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JUVETORO n. 18 Juventus Fiorentina bassa OK.pdf


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amc_juvetoro@yahoo.com

www.juvetoro.it

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L'Analisi

Il football cavernicolo che l'Europa, inesorabilmente, boccia
L

a delusione conseguente alla bruciante e meritatissima,
ancorché, a disastro certificato, affatto inopinata
estrusione dalla competizione più ambita, ricca
e difficile, è il sentimento
onnipervasivo che obnubila e quasi azzera la già piccola soddisfazione di aver
maramaldeggiato, ancora
una volta, nel carosello
delle contrade e conquistato un premio virtualmente
assegnato per manifesta
superiorità ancor prima
che il pallone iniziasse a
rotolare. La caratura di
una vittoria si misura sul
valore degli avversari superati, quindi, con tutta la
simpatia per le festicciole
di paese, si stappi pure un
chinotto, e finisca lì, che al
giorno d'oggi le celebrazioni calcistiche riguardano
trionfi per cui, davvero,
"C'è da fare i complimenti
ai ragazzi". Il torneo pe-

ninsulare sta alla Uefa
Champions League come i
"Giochi senza Frontiere" di
antica memoria alle Olimpiadi, quelle vere, e la dimostrazione pratica è data
dalla sistematica puntualità con cui la più forte squadra italiana viene presa a
pallonate quando l'asticella si alza. La batosta, fortunatamente bugiarda nel
riscontro numerico, è amarissima perché i suoi tratti
attengono più alla cultura sportiva che all'abilità
tecnica e alla prestanza
fisica. La zebra smacchiata dall'Ajax Amsterdam
si è presentata all'appuntamento più importante
della sua stagione, sfinita,
atleticamente e mentalmente e, con l'eccezione di
pochissime individualità,
completamente vuota e disarmata quanto a contenuti da contrapporre a una
squadra vera, con un allenatore vero, organizzata e

in forma smagliante che,
pur senza un centravanti
di ruolo, ha fatto strame
con disinvoltura della raccolta di figurine malamen-

te sparpagliate sul campo
dal portatore insano di
una mentalità europea solo
supposta
semplicemente
giocando a calcio, facendo
viaggiare la palla anziché
rincorrerla. L'illusione che
l'effetto CR7 debellasse la
perniciosa infezione "Allegrumena" si è purtroppo
svelata effimera, consumata tutta nell'unica grande
partita disputata da Madama dal 1° gennaio alla
data odierna, a conferma
di una regola rigidamente
improntata alla disputa di
gare penose e sovente vergognose, alla stretta osservanza di principi votati ad
un football da cavernicoli
che l'Europa inesorabilmente boccia. Immaginatevi Allegri sulla panchina
ajacide: a parte l'imbarazzo di chi schierare, dato
che la maggior parte dei
tulipani è in età da "tutela"; entro sei mesi faticherebbero a battere, con tutto

il rispetto, la Spal. Acclarata, e non da martedì sera,
l'inadeguatezza del Leader minimo e del suo staff,
vanno altresì sottolineate
le responsabilità della Società; nessuno vuole disconoscere i meriti del pronto
riposizionamento al piano
più alto del condominio,
ma la politica mercantile
degli ultimi anni perplime, e non poco, così come
sarebbe intellettualmente
corretto, da parte degli addetti alla comunicazione,
astenersi dall'incensare oltre misura giocatori che a
cancello (due "elle") aperto
ostentano limiti sorprendenti per molti, ma non per
tutti... C'è comunque qualcosa di peggio dell'esser
presi a calci come imbucati
qualunque a un ricevimento: confermare chi ha storicamente, sfrontatamente,
villanamente comprovato
la propria natura perdente
a certi livelli e, se ciò ac-

cadrà, si paleserà in totale
chiarezza la volontà societaria (presidenziale?) di
accontentarsi del minimo
sindacale da monetizzare
con efferata spietatezza a
spese dei clienti di bocca
buona. Poiché il sonno della
ragione non può produrre
mostri in eterno, è auspicabile che ciò non si verifichi. La stagione è finita,
purtroppo non si va in pace
e qualora accadesse quanto paventato, diventerebbe
pure pleonastico pensare
che la prossima sarà quella
buona; non per chi si sentirà pienamente realizzato
dopo una vittoria per 1-0,
soffrendo le pene dell'inferno, tra le mura amiche,
contro Lecce e Brescia, e
scaglierà anatemi verso
quanti vorrebbero vedere
un gioco, divertirsi, senza
necessariamente dover andare al Circo o ad Amsterdam... Augh!
Ezio Maletto

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