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JUVETORO n. 22 Torino Lazio bassa OK .pdf



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GIORNALE DEDICATO AI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno x - N. 22 - 26 MAGGIO 2019 - SETTIMANALE GRATUITO
Il Punto

Numeri e Statistiche

L'Intervista

Il Pagellone

Il saluto dei supporters aspettando
l'eventuale ripescaggio-Uefa

Toro, mai così tanti punti dal
'94/'95. Belotti, 70 gol come Loik

Beppe Gandolfo: “Milan, il fair-play
finanziario va rispettato.
Moretti? Un grande”

Sirigu mostruoso. Belotti ok.
Male Zaza, Bremer e Meitè

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SOGNANDO (ANCORA) L'EUROPA
TORINO-LAZIO | DOMENICA 26 MAGGIO ORE 15

Contro la Lazio, nell'ultima giornata di campionato, i Mazzarri-boys si congedano dai tifosi granata
dopo una stagione positiva. Appuntamento al prossimo anno per la conquista di un posto in Europa League.
O forse, visti i problemi finanziari del Milan, anche prima?

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Il Punto

Il saluto dei tifosi aspettando l'eventuale ripescaggio-Uefa
IL 7° POSTO (IN TEORIA)
NON BASTA
Dalla grande esaltazione
per la vittoria in rimonta
sul Sassuolo alla grande
depressione per la disfatta
di Empoli. Dove il Toro non
ha mai vinto e dove domenica ha detto addio all'Europa. Persa forse già sul
divano 10 giorni fa con la
conquista della Coppa Italia
da parte della Lazio, che ha
reso inutile il 7° posto granata. Ad Empoli si è visto
infatti un Toro svuotato di
energie nervose e di convinzione. Peccato perché
il 7° posto bastò al Toro 5
anni fa per andare in Europa (ed i posti utili erano
6, grazie ai guai del Parma
privato della licenza Uefa) e
non sono bastati quest'an-

no con 7 posti utili, perché
la Coppa Italia non l'ha vinta nessuna delle prime 6 in
classifica. Anche ora si parla però di un possibile ripescaggio, a scapito del Milan,
che di certo negli anni passati non ha vinto lo scudetto
del bilancio. I rossoneri se
si qualificassero solo per la
"povera" Europa League,
anziché la ricca Champions,
potrebbero patteggiare con
l'Uefa (che già escluse i rossoneri un anno fa per aver
abbondantemente sforato
dal "financial fair play" e

che furono riammessi in
Europa solo tramite decisione del Tas, pagamento di
una penale da 12 milioni e
limitazioni alla composizione della rosa della squadra)
una sorta di autoesclusione,
in cambio di una "sbiancata" alla fedina penale
economica del Milan. In
tal caso il Toro sarebbe ripescato anche se arrivasse
8°, perdendo la sfida contro
la Lazio, visto che i biancocelesti andranno comunque
in Europa da vincitori della
Coppa Italia
PAREGGI E RIMPIANTI
I rimpianti non mancano,
soprattutto per quella serie infinita di 15 pareggi,
la maggior parte dei quali
annoverabili come mancate

vittorie. Specialmente sulla via Emilia. I pareggi di
Bologna (all'epoca squadra
derelitta) dove il Toro ha
sperperato due gol di vantaggio, alla beffa pre-natalizia del “Mapei Stadium”
quando i granata furono
raggiunto dal Sassuolo al
minuto 95. Oppure il recente pareggio al Tardini contro un Parma falcidiato dalle assenze. E ovviamente la
mancata vittoria casalinga
contro il Cagliari, agevolata
dalla improvvida espulsione
di Zaza. Senza voler scomo-

non ha prezzo. Ma Belotti,
a prescindere dalle offerte
dei top team, avrebbe piacere di ricevere la prossima stagione meno botte e
più assist. Serve una punta
di livello che lo affianchi e
condiviva con lui le durezze delle difese arcigne. Servono degli esterni che gli
buttino più palle giocabili al
centro, servono almeno un
centrocampista di qualità
che inneschi meglio Belotti
con passaggi filtranti e precisi. E serve una panchina
più ampia, perché la teoria mazzarriana 'panchina
corta per non aver musi
lunghi' è troppo rischiosa
e spesso controproducente.
dare i tanti rimpianti-Var
che sicuramente non hanno
aiutato i Mazzarri-boys.
TENERE I GIOIELLI
Cairo lo ha ripetuto spesso nelle ultime settimane.
Il “Grande Torino” ha giocato per anni con la stessa
formazione, non vendeva
i gioielli, ed il Toro attuale
dovrebbe fare lo stesso. Il
problema è che, a prescindere della volontà di Cairo,
alcuni giocatori granata
senza l'Europa potrebbero chiedere di andarsene.
Sirigu su tutti, reduce da
una stagione straordinaria, con tanti top team che
lo corteggiano ed un età
che potrebbe invogliarlo ad
accettare l'ultimo grande
contratto. Discorso a parte
per Belotti che dovrà compiere 26 anni senza aver
mai giocato un solo minuto
della sua vita nelle coppe
europee. Ma Cairo, che garantisce ad i suoi giocatori
il 7° monte ingaggi della
serie A a fronte del 10° fatturato, considera il “Gallo”
un simbolo anche per i giovani tifosi granata e insomma Belotti teoricamente

TORO-LAZIO, DA
SPAREGGIO AD
AMICHEVOLE
E cosi Toro-Lazio da 'madre
di tutte la partite', spareggio europeo e tutti i titoloni previsti in questi casi,
diventa inutile come l'amichevole contro la selezione
della Valtellina. Lazio che
potrebbe anche soffiare al
Toro il 7° posto. Ma almeno la soddisfazione di finire davanti ai biancocelesti i
granata se la meritano. Per
onorare una stagione che

ha visto il Toro protagonista fino al 19 maggio e non
nel limbo da gennaio, come
accaduto nelle ultime 3 stagioni. E poi qualche giorno
per aspettare l'eventuale
auto-esclusione del Milan
dall'Europa. Essere ripescati non è un disonore, soprattutto dopo aver fatto la
migliore media punti degli

ultimi 27 anni, aver subito
solo 2 sconfitte in 19 trasferte, aver vinto in casa
8 delle ultime 10 gare, ed
aver fatto riempire finalmente e costantemente gli
spalti dello stadio 'Olimpico
Grande Torino'.
Alessandro Costa

Moretti lascia il campo
ma non il Toro
Toro-Lazio sarà l'ultima partita da giocatore per Emiliano Moretti che l'11
giugno compirà 38 anni, di cui gli ultimi 6 in granata. Dopo un'altra splendida stagione Emiliano preferisce smettere in bellezza. Sia Cairo che Mazzarri
hanno tentato di convincerlo a giocare
sino al 2020. Resterà come dirigente
perché la sua grande compostezza ed
umanità saranno ancora molto preziose per il Toro. Moretti ha vinto un
Bronzo olimpico e un titolo di Campione d'Europa con l'Under 21 azzurra
nel 2014. Nei suoi 5 anni al Valencia ha
vinto una Supercoppa Europea e una Coppa di Spagna mentre in Italia
ha vinto una Coppa Italia con la Fiorentina nel 2001 e una Supercoppa
italiana con la Juventus nel 2002. 600 le gare giocate in serie A. È il
giocatore che ha debuttato più tardi con la Nazionale azzurra: all'età
di 33 anni in Italia-Albania.
(al.co.)

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Antonio Catapano, Salvino Cavallaro,
Alessandro Costa, Massimo Fiandrino,
Giuseppe Livraghi, Giovanni Rolle
Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
amc_juvetoro@yahoo.com

Editore
AMC - Art Media Communication
Direttore Editoriale
Gianni Castaldo
amc_juvetoro@yahoo.com
Pubblicità
amc_juvetoro@yahoo.com
Stampa
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Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa - Tel. 011 0201860

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Servizi fotografici
Salvatore Giglio, Manuela Viganti

Autorizzazione Trib. di Torino n. 30 del 27/11/2015. Tutti i diritti riservati
Responsabile del trattamento dei dati personali: Gianni Castaldo

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 16 DI GIOVEDÌ 23 MAGGIO 2019

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Toro, mai così tanti punti dal '94/'95
ULTIMA VITTORIA
GRANATA NEL 2013
13 le vittorie 'corsare' della Lazio in campionato
contro il Toro, l’ultima
il 29/4/2018 per 1-0
(Milinkovic-Savic).
23 i pareggi, l'ultimo il 2-2
del 23/10/2016 (Iago
Falque,
Immobile,
Murgia, Ljaijc rig).
27 le vittorie del Toro in
casa, le ultime due
sempre per 1-0. L’ultima l’08/12/2013 (Glik).
La vittoria più vistosa
del Toro nel 1946/47
(5-1, tripletta di Mazzola)
165 le reti delle sfide, 95
quelle del Torino, 70
Lazio.
13 i pareggi del Toro in
trasferta, record stagionale e 6 “ics” per
0-0. 15 i pareggi complessivi del Toro (come
un anno fa).
15 le partite del Toro sen-

primato, dal 1994/95,
dei Granata in A (da
quando la A premia la
vittoria con 3 punti), il
precedente erano i 57
punti nel 2013/14 (7°
posto e fu Europa).
33 Il Torino ha collezionato 33 punti nel girone
di ritorno contro i 27
del girone di andata.
BELOTTI 70 GOL
COME LOIK
za subire gol su 37. Il
Toro 1991/92 aveva
chiuso il Torneo con
18 gare senza subire
reti su un totale di 34
giornate.
9 i punti in più rispetto
a un anno fa e questo
Toro ha già stabilito il
primato in A da quando la vittoria viene premiata con i 3 punti.
60 Sono i punti conquistati dal Toro. Sono già il

70 Sono i gol di Belotti
con la maglia del Toro
fra Campionati e Coppe, eguaglia Loik. Per
il “Gallo” 63 reti con il
Toro in serie A (3 triplette e 10 doppiette) e
15 centri in questo Torneo (4 doppiette).
SFIDA FRA PRESIDENTI
Toro-Lazio è anche la sfida
tra Urbano Cairo e Claudio
Lotito, stessa classe, il 1957

e 12 giorni di differenza tra
i due Presidenti.
14 gli anni di Cairo da
Presidente Toro, dal
2/9/2005, miglior risultato il 7° posto nel
2014/15.
15 gli anni della gestione Lazio di Lotito, ha
vinto 3 Coppe Italia e
2 Supercoppe Italiane.
Il miglior piazzamento
in Campionato è il 3°
posto nel 2014/15.
IL TORO NON VINCEVA
11 GARE INTERNE
DAL 1985/86
11 le vittorie interne del
Torino in questa stagione, non raggiungeva questa quota dal
1985/86 con Radice
allenatore, allora 11
vittorie in casa su 15.
35 i punti conquistati in
casa, questa squadra
ha già eguagliato con
una gara di anticipo il

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primato di punti conquistati sotto la Presidenza Cairo: 35 punti interni anche con
Mihalovic nel 2016/17
ma a fine Torneo.
s ono i giocatori espulsi dal Torino in questo
Campionato:
Meitè,
Nkoulou, Aina e Zaza.
Mai una vittoria del
Toro con l'uomo in
meno, tre pareggi e
una sconfitta.
s ono le volte in cui Walter Mazzarri è stato
espulso in questo Torneo.
i punti collezionati dal
Torino in rimonta, 3
vittorie contro Genoa,
Frosinone e Sassuolo
e 4 pareggi (Inter, Udinese e 2 volte Fiorentina).
i punti persi dal Torino da una situazione
di vantaggio iniziale, di
questi 5 con il Bologna

(3 in casa e 2 in trasferta) e 2 contro Sassuolo, Lazio, Cagliari e
Juventus.
(Nella foto
a sinistra
Belotti con
De Silvestri,
a destra Savic)

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Storia / Maggio Toro

Radice vince subito lo scudetto. Cairo compie 62 anni
18 maggio 1969
50 anni fa il Toro chiude
il campionato battendo la
Roma 2-0; doppietta del
'Facchetti dei poveri', come
veniva definito Natalino
Fossati. Soprannome che
ovviamente non gradiva.
La seconda rete siglata con
uno scavetto di pregevole
fattura tecnica. Il Toro di
Rocco chiuderà al 6° posto.
19 maggio 1974
Sempre Fossati gioca l'ultima partita in granata
contro il Verona. In estate
sarà ceduto a sua insaputa
in serie B alla Samp. Fossati, appresa la notizia,
per la rabbia devastò la
stanza d'albergo dove era
in villeggiatura. Ma ancora adesso a distanza di 45
anni, se pensa a quei giorni, si infuria. Perché Natalino meritava di far parte
del Toro scudettato.
19 maggio 1963
Ultima partita ufficiale al
Filadelfia davanti a 21 mila

Pianelli. A distanza di decenni, il miglior Presidente
della storia del Toro, dopo
Ferruccio Novo.

spettatori: si gioca ToroNapoli, arbitra Lo Bello,
finisce 1-1, per il Toro segna Enzo Bearzot. 3 giorni
dopo il Toro perde a Milano la finale di Coppa Italia
contro l'Atalanta.

20 maggio 1912
Sempre il 20 maggio ma di
107 anni fa, nasce a Trieste Nereo Rocco allenatore
del Toro dal 1963 al 1967,
prima di passare al Milan.
Col 'Paron' 4 anni di tremendismo granata, con un
3° posto nel 1965, il lancio
di tanti giovani (Meroni e
Fossati su tutti) e il Filadelfia che divenne all'epoca una seconda casa per i
tifosi granata. Rocco fu il
1° allenatore scelto da Pianelli.

20 maggio 1982
Dopo 20 anni di grandi successi Orfeo Pianelli
cede il Toro a Sergio Rossi.
Uno scudetto, 2 coppe Italia e altri titoli sfiorati. Un
Toro protagonista in serie
A per 20 anni. Eppure in
quel ventennio i tifosi granata contestarono spesso

21 maggio 1957
A Milano nasce Urbano
Cairo, che dunque ha festeggiato i 62 anni, e a settembre saranno 14 anni da
presidente del Toro. Dopo
alcuni mugugni nelle stagioni passate (soprattutto
quelle in B) i tifosi granata incominciano a consi-

Laboratorio

derarlo un grande presidente. Che è diventato un
tycoon nel campo dell'Editoria e Comunicazione ma
dedica ancora gran parte
delle sue 100 ore di lavoro
settimanali al Toro. Ed ora
combatte anche per una
più equa ripartizione dei
soldi dei diritti tv, e per la
difesa dei campionati nazionali contro la Superlega
europea. Insomma il Cavaliere sta tornando ad essere Papa Urbano.
23 maggio 1915
Inizia la prima guerra
mondiale e finisce il campionato. Si pensa che sia
una “guerra-lampo” e dunque la federazione interrompe il torneo col Genoa
capolista del girone settentrionale, ma sconfitto per
6-1 dal Toro. I granata se
battessero anche al ritorno i rossoblù vincerebbero
il girone per poi affrontare
la vincente del gruppo meridionale (Lazio favorita).
Ma la guerra purtroppo

di fila e rimane imbattuto
contro la Juve fino al 1979.
Porta il Toro al 2° posto nel
1977 e 1978, e (dopo l'esonero di inzio 1980) ritorna
nel 1984 e sarà ancora 2°
e poi 4°. Insomma insieme
con Mondonico ed Egri,
uno dei 3 più grandi allenatori della storia del Toro.

dura anni. La Figc dopo
qualche tempo congela il
campionato assegnando il
titolo al Genoa. Titolo che
Lotito spesso rivendica, ma
il Toro ne avrebbe più diritto della Lazio.
24 maggio 1975
Il Toro annuncia il nuovo
allenatore: si chiama Gigi
Radice e vincerà subito
lo scudetto. Vince 3 derby

26 maggio 1949
In un Comunale stracolmo e commosso si gioca la
partita Torino Simbolo- River Plate. La proposta del
presidente Liberti viene
accolta da Ferruccio Novo
e il Toro schiera una selezione dei migliori calciatori
italiani: centravanti 'granata' un certo Giampiero
Boniperti, centravanti 'bonaerense' un certo Alfredo
Di Stefano. Finisce 2-2, ma
inizia la grande amicizia
fra Toro e River Plate.
Alessandro Costa
(Nella foto a sinistra
Gigi Radice, a destra
Urbano Cairo)

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L'Intervista a... Beppe Gandolfo

“Milan, il fair-play finanziario va rispettato. Moretti? Un grande”

B

eppe
Gandolfo,
scrittore e giornalista Mediaset, è
un grande tifoso del Toro.
Una passione rafforzata
da quella grande storia
del Torino che gli ha dato
modo di pubblicare diversi libri, testimonianza del
suo attaccamento a una
squadra che per lui è più
che una semplice passione.
È anche il giornalista che
racconta Torino all’Italia
con il suo “Un anno in Piemonte”, quest’anno giunto
alla sedicesima edizione.
Beppe, come spieghi la debacle del Toro a Empoli?
“Premesso che do alla stagione del Torino un bel 7,
dico che nel momento in
cui la Lazio ha vinto la Coppa Italia c’è stato un calo
totale di tensione. Quindi,
trovandosi di fronte a una
squadra che giocava per
la vita o per la morte come
l’Empoli, il Toro ha capito
che dando anche il massimo per vincere sarebbe
stata comunque un’impresa inutile”.
Ma c’è ancora una speranza di entrare ugualmente
in Europa, visti i problemi
legati al fair play finanziario del Milan?

“Sono stato critico nei confronti di Cairo, imputandogli scelte sbagliate, errori e
mancanza di passione. Ma
bisogna dargli atto di aver
messo il bilancio del Torino in regola e se dovesse
succedere com’è successo
con il Parma, non la ritengo un’entrata dalla porta
di servizio ma un’entrata
di diritto, perché ci sono
regole che vanno rispettate. Dunque, chi non ha rispettato il FPF è giusto che
sia penalizzato. Ricordo
che abbiamo vissuto fior di
presidenti delinquenti che
hanno massacrato i bilanci
del Toro, ma una volta che
abbiamo un presidente che
ha fatto della correttezza
finanziaria il proprio vanto, ebbene, tutto questo gli
va riconosciuto”.
Perché
quest’anno
la
squadra di Mazzarri non
è riuscita ad avere continuità? Lui è l'allenatore
giusto per il Toro?
“È un problema di motivazioni: il Toro ha giocato bene le partite con le
grandi mentre abbiamo
perso punti in casa contro
Bologna, Parma, Cagliari. Credo sia mancanza di
maturità,
concentrazione, non sapere affrontare
queste partite con il piglio
giusto. Su Mazzarri all’inizio avevo pronosticato che
avrebbe pareggiato molto e
beccato sonore sconfitte e
non avrebbe mai praticato
un bel gioco. Abbiamo pareggiato tante partite, non
abbiamo mai preso sonore
batoste (tranne Empoli) e il

punto di vista del gioco, atteggiamento, nervosismo
e incapacità di entrare nei
meccanismi. Petrachi ha
lavorato bene, curando le
plusvalenze e partecipando a mettere in regola i bilanci. Ha scovato calciatori
come Meitè e soprattutto

Nkoulou che nessuno conosceva mentre adesso molte
squadre europee li vorrebbero. Mi piacerebbe che al
suo posto ci fosse Massimo
Bava, che conosco e ritengo persona straordinaria,
eccezionale, pulita e puntigliosa. Certo, inizialmente

mancherà di esperienza in
quel ruolo ma penso sia la
persona indicata”.
Salvino Cavallaro
(Nella foto in prima colonna
Beppe Gandolfo giornalista
Mediaset; nella terza colonna
Emiliano Moretti)

Spazio Tifosi
bel gioco lo abbiamo visto
a tratti. Lo ritengo però un
allenatore solido, sanguigno, preciso nel preparare
le partite inibendo il gioco
avversario piuttosto che
curare l’offensiva. Ma se
pensiamo che con Mihajlovic si andava tutti in attacco e poi non si combinava
nulla...”.
Tra i giocatori, chi ti ha
entusiasmato e chi deluso? E chi vedi al posto di
Petrachi?
“Emiliano Moretti mi ha
entusiasmato. Domenica lo
stadio deve venire giù, per
lui. È il più grande giocatore che ha avuto il Torino negli ultimi anni, come
prestazioni effettuate e abnegazione, spirito, serietà,
sacrificio, eleganza. Moretti è una ricchezza che il
Toro non può perdere, mi
auguro che sarà il prossimo dirigente granata: ha
incarnato lo spirito Toro, in
un mondo del calcio fatto di
procuratori ed esorbitanti
interessi economici. La delusione è Zaza: è incappato
in una stagione storta dal

Anche nel lodigiano
batte il cuore granata
Anche in Provincia di Lodi ci sono tanti tifosi
granata. Abbiamo intervistato Gaetano Pozzi,
stimato farmacista di Sant'Angelo Lodigiano,
'cuore Toro' di vecchia data.
Gaetano, come mai un Lodigiano tifa Toro?
“Ho preso questa “malattia” (in senso buono)
da mio padre, che è sempre stato un tifoso
di quel Grande Torino amato da tutta Italia,
una squadra fantastica che in un'occasione
diede 10/11 di giocatori alla Nazionale. L'unico
escluso fu Bacigalupo, ma solo per evitare che
la formazione fosse solo granata. Mio padre
mi narrava (quasi come una filastrocca) la formazione di quella squadra. La prima partita
allo stadio? Inter-Toro del 1971-72”.
La passione è rimasta tale anche da adulto,
favorita dal Torino anni '70, giusto?
”Sì, ho avuto la fortuna di vedere quel Toro
scudettato 1975-'76. Infatti il mio calciatore
granata preferito è da sempre Paolino Pulici....
Qui la passione granata è forte, seppur in una
zona dominata da Milan-Inter-Juve. Siamo una
minoranza molto appassionata. Ricordo di essermi recato a Torino per vedere la bellissima
avventura UEFA 1991-'92: persi solo la finale,
poiché stetti male. Ricordo come fosse ora la
semifinale col Real Madrid: non riuscii a vedere il primo goal a causa dei fumogeni! E il Delle
Alpi era strapieno. Ma la partita più 'strana' è
stato un derby di qualche decennio fa. Perché

Gaetano Pozzi con Giuseppe Vives

trovai i biglietti ma nella curva juventina! Praticamente, vedevo la Maratona, con le bandiere
e gli striscioni. Ero come Pippo Franco nel film
'Il tifoso, l'arbitro e il calciatore', dove il romanista è in mezzo ai tifosi laziali...“.
Potreste diventare di più se il Toro tornasse
quello dei primi anni '90...
”Sì. Però, dopo aver vissuto la 'lunga estate
calda' del 2005, sono felicissimo di vedere
il Toro con una società solida, seria. Questa
stagione è stata buona, siamo rimasti in corsa
per l'Europa fino alla penultima giornata, addirittura sognando la Champions“.
Giuseppe Livraghi

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Il Film del Campionato

Una stagione densa di emozioni
AGOSTO
Dopo un precampionato
scandito dalle vittorie su
Bormiese, Pro Patria e Renate ed il prestigioso successo il 27 luglio ad Alessandria
contro il Nizza di Vieira (gol
di Belotti di testa), il Toro il
1° agosto riceve la Chapocoense, unita ai granata dalla
tragedia aerea che ha commosso il mondo. Il Toro si
impone 2-0 con reti di Meite e De Silvestri. Il 7 agosto
invece i granata volano ad
Anfield dove nella tana del
Liverpool subiscono un pesante 3-1 (gol ancora di Belotti). La prima gara ufficiale il 12 agosto vede il Toro
vincere in Coppa Italia sul

Cosenza: 4-0 con doppietta
di Belotti e sigilli di Baselli e Rincon. Inizia presto il
campionato: il 18 agosto si
disputa la prima giornata
ed il Toro riceve l'ambiziosa
Roma. I granata disputano
una partita eccellente e ad
inizio ripresa Iago Falque
porterebbe in vantaggio i
granata. Ma il Var dopo alcuni minuti individua un
millimetrico fuorigioco di
Aina, autore dell'assist. A
10 dalla fine altro episodio:
Iago viene abbattutto a zero
metri dalla porta giallorossa mentre sta per infilare
il tap-in. Proteste vibranti
ma l'arbitro Di Bello ed il
Var non concedono il rigore. La beffa si completa al
minuto 94, allorquando su
una percussione di Klui-

vert, Dzeko colpisce al volo
(mal marcato da Aina) e
trafigge Sirigu. Toro-Roma
0-1. Agosto prosegue con
la sfida di San Siro contro
l'Inter. Primo tempo totale
appannaggio dei nerazzurri
in gol con Perisic e De Vrij.
Ma nella ripresa il Toro pareggio con Meitè (di potenza) e Belotti di astuzia (male
Handanovic). E nel finale il
Toro sbaglia le ripartenze
che potrebbero garantire la
vittoria: Inter-Toro 2-2.
SETTEMBRE
Il Toro inizia il mese ricevendo la Spal che nei primi
minuti mette in difficoltà i
granata. Poi si scatena Giove Pluvio, la partita sembra
destinata ad essere rinviata per la fortissima pioggia.
Che però si placa improvvisamente e l'eccellente drenaggio dell'Olimpico Grande
Torino permette di proseguire. Il Toro si ridesta, ed al 7'
della ripresa con un'incornata di Nkoulou porta i casa
i 3 punti. Toro-Spal 1-0. La
seconda trasferta è ad Udine. Al 10' la prima svolta: la
combinazione spagnola Iago-Berenguer porta il Toro in
vantaggio, ma Valeri annulla
per fuorigioco prima che
la palla entri: il Var avrebbe dimostrato che l'off-side
non c'era, ma ormai l'arbitro ha fischiato e fermato
il gioco. Beffa atroce per il
Toro che poco dopo subisce
la rete di De Paul. Ad inizio
ripresa Meitè pareggia, e i
granata si sentono scippati di 2 punti. Udinese-Toro
1-1. Il 23 settembre il Toro
riceve il Napoli e gioca una
delle peggiori partite della
stagione: Insigne al 4' e Verdi al 22' indirizzano la gara.
Belotti prova a riaprirla su
rigore al 6' della ripresa,
ma ancora Insigne chiude i
giochi. Sconfitta netta. ToroNapoli 1-3. 3 giorni dopo il
Toro è di scena a Bergamo.
Belotti vive una notte difficile, isolato nella morsa dei difensori atalantini. Ma Sirigu

non corre grandi pericoli e
il Toro coglie il primo 0-0 di
una lunga serie. Domenica
30 ottobre il Toro è ancora
in trasferta (a Torino non si
può giocare causa la concomitanza con i mondiali di
volley). Al Bentegodi il Toro
soffre un pugnace Chievo.
Ma nel finale Mazzarri sdogana Zaza, che ad un minuto
dal termine finalizza in scivolata una bella verticalizzazione granata. Primo gol
del bomber lucano che vale
3 punti. Chievo-Toro 0-1.
OTTOBRE
Se col Chievo il Toro ha sofferto, altrettanto accadde
col Frosinone il 5 ottobre.
Eppure le reti di Rincon e
Baselli nei primi 45 minuti sembrano aver chiuso
la partita e determinato
l'esonero di Longo, mister
frusinate. Ma in 6 minuti
Goldaniga e Ciano pareggiano l'incontro. Il pubblico
granata mugugna, ma al minuto 71 Berenguer segna il
bellissimo gol del definitivo
3-2. Longo salva momentaneamente la panchina.
Il Toro torna in campo 16
giorni dopo, il 21 ottobre
con il derellito Bologna di
Pippo Inzaghi. Iago Falque
al 13' e Baselli al 54' sembrano firmare una vittoria
agevole. E invece il Toro rovina tutto. Santander su calcio d'angolo, ed il difensore
Calabresi, su una incerta respinta di Sirigu, suggellano
il pareggio felsineo. 2 punti
buttati al vento. BolognaToro 2-2. Il mese si chiude
il 27 ottobre con il primo
dei due pareggi casalinghi
stagionali del Toro. Contro
la Fiorentina inizia malissimo: l'ex granata Benassi
la sblocca al 2° minuto. Rimedia al 13' Ola Aina, con
un diagonale che colpisce il
palo, la palla rimbalza sulla
schiena di Lafont e si incassa: è il definitivo 1-1.
NOVEMBRE
Il 4 novembre il Toro dispu-

Una canzone per Capitan Valentino
Dalle aule dei tribunali al verde prato da gioco attraverso le note
musicali. Sono gli elementi che caratterizzano la vita e le passioni
di Daniele De Bellis, avvocato 44enne di Savonera, che insieme al
mestiere di legale porta avanti da sempre due grandi passioni: la
musica e il Toro. E sono proprio queste ultime due che lo hanno
spinto a comporre una canzone dedicata a Valentino Mazzola,
capitano e simbolo del Grande Torino, che lo scorso 4 maggio è
stato commemorato nel 70° anniversario della tragedia di Superga. “Valentino Mazzola” è appunto il titolo del brano che sul CD
viene presentato in due versioni, una cantata dall’autore, l’altra
strumentale. Testo, musica e voce sono ad opera dello stesso De Bellis, che nella ricorrenza dei 100
anni della nascita di Valentino Mazzola, al quale la città di Torino ha recentemente intitolato i giardini
in piazza Galimberti, ha voluto rendere un omaggio in musica al capitano del Grande Torino. I tifosi
granata possono ascoltare il brano, già presente su Youtube, in rete, oppure sul CD, che l’autore ha
provveduto ad inviare a tutti i club del Toro.
(Giovanni Rolle)

ta la miglior partita esterna
della stagione. Nella Marassi blucerchiata Belotti asfalta i difensori doriani e beffa
2 volte (la seconda su rigore,
da lui stesso procurato) Audero. Falque firma il 3° gol
mentre Quagliarella dal dischetto cerca di riaprire la
sfida. Chiusa però dal sigillo di Izzo. Samp-Toro 1-4 e
pioggia di elogi sui granata.
Troppi elogi, perchè la settimana dopo il Toro viene
asfaltato in casa da Gervinho e Inglese. Le punte del
Parma
maramaldeggiano
tra i difensori granata. Baseli al 37' riapre il match,
ma il Toro viene sconfitto
malamente. Mazzarri a fine
gara ammette che gli elogi
post-Samp hanno fatto danni, e Belotti parla di un Toro
poco combattivo. Durante
la pausa del campionato
l'umore dei tifosi granata è
basso. Prima della sfida di
Cagliari invece Mazzarri è
vittima di un malore e deve
disertare la trasferta del
lunedi. In panchina siede
Frustalupi: il Toro ottiene il
secondo 0-0 ma sembra ancora una vittoria buttata.
DICEMBRE
Complice il boxing-day,
ben 7 gare in dicembre.
Il 2 il Toro riceve il Genoa,
che passa in vantaggio con
Kouame, dopo che Piatek
ha colpito un palo e soprattutto che Romulo si è fatto
espellere. Il Toro con l'uomo
in più ribalta il punteggio in
pochi secondi nel recupero
del 1° tempo. Le reti di Ansaldi e Belotti su rigore ai
minuti 47 e 49 ricordano
la celeberrima rimonta del
2014: sempre sul Genoa,
sempre in pochi secondi,
sempre sotto la Maratona
(all'epoca gol di Immobile e Cerci). Il 6 dicembre il
Toro ospita in Coppa Italia,
nella ghiacciaia del “Grande
Torino”, il Sud Tirol dell'ex
Paolo Zanetti. Il Toro si impone 2-0 con reti di Soriano
ed Edera, che un mese dopo
andranno a Bologna da
Mihajlovic. Vittoria però non
facile, perché agli altoatesini viene ingiustamente annullato per fuorigioco il gol
del pareggio. Il 9 dicembre il
Toro torna a San Siro e pareggia 0-0 contro il Milan in
una sfida molta combattuta.
Cosi come è combattuto il
derby del 15 dicembre. Zaza
e Belotti lamentano due penalty non concessi dall'arbitro Guida. Che invece
punisce col rigore un contatto Ichazo- Mandzukic su
stolto passaggio all'indietro
di Zaza. Ronaldo va sul dischetto e Ichazo (che aveva
sostituito l'infortunato Sirigu) sfiora il pallone calciato
dal portoghese. Toro-Juve

0-1. Beffa che il Toro subisce anche dal Sassuolo il 22
dicembre. Al 9' della ripresa Belotti porta in vantaggio, i granata che al minuto 92 subiscono il pareggio
di Brignola. Sassuolo-Toro
1-1 e altri 2 punti buttati
al vento. Si torna in campo
a Santo Stefano: il Toro regola in casa l'Empoli con un
netto 3-0 firmato N'Koulou,
De Silvestri, Iago. L'anno si
chiude in casa della Lazio.
Belotti propizia e sigla il gol
del vantaggio granata ma
Milinkovic-Savic firma il pareggio laziale.

nel 1° tempo, in cui Paganini porta avanti i ciociari.
La rimonta è firmata dalla
splendida doppietta di Belotti: Frosinone-Toro 1-2. Il
16 marzo è Mihajlovic a fermare la cavalcata granata.
Eppure contro il Bologna un
autogol di Pulgar su tiro di
Ansaldi porta in vantaggio il
Toro. Ma Poli, lo stesso Pulgar ed Orsolini firmano la
vittoria felsinea: nel finale
Izzo firma il 2-3 definitivo.
Dopo la pausa il Toro torna
in campo a Firenze: finisce
1-1 con reti di Simeone e
Baselli.

GENNAIO
Lunga pausa dopo il boxingday: il 13 gennaio il Toro
riceve in casa la Fiorentina
nella gara secca per gli ottavi di Coppa Italia. Occasione
ghiotta, che il Toro spreca:
sfida equilibrata, ma nel
finale Chiesa firma la doppietta della qualificazione
viola. Il 19 gennaio il Toro
subisce la prima sconfitta
esterna (la seconda sarà ad
Empoli). Zaniolo e Kolarov
(su rigore) nei primi 34 minuti sembrano indirizzare
la sfida. Ma il Toro pareggia
con le reti di Rincon ed Ansaldi. Ma alla fine la Roma
torna in vantaggio con El
Sharaawy. Roma-Toro 3-2.
Dopo questa gara, inizia lo
splendido girone di ritorno del Toro. Il 27 gennaio i
granata sconfiggono in casa
l'Inter (non accadeva dal
1994): 1-0 gol di Izzo,

APRILE
Il 3 aprile ancora Belotti
grande protagonista della vittoria sulla Sampdoria
con una doppietta nel 1°
tempo. Inutile il gol doriano di Gabbiadini nel finale:
Toro-Samp 2-1. Il 6 aprile il
Toro però butta via altri 2
punti al “Tardini”: il Parma
è decimato dagli infortuni,
la vittoria granata sembra
una formalità ma gli emiliani strappano un prezioso
0-0. Altri 2 punti gettati al
vento il 14 aprile. Belotti è
squalificato e allora ci pensa Zaza a firma il vantaggio
granata al 7' della ripresa.
Il bomber lucano però si fa
stoltamente espellere nel
finale dall'arbitro Irrati per
un ”vaffa” assolutamente
evitabile. Pavoletti così pareggia ed il Toro si mangia
le mani. Il 20 aprile il Toro si
riscatta espugnando ancora
Marassi: contro il Genoa è
decisivo l'ex Ansaldi. Il mese
si chiude con un'altra vittoria casalinga di prestigio:
stavolta la vittima è il Milan
infilzato dai gol di Belotti su
rigore e Berenguer.

FEBBRAIO
Il mese inizia a Ferrara, dove il Toro colleziona
l'ennesimo 0-0 con l'alibi
dell'espusione di Nkoulou
al minuto 65. Il 10 febbraio
a Torino arriva l'Udinese. Il
match-winner è Ola Aina al
minuto 31, ma il vero protagonista è Sirigu. Che nel
finale para il rigore del pareggio di De Paul. I friulani
esultano però poco dopo per
la rete di Okaka. Che pero',
tra le polemiche, viene annullata dal Var. Toro-Udinese 1-0. il 17 febbraio il Toro
è di scena a Napoli. Sirigu
mantiene ancora la partita inviolata, e i granata ne
escono indenni. Napoli-Toro
0-0. 6 giorni dopo per il Toro
altra vittoria casalinga di
grande rilevanza. Stavolta
la vittima è l'Atalanta, trafitta della rete di Izzo e Iago,
tra la fine del 1° e l'inizio del
2° tempo. Toro-Atalanta 2-0.
MARZO
A marzo per il Toro altre 2
vittorie fondamentali, contro ultima e penultima, anche se i 6 punti vengono
raggiunti con eccessiva sofferenza. L'8 febbraio in Toro-Chievo, saracinesca-Sorrentino para tutto il parabile
per 76 minuti. Poi sblocca
Belotti e nel recupero Rincon e Zaza firmano il 3-0 finale. Il 10 marzo a Frosinone il Toro soffre tantissimo

MAGGIO
Il 3 maggio, il giorno prima delle celebrazioni per i
70 anni di Superga, il Toro
sfiora la vittoria nel derby
in casa Juve. Lukic buggera Pjanic e trafigge Szczesny: Toro in vantaggio dal
minuto 18 al minuto 84.
Allorquando Ronaldo di testa spezza il sogno granata.
Succede di tutto il 10 maggio in Toro-Sassuolo. Bourabia segna e si fa espellere
al 27'. Belotti pareggi al minuto 56 ma Lirona riporta
avanti il Sassuolo. Zaza e
Belotti (con una rovesciata
spettacolare) in pochi secondi, intorno al minuto 82,
firmano il sorpasso granata:
Toro-Sassuolo 3-2. Ormai
l'Europa sembra certa: ma
il 15 maggio la Lazio vince
la Coppa Italia e rende vano
il 7° posto del Toro. Che, scarico, cade male ad Empoli
(1-4). Con la Lazio basta un
pareggio per mantenere il
7° posto. Confidando nella
rinuncia all'Europa League
del Milan, per un ripescaggio che sarebbe comunque
meritato.
Alessandro Costa

amc_juvetoro@yahoo.com

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9

Il Pagellone della Stagione

Sirigu mostruoso. Belotti ok. Male Zaza, Bremer e Meitè
DIFESA
SIRIGU 9. Stagione mostruosa, ha garantito al Toro
almeno 8-10 punti. I 6 gol
subiti nelle ultime due gare
non sono certo colpa sua. È
il miglior portiere d'Italia.
Sarà dura trattenerlo, le offerte non mancheranno.
IZZO 8. La reincarnazione
di Pasquale Bruno. 10 milioni spesi davvero bene.
Grinta, senso della posizione, esplosività e 4 gol segnati. Una colonna.
NKOULOU 7. Elegante ed
imperioso, qualche volta
distratto, ma è da decenni
che il Toro non annoverava
un centrale di tale qualità.
Uno dei segreti della solidità difensiva granata.
MORETTI 8. Titolare inamovibile a 38 anni. La serietà
fatta persona, in ogni allenamento e comportamento.
Speriamo aspetti ancora
prima di diventate dirigente
granata. In campo ci sarà
ancora bisogna di lui.
DJIDJI 6. Maledetto menisco. Inizio in sordina, poi
conquista i gradi ma l'infortunio contro l'Udinese si
rileva fatale. Ancor peggio
la scelta della terapia conservativa. E cosi: panchina,
operazione e ora convalescenza. Il futuro però è dalla sua parte.
BREMER 4. Se davvero è
costato 6 milioni è la spesa
più incauta della gestione
Cairo. Doveva contendersi una maglia con Izzo ma
ha giocato da titolare solo
contro il Suditirol in Coppa
Italia e nel derby di ritorno per l'assenza degli altri
compagni. Benino contro la
Juve, ma non aver ostacolato Ronaldo in occasione del
pareggio bianconero è la didascalia della sua stagione.
CENTROCAMPO
DE SILVESTRI 8. vincitore del trofeo Topolino nel

1999, 20 dopo si conferma
atleta naturale prodigioso.
Trascinatore di compagni e
pubblico, combatte su ogni
palla, segna qualche gol e
ha imparato anche a fare
gli assist per Belotti. Gladiatorio.
ANSALDI 8. esterno a destra e sinistra, ma anche
interno di centrocampo.
Strappato per soli 4 milioni
all'Inter, garantisce qualità,
cross e sagacia tattica. Condita da qualche rete importante (vedi le 2 al Genoa).
Peccato che ogni tanto si
infortuni.
RINCON 7. “El general” ha
appena concluso la sua miglior stagione granata. Tanta quantità, grinta da vendere, frangiflutti e pedina
tattica preziosa.
LUKIC 6,5. L'anno al Levante e la cura Mazzarri gli
hanno giovato. Ha acquisito peso e qualità. Generoso metronomo, eccellente
stagione condita dal gol nel
derby.
MEITE' 5,5. Media tra il '7
del girone di andata e il 4
del ritorno. L'espulsione a
fine dicembre contro la Lazio è stata la chiave di volta
negativa. Il futuro dirà se è
un campione o solo un buon
giocatore.
BASELLI 6,5. Sempre in
bilico tra essere un centro-

campista di livello assoluto
oppure da squadra di mezza classifica. Mazzarri lo
ha spesso avanzato tra le
2 linee. Risultato: 4 gol, ma
deve ancora superare l'ultimo step.
BERENGUER 6,5. Alejandro
da Pamploma è migliorato molto. Non è una punta,
non è un vero esterno, ma
è un eccellente ibrido che
Mazzarri ha saputo valorizzare. La prossima stagione
potrebbe essere quella della definitiva esplosione.
AINA 6. Buona gamba, più
utile in fase di spinta che
nei ripiegamenti. Gli mancano continuità e sangue
freddo, vedi le 3 giornate di
squalifica per l'espulsione
col Bologna e la disfatta di
Empoli. Ha grandi potenzialità. Però 10 milioni per
riscattarlo dal Chelsea sembrano troppi.
PARIGINI 6. Col senno di
poi, gli avrebbe giovato
farsi le ossa in provincia.
Ha giocato col contagocce,
cercando di dare una svolta
nei momenti in cui è subentrato. Ancora incompiuto.
ATTACCO
BELOTTI 8. A prescindere
dai gol lotta e combatte su
tutto il fronte dell'attacco
e anche della difesa a volte. Isolato dai compagni,
accerchiato dai difensori
avversari, ha ricevuto tante botte ma pochi assist. Va
per i 26 anni e in Europa
non ha giocato nemmeno
un minuto. Speriamo gli basti il palcoscenico italiano
IAGO 5,5. 12 gol il 1° anno,
12 il 2°, appena 5 il 3°. Paga
infortuni e modulo tattico,
anche lui sarà insoddisfatto
della sua stagione
ZAZA 4,5: Dall'ex centravanti dell'Italia ci si aspettava un rendimento ben
diverso. Solo 4 reti, di cui 2
al Chievo. Contro il Cagliari

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ha segnato e poi si è fatto
espellere, agevolando il pareggio sardo. Col Sassuolo
dopo essersi mangiato 3 gol
ha segnato il 2-2. Secondo le scelte di Mazzarri, è
un doppione anziché il secondo “gemellino" del gol
di Belotti. Dimenticavamo:
ha fatto lo stolto passaggio
a Mandzukic nel derby di
andata. Ha ancora 4 anni
di contratto. Ma potrebbe
andare in prestito a riconquistare autostima.
ALTRI
SENZA VOTO: Ichazo, Rosati, Ferigra, Edera, Damascan, Millico.
SORIANO 3. Al Toro un ectoplasma, al Bologna giocatore di grande livello. Doveva allora arrivare al Toro

un anno prima, visto che
con Mihajlovic è riesploso.
Mazzarri gli ha dato molte
opportunità da trequartista
ma evidentemente è stato
un acquisto di Petrachi e
non di Mazzarri.
MAZZARRI 7. Due sole
sconfitte in trasferta, 8 vittorie nelle ultime 10 gare
in casa. Record di punti dal
1992 ad oggi, classifica costruita soprattutto sulla solidità difensiva. Un grande
tattico, anche se forse poco
coraggioso. Avrebbe meritato di portare il Toro in Europa. Mezzo voto in meno
perché tiene sempre chiuse
ai tifosi le sacre porte del
Filadelfia.
CAIRO 7. Ha appena compiuto 62 anni e si è guadagnato consenso e affetto

definitivo da parte dei tifosi.
Ha chiuso in passivo il mercato estivo, ha alzato al 7°
posto il monte-ingaggi nonostante il 10° fatturato. Ed
è il paladino dei tifosi, non
solo granata, che vogliono
una più equa distribuzione dei soldi dei diritti tv e
non vogliono i campionati
nazionali schiacchiati dalla
Champions allargata.
PETRACHI 5,5. Si è dimesso in settimana. Come preventivato. La scorsa estate
ha realizzato alcuni ottimi
colpi (Izzo, Aina, Meitè) ma
anche flop costosi (Bremer,
Soriano, Zaza). Dopo 9 anni
e mezzo, il suo ciclo e le sue
motivazioni sembrano terminate.
Alessandro Costa

Libri Granata / 'Non so parlare sottovoce'
Sembra ieri, eppure è già passato un anno dalla sua presentazione alla Fiera del Libro di Torino. “Non so parlare
sottovoce” pubblicato da Cairo Editore, fa parte di quella letteratura italiana che appassiona sempre ed è senza
tempo. Mai titolo di un libro fu adatto al suo contenuto. Aldo Agroppi è così, prendere o lasciare. È il destino di
tutte le persone schiette come lui, toscano fino alla punta dei capelli nel non conoscere dove sta di casa l’ipocrisia.
Ricordo di aver letto con molto piacere il file che mi era stato inviato via mail prima della pubblicazione del libro.
Bozze corrette, parole sottolineate e ricorrette dall’autore, che sapevano di impegno letterario da parte di chi si
accingeva per la prima volta a scrivere un libro da solo, svelando pubblicamente come egli è nella sua anima e
nel suo più profondo essere, con i pro e i contro di un carattere che è simile a un “legno storto”, così come (dice
lui) era il “su babbo”. Ricordo che lo scorrere di questo lungo e intenso lavoro letterario mi aveva affascinato sotto l’aspetto della conoscenza di un percorso di vita fatto in rettilineo, ma che spesso ha subito curve improvvise
e inaspettate. L’amore eterno per Nadia, sua moglie, donna perfetta con la quale condivide lunghi anni di matrimonio felice. E poi tanti momenti di ricordi e figure incancellabili della sua famiglia, che tracciano un passato
fatto di semplicità e tanto orgoglio. Tutto questo s’interseca perfettamente agli aneddoti che si sono sviluppati tra
antipatie e polemiche vissute con personaggi del mondo pallonaro, vedi Mancini, Lippi, Sacchi. Pagine e capitoli
in cui Aldo mette a nudo le proprie ansie, le fragilità, l’oscurità e il pessimismo verso il mondo d’oggi che ha perso
il senso dell’equilibrio e dei valori umani. Ma al contempo ho letto pagine che fanno sorridere, esilaranti, capaci
di contrapporsi a certi racconti commoventi. Il Toro, Gigi Meroni e la giornata di una maledetta domenica d’ottobre, che inizia con la vittoria sulla Sampdoria e si conclude tragicamente con la morte della “farfalla” granata. Chi
conosce Aldo lo ritiene un caro amico, e chi come me ha avuto l’occasione di intervistarlo più volte, coglie sempre
in lui il tratto malinconico di un’anima spesso inquieta, sensibile, reattiva alle storture e alle ingiustizie della vita,
ma al contempo capace di sciogliersi come un bimbo. Sono i forti sentimenti contrapposti che lo coinvolgono
personalmente, e forse, chissà, sono stati gli artefici del suo male oscuro che a un certo punto gli ha cambiato la
vita. È l’Agroppi degli estremi opposti tra loro, che si sviluppano tra picchi di positività ad altri di negatività. È il
marchio della sua vita di ex calciatore professionista e di uomo che con la sua schiettezza si è inimicato anche i
“papaveri” del Potere. Per questo ha pagato a lungo sulla sua persona, ma la cosa più bella è che egli fa di questo
suo modo d’essere il suo orgoglio. Senza rimpianti, senza incertezze, ma con la consapevolezza che se la sua vita
dovesse ricominciare rifarebbe esattamente ciò che ha fatto. È Aldo Agroppi, mediano arcigno e marcatore senza
mezzi termini in campo e nella vita. Incendiario e mai pompiere, per questo non sa parlare sottovoce.
Salvino Cavallaro

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Speciale Scherma

Piccole Donne Crescono e Combattono
I

l cielo di Riccione, nonostante le nuvole, la settimana scorsa si è colorato di blu intenso (come la
divisa dell’ ISEF “Eugenio
Meda” Torino ASD Scherma) di oro e di bronzo (i
colori di chi cavalca “quel”
podio) e di un tricolore che
accompagnato
dall’inno
nazionale regala sempre
emozioni indescrivibili e
che ha firmato la quarta
giornata di gara Nazionale
del 56° Gran Premio Giovanissimi “Renzo Rostini”
– trofeo “Kinder + Sport”.
In occasione dei suoi 10
anni la società ISEF “Eugenio Meda” raccoglie ancora successi e l’ennesima

emozione, che è racchiusa
nei cuori tremanti di tutti
coloro che hanno gioito e
pianto con queste fantastiche ragazze: allenatori
e famiglie che con grande
fiducia le incoraggiano e
le sostengono quotidiana-

sono insegnamenti di vita
che vanno oltre la pedana:
il rispetto per il prossimo,
la lealtà, la dignità, la costanza, la determinazione,
la fiducia in se stessi e nei
propri punti di forza, la
consapevolezza e l’umiltà
di accettare e lavorare sulle proprie aree di miglioramento, la disciplina e la resilienza. E dopo i meritati
festeggiamenti, si ritorna
in sala, tenaci e instancabili. Un Ringraziamento
all’allenatore
Mencarelli Maurizio, al presidente
Mencarelli Sonia e a tutto
lo staff dell’ISEF “Eugenio
Meda” Torino ASD Scherma. A questo punto del

mente. Il primo titolo tricolore è stato quello di spada
femminile Ragazze vinto
da Federica Zogno: dopo
una semifinale terminata 15-7 contro la spadista
Giulia Paulis della Lazio
Scherma Ariccia, la Zogno
si è avvicendata in una fantastica finale che ha sigillato la sua vittoria per 15-8
su Anna Nicoli del Circolo
Scherma Castelfranco Veneto, che poco prima aveva
dato lo “stop” sul 15-10 alla
Katerina Piatti, altra atleta che batte bandiera blu
dell’ISEF. L'altro bronzo è
per Arianna Delnevo, nella spada femminile Allieve. Al PlayHall di Riccione

hanno vinto l’impegno, la
perseveranza, l’amicizia,
la professionalità, il sacrificio, caratteristiche che
insieme all’amore per la
scherma, accomunano giovani ragazze che condividono lo stesso ideale, le ore

di allenamento, i loro sogni, le loro paure e le loro
esperienze di vita. Figlie,
atlete, amiche e compagne
di sala che hanno mosso i
primi passi quando le divise bianche erano quasi più
grandi di loro e quella spada sembrava così pesante
per le loro manine. Oggi
sono giovani donne che
crescono e che hanno negli
occhi la voglia di superare
i propri limiti, di definire
la loro strada e dare forma
ai loro sogni, tra lacrime
e sudore. “Che strani i sogni vero? Non ci sono sogni
che valgono per tutti, ma i
sognatori invece si assomigliano tutti, anche se vivono condizioni così diverse
tra loro hanno questa cosa
che li rende come fratelli
e sorelle, questo stare in
equilibrio precario tra la
realtà e quello che la realtà può diventare.” (cit.
Bebe Vio). Risultati diversi
arrivati e che arriveranno

viaggio, che è solo l’inizio
ma che già offre alla vista
ed ai cuori scenari mozzafiato nello sport e nella
vita, possiamo solo dire:
“In guardia …A VOI!”
(Redazione sport vari)

(Nella foto al centro,
in alto a sinistra:
Federica Zogno e Katerina
Piatti; in basso a sinistra
Arianna Delnevo;
a destra, dal basso
a sinistra, Giulia Grupico,
Katerina Piatti,
Kaja Lamonaca,
Viola Comin,
Federica Zogno)

ma ottenuti sempre con
forza di volontà, pazienza
e determinazione. Gli ostacoli e gli imprevisti sono e
saranno parte integrante
di questo percorso ma il
coraggio di andare ‘Oltre’,
nonostante tutto, senza
fermarsi, permetterà loro
di fare quel passo in più
per avanzare di qualche
metro, un giorno dopo l’altro, proprio come uno scalatore che realizza il suo
sogno: conquistare la vetta - la “propria” vetta. Non
importa dove ognuna di
loro arriverà e quanto tempo impiegherà perché ciò
che questo sport permette
di imparare ogni giorno,

Il mondo della
fantasia sulle
rive del Po

Appuntamento da non perdere domenica 30 giugno
2019 per gli appassionati di fumetti e del mondo
fantasy. A Villafranca Piemonte, in provincia di
Torino, presso l’area attrezzata sul fiume Po, avrà
luogo la seconda promettente edizione di FANTA
PO. Ad attendere tutti gli affezionati, numerosi
autori e disegnatori presso il Comics Village, dove
si svolgeranno anche gli incontri in cui racconteranno le loro ultime produzioni e progetti futuri.
Nell’area Palco assisteremo al Cosplay Contest e al
Girotondo dei Mini Cosplay, intervallati dall’esibizione di un gruppo musicale e un balletto ispirato
ad un anime giapponese. Vari set fotografici saranno a disposizione dei cosplayers che interverranno.
Nell’area del parco dedicata all’evento non mancheranno le bancarelle degli espositori di settore, una
fornitissima Area Ristoro curata dalla Proloco di
Villafranca, percorsi nella natura in collaborazione
con l’Associazione Amici del Po, battesimo della
sella, falconieri, animazioni, area giochi con trucca
bimbi, laboratori fatati e molto altro ancora! La
sera di sabato 29, sempre presso l’area attrezzata
sul fiume Po, si terrà la grande festa di apertura:
il “FANTA RIVER SHOW!”, spettacolo musicale con
l’intervento della Banda Musicale Autonoma “Santa
Cecilia”, l’esibizione del Corpo di Ballo “Dreamcatchers” diretto da Chiara Groppo e dell’ Accademia Danze Irlandesi “Gens D’Ys”. Altre info le
trovate alla pagina Facebook della Discovery Kepler
Association e sul sito del comune di Villafranca.

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Spettacoli e Cultura

10 anni senza 'MJ', 'The King of Pop'
Q

uasi 10 anni fa, ossia
il 25 giugno 2009,
moriva Michael Jackson, la più grande popstar
di tutti i tempi. Anche se in
questo periodo vi sono ancora degli strascichi delle
polemiche innescate dal discutibile documentario/pasticcio ‘Leaving Neverland’
(ne abbiamo parlato nel numero di 'JuveToro' del 6-42019), vale la pena ricordare l’artista tralasciando
tutto il resto. La sua carriera è decisamente interessante guardandola a ritroso, perché le diverse fasi
fanno capire quanto egli si
sia evoluto nel corso del
tempo, e come. Cominciò a
cantare da bambino in casa,
nei primi anni '60, insieme
ai suoi fratelli, un pomeriggio in cui la tv si era guastato e loro si annoiavano. E
nel giro di poco tempo si ritrovarono tutti, come una
vera e propria band, a vincere dei talent show locali,
nell’Indiana dove abitavano. E a Michael piaceva anche ballare, imitando personaggi come James Brown
e Jackie Wilson. Il manager
del gruppo era lo stesso padre dei ragazzi che, viste le
potenzialità
economiche
dell’affare, utilizzò dei metodi anche abbastanza severi per istruirli allo show.
Poi approdarono alla casa
discografica nera Motown
e, nel giro di poco tempo,
non solo la vera star del
gruppo ‘Jackson 5’ divenne
Michael, ma il gruppo stesso ebbe anche un grande
successo. Il loro Rhythm
and Blues fresco e allegro,
impostato su uno stile un
po’ teen pop, finì immediatamente in testa alle classifiche. Piaceva sia ai bianchi
che ai neri, e il piccolo Michael aveva una incredibile
autorevolezza nel canto e
una forte sensibilità interpretativa anche quando
cantava dei testi che poco
avevano a che fare con un
bambino. Inoltre, come scuderia la Motown vedeva al
suo interno altri grandissimi cavalli di razza da cui
imparare, come Marvin
Gaye, Stevie Wonder, Diana
Ross. Poi cominciò, insieme
all’adolescenza, una seconda fase denominata “Jacksons” e la musica, grazie
all’ingresso del funk, divenne sempre più vicina alla
Discomusic anni 70. E mentre nacque parallelamente
una sua carriera solista,
dopo poco tempo la forza
esplosiva di Michael sbocciò
con una nuova casa discografica, che vide una storia
musicale a dir poco leggendaria, con una quantità di

successi incredibile. Il suo
stile musicale, ossia un Pop
infarcito di Soul, Rhythm
and Blues, e Rock, arrivò ad
una definizione molto personale e non replicabile. E
la sua esplosività creativa si
concretizzò definitivamente
quando realizzò l’album
“Thriller” nel 1982, perché
da quel momento il ballo diventò parte integrante del
suo lavoro rispetto alle
semplici coreografie che
fino a quel momento avevano caratterizzato la sua
carriera e quella dei suoi
fratelli. I suoi video diventarono cult assoluti, dei piccoli film musicali, veri pezzi di
storia della musica pop, e
all’uscita di ogni album successivo si creava sempre

una fibrillante attesa nei
milioni di fans e negli osservatori, curiosi di vedere
cosa si sarebbe inventato di
volta in volta. Il suo ballo
era la fusione di tantissimi
generi e i suoi passi erano
l’evoluzione di passi di artisti e ballerini del passato; li
faceva suoi e li trasformava
in qualcosa di diverso.
Jackson era curioso e attento di natura, guardava i
migliori, assorbiva, provava, e con un lavoro stakanovista portava il tutto su
un’altra e nuova dimensione. E così continuò quasi
fino alla fine dei suoi giorni.
Sui numeri complessivi delle vendite dei suoi dischi e
dei suoi guadagni, siamo
nell’ordine delle centinaia
di milioni di copie nel mondo, e in diversi miliardi di
dollari realizzati attraverso
le attività che ha svolto dal
punto di vista artistico (dischi, concerti, diritti d’autore, pubblicità), perché lavorò per diversi decenni e
perché era cantante, autore, ballerino, produttore discografico e attore. Fattura
tantissimo tuttora. Questo il

breve ritratto dell’artista,
ma si deve anche ricordare
qualcosa dell’uomo. Spesso
si è parlato delle sue stranezze, come quella del colore della pelle, che da nera
divenne bianca, grossomodo dall’album “Bad” in poi.
Oppure delle tante plastiche facciali subite (ma da
lui negate). In pochi sanno
però che egli soffriva di una
malattia che provoca la
perdita del colore della pelle che si chiama vitiligine,
che rende l’epidermide
dell'individuo che ne soffre
a macchie più chiare, e che
nel suo caso arrivò a distruggere quasi completamente la sua pigmentazione. Dopo aver provato per
molti anni a colorare artificialmente le macchie con
del trucco, per nascondere
la malattia durante i concerti e simili, dal 1984 in
poi Jackson si sottopose ad
alcune terapie uniformanti
della pelle, per portarla tutta al colore dominante, che
ormai era il “bianco”. Le
plastiche facciali (troppe)
molto probabilmente sono
la conseguenza della prima
scelta, ossia quella di arrivare a dei tratti somatici
più adatti ad una pelle chiara. Inoltre soffriva anche di
una forma di “lupus” (altra
malattia della pelle). Queste
patologie, confermate anche dall’autopsia del suo
corpo dopo la morte, causano elevata fotosensibilità ai
raggi solari e danni cutanei
(in particolare il lupus),
specie alle parti del corpo
molto esposte alla luce
come il viso, e provocano
anche alopecia. Come se
non bastasse, nel 1984 durante la registrazione di
uno spot pubblicitario della
Pepsi, si verificò un incidente in cui i suoi capelli presero fuoco, ed egli si procurò
delle ustioni di 2° e 3° grado
al cuoio capelluto. Fece uso
di antidolorifici per lungo
periodo, diventandone dipendente per anni e dovette
subire interventi chirurgici
dolorosissimi come l'espansione tissutale del cuoio capelluto. Ma non è tutto, perché nel 1999 ebbe anche un
incidente sul palco durante
un’esibizione, quando una
struttura della scenografia
su cui lui sostava, simile ad
un ponte e sollevata a diversi metri da terra, precipitò schiantandosi e il contraccolpo che egli subì gli
provocò
problemi
alla
schiena che si portò fino
alla tomba. Inoltre durante
i tour e durante il celebre
processo penale che lo vide
come accusato, Jackson ha
sofferto comprensibilmente

di insonnia e stress, e spesso accettò di farsi somministrare farmaci con lo scopo
di curarsi. Uno di quei farmaci è proprio l’anestetico
che poi lo ha portato alla
morte a soli 50 anni. MJ era
un uomo che in fondo non
crebbe mai davvero, perché
fin da bambino ebbe una disponibilità finanziaria spropositata che gli permise di
vivere come una sorta di
PeterPan. E in due fasi differenti della sua vita, in
particolare nella seconda,
ebbe una fama talmente
strabordante ed esagerata,
per cui egli non potè mai
avere una vita “normale”.
Molte delle sue stranezze
per cui viene ricordato, anche riguardo ai suoi rapporti sociali e al suo stile di

vita, hanno a che fare proprio con questa sua personalissima esistenza. Tuttavia era una persona molto
dolce, sensibile, che ha dato
in beneficenza centinaia di
milioni di dollari e ha aiutato di tasca propria tantissime persone. Si interessava
anche agli animali e alla
natura. Era una persona
molto intelligente e un gran
lavoratore. Sapeva pianificare da tanti punti di vista
(immobili, finanze, progetti
personali). A dispetto di
quello di cui è stato accusato, e dei supposti gusti sessuali deviati, egli invece
ebbe molte fidanzate, si
sposò due volte ed ebbe 3
figli. Ma per dare un’idea
definitiva di ciò che era
come artista, e del perché è
diventato ciò che tutti oggi
conoscono, riportiamo fedelmente quanto egli scrisse in una lettera privata il 6
novembre 1979, all’età di
soli 21 anni, durante la promozione dell'album “Destiny” dei Jacksons: “MJ
sarà il mio nuovo nome, non
più Michael Jackson. Voglio

un personaggio tutto nuovo
e un nuovo look. Voglio essere una persona totalmente differente. Le persone
non dovranno più pensare
a me come al bambino che
cantava “ABC” o “I want
you back”. Diventerò un
nuovo incredibile attore,
cantante e ballerino, che
stupirà il mondo. Non darò
interviste, avrò un’aura
magica, sarò un perfezionista, ricercatore, allenatore,
maestro. Sarò migliore della somma di tutti i più
grandi attori. Troverò uno
sbalorditivo metodo di preparazione, che mi consentirà di cercare e cercare fino
a quando non avrò trovato
qualcosa. Studierò e analizzerò tutto il mondo dell’intrattenimento e lo perfezionerò, partendo da dove
sono approdati i più grandi”. Cari lettori, da queste
sue poche parole si capisce
perfettamente perché in
questa sede lo stiamo ricordando. Non vi pare?
Antonio Catapano

REDAZIONALE

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INES, MISS 'ORGOGLIO GRANATA'
È la bellissima Ines Pargalia da Giaveno, la Miss “Orgoglio Granata” di ToroLazio. Ines, raccontati ai nostri lettori...
Sono appassionata di fotografia e musica: ho realizzato diversi servizi
fotografici e comparsate in video musicali, oltre alla partecipazione in alcuni
programma di Grp Televisione tra cui ovviamente “Orgoglio Granata”. Per
il resto ho lavorato come impiegata amministrativa, ora cerco l'occasione
lavorativa giusta.
E nel tempo libero?
Pratico molto fitness, sono testimonial di un marchio di abbigliamento
legato al fitness. Però il mio hobby preferito è viaggiare, anche perché sono
diplomata in lingue. Ho viaggiato in quasi tutta l'Europa, ed è importante
farlo perché in tal modo si arricchisce il proprio bagaglio culturale.
Condividiamo totalmente. Cosa ti aspetti da Toro-Lazio?
Il Toro otterrà la nona vittoria casalinga nelle ultime 11 gare per regalare
l'ultima gioia ai tifosi. Con o senza Europa League. Viaggiare è importante,
ma se non sarà quest'anno, il prossimo sicuramente i tifosi granata
viaggeranno in tutta Europa al seguito della squadra...

Le preziose 'Toro's Angels'
Si chiude il campionato e
terminano anche le dirette di
'Orgoglio granata' su Grp tv.
La stagione è stata costellata
dalla
presenza
di
grandi
ospiti e di molte splendide
collaboratrici,
le
'Toro's
Angels'. Le ringraziamo e
pubblichiamo alcune loro foto.
Un ringraziamento anche a
Gianluca Lamberti, talentscout di molte di loro.

(ale.co./foto Viktor foto click, Marco Rosa Marin, Marco Esposito,
Marco Bolla, Manuel Passarella)

REDAZIONALE

Gli specialisti dell’elettrodomestico si trovano a Torino. Davide, insieme al suo staff, opera
da anni in città e provincia, all’interno dello store a due minuti dal centro. In prossimità
dell’ospedale Maria Vittoria, in via Cibrario 76/E, troverete un assortimento di grandi e
piccoli elettrodomestici, ricambi ed accessori. Lo staff effettua, a domicilio e in laboratorio,
riparazioni di qualsiasi tipo di elettrodomestico: dalle lavatrici alla lavastoviglie passando per
frigoriferi, forni, cucine, piani cottura, condizionatori, televisori, piccoli elettrodomestici…e
non solo. Per quanto riguarda la vendita lo staff propone elettrodomestici da incasso o
da libera installazione multimarche, accurata installazione ed assistenza post-vendita al
proprio domicilio.
Torino Elettrodomestici mette a disposizione dei clienti la propria esperienza per valutare
la possibilità di sostituire gli elettrodomestici da incasso anche attraverso modifiche ed
adattamenti nel caso di cucine da incasso un po' datate. Inoltre all’interno dello store è
possibile trovare sacchetti e ricambi per aspirapolvere e un assortimento di lampadine
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