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JUVETORO n. 16 Juventus Milan bassa OK.pdf


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www.juvetoro.it

amc_juvetoro@yahoo.com

L'Analisi

La feroce Juve di CR7 e la tremebonda Pro Allegrese
P

aradossalmente, ma
nemmeno troppo, in
questi ultimi anni
quasi tutte le migliori prestazioni di Madama sono
sbocciate in concomitanza
di analoghe particolarità,
tutte di carattere emergenziale, cioè: le gare di
ritorno della Champions
League in cui, a priori,
la qualificazione al turno successivo pareva totalmente compromessa o
quelle delle competizioni
minori affrontate con la
rosa ampiamente decimata
da infortuni di ogni genere;
gli ultimi esempi, peraltro
recenti, riconducono alle
partite giocate (nel vero
senso della parola...) contro l'Atlético di Madrid e
il Cagliari. Posto che le riflessioni inerenti la salute,
soprattutto muscolare, dei
giocatori juventini, richiederebbero un serio approfondimento e spazio diversi

da quello ora impegnato, e
al netto della pietosa astensione dalla facile ironia sul
momento stagionale in cui
si sono concentrati i malanni, poiché dall'inizio
dell'anno solare le uniche
due gare non meritevoli
di essere immediatamente
consegnate all'oblio sono
state quelle sopra ricordate, la domanda sorge spontanea: perché? La risposta
è abbastanza semplice:
perché sono state approcciate con una mentalità
completamente antitetica
al comportamento abituale
e retrivo a cui la Signora è
costretta dalle turbe psicotattiche del suo Leader
minimo e dal favore che
lo stesso trova, o meglio,
trovava, nella stanza dei
bottoni. Obbligata a sciorinare calcio con nessun
margine d'errore, con intensità, aggressività, propositività, anziché tirare

a campare speculando su
un unico errore degli avversari da difendere senza
pudore "Finoallafine", previa erezione di palizzate e
vergognose mortificazioni
dei suoi migliori talenti in
mansioni contrarie ai doni
di Eupalla, la Juve è fiorita in tutta la sua bellezza
emanando una fragranza
stordente gli avversari e
ammaliante per chi l'ha
nel cuore. La metamorfosi,
anzi, la transustanziazio-

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ne operata in Europa da
Cristiano Ronaldo, ergo,
da colui che più d'ogni altro sa come devono essere
interpretate certe serate è
stata, al riguardo, significativa, giacché, a prescindere da quel che ha combinato in proprio, la sua
tracimante personalità ha
avvolto compagni comunque già motivati nell'orgoglio per conto loro, in un
bozzolo magico che ha raso
al suolo, e in un sol colpo,

oltre i "materassai", pure
la parafilosofia calcistica
di colui al quale, la letteratura sportiva di regime, ha
attribuito i meriti. In altri
termini, la squadra che si
è guadagnata l'accesso ai
quarti di finale dell'unica
competizione che conta è
stata quella di CR7 e non la
tremebonda Pro Allegrese
umiliata pressoché ovunque nel primo trimestre
del 2019. Invece, la recente
esibizione nella terra dei
quattro mori, ove è stato provato che passare da
"Siamo tutti Koulibaly" a
"Eravamo tutti Koulibaly"
è veramente un attimo, ha
dimostrato che nell'impossibilità di sbagliare formazione e financo di poterla
correggere, il carattere
dei giocatori ha prevalso
trasformando i prodromi
di una ingloriosa e quasi
annunciata disfatta, in una
bella ostensione di sostan-

za e leggerezza (nella sua
accezione positiva) tradottasi nella padronanza assoluta di una contesa avulsa da ogni concessione alla
rinuncia e all'esasperata
prudenza. Tant'è che il divario recitato dal tabellino sarebbe potuto essere
decisamente più ampio e
che l'apologeta del minimo
risultato con il massimo
sforzo è parso compiaciuto
soltanto durante il teatrino
post partita. Una rondine
non fa primavera, nel caso
di specie nemmeno due,
quindi, pronosticare quali
versioni di Juve attendersi al cospetto di Milan ed
Ajax è veramente arduo.
Va da sé che se una delle
due dovrà obtorto collo dispularla la Pro Allegrese,
è meglio che sia quella di
sabato tardo pomeriggio.
Augh!
Ezio Maletto