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PROF. CINQUEGRANA IL CAVOLO TERAPEUTICO.pdf


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PRESENTAZIONE

«V

on den wunderbaren Heilwirkungen des Kohlblattes», von Camille Droz,
Herborist-Botaniker, CH-2206 Les Geneveys-sur-Coffrane, Ne, Schweiz. Questo si
legge sulla copertina di un prezioso libretto, scritto da Camille Droz, sulle virtù
curative delle foglie di cavolo. Spero che ce ne sia in commercio una versione italiana, perché è
un’opera breve, che dice però tante cose sull’argomento. Vuole essere anche una riscoperta e una
ripresentazione del dottor Blanc, il quale è stato, nella seconda metà dell’Ottocento, un coraggioso
sperimentatore delle proprietà mediche del cavolo, riportando, sistematicamente, e con rigore
scientifico, i risultati delle sue osservazioni cliniche, quotidiane, nel suo squisito lavoro «Les
propriétés médicales de la feuille de chou», opera purtroppo esaurita, al momento in cui viene
pubblicato il libro di Camille Droz.
Il dott. Blanc riconosce che solo tardi è venuto a conoscenza del fatto che il cavolo era in buona
stima presso gli antichi romani. Egli scrive: «Quando cominciai a fare sperimentazioni dirette e
personali, ero molto lontano dal sapere che, in effetti, mi stavo muovendo sulle orme degli antichi
romani. L’avessi saputo per tempo, sarei stato aiutato da ciò a sostenere meglio lo scherno e la
derisione, che il cavolo mi ha comportato». Plinio il Giovane, morto nel 79 d.C., con tristezza
scriveva agli insipienti del suo tempo: «Invece di accontentarsi della semplicità di vita dei nostri
antenati, e di andare a prendere dal proprio orticello il cavolo per il proprio sostentamento, l’uomo
di oggi si sente più furbo nel tuffarsi nelle profondità del mare, per prendervi le ostriche, o
nell’importare fagiani dalla Colchide e la faraona dal Nord Africa». E ricordava loro quanto il
cavolo fosse stato caro a Catone il Vecchio, a Pitagora, a Crisippo, a Dieuches.
Il dott. Blanc, della facoltà di Parigi, medico presso l’«Hospice de Romans» di Drôme, nel suo
lavoro scritto, apparso nel 1881, diceva: «Il cavolo potrebbe essere in medicina, quello che è il
pane nel campo dell’alimentazione; il cavolo è il medico dei poveri». E suffraga questa chiara
affermazione con il racconto dettagliato di un numero grande di casi di guarigione, di cui è stato
egli stesso testimone, ed il cavolo protagonista e artefice.