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JUVETORO n. 18 Juventus Fiorentina bassa OK .pdf



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amc_juvetoro@yahoo.com
GIORNALE DEDICATO AI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno x - N. 18 - 20 APRILE 2019 - SETTIMANALE GRATUITO
Il Punto

Quale Futuro?

L'Analisi

Numeri e Statistiche

Ultimo sforzo per la leggenda
tricolore. Basta un pari per
l'ennesimo titolo

Dopo il tracollo Champions, il
dibattito si infiamma. Una domanda
su tutte: chi sarà l'allenatore?

Il football cavernicolo che l'Europa,
insesorabilmente, boccia. CR7 non
basta per cambiare filosofia

Allegri a caccia del record di 5
scudetti. Montella male contro
la Vecchia Signora

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SCUDOTTO AMARO
JUVENTUS-FIORENTINA | SABATO 20 aprile ORE 18

Ai bianconeri basta un punto per laurearsi Campioni d'Italia per l'ottava
stagione consecutiva. Ma l'eliminazione dalla Champions League brucia
ancora e continua a far discutere...

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Il Punto

Ultimo sforzo per la leggenda tricolore.
In Champions, invece, è un'altra storia...
C

ome il pugile steso al tappeto, così
il cronista si rialza
un poco “suonato” dopo la
grande delusione, che, con
la puntualità dell'ora legale, sentenzia l'uscita della
Juventus dalla Champions
League al primo consistente formarsi della primavera. “Eppure è d'uopo” canterebbe Canio ne I
Pagliacci: uno degli ultimi
sussulti di un agonizzante
campionato sta per vedere
la luce. Manca un punto,
un misero, povero, striminzito punto. Ma tutti
sanno che Martino perse
la cappa, per un punto. Tra
il tutto ed il nulla, un punto è il sottile confine. Sarà
bene sbrigare la pratica in
fretta, dato che il primo
match-ball è stato sprecato

in quel di Ferrara. A Torino arriva la Fiorentina, col
proprio fardello di recriminazioni e di rimpianti.
Non per nulla, Pioli ha visto bene di dare le dimissioni ed a guidare i viola
ora è compito di Montella.
Il campionato dei toscani è
un inno all'eterna incompiutezza del “vorrei ma non
posso”. E facilmente Chiesa
in estate se ne andrà, magari prendendo casa proprio sotto la Mole a strisce.
Avversario storico dunque,
ed occasione unica, nonché
ghiotta di festeggiare lo
“scudotto” mentre lo spicchio ospite sta a guardare. Guai non approfittarne.
La Juve insegue il traguardo di una stagione nata con
gli auspici di una presenza
inaspettata ed incredibile.

Cristiano Ronaldo in bianconero non era una situazione pronosticabile con
facilità, eppure è successo.
Con la conseguenza di una
nuova consapevolezza nella tifoseria, ben prima di
giungere a quelle discutibili ostentazioni di silenzio
in curva. Cristiano Ronaldo è un valore aggiunto,
da pagare con il lento
progressivo annullamento
psicofisico della Joya. Dybala patisce la presenza di
CR7 ed a lungo andare soffre un'involuzione che ha
dell'incredibile. Per contro Marione Mandzukic ne
trae benefici a piene mani
ed il suo score che si alza
in poco tempo, lo testimonia. E' la stagione non solo
di un 33enne fenomeno.
È l'anno della consacra-

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zione di Bentancur (21
anni); dopo seri problemi
di salute, è l'esplosione di
Emre Can (25 anni); della
lunga rincorsa di Cancelo (24 anni); la scoperta
pirotecnica di Kean (19
anni); la faticosa realizzazione di Rugani (24 anni);
di Spinazzola (26 anni) finalmente disponibile. Se
c'era bisogno di seminare
speranze per raccogliere
certezze, la stagione ha

avuto il suo grande successo. Qualcosa però suggerisce che non sarà un'annata
che andrà in archivio in
maniera trionfale. Luci ed
ombre si addenseranno
sui ricordi, non c'è dubbio.
Nonostante un distacco
che sfiora l'imbarazzante,
la Juventus rischia di sentirsi accusare di giocare
in un campionato troppo
squilibrato. Le rivali però
dove si sono nascoste? La
Fiorentina è il “cliente” migliore possibile. Potrebbe
infatti dimostrare un sussulto di orgoglio, provando
a vincere e così facendo,
prestando il fianco alle folate juventine. Viceversa,
se in svantaggio, potrebbe
perdere poco per volta la
forza mentale per raggiungere un risultato positivo
che non arriva. Alla Juve
interessa il controllo per
raggiungere la meta, alla
Viola un pari non darebbe
fastidio nella sua classifica
anonima e priva di obbiettivi. A proposito, i gigliati
sono il classico esempio di
quanto sia fuori del tempo un torneo a 20 squadre, ma questo è un altro

film. Il dominio bianconero è stato schiacciante, ma
manca una piccola insignificante quisquilia. Un punto. E sei partite al “rompete
le righe”, visto che non si è
stati in grado di acchiapparne altre tre in Europa.
In casa nostra si va a raccogliere l'ultimo mattoncino per la leggenda, ad un
record di scudetti consecutivi che avrà il suo giusto
spolvero solo tra qualche
anno, quando ci si renderà
finalmente conto di quale
epopea sia stata. Otto scudetti, uno di fila all'altro,
mai nessuno prima e chissà quando ancora! Manca
un punto, un misero punticino e sarà bene strapparlo
subito all'Allianz Stadium,
prima che tocchi andarlo
a reperire in casa nerazzurra. Anzi, no. Sarebbe
perfino sublime. Chi ha
tempo non aspetti tempo
e poi sabato alle 20 circa,
è un buon orario per le feste, ovviamente contenute,
secondo lo stile sabaudo
e l'uscita ai quarti dalla
Champions.
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Quale Futuro?

Allegri, proprio vero che il calcio 'È molto semplice'...
N

el giorno del probabile ottavo scudetto
consecutivo occorre
fare una riflessione sul futuro. Inutile girarci intorno
e cancellare la disfatta europea andata in scena in
settimana. Troppo grave è
la ferita, ancora aperta, di
un martedì sera versione
horror. La band allegriana
è stata umiliata in mondovisione, tra le mura amiche
dello Stadium, da una squadra di 'ragazzini terribili'
tesserati da una società cosiddetta 'venditrice' (parole
del Presidente Agnelli). Una
società, quella olandese, che
fattura un'inezia rispetto al
sodalizio torinese. Ragazzi
che hanno però una visione
precisa del calcio, agli ordini di un allenatore che insegna schemi e fasi di gioco.
Così i virgulti sanno sempre
come muoversi e dove farsi trovare dai compagni. E
danno la netta impressione

di divertirsi. Tutto il contrario, cioè, della compagine
messa in piedi da Allegri, il
quale, con la pubblicazione
della sua ultima fatica letteraria (?) ci ha insegnato che
il calcio 'È molto semplice'.
Forse talmente semplice,
verrebbe da pensare, che
non c'è bisogno neanche di
un allenatore per vincere...
Andiamo avanti: 4-sconfitte-4 (e un pareggio) su
10 gare giocate in Champions. Un ruolino di marcia avvilente per una delle
pretendenti al titolo, nella
stagione in cui è stato consegnato in dono, a Madama,
il Re portoghese specialista
in conquiste continentali.
Contro l'Ajax, invece, una
Caporetto: gioco, condizione fisica, entusiasmo, coraggio. Altro che 'fino alla
fine'. Neanche lo spavento
contro l'Atletico Madrid (ricordate la sciagurata gara
di andata?) è servito a qual-

cosa. L'alibi degli infortuni?
Ridicolo. Anche Ten Hag ha
avuto il suo daffare tra infermeria e squalifiche ma
nessuno si è accorto delle
assenze e l'Ajax, tra le due

partite contro la Juve, ha
anche disputato una gara
di Eredivisie schierando la
formazione titolare... E dire
che i 'lancieri' provenivano
dai turni preliminari (2) di

Champions, manifestazione
che per loro è iniziata il 25
luglio... E il numero degli
ospitati in infermeria, tra
l'altro, al netto dei traumi
da gioco, non dipende anche dallo staff del condottiero livornese? Chi, se non
lui e i suoi fidi collaboratori
sono responsabili delle condizioni fisiche della squadra? E quanti tiri in porta
ha fatto la Juve tra andata
e ritorno? Quante partite
ha giocato in questa stagione in maniera decente,
a prescindere dai risultati
conseguiti contro la derelitta concorrenza italica?
La dirigenza vaglierà il da
farsi. Le parole pronunciate post-gara in conferenza
stampa, martedi sera, valgono relativamente. Davvero la Juve vuole affidarsi
ancora al vate toscano, che
dalla sua parte ha ancora
un solo anno di contratto
e si è ormai attirato le ire

funeste dei tifosi? Forse,
perso Zidane, non ci sono
alternative valide? Il finale
è riservato proprio ai tifosi.
Anche contro i 'lancieri' lo
Stadium non è parso una
bolgia. Tante le 'pause di
riflessione' che la curva si
è concessa nei 90 minuti.
Lo 'sciopero del tifo' ormai
è consuetudine e il resto
dell'impianto si arrabatta
come può, cioè poco e male
(specie se non si vince). Nel
futuro cosa ci dobbiamo
aspettare? Un Teatro Regio
permanente in cui assistere
allo spettacolo (?) tra cola
e pop-corn? Magari con
biglietti riservati solo ai
benestanti che sventolano
bandierine-chic con il logo
post-moderno della 'J' in
versione 'geroglifico'? Senza anima, storia e passione.
Ma nel frattempo buon 8°
scudetto a tutti...
Andrea Montanari

REDAZIONALE

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L'Analisi

Il football cavernicolo che l'Europa, inesorabilmente, boccia
L

a delusione conseguente alla bruciante e meritatissima,
ancorché, a disastro certificato, affatto inopinata
estrusione dalla competizione più ambita, ricca
e difficile, è il sentimento
onnipervasivo che obnubila e quasi azzera la già piccola soddisfazione di aver
maramaldeggiato, ancora
una volta, nel carosello
delle contrade e conquistato un premio virtualmente
assegnato per manifesta
superiorità ancor prima
che il pallone iniziasse a
rotolare. La caratura di
una vittoria si misura sul
valore degli avversari superati, quindi, con tutta la
simpatia per le festicciole
di paese, si stappi pure un
chinotto, e finisca lì, che al
giorno d'oggi le celebrazioni calcistiche riguardano
trionfi per cui, davvero,
"C'è da fare i complimenti
ai ragazzi". Il torneo pe-

ninsulare sta alla Uefa
Champions League come i
"Giochi senza Frontiere" di
antica memoria alle Olimpiadi, quelle vere, e la dimostrazione pratica è data
dalla sistematica puntualità con cui la più forte squadra italiana viene presa a
pallonate quando l'asticella si alza. La batosta, fortunatamente bugiarda nel
riscontro numerico, è amarissima perché i suoi tratti
attengono più alla cultura sportiva che all'abilità
tecnica e alla prestanza
fisica. La zebra smacchiata dall'Ajax Amsterdam
si è presentata all'appuntamento più importante
della sua stagione, sfinita,
atleticamente e mentalmente e, con l'eccezione di
pochissime individualità,
completamente vuota e disarmata quanto a contenuti da contrapporre a una
squadra vera, con un allenatore vero, organizzata e

in forma smagliante che,
pur senza un centravanti
di ruolo, ha fatto strame
con disinvoltura della raccolta di figurine malamen-

te sparpagliate sul campo
dal portatore insano di
una mentalità europea solo
supposta
semplicemente
giocando a calcio, facendo
viaggiare la palla anziché
rincorrerla. L'illusione che
l'effetto CR7 debellasse la
perniciosa infezione "Allegrumena" si è purtroppo
svelata effimera, consumata tutta nell'unica grande
partita disputata da Madama dal 1° gennaio alla
data odierna, a conferma
di una regola rigidamente
improntata alla disputa di
gare penose e sovente vergognose, alla stretta osservanza di principi votati ad
un football da cavernicoli
che l'Europa inesorabilmente boccia. Immaginatevi Allegri sulla panchina
ajacide: a parte l'imbarazzo di chi schierare, dato
che la maggior parte dei
tulipani è in età da "tutela"; entro sei mesi faticherebbero a battere, con tutto

il rispetto, la Spal. Acclarata, e non da martedì sera,
l'inadeguatezza del Leader minimo e del suo staff,
vanno altresì sottolineate
le responsabilità della Società; nessuno vuole disconoscere i meriti del pronto
riposizionamento al piano
più alto del condominio,
ma la politica mercantile
degli ultimi anni perplime, e non poco, così come
sarebbe intellettualmente
corretto, da parte degli addetti alla comunicazione,
astenersi dall'incensare oltre misura giocatori che a
cancello (due "elle") aperto
ostentano limiti sorprendenti per molti, ma non per
tutti... C'è comunque qualcosa di peggio dell'esser
presi a calci come imbucati
qualunque a un ricevimento: confermare chi ha storicamente, sfrontatamente,
villanamente comprovato
la propria natura perdente
a certi livelli e, se ciò ac-

cadrà, si paleserà in totale
chiarezza la volontà societaria (presidenziale?) di
accontentarsi del minimo
sindacale da monetizzare
con efferata spietatezza a
spese dei clienti di bocca
buona. Poiché il sonno della
ragione non può produrre
mostri in eterno, è auspicabile che ciò non si verifichi. La stagione è finita,
purtroppo non si va in pace
e qualora accadesse quanto paventato, diventerebbe
pure pleonastico pensare
che la prossima sarà quella
buona; non per chi si sentirà pienamente realizzato
dopo una vittoria per 1-0,
soffrendo le pene dell'inferno, tra le mura amiche,
contro Lecce e Brescia, e
scaglierà anatemi verso
quanti vorrebbero vedere
un gioco, divertirsi, senza
necessariamente dover andare al Circo o ad Amsterdam... Augh!
Ezio Maletto

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Per i bianconeri gara n° 150, in campionato, allo Stadium
Contro i viola vinte le ultime 7 partite. Allegri a caccia del record. Montella male contro la Juve



L

a Juventus nel suo
Stadio è riuscita
a collezionare 126
vittorie in 149 sfide giocate in serie A, 18 pareggi
e appena 5 sconfitte in 7
anni (con Inter, Sampdoria, Udinese, Lazio e Napoli). Con un en-plein nel
2013/2014 di 19 vittorie in
19 gare interne che sono
un record assoluto in A. La
Roma (squadra che è finita
5 volte sul podio, seconda
o terza negli ultimi 7 anni)
e il Milan a Torino hanno
sempre perso, “un cappotto” di 8 sconfitte in 8 match
allo Stadium in campionato, ma anche l'Atalanta e
Fiorentina hanno subito
7 sconfitte in 7 esibizioni sotto la Mole. Solo una
squadra è uscita indenne
da questo Stadio, ma giocandoci una sola volta: il
Lecce, il 2 maggio 2012,
con un 1-1 “regalato” da
Buffon a Bertolacci al 84'.
Una curiosità: il Frosinone
conquisto' proprio in que-

sto Stadio il suo primo punto in serie A il 23 settembre
2015 con una zuccata di
Blanchard al '92 per un altro pareggio per 1-1. L'unico paragone possibile nella
storia della Serie A è con il
Grande Torino, imbattuto
in casa per 88 partite (78
vittorie e 10 pareggi) fra il
1943 e il 1949, tenendo una
media di 2,77 punti, premiando sempre la vittoria
con i 3 punti per uniformità di applicazione, contro
i 2,657 della Juventus. La
prima sfida fra Juve e Fiorentina, in serie A nel Girone Unico è stata a Torino
e risale al 12/6/1932. Fini’
2-2 con i bianconeri sempre impegnati a insegure. I
gol furono di Petrone (F) al
3', Orsi (J) al 21' (rig.), Galluzzi (F) al 23' e Varglien II
(J) al 54'. 179 sono le sfide
ufficiali fra le due squadre,
prendendo in considerazione i Campionati e le Coppe:
il bilancio è favorevole alla
Juventus con 84 vittorie,
56 i pareggi e 39 vittorie
dei gigliati.
JUVE 7 VITTORIE
CONSECUTIVE SU 7
25/10/11
Juve-Fiorentina
2-1
(Bonucci, Jovetic, Matri)
09/02/13
Juve-Fiorentina
(Vucinic, Matri)
09/03/14
Juve-Fiorentina
(Asamoah)

2-0

1-0

29/04/15
Juve-Fiorentina
3-2
(Rodriguez r., Llorente,
Tevez 2, Ilicic)
13/12/15
Juve-Fiorentina
(Ilicic r., Cuadrado,
Mandzukic, Dybala)
20/08/16
Juve-Fiorentina
(Khedira, Kalinic, Higuain)
20/09/17
Juve-Fiorentina
(Mandzukic)

3-1

2-1

1-0

6 le “vittorie corsare” della Fiorentina a Torino,
l’ultima il 3-2 del 2 marzo 2008.
20 i pareggi delle sfide, gli
ultimi 2 per 1-1.
1 i l giocatore a segno con
entrambe le maglie.
L’impresa è riuscita a
Roberto Baggio per i
viola il 15/08/1988, vittoria dei gigliati a Torino e il 25/04/1993 con
la maglia della Juve e
vittoria bianconera 3-0,
suo il gol del definitivo
3-0 al 90' su rigore.
7 i gol di Boniperti e Hansen, i bomber delle sfide, precedono Borel II e
Del Piero a 6. Il bomber
viola è Virgili con 3 segnature.
ALLEGRI, CACCIA AL
RECORD DI 5 SCUDETTI
CONSECUTIVI


SFIDA N° 80 A TORINO
53 l e vittorie della Juve,
la più vistosa l’8-0 del
22/2/1953 (doppiette di
Boniperti, Hansen e Carapellese e una segnatura di Vivolo e Praest);
con il 9-1 di Juve-Inter
del 10/6/61 sono le vittorie più vistose della
Juve in A del Girone
Unico.

22 i precedenti ufficiali di
mister Allegri contro
la Fiorentina con un
bilancio di 11 vittorie
(le ultime 3 consecutive) contro 7 sconfitte
(l'ultima il 15/1/17 in
Fiorentina-Juve 2-1) e
4 pareggi (l'ultima “ics”
nella prima sfida fra
la Juve di Allegri e la
Fiorentina, lo 0-0 datato 5/12/14). Da mister
della Juve: 8 vittorie, 1
pareggio, 2 sconfitte;
da mister del Milan: 2
vittorie, 2 pareggi, 3
sconfitte; da mister del

Cagliari: 1 vittoria, 1
pareggio, 2 sconfitte.
4 A llegri ha vinto gli ultimi 4 Scudetti consecutivi, record eguagliato
nella storia del calcio
italiano. Un solo precedente con Carlo CARCANO negli anni '30,
sempre alla guida della
Juve.
13 i precedenti tra i 2 mister, Allegri ha 'doppiato' Montella 6-3 come
vittorie, 4 i pareggi.
MONTELLA SOLO 4
SUCCESSI CONTRO JUVE



1 i l trofeo vinto da allenatore da Montella: la
Supercoppa
Italiana
2016 contro la Juve (ai
rigori).
20 i precedenti ufficiali
contro la Juve fra Campionato e Coppe.
12 le sconfitte di “Areoplanino” in panchina contro la Juve, le ultime 3
consecutive: 25/01/2017
Juve-Milan 2-1 (Coppa
Italia); 10/03/2017 JuveMilan 2-1; 28/10/2017
Milan-Juve
0-2.
Le
sconfitte più vistose: il
14 maggio 2016 in Juve-Sampdoria 5-0 e il
07/04/2015 (Semifinali
Coppa Italia) in Fiorentina-Juve 0-3.
4 le vittorie di Montella contro i Bianconeri:
l'incredibile ribaltone
del 20 ottobre 2013,
dallo svantaggio per 0-2

alla vittoria finale 4-2
in 14 minuti. La vittoria
allo Stadium in Coppa
Italia 2-1 il 5/3/15, il
22/10/16 in Campionato
in Milan-Juve 1-0 (Locatelli) e infine l'exploit
del 23/12/16 nella Supercoppa Italiana, successo del Milan contro i
Bianconeri alla lotteria
dei rigori. Completano lo score 4 pareggi,
l'ultimo il 5/12/2014 in
Fiorentina-Juve 0-0.
17 le sfide ufficiali in panchina contro Allegri fra
Campionato e Coppe e
il bilancio per l'attuale
mister Gigliato non è
positivo: 5 successi contro 8, 4 i pareggi.

1. Max Allegri
2. Giampiero Boniperti
3. Vincenzo Montella

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Accadde il...

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12 febbraio 1967 di Ermanno Vittorio

Che poker nell'anno del mitico scudetto n° 13
Juventus-Fiorentina 4-1
JUVENTUS
Anzolin, Gori, Leoncini,
Bercellino I, Castano, Sarti,
Zigoni, Del Sol, De Paoli,
Cinesinho, Menichelli. 12°
Colombo.
All.: Herrera Heriberto
FIORENTINA
Boranga (55° Albertosi),
Diomedi, Vitali, Bertini,
Ferrante, Pirovano, Hamrin,
Merlo, Brugnera, De Sisti,
Chiarugi.
All.: Chiappella Giuseppe
Marcatori:
7° Del Sol, 35° Menichelli,
54° De Paoli, 81° Bertini,
90° Menichelli

L

a Juventus del “Movimiento” voluta dal suo
allenatore, il paraguayano Heriberto Herrera è
lanciata all’inseguimento


dell’Inter capolista che è in
vetta alla classifica con 30
punti, seguono i bianconeri
con 28. Ricordiamo che l’
Inter era all’epoca certamente uno dei club più forti ed organizzati a livello
mondiale assieme al Real
Madrid. I neroazzurri campioni d’ Italia in carica avevano conquistato nel '64 e
'65 due Coppe Campioni e


due titoli Intercontinentali.
Nonostante la netta supremazia, la Juve non molla
e continua l’inseguimento
che poi alla fine del torneo
si rivelerà vittorioso. Partita molto attesa al Comunale
dove sono presenti 46.000
spettatori, anche perché si
attende una forte e giovane
Fiorentina ma soprattutto
per verificare se la Juve
può continuare ad inseguire un sogno: lo scudetto! La
squadra di Heriberto Herrera si presenta con una
solida difesa ed un centrocampo impostato sulla
corsa del “Postino” Del Sol
e sulle geometrie del brasiliano Cinesinho ma è in
attacco che Heriberto stupisce tutti inserendo Zigoni
sulla fascia destra, in pratica sono tre le punte, oltre
a Zigoni, De Paoli in mezzo e l’ala Menichelli sulla
sinistra. La Juve d’attacco
viene premiata subito ad
inizio partita, il viola Vitali
salva in angolo su Zigoni,
calcia l’angolo Cinesinho
ed è lo stesso Zigoni a girare di testa verso l’angolo incustodito dal portiere
Boranga, sembra goal ma
sulla linea di porta con un
braccio evita la marcatura
Bertini. Rigore indiscutibile che calcia De Paoli, Boranga devia il pallone che si

alza a candela, il più svelto
di tutti è Del Sol che di testa ribatte in goal. La Juve
è padrona del campo, geometrie perfette ed occasioni da rete arrivano a iosa
e si concretizzano al 35°:
perfetta apertura di Del
Sol che lancia sulla sinistra
Menichelli, l’ala si libera
del suo marcatore, rientra
verso l’interno e calcia con
forza battendo Boranga.
Grandi applausi degli spettatori per i goal ma soprat-


tutto il gioco spumeggiante
della Juve. Nella ripresa la
squadra bianconera può
controllare la partita agendo di rimessa ed è proprio
in contropiede che centra
la terza segnatura. Azione
orchestrata da Zigoni che
serve l’accorrente Leoncini che di prima smista al

centravanti De Paoli che
insacca sull’uscita dell’incolpevole Boranga. Il portiere si infortuna proprio
in questa azione e forse
anche avvilito dall’andamento della partita chiede la sostituzione facendo
posto all’esperto Albertosi
che recupera così il posto
da titolare dopo un infortunio alla mano. La partita
di fatto è chiusa, negli ultimi dieci minuti si rianima
grazie alla marcatura del
viola Bertini ed al 90° la
Juve cala il poker ancora
con Menichelli che lanciato da Cinesinho s’invola
verso la porta di Albertosi
battendolo con un preciso e forte rasoterra. Per
“Menico” una partita da
ricordare: oltre alle due
segnature, raggiunge la
sua personale 100.a presenza in campionato con
la Juve. Poco dopo l’arbitro
Pieroni fischia la fine, per
i gigliati è quasi la fine di
un incubo, se fossero stati goal almeno metà delle
azioni bianconere si sarebbe commentato una partita
con risultato tennistico. La
squadra bianconera non
mollerà
l’inseguimento
alla capolista Inter centrando il sorpasso proprio
sul filo di lana dell’ultima
giornata dove la squadra
bianconera s’imporrà al
Comunale sulla Lazio (2-1)
mentre la capolista Inter
perderà a Mantova (1-0)
Sorpasso bianconero 49 a
48 che significa scudetto
n° 13. Per l’Inter sarà una
annata
incredibilmente
sofferta: dal 25 Maggio al
7 Giugno, in soli 13 giorni,
perderà prima la finale di


Coppa Campioni disputata
a Lisbona contro gli scozzesi del Celtic (2-1) poi lo
scudetto vola verso Torino
e per chiudere il 7 Giugno
viene eliminata dalla coppa Italia perdendo in semifinale con il Padova (3-2)
che all’epoca era in Serie
B. Un “Triplete“ all’inverso,
cose che capitano... La Juve

La rosa della Juve 1966/67
Heriberto Herrera
Catella Vittore
Anzolin Roberto
Bercellino I° Giancarlo
Caocci Renato
Castano Ernesto
Colombo Angelo
Coramini Alberto
Del Sol Luis
De Paoli Virginio
Favalli Erminio
Gori Adolfo
Leoncini Gianfranco
Menichelli Giampaolo
Sacco Giovanni
Salvadore Sandro
Sarti Benito
Cinesinho Sidney Cunha



Stacchini Gino
Zigoni Gianfranco

così chiude il campionato
da campione d’Italia con
uno scudetto che mancava
dal 1961, per la Fiorentina
un ottimo 5° posto in classifica viatico per lo scudetto che arriverà a Firenze
due anni dopo, nell’indimenticabile, per i gigliati,
stagione 1968/69.

Rinero Elio
Maggioni Antonio

1. Il gol di De Paoli
2. Il gol di De Sol
3. Luis De Sol
4. Il numero speciale
di Hurrà Juventus del 1967
5. Menichelli

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Storia / Aprile Juve

di Ermanno Vittorio

Platini, Zico, Vignola e Nenè: ricordi indelebili...


15 aprile 1923
Amichevole internazionale
al campo di corso Marsiglia,
la Juventus affronta i francesi dello Strasburgo, partita combattuta con vittoria
di misura dei bianconeri
(2-1), entrambe le reti sono
opera della mezzala Blando. La Juve scese in campo
con la seguente formazione:
Combi, Novo, Bruna, Mazza
I, Monticone, Bigatto, Ansermino, Grabbi, Giroidi,
Blando, Gallo.
16 aprile 1984
Indimenticabile partita al
Comunale tra Juve e Udinese, i bianconeri friulani
chiudono il primo tempo in
vantaggio 2-1 con i gol di
Mauro e Zico, mentre Paolo Rossi aveva portato in
vantaggio la Juventus. Nel
secondo tempo l’ingresso
di Vignola cambia radicalmente la partita, l’estroso
“Beniamino” sigla due reti
splendide, dando così alla
Juve i due punti e la quasi aritmetica certezza dello
scudetto n° 21.

za San Carlo 206 alla Galleria San Federico 54, nei
locali lasciati liberi da una
Società di Assicurazioni. La
nuova sede sarà divisa in
tre parti. Una ospiterà la
segreteria con uffici di Presidenza e dei tecnici, l’altra
il Circolo dei Soci con le sale
bar e giochi, la terza sarà
adibita a sede del mensile
ufficiale della squadra.

presenta il Milan e dopo
solo 15 minuti i bianconeri
conducono per 3-0 grazie ai
gol di Ferrari (2) e Borel II;
nella ripresa poker ad opera di Sernagiotto, che fissa
il risultato sul 4-0. Grazie a
questo successo la Juventus
prende la testa della classifica: 45 punti contro i 44
dell’Ambrosiana, bloccata
in casa dalla Roma.



19 aprile 1957
Si definisce a Leeds il trasferimento di John Charles
alla Juve, il presidente Umberto Agnelli conclude personalmente il contratto con
il club inglese per una cifra
intorno alle 55.000 sterline.
La Juve anticipa l’interesse che Inter e Real Madrid
avevano su Charles: emissari di queste due società
erano presenti a Leeds, per
cercare di convincere il sodalizio inglese al trasferimento del fuoriclasse presso i loro club.

23 aprile 1950
Turno di campionato casalingo per la Juve che si
trova di fronte il Padova;
la squadra bianconera perfettamente equilibrata in
tutti i reparti non ha problemi, due gol per tempo
con J. Hansen, Boniperti
(2) e Muccinelli che firmano la sonante vittoria. Fatto
curioso ad inizio secondo
tempo, le squadre iniziano
il gioco e ci si accorge che i
bianconeri sono in 10: è rimasto negli spogliatoi Muccinelli che colto da una crisi
di tosse scenderà in campo
dopo alcuni minuti.

27 aprile 1986
La Juve affronta fuori
casa il Lecce già retrocesso nell’ultima giornata di
campionato: vincendo, lo
Scudetto n° 22 sarebbe
aritmetico. Gara a tratti
nervosa, che vede i bianconeri imporsi 3-2 con le
marcature di Mauro, Cabrini e Serena. Dopo un girone
d’andata disputato a ritmi
di record, nel ritorno la
squadra aveva subito la rimonta della Roma. Un’ altalena di emozioni che rende
ancora più intensa la gioia
per il 22° scudetto vinto con
due punti sulla Roma 43 a
41. Miglior attacco giallorosso con 51 gol contro 43

20 aprile 1986
La Roma di Eriksson, che
era riuscita ad agganciare la Juventus in vetta alla
classifica dopo aver rimontato otto punti di distacco,
si fa battere all’Olimpico
dal già retrocesso Lecce (23) perdendo così, di fatto, le
speranze di aggiudicarsi lo
scudetto, che invece andrà
ai bianconeri, vincitori al
Comunale sul Milan (1-0)
con gol di Laudrup. La Juve
si ritrova così solitaria in


17 aprile 1932
Vittoria interna 4-2 sulla
Triestina e con questi due
punti la Juventus supera in testa alla classifica il
Bologna sconfitto a Milano
dall’Ambrosiana: è sorpasso dopo 25 turni. La Juve
non mollerà più il comando della classifica, aggiudicandosi così il suo secondo
scudetto consecutivo del
famoso “Quinquennio”. I
goleador della giornata del
sorpasso sono Cesarini (2),
Ferrari e Varglien I.
18 aprile 1965
La Juventus annuncia che
a breve cambierà sede, si
sposterà di poco, da Piaz-

testa alla classifica e festeggerà lo scudetto n° 22 sette
giorni dopo battendo in Puglia proprio il Lecce (3-2).
21 aprile 1938
In gara unica per le semifinali di Coppa Italia, la Juventus batte a Torino l’Ambrosiana-Inter (2-0) con gol
di Tomasi e Foni su rigore
a pochi minuti dal termine.
La squadra bianconera affronterà in finale con partite d’andata e ritorno il Torino, aggiudicandosi poi la
Coppa.
22 aprile 1934
La Juve del “Quinquennio”
non conosce ostacoli: 30ª
giornata, al Comunale si

24 aprile 1983
Vittoria esterna della Juve
(2-1) a Catanzaro. Dopo
il vantaggio dei calabresi
(con il futuro juventino De
Agostini) viene fuori alla
grande la classe di Platini
che prima pareggia su rigore poi sigla la rete della
vittoria con uno spettacolare diagonale. Per Platini si
tratta del 22° gol dall’inizio della stagione, 13 gol
in campionato, 5 in Coppa
campioni e 4 in Coppa Italia. Esordio nella Juve ed in
Serie A per Giovanni Koetting che sostituisce Galderisi all’85’.
25 aprile 1961
Esordio in nazionale per
“l’oriundo” Omar Sivori,
la partita è l’amichevole
Italia-Irlanda disputata a
Bologna. Vittoria azzurra
3-2 con gol tutti bianconeri,
doppietta di Stacchini e rete
decisiva di Sivori. Oltre ai
due marcatori gli altri bianconeri in campo sono Mora
e Nicolè che per la prima e
unica volta indossa la fascia
di capitano degli azzurri.
26 aprile 1964
La Juventus strapazza il
Lanerossi Vicenza (4-1) a
Torino dopo un primo tempo chiuso a reti inviolate;
nella ripresa i bianconeri
dilagano grazie ai gol di
Menichelli (2) e Nené (2
di cui 1 su rigore). Grande
prova del brasiliano Nené
che è definito dal giornalista Renato Morino su Tuttosport come un autentico
“marziano”.

della Juve. Difesa bunker
per la Juve con 17 gol subiti
contro 27 dei capitolini.
28 aprile 1946
Prima giornata del Girone finale del Campionato
1945/46, la Juve affronta
al Comunale il Bari, la giornata è piovosa, gli spettatori sono circa 10.000 per
un incasso di 800.000 lire.
Dopo 10 minuti i bianconeri
conducono 3-0. La partita
si chiuderà 6-1 grazie alle
marcature di Locatelli, Borel II, Sentimenti III, Piola
(2), Coscia. Oltre alle 6 reti
la Juve coglie anche 3 pali
con Parola, Spadavecchia e
Piola.
29 aprile 1920
Il totale dei soci alla Juventus cresce mese dopo mese,
al 31 Marzo i soci erano
1.500, dopo solo un mese se
ne contano 1.581, così suddivisi: Promotori 145, Effettivi 880, Boys 346, Dame
Patronesse 210
30 aprile 1982
Un Cessna 310, piccolo ae-



reo da turismo, porta Michel Platini e il suo procuratore Bernard Genestar
a Caselle, da qui alla sede
della Sisport, dove dopo
poche ore avverrà la firma
che trasferirà, di fatto, Platini dal Saint Etienne alla
Juventus per la somma di
260 milioni di lire.

1. Zico con la maglia
dell'Udinese
2. Platini e Falcao
3. Nenè
4. Il gol di Vignola
nel 1984 contro l'Udinese

REDAZIONALE

In questo periodo, complice la primavera, il nostro fisico e la nostra mente hanno
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riportate su questo inserto
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in quanto trattasi di ristampa
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ControCorrente

Caro Cristiano, ti scrivo…
…perché so come ti senti,
anche tua mamma ha confermato che non l’hai presa
bene l’uscita dalla Champions. Hai ragione, non fai
miracoli. O almeno non
sempre. Ci hanno umiliati.
Non è che abbiamo solamente perso, perché quello
può capitare, è già capitato,
a chiunque. Perdere sta nel

contratto di 'scelta di vita'
che si firma quando si decide di praticare sport agonistico, a qualunque livello.
E anche a te è capitato di
perdere. Ma questa volta il
punto vero è: una squadra
di ragazzini ci ha umiliati. A
te forse non tanto, visto che
hai fatto il tuo sia all’andata che al ritorno, ma di
riflesso sei stato umiliato
un po’ anche tu, perché in-

dossi la nostra 'magliacca'
(è la maglia tutta bianca
con una grossa acca nera
sul davanti, ossia la prima
maglia bruttarella della
Juve 2018-19). Del resto,
caro Cri, va anche detto che
sei abituato troppo bene:
questa è la prima volta in 9
anni che non vai in semifinale di CL. Ora, se permetti,
ti spiego due o tre cose, visto che sei nuovo dell’ambiente. Sai, con un logo
brutto come il nostro, serviva decisamente un nome
grosso per vendere meglio i
prodotti ufficiali del club. E
la società ha avuto ragione,
perché il numero delle maglie vendute col tuo nome
sulla schiena pare sconvolgente. Questo è il vero prin-

cipale motivo per cui sei
arrivato. Tutti conoscono
il tuo valore, sia chiaro, e
tutti si aspettavano grandi
cose da te, ma più che altro è un fatto di approccio
e di mentalità. Devi sapere
che Agnelli fa l'imprenditore, non il tifoso. Egli vuole
continuare a costruire un
club sempre più grande dal

punto di vista economico
e strutturale. Un’azienda
sempre più forte. In fondo,
lo sappiamo tutti, qualche
trofeo (da non festeggiare
coi tifosi in piazza, mi raccomando) lo continuerà
ad alzare periodicamente,
con una certa costanza, e
gli basta che la Juve stia
lassù tra le grandi. Poi se
ogni tanto si riesce ad alzare qualcosa di grosso

tanto meglio, ma per lui
non è una priorità. Capisci
cosa intendo Cri? Questa
società, a torto o a ragione,
preferisce il certo all'incerto. In pratica Agnelli è una
sorta di Allegri dirigenziale. Per questo i due stanno
bene insieme. Tutti a Torino, nella Torino bene diciamo, vogliono bene al buon
Max. Occhi indiscreti della
nostra redazione hanno potuto vedere come Paratici
consolava Allegri nel dopo
gara, in ascensore, rassicurandolo sulla situazione
generale. Ed è giusto, perché si tratta di un grande
gestore di risorse umane,
molto ubbidiente, che se gli
dai una rosa decente fa la
sua parte e qualcosa porta

a casa. Sì, ok, sul gioco proprio non si può vedere…
Cri, tu hai un’altra mentalità, lo so bene. Invece di
spaccare le ossa alla Spal
e poi all’Ajax, in sequenza,
noi abbiamo paura delle distrazioni della vittoria di un
trofeo, che potrebbero inficiare la prestazione nell’altra competizione. Perdonaci, noi siamo fatti così.
Pensiamo più in piccolo di
te. Detto questo, che ti piaccia o meno, le cose stanno
in questi termini: Allegri ha
detto che resta e Agnelli ha
confermato. Dunque, non ti
arrabbiare e prendine atto,
con serenità. Però Cri, sentiti libero di andare dove
vuoi, quando vuoi, con chi
vuoi; questi sono i tuoi ultimi anni di carriera e ci
sta voler fare ancora grandi cose. Io al posto tuo, per
quello che può valere la
mia inutile opinione, alzerei i tacchi. Non sei il primo
giocatore bravo a trovarsi
in questa situazione riflessiva-esistenziale
(citofonare Dani Alves e Carlitos
Tevez ore pasti, tanto per
citare solo due mattacchioni a caso). Non pensare ai
soldi, che ne hai già tanti, a
camionate, e comunque di
certo se trovi un altro club
non ti metteranno mica a
stecchetto eh... Che ne sarà
di noi? Non preoccuparti,
noi magari ci riprendiamo
Gonzalo, che ne so, magari
avanziamo di nuovo Dybala (sempre se non ci saluta
anche lui), insomma, cediamo qualcuno e facciamo
entrare qualcun altro, e
comunque vada andiamo
a prenderci il 9° scudetto consecutivo. Sappiamo
fare quello, molto bene, da
sempre, è la nostra storia lo
scudetto, ce l'abbiamo persino nel nuovo logo (brutto
quanto la maglia). La CL
non è cosa. Prima di tutto
per mentalità abituale, e
non tanto per il valore reale dei giocatori che di anno
in anno ci provano, o per
le singole partite che hanno anche a che fare anche
con la fortuna e la casualità. Tranquillo, senza di te
noi sopravviveremo. Tu va
pure dove potrai continuare a fare la storia del calcio
mondiale. Fidati di me, noi
ci consoleremo con gianduiotti e moscato. Ci siam già
passati altre volte, la vita
continua. Che altro dirti:
grazie di tutto, infinitamente grazie di essere stato con
noi. È stato un grandissimo
onore. Ciao CR7, tante belle
cose e Buona Pasqua. Un
amico
Antonio Catapano

Calcio Femminile

Anche per le 'Women', sabato,
potrebbe arrivare lo scudetto!
sere comunque roseo dato che la Juventus Women
ha in mano il suo destino sia in campionato sia in
Coppa Italia, dove eliminando il Milan in semifinale, mercoledì scorso, si è guadagnata l'accesso per
l'atto conclusivo in cui affronterà la Fiorentina sul
neutro di Parma. Ma prima c'è da pensare all'Hellas
Verona perché vincendo non si dovrebbe nemmeno tifare per Roma e ChievoVerona Valpo, avversarie di viola e rossonere nell'ultima giornata.
Se la squadra maschile potrebbe festeggiare lo
scudetto sabato alle ore 20, al termine della gara
contro la Fiorentina, alle 12.30 dello stesso giorno
scende in campo anche la Juventus Women di Rita
Guarino nell'ultima giornata della serie A femminile. La formazione bianconera, al suo 2° anno di vita
dopo aver rilevato il titolo sportivo del Cuneo, può
vincere il 2° scudetto consecutivo. A differenza dei
maschi, però, le donne bianconere sentono il fiato
sul collo di Fiorentina e Milan, distanti rispettivamente 1 e 2 punti. Gama e compagne giocheranno
in casa dell'Hellas Verona, formazione che ha ottenuto la matematica salvezza lo scorso sabato vincendo il derby contro il ChievoVerona Valpo grazie
a un gol di Pasini sul finire del primo tempo. Le future avversarie delle bianconere sono una squadra
con età media molto bassa e diversi elementi vestono anche la maglia delle Nazionali giovanili azzurre.
Le scaligere non regaleranno nulla, volendo anche
vendicare il 5-1 subito all'andata. La Juve però non
può fallire l'appuntamento: una mancata vittoria significherebbe non solo la quasi certezza di perdere
lo scudetto ma ci sarebbe il serio rischio di vedere
sfumare anche la qualificazione alla Champions League a cui si qualificano solo le prime due classificate. Proprio la competizione europea, assieme alla
Supercoppa Italiana persa contro la Fiorentina, è il
grande rammarico della stagione: la squadra bianconera non è attrezzata ancora per arrivare fino in
fondo e al momento squadre come Wolfsburg e
Lione sono di un altro livello. Tuttavia il Brøndby,
formazione danese che ha eliminato la squadra torinese ai sedicesimi di finale, è sembrata tutt'altro
che superiore per qualità tecnica alle attuali campionesse d'Italia. Il finale di stagione potrebbe es-

Serie C, Fasella regala il derby
alla Femminile Juventus
Penultima giornata in serie C. Nel girone A, Torino
Cf e Femminile Juventus si sono affrontate la settimana scorsa. Il derby è andato alle bianconere
alleante da Serami. La rete che ha deciso la gara è
arrivata da un calcio d'angolo battuto da Tosetto e
deviato di testa da Fasella (difensore centrale classe
'99, primo gol in carriera in prima squadra). Il risultato è stato blindato poi da due perfette uscite di
Serafino e da un salvataggio sulla linea di Tosetto.
Con questo successo la Femminile Juventus è certa
di chiudere il campionato al 6° posto, esattamente a
metà classifica. Ininfluente sarà l'ultima sfida contro
la Novese, già sicura del 1° posto finale. Il Torino è
invece ottavo a 5 punti dalle bianconere. Vincendo
contro lo Spezia, le granata potrebbero ambire a
scavalcare le Azalee, che tuttavia non sono attese
da un compito difficile: la formazione di Gallarate
sfiderà infatti in casa il già retrocesso Caprera.
Federico Scarso

(Foto in alto Juve-Fiorentina allo Stadium;
in basso la Femminile Juventus di serie C)

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Antonio Catapano, Massimo Fiandrino,
Ezio Maletto, Andrea Montanari,
Paolo Rachetto, Marco Sanfelici,
Federico Scarso, Marco Venditti,
Ermanno Vittorio
Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
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Impaginazione e grafica
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Gianni Castaldo
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Autorizzazione Trib. di Torino n. 30 del 27/11/2015. Tutti i diritti riservati
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CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17.30 DI GIOVEDÌ 18 APRILE 2019

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Spettacoli e Cultura

Presentato il 32° Salone del Libro di Torino
Tema: 'Il gioco del mondo', dal 9 al 13 maggio. Novità per gli spazi e la biglietteria

I

l Salone Internazionale
del Libro di Torino torna dal 9 al 13 maggio
2019 nei Padiglioni 1, 2, 3 e
Oval di Lingotto Fiere. Cinque giorni per raccontare
Il gioco del mondo, ovvero
ibridazioni e identità, felicità e crisi, logiche e irrazionalità, evoluzioni e battute
d'arresto: il contemporaneo
con le sue tensioni, controversie e speranze attraverso la pluralità delle voci e
visioni di scrittori, scienziati, giornalisti, artisti, registi. Un appuntamento in
cui ascoltare e condividere storie diventa non solo
strumento di decodifica del
reale ma anche volontà del
superamento delle barriere
e responsabilità del fare, in
una logica di ripensamento delle relazioni umane.
Il programma della XXXII
edizione è stato presentato
al Teatro Espace martedì 16
aprile alla presenza, tra gli
altri, di Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte, e Chiara Appendino, Sindaca della Città
di Torino.
Novità spazi
e biglietteria
A partire da mercoledì 17
aprile, saranno aperte le
biglietterie sul sito www.
salonelibro.it. Invariati i
prezzi: € 10 il biglietto intero, 8 il ridotto. Il biglietto
per i bambini dai 3 ai 6 anni
è di € 2,50, per i giovani dai
7 ai 26 € 8. Il Salone è aperto giovedì, domenica e lunedì dalle 10 alle 20, venerdì e
sabato dalle 10 alle 21. Tra
le novità, i 2 ingressi alla
fiera. Si potrà entrare da
via Nizza 294 e da via Mattè Trucco 70. A quello storico dal Padiglione 1, quindi,
si aggiungerà il secondo
accesso dall'Oval. Infatti i
13.000 mq dell'Oval ampliano il Salone, che passe-

rà da 51.000 a 63.000 mq
di spazi espositivi, per una
manifestazione più grande, immaginata come una
mappa composita in grado
di restituire la molteplicità
delle case editrici e della
produzione letteraria italiana, alternando piccoli e
grandi editori. 40 le sale
per gli incontri, tra queste la Sala Oro dedicata ai
grandi eventi. Altra novità
del 2019 è il trasferimento
del Bookstock Village nel
Padiglione 2, cuore del Salone, che avrà anche corridoi più ampi, spazi liberi e
di sosta. Aumenteranno infatti le aree di ristorazione
per il pubblico e i servizi. E
ancora, il 2019, è l'anno in
cui nasce, in seno alla manifestazione, il primo Board
di Sostenibilità multi-stakeholder legato a un evento,

per avviare il percorso che
porterà verso un Salone del
Libro sostenibile. L'iniziativa Il Prossimo Passo, voluta da Maurizia Rebola e da
Silvio Viale, e incoraggiata
da Stefania Farina, si inserisce nel quadro dell'Agenda Globale per lo sviluppo
sostenibile approvata dalle
Nazioni Unite nel 2015.
Le 3 inaugurazioni
La sera di mercoledì 8 maggio, ore 20.30, ad aprire la
riflessione del Salone del
Libro sarà l'Intervista impossibile a Leonardo Sciascia, a 30 anni dalla morte
del più scettico scrittore del
Novecento italiano. Ha contraddetto e si è contraddetto, così recita il sottotitolo
dell'evento. La curatela del
testo è affidata a Christian
Raimo, scrittore e critico
culturale, mentre la regia è

nelle mani di Veronica Cruciani. Sul palco, il talentuoso
Fausto Russo Alesi, giovanissimo Premio Ubu, interpreterà lo scrittore, mentre
la giovane attrice Linda
Caridi sarà una giornalista
che va a trovarlo nella sua
casa senza tempo di Racalmuto. Fernando Savater
prenderà parola giovedì 9
maggio, ore 11, presso la
Sala Oro del Lingotto, con
la grande lezione inaugurale 'Dov'è l'identità culturale
europea', per trovare risposte a una serie di domande
di stringente attualità. Che
cosa accomuna i cittadini del Vecchio continente?
Forse un certo modo di intendere la democrazia? Oppure un particolare riguardo verso valori umani non
negoziabili? La letteratura,
l'arte, la filosofia? O il modo
in cui si guarda all'idea di
comunità? Risponderà uno
dei pensatori più importanti degli ultimi decenni
per tracciare un identikit
dell'Europa in un anno che
vede appuntamenti importanti, dal trentennale della
caduta del Muro di Berlino
alle elezioni europee. Ma
per la prima volta anche il
Bookstock Village avrà una
sua inaugurazione. Giovedì
9 maggio alle ore 10.30
saranno Paola e Claudio
Regeni a raccontare, con il
direttore di Radio3 Marino
Sinibaldi, loro figlio Giulio,
il suo lavoro in Egitto e i desideri che aveva per il proprio futuro e per quello del
mondo. Interviene Alessandra Ballerini, l'avvocato che
dopo la sua morte sta lavorando per ottenere verità e
giustizia.
Paolo Rachetto

News Teatro
Al Carignano 'Se questo è un uomo'
Auschwitz raccontato da Primo Levi, regia di Valter Malosti
La voce di Primo Levi è la voce che
più di ogni altra ha saputo far parlare
Auschwitz: la voce che da oltre settant’anni, con Se questo è un uomo,
racconta ai lettori di tutto il mondo
la verità sullo sterminio nazista. È
una voce dal timbro inconfondibile, mite e salda: «Considerate che
questo è stato». Oggi, nel centenario
della nascita di Levi, il direttore del
Teatro Piemonte Europa, Valter Malosti, firma la regia di Se questo è un
uomo, scegliendo di porre in uguale
risalto l’uomo di pensiero e il testimone del Lager. L’esecuzione
scenica dell’opera è coprodotta dal Tpe con il Teatro Stabile di Torino, con la consulenza del Centro internazionale di studi Primo
Levi. Il testo è curato dallo stesso Malosti e da Domenico Scarpa.
Se questo è un uomo è un’opera acustica. Levi restituisce la babele
del campo – i suoni, le minacce, gli ordini, i vocaboli gergali incomprensibili, i rari discorsi chiari e distinti – orchestrandola sulle
lingue parlate in quel perimetro di filo spinato: i «barbarici latrati»
dei tedeschi, lo yiddish degli ebrei orientali, il polacco della regione
di Auschwitz, l’italiano dei pochi connazionali in grado di non soccombere, il francese adottato come lingua franca. In un contesto
neutro ed essenziale – la scenografia di Margherita Palli, tale da
concedere il minimo all’immaginario della Shoah – la polifonia di
Primo Levi si convertirà nella pronuncia scenica di Valter Malosti:
una distillazione irripetibile di voci, di suoni e di silenzi. Al Carignano dal 23 aprile al 12 maggio.
( pa.ra)

'Città inferno' al Gobetti
Un affresco a 7 voci sulla vita disperata della galera

Tratto dal romanzo "Roma, via delle Mantellate" di Isa Mari (figlia
della star del cinema muto Febo Mari). Liberamente ispirato alla
pellicola "Città inferno", regia di Elena Gigliotti, nel quale la compagnia nO (Dance first. Think later) fa rivivere parte della storia:
una ragazza per bene finisce in galera per colpa di un fidanzato delinquente che la compromette e la manda dietro le sbarre
al suo posto. Nell’inferno del carcere la perdita dell’innocenza
sarà inevitabile. Gigliotti pesca nelle pagine di cronaca nera dagli anni‘40 ad oggi per mettere insieme assassine, fattucchiere,
adultere e ladre seriali provenienti da tutta Italia e realmente
esistite. Un magma di esistenze dentro un minimo spazio vitale:
una cella di due metri per due. Queste antieroine si confrontano,
scontrano, raccontano il loro vissuto, sopraffazioni, atrocità, peccati e pene d’amore; convivono fra alti e bassi, silenzi e mugugni,
parolacce, litigi e canzoni. Ognuna ha la sua lingua, il suo dialetto:
"L’insieme di queste lingue costituisce la bellezza musicale che è
l’Italia stessa", sottolinea la regista. L’allestimento è scandito da
innesti video: scene in bianco e nero e testimonianze delle detenute narrate attraverso proiezioni e registrazioni. Una storia che
parla di donne, di violenza, di libertà repressa, di condivisione
forzata, di colpa senza possibile redenzione. Al Gobetti dal 22 al
28 aprile.
( pa.ra)

14

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Spettacoli e Cultura

A Saluzzo il 'Marchesato Opera Festival'
Ottava edizione: la cultura musicale rinascimentale e barocca sviluppatasi attorno alla corte reale spagnola

D

al 13 al 21 luglio
torna il Marchesato Opera Festival
(MOF). La rassegna concertistica di musica antica
nata con l'obiettivo di alimentare la vocazione musicale della Città di Saluzzo, valorizzandone storia e
patrimonio artistico, giunge
quest'anno alla sua ottava
edizione. Per oltre una settimana i prestigiosi palazzi
dell'antica capitale del Marchesato (la Castiglia, l'Antico Palazzo Comunale, il
chiostro e la chiesa di San
Giovanni, l'ex monastero
dell'Annunziata, Casa Cavassa, Villa Belvedere) e
luoghi di altrettanto fascino simbolo delle Terre del
Monviso quali il Castello di
Lagnasco e la Collegiata di
Revello, saranno alcuni dei
gioielli architettonici che
ospiteranno i concerti del
MOF 2019. Come nelle precedenti tre edizioni, il MOF
valica i confini nazionali
per fare tappa a Embrun
(Francia), con un concerto
di organo nella prestigiosa
cattedrale, nell'ambito del

festival L'Heure de l'Orgue.
Acá y Allá– ESPAÑAS, questo il titolo di un'edizione
dedicata interamente alla
Spagna: un chiaro omaggio
a un'area geografica ritenuta fondamentale per la
storia della musica barocca. Il Festival è organizzato
dal Comune, in collaborazione con la Fondazione
Scuola di Alto Perfezionamento Musicale e la Fondazione Artea. L’edizione
2019 del Marchesato Opera
Festival prenderà in esame sia la cultura musicale
rinascimentale e barocca
sviluppatasi attorno alla
corte reale spagnola, sia
l’influenza che questa esercitò sulla cultura indigena
delle colonie sudamericane,
come testimonia ad esempio la “Misa Criolla o Misa
de indios”, un’opera piena
di suggestioni, capolavoro
del maestro argentino Ariel
Ramírez. Nell’allestimento
dei concerti, accanto ad artisti professionisti ormai affermati, verranno coinvolti
studenti senior adeguatamente selezionati. Per la

nuova edizione segnaliamo
il ritorno di alcuni grandi
artisti che nel corso delle passate edizioni hanno
saputo incantare letteralmente il pubblico: Francesco Corti, Eduardo Egüez e
Pablo Valetti. Mentre sarà
per la prima volta a Saluzzo Gabriel Garrido, maestro preparatore e direttore
dell’opera finale. Tra i musicisti professionisti spicca
inoltre la presenza di Ferran Savall: figlio d’arte (suo
padre è Jordi Savall e sua
madre Montserrat Figueras), Ferran è un chitarrista

e cantante catalano che attinge dalla musica antica e
in particolare alla cultura
mediterranea per creare un
linguaggio artistico proprio,
fresco e aggiornato. Sarà riproposta anche quest’anno,
inoltre, una serie di eventi
con gli artisti del Cirko Vertigo, pensati per avvicinare
alla musica antica anche un
pubblico generico, creando
contaminazioni con forme
artistiche moderne. Uno degli appuntamenti clou sarà
la “Notte del Mof” che sabato 13 luglio chiuderà la
prima giornata del festival

con momenti di animazione musicale e teatrale in un
percorso alla scoperta del
centro storico della città,
mentre tutti i siti museali
cittadini rimarranno aperti
dalle 21 alle 24 con ingresso gratuito e la possibilità
di visite guidate. La serata
culminerà nello spettacolo
“Siete tutti pazzi! Una serata con Don Chisciotte”
dove i testi ideati dal musicologo Corrado Rollin ed
ispirati al romanzo di Miguel de Cervantes si alterneranno a immagini tratte
dalla ricca filmografia de-

dicata al celebre romanzo
spagnolo, il tutto corredato
dalle musiche eseguite da
Pablo Valetti con l’Orchestra Accademia La Chimera. Altro appuntamento dedicato al cavaliere errante
sarà sabato 20 luglio con
“Il cuore di Chisciotte” di
Gek Tessaro: uno spettacolo visionario e poetico,
che propone un percorso di
suggestioni liriche sul tema
dei cuori in viaggio. I racconti si “animano” mediante l’utilizzo della lavagna
luminosa, sulla quale Gek
Tessaro realizza con tecniche diverse le immagini,
creandole per la maggior
parte sul momento. Il MOF
si concluderà domenica 21
luglio con “D. Zipoli: San
Ignacio – Una giornata
nelle missioni gesuitiche”,
ad opera dell’Orchestra Accademia La Chimera e degli
attori de La Tea Talía / Cantieri Teatrali con la regia di
Raúl Iaiza. Una produzione
inedita e originale in cui la
musica interagisce con il
teatro.

'Fiori & Vini' a Carignano
Una ventata di colori e sapori primaverili

Il Comitato Manifestazioni Carignano, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, sta preparando diverse novità per la 26° edizione di "Fiori &
Vini", mostra Mercato che si terrà come da tradizione all'interno del Parco Comunale nella giornate di
sabato 11 e domenica 12 maggio. Protagonisti nel
colorato parco saranno i vivaisti con mirabili allestimenti floreali, esposizioni di piante da interno e
da giardino, nonché attrezzature e tutto ciò che inerisce alle aree verdi. Sempre in linea con il fil rouge
della qualità dell'offerta fuori dalle mura del parco,
lungo le vie Frichieri e Monte di Pietà, espositori artigianali selezionati provenienti da tutto il Piemon-

te presenteranno al pubblico le proprie creazioni.
Il secondo fiore all'occhiello di “Fiori & Vini 2019”
sono le eccellenze vitivinicole del territorio che
proporranno degustazioni, aperitivi e cene presentati dai Sommelier AIS, sin dal venerdì sera. Come
sempre interessante il corredo di iniziative culturali
che arricchiranno le proposte al pubblico durante
tutto il weekend carignanese, con mostre di pittura
presso le sale del Municipio e di Villa Bona e una
mostra di scultura nella ex sala consiliare in piazza
San Giovanni. Si comincia dunque con il consueto
prologo dell'apertura di “Sapori in Piazza” in piazza
Liberazione venerdì 10 maggio alle ore 19.00, mentre l'inaugurazione ufficiale della 26° edizione di
“Fiori & Vini” si terrà all'interno del Parco Comunale
sabato 11 maggio alle ore 10.30 e a seguire alle ore
11.00 la 2°edizione di “Cantine a Carignano” con
degustazione, presso Piazza della Fontana Parco via
Monte di Pietà. Sabato sera spazio al divertimento
presso il Teatro Cantoregi alle ore 21 con lo spettacolo “Comedy Ring”: si ride in compagnia dei comici e cabarettisti dei programmi televisivi cult Zelig e
(pa.ra)
Colorado.

condotto da Renato Ghelli
in studio Roberto Grossi,
Direttore 'JuveToro'

Paolo Rachetto


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