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JUVETORO n. 21 Juve Atalanta bassa OK.pdf


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www.juvetoro.it

amc_juvetoro@yahoo.com

L'Analisi e Squarda Ospite

La nuova maglia come il logo: senza appartenenza sportiva

L

'ultimo turno del Palio
dei Campanili ha fatto
registrare, oltre alla
poco onorevole sconfitta subita nell'Olimpico giallorosso, anche il debutto ufficiale
della divisa da gioco con la
quale Madama sfilerà nella
prossima stagione. Premesso che ogni cambiamento
volto alla necessità inderogabile di assecondare il
gradimento dei mercati più
remunerativi implica necessariamente, per la sua
metabolizzazione, una fase
di transizione grandemente
soggetta ai riscontri sportivi, soprattutto in quanti,

non solo per questioni anagrafiche, hanno a cuore le
tradizioni e i sentimenti che
vi stanno a monte, sarebbe ipocrita sottacere che la
rottura netta e drastica con
il passato non si è esteticamente coniugata, come ad
esempio accadde con il logo,
con una scelta azzeccata. Il
primo impatto è stato sgradevole e stravolgente, tanto
da minare la riconoscibilità
dei pedatori che la indossavano, perchè la nuova casacca è decisamente brutta
oltreché affatto originale,
giacché non occorreva pagare profumatamente creativi

del copia-incolla per rivisitare la maglia del Fulham FC,
il roll-on della Nivea, le confezioni di certe merendine
o, peggio ancora, la giubba
della Contrada senese della
Lupa e produrre un obbrobrio sul quale già aleggia la
sensazione di portasfortuna. Eppure, poiché l'essere
umano non è di molto inferiore allo scarafaggio quanto a capacità di adattarsi alle
trasformazioni imposte, non
v'è dubbio che ai soliti (pochi) entusiasti della prima
ora, quelli a cui va sempre
tutto bene, si aggiungerà
presto la maggior parte di
chi, ora, storce il naso, anche perché, viceversa, l'antica e abusata locuzione
“Solo per la maglia” sempre
invocata per giustificare la
digestione di tanti polpettoni decisamente amari, non
avrebbe più ragione di esistere. In termini economici
è altamente probabile che
questa ennesima “puntata”
alla lotteria del futuro si sveli ancora una volta premiante; l'intento è chiaramente
volto alla penetrazione nel
mercato del tempo libero

REDAZIONALE

®

e, quindi, che sia appetibile
e acquistata da una nutrita
massa alla quale non evoca
alcun senso di appartenenza
sportiva; esattamente come
sta accadendo per il logo che
già “griffa” svariati generi merceologici nel mondo,
venduti ad acquirenti ignari
che un certo ideogramma
sia il simbolo di una gloriosa squadra di calcio. Se tutto questo sarà prodromico
a rendere sempre più forte
la squadra, sperando che
almeno il nome della stessa
non venga a sua volta “degenerato”, ben vengano le
innovazioni. Peccato, però,
che a tanto avanguardismo
imprenditoriale non corrisponda analoga mentalità
sportiva; all'uopo suonerebbe estremamente beffardo
lo slogan adottato per il lancio della nuova 'mise' (“Non
temere il cambiamento.
Guidalo”) se in ordine alle
questioni di campo si privilegiasse invece il conservatorismo... Augh!
Ezio Maletto

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sua gioia più bella, alla Juve questo trofeo mancava da 9 anni).
Nel 2004 promozione in B con
il Crotone, poi il Genoa nel 2006
(subito promosso in A). Dopo 2
mesi all'Inter (luglio-settembre
2011), nel '12/'13 è a Palermo,
dove viene prima esonerato
poi richiamato. Altre 3 stagioni
al Genoa prima di accettare la
panchina dell'Atalanta in estate.
E non finisce qui...
CONTRO LA 'SUA' JUVE
Gian Piero Gasperini è nato a
Grugliasco il 26/1/1958. Cresciuto nelle giovanili della Juve
con Paolo Rossi e Sergio Brio,
debutta in Coppa Italia con la
prima squadra prima di essere
ceduto in prestito alla Reggina
e definitivamente al Palermo.
Poi Cavese, Pistoiese, Pescara,
Salernitana e Pesaro. Nel 1994
inizia ad allenare dalle giovanili
Juve: Giovanissimi, Allievi fino al
trionfo dal Torneo di Viareggio
con la Primavera nel 2003 (la

16 le sconfitte di Gasperini
in 24 match contro la Juve, 5
pari e solo 3 vittorie (l'ultima il
30/01/19 in Coppa Italia, Atalanta-Juve 3-0) La Juve è la squadra
piu' volte affrontata da 'Gasp' in
carriera. 9 i precedenti da mister
Atalanta di 'Gasp' contro la Juve,
1 vittoria, 3 pari e 5 ko. 73 i gol
realizzati dall'Atalanta, miglior
attacco e record orobico già a 2
turni dal termine (il precedente
erano 66 gol nel 1949/50).
Massimo Fiandrino

La 'Dea' rinata dopo l'inizio burrascoso

L

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gusto e del sapore per la vera piadina romagnola.

Gasperini story

a 'Dea' è la squadra che più d’ogni altra è
paragonabile per dinamismo, brillantezza e
ordine tattico, alle migliori compagini inglesi.
I bergamaschi accarezzano il sogno di partecipare alla Champions 2019/’20, tuttavia il cammino
in campionato non è sempre stato così brillante.
L’iniziale esclusione del Milan in Europa League
avrebbe portato ad accedere direttamente alla fase
a gironi, invece l'Atalanta ha disputato in piena
estate i preliminari, eliminando Sarajevo e Hapoel
Haifa. Nel frattempo inizia la Serie A e il 4-0 inflitto al Frosinone, come numero di gol alla prima
giornata, non si verificava da 10 anni. Poi l’andata
europea con il Copenaghen: 0-0. Intanto, contro la
Roma finisce 3-3 e l’Atalanta si avvia subito a disputare il ritorno europeo che termina ancora 0-0 con
la 'Dea' eliminata ai rigori. La delusione cocente
crea un periodo negativo mentale e fisico, dovuto
anche a una preparazione inaspettatamente anticipata. Arriva così il ko in casa contro il Cagliari e poi
a Ferrara, il pari contro Milan e Toro e la sconfitta
fuori casa a Firenze e in casa contro la Sampdoria.
A questo punto il cielo sopra Bergamo è carico di
polemiche e Gasperini dichiara che il primo obiettivo è la salvezza. Tra una polemica e l’altra si cerca

di riprendere la strada giusta e così, all’inizio autunno, gli orobici azzeccano un filotto di 4 vittorie
cominciando con il corposo 5-1 a Verona e finendo
con un bel 4-1 all’Inter. Segno di ritrovata vena e
una ripresa orgogliosa ma anche di qualche ravvedimento tattico. Poi, sul finire dell’andata, l’improvvisa vena di Zapata che realizza gol importanti: la classifica dopo 19 giornate vede i nerazzurri
all’8° posto e avanzare in Coppa Italia. Nel ritorno
la squadra mantiene grande regolarità di risultati
grazie anche alla crescita di giocatori tecnicamente
forti come Ilicic e Gomez che spalleggiano la forza
fisica di Zapata. La squadra rifiorisce, perfettamente coesa tra difesa (Masiello, Castagne, Djimsiti,
Gosens, Mancini, Palomino e Toloi) centrocampo
(De Roon, Freuler, Pasalic) e attacco. Ma nulla sarebbero questi giocatori se non ci fosse la sapiente
mano di Gian Piero Gasperini da Grugliasco, exJuve, 60enne allenatore di un’Atalanta cui si sono
ormai sprecati i migliori aggettivi del buon calcio. E
la sconfitta nella finale di Coppa Italia – peraltro inficiata da una 'direzione Var' molto discutibile - non
cambia di una virgola il contenuto espresso sopra.

Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
amc_juvetoro@yahoo.com
Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Antonio Catapano
Salvino Cavallaro
Massimo Fiandrino
Ezio Maletto
Marco Sanfelici
Giuseppe Livraghi
Marco Venditti
Ermanno Vittorio

Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa
Tel. 011 0201860
Servizi fotografici
Salvatore Giglio
Manuela Viganti
Editore
AMC - Art Media Communication
Direttore Editoriale
Gianni Castaldo
amc_juvetoro@yahoo.com

Salvino Cavallaro

Pubblicità
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n. 30 del 27/11/2015.
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DI GIOVEDì 16 MAGGIO 2019