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JUVETORO n. 18 Juventus Fiorentina bassa OK.pdf


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www.juvetoro.it

amc_juvetoro@yahoo.com

Il Punto

Ultimo sforzo per la leggenda tricolore.
In Champions, invece, è un'altra storia...
C

ome il pugile steso al tappeto, così
il cronista si rialza
un poco “suonato” dopo la
grande delusione, che, con
la puntualità dell'ora legale, sentenzia l'uscita della
Juventus dalla Champions
League al primo consistente formarsi della primavera. “Eppure è d'uopo” canterebbe Canio ne I
Pagliacci: uno degli ultimi
sussulti di un agonizzante
campionato sta per vedere
la luce. Manca un punto,
un misero, povero, striminzito punto. Ma tutti
sanno che Martino perse
la cappa, per un punto. Tra
il tutto ed il nulla, un punto è il sottile confine. Sarà
bene sbrigare la pratica in
fretta, dato che il primo
match-ball è stato sprecato

in quel di Ferrara. A Torino arriva la Fiorentina, col
proprio fardello di recriminazioni e di rimpianti.
Non per nulla, Pioli ha visto bene di dare le dimissioni ed a guidare i viola
ora è compito di Montella.
Il campionato dei toscani è
un inno all'eterna incompiutezza del “vorrei ma non
posso”. E facilmente Chiesa
in estate se ne andrà, magari prendendo casa proprio sotto la Mole a strisce.
Avversario storico dunque,
ed occasione unica, nonché
ghiotta di festeggiare lo
“scudotto” mentre lo spicchio ospite sta a guardare. Guai non approfittarne.
La Juve insegue il traguardo di una stagione nata con
gli auspici di una presenza
inaspettata ed incredibile.

Cristiano Ronaldo in bianconero non era una situazione pronosticabile con
facilità, eppure è successo.
Con la conseguenza di una
nuova consapevolezza nella tifoseria, ben prima di
giungere a quelle discutibili ostentazioni di silenzio
in curva. Cristiano Ronaldo è un valore aggiunto,
da pagare con il lento
progressivo annullamento
psicofisico della Joya. Dybala patisce la presenza di
CR7 ed a lungo andare soffre un'involuzione che ha
dell'incredibile. Per contro Marione Mandzukic ne
trae benefici a piene mani
ed il suo score che si alza
in poco tempo, lo testimonia. E' la stagione non solo
di un 33enne fenomeno.
È l'anno della consacra-

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zione di Bentancur (21
anni); dopo seri problemi
di salute, è l'esplosione di
Emre Can (25 anni); della
lunga rincorsa di Cancelo (24 anni); la scoperta
pirotecnica di Kean (19
anni); la faticosa realizzazione di Rugani (24 anni);
di Spinazzola (26 anni) finalmente disponibile. Se
c'era bisogno di seminare
speranze per raccogliere
certezze, la stagione ha

avuto il suo grande successo. Qualcosa però suggerisce che non sarà un'annata
che andrà in archivio in
maniera trionfale. Luci ed
ombre si addenseranno
sui ricordi, non c'è dubbio.
Nonostante un distacco
che sfiora l'imbarazzante,
la Juventus rischia di sentirsi accusare di giocare
in un campionato troppo
squilibrato. Le rivali però
dove si sono nascoste? La
Fiorentina è il “cliente” migliore possibile. Potrebbe
infatti dimostrare un sussulto di orgoglio, provando
a vincere e così facendo,
prestando il fianco alle folate juventine. Viceversa,
se in svantaggio, potrebbe
perdere poco per volta la
forza mentale per raggiungere un risultato positivo
che non arriva. Alla Juve
interessa il controllo per
raggiungere la meta, alla
Viola un pari non darebbe
fastidio nella sua classifica
anonima e priva di obbiettivi. A proposito, i gigliati
sono il classico esempio di
quanto sia fuori del tempo un torneo a 20 squadre, ma questo è un altro

film. Il dominio bianconero è stato schiacciante, ma
manca una piccola insignificante quisquilia. Un punto. E sei partite al “rompete
le righe”, visto che non si è
stati in grado di acchiapparne altre tre in Europa.
In casa nostra si va a raccogliere l'ultimo mattoncino per la leggenda, ad un
record di scudetti consecutivi che avrà il suo giusto
spolvero solo tra qualche
anno, quando ci si renderà
finalmente conto di quale
epopea sia stata. Otto scudetti, uno di fila all'altro,
mai nessuno prima e chissà quando ancora! Manca
un punto, un misero punticino e sarà bene strapparlo
subito all'Allianz Stadium,
prima che tocchi andarlo
a reperire in casa nerazzurra. Anzi, no. Sarebbe
perfino sublime. Chi ha
tempo non aspetti tempo
e poi sabato alle 20 circa,
è un buon orario per le feste, ovviamente contenute,
secondo lo stile sabaudo
e l'uscita ai quarti dalla
Champions.
Marco Sanfelici