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Un Dito Nel Occhio Correccion Finale 09 10 2018 .pdf



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1

2

U N DI TO NELL' O CCH IO

o come persuadere la mente
a guardare altrove

Antòn Morà
3

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Nella vita sono certo di due realtà: che sono nato e che devo
morire; è l’intervallo che mi stuzzica...
Ogni attimo della mia esistenza, ogni morte, ogni fallimento,
ogni vittoria, ogni amore, ogni desiderio, ogni tradimento, ogni
sogno, ogni pentimento, ogni intenzione, si può raccontare con
un aforisma.
Con un aforisma mi sono confrontato per la prima volta a
miei genitori.
Con un aforisma sono andato via di casa quando avevo
diciotto anni.
Con un aforisma ho conquistato il cuore della mia prima
fiamma.
Con un aforisma mi sono gettato nel mondo oltrepassando i
confini della mia nazione.
Con un aforisma guardo il mondo attraverso gli occhi di
miei figli.
Con un aforisma penetro l’inscrutabile destino.
Con un aforisma mi spoglio davanti a te.
Un aforisma è un fiore di conoscenza che sboccia nella
nostra coscienza.
Un aforisma è un enigma, un insegnamento, un rompicapo
che espande la mente, il cuore, la coscienza.
Un aforisma illustra un concetto in poche parole, con
semplicità.
Un aforisma è un incrocio fra diversi pensieri che se
ritrovano in un punto della mente nello stesso momento,
appartenendo a tempi e mondi diversi.
7

Un aforisma va letto e riletto; accettato e rifiutato; contestato
e ampliato; modificato; trasformato.
Un aforisma va utilizzato come matrice per la costruzione di
un nuovo pensiero e come anagramma per la sua
diversificazione.
Un aforisma non ha un autore, perché è la sintesi del
pensiero di una moltitudine.
Un aforisma non ha tempo, perché è la sommatoria della
vivenza di una spezie.
Un aforisma non ha un luogo di origine, perché nonostante
provenga da un tratto di storia conosciuta, trascende le proprie
radici sublimandosi nella circoscrizione della nostra coscienza.
Un aforisma mi fa scoprire che qualcuno prima di me:
Einstein, Machiavelli, Leonardo, Silo, Buddha, Galileo, Dante,
Jung, Gesù e altri ancora, la pensava come me, e questo mi fa
sentire in un certo senso, un suo compagno di viaggio.
--------------------Un po’ per curiosità, un po’ per sfida personale, ho
manipolato il senso e l’intenzionalità di aforismi conosciuti.
Inizio ogni capitolo con un preambolo, un pensiero che
per strade confinanti accompagnerà l’aforisma, fino che in una
terza e ultima tappa, si sconfineranno in un metapensiero che
proporrà un’interpretazione diversa di tutto quello già
analizzato.
--------------------Giocate, divertitevi con l’aforisma; sminuzzatelo,
ricomponetelo con altre parole, provate a inventare un senso
diverso per le idee, ma soprattutto confrontatelo con la vostra
vita, con la vostra esperienza, con il tessuto intimo che veste la
vostra coscienza.
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I
Preambolo:
Casualità: Quattro atomi scriteriati si sono tamponati nelle
strade dell'universo e fu creata la vita.
Causalità: Dio ha accomunato quattro atomi scriteriati nelle
strade dell’universo e fu creata la vita.
Intenzionalità: La forza d’attrazione di quattro atomi
scriteriati nelle strade dell’universo richiama miliardi di atomi
intorno intorno a se, e fu creata la vita.
Aforisma:
“L’umanità non sopporta l'idea che il mondo sia nato per
caso, per sbaglio solo perché quattro atomi scriteriati si sono
tamponati sull'autostrada bagnata. E allora occorre trovare un
complotto cosmico, Dio, gli angeli o i diavoli.” Umberto Eco
Metapensiero:
Lo stesso meccanismo che articola i nostri pensieri rende
difficile accettare che il mondo sia nato grazie allo scontro
casuale di quattro atomi scellerati, cosi come rende difficile
accettare che il mondo sia nato per l'intervento di un essere
sovrannaturale... vediamo qualche perché:
1- In entrambi i casi d'analizzare, non si ha conoscenza
approfondita delle situazioni che possano certificare
sperimentalmente l’accaduto.
2- Non c'è modo di confermare attraverso i nostri sensi i fatti
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accaduti.
3- Accreditare il cocktail scellerato che ha fuso quattro
atomi tra loro, o accreditare il grande essere sovrannaturale che
ha fuso i quattro atomi tra loro, è ugualmente credibile o non
credibile.
4- E quasi impossibile restare impassibile davanti alla
possibilità che non ci sia mai stato un inizio, una creazione, un
Big Bang; i nostri sensi, le nostre percezioni, non lo
permetterebbero.
Tutto deve avere un inizio, un trascorrere e una fine:
nascere, vivere, morire; Siamo fatti così.
Gli stessi parametri e argomenti che sostentano il Big Bang
primordiale grazie al cocktail dei quattro atomi o alla volontà di
un Dio supremo, possono essere utilizzati per spiegare il
movimento continuo, in espansione costante di quello che
chiamiamo universo.

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II
Preambolo:
Quando sperimenti gioia nel guardare il sole che nasce...
Quando senti l’energia nel corpo accompagnando le onde
del mare che vanno e vengono...
Quando sei circondato dall’armonia e dalla pace che irradia
un pascolo di erbe mosse dalla brezza...
Quello che senti, dove si trova...?
Intorno a te o dentro di te...?
Aforisma:
“C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è
uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno di
un’anima.” Victor Hugo
Metapensiero:
Paragonare l’infinità del mare e del cielo, all’infinità
dell’alma umana, è supremo. Ci fa riflettere sulla plasticità
della coscienza, che lavora con immagini mentali esterne e
sensazioni dell’infra-corpo, permettendo che si manifestino in
uno spazio di rappresentazione immanente a sé, attraverso
un’immensa varietà di paesaggi interni.

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III
Preambolo:
La capacità di ascoltare implica:
1- intelligenza, per capire l’altro;
2- pazienza, per permettergli di concludere di esprimere le
sue idee;
3- rispetto per la sua persona, nonostante non possiamo
essere sempre d’accordo con le sue scelte;
4- altruismo, per offrire all’altro una prospettiva che l’aiuti;
5- umiltà, per non imporre le nostre idee, offrendo la
possibilità di scegliere;
6- forza di spirito, per non soccombere alle sue
manipolazioni.
Aforisma:
“Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il
cervello degli altri.” Leonardo da Vinci
Metapensiero:
Per parlare, il cervello deve sintetizzare un’idea,
un’immagine, una risposta.
Parlare significa esprimere, comunicare, la sintesi di un
concetto già elaborato in precedenza.
Ascoltare, predispone il cervello a ricevere nuove
informazioni, nuove immagini, nuove idee.
Ascoltare significa aprire la percezione per incorporare
nuovi concetti che si aggiungono a quelli già esistenti.
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IV
Preambolo:
Il dolore fa reagire il corpo affinché dia una risposta alla
malattia.
Il sussulto fa scattare riflessi incondizionati per allontanarci
dal pericolo.
A cosa serve la paura? E perché?
Aforisma:
“La paura è normale che ci sia in ogni uomo; l’importante è
che sia accompagnata dal coraggio.” Paolo Borsellino
Metapensiero:
La paura fa parte del nostro sistema di difesa morale ed
emozionale; è come il dolore corporale: avverte che qualcosa
non va.
Ma cosi come la malattia fisica va sconfitta, il disagio
emozionale prodotto della paura va superato, va compresso.
Il coraggio è la forza che dall'interno ci aiuta a superare la
paura, che altrimenti ci immobilizzerebbe in un circolo
opprimente senza uscite.

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V
Preambolo:
Dicono che ogni uomo ha il suo prezzo.
Voglio credere che non esistono ricchezze nel mondo capaci
di comprare la mia coscienza.
Aforisma:
“La vera rivoluzione dobbiamo cominciare a farla dentro di
noi.” Che Guevara
Metapensiero:
Rivoluzione è cambiamento; cambiamento che avviene dopo
una crisi irreversibile, una rottura e una nascita.
Come posso adattarmi a un cambiamento che avviene
attraverso la trasformazione degli elementi dopo una crisi e una
frattura sociale?
Come posso adattarmi, se al mio interno questa malleabilità,
questa fruibilità non esiste o non l’ho mai sperimentata?
Per capire una rivoluzione, meglio ancora, per iniziare o
partecipare ad una rivoluzione, questa deve essere già iniziata
dentro di noi.

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VI
Preambolo:
Quando diciamo: “Oggi sono pieno d’energia”, cosa
vogliamo dire esattamente?
Aforisma:
“Noi vediamo, sentiamo, parliamo, ma non sappiamo quale
energia ci fa vedere, sentire, parlare e pensare.
E quel che è peggio, non ce ne importa nulla.
Eppure noi siamo quell’energia.
Questa è l’apoteosi dell’ignoranza umana.” Albert Einstein
Metapensiero:
La scienza, nell’avventarsi nello sconosciuto e nel cercare di
spiegare la natura e l’operato dell’uomo, avvicina le sue
scoperte agli insegnamenti di alcuni grandi maestri spirituali
che parlano della percezione come finestra della coscienza,
dell’energia come motore del corpo, e della sublimazione delle
percezioni e dell’energia come via di elevazione e crescita della
coscienza verso una comprensione universalista.
Questa è l’apoteosi dell’esistenza umana.

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VII
Preambolo:
È l’uomo che trasforma la società, o è la società che
trasforma l’uomo?
Aforisma:
“Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi
quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.” Mahatma
Gandhi
Metapensiero:
Gandhi ci spiega le tappe del cammino: prima migliora te
stesso, dopo agisci per migliorare il mondo.
Ma questo sogno illuminato dal suo operato, non è un sogno
idillico, astratto; è un sogno pratico, realizzabile.
Lui lo chiama: “non violenza attiva”.

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IIX
Preambolo:
I nostri pensieri hanno origine dalla stessa materia di cui è
composto il cervello?
Aforisma:
“Tutti gli esseri viventi sono fenomeni diversi di un’unica
sostanza universale; traggono dalla stessa radice metafisica, e la
loro differenza è quantitativa, non qualitativa.” Giordano Bruno
Metapensiero:
Giordano enuncia in anteprima dati che la scienza
confermerà più tardi, cioè, che tutto l’universo è composto di
elementi basici, di uno stesso tipo di energia.
Quest’energia che sfugge alla percezione di nostri sensi, è
quella che noi possiamo sperimentare al realizzare una
meditazione, nella preghiera, nei livelli più elevati del pensiero,
e nel agire armonicamente nel mondo.

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IX
Preambolo:
Tasche piene e cuore vuoto?
O cuore pieno e tasche vuote?
Aforisma:
“Il risveglio spirituale è la cosa più essenziale nella vita
dell’uomo, è l’unico scopo dell’esistenza.” Khalil Gibran
Metapensiero:
Se la vita è solo soddisfare i bisogni terreni, senza tenere in
conto la nostra spiritualità, mai si potrà arrivare a un risveglio
interiore.
Se uno si ritira in solitudine per pregare o meditare,
sovradimensionando l’individualità senza confrontarla con il
mondo, mai si potrà arrivare ad un risveglio interiore.
Il risveglio spirituale si sviluppa in una coscienza che agisce
e modifica un mondo materiale che gli fa di supporto, e che allo
stesso tempo la stuzzica, la dinamizza, la trasforma.

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X
Preambolo:
Cosa hanno in comune: una mente che medita, una mente
che realizza esercizi di algebra superiore e una mente che
osserva attentamente il movimento delle stelle?
Aforisma:
“Se cominciate a indagare, a guardare, a osservare come
funziona il cervello, allora vedrete che esso diventerà
straordinariamente quieto; un silenzio che non è sonno ma è
straordinariamente attivo, e quindi è quiete.
Una grossa dinamo che funzioni perfettamente quasi non fa
rumore; soltanto quando c’è attrito, c’è rumore.” Jiddu
Krishnamurti
Metapensiero:
Questo aforisma descrivi allegoricamente alcuni stati
mentali che possono captare al praticante di meditazione
trascendentale.
Quando si parla della “la luna nera”, del “vuoto del
silenzio”, o del “essere uno e tutte le cose”, si allude a questi
registri.

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XI
Preambolo:
Hai conosciuto un posto idilliaco dove tutto si svolgeva alla
perfezione?
Un posto dove la natura e il tempo trascorrevano
indisturbati?
Un posto in cui sentivi il tuo cuore in pace e il tuo respiro
calmo e armonioso?
Puoi ricordartelo...?
Puoi immaginarlo?
Aforisma:
“La meditazione è proprio l’arte della consapevolezza senza
sforzo. La capacità di rimanere calmi e distaccati qualunque
cosa succeda intorno.” Osho Rajneesh
Metapensiero:
Fra gli spazi conosciuti che giustificano il tuo passato, e le
praterie del futuro che motivano la tua attenzione, esiste un
posto senza tempo e senza spazio che si chiama presente.
Un presente che sussiste inalterabile fino a che il tuo
pensiero vuole definirlo.

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XII
Preambolo:
È valido chiedere a un altro la risposta, la soluzione di un
problema personale che stiamo patendo?
Aforisma:
“Nessuno ci salva, tranne che noi stessi.
Nessuno ne è capace, e nessuno potrebbe.
Noi stessi dobbiamo prendere il cammino.” Buddha
Siddhartha Gautama
Metapensiero:
La strada dell’evoluzione personale, del cambiamento
interno, è un lungo cammino fatto di consapevolezze, di
rinunzie alle strade illusorie che appaiono davanti ai nostri
occhi, di un sano godimento delle vere delizie che la natura
offre. È una strada che è necessario percorrere leggero senza
troppi pesi; un cammino che noi stessi dobbiamo iniziare e
concludere; perché sarà nostra esperienza, il nostro vissuto,
l’unico manuale di sopravvivenza che ci permetterà di avanzare
nel futuro.

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XIII
Preambolo:
L’evoluzione delle specie è frutto della casualità o della
causalità? È d'indole naturale o intenzionale?
Aforisma:
“In natura non esiste l’evoluzione di una specie senza la
consapevolezza di se stessi, il bisogno di cambiamento e
l’investimento di energia da parte dei soggetti che si
trasformano.” Antòn Morà
Metapensiero:
Contraddicendo il parere comune che accetta l’evoluzione
come un divenire lineare, consecutivo e causale del succeder
quotidiano, questo aforisma ci dice che l’evoluzione è cosciente
e dipende della intenzionalità della spezie interessata.
Senza consapevolezza, bisogno di cambiamento e
investimento di energia per la trasformazione, l’evoluzione di
una spezie non può avvenire e la specie si estingue; ciò è valido
anche per gli esseri umani.

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XIV
Preambolo:
Cosa è appagante per la tua vita? Essere qualcuno, o essere
te stesso?
Aforisma:
“Il privilegio di una vita è essere chi tu sei” Joseph
Campbell
Metapensiero:
Si potrebbe azzardare e dire che il privilegio di una vita è
conoscersi, scoprirsi, elevarsi al di sopra di tutti i desideri e gli
oggetti terreno-temporale per potere emergere come una figura
epica, trascendentale... che non sarebbe nient'altro che il nostro
ego tramutato.
Perché se alla fine della nostra vita qualcosa deve
continuare, sicuramente non sorgerà dalle pieghe delle nostre
tasche ma dal nostro intimo interno.
E se niente dovrebbe continuare, quale soddisfazione
personale più sublime possiamo avere del far crescere in noi un
essere unico e straordinario?
Essere qualcuno già implica non essere se stesso...implica
essere un'altra persona...significa personificare un archetipo,
antropomorfizzare una credenza...

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XV
Preambolo:
Se esistesse la possibilità di un altro tipo di vita dopo la
morte, sarebbe il risultato di un volere divino, di un percorso
naturale o di una condizione che bisognerebbe costruirsi?
Aforisma:
“Sono convinto che anche nell'ultimo istante della nostra
vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino.”
Giacomo Leopardi
Metapensiero:
Premessa numero uno: per l’ultimo istante, s’intende
l’istante prima della morte fisica.
Premessa numero due: quando si parla del nostro destino, si
parla di un futuro, di un indomani che si estende nel tempo.
Detto questo, possiamo interpretare e dire che Leopardi ci
parla di una vita di tipo spirituale che sormonta la morte fisica.
Conoscendo altre sfumature del suo pensiero, possiamo
credere che con questa frasse Leopardi non faccia riferimento a
un cambiamento magico o miracoloso nell'ultimo istante della
vita.
Non parla di misericordia altrui o perdono postumo.
Parla dal punto de vista del registro di una vita vissuta con
attenzione, con intensità, alla ricerca di una verità, della
conoscenza; Parla di qualcuno che non essendo riuscito a
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ottenere il suo scopo in vita, nell’ultimo istante, quando le forze
dell’universo e della natura collassano in subbuglio, scorge
all’orizzonte una realtà mai prima immaginata.
Possiamo reinterpretare il suo pensiero e dire:
Nell’ultimo istante l’energia che abbandona il corpo, la purezza
del cuore che la sostenta, e la fermezza dello spirito che la
guida, si uniscono armonicamente per superare il piano fisico
offrendo la possibilità di evolvere il destino.

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XVI
Preambolo:
Le nostre prestazioni migliori avvengono quando siamo più
impegnati o quando siamo più rilassati?
Aforisma:
“Le opportunità per riscoprire profondi poteri dentro di noi
stessi vengono quando la vita sembra più impegnativa.”
Gabriele D’Annunzio
Metapensiero:
La mia vita non è molto produttiva quando pieno di cose da
fare; la mia testa sembra un uragano che non riesce a fermarsi;
questo non è impegno: è confusione, disordine.
Mi sento impegnato quando la forza e la continuità di un
lavoro, di un’azione, agiscono insieme a un pensiero coerente
che coordina, compara e apprende, spinto da una gioiosa
emozione che accompagna lo sviluppo di quello che sto
facendo.
E' in quel momento di attenzione mentale, di empatia
emozionale e di impegno fisico davanti alle diverse situazioni
che mi sfidano, che scopro profondi poteri dentro di me.
Come precipitosamente si parafrasa: “Il potere è in te”, in
questa situazione, “il potere” può sorgere e venire in nostro
aiuto anche senza averlo evocato.
Perciò rammentiamo: mente attenta, cuore gioioso e duttilità
nelle risposte possono far venire fuori il ”Io Superiore” che
sonnecchia dentro di noi.
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XVII
Preambolo:
Nel cammino dello sviluppo personale, cosa conta di più:
l’insegnamento offerto da una mente più avanzata o la
conoscenza acquisita attraverso la propria esperienza?
Aforisma:
“Seguendo i passi lentamente, meditando su quanto è stato
detto e su quanto c’è ancora da dire, puoi trasformare il nonsenso in senso.
Non è indifferente ciò che fai della tua vita. La tua vita,
sottomessa a leggi, si trova esposta a possibilità che puoi
scegliere.
Non ti parlo di libertà. Ti parlo di liberazione, di movimento,
di processo.
Non ti parlo di libertà come di qualcosa di quieto, ma di
liberarsi passo a passo, come si libera del cammino che ha
dovuto percorrere colui che si avvicina alla sua città. Allora,
“ciò che si deve fare” non dipende da una morale lontana,
incomprensibile e convenzionale, ma da leggi: leggi di vita, di
luce, di evoluzione.” Silo
Metapensiero:
Attraverso la mia vivenza personale posso testimoniare il
senso di questo frammento tratto dal libro “Lo Sguardo
Interino” di Mario Luis Rodriguez Cobos _ Silo, che descrive
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un tipo di esperienza di meditazione dinamica dove le tappe da
seguire, gli scenari da guardare, le scelte da fare, sono in
rapporto diretto con ricerca del senso della vita. Una ricerca che
rifiuta dogmi e insegnamenti in favore di un’esperienza
personale e unica.
Detto con altre parole: è la riflessione che ha come base
del pensiero le proprie esperienze, quello che alimenta e
elabora la crescita personale.
Cosi come si dice: un'immagine vale più de mille
parole, una esperienza vissuta vale più di mille consigli.

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XVIII
Preambolo:
Quali sono le qualità di un uomo superiore?
Aforisma:
“Non la forza, ma la costanza di un alto sentimento, fa
l’uomo superiore.” Friedrich Nietzsche
Metapensiero:
Questo cosa vuol dire? Che non è la forza, l’intensità o la
manifestazione momentanea di un sentimento come l’equità,
l’uguaglianza, la solidarietà, ciò che dimostra la grandezza di
un uomo; è piuttosto la costanza, la ripetizione nel tempo di atti
etici, quello che manifesta la superiorità morale di un uomo.
Tutti possono essere pressi da un grande sentimento
momentaneo, da una profonda esaltazione, da una fervente
passione che spingono a compiere atti strabilianti... ma
pochissimi riescono a mantenere a lungo la condotta, il
sentimento e il pensiero agendo in accordo fra di loro.
D'un altra parte possiamo considerare che la ripetizione di
condotte moralmente etiche genera in noi una specie di centro
di riferimento o secondo corpo, che possiede una forza e
un’energia che trascende la situazione ordinaria del quotidiano.

XIX
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Preambolo:
Possiamo toglierci i vestiti dell’apparenza senza soffrire la
nudità delle nostre debolezze?
Aforisma:
“Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu
sei.” Niccolò Machiavelli
Metapensiero:
Detta quasi cinquecento anni fa, quest’affermazione riflette
ancora attualità: è difficile superare i preconcetti che
permanentemente, ripetutamente, covano nella società e nella
nostra mente.
Un tratto fisico o un indumento funge da biglietto da visita:
ti dicono come la persona è; o meglio: come noi crediamo che
la persona sia.
La pubblicità, la TV, gli amici, la società, la famiglia,
inducono in noi stereotipi di condotta utilizzati come parametri
per valutare gli altri.
La discriminazione, la violenza razziale, fanno leva su questi
meccanismi per giustificare atteggiamenti che non sono
socialmente accettabili.
Vi propongo un gioco: trovate e avvicinatevi a una persona
che per il suo aspetto vi risulti sgradevole e chiedetevi: che
cosa ha di sbagliato questa persona?... Il colore della pelle?...
L’abbigliamento?... È sporca?
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E dopo immaginate come sia culturalmente e moralmente
questa persona?... È una persona affidabile?... È colta?... È
violenta?... È una persona socievole?
Conservate nella vostra memoria le sensazioni che questa
persona vi ha trasmesso.
Più tardi, in un posto tranquillo chiudete gli occhi e
ricordatevi della persona, immaginate che il suo aspetto cambi:
cambia il colore della sua pelle, il tipo di abbigliamento che
porta, il suo odore o profumo...
Una volta fatti questi cambiamenti, questa magia con
l’immaginazione, chiedetevi: com’è culturalmente e
moralmente questa persona?... È una persona affidabile?... È
colta?... È violenta?... È una persona socievole?...
Vedrette come nel modificare nella vostra mente l’aspetto
esterno della persona, cambia anche l’indole morale e sociale
che la persona vi trasmette!
Se consideriamo che valutiamo i difetti e le virtù altrui in
base ai nostri parametri socioculturali, e che questi non
dipendono solo da noi perché ci sono stati trasmessi e imposti
dalla società e ci influenzano grandemente... che valore ha il
nostro giudizio?

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XX
Preambolo:
Puoi immaginare come sarebbe la tua visione del mondo e
delle cose se si amplificasse la gamma delle tue percezioni
visive dall’infrarosso fino all’ultra-violetto?
E se il tuo udito potesse percepiere dall’infrasuono fino
all’ultrasuono?
Puoi immaginare un miliardo di odori e profumi che ti sono
nascosti e che sentiresti all'improvviso se il tuo naso si
potenziasse?
Riesci a immaginare quanto diverso sarebbe l'universo che si
presenta davanti a te?
Aforisma:
“Se si pulissero le porte della percezione, ogni cosa
apparirebbe all’uomo come essa veramente è, infinita.” William
Blake
Metapensiero:
Quando si dice “le porte della percezione” si intende dire: i
sensi.
Quando si dice “pulissero le porte della percezione” si
induce a credere che i sensi nel realizzare il loro lavoro
producono impurità, distorsioni, che perturbano la vera entità di
quello che percepiamo.
Quest’affermazione non è confutabile, già che l’unica via di
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percezione che utilizzammo sono i nostri sensi.
Si potrebbe dire in via di supposizione, che possono esistere
altri sensi, e che questi sensi possono essere sviluppati fino a
percepire l’immateriale; ma questa situazione ipotetica non
cambierebbe il registro fisico sensoriale di ciò che viene
percepito attraverso i nostri sensi immanenti (occhio, orecchio,
tatto, ecc) che continuerebbero ad apportare rumore,
distorsione, su quello che si percepisce.
Credo che invece di dubitare della purezza
dell’informazione ricevuta, potrebbe essere di nostro interesse,
fare attenzione all’interpretazione che ne facciamo di essa.
Perché l’interpretazione di quello che percepiamo, potrebbe
essere distorta...

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XXI
Preambolo:
Come definire il limite, la fine, di una situazione?
È qualcosa di materiale, tangibile?
O appartiene solo all’acutezza percettiva della mente?

Aforisma:
“La mente comparti i limiti con l’infinito. Il corpo cerca
l’armonia nella retta condotta.” Antòn Morà
Metapensiero:
Attraverso questi due atteggiamenti apparentemente
contraddittori, la coscienza cerca di completarsi nella
consecuzione di un atto che si ripete perpetuamente nel
oggettivo di attingere l'armonia, l'unità, il senso.

38

XII
Preambolo:
L’energia psicofisica che anima e distingue un corpo
biologico vivo da un corpo biologico morto, è solo un
fenomeno fisico-chimico, o esiste anche un altro fenomeno di
carattere energetico vibrazionale che agisce in concomitanza?
Aforisma:
“L’energia circola nel corpo involontariamente, ma può
essere diretta mediante uno sforzo cosciente.
Realizzare un cambiamento intenzionale del livello di
coscienza, dà all’essere umano un importante segnale di
liberazione dalle condizioni “naturali” che sembrano imporsi
alla coscienza.” Mario Luis Rodríguez Cobos _ Silo
Metapensiero:
Quando si parla di “uno sforzo cosciente” e di un
“cambiamento intenzionale del livello di coscienza” si allude a
una certa metodologia di lavoro attraverso l'attenzione e la
meditazione, che si accomunano alla sensazione materiale del
corpo fisico e dell’Io, del agire o essere nel mondo e
dell’appercezione intuitiva di tutto il divenire.

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XIII
Preambolo:
Se ci fosse la certezza della rinascita, della resurrezione,
avresti più coraggio per contrastare i prevaricatori, i tiranni, i
violenti?
Aforisma:
“Chi sa morire, non ha più padrone.” Sully Prudhomme

Metapensiero:
Qua non si parla della morte fisica; Il vero significato
dell’aforisma s’intende pienamente quando si considera che la
morte alla quale si fa riferimento, è la morte dello spirito.
Chi sa morire al desiderio, abbandonare il desiderio; chi sa
morire davanti alla violenza, chi abbandona la violenza; chi
non ha paura del vuoto, chi non è condizionato dal timore del
vuoto, non ha più padrone.
Quali argomenti o sotterfugi mondani potrebbe utilizzare
una persona per sottometterti, se per te, il desiderio, la paura e
la violenza sono aspetti superati?

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XXIV
Preambolo:
Cosa determina i nostri limiti? La nostra azione?... Il
pensiero?... L’emozione?... Le nostre paure?...La oggettività
che sperimentiamo?
Aforisma:
“Cavilla sui tuoi limiti e, senza dubbio, ti apparterranno.”
Richard Bach
Metapensiero:
Covano nel profondo della nostra mente e della coscienza i
limiti che impediscono lo sviluppo.
Dobbiamo riconoscere, sperimentare, capire, giocare con i
nostri limiti, riflettere su di essi e modificarli.
Si riusciamo a intravedere la natura e l'ampiezza dei nostri
limiti, potremmo fare con loro quello che volgiamo; potremo
fare con noi quello che vogliamo!

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42

XXV
Preambolo:
L’empatia presuppone uno scambio quasi osmotico di
pensieri ed emozioni.
Cosa succede quando questo condividere è fluido e
permanente nel tempo?
Aforisma:
“Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un’ora
per apprezzarla, un giorno per volerle bene, ma poi tutta una
vita per dimenticarla.” Charlie Chaplin
Metapensiero:
Poeticamente, anche empiricamente, Chaplin esprime
metaforicamente i tempi della coscienza: “Ci vuole un minuto
per notare una persona speciale”. Un minuto è il tempo in cui la
nostra mente sintetizza, seleziona, accetta o rifiuta i modelli
sociali a cui risponde la persona che abbiamo davanti; dicono
che questo primo minuto sia essenziale per accettare o essere
accettato d’altri.
“Un’ora per apprezzarla”; dovremo pure ascoltarla, capirla
questa persona in un’ora. Volendo, dovremo risultarle simpatici
se ci piace... un’ora è un buon tempo; Poi, se non ci sono
risultati evidenti, concreti; se non c’è “feeling”, si va nella noia,
l’attenzione si affatica.
“Un giorno per volerle bene”. In un giorno nasce l’intimità,
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la confidenza, la complicità... ci vogliono delle ore per volere
bene a qualcuno, ci vuole la certezza emotiva fortificata dalle
ripetizione delle condotte dell’altro, per essere sicuri della sua
sincerità e della sua spontaneità.
“Tutta una vita per dimenticarla”. Se abbiamo trovato la
nostra metà, quella che ci compensa, quella che ci motiva,
quella che ci fa sognare... se abbiamo ritrovato il nostro Io
perduto... come si fa a dimenticarlo se fa parte di noi stessi?
Possiamo per caso scordare il nostro cuore, la nostra testa, o
l’aria che ci riempie i polmoni?

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XXVI
Preambolo:
La beffa mediatica che fa credere che si può avere tutto
senza realizzare grandi sforzi, produce due grandi vizi
nell'anima umana: uno, toglie la pazienza, l'altro, la creatività.
Riesci a evidenziarli?
Aforisma:
“Due i peggiori nemici dell’uomo: l’impazienza e l’ozio.
L’impazienza l’ha cacciato dal paradiso, l’ozio le impedisce di
tornarci.” Franz Kafka
Metapensiero:
Il paradiso era il tempio della sapienza con l’albero della
conoscenza. L’impazienza dei nostri fratelli maggiori per
accaparrarsi la saggezza senza sforzo, senza lavorare, senza
meritarla, senza integrarla alla mente, l’ha cacciato via, perché
l’integrazione della conoscenza prende tempo ed energia.
La stessa energia che non riusciamo a impiegare oggi perché
l’ozio ci mantiene entro una coppola di sogni che obnubila i
nostri occhi... occhi che vedono il proprio riflesso distorcersi
nel vetro che gli sta davanti e che impedisce una visione
lontana, più profonda, più ampia.
L’ozio, il non mollare alle false comodità in favore di un
futuro migliore, ci mantiene fuori del paradiso.
Questa frase illustra il comportamento di certe persone che
influenzate dalla pubblicità, credono che tutto sia facile, che
tutto venga dato, e si siedono ad aspettare che le cose gli
succedano... e quando non succede niente si lamentano, perché
un loro diritto è stato vessato...

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XXVII
Preambolo:
Economicamente parlando, ti sei domandata quanto vale la
vita di una persona? Cento mila euro?... Un milione di euro?...
50 milioni di euro?... Che parametri possono stabilire il suo
valore?
Nelle compagnie assicuratrici questi valori sono già calcolati
e ordinati in una tabella; logicamente loro non conoscono
intimamente le persone da essere valutate, che finiscono per
essere solamente un numero in più di una statistica.
Allora ti chiedo: e se dovessi essere tu a valutare la vita di
una persona... e se questa persona fosse tua figlia o il tuo
fratello, il tuo compagno o compagna... il valore nella tabella
sarebbe lo stesso?
Ancora ti chiedo: e se fossi la tua vita a essere valutata
attraverso una tabella, quale sarebbe il suo valore?
Aforisma:
“Non si può essere felici finché intorno a noi tutti soffrono e
s’infliggono sofferenze; non si può essere morali fintantoché il
procedere delle cose umane viene deciso da violenza, inganno e
ingiustizia; non si può neppure essere saggi finché l’umanità
non si sia impegnata nella gara della saggezza e non introduca
l'uomo alla vita e al sapere del più saggio dei modi.” Friedrich
Nietzsche

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Metapensiero:
Finché l’uomo continua a essere considerato come un pezzo
in più della macchina sociale e non come il centro di comando,
l’intelligenza da tutelare, tutto continuerà a essere stupidamente
materialista.
L’atteggiamento umanista esorta a considerare il prossimo
come noi vogliamo essere considerati.
L’atteggiamento utilitarista insegna come servirsi del
prossimo per guadagnare di più.

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XXVIII
Preambolo:
Per non essere ridicolo non mi faccio sentire e faccio finta di
essere d’accordo con tutti.
Per non apparire stolto, mi affretto a dire quali sono le
soluzioni dei problemi che si discutono.
Per non mostrarmi come un poveraccio, faccio vedere le
foto di quello che mangio, delle mie vacanze, della mia casa,
della mia macchina…
Tu saresti capace di percepire con il tuo atteggiamento, cosa
proteggi?... sapresti scoprire cosa nasconde la corazza del tuo
comportamento?
Aforisma:
“Per evitare un difetto, gli stolti cadono nel difetto
contrario.” Quinto Orazio Flacco
Metapensiero:
Partiamo dalla premessa che per superare un difetto, prima
di tutto dobbiamo conoscerlo, perciò dobbiamo partire dalla
consapevolezza di avere un difetto.
Quando si dice ”evitare un difetto” non si allude al fatto di
voler superare o risolvere un difetto, si allude al fatto di
evitarlo, di non confrontarlo, far finta che non ci appartenga,
che non sia un nostro difetto. Perciò, gli stolti, nell’impeto di
evitare e far finta che quel difetto non gli appartiene,
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estrapolano la situazione, i ruoli e gli atteggiamenti, nella
direzione opposta. Questa manipolazione stereotipata di ruoli,
atteggiamenti e condotte, si converte subito in un difetto per
opporsi a quello che non si conosce.
La consapevolezza di un difetto, fa che questo non venga
dissimulato, venga confrontato, risolto.
La dissimulazione accresce la grandezza del difetto,
diminuendo la nostra autostima nel suo confronto e impedendo
di affrontare i cambiamenti necessari.

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