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JUVETORO n. 17 Juventus Ajax bassa OK .pdf



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GIORNALE DEDICATO AI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno x - N. 17 - 16 APRILE 2019 - SETTIMANALE GRATUITO
Il Punto

L'Analisi

Squadra Ospite

Numeri e Statistiche

Forza e solidità contro fresca
gioventù. Olandesi a caccia del
gol, Madama pronta a ripartire

Pro Allegrese a riposo, spazio al
'taumaturgo'! Vietato speculare
sul risultato dell'andata

Dallo Sturm Graz alla Juve, il
lungo cammino dei 'lancieri'
è iniziato il 25 luglio

CR7, nessuno come lui in
Champions. Torino mai
espugnata dall'Ajax

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8-9

A GAMBA TESA
JUVENTUS-AJAX | MARTEDì 16 aprile ORE 21

I 'ragazzi terribili' dell'Ajax contro Ronaldo, sempre più leader
della Vecchia Signora. Chi approderà alle 'final four' di Champions League?

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Il Punto

Forza e solidità contro fresca gioventù. Chi la spunterà?
Ajax a caccia del gol, Juve pronta a ripartire e colpire. Stesso copione dell'andata?

N

on si dà il caso di
essere visionari, se
si azzarda l'idea di
avere buttato via ad Amsterdam la possibilità di
chiudere in anticipo la pratica Ajax. Basterebbe fare
focus su un presunto rigore che di presunto ha poco,
con relativa somma di cartellini per Tagliafico ed un
palo che, con la consueta
buona sorte che accompagna le performances della
Juventus in questa Coppa,
immersa nel calderone della strega di Biancaneve,
ancora grida vendetta per
la grande azione di Douglas Costa. Non che i lancieri giovanotti non si siano
resi pericolosi, ma a conti
fatti, la solidità bianconera
avrebbe dovuto determinare il sopravvento sulla
nidiata di capitan De Ligt.
Sta di fatto che il risultato
di parità maturato in Olanda, ancorché sulla carta da
considerarsi positivo, tiene
tutto in bilico e costringe la

Juve a cercare una vittoria
di tranquillità. Da non sottovalutare però è l'obbligo
del biancorossi di Ten Haag
di dover vincere a tutti i
costi o di strappare un pareggio con tante reti, con
la necessità di aprire spazi
ad una retrovia non apparsa imperforabile. Il ritorno dei quarti di finale tra
Juve ed Ajax sta tutto qui.
Lancieri alla ricerca di reti
e risultato, Juventus guardinga e pronta a ripartire e
punire. Che se vogliamo è
la coppia della tattica adottata da Allegri nella partita
di mercoledì scorso. Bando
alla temeraria ricerca di
effetti speciali, la qualificazione passa attraverso
sudore e sofferenza, dedizione e corsa, attenzione
maniacale dei particolari e
spietata cattiveria nel conseguire l'obbiettivo. Chi si
distrae anche solo un attimo è perduto. E di quanto
i dettagli siano fondamentali basti pensare allo stop

discutibile di Cancelo che
all'andata ha innescato
l'azione della rete di Neves. Per superare il turno
è sufficiente il classico risultato ad occhiali, come si
diceva una volta, ma non è
proprio il caso di pensarci. Insorgerebbe la psicosi
del “massimo risultato col
minimo sforzo”, opinione
tanto italica, quanto deleteria già un sacco di volte
in passato. Il popolo juventino vuole la vittoria e non
sente santi. La Juve in semifinale sarebbe la risposta a tante cassandre che
si accaniscono tra le fila
dei tifosi bianconeri, quasi
come una sorta di remora
a credersi forti e degni di
traguardi da conquistare.
Forse rientrano gli infortunati che hanno saltato

la trasferta tra i tulipani,
come Chiellini ed Emre
Can. Non desta particolare
apprensione la rinuncia di
Matuidi a restare in campo;
si aggiungono i pieni recuperi di Douglas Costa e Cristiano Ronaldo. In altre parole, la Juve appare più in
forze alla vigilia del ritorno
che non prima dell'andata.
Buon segno e fonte di preoccupazione nel campo
biancorosso. È un anno,
questo, che, alla luce delle
prestazioni sfoggiate dalle
principali contendenti nei
quarti, non vede nessuna
di esse decisamente superiore alla Juve. È insomma
tempo di raccolta di frutti
maturi, logiche conseguenze di un'annata vissuta alla
testa del campionato e del
girone di qualificazione di

Champions League, dopo
aver buttato a mare la zavorra della Coppa Italia.
Un manipolo di giovani
con la maglia dell'Ajax si
frappone tra essi e la vincente tra Tottenham e City
da incontrare al prossimo
turno. Madama ha tutte
le carte in regola per far-

si largo. Senza perdere di
vista le insidie, ma la rimonta all'Atletico sembra
aver sortito l'effetto “vaccino”, indispensabile in
un torneo in cui la fortuna
schiaccia l'occhiolino e la
forza e la solidità fanno la
differenza.
Marco Sanfelici

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L'Analisi

Pro Allegrese a riposo, spazio al 'taumaturgo'!

L

a stagione del calcio
vero, per cuori forti e
anelanti emozioni diverse da quelle a buon mercato offerte in promozione
nei fine settimana, nonché
remunerativo, è finalmente in pieno corso di svolgimento. Tant'è che pur essendo ancora freschissime
le scorie emotive lasciate in
eredità dalla gara d'andata
è già tempo di prepararsi
psicologicamente per quella di ritorno che, si è capito

chiaramente, si profila con
contorni assai meno delineabili rispetto al precedente appuntamento casalingo con i "materassai". Il
risultato maturato sul prato della Johan Cruijff Arena, a chiosa di una prestazione, pur con molteplici
attenuanti e la solita perniciosa aggravante..., assai
poco in linea con i dettami
del football continentale, è
stato, a tutti gli effetti, interlocutorio, e sicuramen-

te non annoverabile tra
quelli "tranquillizzanti" a
priori. È molto semplice:
gli ajacidi dell'ottimo Erik
ten Hag si presenteranno
al delubro affatto inclini
ad assecondare il ruolo di
offerta sacrificale disegnato per loro da gazzettieri e
opinionisti di dubbia imparzialità, anzi, si può sin
d'ora scommettere sul fatto che ripeteranno, peraltro con le stesse modalità,
l'identica partita inscenata
fra le mura amiche. Giocano bene, sono molto organizzati, totalmente franchi
e liberi da qualsivoglia timore reverenziale, a maggior ragione dopo aver
estromesso, a domicilio,
i detentori del titolo dalla
competizione; chi ha maramaldeggiato al Santiago
Bernabéu non può che essere immune dalla sindrome del ginocchio tremulo
di cui Madama, è talvolta

ancora affetta. Si può tranquillamente
ammettere,
senza vergogna e/o miserabili asservimenti alla
sovranità del tabellino, che
alla luce dei pedatori a servizio è delittuoso, ancorché
amaro, non poter vedere la
Juve disimpegnarsi in quel
modo. Tuttavia, e a dispetto di tutto, la zebra disarcionerà i lancieri e i tulipomani dell'ultima ora si
scopriranno immantinente figli d'Albione. Servirà,
ovviamente, concedere un
turno di riposo alla Pro Allegrese e affidare gestione
e conduzione della serata
al Taumaturgo per eccellenza, giacché ogni tentativo di speculazione poggiato sulla speranza che
le reti, al triplice fischio
finale, possano essere intonse, presterebbe il fianco
a una potenziale, cocentissima delusione. In altri
termini, l'approccio giusto

trascenderà,
rendendola
più inutile di una forchetta
con il brodo, ogni concessione alla resilienza. Sulla
convinzione che la squadra
"maschia" al cospetto della quale si sono genuflessi
i Simeone boys, quella di
CR7, per intenderci, saprà
"tutelare" la qualificazione
alle semifinali della coppa più bella, non vertono
incertezze. L'eventualità,
invece, di constatare sin
dall'inizio la contempora-

nea presenza dei più talentuosi, o almeno di chi vanta
una condizione psicofisica
sgargiante (ogni riferimento all'astro nascente Moise
Kean è assolutamente voluto) presuppone anch'essa
lo svincolo dalle assurde
logiche clientelari che quasi sistematicamente imprigionano l'amata creatura;
l'Excalibur lusitana è chiamata ad affettare anche
quelle. E così sia. Augh!

REDAZIONALE

Ezio Maletto

REDAZIONALE

Castlè: carni italiane selezionate di qualità
Dal banco direttamente al tuo piatto. Un locale di nuova concezione
Il CASTLÈ CARNI ALLA BRACE si colloca a metà strada tra un ristorante e un agriturismo, è
un locale in cui si respira un'aria familiare. Si tratta di un ambiente nuovo, caldo, luminoso e
accogliente, in linea con la filosofia che ne sta alla base. Questo locale nasce dalla convinzione
che un piatto di carne sia migliore se a cucinarlo è il produttore stesso. Strettamente legati al
laboratorio di famiglia - Taliano - che, da tre generazioni, produce carni italiane di qualità, con
un'attenzione particolare per le carni bianche, questo nuovo locale vi proporrà tagli appena
lavorati, cotti alla griglia sul momento. Sarete voi a scegliere i tagli freschissimi direttamente
al banco, il resto è compito di Filippo Taliano: dopo anni di esperienza "sul campo" sa come
trattare al meglio ogni tipologia di carne, a scoprirne i segreti, per esaltarne il gusto, i sapori ed
i profumi. Il menù è variabile a seconda del periodo e della disponibilità del momento, i piatti
sono quelli tipici della tradizione piemontese e a sorpresa, in alternativa alla scelta della carni
più tipiche, potrete provare carni dal sapore più esotico. Il vino della casa scorre in abbondanza.
Il concetto di "prodotti a km 0" sposa perfettamente la filosofia del Castlè. La carne è quella
del laboratorio di famiglia e ogni altro prodotto presente sui tavoli arriva dal territorio Roerino
secondo il pensiero della "filiera" corta. "Consumare a km 0" è una scelta sempre più diffusa:
oltre a diffondere una coscienza ambientalista, con essa si sposa l'idea che è possibile trovare
prodotti di qualità vicino a casa e i vantaggi sono notevoli. Scegliere i prodotti in virtù di una
totale trasparenza. Conoscere i metodi di allevamenti e di coltura e verificarne la quotidiana
freschezza. Spendere "il giusto". Anche per i vini, DOC e DOCG, il Castlè segue lo stesso percorso:
propone esclusivamente cantine del Roero, in particolare montatesi, promuovendo il territorio.
Il locale è un open space con circa cento coperti al chiuso che possono quasi raddoppiare
quando, d'estate, anche il parco attrezzato diventa un grande barbecue all'aperto. È un luogo
di ritrovo adatto a tutti: gruppi di amici, famiglie, coppie alla ricerca di una valida alternativa per
trascorrere momenti piacevoli. I barbecue e il grande banco frigo presenti in sala permettono di
scegliere i tagli preferiti e seguirne la cottura. Il servizio è al tavolo. Ci si alza solo per spillare
il vino dalle botti!

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Squadra Ospite

Dallo Sturm Graz alla Juve, il lungo cammino dei 'lancieri'
L'Ajax è la squadra che ha giocato più partite-Champions: iniziò il 25 luglio nel secondo turno di qualificazione...

E

d ora come la mettiamo? Nessuno pensi
che l’1-1 dell’andata
sia un risultato estremamente favorevole ai bianconeri in quanto i Lancieri (perché proprio questo
nome?) sanno vendere cara
la propria pelle (Real Madrid docet) negli scontri a
doppia partita. Infatti in
quel di Madrid, dopo la
sconfitta in casa per 1-2,
si presentarono alla conferenza stampa pre-match
(il loro allenatore ten Hag
e l’argentino Tagliafico)
ben convinti di poter fare
la partita, di giocarsela e
di ottenere la qualificazione … e così fu. Ragion per
cui attenzione alla squadra
di Amsterdam abituata a
giocare fuori casa come in
casa e come già visto nella
partita d’andata i grattacapi per la Juve non sono
stati di certo pochi. Iniziando dalla storia della
società, perché i giocatori
olandesi vengono chiamati
Lancieri? Tutto deriva dal
condottiero greco tale Aia-

ce Telamonio, eroe di Troia
e personaggio protagonista
dell’Iliade Omerica. Proprio nel logo del club viene
rappresentato pur se non
dotato della sua famosa
lancia. Logo che venne ridisegnato recentemente in
maniera più stilizzata con
solo 11 tratti di penna che
rappresentano gli undici
giocatori della squadra anche se i più scettici, come
sempre accade, dicono
che si è persa l’identità del
club. Club fondato ben 119
anni fa da tre baldi giovani che decisero di dare
lustro alla città con una
nuova squadra l’AMSTERDAMSCHE
FOOTBALL
CLUB (AFC) AJAX che
vanta fino ad ora 33 titoli
ed 8 supercoppe nazionali, 4 Champions League o
Coppe Campioni (altre due
volte in finale), 1 Coppa
Coppe, 1 Coppa Uefa, 2 Supercoppe europee e 2 Intercontinentali. Una storia
a dir poco più che gloriosa.
Pochi sanno però che oltre
al nemico storico, il Feye-

noord di Rotterdam, l’altro
non è il PSV di Eindhoven
bensì l’ADO Den Haag, della capitale L’Aia. Visto che
per molti olandesi ”i soldi
vengono guadagnati a Rotterdam, divisi a Den Haag
e sperperati ad Amsterdam”. Proprio per questo
l’Ajax è il club più odiato
d’Olanda anche perché viene da sempre considerato,
pur essendo un falso storico, il club degli ebrei che lo
sostenevano nei suoi primi
anni di vita anche se durante l’occupazione nazista
il club biancorosso si adeguò alla politica collaborazionista e gli ebrei appunto
furono estromessi dall’organigramma
societario.
Anche negli ultimi tempi
la curva destinata ai tifosi
locali sfoggia alcune bandiere con la stella di David
ma se chiedete loro dove si
trova Israele pochi saprebbero darvi una risposta. La
maglia è certamente una
delle più insolite in Europa, agli inizi l’Ajax adottò
i colori di Amsterdam che
sono il bianco, il rosso ed il
nero a strisce verticali ma
poi in una partita contro
lo Sparta Rotterdam che
adottava le stesse maglie
(quelle da usare fuori casa
non esistevano ancora) si
decise per la striscia verticale rossa su maglia, pantaloncini e calzettoni bianchi, striscia che man mano
si è allargata con il passare degli anni. Tornando ai
giorni nostri è importante
ricordare che i Lancieri
sono ancora in piena lotta
per la vittoria in campio-

nato con gli stessi punti dei
rivali del PSV ed avendo
recuperato una svantaggio iniziale considerevole.
Dopo l’era di Frank de Boer
al comando con i quattro
tornei consecutivi vinti,
non colgono un successo
nell’Eredivisie dal 2013-14
(3 vittorie del PSV ed una
del Feyenoord) mentre non
entravano negli ottavi di
Champions da ben 13 anni
(sconfitti dall’Inter). Il loro
allenatore è ten Hag, fido
seguace di Pep Guardiola ai tempi del Bayern II
(2013-2015), dopo essere
stato assistente al Twente
e PSV. La sua carriera fece
un salto importante quando gli fu affidata la prima
squadra dell’Utrecht e dal
21 Dicembre 2017 è l’allenatore dell’Ajax. Il 49enne
olandese si dichiara pragmatico e proprio questa sua
virtù a Madrid destò una
buonissima
impressione
fra gli astanti, mostrando
una convinzione sul rendimento e le possibilità della
propria squadra, sapendo motivare nella giusta
misura i propri giocatori,
dote che metterà sicuramente in mostra nella partita e nella previa a Torino. Giova inoltre ricordare
che l’Ajax è la squadra dei
quarti che finora ha giocato più partite in Champions
League. Gli olandesi infatti sono partiti dal secondo
turno di qualificazione
lo scorso 25 Luglio eliminando gli austriaci dello
Sturm Graz, nel terzo hanno estromesso i belgi dello
Standard Liegi. Nel play-off

di Agosto la Dynamo Kiev
per presentarsi alla fase
a gruppi contro Bayern,
Benfica e AEK Atene, conquistando in questo caso
un meritatissimo secondo
posto con una superba prestazione all’Allianz Arena
di Monaco di Baviera. E qui
ritorniamo alle eccellenti performance di questa
squadra fuori casa. Sulla
formazione c’è ben poco
da dire, si schierano con
il classico 4-3-3 adattabile
a seconda delle posizioni
che assumono in campo
il centrocampista van de
Beek ed il simil attaccante
il serbo Tadic (opaca la sua
prestazione), trasformandolo all’occorrenza in un
4-3-1-2 o 4-3-2-1. Davanti al portiere camerunese
Onana, fresco di rinnovo
di contratto, da destra a
sinistra abbiamo il marocchino Mazraoui (assente
all’andata per squalifica),
il centrale di sinistra de
Ligt (appetito da molti club
in Europa), quello di destra
Blind (noto figlio d’arte) e

l’altro laterale il nazionale
argentino Tagliafico (assente al ritorno per squalifica). Là in mezzo operano
al centro, come già detto,
l’eclettico van de Beek ed
ai suoi lati de Jong (già acquistato dal Barça per 75
MM più bonus) ed il danese Schøne. Davanti il solito
trio da sinistra a destra:
il brasiliano Neres (autore
del gol all’andata e di una
buonissima prestazione),
il serbo Tadic (acquistato
dal Southampton per la cifra record di 12 MM) ed il
marocchino Ziyech, anche
lui vero protagonista nella
prima gara. Una formazione quindi estremamente
pericolosa, per cui massima attenzione alle loro
ripartenze ed alla ferma
volontà e convinzione che
dimostreranno avere soprattutto autoconvincendosi che ce la potrebbero
fare. Siamo sicuri che ten
Hag li stia già catechizzando.
Carlo Bianchi

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Quarti di Finale

Tutto ancora in gioco per entrare nelle 'Final Four'

P

ronti, via. Le magnifiche otto squadre di
Champions
League
2019 si sono già affrontate nell’andata dei quarti di
finale. Vince il Tottenham
1 a 0 contro il Manchester
City e anche il Liverpool fa
sua la partita contro il Porto, imponendosi per 2 a 0. E
mentre Ajax e Juventus pareggiano 1 a 1 il loro incon-

tro, all’Old Trafford il Barcellona si impone per 1 a 0
ai padroni di casa del Manchester United. E adesso?
Tutti pronti a vivere le emozioni di una Champions che
decide l’accesso alle semifinali delle squadre più meritevoli. L’atmosfera è calda,
l’adrenalina è a mille e sale
sempre più nell’ambito delle
varie tifoserie. Dunque, nessun dorma, poiché delle otto
squadre rimaste, nessuno
può vantare la sicurezza di
avere già ottenuto l’accesso alle semifinali, anche se
diamo un leggero vantaggio
al Liverpool, per il risultato
ottenuto e per la maggiore
qualità tecnica dimostrata
sul Porto. Anche Juventus e
Barcellona potrebbero avere un minimo vantaggio nel
superare il turno, grazie ai
gol segnati in trasferta. Ma
andiamo per ordine. Juventus-Ajax e Barcellona-Manchester United sono le due
partite che si giocheranno
martedì 16 aprile alle ore
21. Manchester City–Tottenham e Porto-Liverpool

andranno invece in scena
mercoledì 17 alla stessa ora.
Juventus-Ajax
Visto il risultato dell’andata,
la squadra di Max Allegri
può vantare il gol segnato
in trasferta. Tuttavia, esperienza insegna che in Champions nulla è scontato e, soprattutto, resta l’incertezza
per effetto di un incontro che
all’Amsterdam Arena non
ha dato chiari indicazioni di
superiorità di una squadra
sull’altra. Andata in vantaggio con un gol di CR7 allo
scadere del primo tempo, la
Juventus si è fatta raggiungere all’inizio della ripresa
con una rete di Neres, uno
dei tanti giovani messi in
mostra dall’Ajax. È vero, la
Juve può rammaricarsi sul
penalty non concesso dopo
il silent check dall’arbitro
Del Cerro Grande, per un
netto fallo in area di rigore
di Tagliafico su Bentancur e
anche di un palo colpito da
Douglas Costa nel secondo
tempo. Tuttavia, riteniamo
che il ritorno all’Allianz Stadium resti sostanzialmente

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ancora aperto per effetto
di questo giovane Ajax capace di produrre un calcio
brillante, di sostanza e forte sul piano fisico e atletico.
Dunque, la Juve deve fare
assolutamente una partita
accorta a non prendere gol
e, al contempo, senza fretta
alcuna sapere amministrare il proprio gioco. Allegri
potrà contare forse sul rientro di Chiellini, anche se
dobbiamo mettere in rilievo
l’ottima prestazione di Rugani all’Amsterdam Arena.
Barcellona-Manchester
United
All’Old Trafford i blaugrana
si sono imposti ai padroni
di casa con un’autorete di
Luke Shaw (su colpo di testa
di Suarez) che ha messo in
difficoltà i Red Devils. Un
risultato fortunato quanto
prezioso per Messi and company che mettono in difficoltà il Manchester United,
il quale deve assolutamente
recuperare al Camp Nou il
gol subito all’andata. Un fortunoso minimo scarto che
dà qualche possibilità in più

ai catalani di accedere alla
semifinale. Tuttavia, riteniamo che questo United del
coach Ole Gunnar Solskjaer, sia molto insidioso nel
recuperare lo svantaggio di
partenza, come ha già fatto
contro il PSG al Parco dei
Principi di Parigi. Dunque,
pensiamo che anche questa
partita riservi ancora delle
emozioni tutte da vivere.
Manchester City-Tottenham
È il match tra due grandi
del calcio inglese. Il Tottenham di Pochettino ha sorpreso il Manchester City di
Pep Guardiola conducendo
all’andata una grande gara
difensiva. Era forse l’unico
modo per fermare la grande
macchina da gol del City, il
quale ha condotto una gara
forsennatamente offensiva,
sbagliando però un penalty
con Aguero. Gli Spurs, dal
canto loro, hanno sempre
agito con cipiglio nelle ripartenze e sono andati in gol
con Son. Ma lo striminzito
vantaggio ottenuto dal Tottenham non lascia tranquillo Pochettino,il quale dovrà

anche fare a meno di Harry
Kane per grave infortunio.
Riteniamo che il Manchester City, per contenuti tecnici superiori e per il ritorno
davanti al proprio pubblico,
sia favorito nel passaggio in
semifinale.
Porto-Liverpool
Il 2 a 0 inflitto all’Anfield
Road dalla squadra di Klopp
al Porto di Sergio Conceicao,
è forse il risultato più chiaro
dal punto di vista della superiorità tecnica dimostrata
dal Liverpool. I gol di Keita
e Firmino hanno coronato
una partita condotta all’insegna dei continui attacchi
del Liverpool, che ha più
volte sfiorato il terzo gol con
Salah. Non ci sono dunque
dubbi sul vantaggio rassicurante per il ritorno degli
inglesi sui portoghesi, i quali dopo avere eliminato la
Roma possono sperare solo
in un miracolo per andare
in semifinale.
Salvino Cavallaro

(Nella foto Messi)

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

L'ultima vittoria dell'Ajax nel 1974, Torino mai espugnata
6 le vittorie della Juventus in
13 match europei contro i
lancieri. Solo 2 vittorie Ajax
(nessuna nelle ultime 10
gare) e 5 pareggi. L'ultima
vittoria degli olandesi nel
1974 in coppa Uefa
2 le finali tra i club. La vittoria dell'Ajax a Belgrado nel
1973 e il successo Juve nella finale Champions 1996 a
Roma
0 le sconfitte della Juve in
casa contro l'Ajax in 6 sfide
giocate a Torino.
9 le vittorie Juve in 21 sfide
contro le squadre olandesi
(Ajax, Feyenoord, Twente)
nelle 3 coppe internazionali,
7 i pareggi, 5 sconfitte
2 sole volte la Juve viene eliminata dopo l'1-1 in trasferta nei turni ad eliminazione
diretta ed entrambe le volte
in semifinale: con l'Arsenal
in Coppa Coppe nel 1979/80
e con il Manchester United
in Champions nel 1998/99
4 le ultime reti della Juve in
Champions sono griffate Ronaldo, tre di testa e una su
rigore: tripletta all'Atletico
Madrid e rete all'Ajax
PRECEDENTI JUVE-AJAX
COPPA CAMPIONI 72/73
FINALE
Belgrado, 30/05/1973
Ajax-Juventus
1-0
(Rep 5')
COPPA UEFA 74/75
OTTAVI
Torino, 27/11/1974
Juventus-Ajax
1-0
(Damiani al 18')
Amsterdam, 11/12/1974
Ajax-Juventus
2-1
(Blakenburg 15', Damiani 66'
rig., Muhren 90')

EUR. LEAGUE 09/10
SEDICESIMI
Amsterdam, 18/02/2010
Ajax-Juventus
1-2
(Sulejmani 17', Amauri 32',
58')
Torino, 25/02/2010
Juventus-Ajax
0-0
CHAMPIONS 18/19
QUARTI
Amsterdam, 10/04/2019
Ajax-Juventus
(Ronaldo 45', Neres 46')


COPPA CAMPIONI
QUARTI
Amsterdam, 01/03/1978
Ajax-Juventus
1-1
(Van Dord 86', Causio 89')
Torino, 15/03/1978
Juventus-Ajax
4-1 (rig)
(1-1 dts: Tardelli 21',
La Ling 76')
CHAMPIONS 95/96
FINALE
Roma, 22/05/1996
Ajax-Juventus
3-5 (rig)
(1-1 dts: Ravanelli 12',
Litmanen 41')
CHAMPIONS 96/97
SEMIFINALI
Amsterdam, 09/04/1997
Ajax-Juventus
1-2
(Amoruso 14', Vieri 41',
Litmanen 66')
Torino, 23/04/1997
Juventus-Ajax
4-1
(Lombardo 34', Vieri 36',
Melchiot 76', Amoruso 79',
Zidane 81')
CHAMPIONS 04/05
GIRONI
Amsterdam, 15/09/2004
Ajax-Juventus
(Nedved 42')
Torino, 23/11/2004
Juventus-Ajax
(Zalayeta 15')

0-1

1-0

1-1

IL 'MITO' CRUIJFF
Se Schiaffino, Pelè e Maradona si sono alternati a scrivere
la storia del calcio, Di Stefano e Cruijff l'hanno cambiata. Cruijff è stato collettivo
e anarchia. Eresia e utopia.
Soldato e generale. Artista e
proletario, soprattutto Artista.
Il figlio del fruttivendolo inventò un “nuovo” gioco. Nato
il 25/04/1947 a Amsterdam ha
giocato 662 partite e segnato
369 reti. A 10 anni realizzò
nelle giovanili 74 gol in una
stagione. A 14 anni sollevò il
primo trofeo. A 17 anni esordisce nell'Ajax. 251 reti in 391
partite fino al 1973 e un Pallone d'Oro nel 1971. Nell'estate
1973 passa al Barcellona dove
segna 61 reti in 184 partite e
vince due Palloni d'Oro (1973
e 1974). Da calciatore ha giocato 12 stagioni nel campionato olandese (nell'Ajax dal
1964/65 fino al 1972/73 e poi
dal 1981/82 al 1982/83; nel
Feyenoord 1983/84) segnando
223 gol in 307 partite. Militò 6 stagioni nel campionato spagnolo (Barcellona dal
1973/74 fino al 1977/78 e nel
Levante nel 1980/81) realizzando 48 reti in 140 partite. A
fine carriera fece l'esperien-

za Usa (Los Angeles Aztecs
1979, Washington Diplomats
1980) con 25 gol in 53 partite.
In Nazionale ha disputato 48
partite e ha segnato 33 reti,
arrivando alla Finale persa
con la Germania Ovest nel
Mondiale 1974. Il suo numero
di gioco era il 14 perché l'Ajax
nel 1970 decide di adottare
una numerazione personalizzata. I giocatori avrebbero
mantenuto lo stesso numero
per tutta la stagione. Cruijff al
momento della scelta dei numeri era infortunato. Quando
tornò era disponibile solo il
14, che da quel momento divenne suo. I suoi successi da
giocatore: 9 Campionati Olan-


desi; 1 Campionato Spagnolo;
6 Coppe d'Olanda; 1 Coppa di
Spagna; 3 Coppe Campioni;
1 Coppa Intercontinentale; 1
Supercoppa Europea; 3 Volte
Pallone d'Oro. Da allenatore:
2 Coppe d'Olanda; 4 Campionati Spagnoli; 1 Coppa di Spagna; 3 Supercoppe di Spagna;

1 Coppa dei Campioni; 2 Coppe delle Coppe; 1 Supercoppa
Europea.

1. Cruijff sulla copertina di un
giornale olandese del 1969
2. Cruijff con la maglia della
Juventus nella finale del 1973

L'addio a Leoncini, cuore bianconero
Ci ha lasciato la settimana scorsa Gianfranco
Leoncini, un calciatore mai dimenticato dai tifosi
bianconeri. Nato a Roma il 25 settembre 1939, era
Chivassese d’adozione. Ha legato la gran parte della carriera alla Juventus, terminando poi la carriera
nell’Atalanta, dove ha militato per quattro anni, inframmezzati da una stagione nel Mantova. Mediano instancabile e duttile, tanto da venire più volte
schierato come difensore esterno, sapeva anche
colpire in avanti, tanto da realizzare 25 reti nelle sue
379 presenze in maglia bianconera. Quella stessa
maglia esposta allo Juventus Museum a ricordare le
sue 12 stagioni a Torino, durante le quali conquistò
tre scudetti, l’ultimo nel 1967, indimenticabile, con
sorpasso all’ultima giornata: Juventus 49, Inter 48.
Di quei ragazzi del 13° scudetto molti non sono più
tra di noi: Anzolin, Colombo Angelo, Coramini, De
Paoli, Favalli, Salvadore, Cinesinho, ci hanno lasciato. Stessa sorte anche per chi ha condotto quell’impresa, l’ allenatore Heriberto Herrera, il Presidente
Catella, i massaggiatori Sarroglia, Spialtini.. Tante
persone che hanno fatto una grande impresa in un
periodo non certo di successi per la Juventus ma
quello scudetto insperato portò società e squadra
al cambiamento che avvenne negli anni '70 e che
dura ancor oggi. Per un fatto a dir poco curioso,
Leoncini ha esordito in Campionato con la Juventus

il 12 Aprile 1959, L.R. Vicenza-Juventus (1-0), nella
stessa data ma undici anni dopo disputò la sua ultima partita di campionato con Madama: 12 Aprile
1970, Lazio-Juventus (2-0). In Nazionale raccolse
meno di quanto abbia meritato: due presenze di
cui una nello sfortunato mondiale 1966.
Ermanno Vittorio

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Cristiano Ronaldo, nessuno come lui in Champions

L

'attaccante portoghese non ha mai “tradito” in questa kermesse dove ha realizzato la
bellezza di 126 gol (record
e compreso un gol nei preliminari), detiene il record
di gol in una sola edizione
(17 nel 2013/14, ha superato un record che durava
dal 1963), è andato a segno
per 11 gare consecutive,
impresa mai vista prima
e da 6 stagioni consecutive è il Re del gol di questa
manifestazione. Infine ha
vinto 5 volte questo trofeo,
una volta con il Manchester
United nel 2008 e quattro
volte con il Real Madrid
(2014, 2016, 2017 e 2018),
gli manca solo una vittoria
per eguagliare lo spagnolo
Gento che con il Real Madrid negli anni '50 e 60'
riusci' a vincere sei volte
la manifestazione internazionale più importante per
club. La Juventus ha bisogno della sua esperienza
ma sopratutto dei suoi gol
per salire sul Tetto d'Europa e riportare il trofeo a
Torino, come dimostrano gli
ultimi suoi quattro centri in
Champions, tripletta all'Atletico Madrid e una rete
fondamentale a Amsterdam
contro i Lancieri, nell'andata dei quarti di Finale.

8 Ronaldo ha segnato 8
reti all'Ajax in 6 partite.
3 Può diventare il secondo giocatore a vincere
la Champions con 3
maglie diverse. In questa impresa è già riuscito Clarence Seedor
con Ajax, Real Madrid
e Milan (4 in tutto). Invece CR7 è il primatista di vittorie nella moderna Champions.
23 i gol di Ronaldo in
28 sfide negli Ottavi
Champions.
24 i gol nei quarti di finale
(in 21 gare).
13 i gol in Semifinale.
4 i gol in Finale di Champions (a segno in 3 Finali, record).
7 t riplette in Champions
più un poker con il
Malmo nel 2015. In 35
gare di Champions ha
realizzato più di un gol.
126 i gol di CR7 in Champions in 165 partite (media 0,76 gol a
gara, compreso un
gol e 4 presenze nei
preliminari). Record
assoluto di Gol in Coppa
Campioni/Champions League. Inoltre
ha realizzato 128 gol
in Europa, calcolando
anche la Supercoppa
Europea (doppietta al
Siviglia).

l'unico giocatore a
segnare in tutte le 6
partite della fase a Gironi (nel 2017/2018).
Il suo primo gol in
Champions il 9/8/05,
con la maglia del
Manchester contro il
Debrecen, nei preliminari.
17 Ronaldo nel 2014,
segnando 17 reti, ha
tolto ad Altafini il record di reti in una sola
edizione che resisteva
dal 1963, portandolo
da 14 a 17.

0,76 la media gol a gara in
Champions di Ronaldo,
media altissima, ma
due giocatori anche
giocando meno hanno
fatto meglio: Gerd Muller 0,97 e Altafini 0,86
gol a partita.
7 Unico giocatore ad
aver vinto 7 classifiche cannonieri Champions nel 07/08 e nelle
ultime 6 edizioni (altro primato).
58 i suoi gol di destro, 23
di testa (record per la
manifestazione), 17 di
sinistro, 12 su punizione e 16 su calcio di
rigore
15 i gol di Ronaldo nella
Champions 17/18 in
13 gare. Ha realizzato
10 gol alla Juve sua
“vittima preferita” (in
7 sfide contro i Bianconeri), poi il Bayern
M. 9 e l'Ajax 8. Unico
giocatore che riesce
a segnare almeno 10
gol nelle ultime 6 edizioni della Champions
League.
11 ha segnato per 11
gare di fila, record
(dalla finale di Champions 2017 contro la
Juve, al rigore contro
i Bianconeri al Bernabeu dell'11 aprile
2018) ha superato Van
Nistelrooy (dal 2002
al 2003) che segno'
per 9 match di fila.
3 è l’unico giocatore
andato a segno in tre
finali Champions
64 le reti realizzate da
Ronaldo nelle fasi a
eliminazione diretta
della Champions in
76 partite della Fase
Finale, record, di queste 41 dai Quarti di finale in poi. Curiosità:
ha segnato 18 gol dal
minuto 85 in poi, altro
primato.

JUVE 19 VOLTE NEI
QUARTI CAMPIONI/
CHAMPIONS:
12 QUALIFICAZIONI, 6
ELIMINAZIONI
CAMPIONI 61-62 (e)
Juventus-Real Madrid
Real Madrid-Juventus
Real Madrid-Juventus

0-1
0-1
3-1

CAMPIONI 67-68 (q)
Eintracht Braun.-Juve 3-2
Juve-Eintracht Braun. 1-0
Juve-Eintracht Braun. 1-0
CAMPIONI 72-73 (q)
Juventus-Ujpest Dosza 0-0
Ujpest Dosza-Juventus 2-2
CAMPIONI 77-78 (q)
Ajax-Juventus
1-1
Juventus-Ajax 1-1 (3-0 r.)
CAMPIONI 82-83 (q)
Aston Villa-Juventus
Juventus-Aston Villa

1-2
3-1

CAMPIONI 84-85 (q)
Juventus-Sparta Praga 3-0
Sparta Praga-Juventus 1-0
CAMPIONI 85-86 (e)
Barcellona-Juventus
Juventus-Barcellona

1-0
1-1

CHAMPIONS 95-96 (q)
Real Madrid-Juventus 1-0
Juventus-Real Madrid 2-0
CHAMPIONS 96-97 (q)
Rosenborg-Juventus
1-1
Juventus-Rosenborg
2-0
CHAMPIONS 97-98 (q)
Juventus-D. Kiev
1-1
D. Kiev-Juventus
1-4
CHAMPIONS 98-99 (q)
Juventus-Olympiakos 2-1
Olympiakos-Juventus 1-1
CHAMPIONS 02-03 (q)
Juventus-Barcellona
1-1
Barcellona-Juventus
1-2
CHAMPIONS 04-05 (e)
Liverpool-Juventus
2-1
Juventus-Liverpool
0-0
CHAMPIONS 05-06 (e)
Arsenal-Juventus
2-0
Juventus-Arsenal
0-0

CHAMPIONS 12-13 (e)
Bayern Monaco-Juventus 2-0
Juventus-Bayern Monaco 0-2

CHAMPIONS 17-18 (e)
Juventus-Real Madrid 0-3
Real Madrid-Juventus 1-3

CHAMPIONS 14-15 (q)
Juventus-Monaco
1-0
Monaco-Juventus
0-0

CHAMPIONS 18-19 (?)
Ajax – Juventus
1-1

CHAMPIONS 16-17 (q)
Juventus-Barcellona
3-0
Barcellona-Juventus
0-0

(e=eliminata
q=qualificata)

NATI OGGI
16 aprile
Canfari Enrico 16/04/1877 - Genova
Menti Umberto 16/04/1917 - Vicenza
Tudor Igor 16/04/1978 - Spalato (Croazia)
17 aprile
Marelli Aldo 17/04/1919 - Busto Arsizio (VA)
Palmer Karl Erik 17/04/1929 - Malmö Svezia)
Palladino Raffaele 17/04/1984 Mugnano di Napoli (NA)
18 aprile
Francescon Stefano 18/04/1934 - Torino
Anzolin Roberto 18/04/1938 - Valdagno (VI)
Szczesny Wojciech 18/04/1990 - Varsavia (Polonia)
20 aprile
Maifredi Luigi 20/04/1947 - Lograto (BS)
Knezevic Dario 20/04/1982 - Fiume (Croazia)
21 aprile
Castellucci Eugenio 21/04/1903 - Buenos Aires (Argentina)
Schincaglia Maurizio 21/04/1959 - Codigoro (FE)
22 aprile
Carrera Massimo 22/04/1964 - Sesto San Giovanni (MI)
23 aprile
Ferrero Pietro 23/04/1905 - Torino
Mastrototaro Vincenzo 23/04/1966 - Torino
Zenoni Cristian 23/04/1977 - Trescore Balneario (BG)
24 aprile
Rosa Enzo 24/04/1913 - Balzola (AL)
Heriberto Herrera 24/04/1926 - Guarambarè-Asuncion (Paraguay)
Bruzzano Marco 24/04/1968 - Portoferraio (LI)
25 aprile
Barberis Giovanni 25/04/1915 - Stroppiana (VC)
Burgnich Tarcisio 25/04/1939 - Ruda (UD)
26 aprile
Zavarov Aleksandr 26/04/1961 - Vorosilovgrad (Ucraina)
28 aprile
Geissa Antonio 28/04/1960 - Grado (GO)
29 aprile
Ricagni Eduardo 29/04/1926 - Buenos Aires (Argentina)
Alessio Angelo 29/04/1965 - Capaccio Scalo (SA)
30 aprile
Noferi Stefano 30/04/1958 - Piombino (LI)
(Ermanno Vittorio)

DENTAL STUDIO Laboratorio
Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Carlo Bianchi, Gabriele Cavallaro,
Salvino Cavallaro,
Massimo Fiandrino, Ezio Maletto,
Paolo Rachetto, Marco Sanfelici
Marco Venditti, Ermanno Vittorio
Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
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Impaginazione e grafica
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Servizi fotografici
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CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17.30 DI VENERDÌ 12 APRILE 2019

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Storia / Aprile Juve

di Ermanno Vittorio

Notti magiche di Coppa e conquiste tricolori
Con questa prova la Juve
conferma la sua solidità nelle partite esterne di
Coppa in quella stagione, 5
gare senza subire gol, che
poi diventeranno 6 nella
finale contro la Fiorentina ad Avellino. Questa la
sequenza:Gornik Zabrze,
Paris S.G., Chemnitzer,
Amburgo, Colonia e Fiorentina.


16 aprile 2013
La squadra Primavera affronta il Napoli in trasferta
per la finale di ritorno di
Coppa Italia, all’andata 1-1.
Partita sempre in bilico,
ancora parità a Napoli con
gol di Padovan su rigore e
pareggio di Novotny a tre
minuti dal termine. Ai supplementari la Juve di Baroni conquista la vittoria e si
aggiudica il trofeo grazie
ad un gol di Mattiello siglato al secondo minuto del
secondo supplementare.
17 aprile 1996
La Juve, pur perdendo a
Nantes 3-2 il ritorno della
semifinale di Champions
League, si qualifica per la
finale di Roma, dopo il 2-0
dell’andata. A Nantes i gol
sono Di Vialli e Paulo Sosa.
La finalissima vedrà di
fronte Juve ed Ajax, come
a Belgrado nel 1973.

18 aprile 1995
Grazie a una punizione magistrale di Roberto
Baggio, la Juve vince 2-1 a
Dortmind contro il Borussia, qualificandosi per la
finale UEFA. Quella rete di
Baggio fu l'ultima del fuoriclasse con la maglia della
Juventus nelle Coppe Europee. La Juve poi perse la
doppia finale contro il Parma (0-1 a Parma e 1-1 nel
ritorno a San Siro).
19 aprile 1992
Pareggio (1-1) all’Olimpico
tra Roma e Juve, gol bianconero di Roberto Baggio
che festeggia la rete con
una capriola, esultanza
inusuale per lui. Peruzzi
esordisce in campionato
con la Juve, si tratta del
32° portiere che i bianconeri schierano in campionato da girone unico. La
trasferta capitolina si conclude con un contrattempo
all’aeroporto, dove l’aereo
che deve riportare la squadra a Torino ha un guasto,
bloccando così il gruppo
sino a notte inoltrata.
20 aprile 1952
Juve batte Toro 6-0, doppiette di Boniperti e John
Hansen, chiudono la goleada Karl Hansen e Vivolo.
Questa vittoria resta la più
netta della Juve sul Toro
nella storia infinita del
Derby.


18 aprile 1990
Semifinale di ritorno di
Coppa UEFA in Germania:
Colonia-Juve,
all’andata
3-2 per i bianconeri. Stadio colmo e incasso record,
10.000 fans juventini soffrono per l’assalto iniziale
del Colonia che s’infrange contro la difesa diretta
da Tacconi che nel finale
sfoggia una parata strepitosa sull’attaccante Götz.

21 aprile 1940
La Juve s’impone di stretta
misura (1-0) sul Bologna.
La partita, valida per la
26ª giornata, si disputa al
Comunale con buona affluenza di pubblico anche
perché i rossoblù sono primi e la Juve, quarta, è a 7
lunghezze. Partita nervosa, l’arbitro Pizziolo di Firenze espelle a metà ripresa Varglien II per un duro
fallo sulla mezzala bolognese Andreoli. Quasi per

che fissano il risultato sul
6-2. Per Aggradi, Leoncini ed il giovane Francesco
Stacchino, nativo di Chieri,
si tratta dell’esordio


vendicare il fratello, è proprio Varglien I a decidere
la partita, con un gran tiro
di sinistro che si insacca
alla sinistra del portiere.


Varglien II sarà squalificato per due turni.
22 aprile 1993
La Juve sbanca Parigi ed
approda alla finale di Coppa UEFA (contro il Borussia Dortmund) imponendosi in semifinale con il
Paris S. Germain: 2-1 a Torino e 1-0 a Parigi. Risolve
il match un gol di Baggio al
76’, già autore della doppietta a Torino. La finale
sarà per Gianluca Vialli da
record: raggiunge la sua
quarta finale Europea in
5 anni, prima di Vialli era
solo il portiere dell’Inter
Giuliano Sarti a detenere
questo personale record a
livello di giocatori italiani.
22 aprile 1959
Per gli Ottavi di finale di
Coppa Italia a partita unica, la Juve affronta al Comunale in notturna l’Alessandria. Gara spettacolare,
i regolamentari terminano
2-2 con gol bianconeri di
Charles e Sivori, doppietta
di Filini per l’Alessandria.
Supplementari che vedono
la Juve dominare con doppiette di Charles e Sivori

23 aprile 1980
Beffa al Comunale di Torino, dopo aver pareggiato
(1-1) nell’andata di semifinale della Coppa Coppe con
l’Arsenal a Londra, le speranze di finale sono molte.
Stadio esaurito, assenti
per squalifica Tardelli e
per infortunio Brio, squadra a ranghi ridotti anche
in panchina, dove oltre al
portiere Bodini, vi sono
solo Virdis ed i giovani
Giampaolo Boniperti e Salvalajo. Il gol beffa a tre minuti dal termine: l’Arsenal,
condotta dalla sapiente regia di Liam Brady, segna
al termine di un cross a
spiovere, incertezza di Zoff
nell’uscita ed un rimpallo
con Cabrini favorisce Vaessen che regala la finale agli
inglesi, contro il Valencia.
24 aprile 1960
Grande impresa della Juve
che si impone a San Siro
sull’Inter, vittoria per 3-0
che evidenzia lo strapotere bianconero. Nel primo tempo Sivori porta in
vantaggio la Juve con uno
splendido pallonetto, nella
ripresa ancora Sivori e Boniperti fissano il risultato.
Nella classifica marcatori
con la sua doppietta Omar
supera Charles 22 gol a 21.
Oltre a Sivori sugli scudi
troviamo il portiere bianconero Giuseppe Vavassori, che ha bloccato con
splendide parate gli attacchi nerazzurri.
25 aprile 1973
Semifinale di ritorno Coppa Campioni, la Juve si
reca in Inghilterra ad affrontare il Derby County,
battuto all’andata 3-1. La
partita è combattuta ma il
fortino bianconero resiste
anche ad un rigore calciato alto dalla punta inglese
Hinton, che giocò con un
paio di scarpette bianche
particolari per l’epoca. La
Juve, in completo azzurro, si qualifica per la prima volta nella sua storia
alla finale di Coppa Campioni dove troverà l’Ajax
di Cruyff. Al termine della gara il centro di Torino

è invaso dai supporters
bianconeri.
25 aprile 1990
La Juve conquista a Milano nella finale di ritorno,
la sua ottava Coppa Italia,
imponendosi sul Milan per
1-0, con gol decisivo di Galia siglato al 17’. Nell’occasione viene inaugurato
il terzo anello dello stadio
San Siro, opera effettuata
nel contesto delle migliorie
per i Mondiali di Italia ‘90.
26 aprile 1990
Dopo la conquista della
Coppa Italia del giorno precedente, l’Avvocato Agnelli
si reca in visita allo stadio


ché si tratta di un record:
sino a quel momento nessun giocatore subentrato a
gioco in corso aveva siglato
3 reti in campionato.


Comunale per complimentarsi con l’allenatore Zoff
e la squadra. Commenta
con i giornalisti presenti
spiegando che “Quando si
è abituati a vincere tutto,
una Coppa Italia può sembrare poco importante; ma
quando da diversi anni non
si vince nulla, un successo
così dà molta gioia!”.

28 aprile 1971
Stadio Comunale stracolmo per la semifinale della
Coppa delle Fiere, che vede
la Juventus affrontare i
tedeschi del Colonia (1-1
all’andata). Partita perfetta e finale centrata grazie
al 2-0 con i gol di Capello
e Anastasi. Incasso record
per la Juve: 165 milioni di
lire.
29 aprile 1972
Esordio in nazionale per lo
juventino Franco Causio, la
partita è Italia–Belgio (0-0)
disputata a Milano e valida per i quarti di finale del
Campionato Europeo per
nazioni.


27 aprile 1975
La Juve travolge a Torino la
Lazio 4-0. Altafini porta in
vantaggio i bianconeri nel
primo tempo, nella ripresa
il protagonista della partita diventa Anastasi, che
entra in campo al 70’ in
sostituzione di Bettega ed
in soli 5 minuti dal 83’ al
88’ sigla una tripletta che
rimane storica anche per-

30 aprile 1978
Pareggiando con la Roma
all’Olimpico (1-1 gol di Bettega), la Juve si aggiudica
con una giornata di anticipo il suo 18° scudetto.
1. Federico Mattiello
2. Juventus-Borussia 1993
3. Pietro Anastasi
4. Semifinale tra Juventus
e il Derby County nel 1973
5. Il gol di Galia 1990
6. Programma Colonia 1990
7. Il 18° scudetto della
Juventus

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Accadde il...

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27 agosto 1969 di Ermanno Vittorio

A Torino la prima volta di Cruijff in Italia
Juventus-Ajax 2-1
JUVENTUS
Tancredi, Furino, Leoncini,
Morini, Salvadore, Del Sol,
Leonardi (46° Favalli), Haller,
Anastasi, Vieri, Zigoni.
Allenatore Carniglia Luis
AJAX
Stuy, Vasovic, Suurbier,
Hulshoff, Krol, Rijnders (46°
Muller), Swart, Muhren (46°
Groot), Cruyff, Sondergaard,
Keizer (46° Van Dijk).
Allenatore Michels Rinus
Marcatori: 50° Groot, 59°
Krol (aut.), 75° Vieri

L

a stagione 68/69 è quella del rinnovo dopo la
Coppa Campioni 67/68 dove
la Juve viene eliminata in
semifinale (miglior risultato dell’epoca nel torneo) dal
Benfica del fuoriclasse Eusebio. La delusione è grande
anche perché nella storia
del club e del calcio torinese
mai prima d’ora c’era stata
cosi grande partecipazione:
stadio Comunale esaurito
da giorni. L’atmosfera era
“magica” grazie ai club torinesi, soprattutto a quello
di Via Bogino presieduto da

Perruquet. La strada da Villar Perosa a Torino venne in
molti punti verniciata con
scritte di incitamento; all’
interno migliaia di bandiere
sugli spalti e sulla pista d'atletica. Tutto questo fece dire
all’Avvocato Agnelli: “Questo
pubblico merita una grande
squadra”. Detto e fatto: carta bianca al vice presidente
Giordanetti sostenuto dal
Presidente Catella in contatto con Agnelli. La parola
d’ordine è una sola, anzi due:
estro e fantasia. Le cessioni
sono illustri: Cinesinho, De
Paoli, Gori Adolfo, Magnusson, Volpi, Simoni. Gli arrivi
sono incredibili: dal Varese
Anastasi, fresco centravanti
campione d’ Europa con la
Nazionale, Haller dal Bologna. Il campionato regala
solo un terzo posto ed ecco
ancora una campagna-acquisti (69-70) scoppiettante:
dalla Sampdoria il centrale
Morini e l’estroso Bob Vieri, mezzala sinistra con un
tocco di palla sublime; dal
Varese l’ala Leonardi e dai
prestiti ritornano i giovani
Furino e Piloni. Le cessioni
sono come sempre dolorose:

Menichelli, Bercellino I, Benetti, Sacco, Sarti Giuliano. L’
attesa è molta, con Anastasi,
Haller e Vieri si può sognare.
Come allenatore, la dirigenza si affida a Luis Carniglia
proveniente dal Bologna, già
vincitore di 2 coppe Campioni (Real Madrid 57/58 e
58/59) e 1 Coppa delle Fiere
(Roma 1961). L’inizio della
stagione regala una amichevole di lusso: si potranno
vedere dal vivo i “Lancieri”
dell’ Ajax ed il suo fuoriclasse Cruijff. L’Ajax è fresco
finalista di Coppa Campioni
dopo la sconfitta con il Milan
4-1 nel 1969. All’epoca era
febbre Ajax in tutti i sensi, in
Italia non esistevano ancora le vendite per corrispondenza perciò si contattavano
maglifici ed aziende tessili
per far fare le maglie con
la banda centrale rossa, nei
tornei giovanili ed amatoriali
molte squadre si iscrivevano
con il nome magico AJAX.
Ecco quindi la prima volta
di Cruijff in Italia, 27 agosto
1969, quando al Comunale
l'Ajax affrontò in amichevole la Juve. Si giocò alle
21.15, spalti quasi gremiti,
REDAZIONALE

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Carniglia stupisce mettendo
Luis Del Sol in marcatura su
Cruijff; infortunato il portiere titolare Anzolin sostituito dal giovane Tancredi. La
Juve scende in campo con
maglia bianca, pantaloncini neri e calzettoni neri con
risvolto bianco. La partita
è interessante soprattutto
per vedere dal vivo gli assi
olandesi e verificare lo stato
di forma dei bianconeri, in
primis il nuovo acquisto Bob
Vieri. Dopo un primo tempo
incolore nella ripresa la Juve
cambia le maglie tornando al
classico bianconero e si vedono azioni ficcanti soprattutto sulle ali sorrette dalla
velocità di Favalli in sostituzione di Leonardi e dall’estro
di Haller. In apertura vantaggio olandese con Groot, pareggio grazie ad un gran tiro
di Vieri deviato da Krol e al
75°, in pieno forcing, arriva
il vantaggio: corner calciato
da Favalli, respinge la difesa
olandese ed al volo di destro
riprende Vieri, gran tiro e gol
che infiamma lo stadio. Cruijff, intervistato a fine gara da
"La Stampa", dà un parere
sulla Juve: "Ottima squadra.

Considerando che è ancora
a corto di preparazione la si
può quasi paragonare come
valore al Milan. Dispone di
ottimi giocatori come Vieri,
Anastasi, Salvadore e Del
Sol, mentre Haller non è nelle migliori condizioni". Sulla
marcatura di Del Sol, definita spietata dall'intervistatore
Franco Costa, Cruijff risponde così: "Più che spietata,
dura. Mi ha riempito le caviglie di lividi. Ma siamo contenti di aver divertito tutto
questo pubblico”. Per rivedere Cruijff in Italia bisognerà
aspettare il 1978, prima dei
Mondiali di Argentina che
il fuoriclasse olandese non
aveva voluto giocare, amichevole Napoli-Barcellona,
allo stadio San Paolo Cruijff
giunse ormai alla fine della
sua carriera nel club blaugrana. Sarà una stagione,
quella 1969/70, particolare,
la squadra non comprende
i metodi di Carniglia, l’inizio
di campionato è disastroso,
il cambio tecnico avviene a
fine Ottobre nella settimana
di Juve-Inter: dalle giovanili arriva Ercole Rabitti che
cambia tutto ed inizia dopo

Morini e Cruijff

il successo sull’Inter (2-1)
una rincorsa al Cagliari di
Riva. La Juve si avvicina
grazie alla sequenza record
di 8 vittorie consecutive, la
sfida tra le due squadre infiamma l’Italia, lo scontro diretto in Aprile a Torino sotto
una pioggia incessante porta all’incasso record dello
stadio Comunale e ad uno
sbarramento di tutta la zona
adiacente l’impianto, cosa
mai avvenuta prima, dove
si poteva accedere solo con
il biglietto del match. Dopo
il 2-2 di Torino il Cagliari si
aggiudicò il titolo, per la Juve
un ottimo terzo posto finale,
poi la stagione successiva
porterà alcune svolte. Ma
questa è un'altra storia...

12

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Altri Sport

Il Dragon Boat e le Dragonette di Torino

I

l Dragon Boat è una disciplina sportiva diffusa in tutto il mondo che
prevede gare su imbarcazioni standard lunghe 12,66
metri con la testa e la coda
a forma di drago sospinte da 20 atleti, 10 a destra
e 10 a sinistra, con pagaie
(simili a quelle della canoa
canadese del peso di circa
1 Kg) al ritmo scandito del
tamburino mentre il timoniere a poppa (proprio sulla
coda del drago) tiene la direzione con un remo lungo
circa tre metri. La prima
apparizione di questo sport
in Italia avvenne nel 1988 e
la prima regata con questa
imbarcazione orientale fu
disputata sul lago romano
dell’Eur, attuale sede della
Federazione Italiana Dragon Boat. Le prime squadre di Dragon Boat “rosa”

di donne sopravvissute al
cancro al seno, si sono formate dalla seconda metà
degli anni ’90: le prime in
Canada, poi in Australia,
negli Stati Uniti, Nuova Zelanda, Singapore, Sudafrica, Cina, Malaysia, Polonia,
Inghilterra. Nel 2004 è nata
“Pink Butterfly”, a Roma e
nel 2006 la seconda “Florence Dragon Lady” a cui
sono seguite le Pink Lioness
di Venezia, le Dragonette di
Torino, le donne di Latina,
Mestre, Cagliari, Padova,
Palermo.
LE DRAGONETTE
A Torino, un gruppo spontaneo di donne operate al
seno, venuta a contatto della realtà delle altre città italiane, si è dedicata al dragonboating. Le Dragonette
di Torino dispongono di 3

imbarcazioni (2 dragoni da
20 posti ed un draghino da
10) e la squadra di Avigliana di un dragone da 20 e un
draghino da 10. La squadra
torinese oggi è una realtà
in continua crescita, riconosciuta dalla Federazione
Italiana Dragon Boat, sezione donne in rosa ed è a tutti
gli effetti un equipaggio in
grado di partecipare a manifestazioni e competizioni
di dragon boat. Con le donne in rosa della squadra si
allenano donne non operate
che supportano le “diversamente fortunate” (come si
autodefiniscono le Dragonette) e sono diventate parte integrante ed integrata
della squadra. L’obiettivo di
aggiungere due equipaggi –
uno in rosa e uno in blu – è
quasi raggiunto, e la nuova
sfida sarà quella di creare
squadre agonistiche junior
e senior (anche maschili)
permettendo così, anche al
Piemonte, di essere rappresentato nelle gare di dragon
boat. Negli anni la squadra
ha partecipato alla Vogalonga di Venezia, ai campionati
italiani di Dragon Boat don-

ne in rosa di Roma e Firenze, al trofeo Sandro Pertini
di Savona, ai mondiali di
dragon boat nel 2012 e nel
2014. Nel 2017 la prima trasferta europea a Vienna, seguita poi dalle gare presso
il lago di Annecy in alta Savoia. Indimenticabile esperienza la partecipazione ai
mondiali BCS di Firenze nel
luglio 2018 dove quasi 5000
donne proveniente da tutto il mondo, iscritte in 130
squadre, hanno solcato le
acque dell’Arno, dimostrando la propria grinta e voglia
di vivere. Le Dragonette
sono attive oltre che come
squadra, anche come associazione no profit, ed in tale
ambito promuove attività
di prevenzione e supporto
psicologico, attraverso corsi
di formazione, incontri su
alimentazione e stili di vita,
convegni medici ecc. anche
in collaborazione con altre
realtà associative (quali per
esempio La camminata in
Rosa e JUSTWOMAN). Le
esperienze devono e vogliono essere un messaggio di
speranza e fiducia nelle terapie per tutte le donne, ma

soprattutto vogliono mettere l’accento sul fattore X
che ognuna di noi ha e deve
tirare fuori quando si trova
a combattere con il cancro.
L’atteggiamento mentale è
un efficace strumento nella nostra lotta e trovarsi in
barca tutte insieme, sorridenti e anche affaticate, ma
unite in un’unica pagaia ci
fa sentire tutta la forza di
cui siamo capaci e ne genera di nuova. Il nostro messaggio è: il tumore al seno
non ferma le nostre vite.
Come tutte le altre squadre
di donne in rosa che vogano nel mondo, l’obiettivo è
aiutare le donne, che hanno
(o hanno avuto) un cancro
al seno, a capire che si può
condurre una vita piena ed

attiva nonostante la malattia. Vogando insieme nella
barca ci supportiamo ed
incoraggiamo l’un l’altra,
superiamo la paura, costruiamo amicizie, ci sentiamo
orgogliose dei nostri risultati, rompiamo il silenzio
che circonda il cancro. Il
nostro allenatore ci ricorda
che in barca da sole non siamo nulla, ma insieme muoviamo la barca, questo è lo
spirito del dragone e delle
Dragonette, insieme possia(red. cult.)
mo farcela!
Per informazioni:
www.dragonette.org
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Le Dragonette si allenano
al Circolo Amici del Fiume
di Torino - corso Moncalieri 18

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TELEFONA

011 0201860

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condotto da Renato Ghelli
in studio Roberto Grossi, Direttore 'JuveToro'

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Spettacoli e Cultura

'Torino Comics' festeggia 25 anni a Lingotto Fiere
T

orino Comics festeggia un quarto di secolo. Dal 12 al 14
aprile Lingotto Fiere ospita
la 25° edizione della fiera
dedicata a fumetto, games,
videogames e cosplay. Torino si prepara ad accogliere
oltre 50.000 appassionati
di fumetti, manga, anime,
cinema, game&videogame,
oltre naturalmente agli immancabili cosplayer. L’area
commerciale&comics ospita editori, distributori, fumetterie, autoproduzioni
e proposte di gadget e oggettistica a tema, per cosplayer e non solo, realtà
del mondo dei videogames
e dei giochi da tavolo e di
ruolo. Presenti inoltre 6
aree tematiche che propongono attività e animazioni
durante tutti e tre i giorni
di evento: Torino Cosplay,
dedicata al mondo dei cosplayer, con il palco per le
competizioni e numerose
attività, dai concerti al karaoke; Area videogames,
con postazioni dedicate a
tornei nazionali sui migliori videogiochi del momento; Area youtuber&creator,
dove i più giovani potranno
incontrare alcuni dei talent
più famosi del momento;
Area entertainment, con

percorsi e gare a tema,
come la pista go-kart, le
Escape Room e molte altre
aree divertimento; Area
games, dove tutti i giorni
è possibile cimentarsi in
giochi di carte, di ruolo e
in scatola; Area Lego, con
oltre 600 metri quadri di
esposizione dedicati ai leggendari mattoncini.
Live performance, mostre,
workshop, conferenze
Sono attesi a Torino più di
100 ospiti provenienti dal
mondo del fumetto, cosplay,
doppiaggio e gaming, oltre
a youtuber, star del web
amate dai giovanissimi; gli
ospiti saranno protagonisti
di incontri, presentazioni, workshop di disegno,
sketch e sessioni di autografi e foto per i fan. Verrà presentato un progetto
alternanza scuola-lavoro
che coinvolge studenti delle
scuole torinesi nella creazione di una graphic novel
sul tema della deportazione nella Seconda guerra
mondiale. In area disegnatori sono in programma
più di 30 worskshop: dalla
teoria della luce al ritratto
fantasy, dal character design alla prospettiva, dalle
tecniche per inchiostrazione, acquerello e sfumatura

all’illustrazione applicata
al fumetto. Debutta l’Area
performance, uno spazio
in cui alcuni dei più importanti artisti italiani del
mondo del fantastico, dei
videogiochi e del fumetto si
esibiranno dal vivo per tre
giorni e realizzeranno le
loro opere su una tematica
importante e attuale come
quella dell’odio. Le opere
prodotte saranno consegnate ad Amnesty International e poi messe all'asta.
I doppiatori Marvel
e Game of Thrones
Anche quest’anno sarà
presente una nutrita schiera di voci celebri del mondo del cinema e serie tv,
con un focus particolare
sulla celeberrima Game of

'Radio Bianconera' è on-line

“Il miglior difensore della Juventus. Perché come
la difende lui in tv, non lo fa nessuno”. Ricordando con emozione queste parole riferitegli
dalla bocca di Giampiero Boniperti, Antonio
Paolino ha indossato i “parastinchi”, lucidato il
microfono ed è pronto a guidare da direttore
“Radio Bianconera”. Entrando a gamba tesa, ma
solo quando serve. Così come amava dire Paolo
Montero, uno che di cartellini gialli e rossi in carriera ne ha collezionati a iosa, ma solo quando
ne valeva davvero la pena. RBN sarà la nuova
voce del tifo bianconero in Italia e nel mondo,
fruibile direttamente dal sito radio bianconera.
com, dalle App per iOs e Android e dai podcast
attraverso TuneIn (senza contare, a breve, le skill
di Alexa e Google Home che verranno realizzate per poter ascoltare la radio anche tramite
comandi vocali dei due dispositivi ormai tanto
in voga). Sarà un progetto che vedrà protagonisti volti giovani e più esperti del giornalismo
italiano, con il direttore protagonista di “Cose
di Calcio” dalle 10 alle 12, dal lunedì al venerdì.
Racconterà la Juve e l’attualità con stile e ironia,
in compagnia di Chiara Papanicolaou. Paolino,
memore dei suoi inizi professionali da animatore, renderà gradevole la discussione intorno

al mondo bianconero “ma sempre all’insegna
dell’adagio per cui tifare a favore e mai contro”.
Nel palinsesto poi ci sarà “Ritratti in bianconero”,
un viaggio nel tempo accompagnato da un pizzico di sana nostalgia. Poi ancora “Social Club”, lo
spazio dedicato al popolo bianconero che darà
voce a gruppi, club organizzati e alle esperienze
dei tifosi allo stadio. “Bordocampo” poi, sarà un
contenitore di notizie che mirano a raccontare
oggettivamente i fatti coinvolgendo le opinioni,
mentre “Terzo Tempo” è il talk show che sviscera tutto sul mondo della Vecchia Signora e
suoi avversari. “Avanti Madama” condurrà nella
fascia 17-19 il tifoso bianconero attraverso due
ore di news, grandi ospiti, opinioni e pensieri…..
tutti zebrati. Andrea Bosco sarà poi la guida di
“Detto tra noi”, l’editoriale senza peli sulla lingua
che spazierà tra calcio, cinema, letteratura e musica. E le grandi leggende del passato? Saranno
protagoniste al pari dei tifosi, raccontando i loro
aneddoti legati al mondo juventino. Da Tacconi
e le sue celebri “tacconate” a Wierchowood, da
Camoranesi a Tacchinardi a Beppe Furino, solo
per citarne alcuni. E ci sarà grande spazio per la
Juventus al femminile guidata da Rita Guarino,
per l’Under 23 e le selezioni giovanili. Insomma,
non mancherà davvero nessun ingrediente per
rendere il mondo bianconero ancora più vicino
ai tifosi, che potranno interagire attraverso un
canale WhatsApp dedicato. Quindi, cari supporter bianconeri, fatevi sotto con le vostre emozioni. E occhio, specie voi anti juventini che state in
“attacco”. C’è un difensore arcigno che tenterà in
tutti i modi di non farvi passare!
Gabriele Cavallaro

Thrones e sul mondo Marvel. Sono in programma sul
palco cosplay due conferenze, sabato 13 e domenica 14 aprile alle ore 13, in
cui i doppiatori sveleranno
al pubblico aneddoti e curiosità sui loro doppiaggi
più famosi.
Le competizioni cosplay
Sabato 13 ecco la tappa
italiana dell’International
Cosplay League, competizione a cui partecipano cosplayer qualificati da tutto
il mondo. Verranno selezionati un singolo, che verrà
giudicato solo ed esclusivamente per la fattura del
costume e degli accessori,
e una coppia, che verrà
valutata per il costume e
l’esibizione su palco. I vin-

citori di Torino avranno
l’opportunità di partecipare alla finale di Madrid in
programma a settembre
in occasione del Japan Weekend. Domenica 14 aprile
si svolge la classica sfilata
competitiva, con oltre 300
partecipanti previsti. Numerose le categorie in concorso, dal miglior costume
maschile e femminile al
miglior gruppo, dalla migliore interpretazione al
miglior accessorio.
Area Lego: 600 metri
quadri di esposizione
Sarà allestita una grande
area dedicata ai mattoncini più famosi del mondo.
In più di 600 mq di esposizione verranno presentate
opere appartenenti alle tematiche più disparate: un
grande diorama comunitario con molte ambientazioni e parti in movimento,
veicoli Technic, braccia robotiche indossabili, scene
tratte da cartoni animati, film western, di fantascienza e d’avventura. Immancabili le opere ispirate
al mondo dei fumetti e dei
supereroi. Presenti inoltre
tre aree tematiche: “Scegli
e Crea”, in cui dei set saranno messi a disposizione per essere costruiti se-

guendo le istruzioni; “Pick
& Build” di costruzione
libera; area workshop, a
tema “costruiamo insieme
un supereroe”.
Youtuber&Creator
Alcune delle star più amate
di youtube saranno ospiti:
tra i protagonisti ci saranno 9 youtuber che curano
la rubrica live Facce di
Nerd. Sabato e domenica
ospiti di punta saranno il
trio di youtuber-cantanti
Simone Paciello, Amedeo
Preziosi e Riccardo Dose;
Andrea Lorenzon, creatore
del canale Cartoni morti; e
LaSabri, la regina di youtube con oltre 2 milioni e
mezzo di followers.
Videogames:
tornei CPC e PES
Torino ospita la terza tappa delle qualificazioni
dei campionati nazionali Champions Pro Circuit
(professionisti) e Champions
Virtual
League
(amatori) di Call of Duty,
in programma sabato e
domenica. Domenica è prevista anche la prima tappa
del Pes Italian Championship, campionato italiano
di uno dei più famosi videogiochi sul calcio per Playstation.
(red. cultura)

Alla Gam 'Giorgio de Chirico. Ritorno al futuro'

La GAM di Torino presenta, dal 19
aprile al 29 agosto, la grande mostra
"Giorgio de Chirico. Ritorno al Futuro", Neometafisica e Arte Contemporanea, un dialogo tra la pittura neometafisica di Giorgio de Chirico (Volo,
1888–Roma, 1978) e le generazioni di
artisti che, dagli anni '60 in poi, si sono
ispirati alla sua opera. La mostra (curatela di Lorenzo Canova e Riccardo
Passoni), organizzata e promossa dalla Fondazione Torino Musei, GAM
Torino e Associazione MetaMorfosi
in collaborazione con la Fondazione
Giorgio e Isa de Chirico presenta un
centinaio di opere provenienti da
importanti musei, enti, fondazioni e
collezioni private. La metafisica di de
Chirico, nella sua visione originaria
e futuribile, ha influenzato atteggiamenti e generi differenti, non solo nel
campo delle arti visive, ma anche della letteratura, del cinema, delle nuove tecnologie digitali, arrivando fino

a confini inattesi come videogiochi e
videoclip, in un interesse globale che
va dall'Europa agli Usai fino al Giappone. In questo contesto si inserisce la
nuova attenzione per il periodo della
neometafisica (1968-1978) che rappresenta un ritorno e una nuova partenza, nuova creatività e un riandare
verso l'immagini del proprio passato,
attraverso un nuovo punto di vista e
nuove soluzioni formali e concettuali.
Non a caso la neometafisica di De
Chirico sembra già dialogare con la
pop art e con l'arte internazionale,
in particolare Usa, e in quegli anni proprio Andy Warhol dichiaratamente
riconosceva in De Chirico uno dei suoi
precursori e gli rendeva omaggio con
un celebre ciclo di opere in cui presentava una metafisica rivisitata e seriale.
La mostra evidenzia questo rapporto
intenso e profondo, mettendo in relazione le opere neometafisiche di De
Chirico con le nuove tendenze dell’arte italiana e internazionale e presenta
anche un grande prosecutore della
Metafisica come Clerici, la pittura di
Guttuso e Savinio, insieme a grandi artisti internazionali come Moore,
Guston, Bernd e Hilla Becher. Il percorso propone anche maestri dell’arte
povera (Paolini e Pistoletto), le visioni
concettuali (Mauri, Parmiggiani, Patella e Pisani) fino ad arrivare alle ombre
geometriche di Uncini, alla fotografia

di Gorgoni, alle sculture di Mimmo
Paladino, ai dipinti di Mendini e Di
Salvo, al mistero di De Dominicis, ai
tableaux vivants di Ontani e alle ultime generazioni internazionali come
Muñoz, Beecroft e Vezzoli. Presente
anche un’animazione digitale di Maurice Owen e Russell Richards, insieme
a opere di artisti contemporanei (Abate, Basilico, Ghirri, Fontana, Melotti).
Una piccola sezione, come un inserto prezioso, è riservata alla citazione
della copia e presenta un disegno
originale di Michelangelo proveniente
da Casa Buonarroti, insieme a disegni
di de Chirico dedicati allo studio degli affreschi michelangioleschi della
Volta della Cappella Sistina e a opere
del famoso ciclo su Michelangelo di
Festa, pittore che tra i primi ha compreso la forza innovativa della pittura
di de Chirico, in un collegamento con
l’arte del passato che, nella curva del
tempo, ha il potere di rifondare l’arte
del futuro.
Paolo Rachetto

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Spettacoli e Cultura

La Gazzetta del Popolo, 135 anni tra storia giornalismo e cultura
Si apre giovedì 18 aprile la mostra storica sul quotidiano torinese che dal 1848 al 1983 ha raccontato l’attualità italiana
Palazzo Carignano

135 anni tra storia,
giornalismo e cultura
Consiglio regionale del Piemonte

Palazzo lascaris
Galleria Spagnuolo
via Vittorio Alfieri, 15 - Torino
18 aprile - 6 maggio 2019

Polo del ’900

Palazzo san celso
Galleria delle Immagini
corso Valdocco, 4/a - Torino
18 aprile - 19 maggio 2019

Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

Palazzo carignano
Sala Codici
piazza Carlo Alberto, 8 - Torino
18 aprile - 19 maggio 2019

Ingresso gratuito
Con il sostegno di

S

In collaborazione con

Con il patrocinio di

Nell’ambito di

i apre giovedì 18 aprile una importante
mostra storica sulla
Gazzetta del Popolo, il quotidiano torinese che per
135 anni, dal 1848 al 1983,
ha raccontato l’attualità italiana. Alle ore 10,30
è prevista la conferenza
stampa di inaugurazione
al Polo del ‘900 e la contemporanea apertura delle
altre due sedi della mostra:
a Palazzo Lascaris e al Museo Nazionale del Risorgimento. La mostra chiude il
6 maggio a Palazzo Lascaris, il 19 maggio nelle altre
due sedi. Partecipano alla
conferenza stampa il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Sergio
Soave presidente Polo del
‘900, Daniela Orta responsabile ricerche Museo Nazionale del Risorgimento,
Alberto Sinigaglia presidente Ordine dei giornalisti del Piemonte, Stefano
Tallia Associazione Stampa Subalpina, Gianfranco
Morgando Fondazione Donat-Cattin, Iole Scamuzzi
e Mauro Forno Università
di Torino, Luca Rolandi
giornalista curatore della
mostra. La realizzazione
del progetto culturale è
stata possibile grazie alla
collaborazione di diversi
soggetti: Consiglio regionale del Piemonte, Museo Nazionale del Risorgimento,
Polo del ‘900, Fondazione
Donat-Cattin, Ordine dei
Giornalisti, Centro Pestelli, Museo della stampa di
Mondovì, Archivio storico della Città di Torino,
Università di Torino e la
raccolta del collezionista Giorgio Coraglia. Illustrando i passaggi salienti
della storia della testata
giornalistica torinese, la
mostra vuole far scoprire
alle giovani generazioni

cosa è stata la Gazzetta del
Popolo, da giornale protagonista dell’epoca risorgimentale alla posizione
negli anni del fascismo,
con una importante pagina
culturale, il “Diorama letterario”, su cui scrissero i
più importanti intellettuali italiani ed europei del
momento, al dopoguerra e
agli anni difficili dell’autogestione, fino alla chiusura
definitiva nel 1983. La mostra – ad ingresso gratuito
– è articolata in tre sezioni storiche e tematiche: Al
Museo del Risorgimento
dall’anno della fondazione
nel 1848 fino all’intervento dell’Italia nella Grande
Guerra nel 1915. In esposizione litografie, prime
pagine, bozzetti, inserti,
caricature, oggetti che documentano i primi 67 anni
di vita del giornale. A Palazzo Lascaris gli anni dal
1916 al 1945, il periodo in
cui il giornale era allineato con il governo fascista,
fino alla Gazzetta d’Italia.
In esposizione le pagine
del Diorama letterario, i
supplementi tematici, le vignette satiriche. Una parte è dedicata alla crisi del
giornale del 1974 che portò alla prima sospensione
della tiratura, crisi in cui
il Consiglio regionale del
Piemonte ebbe un importante ruolo di mediazione
svolto dal presidente Aldo
Viglione. Al Polo del ‘900
il periodo tra il 1946 e il
1983. Sono presentate le
interviste a chi lavorò alla
Gazzetta tra gli anni ‘60
e ‘80, le prime pagine relative ai grandi eventi dal
1945 al 1983, i documenti delle crisi aziendali del
1974, 1981 e del 1983 e il
periodo dell’autogestione.
In tutte le tre sedi sono
presentati video con le interviste a 15 tra giornalisti
e tipografi, le immagini
storiche concesse dalla Teche Rai e dall’Archivio cinematografico della Resistenza sull’inaugurazione
della sede in corso Valdocco del 1930, le gite sociali
e la crociera con i lettori, il
lavoro alla Gazzetta negli
anni ’60. Il catalogo della mostra è coordinato da
Alicubi. Lunedì 6 maggio,
in occasione della Giornata
per la libertà di stampa, si
svolgerà a Palazzo Lascaris un convegno dal titolo:
“Liberi di informare? Dal-

la Gazzetta del Popolo al
City Journalism”, rivolto
al pubblico ed ai giornalisti iscritti alla piattaforma
Sigef.
LA STORIA
La «Gazzetta del Popolo»
è stato uno dei più importanti e prestigiosi quotidiani italiani. La sua nascita
risale al 16 giugno 1848
da un’iniziativa di Felice
Govean e Giovan Battista
Bottero che ne saranno i
condirettori fino al 1861,
quando le redini passeranno nelle mani del solo Bottero. Di taglio spiccatamente popolare, il giornale è, in
periodo risorgimentale, il
più venduto tra i quotidiani
nazionali, con un bacino di
lettori che comprende soprattutto i ceti agrari della
provincia piemontese e la
piccola borghesia cittadina
di sentimenti tradizionalisti. Di costo più accessibile rispetto alla maggior
parte degli altri quotidiani
dell’epoca, esso si dimostra
sin dall’inizio molto attivo

nell’ambito delle iniziative
di stampo patriottico. Alla
vigilia della Prima guerra
mondiale diviene portavoce dei gruppi nazionalisti
del capoluogo piemontese. Spiccatamente interventista, dopo lo scoppio
del conflitto si fa assidua
sostenitrice dello sforzo
bellico del paese. Dopo la
nascita del movimento dei
fasci di combattimento, la
«Gazzetta del Popolo» dà
largo spazio alle posizioni filo-nazionaliste e filomonarchiche del futuro
quadrumviro della marcia
su Roma Cesare Maria De
Vecchi. Ma le sue aspirazioni ad una decisa stabilizzazione
autoritaria
nel paese si esprimeranno
con chiarezza solo dopo il
congresso dell'Augusteo,

quando essa diventerà una
delle principali casse di
risonanza del movimento
fascista del capoluogo piemontese. Nel giugno 1924
la testata viene rilevata
dalla Società idroelettrica piemontese (SIP) che la
mette a disposizione del fascismo in cambio di precise garanzie sullo sviluppo
dell’industria elettrica in
Piemonte.
LE INNOVAZIONI
TECNOLOGICHE
La «Gazzetta» è stata protagonista di notevoli innovazioni tecnologiche. Il 18
gennaio 1934 viene inaugurata una nuova stazione
radio-telefonica, con una
eccezionale dimostrazione: la ricezione di una corrispondenza proveniente
da Bandung in Indonesia
(15mila chilometri da Torino),
immediatamente
stenografata dal segretario di redazione Giovanni
Vincenzo Cima con un metodo da lui appositamente
brevettato che diventerà
famoso. Il 1° gennaio 1935
viene attivata una stazione tele-fotografica per la
trasmissione e la ricezione delle immagini attraverso le linee telefoniche;
il 15 febbraio viene creata
una stazione radioricevente in grado di trasformare
simultaneamente il linguaggio morse in caratteri
alfabetici. Nel marzo del
1974, ormai in grave crisi,
la «Gazzetta» viene rilevata da Alberto Caprotti,
grazie al contributo pubblicitario garantito dalla
Montedison, tramite la Spi.
Alla Democrazia Cristiana, che aveva acquisito la
proprietà, rimarrà solo il
5% delle azioni della Set e
della Itet, rispettivamente
proprietaria e gestore degli
impianti del giornale. Dopo
un duro scontro sindacale
con redattori e tipografi, il
31 luglio dello stesso anno
Caprotti decide la chiusura
del quotidiano che viene
temporaneamente tenuta
in vita da una cooperativa
autogestita di giornalisti
e lavoratori poligrafici. La
crisi si ripresenterà nel
1981 ed infine nel 1983,
quando la chiusura della
«Gazzetta del Popolo» diventerà definitiva.
(red. cultura)

News
'La sonnanbula' di Bellini al Regio
Dopo un’assenza di più di 20
anni, mercoledì 10 aprile alle
ore 20 torna sul palcoscenico
del teatro Regio uno dei più apprezzati capolavori belcantistici
di Vincenzo Bellini: "La sonnambula". L'opera rimarrà in scena fino al 20 aprile. Alla guida
dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio il maestro Renato Balsadonna. In scena, le voci di Ekaterina Sadovnikova (Amina), Antonino Siragusa (Elvino), Nicola Ulivieri
(Rodolfo). Il Coro è istruito dal maestro Andrea Secchi. L’allestimento del teatro Regio è realizzato in coproduzione con il Teatro la Fenice di Venezia. Il melodramma belliniano riprende vita sulla scena
nello storico allestimento di Mauro Avogadro. Regista versatile, si è
formato con una lunga collaborazione al fianco di Luca Ronconi in
regie sia di prosa sia di teatro musicale; ha diretto la scuola di recitazione del Teatro Stabile di Torino e insegnato all’Accademia d’Arte
del Dramma Antico di Siracusa e alla Scuola del Piccolo Teatro di
Milano. Nel tempo record di soli due mesi che Bellini impiegò per
scrivere "Sonnambula", non gli impedì di raccogliere dalla partitura
il frutto di una maturità artistica ormai pienamente raggiunta, che si
esprime bene nell’equilibrio tra la raffinatezza melodica e il pathos
del tema romantico. La storia, nel libretto scritto da Felice Romani,
conteneva tutti gli elementi di attrattiva per la sensibilità romantica
di artisti e pubblico dell’epoca: una travagliata storia di amore e di
riscatto sociale, ostacolata da gelosia e incomprensioni; un pizzico
di mistero; il fascino oscuro di un fenomeno psichico sconosciuto; il
lieto fine e il trionfo dell’innocenza. Il debutto del titolo nel 1831 fu
segnato da uno strepitoso successo di pubblico, grazie non soltanto
all’indiscussa bellezza della musica, ma anche al cast d’eccezione
che la interpretò, con i leggendari Giuditta Pasta e Giovanni Battista
Rubini nei ruoli principali.
(Paolo Rachetto)

Festa del Libro a Orbassano
Edizione 2019 particolarmente
ricca per la Festa del libro di Orbassano che si svolgerà dall' 11 al
14 Aprile al Palatenda "Macario"
(via Torino angolo Via Gozzano).
La giornata inaugurale si è aperta
giovedì alla presenza delle autorità istituzionali regionali e locali
per poi salutare una delle più
importanti ospiti della rassegna,
Roberta Bruzzone, nota psicologa forense, che presenterà il suo
libro "Io non ci sto più" edito
da De Agostini. Altro appuntamento inedito sarà Celebriamo Leonardo 500 (venerdì 12 dalle
h. 21) nell'ambito delle Celebrazioni nel Cinquecentenario dalla
morte del Grande Genio Universale Leonardo Da Vinci. Sul palco
avrà luogo una conferenza con il critico d'arte Luca Caricato, una
esibizione artistica a cura del noto fumettista Sergio Giardo e lo
spettacolo danzante tematico del corpo di ballo di Chiara Groppo.
Sabato 13 previsto un incontro ai confini della realtà alle 21 con la
presentazione del libro "Il mago e lo scienziato, 40 anni di indagini
sul paranormale" a cura di Piero Angela. Non mancherà l'effetto
"suspence" con il mentalista Antonio Argus. L'ultima giornata della
Fiera sarà chiusa alle h.18 da Alice Basso che presenterà il Libro
"La scrittrice del mistero". Collabora alla festa del libro la 'Union
Model', agenzia di spettacolo, che insieme alla Pro Loco e al Comune di Orbassano cerca di sensibilizzare la cittadinanza su alcune tematiche particolarmente rilevanti per i nostri tempi.
(red. cult.)

amc_juvetoro@yahoo.com

www.juvetoro.it

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Spettacoli e Cultura

La lettera di Frank Sinatra all'infelice George Michael
Nell'attesa di nuove pubblicazioni postume, e dopo l'asta delle opere d'arte collezionate dal celebre
cantante inglese, una vecchia storia che vale la pena raccontare

N

el numero di 'JUVETORO' del 1302-2018, per Juventus-Tottenham,
avevamo
pubblicato un articolo a
ricordo di George Michael,
il celebre cantante inglese
morto alla fine del 2016.
Ricordiamo ai lettori che
il pdf di quel numero (e di
tanti altri numeri dedicati
alla Juve), può essere scaricato gratuitamente attraverso il grande forum
'TIFOSIBIANCONERI.com',
ove vi è un apposito topic
nel forum principale. Ora,
destino vuole che negli ultimi mesi sono successe
alcune cose interessanti riguardo alla popstar. In primis, i suoi parenti stanno
lavorando alla pubblicazione di nuovo materiale (non
è noto se si tratta di materiale audio o video, ci tocca
aspettare per scoprirlo). In
secundis, nei mesi scorsi
sono state messe all’asta
tramite Christie’s, la famosa casa d’aste, le opere
d’arte che egli aveva collezionato nel corso del tempo. In particolare quelle
del filone “Young British
Arts” degli anni 80 e 90,
che già solo dal vederle vi
si trae un’idea del percorso
emotivo e autodistruttivo
che l’artista gradualmente
ha vissuto negli anni e che
lo ha portato a sceglierle.
Di riflesso, qualche sparuto media ha anche raccontato una vecchia storia
molto interessante, che vogliamo raccontare anche
noi per dargli, nel nostro
piccolo, un po’ di risalto, in
quanto molto bella e significativa, pur nella sua infinita tristezza. C’era una
volta…. George Michael
che sciolse il duo “Wham!”
nel 1986, e che come solista pubblicò l’anno dopo
l’album “Faith” il quale
ebbe un grande successo
e lo consacrò anche agli
occhi dei colleghi più celebri e snob, che fino a quel

momento lo avevano identificato come un semplice
cantante pop coi capelli
tinti e cotonati, che cantava robette orecchiabili
buone solo per i teenager.
Da quel momento GM, finita la sbronza del successo e
del denaro dei primi anni,
e senza il fresco e spensierato supporto umano
del collega e grande amico
Andrew Ridgeley con cui
condivise la carriera fino
al 1986, cominciò a vivere male dal punto di vista
esistenziale la sua fama.
Sentiva la pressione di dover essere sempre nuovamente al top, le aspettative
erano alte, e nel preparare
il secondo album si eclissò
fino al 1990. A quel punto
uscì finalmente l’album
“Listen Without Prejudice
vol.1”. Fin qui l’escursus
temporale, ora veniamo ai
fatti. In quel periodo egli
rilasciò un’intervista per
“Calendar” del Los Angeles Times, rivista dedicata
al mondo dello spettacolo
Hollywoodiano, al gossip,
e ai vip di cinema, musica
e tv, (nella foto la copertina di quel numero). Egli
all’epoca aveva 27 anni, e
in quella sede spiegò che,
al contrario di ciò che molti pensavano, la sua assenza dai riflettori di quei
due anni circa nulla aveva
a che fare con strategie di
marketing o di una eventuale alimentazione del
mistero per la creazione
dell’attesa. Spiegò per la
prima volta (lo fece anche
più volte successivamente)
che la sua fama lo rendeva
infelice. Disse in particolare: "Sono anche sicuro
che la maggior parte delle persone trova difficile
credere che la celebrità
può renderti infelice. Dopo
tutto, tutti vogliono essere
una star. L'ho fatto anche
io e ho lavorato duro per
ottenerlo. Ma ero infelice, e
non voglio mai più sentirmi in questo modo". Aveva
cercato di staccare la spina per un po’, dunque. Ma
le sue parole a quei tempi sembravano bizzarre
e fuori luogo, soprattutto
dette da lui, al punto che
colpirono uno dei più grandi interpreti di tutti i tempi, una leggenda vivente,
Frank Sinatra. Ricordiamo
a tal proposito che, anche

su Sinatra abbiamo già
pubblicato un articolo nel
numero del 19-05-2018 per
Juventus-Verona, (giorno
della festa scudetto della
Juve). “The Voice” si sentì
in dovere di rispondere con
una lettera aperta a GM.
Ecco la traduzione integrale del testo della lettera (nella foto la lettera in
questione). “9 settembre,
1990. Cari Amici, quando
ho visto la vostra copertina del 'Calendar' di oggi
di George Michael, 'La Star
Riluttante', la prima rea-

zione che mi ha suscitato
è stata che dovrebbe ringraziare il buon Dio ogni
mattina quando si sveglia
per avere tutto ciò che ha.
E con questo saremmo in
due a ringraziare Dio ogni
mattina per tutto quello
che abbiamo. Non capisco
un ragazzo che vive 'nella
speranza di ridurre la pressione della sua celebrità'.
Ecco un bambino che 'volevo essere una pop star da
quando avevo circa 7 anni'.
E ora che è un performer e
un autore incredibile lasce-

rebbe quello per cui tonnellate di giovani talentuosi
in tutto il mondo sarebbero disposti ad uccidere la
propria nonna - solo un'incrinatura in quello di cui
si lamenta. Forza, George,
rilassati. Tieni il ritmo, ragazzo. Ripulisci le tue sottili ali dalla polvere e spicca
il volo verso la vetta della
tua scelta e sii grato di portare il bagaglio che tutti noi
abbiamo dovuto portare da
quelle magre notti in cui
si dormiva sui pullman e
si aiutava il conducente a
scaricare gli strumenti. E
non parlare più della 'tragedia del successo'. La tragedia del successo è quando non si presenta nessuno
e stai cantando per la donna delle pulizie in qualche
bettola vuota che non vede
un cliente pagante dal
giorno di San Swithin (il
giorno della memoria liturgica di San Svitino di Winchester è il 15 luglio, ndr).
E tu non sei per niente da
quelle parti; tu sei il capobranco in cima ad un'alta
scala chiamata ‘Celebrità’,
che in altre parole significa grazie-ai-fan che erano
lì quando non c'era nessun
altro. Il talento non deve
essere sprecato. Coloro che
ce l'hanno - e tu ovviamente ce l'hai o la copertina di
Calendar di oggi sarebbe
stata su Rudy Vallee (star
americana dello spettacolo
del passato, ndr) - coloro
che hanno talento devono
abbracciarlo,
stringerlo,
nutrirlo e condividerlo per
paura che gli venga portato via con la stessa velocità
alla quale gli è stato dato.
Fidati di me. Ci sono passato. Frank Sinatra”.
Secondo alcuni osservatori
la lettera nei fatti funzionò, visto che la carriera di
GM poi è durata per altri
26 anni dopo il 1990, ma
la realtà è che l’artista è
morto alla prematura età
di soli 53 anni, dopo diversi tentativi di suicidio, forti
crisi depressive, e una vita
di abusi di sostanze stupefacenti. E anche il suo
lavoro artistico ne ha risentito parecchio nel corso
del tempo, non tanto nella qualità che è diventata
sempre maggiore, ma dal
punto di vista del numero
delle pubblicazioni. Il problema della pressione del-

la fama e di tutto ciò che
questa comporta, di fondo
non lo superò mai. Confessò, in qualche occasione,
che avrebbe anche voluto,
e potuto, smettere definitivamente, ma che l’ego che
ogni artista ha e deve avere nella giusta dose in dotazione, spesso e volentieri
prendeva il sopravvento,
ed egli sentiva la necessità
quasi fisica di dimostrare al mondo che ci sapeva
fare, e che era ancora un
grande artista. Ora, finita
la bella storia della lettera
di complimenti e incoraggiamento di Sinatra a George Michael, e tralasciando le doppie personalità
che spesso gli artisti famosi vivono, sorge spontanea
una riflessione. La lettera
inattesa e spontanea di Sinatra è scritta con il cuore,
perché egli era un esperto
assoluto di alti e bassi della vita e della carriera, e di
tutte le emozioni che, nel
bene e nel male, potenzialmente può vivere una grande star; ma siamo sicuri
che il messaggio positivo
che essa contiene abbia nei
fatti un solo destinatario?
Il senso e il significato più
essenziale del suo bel discorso, fatto come da un
amico ad un altro, o come
da un padre ad un figlio, o
come da un nonno a un nipote, non potrebbe valere,
in fondo, anche per ognuno
di noi che la fama non l’abbiamo? Solo al sottoscritto
che scrive piacerebbe un
bel mattino aprire la buca
delle lettere e trovarci dentro una lettera che suoni
(o canti) più o meno così?
Se anche voi, cari lettori,
vorreste ricevere una lettera simile a questa, allora
avete sicuramente capito il
motivo per cui, anche noi,
abbiamo deciso di raccontare e pubblicare questa
vecchia storia.
Antonio Catapano


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