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JUVETORO n. 16 Juventus Milan bassa OK .pdf



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amc_juvetoro@yahoo.com
GIORNALE DEDICATO AI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno x - N. 16 - 6 APRILE 2019 - SETTIMANALE GRATUITO
Il Punto

L'Analisi

Le Interviste

La Storia

Aspettando la Champions
League si va a caccia
dell'ennesimo titolo

La feroce Vecchia Signora
di CR7 e la tremebonda
Pro Allegrese

Antonio Paolino e Tiziano
Crudeli giocano per noi la
sfida di sabato pomeriggio

1905, ad aprile il primo scudetto
di una lunga serie. Sconfitte
Genoa e U.S. Milanese

a pag.

2

a pag.

4

a pag.

6

a pag.

1° MATCH-BALL 'SCUD8'
JUVENTUS-MILAN | sabato 6 aprile ORE 18

LA SFIDA CONTRO IL MILAN HA SEMPRE UN FASCINO PARTICOLARE E POTREBBE ADDIRITTURA
RISULTARE DECISIVA PER CONQUISTARE L'OTTAVO TRICOLORE CONSECUTIVO, CON 7 GIORNATE
DI ANTICIPO, NEL CASO DI VITTORIA BIANCONERA E SCONFITTA DEL NAPOLI DOMENICA SERA

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Il Punto

Aspettando la Champions si va a caccia dello 'Scud8'

C

ome passa il tempo.
Sembra l'altro ieri
che Higuain si faceva
parare un rigore e poi si faceva cacciare per un'esplosione di isteria nervosa.
Sembra ieri che Marione e
CR7 espugnavano San Siro
senza se e senza ma, con i
diavoli muti e rassegnati.
Come passa il tempo. Sembra ieri a Jedda, quando
un altro gol di Cristiano
Ronaldo regalava la Supercoppa italiana alla Juventus, mentre i rossoneri
abbellivano lo sfondo della
festa, lividi di...Arabbia. La
musica non cambia se si
rimonta il tempo. Sempre
e soltanto batoste inferte
al Milan, con impressionante regolarità. Pensare
che siamo al cospetto del
“demiclassic”, il vice derby
d'Italia, il top del pallonaro sport italico. Il fascino
resta intatto, ma quanta
polvere che si accumula e

non per demeriti bianconeri. Prendiamo atto dei prolungati momenti “bassi” di
casa Milanello, alla vigilia
dell'ennesima sfida, alla ricerca della sorpresa e (senza scomodare Proust) del
tempo perduto sotto la Madunina. La Juve ritorna da
Cagliari con il baule pieno
dei 3 punti che la avvicinano allo... “scudotto”; grazie
ad una prova convincente
nel gioco e nell'applicazione delle seconde linee, contate all'osso; di fronte ad
una nuova prestazione di
livello del ragazzino Kean,
astigianvercellese di colore, dal futuro roseo come
la prima maglia storica di
Madama. Alla Continassa
si opera per recuperare i
marcanti visita di giornata,
come Mandzukic e Spinazzola, i lungo degenti come
Douglas Costa e Khedira,
gli infermi di fine settimana come Dybala. Ronaldo si
è attrezzato per il miracolo
in chiave Champions League, cosiccome Barzagli.
L'infermeria si sta svuotando ed è buon segno, anche se dalla serata in Sardegna vi è entrato Caceres.
È sottinteso che si orienta
verso l'andata dei quarti di
finale ad Amsterdam ogni
attenzione, ma per la gara
di sabato, un dato è certo:
non ci si dovrà dibattere
in una situazione disperata. A Milanello è tutto il
contrario. Donnarumma è
out, Paquetà anche. Kessie fatica a rientrare, Conti
è ai box e Gattuso alza gli
occhi verso il vertice del

Duomo, come ad incrociare un po' di benevolenza da
colei che domina Milano.
Tutto deciso, allora? Nemmeno per sogno. La Juventus punta a prepararsi per
l'Ajax, con una prestazione
in grande spolvero, è vero;
ma il Milan è reduce da un
solo punto in 3 partite ed
il rischio di vanificare totalmente il vantaggio con-

seguito sulle inseguitrici
e contendenti del quarto
posto, ultimo per la Champions del prossimo anno, è
talmente concreto da poter
divenire l'obbiettivo della
disperazione, l'unica ragione per gettare il cuore
oltre l'ostacolo. E' un Milan
ferito nell'orgoglio da un
pareggio umiliante al cospetto dell'Udinese, quello

che si presenta all'Allianz
Stadium e spesso la voglia
di reazione infonde energie
inaspettate. Detto questo,
non si può negare che la
Signora che ospita il Diavolo è in discreta forma, con
rientri e conferme. Perché
dunque delle vittorie che
mancano, non iniziare da
sabato contro i rossoneri
di Gattuso? Con ogni probalità si ritorna al 4.3.3
con Cancelo e Alex Sandro
esterni bassi e 2 tra Bonucci, Chiellini e Rugani centrali. Centrocampo rodato con Pjanic in cabina di
regia affiancato da Matuidi ed Emre Can. In avanti Mandzukic ritorna alle
sportellate, mentre Bernardeschi e probabilmente
Kean (in subordine Dybala
se disponibile) a completare il tridente di attacco.
Una volta Juve – Milan era
il clou di tutta una stagione, ora è una gara interlo-

cutoria in casa juventina
ed il tentativo di non ricorrere alla canna del gas per
i “casciavit”. Come recita
il vecchio detto: il mondo
è fatto a scale. Giusto per
questo, meglio non fidarsi
troppo. Si inizia da 0 a 0,
come sempre.
Marco Sanfelici

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TORINO
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Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Gianni Carra, Salvino Cavallaro,
Massimo Fiandrino, Ezio Maletto,
Paolo Rachetto, Marco Sanfelici
Federico Scarso, Marco Venditti,
Ermanno Vittorio
Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
amc_juvetoro@yahoo.com
Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa - Tel. 011 0201860

Servizi fotografici
Salvatore Giglio, Manuela Viganti
Editore
AMC - Art Media Communication
Direttore Editoriale
Gianni Castaldo
amc_juvetoro@yahoo.com
Pubblicità
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Stampa
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Distribuzione gratuita agli ingressi esterni
degli stadi torinesi, eventi e canali commerciali
Autorizzazione Trib. di Torino n. 30 del 27/11/2015. Tutti i diritti riservati
Responsabile del trattamento dei dati personali: Gianni Castaldo

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17.30 DI GIOVEDÌ 4 APRILE 2019

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L'Analisi

La feroce Juve di CR7 e la tremebonda Pro Allegrese
P

aradossalmente, ma
nemmeno troppo, in
questi ultimi anni
quasi tutte le migliori prestazioni di Madama sono
sbocciate in concomitanza
di analoghe particolarità,
tutte di carattere emergenziale, cioè: le gare di
ritorno della Champions
League in cui, a priori,
la qualificazione al turno successivo pareva totalmente compromessa o
quelle delle competizioni
minori affrontate con la
rosa ampiamente decimata
da infortuni di ogni genere;
gli ultimi esempi, peraltro
recenti, riconducono alle
partite giocate (nel vero
senso della parola...) contro l'Atlético di Madrid e
il Cagliari. Posto che le riflessioni inerenti la salute,
soprattutto muscolare, dei
giocatori juventini, richiederebbero un serio approfondimento e spazio diversi

da quello ora impegnato, e
al netto della pietosa astensione dalla facile ironia sul
momento stagionale in cui
si sono concentrati i malanni, poiché dall'inizio
dell'anno solare le uniche
due gare non meritevoli
di essere immediatamente
consegnate all'oblio sono
state quelle sopra ricordate, la domanda sorge spontanea: perché? La risposta
è abbastanza semplice:
perché sono state approcciate con una mentalità
completamente antitetica
al comportamento abituale
e retrivo a cui la Signora è
costretta dalle turbe psicotattiche del suo Leader
minimo e dal favore che
lo stesso trova, o meglio,
trovava, nella stanza dei
bottoni. Obbligata a sciorinare calcio con nessun
margine d'errore, con intensità, aggressività, propositività, anziché tirare

a campare speculando su
un unico errore degli avversari da difendere senza
pudore "Finoallafine", previa erezione di palizzate e
vergognose mortificazioni
dei suoi migliori talenti in
mansioni contrarie ai doni
di Eupalla, la Juve è fiorita in tutta la sua bellezza
emanando una fragranza
stordente gli avversari e
ammaliante per chi l'ha
nel cuore. La metamorfosi,
anzi, la transustanziazio-

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ne operata in Europa da
Cristiano Ronaldo, ergo,
da colui che più d'ogni altro sa come devono essere
interpretate certe serate è
stata, al riguardo, significativa, giacché, a prescindere da quel che ha combinato in proprio, la sua
tracimante personalità ha
avvolto compagni comunque già motivati nell'orgoglio per conto loro, in un
bozzolo magico che ha raso
al suolo, e in un sol colpo,

oltre i "materassai", pure
la parafilosofia calcistica
di colui al quale, la letteratura sportiva di regime, ha
attribuito i meriti. In altri
termini, la squadra che si
è guadagnata l'accesso ai
quarti di finale dell'unica
competizione che conta è
stata quella di CR7 e non la
tremebonda Pro Allegrese
umiliata pressoché ovunque nel primo trimestre
del 2019. Invece, la recente
esibizione nella terra dei
quattro mori, ove è stato provato che passare da
"Siamo tutti Koulibaly" a
"Eravamo tutti Koulibaly"
è veramente un attimo, ha
dimostrato che nell'impossibilità di sbagliare formazione e financo di poterla
correggere, il carattere
dei giocatori ha prevalso
trasformando i prodromi
di una ingloriosa e quasi
annunciata disfatta, in una
bella ostensione di sostan-

za e leggerezza (nella sua
accezione positiva) tradottasi nella padronanza assoluta di una contesa avulsa da ogni concessione alla
rinuncia e all'esasperata
prudenza. Tant'è che il divario recitato dal tabellino sarebbe potuto essere
decisamente più ampio e
che l'apologeta del minimo
risultato con il massimo
sforzo è parso compiaciuto
soltanto durante il teatrino
post partita. Una rondine
non fa primavera, nel caso
di specie nemmeno due,
quindi, pronosticare quali
versioni di Juve attendersi al cospetto di Milan ed
Ajax è veramente arduo.
Va da sé che se una delle
due dovrà obtorto collo dispularla la Pro Allegrese,
è meglio che sia quella di
sabato tardo pomeriggio.
Augh!
Ezio Maletto

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Le Interviste: Antonio Paolino e Tiziano Crudeli

“Allegri? Finirà trionfalmente il ciclo bianconero.
Al suo posto Guardiola o Deschamps”
A

ntonio Paolino ha
la Juve dentro l’anima. Il suo profilo di
giornalista sportivo si delinea fin dall’inizio della sua
carriera come commentatore fazioso della Vecchia
Signora d’Italia. Tuttavia,
pur avendo ormai assunto
a tutti gli effetti il ruolo di
difensore della sua squadra del cuore, in più d’una
occasione ha dimostrato
attraverso i suoi commenti di essere preparato dal
punto di vista tecnico e di
sapersi anche districare
positivamente nei giudizi oggettivi. Giornalista
iscritto all’Ordine del Piemonte dal 1999, Antonio ha
iniziato in alcune radio locali di Torino, poi nel 2003
ha fatto il salto di qualità,
entrando a far parte del canale tv “7 Gold”. Nel 2006
è entrato nella redazione
di “Juventus Channel” e
nel 2012 è ritornato a “7
Gold”. Dal 2015 collabora
con Tuttosport.com mentre
l’anno seguente è stato nominato nuovo telecronista
tifoso della Juventus per
Premium Sport. Tutte sfide
professionali che Antonio
ha superato in maniera
brillante. Adesso comincerà anche a lavorare in radio con un nuovo programma legato alla Juventus.
Antonio, sappiamo che tra
breve inizierai in radio
una nuova esperienza in
veste di direttore. Di cosa
si tratta?
“Penso che sia una iniziativa intrigante sotto il profilo
professionale e umano. Ci
sarà da dialogare tanto con
colleghi e tifosi durante 10
ore di diretta continuativa
da Torino, Roma, Firenze, Milano ma soprattutto
c’è la possibilità di vivere
un’iniziativa editoriale innovativa, perché sarà una
radio web che ha l’ambizione di arrivare nel cuore dei

“È l'anno della Juve anche in Europa...”

tifosi di tutto il mondo, visto che in questo momento
c’è un’attesa spasmodica.
Lunedì 8 aprile ci sarà la
presentazione alla stampa alle ore 12 a Milano,
presso la sede di Tribù. In
contemporanea apriremo il
mixer per questa iniziativa
web che si potrà fare attraverso il cellulare, tablet e
computer collegandosi su
radiobianconera.com oppure attraverso l’App che
si potrà scaricare da Tutto
Juve, Tutto Mercato Web o
da Juventus news 24.com.”
Già, la radio. Per te è come
tornare ai primordi della
tua carriera. Provi emozione?
“Sì, molta e spero di poterla provare ogni volta
che si presenterà qualche
progetto nuovo. I progetti
sono come la vita, perché
ti rimettono in gioco e sono
convinto che (come diceva mio nonno), quando si
chiude un portone c’è sempre la porta aperta di chi ti
vuole bene. Per questo dico
che la radio è una palestra
spettacolare che inviterei
tutti a fare, perché ti dà
modo di raccontare sportivamente e umanamente la
squadra che tu ami, tenendo conto che quello che tu
dici non è sempre la verità,

ma ci provi a dirla quasi interamente.”
La Juve per te è un grande
amore. Come sei riuscito
negli anni a conciliare il
ruolo di giornalista con
quello di tifoso?
“Credo che sarebbe stato
più facile nascondersi dietro una maschera e forse
qualche volta l’ho fatto
anche professionalmente.
Penso che in campo giornalistico sia peggio negare
qualsiasi tipo di appartenenza e poi scrivere o
guardare solo la bandierina della propria squadra.
Detto questo, devo dirti che
per quanto mi riguarda,
tutto nasce da una piccola
bandiera che mi regalò il
mio carissimo zio bianconero. Ebbene, da quel momento ho iniziato ad amare
questa Signora e ne vado
fiero”
Veniamo a Juve–Milan.
Come vedi questo incontro? Sei pronto a dare un
dispiacere al tuo amico
milanista Tiziano Crudeli?
“Vedo la Juve più in salute.
Mi è piaciuto molto l’atteggiamento della squadra a
Cagliari, in cui si è evidenziato un grande spirito di
gruppo nonostante le varie
assenze di rilievo. Tutto ciò
mi fa pensare a una Juve
capace di arrivare fino
in fondo alla Champions.
Con Tiziano ci pizzichiamo
spesso in tv ma tra di noi
c’è un rapporto di correttezza che va al di là di quelle che possono sembrare le
apparenze. Nei 90 minuti
siamo agguerriti nemici
dal punto di vista sportivo. Spero dunque di potere
urlare sui suoi baffi la mia
gioia...”
Allegri andrà via dalla
Juve anche se dovesse vin-

Tiziano Crudeli, sabato
all'Allianz Stadium si troveranno di fronte due big
del calcio italiano, una
classica che, alla luce di
quanto è accaduto contro l'Udinese, metterà il
Milan in condizione di
assoluto disagio affrontando una Juve inarrestabile.
“Per il mio Milan sicuramente non è un un momento tranquillo specie
dopo il disgraziato pareggio in casa. Abbiamo regalato all'Udinese l'opportunità di segnare un goal
che poteva essere evitato. Mi chiede come vedo
Milan-Juve? Beh, mi sono
reso conto, dopo aver visto Cagliari-Juve, che anche con la seconda squadra in campo i bianconeri
hanno dominato dal primo
minuto concedendo poco
agli avversari su un campo
dove è difficile portar via
punti. L'unica speranza è
quella di una Juve con la
testa ad Amsterdam ma
comunque ci credo poco.
Credo che se ti può colpire lo farà in modo cinico

cere la Champions?
“Penso che né la società
e né Allegri aspetteranno l’ultimo giorno per decidere il futuro. Le parti
sanno già da molto tempo
quello che sarà il finale di
stagione. Diciamo che ci
avviciniamo ancora una
volta nella scelta dell’eccellenza, e sono quindi convinto che Allegri non sarà
più l’allenatore della Juve.
Pur con tutte le soddisfazioni possibili, penso si sia
chiuso ormai un ciclo. In
Italia i cicli calcistici hanno una durata ben precisa.
E poi è importante finire
al meglio, perché ciascuno decide quando è giusto
smettere. Non quando lo
dicono gli altri. Chi sarà
il prossimo allenatore? Le
speranze della Juve credo
portino a Pep Guardiola.
Tutto è possibile per la famiglia Agnelli, compatibilmente con l’attenzione ai
bilanci. Senza dimenticaer
il ritorno di Deschamps,
molte piste mi portano a

come è nelle sue caratteristiche. Sarà una partita ragionata da parte di
Gattuso che dovrà essere
però assistito anche dalla
buona sorte. Tuttavia sarà
durissima.”
Lo chiedo a lei che di
Champions con il suo Milan ne ha vinte ben sette.
Questa Juve ha Ronaldo, ha l'esperienza di un
gruppo collaudato e un
allenatore già finalista
due volte. Potrebbe essere questo l'anno buono
per portare la coppa a
Torino?
”Parto da Allegri che conosco assai bene. Quando
era al Milan non aveva la
conoscenza internazionale
di questi anni alla Juventus ma fece comunque
molto bene. Adesso credo
sia pronto per riacciuffare
la sua terza finale. Ci sono
uomini, società, progetti già iniziati da tempo e
specialmente la consapevolezza nei propri mezzi.
Non fatico, nonostante le
reali difficoltà per arrivare
in finale, a sostenere che
questa potrebbe essere

dire che il francese sia già
stato contattato... Luis Enrique? Penso che su di lui
si siano fatte soltanto delle riflessioni che non sono
compatibili con il futuro
della Juve”
Si può superare il turno
contro l’Ajax anche senza
CR7 nel match di andata?
“Dopo l’estrazione dall’urna che aveva decretato
l’Atletico Madrid quale avversario della Juve, avevo
detto che chi passava questo turno sarebbe arrivato
in finale. Oggi lo riconfermo più che mai!”
Ritorniamo al campionato. Nonostante la quasi
conquista dell’ottavo scudetto consecutivo, molti
non sono contenti del gioco di Allegri che appare
più redditizio che divertente...
“Molti tifosi non sono contenti del gioco della Juve.
Ma ce ne sono molti di più,
tra questi anche il sottoscritto, che pretendono,
è vero, qualcosa di più

la stagione giusta per riportare in Italia il trofeo
più prestigioso in Europa
e Cristiano Ronaldo è una
garanzia. Uomini come lui
ti fanno vincere certi trofei e non è certo casuale
la vittoria ottenuta contro l'Atletico Madrid dove
lui si è messo la squadra
in spalla. CR7 farà sicuramente la differenza.“
Da più di un mese non si
fa che parlare di Moise
Kean. Goal a ripetizione
tra campionato e nazionale. Un talento che andrebbe gestito meglio?
”Keane a me piace molto.
Questo ragazzo ha tutto
per diventare un grande
campione di assoluto livello europeo. Quando
parte in progressione è
devastante e ha un grande
senso della posizione in
area avversaria ma sa anche avanzare con palla al
piede e creare assist per i
compagni. Insomma una
punta moderna dotato di
un gran fisico.“
Marco Venditti

ma riconoscano i meriti
di quello che è il migliore
allenatore italiano, ovvero
Allegri. Quindi, preferisco
arrivare primo con questo
gioco, piuttosto che arrivare secondi, terzi o quarti
con un gioco migliore”
Per finire Antonio. Da
giornalista-tifoso è facile
immaginare il tuo sogno
di rivincere la Champions
dopo tanti anni. Ma quale
altro desiderio hai chiuso
nel cassetto?
“Professionalmente mi piacerebbe che dopo 23 anni,
con Radio Bianconera e
con me direttore si potesse festeggiare la vittoria di
quella Champions che ho
vissuto da semplice tifoso.
Dal punto di vista umano,
invece, mi piacerebbe che
fossimo tutti d’accordo almeno quando guardiamo
una partita insieme. Questo è il mio augurio nel
mondo del calcio”
Salvino Cavallaro

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

La Signora e il Diavolo: quanta storia da Piazza d'Armi ad oggi
A TORINO JUVE
AVANTI 41-21
41 l e vittorie della Juve
in 83 sfide a Torino in
Campionato con il Milan, la più vistosa il 4-0
del 22/04/1934 (Ferrari
2, Borel II e Sernagiotto).
21 i pareggi (gli ultimi due
per 0-0 il 12/03/06 e il
18/12/04).
21 l e vittorie “corsare” del
Milan, la più vistosa
coincide con il ko più
pesante di sempre della
Juve in Serie A, Juve-Milan 1-7 del 05/02/1950.
Gli ultimi 2 successi
del Milan in A a Torino
contro la Juve datati
05/03/11 per 1-0 (Gattuso) e il 10/01/10 per 3-0
(Nesta, 2 Ronaldinho)
8 i gol di Altafini, il bomber delle sfide a Torino
in Campionato fra Juve
e Milan e l’unico a segno

con 2 maglie, 7 gol con
il Milan e 1 con la Juve.
228 PRECEDENTI
UFFICIALI
89 vittorie Juve
73 pareggi
66 vittorie Milan
326 reti Juve
293 reti Milan
199 SFIDE IN
CAMPIONATO
77 vittorie Juve
63 pareggi
59 vittorie Milan
290 reti Juve
264 reti Milan
LA PRIMA VOLTA A
PIAZZA D'ARMI
1901 è la prima sfida fra i
due clubs ed è quella piu’
antica e giocata più volte:
199 in Campionato.
La prima volta questa “classica” fu giocata il 28 aprile

1901, sul campo di Piazza
d’Armi a Torino e vinsero i
rossoneri per 3-2.
199 le sfide in Campionato
fra le due formazioni: 167
volte in Serie A nel girone
unico, 4 volte nel Torneo
Misto 1945/46 e 28 volte nel
Torneo ante-girone unico.
7-1 la vittoria del Milan
sul campo della Juventus
il 5 febbraio 1950, questa
è la sconfitta più pesante di
sempre per i bianconeri in
Serie A.
6-1 è la vittoria della Juventus a San Siro del 6 aprile
1997, ed è il ko più pesante
di sempre del Milan in casa
in Massima Divisione.
4 le reti di Altafini, il 12
novembre 1961 in MilanJuventus 5-1 (in gol anche
Rivera per il Milan e Rosa
per la Juventus), è l’unico
poker delle sfide fra le due
formazioni.

JUVE 7 SU 7 ALLO
STADIUM VS. MILAN
02/10/2011
Juve-Milan
(Marchisio 2)

2-0

21/04/2013
Juve-Milan
(Vidal rig.)

1-0

06/10/2013
Juve-Milan
3-2
(Muntari, Pirlo, Giovinco,
Chiellini, Muntari)
07/02/2015
Juve-Milan
3-1
(Tevez, Antonelli, Bonucci,
Morata)
21/11/2015
Juve-Milan
(Dybala)

1-0

10/03/2017
Juve-Milan
(Benatia, Bacca,
rig.)
31/03/2018
Juve-Milan
(Dybala, Bonucci,
Cuadrado, Khedira)

2-1
Dybala

3-1

Quote e pronostici
Turno di campionato imperniato sul match Milan – Juventus. I
bianconeri giocano senza CR7 e
soprattutto la testa potrebbe essere all'impegno di Amsterdam.
Il Milan cerca almeno un punto
per la sua corsa Champions
ma sicuramente saranno i soliti
90 minuti dove le due squadre
giocheranno per vincere. I Bookmakers offrono la vittoria
della Juve a 1.80, il pareggio a
3.40, mentre una vittoria dei
rossoneri a 5.00. La Juve potrebbe anche tirare, come si suol
dire, la gamba indietro quindi
il pareggio potrebbe essere un
consiglio ad una bella quota
per gli scommettitori. Il Torino
è di scena al Tardini contro il
Parma, la squadra di Mazzarri
potrebbe fare bottino pieno, la
quota della vittoria granata è
2.20. Altri incontri interessanti

sono Inter-Atalanta e Sampdoria–Roma: al Meazza sarà una
partita aperta e la scommessa
consigliata è over 2.5 quota
1.90. La Sampdoria potrebbe
ripetere da sfavorita la vittoria
sul Milan della settimana scorsa,
quota per i blucerchiati 3.10. Le
dritte della settimana sono le
vittorie casalinghe della Fiorentina sul Frosinone, il Napoli che
ospita il Genoa, la Lazio in corsa
per la Champions che affronta il Sassuolo e il Bologna, nel
monday-night, contro il Chievo:
il quadruplo di queste 4 vittorie
è quotato a 3.80. Le ultime due
partite in programma, CagliariSpal e Udinese-Empoli, sono
scontri diretti per la salvezza
e può succedere di tutto, sono
quelle partite da guardare ma
non da scommettere...
Gianni Carra

Calcio Femminile

Juve, Viola e Milan per la volata-scudetto

Il big match allo Stadium sembrava aver indirizzato lo scudetto verso Torino dato che il
gol di Pedersen aveva permesso alla Juventus
Women di portarsi a 4 punti di vantaggio sulla Fiorentina e 5 sul Milan. La sconfitta delle
torinesi contro il Sassuolo ha però riaperto

nuovamente i giochi a sole 2 giornate dal
termine. Viola e rossonere distano ora 1 e 2
punti: un passo falso potrebbe non solo costare lo scudetto alle ragazze di Rita Guarino,
ma addirittura negare la partecipazione alla
prossima Champions League, in cui saranno
presenti solo le prime 2 classificate. Sarà determinante il calendario: il 13 aprile la Juve
ospiterà un già salvo Tavagnacco e sarà poi
impegnata sul campo dell'Hellas Verona, che
all'ultima giornata potrebbe essere invischiata
nella lotta per non retrocedere alla pari delle
cugine del ChievoVerona Valpo che affronteranno proprio il Milan. Le rossonere, prima

delle clivensi, faranno visita all'ostica Atalanta
Mozzanica, capace di fermare sul pareggio sia
all'andata che al ritorno l'attuale capolista. La
Fiorentina sfiderà il già retrocesso Orobica per
poi giocarsi tutto nello scontro casalingo con
la Roma. In serie C, a 3 giornate dal termine
sia la Femminile Juventus Torino sia il Torino
Cf possono stare tranquille in ottica salvezza.
Le bianconere hanno 2 punti di vantaggio sulle granata e hanno nel mirino le Azalee, che
saranno impegnate in casa proprio contro il
Toro mentre la formazione di Serami ospiterà
il Real Meda.
Federico Scarso

condotto da Renato Ghelli
in studio Roberto Grossi,
Direttore 'JuveToro'

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Allegri scudetto con entrambe, Capello fermato da calciopoli
MAX 91 VITTORIE IN 178
PANCHINE MILAN

A

llegri è il primo allenatore della storia ad
aver vinto lo Scudetto con i bianconeri e con il
Milan (con i rossoneri lo ha
conquistato all’esordio nel
Milan Campionato 10/11 e 4
Scudetti consecutivi alla guida della Juve 14/15, 15/16,
16/17 e 17/18). In realtà l’impresa era già stata realizzata
da FABIO CAPELLO che ha
vinto 4 Scudetti in rossonero
(tre consecutivi 91/92, 92/93 e
93/94 e nel 95/96) e avrebbe
vinto 2 Titoli sul campo con
la Juve nel 04/05 e 05/06 ma,
per effetto calciopoli, il primo
è stato revocato e il secondo
assegnato a tavolino all’Inter.
Gli altri mister che hanno allenato entrambi i club: CARLO
ANCELOTTI ha vinto lo Scudetto alla guida del Milan nel
03/04 dopo non essere andato
oltre due secondi posti con la
Juve (99/00 e 00/01). ALBERTO ZACCHERONI già Campione d’Italia con i rossoneri
nel 98/99, nel gennaio 2010
sostituì Ferrara alla panchina
della Juve non andando oltre
il 7° posto e non ottenne la
riconferma. Anche GIOVANNI TRAPATTONI ha allenato
entrambe le squadre, il Milan dal 1974-1976 con Nereo
Rocco ma non ha vinto il titolo
e la Juve dal 1976 al 1986 e
dal 1991 al 1994 (vincendo 6
Scudetti e tutte le Coppe Europee).

91 le vittorie di mister Allegri
in 178 panchine ufficiali con il
Milan fra Campionati e Coppe,
completano lo score 49 pareggi e 38 sconfitte. In Rossonero ha vinto lo Scudetto nel
primo Campionato alla guida
del Milan e una Supercoppa
Italiana.
10/11 vince il Campionato
nel primo torneo al Milan, in
Champions eliminato dal Tottenham agli ottavi di finale e
in Coppa Italia ko in semifinale con il Palermo.
11/12 vince la Supercoppa
Italiana nel derby con l’Inter,
2° in Campionato dietro la
Juve ed eliminato dai bianconeri in semifinale di Coppa
Italia.
12/2013 in rimonta raggiunge i Preliminari di Champions,
nella volata per il 3° posto
brucia la Fiorentina.
13/2014 Il Milan di Allegri è
l’unica italiana negli Ottavi
di Finale Champions, viene
esonerato dopo 19 turni di
Campionato dopo il ko con il
Sassuolo, il 12 gennaio 2014,
allora i rossoneri erano all’11°
posto, al suo posto arriva Seedorf.

sione, fino alla ripartenza alla
Primavera del Milan). Ha allenato anche il Sion dove è stato
anche giocatore (esonerato). Il
suo palmares da calciatore: 2
Campionati Primavera (Perugia 95/96, 96/97). 1 Coppa Italia (Milan 2002/2003), 2 Campionati (Milan 2003/2004 e
2010/2011), 2 Champions League (2002/2003 e 2006/2007),
2 Supercoppe Europee (2003
e 2007), 1 Coppa del Mondo
Club (2007).

De Santis, gara finita in parità
per 0-0.
4 Le altre sfide giocate da
Gattuso contro la Juve, la
più importante la Finale di
Champions vinta dai rossoneri ai rigori a Manchester il 28
maggio 2003. Una sfida nella
Supercoppa Italiana e 2 in
Coppa Italia
10 le sfide complessive a Tori-

no di Gattuso in serie A contro
i Bianconeri da giocatore con
3 vittorie contro 5 sconfitte e
2 i pareggi.
73 le presenze e un gol in Nazionale A dove ha vinto i Campionati del Mondo del 2006.
Campione d'Europa con l'Under 21 nel 2000. Ultima gara il
24 giugno 2010 in SlovacchiaItalia 3-2

13 stagioni con il Milan con
335 gare in A (9 gol) e complessive con il Milan 468 presenze e 11 segnature. Prima
di arrivare al Milan ha militato due stagioni nel Perugia
(dove ha esordito in A), poi al
Rangers in Scozia e ha concluso la carriera al Sion in Svizzera nel 2013.

REDAZIONALE

DA MISTER MILAN SEMPRE
KO VS JUVE
54 le panchine di Gattuso in
serie A con il Milan (24 nello
scorso torneo con un bilancio
di 26 vittorie, 18 pareggi e 10
ko), complessivamente in rossonero 35 vittorie in 74 match
fra Campionati e Coppe (22
pareggi e 17 ko). Subentrato
a Montella, esordio il 3 dicembre 2017 in Benevento-Milan
2-2 e subito un piccolo-flop:
primo punto conquistato dal
Benevento in serie A grazie
anche l'incredibile gol di testa
del portiere Brignoli. Da allenatore del Milan ha sempre
perso contro i bianconeri: 4
ko in 4 sfide, 1 solo gol fatto
e 10 subiti

GATTUSO STORIA
ROSSONERA

UN GOL E UN ROSSO
VS. JUVE

Sono quattro gli ex giocatori del Milan diventati mister
rossoneri dal 2013 in poi. Da
Seedorf nel 2014 (al posto
dell'esonerato Allegri), poi è
toccato a Pippo Inzaghi, Brocchi (al posto di Mihajlovic) e
Gattuso (subentrato a Montella). Gattuso in panchina: un
esonero a Palermo in serie B (2
vittorie, 3 pareggi e 1 ko, il suo
sostituto Iachini vince il Campionato), dimissionario all'Ofi
Creta (problemi societari), al
Pisa (parte dalla Lega Pro,
promozione in B dopo i playoff, ha vissuto promozioni,
dimissioni, ritorno e retroces-

21 i precedenti in A di Gattuso
da giocatore della Salernitana
(2) e Milan (19) contro la Juve,
tradizione favorevole con 8
vittorie 7 sconfitte 6 pareggi.
Ha saltato solo cinque volte la
sfida.
1 Gattuso ha segnato un gol
a Torino (al 68') nella vittoria
del Milan di Allegri contro la
Juve di Del Neri nella stagione
dell ultimo Scudetto del Milan
con vittoria rossonera 1-0 datata 5 marzo 2011.
1 Un cartellino rosso subito da
Gattuso nelle sfide contro la
Juve, il 12 marzo 2006 a Torino al 70' cacciato dall'arbitro

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Storia

9

di Ermanno Vittorio

1905, ad aprile il primo scudetto di una lunga serie...



1

905, arriva il primo
titolo di campione
d’Italia per la Juventus. Lo svizzero Alfred
Dick è il 5° presidente dopo
i due Canfari (Eugenio ed
Enrico), Carlo Favale e
Giacomo Parvopassu. La
squadra partecipa al suo
6° campionato per cercare
la vittoria finale. Ma è un
calcio d'antan. I direttori
di gara sono improvvisati e non sempre graditi a
pubblico e giocatori. Risse
e litigi sono la norma con
gli spettatori (non pochi)
in campo. All'epoca non
esistevano le reti fissate
alle porte ed in prossimità
delle stesse controllavano
l’eventuale ingresso della
sfera di cuoio i due 'Linesman' (giudici di linea).
Gli arbitri ufficiali erano i
dirigenti delle squadre ed
anche alcuni 'Footballer',
calciatori: altro che conflitto d'interessi... I direttori di gara abbandonarono
poi l’ombrello nelle giornate di pioggia (all’epoca era
proprio l’ombrello a distinguere l’arbitro). Inoltre non
c’era l’obbligo per il 'Goal
keeper', portiere o custode
della porta, di diversificare
la maglia perciò la confusione non era poca. La Juve
1905 è un gruppo affiatato
e compatto. Già nel 1904 la

Juve era all’altezza di vincere ma le stranezze del
regolamento l’avevano costretta, dopo aver eliminato FBC Torinese e Milan, a
disputare la finale in gara
unica contro il Genoa - detentore del titolo - sul terreno genovese di Ponte Carrega e il Genoa vinse 1-0.
Nel 1905 il regolamento fu
mutato: girone finale a 3
con partite andata-ritorno
con le migliori squadre del
football Piemontese, Lombardo e Ligure. Nelle eliminatorie regionali la Juve
deve affrontare la F.C. Torinese ma quest'ultima rinuncia. L'assenza è dovuta
alle mancate licenze militari di alcuni tesserati e la
certezza di perdere induce
i dirigenti del F.C. Torinese
a non presentarsi evitando
figuraccie. Le 3 squadre
che approdano al Girone
finale sono: Juventus Football Club, Genoa Cricket
& Football Club, Unione


Sportiva Milanese. Prima
partita il 5/3/1905, la Juve
affronta l’U.S. Milanese
che si presenta al velodromo 'Umberto I' di Torino
con una sgargiante maglia
biancorossa a scacchi. Le
cronache dell’epoca parlano di un dominio bian-


conero con goal nel primo
tempo di Donna e, nella ripresa, con la Juve in dieci
per l’infortunio a Mario, altri 2 goal con Varetti ed ancora Donna. Il 12 Marzo la
Juve va a Genova per la II
partita, spalti gremiti e Genoa avanti con Pollack; nella ripresa Forlano pareggia
con un tiro non trattenuto
dal portiere genoano Spensley. La terza partita a Milano sul terreno dell’U.S.
Milanese (Via Comasina)
è un monologo bianconero (4-1) e le speranze di
scudetto aumentano. Il 2
aprile si gioca il big-match
Juve-Genoa al 'Umberto I':
1-1 a spalti ancora gremiti,
vantaggio genoano di Mayer pareggiato nella ripresa da Forlano. Alla partita
assistono sportivi giunti
oltre che da Torino e Genova anche da Alessandria
e Milano, ottima direzione
di Magni di Milano. Diventa così decisiva l’ultima
gara (9/4/1905) a Genova
tra Genoa e U.S. Milanese.
Per il Genoa oltre alla vittoria (4 punti contro 6 della
Juve), serve anche segnare
almeno 4 reti per andare
almeno allo spareggio. Il
nervoso team genoano non
va oltre il pareggio (2-2) e i
giochi sono fatti: Juve campione con 6 punti, Genoa 5

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e U.S. Milanese 1 solo punto ma fondamentale per
l’assegnazione del titolo.
La Juve entra così in possesso per un anno del magnifico trofeo “Challenge”,
in argento massiccio, opera dello scultore genovese
De Albertis; si aggiudica
anche coppa e targa della
Federazione nonché 11 medaglie d’argento più diplomi ai giocatori. All’epoca
non esistevano allenatori
né istruttori, i giocatori si
allenavano disputando una
partitella settimanale anche se molti praticavano
ginnastica, canottaggio e
pallone elastico. Ai primi
del '900 lo sport è 'solo'
un’attività fisica e non certo a scopo di lucro, una
vera passione che porta
la Juve, dopo aver vinto il
titolo, a disputare vari tornei o amichevoli con anche
due partite nello stesso
giorno (senza docce e bagni caldi). Ma l'amore per


il nuovo gioco del 'football'
era tanto! Lo scudetto venne festeggiato con brindisi
vari e con un improvvisato
cenone allietato dagli acuti
del fratello del tenore Tamagno, juventino convinto
e di valida ugola. Si narra
del gruppo bianconero vagante all'alba sotto i portici


di una Torino che stava per
svegliarsi senza ancora sapere del primo trionfo della
Juventus...
I PRIMI CAMPIONI
BIANCONERI
Durante: portiere, pittore
ed artista, 25 anni; Armano: terzino dx, studente
ingegneria, 22 anni; Mazzia: terzino sxo, studente
medicina, 22 anni; Walty:
mediano dx tedesco, impiegato; Goccione: centromediano, capitano, impiegato
alla Società Assicurazioni
& incendi Torino, 22 anni;
Diment: mediano sx, scozzese, impiegato nella ditta
di trasporti “Walter & Becker”, 24 anni; Barberis:
ala dx, studente in legge,
22 anni; Varetti: mezzala
dx, studente ingegneria,
21 anni; Forlano: centrattacco, geometra, 22 anni;
Squair: mezzala sx, impiegato nella stessa ditta
di Diment, 24 anni; Donna: ala sxa, studente in
legge, 22 anni. Questo era
l’undici base, si ricordano
anche i giovani Ferraris e
Mario, il primo sostituisce
Barberis a Genova mentre
Mario Ugo disputa 2 gare
sostituendo (sigla anche un
gol) in attacco l’infortunato
Squair.

VINCE ANCHE LA
SECONDA SQUADRA
La stagione 1905 è a dir
poco trionfale: oltre a vincere lo scudetto la Juve si
aggiudica anche il “Torneo
delle seconde squadre”
dove annovera ottimi giocatori che poi giocarono
partite della prima squadra. All’epoca non c'erano
sostituzioni e l’11 che iniziava il torneo in pratica lo
concludeva. I cambi erano
previsti solo in caso d’infortuni gravi o malanni
occasionali. Altro che turnover... Si narrra di una
partita tra prima e seconda squadra con in palio
solo una bicchierata: la sfida in famiglia vide la vittoria delle seconde linee (2-1)
con sfottò vari che durarono non poco... La rosa dei
giocatori che si aggiudicarono il campionato delle II
squadre era la seguente:
Barberis Luigi, Longo Carlo, Servetto Luigi, Marsan
Ajmone Sandro, Marsan
Ajmone Annibale, Corbelli Mario, Nizza Fernando,
Bertinetti Giuseppe, Hess
Giuseppe, Dick Federico (figlio del presidente Alfredo
Dick), Mario Ugo. Si ricordano anche giocatori come
Frey, Collino, Mazzonis,
Servetto, Nino. Che questa
rievocazione del primo titolo conquistato sia d’augurio per conquistarne un
altro esattamente 114 anni
dopo....
1. La Juventus
campione d'Italia 1905
2. Alfred Dick
3. Le riserve della Juventus
1904-1905
4. L'entrata del Liceo Massimo
D'Azeglio di Torino
5. Il logo della Juventus con
sfondo blu

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Storia / Aprile Juve

di Ermanno Vittorio

Il gol decisivo di Vignola e il 'set' di San Siro
mo campionato. La partita
tra il Genoa e U.S. Milanese termina in parità 2-2. La
classifica finale vede prima
la Juventus con 6 punti, poi
il Genoa 5, U.S. Milanese 1.

ta Roberto Bettega; la Juve
schiera alcuni ragazzi della
Primavera per le convocazioni della nazionale che
ha tolto molti giocatori alla
rosa. Serata fredda e pioggia battente per tutta la
partita che termina in parità (0-0).


1 aprile 1984
La Juventus s’aggiudica in
“Zona Cesarini” il match
casalingo con la Fiorentina
(1-0), gol decisivo su rigore
di Vignola al 90’. Il giocatore aveva sostituito Platini
che alla vigilia, colpito da
attacco influenzale, diede
forfait. Alla battuta del rigore si presenta Vignola dopo
che sia Boniek che Cabrini
gli avevano ceduto l’incombenza: gran tiro e gol che
libera lo stadio dall’incubo
del pareggio. Con questa
vittoria la Juve si consolida
in testa con 37 punti seguita dalla Roma a 34.

2 aprile 1905
La Juve pareggia 1-1 a
Torino contro i campioni
in carica del Genoa nella
quarta e ultima gara del girone finale del campionato
italiano del 1905 e ipoteca
il primo scudetto della sua
storia, che giunge matematicamente una settimana dopo quando il Genoa è
fermato in casa dall'Unione
Sportiva Milanese col risultato di 2-2.
4 aprile 1984
Amichevole della Juve a
Bologna contro il Toronto
Blizzard nelle cui fila mili-

5 aprile 1914
Nasce a Nizza Marittima
Felice Placido Borel II, uno
dei più grandi campioni
della Juve di tutti i tempi.
Terminata la carriera di
calciatore, in alcuni periodi
condusse anche la squadra
nelle funzioni d’allenatore.


Nella sua prestigiosa carriera bianconera ha raccolto
308 presenze in totale, con
158 gol. Si aggiudica i campionati 1932/33, 1933/34,
1934/35 e la Coppa Italia
1937/38. Con la nazionale vince il campionato del
mondo 1934.
6 aprile 1997
La Juve, vince un “Set” a S.
Siro (6-1) sul malcapitato
Milan, goleador di giornata
sono Jugovic (2), Vieri (2),
Zidane (su rigore) e Amoruso. Per il Milan si tratta
della sconfitta casalinga più
pesante dall’avvento del Girone unico del 1929.


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7 aprile 2015
La Juve surclassa la Fiorentina nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. Sconfitta all’andata in casa dai
viola 2-1, sembra oramai
chiusa la questione passaggio del turno ma la partita
perfetta disputata dai bianconeri sovverte ogni pronostico. La Juve si impone
sul campo di Firenze per
schemi ed organizzazione
di gioco e siglano i gol: Matri, Pereyra e Bonucci. Morata viene espulso nel finale, esce subissato dai fischi
a cui risponde sorridendo
ed applaudendo la curva
Fiesole. Simile fatto era già
successo anni prima, quando nel corso di Milan-Juventus (1-1), Jürgen Kohler
dopo aver annullato Papin
per tutta la gara, usciva dal
terreno di gioco per infortunio, San Siro lo subissava di
fischi e il tedesco rispondeva mandando baci alla folla.

10 aprile 1977
Il campionato 1976/77 vede
protagoniste la Juve e il
Toro in una lotta all’ultimo
punto. La Juve affronta la
Fiorentina in un’insidiosa
trasferta ma è troppo solida
quella Juve per farsi intimorire dall’ambiente viola.
Nella ripresa i bianconeri
chiudono la partita con 3
reti di Cabrini, le altre marcature di Benetti e Bettega,
per la Fiorentina gol bandiera di Casarsa su rigore.
11 aprile 1984
Ormai è ufficiale, a 14 giorni dalla semifinale di ritorno Juventus-Manchester
United, i biglietti sono esauriti; dopo la concessione di
prelazione agli abbonati ed
il diritto d’opzione ai club,
la biglietteria della Juve ha
letteralmente bruciato in
meno di due giorni i restanti diecimila biglietti rimasti.


Alla sfida con il Manchester
assisteranno 64.657 spettatori per un incasso record di
un miliardo 143 milioni 798
mila lire. Una partita indimenticabile che darà alla
Juve il lasciapassare per la
finale di Coppa Coppe.



8 aprile 1979
Una tripletta di Pietro Paolo
Virdis stende al Comunale
l’Atalanta (3-0); l’Atalanta
schiera fra i suoi undici ben
sei giocatori che sono stati
o saranno in futuro bianconeri: Bodini, Osti, Prandelli,
Marchetti G., Marocchino e
Mastropasqua.
9 aprile 1905
Nel giorno del turno di riposo del girone di finale che
vedeva affrontarsi tra di
loro Unione Sportiva Milanese e Genoa, i bianconeri
si aggiudicano il loro pri-

12 aprile 2010
L'attaccante brasiliano della Juventus, Amauri, diventa cittadino italiano a tutti
gli effetti. Presso la Sala Juvarra del Comune di Torino,
il giocatore, accompagnato
dalla moglie Cynthia e dai


familiari più stretti, ha giurato fedeltà alla Costituzione, alla presenza del direttore delle Liste Civiche del
comune Gianni Giacone.
13 aprile 1958
La 28ª giornata di campionato mette di fronte al Comunale la capolista Juve
ed il Bologna sesto, pioggia
per tutta la partita, ma nonostante il campo pesante i
bianconeri esaltano la loro
classe imponendosi nettamente (4-1) con gol di Sivori, Charles, Boniperti e
Stacchini. Per proteste il
rossoblù Maschio è espulso
al 65’. L’ennesima rete di
Charles consolida il suo primato nella classifica cannonieri, sono 27 i gol del gallese, segue il sampdoriano
Firmani con 22.
14 aprile 2003
Muore a Verona Vincenzo Traspedini, centravanti
della Juventus 1964/65, con
la Juve conquista la Coppa
Italia 1965, disputando da
titolare la famosa finale
all’Olimpico di Roma, vinta
contro l’Inter per 1-0, con
gol di Menichelli.
15 aprile 1957
L’Allenatore Sandro Puppo
viene esonerato dallo staff
dirigenziale della Juventus,
la squadra è al quattordicesimo posto in classifica, in
crisi di risultati e di gioco;
il cambio di tecnico si spera
porti una ventata d’entusiasmo nella squadra che viene affidata all’ex calciatore
Teobaldo Depetrini, che
guiderà la squadra fino al
9° posto finale.

1. Il gol di Vignola
2. Roberto Bettega
3. Pietro Paolo Virdis
esulta dopo uno dei tre gol
all'Atalanta
4. Amauri
5. Il manifesto della partita
Juventus-Manchester United
6. Vincenzo Traspedini

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Spettacoli e Cultura

“Leaving Neverland”, il docu-film che ha scandalizzato l’America
Le nuove accuse di pedofilia a Michael Jackson. Lungometraggio a senso unico che non convince



Leaving Neverland” è
un documentario per
la tv prodotto dalla
HBO e da Channel Four
all’inizio di quest’anno
(2019). Come molti lettori
forse sanno già, si tratta sostanzialmente del racconto
di due persone (Wade Robson e James Safechuck),
che con dettagli raccapriccianti, ripercorrono i supposti abusi sessuali che
avrebbero subito dal cantante
Michael
Jackson
quando erano bambini. Il
film è stato trasmesso in tv
in molti paesi, e un paio di
settimane fa anche in Italia,
sul digitale terrestre, Canale Nove. L’America (e non
solo) si è nuovamente schie-

rata contro Jackson, anche
se defunto ormai quasi 10
anni fa, come accadde nel
2003, all’epoca del celebre
processo subito dalla popstar con accuse simili. Alcuni locali hanno vietato al
loro interno l’ascolto dei
suoi brani, alcune radio non
li trasmettono più, è stata
ritirata dalla circolazione
una puntata dei Simpson
dove MJ molti anni fa aveva
doppiato un personaggio, il
marchio Louis Vuitton che
aveva deciso di celebrare
MJ per la collezione uomo
ha ritirato dal commercio
tutti i capi e i modelli a lui
dedicati. L’America, sempre
assetata di scandali a buon
mercato, ha deciso per la
colpevolezza, senza farsi
nessuna domanda, senza la
doverosa ricerca della verità; ma i numerosissimi fan
di “Jacko” sono addirittura

inferociti per quello che ritengono un attacco vile e
vergognoso. Molti di loro
sono passati alle vie di fatto,
lanciando minacce verbali
di vario genere e boicottando a loro volta tutti coloro
che boicottano il lavoro artistico di MJ. Il tema, dunque, è tuttora caldissimo e
vale la pena parlarne. Il
film, dal punto di vista visivo, è confezionato abbastanza bene, pieno di immagini
relative
alla
fantastica tenuta di Jackson, il ranch “Neverland”
nella Contea di Santa Barbara in California, e non
mancano altre piccole chicche riguardo ai suoi concerti e simili. Invece, dal punto
di vista dei contenuti e della
verità su quanto i due accusatori raccontano, il risultato è talmente dilettantistico
da risultare un pastrocchio
micidiale. La visione del
supposto accaduto è talmente a senso unico che
non c’è stata nessuna seria
verifica dei luoghi, delle
date, e della reale possibilità che quei fatti potessero
essere potenzialmente avvenuti. Infatti, non c’è assolutamente nulla nel film che
possa ricordare anche solo
lontanamente una seria inchiesta giornalistica. Si
sono dati per buoni i racconti dei due protagonisti (e
indirettamente dei loro famigliari che ai supposti tragici eventi non erano presenti),
senza
nessuna
verifica e senso critico. Nessuna prova, solo chiacchiere. Un disastro su tutta la
linea. Il regista, Dan Reed, è
ideologicamente schierato
da anni contro Jackson e ha
partorito un lavoro completamente inaffidabile. Le
cose inoltre, si stanno complicando, perché nelle ultime settimane vi sono molti
personaggi che stanno verificando ogni singola parola
del film, e stanno venendo
fuori sempre più elementi
che dimostrano, senza dub-

bio, che al suo interno ci
sono molte bugie. Forse non
lo sono tutte, e non sappiamo se più avanti si scopriranno nuove cose, ma la
credibilità di tutti i racconti
al suo interno ormai è minata alle fondamenta. Sul
web è facile trovare liste di
errori acclarati, imprecisioni e stranezze, con tanto di
documentazioni, e i lettori
possono cercarle laddove
fossero interessati. Del resto stiamo parlando di due
persone che solo dopo qualche anno dalla morte di
Jackson si sono ricordati
degli abusi subiti alcuni decenni prima, e hanno chiesto ai famigliari del “Re del
pop” un risarcimento civile
per danni da più di un miliardo di dollari a testa
(avete letto bene: “miliardo”
di dollari), e non solo hanno
perso in tribunale, ma hanno anche dovuto pagare le
spese legali complessive, e
questo di sicuro non li ha
resi felici. In passato costoro avevano avuto dei benefici economici e professionali notevoli grazie alla loro
amicizia con Jacko. Benefi-

ci ormai terminati da un
pezzo. Non va dimenticato
che MJ ha subito un processo vero, penale, per vicende
analoghe contestategli da
un altro ragazzino, e ha subito a sua insaputa indagini
vere, per 13 anni, con tanto
di verifiche bancarie, intercettazioni telefoniche e ambientali (microspie), e ispezioni di decine di agenti di
polizia in tutta la sua tenuta, e non è mai stato trovato
nulla di “strano” o che potesse far pensare a una sua
reale deviazione sessuale. È
stato assolto. Qualcosa vorrà pur dire. Ricordiamo che
sulla vita sessuale di MJ
esistono anche altri tipi di
ricostruzioni e testimonian-

ze (Roberta Flack, Madonna, Lisa Marie Presley, ecc).
Detto questo, passiamo ora
a qualche riflessione più
“alta”. Dal punto di vista
etico e morale, al di là di
come siano andate davvero
le cose (non lo sapremo
mai), è giusto accusare
qualcuno, chiedendo anche
un esborso economico ai
suoi eredi, quando costui
non può più difendersi? Chi
subisce un torto di questa
portata, dovrebbe volere
solo giustizia e il responsabile, giustamente, dietro le
sbarre. Non dovrebbe essere una vile questione di denaro, e visto che il supposto
responsabile è morto, perché chiedere soldi a chi di
fatto non ha nessuna colpa
dell’accaduto? Inoltre, se si
è tenuta un’altra posizione
in passato, forse sarebbe il
caso, quando si decide di
cambiare rotta per ottenere
giustizia, di rendersi disponibili a restituire all’istante,
sotto forma di denaro, tutti i
vantaggi economici ottenuti, prima di procedere contro Tizio o Caio. Troppo facile prendere i soldi e il resto,
e dopo qualche anno sporgere denuncia per prenderne ancora (discorso analogo dovrebbe valere anche
per la ragazza americana
che ha accusato di stupro
CR7). E la casta di persone
influenti di cui si è parlato
sopra, che amministrano
emittenti tv, radio, aziende
di abbigliamento, ecc, e che
hanno deciso di boicottare
il lavoro di MJ, a quale titolo
lo fanno? Cosa c’entrano le
canzoni e il lavoro artistico
dell’individuo, con la sua
vita privata? Bisogna sempre crearla mentalmente
una dicotomia tra i due ambiti, perché altrimenti se si
prendono decisioni frettolose e di pancia allora, buttiamo via il bambino con l’acqua sporca. Per esempio,

dovremmo abbattere un
ponte se scopriamo che
l’architetto che l’ha progettato ha stuprato la sua segretaria?
Nel
mondo
dell’arte in generale poi, fin
dalla notte dei tempi, ci
sono stati moltissimi artisti
con una vita privata a dir
poco vergognosa. Stupri,
violenze, furti, falsificazioni
di vario genere, ricatti, evasioni fiscali, droghe, spaccio, tradimenti, esperimenti
su cadaveri, omicidi, mafia,
satanismo: tutto quello che
di peggio si può pensare. I
soloni, bacchettoni, bigotti e
tontoloni che hanno bevuto

questo film tutto d’un fiato,
evidentemente non hanno
senso critico, e soprattutto
non hanno la minima idea
di quello che dovrebbero
essere la giustizia e la verità. La cosa è preoccupante,
anche perché è più ampia
di ciò che si potrebbe pensare. Questo atteggiamento
mentale è diventato di
moda, una sorta di “politicamente corretto” portato
all’estremo al punto da diventare idiozia. Anche riguardo ad opere d’arte di
secoli fa. In quel caso, più
che di boicottarle, sempre
più spesso si chiede di modificarle (opere liriche considerate maschiliste, e amenità simili). Anche solo
chiedere qualcosa del genere senza ottenerlo, è già di
per se uno scempio cultura-

le perpetrato nascondendosi dietro a supposti valori
morali, che rendono la realtà del tutto idiota rispetto
all’arte, la quale quasi sempre è molto più nobile
dell’artista che l’ha generata. E allora continuiamo a
farci del male. Boicottiamo
le canzoni di MJ perché
qualcuno dice che fosse un
pedofilo, boicottiamo le
opere di Franz Schubert
perché ai suoi tempi frequentava prostitute e si
beccò persino la sifilide (di
cui morì), togliamo i quadri
di Caravaggio dalle pareti
di tutti i musei perché era
un assassino, non guardiamo i vecchi film di Elia Kazan perché il regista era un
maccartista spione che rovinò la carriera a molte
persone di Hollywood, e via

così. Chiudiamo con un paio
di domande: nell’era del digitale, dei social, dei reality
sciocchi e sporcaccioni, degli smartphone che vivono
la vita al posto nostro, non
sarà il caso di tornare ad
accendere il cervello prima
di scegliere da che parte
stare? Seconda domanda:
sapete cosa rimarrebbe se
adottassimo un atteggiamento così stringente per
godere delle opere d’arte in
generale? Ossia quante
opere rimarrebbero nella
nostra disponibilità se mettessimo sempre al centro
del giudizio la vita personale dell’artista e i suoi valori
morali? La risposta è semplice. L’arte sarebbe da boicottare in gran parte.
Antonio Catapano

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Spettacoli e Cultura

LA 'SOLARE' MEG, MISS 'JUVETORO'
La Miss 'JuveToro' di questo numero è Margareth detta 'Meg'. Nata a
Catania 23 anni fa ma trasferita a Torino da ormai 16 anni, la bella e brava
Meg lavora come volontaria presso una famiglia comunità con minori in
affidamento. Ama il calcio (grande tifosa bianconera), l'arte e la musica
in tutte le sue forme. Suona il violino e adora ballare. Ha partecipato a
Miss Italia appena compiuto i 18 anni. Ha posato per pubblicizzare vestiti,
serate in discoteca e per un evento di capodanno. È una ragazza solare,
sempre con il sorriso sul volto. Vede il bicchiere mezzo pieno e cerca di
trasmettere la sua positività a chi le sta vicino. Un'altra sua grande passione
è il cinema, segue registi come Tarantino e Scorsese e gli attori preferiti
sono DiCaprio, Butler e soprattutto Blake Lively...

(red.cult.)

Le opere del Guercino al Forte di Bard
Si apre al Forte di Bard, dal 5 aprile al 30 giugno 2019,
la mostra "Il Guercino. Opere da quadrerie e collezioni del Seicento". Una selezione di 54 opere del
grande pittore centese, considerato uno dei massimi
interpreti della pittura emiliana barocca. L’esposizione è organizzata dal Forte di Bard in collaborazione
con il Polo Museale dell’Emilia Romagna e la Pinacoteca Nazionale di Bologna, ed è curata da Elena
Rossoni e Luisa Berretti. Giovan Francesco Barbieri,
detto il Guercino, esercitò il proprio ascendente su un
pubblico molto vasto grazie alla grande duttilità del
suo pennello, capace di captare le più disparate suggestioni per fonderle in uno stile unico, riconoscibile e
in costante evoluzione. Nel corso della sua lunga vita

realizzò numerose pale d’altare destinate a una fruizione pubblica all’interno di edifici religiosi, a partire
dalle chiese di campagna della pianura centese sino
alla basilica di San Pietro in Vaticano a Roma. L’artista

fu però molto amato ed ebbe importanti commissioni
anche da privati, che chiesero sue opere per arricchire le proprie collezioni e quadrerie. Il "Libro dei conti" dell’artista ci permette di individuare importanti
richieste da parte di ecclesiastici, regnanti e famiglie
nobiliari. A questo secondo gruppo di dipinti è dedicata la mostra ospitata al Forte di Bard, mostra che
molto potrà dire sia dell’attività dell’artista che della
compagine collezionistica del secolo. Tra queste opere, ora conservate sia in collezioni private che pubbliche, appaiono dipinti di grande innovazione figurativa, riferibili a diverse fasi della sua attività, dal vivo
colorismo della fase giovanile alla maggiore compostezza classica delle opere tarde. Si tratta di una serie

di dipinti di soggetto religioso, mitologico, letterario,
di dimensioni variabili a seconda della destinazione
all’interno delle quadrerie private dell’epoca. Le commissioni, oltre che attraverso i dipinti, saranno testimoniate in mostra anche da una significativa serie di
stampe realizzate da incisori a lui vicini come Giovanni Battista Pasqualini. I disegni, che rimasero per la
gran parte nel suo studio, costituiscono un’accezione
particolare del Guercino privato, trattandosi soprattutto di opere che il pittore custodiva personalmente,
sia per utilizzarle per creazioni proprie o degli allievi
all’interno della propria bottega.
(Paolo Rachetto)


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