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Requiem prematuro.pdf


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rappresenti la fine del nostro passaggio esistenziale terreno... Perciò nel bisogno di affrontarti e
conoscerti, preferisco visualizzarti, renderti materiale nel velo protettivo delle mie fate infantili...
Nell'attesa del nostro incontro prefiguro il mio discorso: Ho una casa: mi dispiacerebbe non averla
più?... no! Perdere i miei vestiti, i miei lavoretti d'artigianato, i miei scritti?... no! Allontanarmi di mia
madre, mia sorella... i miei amici?... no! Niente di tutto questo mi straccia il cuore; tutto fa parte del
caleidoscopio multicolore dove si lanciarono e crebbero i miei sogni, desideri e curiosità mondane;
sono forme complete, vuote... Miei amici sapranno capirmi... Però penso che tutto non è cosi facile e
non mi sento ancora preparato per affrontarti... C'è qualcosa che mi dispiacerebbe lasciare: i miei figli;
mi dispiacerebbe lasciarli perché credo che loro hanno bisogno di me per continuare a crescere, perché
sono ancora cosi teneri e non voglio lasciare che altri li educhino al posto mio... Mi dispiacerebbe
perché in loro lascio qualcosa per il futuro... Mi dispiacerebbe perché in loro proietto quello che induco
tramandare come segno immortale della mia presenza sulla terra e che ancora non ho fatto. Mi
dispiacerebbe, si, mi dispiacerebbe... E se non fosse ridicolo dirlo in tua presenza, direi che mi
dispiacerebbe da morire!
Questo non me lo aspettavo... veramente non me lo aspettavo... Non essere pronto!... come se qualcuno
fosse pronto affronto a questo momento! Però... vedendo che ti impegni a ritardare il nostro incontro, ti
propongo che: finché i miei figli non saranno cresciuti, posponiamo il nostro appuntamento! Non
voglio lasciarli...
Aspetta, aspetta!... non andartene ancora... credo che la tua presenza sia conclusiva nel mio cammino;
credo di poter imparare molto dal conoscerti: non voglio voltare la faccia dall'altra parte quando ti
penso!... Aspetta!... ascoltami per favore... tornando ai miei figli: sarebbe sensato lasciarli quando
possiederanno e godranno del dialogo che ho aperto con loro; quando sapranno che in tua compagnia
sono arrivato a un posto molto lontano dai loro cinque sensi quotidiani, dove non ci sono strade di
arrivo, ne cellulari e da dove potremmo continuare a comunicare solo attraverso lo spirito e
l'immaginazione.
Si, dello spirito come fonte inesauribile e perenne di vita e dell'immaginazione come l'unico dono che
stato concesso ai nostri corpi solidi per addentrarsi nella dimora dell'eterno-lieve-sconosciuto; in quel
momento, potrei lasciarli senza dolore. In quel momento, so che continueremo insieme, loro, io, e tutti
quelli a cui sono rimasto unito in un solo corpo, in una sola intenzione...
E la mia compagna?... sicuramente ricorderò tutti i momenti in cui insieme abbiamo costruito la storia:
i nostri baci, il calore del suo corpo e la profonda elevazione del sesso; e il mutuo sostegno nei
momenti in cui i sogni si sono spezzati... e l'allegria e la complicità di affrontare spregiudicatamente il
mondo, e molte altre cose... e sicuramente ricorderò che anche per lei, tu sei la fata buona che vive sulla
cima di un pino, col sole dietro, che scalda e accoglie durante il giorno... e ricorderò i canali dello
spirito e dell'immaginazione che abbiamo percorso insieme!...
Prendo un'altra sigaretta... Le ore passano e io mi domando perché non vieni a sederti con me. Avrai le
tue ragioni... o stai aspettando il momento giusto...
Io continuo ad aspettarti... se vieni, potrai occupare il tuo posto vuoto...
E tornando a quello che stavo dicendo, su cosa mi piacerebbe lasciare come orme del mio passaggio
sulla terra: vorrei fosse un sentimento, un nuovo modo di vivere o per lo meno un'intenzione... Vorrei
che fosse un messaggio che dica alla gente che anche loro sono atemporali, immortali, e che non è
corretto aggrapparsi a carcasse vuote se alla fine saremo obbligati ad abbandonarle...
Vorrei che fosse un’idea che spieghi che tutto cambia col passare dei secoli: i costumi e i bisogni; ma il
cammino continua e non bisogna confondersi, né arrendersi, né abbandonarsi... Vorrei che fosse la tua