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Rke 11&12 2018.pdf


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Fig. 6

do ognuna di esse per un preciso numero di volte e in questo
caso per 77 volte.
Il numero d’intrecci non è tassativo ed eventuali differenze non
pregiudicano il funzionamento
dei due trasformatori, ma ripeterli per approntare le quattro coppie di fili ci aiuta a rendere simili le induttanze e le capacità distribuite degli avvolgimenti.
Per completare la costruzione dei
trasformatori T1 e T2, senza commettere errori, conviene adoperare un tester in portata ohmica
così da verificare la continuità
degli avvolgimenti e nello stesso
tempo contrassegnare i fili con le
lettere mostrate in figura 6.
Le stesse lettere sono riportate tra
parentesi sullo schema elettrico
dei circuiti adattatori di figura 2,
sarà facile così unire (intrecciandoli) nella giusta sequenza i fili
preventivamente ripuliti dallo
smalto e stagnati.
I trasformatori T3, T4, T5 e T6 sono costruiti adoperando dei nuclei binoculari con mescola “43”
(BN 43-2402) e anche questi dovranno essere, per quanto possi-

Fig. 7
18

Rke 11/2018

Fig. 8

bile, uguali. Ogni trasformatore
si costruisce avvolgendo, nei fori
dei nuclei binoculari, quattro spire trifilari con fili intrecciati tra
loro per 18 volte, utilizzando ancora del filo smaltato da 0,22 mm.
Si adotteranno pertanto le stesse
attenzioni appena sopra descritte per i trasformatori T1 e T2.
Siate accorti e delicati nel disporre le quattro spire trifilari nei fori
dei piccoli nuclei binoculari perché il bordo di questi fori, durante il lavoro di avvolgimento, potrebbe scalfire in malo modo lo
smalto dei tre fili intrecciati mettendo in pericolo il necessario
isolamento richiesto.
Ci vuole pertanto quella buona
dose di pazienza che ogni sperimentatore deve possedere come
propria dote naturale.
Per avere una conferma del buon
lavoro svolto si può fare una verifica strumentale con un misuratore d’induttanze. Così facendo,
con riferimento alle lettere indicate nello schema elettrico di figura 2, lo strumento dovrà fornire con una ragionevole tolleranza i seguenti valori:
• T1 e T2 tra i terminali “A” e “D1”
= 26 H
• T1 e T2 tra i terminali “A1+C”
e “B1+D” = 6,5 H
• T3,T4,T5 e T6 tra i terminali “A”
e “C1” = 300 H
• T3,T4,T5 e T6 tra i terminali
“A1+B” e “B1+C” = 33 H
Terminata la costruzione dei trasformatori questi si disporranno

e si bloccheranno in
posizione con qualche
goccia di resina epossidica sulle due basette in vetroresina incise
e forate secondo il disegno di figura 5.
Sul lato rame di ogni
basetta saranno invece saldati i due condensatori SMD da 10
nF e 100 nF, la resistenza a strato metallico da
10 k ¼ di watt e i due
morsetti a vite in ottone
che semplificano la
connessione delle discese coassiali in cavo
RG58.
Con la saldatura dei
quattro doppi diodi varicap
KV1590NT, degli jumper e di
quattro viti in ottone da 3 x 15
mm, per collegare i fili provvisti
di capocorda ad occhiello che
provengono dagli elementi loop,
termina l’assemblaggio delle
due reti di adattamento.
Infine con due piccole staffe a “L”
in alluminio (Fig. 8) si sorreggono
i due circuiti adattatori che sono
avvitati a due dei quattro inserti
filettati in ottone situati sul fondo
della scatola stagna, già previsti
dalla stessa azienda costruttrice.
I due circuiti saranno così sollevati dal fondo di alcuni millimetri.
Bibliografia
[1] Ancora M. “HF Crossed Loops Antenna”
Radio Kit Elettronica 2013
5 Maggio pp. 14~19
6 Giugno pp. 16~19
7/8 Luglio - Agosto pp. 20~23
[2] Ancora M. “Un’antenna loop HF sintonizzata a varactor”
Radio Kit Elettronica 2012
7/8 Luglio - Agosto pp. 19~23
9 Settembre pp. 12~15

(Continua)

Saremo presenti alla fiera di

Pescara
il 24-25 NOVEMBRE