Teriaca veneziana
10 gr.
Presso i supermercati, comprate un litro e mezzo di distillato (brandy, grappa,
whisky, cognac, ecc.), la cui gradazione alcolica sia di 38-40 gradi.
In una bottiglia di due litri, mettete assieme la miscela di erbe ed il litro e mezzo di
distillato. Tenete la bottiglia al sole, oppure vicino ad una fonte di calore, da dieci
giorni a due settimane, scuotendola una o più volte al dì. Quindi, filtrate con un
passino, nel quale si metta dell’ovatta, o un panno di tela, o di lino, o delle salviette
di carta, per ottenere un filtrato più puro.
Conservate in bottiglie di vetro scuro, e tenete in un luogo fresco, o almeno riparato.
Nella stagione invernale, nei giorni freddi, ma con il sole, durante la giornata
esponete il preparato al sole, regolarmente, oppure lo mettete sul davanzale di una
finestra, ma all’interno: in questo modo, il liquido in preparazione riceverà il calore
dei raggi del sole, stando contemporaneamente protetto dal freddo esterno. Nelle
giornate invernali prive di sole, è consigliabile tenere il preparato vicino ad una fonte
di calore, quale può essere un termosifone, un focolare acceso, o altro.

21

E

ALCUNE PRECAUZIONI

’ opportuno sottolineare che l’amaro svedese può sporcare, e che è utile
prendere le giuste precauzioni, quando lo si usa per fare degli impacchi.
Intanto, utilizzate ovatta morbida, sì, ma quella a banda larga, e di un buono
spessore. Un impacco sia costituito nel modo seguente:
1) lo strato dell’ovatta che sarà applicata sul corpo;
2) altri 3-4 strati di ovatta a scopo protettivo;
3) una busta di plastica sottile e morbida (ad ulteriore protezione);
4) la fascia per mantenere l’impacco in situ, e ben aderente al corpo.
Siccome, nonostante tutte le precauzioni, può capitare che si sporchi la biancheria
intima, suggerisco di utilizzare per gli impacchi determinati capi di biancheria, messi
da parte e riservati esclusivamente a questo scopo. Per cui, se anche non si
riuscisse a rimuovere le macchie, nonostante gli opportuni lavaggi, utilizzare sempre
la stessa biancheria (naturalmente ben pulita, anche se qualche macchia è rimasta),
è un risparmio intelligente; e nessuna persona saggia che vedesse le macchie sulla
biancheria utilizzata per gli impacchi, potrebbe avere il coraggio di «criticare». Si
può usare la stessa ovatta per più di un’applicazione, aggiungendo volta per volta
altro amaro svedese. L’impacco lo si sostituirà con nuova ovatta, quando risulterà
già sufficientemente utilizzato, e questo sulla base di una valutazione che potrà
scaturire dal vostro buon senso, e dalla pratica.

22

Q

LE ERBE SVEDESI

uanto alla miscela di erbe svedesi da procurarvi in erboristeria, sono
possibili delle varianti a carico dell’aloe e dell’assenzio. E precisamente:
potete far preparare una miscela con 20 gr. di assenzio, oppure con 20 gr. di
aloe, oppure con 10 gr. di aloe e 10 gr. di assenzio, restando invariate, in ogni caso,
le proporzioni delle altre erbe.
State attenti ad esigere dall’erborista, o dalla farmacia alla quale vi rivolgete,
che vi diano esattamente la miscela di erbe da voi richiesta. Mi è capitato che mi
han dato una volta una miscela di «erbe svedesi», in tutta buona fede, che era
differente da quella che intendevo io. L’erborista era in buona fede, in quanto sul
pacco confezionato, dal quale prese la miscela, era scritto «erbe svedesi», in
seguito ad un errore involontario. Ora, a parte la buona o la mala fede, è bene
fare attenzione, quando richiedete la miscela per l’amaro svedese.
Tenete presente anche che non tutte le erboristerie o farmacie sono in grado di
preparare la miscela per l’amaro svedese. Vi conviene informarvi in qualunque
modo, soprattutto telefonicamente, per sapere quali erboristi e quali farmacisti
l’hanno già a disposizione bell’e fatta: vi possono essere utili, a riguardo, lo
specialista che vi consiglia l’amaro svedese, o altre persone che hanno già risolto il
problema prima di voi. Da questa serie di informazioni dipenderà anche il costo
della miscela, nel senso che, non essendovi un prezzo unitario di mercato, ci sarà
chi vi chiederà un prezzo, e chi un altro.

23

I

L’AMARO SVEDESE PUO' ESSERE BEVUTO

n molte condizioni patologiche è indicata espressamente l’assunzione dell’amaro
svedese per via orale. Si può bere assoluto, o diluito con un po’ d’acqua, o
aggiunto alle tisane. Se volete, ne potete assumere, quotidianamente, un
cucchiaio la mattina, a digiuno, uno a mezzogiorno, e uno la sera, mezz’ora prima
dei pasti. State tranquilli, se prendete questa abitudine: non esiste alcuna
controindicazione, non si determina dipendenza, non nasce alcolismo. Siccome ogni
malattia trae giovamento da questo medicinale naturale, si può prendere sempre e
comunque: ulcera gastrica, ed altre patologie a carico dello stomaco, la cirrosi
epatica ed altre epatopatie, colecistopatie, affezioni intestinali, emorroidi, ecc.,
sono tutti stati patologici che sicuramente andranno a migliorare, se bevete
regolarmente e quotidianamente l’amaro svedese.
In caso di digestione difficile, è bene prendere un cucchiaio prima dei pasti, ed
uno mezz’ora dopo i pasti principali. Tuttavia, non c’è da preoccuparsi più di
tanto, perché le indicazioni più precise verranno date nella parte di questo
volume, dedicata alla trattazione delle singole malattie, una ad una. L’assunzione
per via orale è indicata e consigliata, tra l’altro, in tutte le forme di coliche
addominali.
Riassumendo, nonostante la base alcolica di 38-40 gradi, l’amaro svedese
conserva la sua bontà, unitamente alla innocuità, anche per malattie per le quali
il paziente può ritenere controindicato qualunque trattamento con qualcosa che
abbia a che vedere con l’alcool. Se è vero che ogni regola ha la sua eccezione, è
proprio il caso dell’amaro svedese, nella cura di queste e di altre malattie. Un mio
onesto dubbio riguarda l’assunzione dell’amaro svedese da parte di persone
«astemie»: a tutt’oggi non ho avuto modo di osservare la reazione eventuale di
questo tipo di soggetti nei confronti di un preparato con base alcolica quale è
l’amaro svedese.

24

L

SE L'IMPACCO DÀ FASTIDIO, PERCHÉ È FREDDO

’impacco con l’amaro svedese è freddo; il che può risultare fastidioso in modo
particolare nei mesi invernali. Volendo ovviare a questo inconveniente,
riscaldate la quantità di amaro svedese, che ritenete sia necessaria per fare
l’applicazione che avete programmato, utilizzando un opportuno utensile della
cucina (un pentolino, un bollitore, una piccola padella, o altro: è utile mettere da
parte l’oggetto che usate per riscaldare l’amaro svedese, e usarlo solo per questo
scopo, tenendolo sempre a portata di mano); oppure, immergete in un recipiente di
acqua bollente, per un certo tempo, la bottiglia di amaro svedese.
Quando l’amaro svedese viene applicato freddo, specialmente durante l’inverno,
il trattamento delle malattie con esso viene istintivamente rifiutato,
particolarmente dai pazienti non adulti, e dai grandi che abbiano una sensibilità
notevole al freddo. Dato che l’amaro svedese è così utile per combattere tanti e
tanti mali, è intelligente non renderlo antipatico, ma gradevole: per questo è utile
e opportuno riscaldarlo, prima di applicarlo, specialmente se l’impacco interessa
zone sensibili e delicate del corpo. Attenzione: riscaldare significa rendere
tiepido, togliere di freddo, e non rendere bollente il liquido.

25

Q

COME RISPARMIARE

uando dovete comprare la base alcolica per preparare l’amaro svedese, fate
prima una opportuna indagine di mercato, per individuare le offerte migliori
dal punto di vista economico. Cercate presso i grandi negozi di generi
alimentari e di bevande, presso le enoteche, i coloniali, ecc.. Imparate a leggere
sulle etichette, per vedere bene la gradazione alcolica (ricordate che il distillato
deve essere scelto tra i 38-40 gradi centigradi, che vengono indicati come 38 vol %,
o 40 vol. %, sulle etichette), e la quantità di distillato contenuto in ciascuna
confezione, che può essere di 700 ml., di un litro, di un litro e mezzo, ecc.. Fate bene
attenzione, perché facilmente la confezione di 700 ml. può essere confusa con
quella da un litro.
I supermarket portano anche il prezzo per litro, accanto a quella della singola
confezione. Voi scegliete il distillato che costa di meno, purché sia della
gradazione alcolica giusta, anche se non è un prodotto «famoso». Con ciò non
intendo dire che, in assoluto, una base alcolica valga l’altra: è che, per quanto ne
sappia, non esistono ancora, a tutt’oggi, ricerche opportune tendenti a verificare
se c’è differenza, quanto ad efficacia terapeutica, tra gli amari svedesi preparati
con basi alcoliche differenti. Per quanto attiene alla mia esperienza, ho avuto
l’impressione che non esistano evidenti differenze tra i diversi amari svedesi, per
cui mi sento autorizzato a dire che si può liberamente scegliere tra le varie basi
alcoliche, o distillati. Inoltre, se avete distillati di marche diverse, potete usarli
tutti assieme, mischiandoli, purché la gradazione sia di 38-40 gradi centigradi.

26

S

L’USO DELL'OLIO

e dovete usare l’amaro svedese in una situazione di emergenza, applicatelo
sulla zona da trattare in qualunque modo, e cioè con ovatta, con una pezza
di stoffa, con fazzoletti di carta o versandolo direttamente: l’importante, in
questi casi, è utilizzarlo prontamente. Quando invece ve ne servite per terapie
condotte a casa, senza il carattere dell’emergenza e del pronto soccorso, è
opportuno utilizzare alcuni accorgimenti, che potenziano l’efficacia dell’amaro
svedese. Ungete, cioè, le parti del corpo, sulle quali dovete applicare un impacco
con l’amaro svedese, utilizzando olio, o sugna di maiale: queste due sostanze grasse
svolgono, difatti, una funzione di veicolo del medicinale dalla superficie verso gli
strati più profondi del corpo, perché il potere assorbente del tessuto cutaneo nei
confronti dell’amaro svedese, aumenta in presenza di olio o di sugna. Un maggior
potere veicolante hanno, poi, gli oli medicinali (pagg. XXX-XXX), o la pomata di
calendula (pagg. XXX-XXX).
D’altra parte, ungere è opportuno anche per proteggere la pelle delicata di quegli
individui che siano particolarmente sensibili all’azione potenzialmente irritante della
base alcolica dell’amaro svedese; in questi casi, come quando si tratti di bambini, è
consigliabile ungere la parte del corpo che sia stata a contatto con l’amaro svedese,
anche dopo la rimozione dell’impacco.

27

P

UNO «SPRUZZATORE» DELL’AMARO SVEDESE

er potere spruzzare più agevolmente sull’ovatta l’amaro svedese, si possono
utilizzare quei contenitori di plastica o di vetro, che hanno, applicato sulla
parte superiore, un dispositivo molto pratico, atto a spruzzare il liquido
contenuto nel recipiente. Si pensi, ad esempio, ai contenitori dei detergenti per i
vetri o per altre superfici, tanto comuni nelle nostre case: è sufficiente svuotare
questi contenitori, lavarli, e utilizzarli per spruzzare l’amaro svedese sull’ovatta,
avendo l’accortezza di applicare, sul contenitore stesso, una etichetta adesiva con su
scritto, a caratteri ben leggibili, «amaro svedese»

28

Q

UNA BUONA SCORTA DI AMARO SVEDESE

uando, con l’esperienza, si impara ad apprezzare sempre di più, e sempre
meglio, le virtù curative dell’amaro svedese, e se ne scopre la notevole
utilità pratica, viene, di conseguenza, il desiderio giusto e lodevole di averne
a disposizione sempre una buona scorta. Ma, nel contempo, dobbiamo fare i conti
con delle resistenze di tipo psicologico, che tendono a farci rinviare la preparazione
del liquido medicinale, perché ci blocca il pensiero del costo di questa operazione.
Ne consegue, da ciò, un notevole danno, che è, guarda caso, proprio di natura
economica; nel senso che, non avendo a disposizione l’amaro svedese in una
situazione di emergenza non prevista, spenderemo, per risolvere il caso urgente
imprevisto, oltre che naturalmente non desiderato, molti più soldi di quelli che
sarebbero occorsi per preparare per tempo una quantità tale di amaro svedese, da
poter far fronte alle evenienze non previste, né umanamente prevedibili.
Con ciò, voglio consigliare di avere a disposizione sempre questo liquido
eccezionale, preparandolo per tempo in grande quantità. Se al momento della spesa
da fare e del tempo da impiegare la cosa ci sembra fastidiosa e da rimandare, sui
lunghi tempi essa si rivelerà un ottimo investimento, sia sul piano strettamente
economico, sia sul piano del guadagno di tempo in un futuro più o meno prossimo.
Possiamo anche provare a fare un esempio di una evenienza possibilissima, e
abbastanza comune e frequente. Prendiamo il caso dei mal di testa quotidiani,
provocati da sinusiti frontali, o da sofferenze dentali, o da nevralgie del trigemino
da causa ignota: si tratta di situazioni di dolore a carattere più o meno inabilitante,
che ci impediscono di operare con efficienza e dinamicità, con la conseguenza, tra
l’altro, di essere anche improduttivi. E, poi, bisogna pure curarsi; per cui, dobbiamo
far ricorso a farmaci più o meno costosi, agli specialisti - che, se non sono privati,
costano ugualmente in ticket da pagare, e in tempo da spendere - a terapie presso
strutture termali, ecc.
Quanti soldi, intanto, già abbiamo spesi, in cambio di quella cifra che dovevamo
programmare per la scorta di amaro svedese, prima che ci succedesse tutto questo,
ma che allora ci sembrava una spesa troppo cara, e improduttiva. Quando, poi, già
con un solo litro di amaro svedese, avremmo potuto superare molte delle situazioni
ipotizzate, spendendo quindi una cifra irrisoria, se confrontiamo il costo reale di quel
litro alle sempre alte cifre del denaro e del tempo (il tempo è denaro), che sono stati
il prezzo degli altri trattamenti.
Se poi volessimo scendere ancora di più nei particolari, potremmo provare a
quantizzare il costo di anche ben nove litri dell’amaro, in una maniera certamente
approssimativa, ma molto vicina ai costi reali. Occorrono sei dosi delle erbe svedesi
(ciascuna dose di 100 gr.) il cui costo è di lire 60.000, oppure di lire 48.000, se le dosi
non sono in confezione chiusa e sigillata; i nove litri del distillato, occorrente per la
base alcolica del preparato, hanno un costo molto variabile. Se si fa una ricerca
accurata, ed una intelligente indagine di mercato, si può avere anche un litro e
mezzo di distillato al prezzo di lire 17.000 - 18.000. Tuttavia, calcolando un prezzo
intermedio di lire 25.000 per un litro e mezzo, spendiamo lire 150.000 per i nove litri
della base alcolica del preparato; la spesa totale è di lire 200.000 circa; per cui, alla
fine, un litro di amaro svedese ci è costato all’incirca lire 22.000. Siamo, cioè, davanti
ad una operazione economica vantaggiosissima, se si riguarda alla sezione del libro
dedicata al trattamento delle singole malattie, dove salta agli occhi l’alta frequenza
con la quale si consiglia di far ricorso all’amaro svedese, per risolvere patologie

29

anche gravi. E con un solo litro, cioè con circa lire 22.000, se ne superano di
situazioni spiacevoli...
Mettete alla prova questo rimedio naturale, e ne vedrete subito, ed ogni volta, la
corrispondenza esatta tra quello che promette, e quello che effettivamente
concede, «quoad valetudinem», cioè quanto alla guarigione. Il suggerimento
indiretto che ho poi dato, vale a dire di preparare tutti assieme nove litri dell’amaro
svedese, ha anch’esso una sua motivazione precisa. Intanto, seguendo un unico
procedimento, e impiegando lo stesso tempo soprattutto, ve ne troverete una
notevole scorta, che in ogni caso userete, dato che la sua durata di mantenimento
in uno stato inalterato è di diversi anni; e poi, avendo a disposizione una buona
quantità di questo rimedio naturale, psicologicamente, e questo è un aspetto molto
importante, vi sentirete più predisposti e più pronti ad usarlo generosamente, e
tanto più spesso, a seconda delle necessità emergenti. Quando l’amaro a
disposizione è poco, istintivamente si è infatti spesso portati ad usarne in
piccolissime quantità, e solo in casi di gravi necessità, perdendo mille altre utili
occasioni di farne un buon uso, con tanti e intelligenti vantaggi. D’altra parte, per
preparare nove litri, è sufficiente anche un unico recipiente di dieci litri, che non
ingombra, o due recipienti di cinque litri ciascuno. E quando vi accorgete che la
scorta va per esaurirsi, non vi perdete d’animo: datevi da fare subito per prepararne
un’altra buona quantità, senza tentennamenti.

nota bene:
Le pagine di cui sopra sono ricavate dal libro
Prontuario di Medicina Naturale
di
Umberto Cinquegrana
è consentita la libera diffusione
di queste pagine
da parte di chiunque
a mezzo stampa
e/o su supporto elettronico
(cd-rom o internet)
purché non a scopo di lucro
o di profitto

30

NEL SEGUENTE PORTALE WEB, UN UTILE APPROFONDIMENTO
RELATIVO ALL’AMARO SVEDESE
http://dietagrupposanguigno.it/amaro-svedese-maria-treben/

Riporto qui, per evitarvi una fatica, la pagina web da me segnalata:

L’Amaro Svedese di Maria Treben, un
antico Elisir di benessere

novembre 2, 2015 By dietagrupposanguigno 2 Comments

Se non è una panacea, poco ci manca!
E’ l’Amaro Svedese un’antica ricetta erboristica in soluzione alcolica in grado di guarire,
con estrema rapidità ed efficacia, un’infinità di disturbi: dai semplici ed occasionali mal di
testa e mal di stomaco, a casi ben più complessi e spesso cronici quali: dolori alla colonna
vertebrale e cervicale, artrite, artrosi, ulcere, fistole, acufeni (ronzii alle orecchie), sinusiti…
e perfino sordità, paralisi e alcuni tipi di tumori! Giusto per citarne alcuni.
In realtà le patologie curabili con l’Amaro Svedese sono molte, ma molte di più.

31

Nell’antico manoscritto, dove è stata rinvenuta la ricetta, vengono elencati in 46 punti
tutte le patologie e i disturbi dove l’uso dell’Amaro Svedese è stato testato con esito
positivo, portando alla guarigione del paziente.

Non si tratta di una favola per bambini, ma di un rimedio naturale reale, senza
controindicazioni, alla portata di tutti, semplice da usare e terribilmente efficace.

In questo articolo scoprirai:

1. Che cos’è l’Amaro Svedese;
2. Quali disturbi/patologie può curare;
3. Come prepararlo da solo in casa;
4. Come utilizzarlo;
5. Dove acquistare l’Amaro Svedese già pronto.
Inoltre, dato che le cose da dire su questo rimedio erboristico sono davvero tante, troverai
all’interno dell’articolo un libricino da scaricare con interessanti informazioni e dettagli sui
suoi utilizzi e sulle sue proprietà.

Buona lettura!

Che cos’è l’Amaro Svedese
L’Amaro Svedese è un estratto alcolico ottenuto lasciando a macerare in un litro e mezzo
d’acquavite di grano o di frutta, dalla gradazione alcolica di 40° (tipo il gin, o la grappa),
per 15 giorni, al sole (o vicino a una fonte di calore), una precisa miscela di erbe essiccate
(dette Erbe Svedesi).

32

Queste sono le erbe utilizzate per la preparazione dell’Amaro Svedese:



10 g di Aloe (Aloe vera, Aloe barbadensis)*;



5 g di Mirra (Commiphora myrrha);



0,2 g di Zafferano (Crocus sativus);



10 g di radice di Angelica (Angelica archangelica);



10 g di radice di Rabarbaro (Rheum rhabarbarum);



5 g di radice di Carlina (Carlina vulgaris);



10 g di foglie di Cassia (Cassia angustifolia);



10 g di radice di Curcuma (Curcuma zedoaria);



10 g di Canfora naturale (Canfora Cinese);



10 g di Teriaca Veneziana (un miscuglio di diverse erbe e spezie);



10 g di Manna
*In alternativa all’Aloe è possibile utilizzare l’Assenzio.

Le origini

Secondo alcune ipotesi la ricetta dell’Amaro Svedese trova origine dall’invenzione geniale
dello svizzero Paracelso, grande medico, alchimista e botanico vissuto nel periodo del
Rinascimento.
Venne successivamente “riscoperto” dai medici svedesi Urban Hjärne e Claus
Samst intorno al diciottesimo secolo. Infine la ricetta divenne definitivamente di dominio
pubblico alla morte del dr. Samst, quando tra le sue carte venne ritrovato un manoscritto
dove veniva riportata la “formula segreta” delle 11 erbe utilizzate per la preparazione di
questo straordinario elisir di benessere.

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Un elisir che a quanto pare ebbe un ruolo importante anche nella vita del dr. Samst, morto
dopo una caduta da cavallo alla veneranda età di 104 anni.

Maria Treben e la scoperta dell’Amaro Svedese

Maria Treben (1907 – 1991) fu una famosa scrittrice e studiosa della pratica
della medicina naturale attraverso le erbe mediche.

Maria Treben
E’ a questa signora speciale che dobbiamo i ringraziamenti per la diffusione della ricetta
dell’Amaro Svedese attraverso la pubblicazione del suo libro “La Salute dalla Farmacia del
Signore” ormai divenuto un bestseller mondiale, tant’è che è stato pubblicato in più di 20
lingue diverse, vendendo oltre 8 milioni di copie.

La sua passione per la medicina naturale è sbocciata proprio grazie alla scoperta di questo
particolare estratto fitoterapico.

Nel suo libro infatti racconta di quando in passato si ammalò di una grave forma di tifo di
cui non guarì mai del tutto. Per anni si portò dietro tutta una serie di problemi quali dolori
improvvisi allo stomaco, vomito, diarrea, difficoltà a coricarsi e a sedersi. Tutti disturbi che
resero la sua vita un vero e proprio inferno.

Un giorno giunse a casa sua una signora che le portò in dono una piccola bottiglietta
contenente un liquido scuro e profumato. Si trattava dell’Amaro Svedese. La signora era
venuta a conoscenza della malattia di Maria Treben ed era intenzionata ad aiutarla. Le

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raccontò dei poteri curativi di quell’estratto e del modo in cui avrebbe dovuto farne uso per
guarire definitivamente dalla sua malattia.
La sig.ra Treben, che ancora non sapeva nulla dell’Amaro Svedese, non diede molto credito
alle parole della gentile signora. Ma qualche giorno dopo, in occasione di un dolore acuto
che all’improvviso si abbatté sul suo stomaco, si ricordò di quella bottiglietta dal liquido
scuro e dopo averne fatto uso, con suo sommo stupore il dolore di dileguò in pochi
minuti senza più fare ritorno. E lo stesso successe con le altre problematiche che la
torturavano da una vita, tant’è che nel giro di pochi giorni guarì definitivamente dai
postumi del tifo e da ogni altro acciacco che si portava dietro da anni.

Nei giorni che seguirono Maria Treben ebbe moltissime altre occasioni per fare uso
dell’Amaro Svedese testandone ogni volta la sua incredibile efficacia, sia sui suoi cari, che
su perfetti sconosciuti che avevano bisogno del suo aiuto.
Tutto ciò la fece appassionare al mondo delle erbe medicinali… una passione che, attraverso
lo studio e la pratica medica, la portarono a diventare con gli anni una dei massimi
esponenti in tema di di Medicina Naturale, soprattutto grazie alle guarigioni molto spesso
“miracolose” ottenute con l’utilizzo delle erbe mediche.

Molte di questi casi di guarigione, spesso relativi a casi davvero disperati, sono poi stati
riportati per iscritto nel libro “La Salute dalla Farmacia del Signore”. Di queste
guarigioni, una buona fetta sono opera dell’uso dell’Amaro Svedese, a volte utilizzato a
solo, altre volte in combinazione con altre erbe.

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Quali patologie può curare?
Nel manoscritto del dr. Claus Samst sono riportati, in un elenco di 46 punti, tutti i
disturbi e le patologie (anche molto gravi) da cui è possibile guarire semplicemente facendo
uso, sia internamente, che esternamente, delle gocce di Amaro Svedese.
Tali e quali questi 46 punti vengono riportati anche nel libro scritto da Maria Treben, “La
Salute dalla Farmacia del Signore“, riportando inoltre molti casi di guarigione di cui lei
stessa è stata testimone.

Questi sono i 46 punti citati nel manoscritto e nel libro di Maria Treben:

#1 Vertigini e memoria

Aspirandole o fiutandole ripetutamente, inumidendo con l’Amaro Svedese la prima vertebra
cervicale, applicata una pezzuola bagnata con esse, scompariranno dolore e vertigini e si
rinforzeranno la memoria ed il cervello.

#2 Cataratta e disturbi della vista

Giovano nell’offuscamento della vista, tolgono il rossore e tutti i dolori persino quando gli
occhi sono infiammati, torbidi e annebbiati. Rimuovono le macchie e la cataratta quando
con esse vengono inumiditi gli angoli dell’occhio o quando si applica sulle palpebre degli
occhi chiusi ,una pezzuola bagnata coni esse.

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#3 Vaiolo e sfoghi della pelle

Il vaiolo e gli sfoghi di ogni genere, anche le croste nel naso o in qualsiasi parte del corpo
guariscono inumidendo le parti spesso e bene.

#4 Mal di denti

Contro il mal di denti si diluisce un cucchiaio di queste gocce in un po’ d’acqua
trattenendole in bocca per qualche tempo oppure inumidendo il dente dolente con una
pezzuola. Il dolore svanirà e il marciume regredirà.

#5 Vesciche sulla lingua

Con le gocce s’inumidiscono ripetutamente le vesciche sulla lingua o altre ferite; la
guarigione non tarderà.

#6 Mal di gola

Quando la gola è arrossata o piagata per cui cibo e bevande causano dolore alla
deglutizione, le gocce andranno ingerite al mattino, a mezzogiorno e alla sera; toglieranno il
calore e guariranno la gola.

#7 Crampi allo stomaco

Chi soffre di crampi allo stomaco ne prenda un cucchiaio durante l’attacco.

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#8 Coliche

Contro le coliche si prendano tre cucchiai, lentamente uno dopo l’altro; presto sentirete
sollievo.

#9 Stitichezza e malattie dello stomaco e dell’intestino

Le gocce annullano l’effetto dei venti nel corpo e rinfrescano il fegato, eliminano tutte le
malattie dello stomaco e quelle intestinali e giovano contro la stitichezza.

#10 Digestivo

Sono anche un ottimo rimedio per lo stomaco quando questo digerisce male e rifiuta i cibi.

#11 Dolori alla cistifellea

Giovano altrettanto contro i dolori alla cistifellea. Un cucchiaio ogni giorno, mattina e sera;
di notte impacchi imbevuti di gocce elimineranno presto tutti i dolori.

#12 Idropsia

Contro l’idropisia se ne prenda mattina e sera un cucchiaio nel vino bianco per la durata di
sei settimane.

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#13 Sordità, dolori al condotto uditivo ed acufeni

Contro dolori e ronzii all’orecchio si inumidisca con le gocce un batuffolo di cotone da
introdurre nell’orecchio. Gioverà assai e restituirà persino l’udito perduto.

#14 Dolori uterini

Ad una donna sofferente di dolori uterini se ne dia al mattino per tre giorni dl fila un
cucchiaio nel vino rosso; dopo una mezz’ora le si faccia fare una passeggiata e poi la
colazione, ma senza latte. Le gocce non vanno prese insieme a latte.

#15 In gravidanza, per facilitare il parto

Prendendone un cucchiaio mattina e sera durante gli ultimi 15 giorni della gravidanza, il
parto sarà facilitato. Per liberare più facilmente la placenta, si somministri alla puerpera un
cucchiaino da dessert ogni due ore fino a che la placenta non si stacchi senza doglie. (sotto
controllo medico NdS)

#16 Infiammazione della mammella in allattamento

Se dopo il parto si verificano infiammazioni alla mammella con l’inizio dell’allattamento,
esse spariranno rapidamente applicando degli impacchi dl gocce.

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#17 Varicella

Liberano i bambini dalla varicella. Si somministri al bambino delle gocce, a seconda
dell’età, diluite in un po’ d’acqua. Quando le vescicole cominciano a seccarsi, inumidirle
ripetutamente con le gocce; non rimarranno cicatrici.

#18 Vermi intestinali

18. Sono efficaci contro vermi nei bambini e negli adulti; eliminano persino le tenie, solo
che al bambino occorre somministrarle a seconda dell’età. Legare una pezzuola imbevuta di
gocce sull’ombelico mantenendola sempre umida.

#19 Itterizia

Nell’itterizia spariscono presto tutti i disturbi prendendo un cucchiaio dl gocce tre volte ai
giorno ed applicando dei cataplasmi dl gocce sul fegato ingrossato.

#20 Patologie dei reni e depressione

Sbloccano tutte le emorroidi, guariscono i reni, eliminano dal corpo, senza altre cure, i
liquidi ipocondriaci, tolgono la malinconia o le depressioni e stimolano l’appetito e la
digestione.

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#21 Emorroidi

Aprono anche internamente le emorroidi se le bagniamo ripetutamente e se le rendiamo
molli ingerendo le gocce, soprattutto prima di coricarci. Per via esterna si applica un
batuffolino di cotone bagnato con le gocce. Renderà fluido anche il resto dei sangue e
gioverà contro i bruciori.

#22 Svenimento

Se qualcuno è svenuto, gli si apra eventualmente la bocca somministrandogli un cucchiaio
di gocce, e il malato ritornerà in se.

#23 Crampi

Prese per bocca allontaneranno anche li dolore dei crampi sordi fino a che col tempo non
cessino del tutto.

#24 Tisi polmonare

Contro la tisi polmonare si prendano ogni giorno a digiuno e per la durata di sei settimane.

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#25 Amenorrea, mestruo scarso o abbondante

Quando una donna perde la sua depurazione mensile o questa sia troppo abbondante,
è bene che prenda queste gocce per tre giorni ripetendo l’operazione per venti volte; il
medicamento calmerà quanto è in eccedenza e rimedierà a quanto è insufficiente.

#26 Perdite bianche

Questo medicamento giova anche contro le perdite bianche.

#27 Epilessia

Se qualcuno è affetto dal mal caduco (epilessia), occorre somministrargliene
immediatamente. Il malato continui poi a prendere esclusivamente questo medicinale in
quanto esso rinforzerà sia i nervi affaticati che tutto il fisico allontanando ogni malattia.

#28 Paralisi, vertigini e nausea

Guariscono le paralisi, scacciano le vertigini e la nausea.

#29 Bruciori del vaiolo e erisipela

Guariscono anche i bruciori del vaiolo e della erisipela.

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#30 Febbre

Se qualcuno avesse la febbre, calda o fredda che sia, e fosse molto debole, gli si dia un
cucchiaio, e l’ammalato, se non ha caricato il proprio corpo con altri rimedi, tornerà presto
in sè, e il suo polso riprenderà a battere; fosse anche stata altissima la sua febbre, li malato
migliorerà presto.

#31 Cancro, vaiolo, verruche e piaghe di vecchia data

Le gocce guariscono cancro, vaiolo e verruche di vecchia data nonché le screpolature
delle mani. Se una piaga è vecchia e purulenta o se presenta delle escrescenze, la si lavi
accuratamente con del vino bianco, coprendola poi con una pezza imbevuta di gocce. Esse
elimineranno ulcere e dolori nonché l’escrescenza carnosa, e la ferita inizierà a guarire.

#32 Ferite di ogni tipo

Tutte le ferite dovute a colpi o punture guariscono senza complicazioni quando vengono
bagnate con le gocce. Immergete una pezza nelle gocce coprendo con essa le ferite. In
brevissimo tempo elimineranno il dolore provenendo ogni cancrena o putrefazione e
guariranno anche ferite dl vecchia data dovute ad arma da fuoco. Se ci sono buchi iniettate
le gocce nella ferita che non occorre necessariamente pulire in precedenza; mediante
l’assidua applicazione di una pezza Imbevuta, la guarigione avverrà in breve.

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#33 Cicatrice (le fa sparire, anche quelle di antica data)

Fanno scomparire tutte le cicatrici, anche quelle più annose, tutte le piaghe e tutti i tagli se
queste vengono inumidite con le gocce fino a 40 volte;. tutte le ferite curate con queste
gocce non lasceranno cicatrici.

#34 Fistole (anche se giudicate inguaribili)

Esse guariscono completamente tutte le fistole anche se sembrano inguaribili e
indipendentemente dalla loro età.

#35 Ustioni

Curano tutte le ferite da ustioni; che siano prodotte da fuoco, acqua bollente o grasso,
quando queste vengano assiduamente bagnate con le gocce. Non si formeranno vesciche; il
calore ne verrà estratto. Persino vesciche purulente guariranno totalmente.

#36 Macchie e tumori dovuti ad urti

Le gocce giovano contro tumori e macchie dovuti a urti o colpi.

#37 Mancanza di appetito

Se qualcuno non riesce a mangiare con appetito, esse restituiranno il sapore perduto.

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#38 Anemia

A chi è molto anemico ridonano il colore quando vengano ingerite al mattino per un certo
periodo di tempo. Esse purificano il sangue formandone del nuovo e ne favoriscono la
circolazione.

#39 Dolori reumatici e articolari

I dolori reumatici scompaiono prendendo le gocce per bocca o applicando sugli arti
infiammati delle pezze imbevute con le gocce stesse.

#40 Mani e piedi congelati

Curano mani e piedi congelati anche se piagati. Si consiglia dl applicarvi il più spesso
possibile delle pezze imbevute soprattutto la notte.

#41 Calli

Sui calli applicate un batuffolo di cotone imbevuto di gocce inumidendo con esso
costantemente il punto dolente. Dopo tre giorni i calli si staccheranno da soli oppure
potranno essere levati senza alcun dolore.

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#42 Morsi di cani o di altri animali

Curano anche morsi dl cani arrabbiati e di altri animali, prese per bocca, in quanto
distruggono tutti i veleni. Coprite le ferite con un panno imbevuto.

#43 Peste o altre malattie contagiose

In caso di peste o altre malattie contagiose è opportuno ingerirne ripetutamente durante la
giornata poiché curano ulcere pestose e bubboni anche se insediati nella gola.

#44 Insonnia

Chi di notte non dorme bene prenda queste gocce prima dl coricarsi. Nel caso di insonnia
nervosa applichi sul cuore un panno imbevuto dl gocce diluite.

#45 In caso di sbornia

Somministrato in quantità di due cucchiai ad un ubriaco, fanno scomparire gli effetti della
sbornia.

#46 ….E dulcis in fundo

Chi prende queste gocce quotidianamente mattina e sera, non avrà bisogno di
alcun’altra medicina poiché esse rinforzano il corpo, rinfrescano i nervi ed il sangue,

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liberano dal tremore mani e piedi. In breve, allontanano ogni specie di malattia. Il corpo
rimarrà ben elastico, il viso manterrà la sua giovanilità e bellezza.
In realtà le problematiche dove è possibile far uso dell’Amaro Svedese non finiscono
qui (anche se in sostanza vengono tutte raggruppate nell’ultimo punto).

Ce ne sono molte altre, non esplicitamente elencate nel manoscritto, ma consigliate
dall’esperienza pratica e personale di Maria Treben e in seguito riportate nel libro “La
Salute dalla Farmacia del Signore”.

In particolare queste sono le malattie in cui Maria Treben consiglia, o per uso esterno, o per
uso interno, o in entrambe i modi, l’utilizzo delle gocce di Amaro Svedese:



Acufeni



Allergie respiratorie



Angioma cavernoso



Artrosi e artrite



Balbuzie e disturbi della parola



Borsite



Cancro al fegato



Cancro ai linfonodi



Cancro della pelle



Cancro ai polmoni



Cancro ai reni



Cancro al seno



Cancro allo stomaco



Cancro all’utero e alle ovaie

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Cancro alla tiroide



Cataratta



Cirrosi epatica



Coliche biliari e renali



Distacco della retina dell’occhio



Disturbi del Pancreas



Dolori di qualsiasi tipo (da contusioni, lesioni, ferite, o malattie)



Enfisema polmonare



Fistole



Flebiti



Glaucoma



Gotta



Macchie della pelle (anche di antica data)



Mal d’orecchio



Meningite



Morbo di Parkinson



Nei



Nevralgie facciali



Ictus (prevenzione e trattamento di paralisi post-ictus)



Leucemia



Onichia (infiammazione del letto ungueale)



Polmonite



Rigidità e deformità degli arti



Sclerosi Multipla



Sinusite



Sordità

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Trombosi



Unghie fragili o danneggiate



Verruche

La sig.ra Treben non si limita semplicemente a fare un elenco dei disturbi trattabili con
l’Amaro Svedese, ma si sofferma a spiegare nel dettaglio, caso per caso, consigliando
una serie di rimedi naturali utili, tra cui appunto l’Amaro Svedese e spiegando inoltre
le modalità di utilizzo di ogni rimedio (uso interno, esterno), i tempi e la frequenza di
applicazione.
Anche se l’Amaro Svedese è un fitoterapico prodotto su base alcolica, la sig.ra Treben ci
tiene a precisare che il suo potere terapeutico supera di gran lunga le controindicazioni
dell’alcol e può essere assunto senza problemi anche da chi soffre di disturbi del fegato, del
pancreas o dei reni. Anzi, sottolinea come il consumo costante di 2 cucchiai al giorno di
Amaro Svedese, uno la mattina e uno la sera, diluiti in un bicchiere d’acqua, sia un ottimo
modo per prevenire queste e molte altre patologie.

Per maggiori info vi rimando alla lettura del libro.

Il prof. Umberto Cinquegrana

Tra le fila di chi sostiene le virtù terapeutiche dell’Amaro Svedese, troviamo anche il prof.
Umberto Cinquegrana, già responsabile della Naturopatia e della Psicologia presso
l’Accademia Internazionale di Ricerca “I.A.P.N.O.R.” di San Benedetto del Tronto e autore
di diversi volumi di Medicina Naturale.

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Il prof. Cinquegrana, dopo aver letto l’opera di Maria Treben, incuriosito, ha voluto
saggiare personalmente i poteri curativi delle Erbe Svedesi, rimanendone piacevolmente
sorpreso.
In seguito, in una delle sue opere intitolata “Prontuario di Medicina Naturale“, ha
dedicato un intero capitolo proprio all’Amaro Svedese che definisce senza mezzi termini un
“elisir di benessere“, in grado di portare giovamento per un numero davvero illimitato di
affezioni e disturbi.

Come fece anche Maria Treben, il prof. Cinquegrana riporta nel suo libro alcuni casi di
patologie risolte grazie all’uso dell’Amaro Svedese.
Per amor di sintesi elenco solo alcuni dei casi citati dall’autore:



un caso di attacco di coliche renali;



un paziente che non riusciva a stare in piedi e a camminare per via delle vertigini;



diversi episodi di mal di testa risolti in pochi minuti grazie all’applicazione di poche
gocce di Amaro Svedese;



una brutta contusione provocata dalla caduta di un coperchio del motore di un’auto
sulla mano del suo meccanico di fiducia;



mal di denti spariti in un lampo;



crisi diarroiche;



un caso di basalioma (un tumore della pelle) in una signora anziana;



un tumore benigno sparito dopo applicazioni locali, dalla lingua di un ragazzino di
appena 12 anni;



un angioma situato nella parte inferiore della lingua;



il morso di un cane sulla usa figlioletta, con la sparizione totale delle cicatrici;


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