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JUVETORO n. 20 Juve Toro Derby bassa OK.pdf


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www.juvetoro.it

amc_juvetoro@yahoo.com

Punto Toro

La caccia all'Europa passa dal fortino dei 'cugini'
TORO, STAGIONE
STORICA
1 sola sconfitta in 16 trasferte, 22 punti su 29 nelle
ultime 9 gare casalinghe.
Terza miglior difesa. 56
punti in 34 gare, entrambi
le milanesi sconfitte a Torino. Comunque vada a finire la stagione, questo è il
miglior Toro del millennio
e sarà una stagione storica, a condizione che il Toro
centri la qualificazione eu-

ropea. Se i Mazzarri-boys
si qualificassero per l'Europa League, sarebbe la
seconda volta negli ultimi
25 anni: dopo l'eliminazione in Coppa Coppe ad opera dell'Arsenal nel 1994, il
Toro ha giocato in Europa
sono nel 2014-15 con l'impresa di Bilbao e la sconfitta di San Pietroburgo. Se
addirittura il Toro centrasse la Champions tornerebbe a lottare per la “coppa

dalla grandi orecchie” 43
anni dopo Monchegladbach.
ALLO STADIUM
CHE BATOSTE
Allo Stadium per il Toro
zero vittorie e tante beffe:
i gol di Pirlo e Cuadrado
al minuto 95, il pareggio
di Higuain al minuto 92
(col Toro in vantaggio grazie alla punizione di Ljajic
e nonostante l'espulsione
di Acquah) sono state tre
sberle che i granata hanno
faticato a metabolizzare.
In una stagione cosi storica sarebbe davvero fondamentale fare il bottino
pieno allo Stadium, sia per
il prestigio che per la zona
Europa.
30 STRACITTADINE,
1 VITTORIA
Nel 1995 il Toro di Sonetti
sconfisse 2 volte la prima
Juve di Lippi in 3 mesi. A
gennaio con doppietta di

Rizzitelli e sigillo di Angloma (3-2) e Pastine (rigore parato a Ravanelli). In
aprile ancora con doppietta di Rizzitelli. Lo Stadium
si chiamava Delle Alpi ed
era molto diverso. Da allora su 30 derby giocati, il
Toro ha vinto solo quello
del 2015 all'Olimpico, reti
di Darmian e Quagliarella. Bottino misero, seppur
con l'alibi di alcuni errori
arbitrali.
MORETTI, ASSENZA
CHE PESA
Non ha funzionato la terapia conservativa per Djidji, che dalla gara contro
l'Udinese lamentava noie
al menisco. Assenza passata inosservata per merito di Moretti, protagonista
di un'altra stagione da favola. Ma appena Koffi si è
operato, ecco che Emiliano in diffida ha ricevuto il
giallo che gli farà saltare
il derby. Che potrebbe es-

sere l'ultimo. Ma Moretti
sembra avere 10 anni in
meno, 26 e non 36. E smettere col Toro in Europa non
sarebbe giusto. Merita un
rinnovo, anche perché i
derby il prossimo anno potrebbe giocarsi anche in
Europa. Bremer, brasiliano utilizzato pochissimo e
pochissimo considerato da
Mazzarri, potrebbe avere
l'occasione della vita nel
derby. Oppure Mazzarri
potrebbe sdoganare la di-

Rosso (Fdi): “Il Comune
conceda tutte le arcate del
Moi al Toro, per una vera
cittadella granata”
“Mi sembra che il Comune continui a fare proposte
irricevibili al Toro e al mondo che gira intorno alla
squadra granata”. Roberto Rosso, capogruppo di
Fratelli d’Italia in Comune e candidato alle prossime
elezioni regionali, è fortemente critico rispetto l’idea
prospettata dalla Giunta Appendino, di installare il
Museo del Torino in una piccola parte delle arcate
degli ex mercati generali.
Perché ritiene le proposte fatte al Toro irricevibili?
“Perché – spiega Rosso – sembra sempre che ai
granata si vogliano rifilare mezzi ‘pacchi’, uno stadio
gravato da fidejussione, uno spazio all’interno di un
contesto degradato, oppure il Robaldo per realizzare
i campi delle giovanili”. Già, il Robaldo: uno spazio
assegnato alla società di Urbano Cairo oltre tre anni
fa e che “forse soltanto adesso potrà effettivamente
cominciare a essere ristrutturato, dopo oltre 37 mesi
di ostacoli burocratici messi da Palazzo di città alla
realizzazione del progetto. “Se non è un ‘pacco’
tener fermo un cantiere che oltretutto sarà un fiore
all’occhiello per tutto il quartiere, ditemi voi cos’è e
ditemi se in altri casi ci sarebbe stato un trattamento
simile”, sostiene Rosso.
Ma torniamo all’attualità, vale a dire l’offerta di
mettere il Museo del Toro in 2mila metri quadri delle
arcate Moi, abbandonate da un decennio, terra di
spaccio, con gli impianti da rifare e oltretutto per due
terzi affidati in concessione alla società a maggioranza
privata Parcolimpico Srl, mentre per un terzo ancora
nella diretta disponibilità del Comune. “Peccato che il
Museo del Toro dovesse andare a fianco del Filadelfia,
luogo naturale per questa destinazione. Oggi il Comune
offrirebbe un’arcata non al Torino Fc, ma al gruppo che
ha realizzato la sede espositiva di Grugliasco”.
Al di là dell’ubicazione, del contesto degradato, di
mille motivi che possono far storcere il naso, “è la
modalità dell’offerta che lascia davvero esterrefatti –
dice Rosso – perché il vicesindaco Guido Montanari,
dopo averla formulata, è intervenuto dicendo che

fesa a 4: stringendo Nkoulou e Izzo, e abbassando
De Silvestri e Ansaldi. La
cosa importante sarà non
lasciare solo Belotti nella
morsa Bonucci-Chiellini,
bensi rifornirlo di assist
(che contro il Milan non
sono mancati) e affidare ai
centrocampisti le incursioni per tenere sempre vigili
i difensori juventini.
Alessandro Costa
(Foto sopra Izzo abbraccia i compagni;
a sx duello Ronaldo-Rincon)

ora farà un bando per trovare chi vincerà lo spazio,
talmente ambito che è vuoto da dieci anni”. La tesi del
capogruppo di Fratelli d’Italia è molto semplice: come
si fa a offrire una cosa a un soggetto determinato e poi
fare un bando per aggiudicarlo? “Un assurdo giuridico,
anche perché allora il bando potrebbe essere vinto
da qualcun altro. E se il bando è fatto per un unico
partecipante, allora tanto vale non farlo”.
Quello che più preoccupa il consigliere, “è l’evidente
intento dilatorio che quest’operazione sembra celare.
Offro una cosa, in modo che tu non costruisca il Museo
al Filadelfia, come previsto. Poi faccio un bando e
vediamo chi lo vince, intanto però il progetto originario
si perde e magari in quell’area viene realizzato
qualcos’altro”.
Oltretutto Montanari ha anche detto che prima di
assegnare qualsiasi spazio, sarà necessaria una
profonda ristrutturazione di tutte le arcate. “E con quali
soldi – chiede Rosso – visto che il Comune non ha
nemmeno più le lacrime per piangere? E poi perché
dovremmo ristrutturare con fondi pubblici spazi che
sino al 2039 sono in concessione a un privato e che
già da dieci anni, secondo capitolato avrebbe dovuto
fare una regolare manutenzione e utilizzarli per finalità
pubbliche?”.
Insomma, nella migliore delle ipotesi sarebbe
comunque un’enorme perdita di tempo “e il Museo del
Toro potrebbe vedere la luce magari tra dieci, quindici
anni, visto che per esempio uno spazio analogo alle
arcate, vale a dire i Murazzi, sono ormai chiusi da anni
in attesa che il Comune faccia i lavori necessari per il
loro riutilizzo”.
La proposta di Rosso è diversa, ma semplice. “Se
davvero si vuole aiutare il Torino calcio e il mondo dei
club, delle associazioni e dei gruppi di interesse che
gravitano intorno al Toro, bisogna offrire loro proposte
appetibili. Appetibile – aggiunge Rosso – sarebbe
l’offerta di tutte le arcate, in modo da permettere
o direttamente la società di Cairo o a gruppi di
imprenditori vicini al mondo granata, di creare in
quello spazio una cittadella granata fatta di spazi di
incontro, locali, negozi, spazi espositivi, foresterie,
alberghi. Un punto di ritrovo per tutti i granata, sia di
Torino, sia per quelli che vengono da fuori, che sono
molto più numerosi di quel che non si pensi”.
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