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JUVETORO n. 1 Juventus Napoli bassa OK .pdf



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amc_juvetoro@yahoo.com
GIORNALE DEDICATO AI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno xI - N. 1 - 31 AGOSTO 2019 - SETTIMANALE GRATUITO
Il Punto

Controcorrente

I bianconeri devono fare i conti con gli
esuberi a centro campo e in attacco.
L'incognita Sarri e la voglia di Ronaldo

a pag.

2

Il provinciale calcio nostrano,
cortiletto in cui ci vuole sempre
qualcuno da odiare

a pag.

4

Squadra Ospite

L'Intervista

Dopo l'ultima deludente stagione
Ancelotti è chiamato al riscatto.
De Laurentiis vuole molto di più

Una targa ricordo per Gipo Farassino,
grande artista e tifosissimo bianconero.
La figlia Valentina: “Papà scavalcava i
muri per vedere la Juve'

a pag.

4-5

a pag.

ESORDIO COL BOTTO
JUVENTUS-NAPOLI | SABATO 31 AGOSTO ORE 20.45

NELLA PRIMA PARTITA Allo Stadium si affrontano le due squadre
più quotate del campionato. UN Big-match anomalo,
tra spiaggie, sorteggi e mercato

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Il Punto

Big-match anomalo, tra spiaggie, sorteggi e mercato
I bianconeri devono fare i conti con gli esuberi a centro campo e in attacco. E poi c'è l'incognita Sarri...

C

'era una volta il calendario del campionato di calcio, non
ancora computerizzato e
gravato di mille paletti, impedimenti, nulla osta; libero
di oscillare tra un numero
inferiore di partecipanti,
nonché fondato su esperienze pluriennali, a cui
ci si ancorava con serenità. Allora, nemmeno tanti
anni fa, neanche di notte
si sognava di collocare lo
scontro dell'anno, la “madre di tutte le partite”, al 31
agosto (e il ritorno al 25/26
gennaio), in un periodo della stagione legato a mille
variabili dettate dalla ripresa agonistica. Quest'anno
poi, si aggiunga il mercato
non ancora chiuso, a scombinare le carte. Juve–Napoli, la chiave della cassaforte
che custodisce lo scudetto,
da almeno 3 o 4 anni, apre
la stagione della Juventus
all'Allianz Stadium. Mai visto prima. Alla faccia della
libertà e dell'apertura al
nuovo. Sempre ammesso
che essere “nuovo” significhi “meglio”, non è detto
che i termini siano sinonimi. D'altronde è giocoforza
trovare un modo per far
giocare i partenopei fuori
casa nelle prime 2 giornate, vista la necessità di sistemazione del fatiscente
impianto di Fuorigrotta. Il
Napoli è società italiana che
bazzica le coppe europee,
ma non altrettanto si può
dire per le strutture sporti-

ve del capoluogo campano.
E qui ci fermiamo, ad altri
tocca o toccherebbe darsi
da fare. La differenza tra
il mondo juventino e quello
azzurro inizia dallo stadio.
Se da una parte si adegua
l'impianto della Continassa
con ulteriori aggiunte di telecamere a circuito chiuso
per rendere vieppiù sicuro
e fruibile l'offerta ai propri
tifosi, dall'altra si è in pieno dilettantismo. Magari
anche questa differenza ha
ispirato la società ospitante
a pendere per il divieto ai
nati e non solo residenti in
Campania? Non lo sapremo
mai, dopo la perorazione
della Questura. Venendo ad
argomenti che hanno più a
che fare con la presentazione dell'incontro, in sede di
vigilia, pare di dover sottolineare notevoli diversità nel
momento che le 2 squadre,
con riferimento anche alle
società intese come dirigenze e staff tecnici, stanno
attraversando.
Partiamo

dalle fisionomie che derivano dai rispettivi mercati. Da
un lato il Napoli si presenta
nel solco della continuità,
iniziando dalla conferma
di Ancelotti, per continuare
nella sostanziale conferma
in toto del blocco che ha
centrato il 2° posto nella
passata stagione. Sostanzialmente, fino a ieri è entrato nella rosa “napolista”
il solo Manolas. È di questa
settimana l'arrivo di Lozano, ovviamente tutto da valutare. In uscita si potrebbe
risolvere la lunga trattativa per Verdi al Torino. È
pur vero che, ogni giorno
che passa, la cosa richiama sempre più da vicino
la “signora Meraviglia, che
tutti la vogliono, ma nessuno la piglia”. Gli intenditori
di faccende pedatorie sono
pronti a scommettere che
la continuità sia un dato
positivo, sotto il Vesuvio
gli scongiuri si sprecano.
Sotto la Mole, la solfa è di
tutt'altro genere. Hanno

salutato la truppa Spinazzola, Kean e Cancelo; sono
arrivati De Ligt e Demiral
per dare un'alternativa alla
spietata anagrafe dei senatori; Ramsey e Rabiot per
potenziare il centrocampo
(ne siamo convinti?); Danilo
per tappare la carenza sulle fasce basse. Si riprende
la stagione contando su un
Cuadrado ritrovato e dovendo risolvere il problema
di troppi giocatori rientrati
e con nessuna intenzione di
approdare ad altri lidi. È il
caso di Higuain, di Matuidi, di Mandzukic, campioni
avanti con l'età e gravati da
ingaggi onerosi. La novità
delle novità sta in panca,
con Sarri al posto di Allegri. Dopo 11 trofei e 5 anni,
dopo 2 finali di Champions,
solo finali, purtroppo, il
ciclo targato Massimiliano Allegri da Livorno si è
concluso, come era lecito
aspettarsi. Ora le sorti di
Madama sono nelle mani
di un ex Napoli di grande
spessore, alla rincorsa di
un gioco più convincente,
ma non a scapito dei risultati. Certo la polmonite
conclamata che ha colpito il
tecnico durante la tournèe
asiatica, sta rallentando
l'inserimento degli schemi
nella truppa, anche se qualche pallida sembianza fa
capolino. Ci vorranno giorni
e giorni di lavoro, per cambiare corso tecnico – tattico
ed anche per questo, disputare una gara così fon-

damentale per le sorti del
campionato, appare scelta perlomeno discutibile.
Sarri l'Aretino sta lottando
per sedersi sulla panchina, dopo aver dato forfait
a Parma. Attaccamento al
proprio lavoro, non c'è dubbio, ma anche messaggio
forte e chiaro di presenza
ai suoi ed agli avversari di
cui è a conoscenza di ogni
cosa. Ad ogni buon conto,
al fischio d'inizio di sabato
sera, tutto le congetture si
azzereranno. Conterà solo
bissare la vittoria della pri-

se vedono protagonista la
Juventus, altrimenti si tendono a smorzare in subordine come se nulla fosse
successo. Siamo avvezzi. La
posta in palio è enorme, c'è
la vittoria finale in gioco,
anche se maggio è lontano.
La classifica degli scontri
diretti vale da subito ed un
risultato vittorioso costringerebbe la contendente a
dover partire rincorrendo.
Non propriamente un atteggiamento psicologico di
tutto riposo. Il mini torneo
di sole 2 giornate iniziali

ma giornata, ottenuta dalla
Juve con un pizzico di sofferenza a Parma e conseguita dagli uomini di Ancelotti
a Firenze con spettacolo e
tante polemiche. Si sa che
queste ultime contano solo

pretende la sua regina: se
fosse la Juventus di CR7 e
Sarri non ci stracceremmo
le vesti in alcun modo.
Marco Sanfelici

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Controcorrente

L'italico cortiletto in cui ci vuole sempre qualcuno da odiare
I

prodromi c'erano tutti.
Sapientemente coltivato con la creazione di
tormentoni, la diffusione di
false notizie, abominevoli speculazioni, polemiche
costruite sul nulla cosmico,
ignoranza crassa e malafede, ingredienti base delle polluzioni con le quali
il circo mediatico eccita e
amplifica la natura già corrotta di suo del cittadino/
cliente/tifoso medio, il clima
mefitico che permea il torneuccio di calcio scherzato
ancora poppante sta già

go della pratica, l'ordine
dei piazzamenti cosiddetti
d'onore, la squadra rivelazione; in buona sostanza, le minutaglie. L'italico
cortiletto, in cui "Ci vuole
sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati
nella propria miseria" (U.
Eco), ove la norma è essere
contro anziché a favore, ove
chiunque dimostri d'esser
più bravo degli altri è considerato un baro o il nemico
da eliminare con qualsiasi
fantasioso, illecito mezzo,
ove i sospiri abilmente ma-

perché, duole ammetterlo,
il contradaiolo zebrato non
è migliore di quello degli altri piccoli feudi; solo più numeroso e, per conseguenza, proporzionalmente più
ridondante di quel retrivo
provincialismo che l'Europa del Football boccia con
regolarità disarmante. Un
campanile, ovunque sia,
non è l'ombelico del mondo,
la SerJe A-ventus non è la
terra promessa, mentre le
piccole beghe condominiali
sono la mela avvelenata di
un giardino in condizioni di
pietoso degrado. Meno dedizione morbosa a questo
calcio figlio di un Dio minore, più attenzione a quello
che conta davvero, la pretesa di meritare di più e di
meglio, potrebbero aiutare
il recupero di un equilibrio
all'oggi totalmente sacrificato sull'altare della mediocrità. Si salvi chi può. Augh!
Ezio Maletto

assolvendo a pieno ritmo
la sua "naturale" funzione di ideale collettore nel
quale far confluire ogni
tipo di deiezione sociale,
con tutti gli "ismi" annessi
e connessi utilizzati, come
direbbe il grande Camilleri,
alla sanfasò, e alle cui inesorabili tracimazioni mai
seguiranno soluzioni diverse dalla consueta settimana
"una tantum" dedicata allo
spargimento di ipocrite doglianze da ammontichiare
in tutta fretta sotto il tappeto al primo VARo sgradito.
Il tutto, anche con l'intento,
affatto criptico, di stravolgere un copione che non
prevede, ad esclusione di
qualche dettaglio, un finale
diverso dal solito: il numero
di punti bastevoli al disbri-

nipolati in un attimo diventano prima scoregge e poi
tuoni, riapre i suoi feculenti
battenti sui quali campeggia a chiare lettere il divieto
d'accesso a ogni pericolosa
forma di civiltà, oggettività
e sportività, ospiti particolarmente sgradite sopratutto a coloro che hanno eletto
spregio e lamento a stile di
vita. Auspicare un'inversione di tendenza è purtroppo
la follia alla quale, pur nella consapevolezza che "Nel
paese della bugia, la verità
è una malattia" (G. Rodari), qualunque persona di
buon senso non dovrebbe
sottrarsi e, ahimè, la speranza che l'incipit possa
essere scandito dalla clientela juventina un esercizio
maledettamente acrobatico

Ancelotti chiamato al riscatto
La Juve dista ancora una decina di punti, l'Inter ha accorcuato il gap e può contendere ai partenopei il secondo
posto. Ancelotti, per evitate
che l'ambiente partenopeo si
deprima, nonostante la posizione di vertice, quest'anno
dovrà dare ai tifosi maggiori
soddisfazioni anche in Europa. D'altronde è per questo
che De Laurentiis ha scelto
il tecnico di Reggiolo per il
dopo-Sarri, ossia per avere
anche una vetrina internazionale di altissimo livello. La
scorsa stagione il sorteggio fu
beffardo per il Napoli, avendo
inserito i partenopei nel girone di ferro con Paris Saint
Germain e Liverpool. Ma nessun alibi può essere concesso
alla disastrosa Europa League
che seguì alla retrocessione

dalla coppa più nobile: un fiasco totale per Insigne e soci.
Senza parlare della fallimentare coppa Italia. A Napoli vo-

gliono sollevare qualche trofeo, anche minore, e in attesa
della Champions Ancelotti
deve porsi un obiettivo concreto anche in campionato. Le
bellicose parole pronunciate
ad inizio stagione dal tecnico
hanno lo scopo di infondere
coraggio ad un gruppo troppo
spesso mancante di continuità. Il pirotecnico debutto di
Firenze ha detto che in fase
offensiva le opzioni per fare
gol non mancano, mentre la
difesa barcolla nonostante i
nomi di livello. Siamo ad inizio stagione e i meccanismi
vanno oliati, certo, ma fare risultato in casa della Juventus
servirebbe come il pane per il
morale e l'ambiente.

Alessandro Costa

amc_juvetoro@yahoo.com

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Squadra Ospite

Napoletani ovunque ma non al San Paolo...
Ai tempi di Maradona 80.000 spettatori riempivano l'impianto partenopeo. Oggi gli abbonati sono un decimo

P

iù tifosi in serie C,
che in Champions.
È questo lo strano
destino del Napoli di De
Laurentiis. Quando il tycoon cinematografico rilevò
il Napoli dopo il fallimento in serie C (dove rimase
2 anni) i tifosi partenopei
non smisero mai di palesare affetto ed entusiasmo
per la loro squadra. Entusiasmo ripagato dai fatti.
Rapida risalita in serie A,
tanti secondi posti, molti
campioni acquistati. quasi
sempre presenti in Europa
e molto frequentememte
in Champions. Insomma
questo è il periodo storico
più vincente della storia
partenopea, sebbene con
Maradona tra il 1987 ed il
1990 arrivarono 2 scudetti,
1 Coppa Uefa e 2 Coppe Italia. Ma nel lungo periodo il

Napoli di De Laurentiis ha
ottenuto risultati molto più
importanti del Napoli di
Ferlaino. Eppure il Napoli
con Maradona mattatore
vantava un San Paolo sempre pieno: 80 mila spettatori di norma. Mentre oggi
gli abbonati sono un decimo, appena 8 mila. Come è

possibile? Oltretutto Napoli
e l'unica città metropolitana con una sola squadra
da tifare. È come se Milan
e Inter avessero 4 mila
abbonati a testa. Davvero
paradossale. Anche perché
in trasferta i tifosi napoletani non mancano mai. Il
San Paolo invece è spesso
desolatamente vuoto. Qualche tenue alibi ci sarebbe:
la sfiducia per la vittoria
in campionato, soprattutto dopo la beffa del 2018.
Troppo forte la Juve per
sperare di vincere il terzo
scudetto, pensano molti
napoletani. Che magari la
partita preferiscono guardarsela a casa in TV magari insieme a decine di amici
e parenti. Oppure semplicemente i tifosi partenopei
non si abbonano per tenersi gli euro per acquista-

re i biglietti per i singoli
big-match di campionato o
Champions. Oppure, come
sostengono alcuni maligni, al San Paolo a vedere
la partita ci vanno molti
portoghesi. Non connazionali di Cristiano Ronaldo,
ovviamente. Bensì spettatori che il biglietto non lo
pagano, complici controlli
distratti o
compiacenti.
Un altro tema, secondo i
malpensanti, che spiega
lo scarsissimo afflusso al
San Paolo è purtroppo legato alla Camorra con cui
De Laurentiis non fa accordi o di cui non accetta né
pressioni né ricatti. Questo nonostante il centro
sportivo del Napoli sorga a
Castel Volturno, che, purtroppo per i residenti, sta
alla Camorra come Parigi
sta a Macron. E la camor-

ra punisce De Laurentiis,
prima mandando la manovalanza a derubare a
mano armata i giocatori
(accadde ad Hamsik e Cavani) per spaventare loro
e le proprie mogli, così da
indurli a lasciare il Napoli.
E poi 'consigliando' a molti
tifosi di disertare lo stadio.

Purtroppo anche questo
accade in Italia nell'anno
di (dis)grazia 2019.
Alessandro Costa
In alto a sinistra
il Presidente del Napoli
Aurelio De Laurentiis

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Da Cesarini a Sarri, in 7 hanno vissuto entrambe le panchine
GRANDE RIVALITÀ
DAGLI ANNI '70 IN POI
Il principio di questa grande rivalità inizia dalla
stagione 1974/75 dopo il
Mondiale Tedesco e l'ammirazione per il Calcio Totale dell'Olanda di Cruyff.
La Juventus del Presidente
Boniperti si affida a Carlo
Parola (da giocatore arcigno difensore reso immortale da un intervento
acrobatico la cui foto ha
avuto oltre 200 milioni di
ristampe in tutto il Mondo: la rovesciata che si può
ammirare sulla copertina
degli album Panini '80 di
un incontro con la Fiorentina). Boniperti gli mette a
disposizione una squadra
di Campioni (Bettega, Scirea, Causio, Anastasi….)
ai quali si aggiungono
Dino Zoff e Jose' Altafini


prelevati nel 1972 dal Napoli. Invece il Napoli del
Presidente Ferlaino lascia
che Vinicio costruisca una
squadra camaleontica e
“moderna” dove militano
Burgnich (mito dell'Inter
del Mago Herrera) che deve
giocare in linea con Vavassori, Bruscolotti, La Palma
(e Pogliana) per accorciare
le distanze con i centrocampisti Juliano, Esposito, Orlandini e Rampanti,

come nello stile Olanda
anni'70. Quella stagione
vede protagoniste Juventus
e Napoli ma nello scontro
diretto al San Paolo la linea
difensiva dei Partenopei è
troppo alta: batosta record
2-6 !! Segue un affannoso
inseguimento del Napoli di
ridurre le distanze ma ancora lo scontro diretto è fatale al Napoli.di Vinicio. Al
Comunale di Torino Dino
Zoff compie prodezze in serie e Altafini entrato con il
numero 13, realizza la rete
del 2-1 a pochi minuti dal
termine. Da allora a Napoli Jose' è “Core Ingrato” e
simbolo di irriconoscenza.
GLI ANNI '80
Negli anni '80 il Top di questa rivalità e gli anni con il
massiccio arrivo in serie A
delle migliori stelle straniere. La Juve nel 1980/81
guidata dal Trap a cinque
giornate dal terrmine è in
testa alla classifica insieme
con la Roma di Liedholm e
il Napoli di Rino Marchesi.
Ma in un turno sulla carta
favorevole, gli Azzurri perdono incredibilmente (0-1)
contro un Perugia già retrocesso. Inoltre il 17 maggio, nello scontro diretto,
Vinicio Verza segna la rete
del successo Bianconero:
Juventus 42 punti, Roma
41 e Napoli 38, i Bianconeri di mister Trap alla fine
vincono il 19° Scudetto a
quota 44.
DIEGO E MICHEL
La situazione si ripeterà
nel 1985/86. Il 9 novembre
1985, al San Paolo, Maradona ferma il tentativo di
fuga Bianconero con una
magia su punizione del
fuoriclasse argentino approdato in Italia un anno

pa Italia nella stessa
stagione con entrambe le casacche, è Ciro
Ferrara che ha collezionato la doppietta
con i partenopei nel
1986/87 e con la Juventus nel 1994/95,
alla sua prima stagione con i bianconeri.
1 i l giocatore in gol con
entrambe le maglie,
è Altafini che ha realizzato 2 reti con la
casacca del Napoli e
una con quella bianconera.
3 le triplette nelle 73
sfide a Torino, la
prima segnata da
Barbieri (Napoli) il
21/4/1948 in JuveNapoli 1-3; la 2^ di
Sivori il 17/4/1960 in
Juve-Napoli 4-2; infine il “Tris” di Careca


prima. Invece Michel Platini, altro straordinario fuoriclasse, specialista come
Diego nelle punizioni , riesce ad aver la meglio sul
filo di lana per la vittoria
dello Scudetto sulla Roma
di Eriksson, che perde 3-2
in casa con il retrocesso
Lecce. Ma il Napoli riesce
a riprendersi la rivincita
sulla Juventus l'anno dopo,
nel 1987, con Ottavio Bianchi in panchina. Lo scontro
diretto è ancora a Novembre e stavolta si gioca a
Torino, dove gli Azzurri si
impongono per 3-1. Maradona non segna pero' a fine
Campionato per la prima
volta precede fra i Cannonieri Platini ormai all'epilogo (si ritirerà causa acciacchi fisici) che nelle due
stagioni precedenti lo aveva tenuto dietro: 18 gol a 14
nel '85 e 12 gol a 11 nel '86.
Inoltre per tre stagioni di
fila il francese aveva vinto
la classifica marcatori. Ma
Diego non era in Italia. Il
Napoli vince nel 1987 il suo
primo Scudetto e fa finire
l'egemonia decennaria della Juventus.
DA CESARINI A SARRI
SU ENTRAMBE LE
PANCHINE
1 i l giocatore che ha
vinto Scudetto e Cop-

cede Boniperti con 5,
Sivori, Careca e Jeppson a 4.
7 c on Sarri gli allenatori che hanno allenato entrambi i clubs,
i 6 precedenti sono:
Cesarini, Monzeglio,
Marchesi, Lippi, Ancelotti e Ranieri.
1188 i minuti di imbattibilità interna, record di
Castellini, in quelle
stagioni estremo difensore del Napoli, il
record fu realizzato a
cavallo di 2 Campionati, 440 minuti nel
1982/83 e 748 minuti
nel 1983/84, fu Platini a interrompere
la performance il
29/1/84 con una rete
al 28', la gara finì 1-1.
330 le gare giocate da Zoff
con la maglia della
Juve in Campionato e
143 con la casacca del
Napoli, in tutto con le
due squadre 473 presenze sulle 570 totali
in serie A.
HIGUAIN VS. NAPOLI:
5 GOL IN 6 SFIDE E 4
NELLE ULTIME 4


(Napoli) il 20/11/1988
in Juve-Napoli 3-5.
11 le doppiette (Juventus
9, Napoli 2), 2 di Borel II.
3 le autoreti delle sfide,
tutte a favore della
Juve. La prima è storica di Zoccola Biagio, l'autore del primo
autogol nei tornei a
girone unico. Il fatto
risale al 6/10/1929,
Zoccola deviò al 10'
un tiro di Cevenini in
Juve-Napoli 3-2.
6 le reti di Borel II (bomber delle sfide), pre-

29/10/2016
JUVE-Napoli
(rete al 70' del 2-1)

2-1

02/04/2017
Napoli-JUVE
1-1
C. Italia (Sem. Andata)
28/02/2017
JUVE-Napoli
3-1
(64')
C. Italia (Sem. Ritorno)


MADAMA: ULTIME 8
STAGIONI OK TRANNE
KOULIBALY
01/04/2012
Juve-Napoli
Vucinic 53’, Vidal 75’,
Quagliarella 83’

20/10/2012
Juve-Napoli
2-0
Caceres 80’, Pogba 82’
10/11/2013
Juve-Napoli
3-0
Llorente 2’, Pirlo 74’, Pogba 80’
23/05/2015
Juve-Napoli
3-1
Pereyra 13’, Lopez 50’,
Sturaro 77’, Pepe 93’ (r.)
13/02/2016
Juve-Napoli
Zaza 88’

1-0

29/10/2016
Juve-Napoli
2-1
Bonucci 50’, Callejon 54’,
Higuain 70’
28/02/2017
Juve-Napoli
3-1
Callejon 36’, Dybala 47’ (r.)
e 69’ (r.), Higuain 64’
22/04/2018
Juve-Napoli
Koulibaly 90’

0-1

05/04/2017
Napoli-JUVE
(32' e 59')

3-2

01/12/2017
Napoli-JUVE
(12')

0-1

29/09/2018
Juve-Napoli
3-1
Mertens 10’, Mandzukic
26’ e 49’, Bonucci 76’

0-1

1. Maurizio Sarri; 2. Gonzalo
Higuaín; 3. Michel Platini
4. Armando Maradona

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Storia / Settembre Juve

di Ermanno Vittorio

L'addio all'immenso Scirea e l'esordio di Alex Del Piero
1 settembre 1968
Amichevole spettacolare a
San Siro tra Milan e Juve,
alla notturna assistono più
di 70.000 spettatori che si
esaltano per il gioco della
Juve che impone il suo ritmo e le sue trame e vince
3-1 con gol di Benetti, Pasetti ed Anastasi.
2 settembre 1973
Per la Coppa Italia, la Juve
si reca a Ferrara, vittoria
netta (5-0 sulla Spal) con
gol di Cuccureddu (2, 1 su
rigore) e tripletta di Anastasi. Per il giovane Giorgio Mastropasqua si tratta
dell’esordio in Coppa Italia
con la Juve.
3 settembre 1989
Muore in un tragico incidente d’auto in Polonia
Gaetano Scirea: allenatore
in seconda alla Juve si era
recato in Polonia per visionare il Gornik, prossimo
avversario dei bianconeri
in Coppa UEFA. Scirea, una
vita in bianconero, recordman di presenze, 552 con
32 gol, 7 scudetti, 2 coppe
Italia, 1 Coppa campioni, 1
Intercontinentale, 1 Coppa
Coppe, 1 Supercoppa Europea, 1 UEFA. In nazionale le
presenze sono 78 con 2 gol,
campione del Mondo 1982.


4 settembre 1958
Amichevole della Juventus
a Vercelli contro la “Mitica
Pro”, stadio colmo di spettatori che applaudono la
vittoria bianconera (5-1),
gol di Stivanello, Nicolè,
Stacchini, due reti sono autoreti del mediano della Pro
Vercelli Bolzoni.
5 settembre 1993
Muore a Torino, stroncato da un male incurabile,
Vladimiro Caminiti, inviato speciale di Tuttosport e
cantore della Juve, aveva
scritto molti libri e saggi sui
bianconeri come gli indimenticabili 'Juventus settanta' e 'Juventus ottanta'.
Il giornalismo sportivo italiano perde una delle firme
più prestigiose e competen-

no ancora i bianconeri 2-1
con i gol ancora di Hirzer
che questa volta segna solo
due volte. La popolarità
dell’ungherese, sia a Torino che a Milano, è notevole,
in questo periodo lo batte
solo Tazio Nuvolari, recente
vincitore del gran premio
motociclistico delle Nazioni
disputato a Monza.

un forte traversone che il
doriano Bergamaschi devia
nella propria rete sancendo
così la vittoria bianconera.
Esordio in coppa Italia per
Luigi Fuin.


ti che abbia avuto.
5 settembre 1965
Per la prima volta nel campionato italiano viene sostituito un giocatore a partita
in corso. Parte la nuova
panchina con il 12° giocatore, il portiere di riserva, la


prima partita con il cambio
è Juve-Foggia (1-0), prima
di campionato. Duro contrasto in area tra il centravanti bianconero Traspedini (autore del gol partita al
29°) ed il portiere del Foggia Moschioni, il portiere
non può continuare ed ecco
il cambio: minuto 61° esce
Moschioni, l’arbitro Marchiori permette l’ingresso
del portiere di riserva Gastone Ballarini, classe 1937
all’esordio in A. Esordio ottimo perché terrà la porta
inviolata per i restanti 29
minuti di gioco.
6 settembre 1970
Rocambolesco
pareggio
bianconero a Novara (2-2)
nel secondo turno di Coppa
Italia a gironi. Primo tempo

Juve con doppio vantaggio,
prima Anastasi su rigore
poi Bettega alla sua prima
rete con la Juve. Ma nel II
tempo il carattere degli azzurri esce fuori ed il centravanti Gabetto, figlio di
Guglielmo centravanti del
Grande Torino e della Juventus, sigla una doppietta
da incorniciare. La partita
termina in parità sancendo
la qualificazione del Novara
che terminerà con 5 punti seguita dalla Juve con 4,
Arezzo 2 e Verona 1.
7 settembre 1958
La Juve, vincendo 3-2 contro la Sampdoria a Marassi, si qualifica per le semifinali della coppa Italia.
Partita emozionante che al
90° termina sul 2-2. Goal
bianconeri di Emoli su rigore e Sivori. All’inizio dei
supplementari, l’ala Muccinelli, toccato duro, è in
campo ma inutilizzabile.
Ad un minuto dal termine,
Stivanello centra in area



8 settembre 1991
La Juventus si impone sul
Foggia 1-0, partita disputata sul campo neutro di
Bari, il gol della vittoria è
di Schillaci, per l’allenatore
Giovanni Trapattoni è una
data storica, si tratta della
sua personale 500.a panchina in serie A.
9 settembre 1984
Nel Girone della Coppa Italia, la Juve affronta al Comunale la Sambenedettese,
goleada (5-0) con Michel
Platini protagonista della serata, sigla 3 gol (uno
su rigore), festeggia la sua
presenza numero 100 con
la Juve. In queste prime 100
partite ufficiali con la Juve,
Platini ha segnato 56 gol
perdendo soltanto 14 partite. Michel non andava in gol
dal 27 Giugno, finalissima
degli Europei Francia-Spagna 2-0. Le altre marcature
del giovane Pioli e Briaschi.
10 settembre 1981
Grande attesa per la presentazione della nuova
maglia della Juventus che
avrà per la prima volta nella sua storia lo sponsor, si
tratta della ditta Ariston di
cui è presidente l’onorevole
Merloni. La presentazione
sarà fatta presso il circolo
Sporting, saranno presenti
più di sessanta giornalisti.
L’indossatore della prima
maglia con lo sponsor sarà
Giuseppe Furino.
11 settembre 1983
Apertura alla grande per
la prima giornata di campionato che vede la Juve
ospitare l’Ascoli, finisce 7-0,
goleador di giornata sono
Rossi (2), Penzo (2), Platini
(2 di cui uno su rigore), e
Boniek. La Juve non segna-


va 7 gol in campionato dalla 24.a giornata del torneo
1964/65 (Juve-Genoa 7-0).
Da ricordare che Tacconi
parando un rigore calciato da De Vecchi nega il gol
bandiera agli ascolani.
12 settembre 1993
In Foggia–Juventus, valida
per la quarta giornata di
campionato, subentrando a
Fabrizio Ravanelli al 74°, il
non ancora diciannovenne
Alessandro Del Piero esordisce in serie A e nella Juventus. La partita termina
1-1 goal di Ravanelli.
13 settembre 1925
La Juve dopo aver incontrato in amichevole L’Ambrosiana-Inter, battuta 4-1 con
tutti i gol opera dell’ungherese Hirzer, rende la visita
giocando a Milano: vinco-

14 settembre 1969
La prima giornata del 68/69
è Juve-Palermo (4-1), esordiscono in campionato con
la Juve: Tancredi, Morini,
Furino, Vieri Roberto e Leonardi. Per Furino e Leonardi oltre all’esordio la gioia
del gol, le altre due marcature sono di Helmut Haller.
15 settembre 1993
Roberto Baggio firma a Bologna (campo neutro) contro il Lokomotiv Mosca, per
i trentaduesimi di finale di
coppa UEFA, il gol numero
400 della Juventus in Europa. La partita termina 3-0
con doppietta di Baggio e
gol di Ravanelli.
1. Vladimiro Caminiti (a dx)
e Marco Bernardini
2. Fabrizio Ravanelli
e Alessandro del Piero
3. Giuseppe Moschioni
e Gastone Ballarini
4. Gaetano Scirea
5. Giovanni Trapattoni
6. Giuseppe Furino con
Merlino e Boniperti


Radio Bianconera a fianco della Juve e dei suoi tifosi. È nata ad
aprile, in tempo per festeggiare il suo primo Scudetto. Per Radio
Bianconera ora è tempo di vivere la prima vera stagione a fianco
dei tifosi della Juve, per raccontare tutto sul mondo della Vecchia
Signora. In pochi mesi, la squadra diretta da Antonio Paolino si è
già fatta conoscere. Per seguire Radio Bianconera ci sono molte
opportunità. Intanto scaricando sul proprio smartphone la app
ufficiale, dalla quale è possibile ascoltare le trasmissioni in diretta
e mandare i propri messaggi. Ma anche in streaming sul sito
www.radiobianconera.com con la possibilità di «guardare»
i programmi attraverso le webcam dello studio. Inoltre, nella
sezione podcast, si possono trovare tutte le trasmissioni già
andate in onda. Per i tifosi del Piemonte c’è un’opportunità in
più: la TV, attraverso il canale 16 del digitale terrestre. Inoltre,
la web-radio è molto attiva su tutti i principali social network:
Facebook, Instagram, Twitter e Telegram. Per interagire c’è un
numero di telefono al quale mandare messaggi di testo e note
vocali attraverso WhatsApp. Sarà un’altra lunga stagione per tutti
i tifosi della Juve e Radio Bianconera è pronta a viverla con loro!

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L'Intervista

Il ricordo di Gipo Farassino: famiglia, musica e... Juve
In autunno la targa per il grande cantautore piemontese. La figlia Valentina: 'Papà scavalcava i muri pur di vedere gli allenamenti'

C

hi lo conosceva bene
sapeva benissimo che
la sua fede calcistica
era rivolta a quella sponda
di Dora dal colore Bianconero, gli altri lo scoprirono
grazie alla sua canzone
“Girano” contenuta nell’album “Per La Mia Gente”,
canzone che conteneva la
frase che titola questo articolo: “FORZA JUVE PRIMO AMORE”. Gipo è stato
uno dei più grandi, se non
il più grande rappresentante della musica e del
teatro in lingua piemontese e raccontare la sua arte
è stato il piacere di molti
scrittori prima di noi affascinati dalla sua grandezza. Rischieremmo quindi
di dire cose che sono state
descritte meglio da altri.

Ma grazie all’incontro con
Valentina, sua figlia, vogliamo portare i lettori di
'JUVETORO' in un breve
viaggio che racconta della
sua juventinità. La prima
domanda per Valentina è
diretta perché vogliamo invece sapere il suo 'grado' di
tifosa bianconera'. Valentina sorride e risponde: “Beh
io sono una tifosa media,
però sono stata trascinata
verso la Juventus dal mio
babbo quando ero piccola
piccola, avrò avuto 4 o 5

Calcio Femminile

Juventus Women all'assalto del Barcellona

L

anni, e lui mi portava a vedere le partite della Juve”.
Gipo era molto diretto e
diceva: “Voi dovete essere
della Juve e basta, io non
posso avere una serpe in
seno...”
“Lui era un tifosissimo, e
raccontava che fin da ragazzino, non potendo andare a vedere le partite
pagando, scavalcavano i
muretti per vedere gli allenamenti, e il suo amore
scattò grazie all’allora portiere bianconero Sentimenti IV, vedendolo giocare gli
fu chiaro che sarebbe stato per sempre della Juve.
Con il passare degli anni
diventò grande amico di
Boniperti, il quale sosteneva che Gipo portasse fortuna seduto alla sua destra
tutte le partite come gesto
scaramantico…. Papà si divertiva come un matto per
questa cosa, e raccontava
che il Presidente quando si
infervorava durante la partita, gli tirava delle gomitate. Quella era l’epoca di
ZOFF, CABRINI, BETTEGA,
quelle legate alle Coppe Europee, per le quali soffriva
un po’ di più, mentre per il

campionato era un po’ più
rilassato, tanto che i derby
andavano a vederli insieme
lui e il suo carissimo amico
del Toro, Angelo Marello,
storico carrozziere di Torino”.
L’ultima domanda è d’obbligo ed è inerente alla
Targa ricordo che verrà
dedicata a Gipo in Via Cuneo, a Torino, luogo dove
nacque...
“Si questa è una bella notizia che mi è stata comunicata dal Presidente della 'Circoscrizione 7' Luca
Deri: la delibera ufficiale
della Toponomastica sulla
affissione della Targa dedicata a papà. Dopo 5 anni,
finalmente in autunno ci
sarà questo riconoscimento, richiesto già nel 2014
dal gruppo di Facebook
'GIPO FARASSINO E I BUGIA NEN' che vede realizzarsi un bel sogno”.
Ringraziamo Valentina che
con il sorriso ci ha raccontato uno spaccato di vita
privata di un grandissimo
artista di Torino, che visse
tra Famiglia, Musica e...
Juventus: Gipo Farassino.

a Juventus Women di Rita
Guarino torna al lavoro con il
difficile compito di confermarsi sia in campionato sia in Coppa
Italia, ponendosi l'obiettivo di rivincere entrambe le competizioni.
La squadra, che si basa sul blocco
della passata stagione, ha sostituito il terzo portiere Federica Russo,
passato al Napoli Femminile, con
Sabrina Tasselli, in arrivo dal Sassuolo. Nel pacchetto arretrato,
dopo il saluto con polemica della
svedese Petronella Ekroth, tornata
in patria al Djurgårdens, per sopperire anche all'assenza momentanea
di Cecilia Salvai, il cui recupero dalla rottura del legamento crociato
anteriore del ginocchio sinistro
sembra procedere bene, è stata
ingaggiata l'ex Montpellier Linda
Sembrant, che vanta quasi cento
presenze con la Nazionale maggiore svedese. In attacco sono stati ceduti a titolo temporaneo all'Hellas
Verona i due giovani talenti scuola
Fiammamonza Sofia Cantore e Benedetta Glionna, che in bianconero
sono stati sostituiti da Asia Bragonzi, promossa definitivamente dalla
Primavera alla Prima Squadra, e
Andrea Stašková, classe 2000 in arrivo dallo Sparta Praga, già nel giro
della Nazionale maggiore ceca nonostante la giovane età e che ben
ha figurato andando a segno contro lo Zurigo (semifinale del torneo
amichevole Women's Cup) e nel
test con la Novese realizzando una
tripletta per il 6-0 finale. Tra le avversarie chi si è rinforzata maggiormente è la Roma, capace di tenere
la maggior parte delle giocatrici
chiave e sopperire alle partenze

degli attaccanti Martina Piemonte e Luisa Pugnali con gli arrivi di
Lindsey Thomas, Amalie Thestrup e
Andressa, quest'ultima tra le prime
scelte della Nazionale brasiliana. Le
giallorosse si sono rinforzate maggiormente a centrocampo, con gli
inserimenti di Andrine Hegerberg,
sorella del pallone d'oro Ada, e
Manuela Giugliano, in arrivo dal
Milan. Le rossonere sembrano in
una fase di costruzione e pertanto
difficilmente potranno ambire alle
prime due posizioni: il nuovo tecnico Maurizio Ganz si è visto venire
a mancare il centrocampo titolare
della passata stagione: oltre a Giugliano hanno infatti salutato anche
la brasiliana Thaisa, passata al Tacon il cui titolo sportivo dovrebbe
essere acquisito tra un anno dal
Real Madrid, e Lisa Alborghetti, che
si è accasata alle cugine dell'Inter.
Le nerazzurre hanno confermato la maggior parte del gruppo
che ha dominato il campionato
di serie B inserendo diversi profili
internazionali interessanti come
Julie Debever, Anna Auvinen, Eva
Bartonová, Ella Van Kerkhoven e
Andreia Norton oltre ad alcune
tra le migliori calciatrice italiane
come il portiere Chiara Marchitelli

e gli attaccanti Eleonora Goldoni e
Stefania Tarenzi. Candidata per la
vittoria finale anche la Fiorentina,
con cui la Juventus si giocherà la
Supercoppa Italiana il 26 ottobre,
che ha fatto pochi inserimenti ma
di livello: in difesa arriva Frederikke
Thøgersen dalle danesi del Fortuna
Hjørring, da cui proviene anche la
centrocampista statunitense Janelle Cordia. Per la mediana il club
toscano si assicura anche l'ex Tavagnacco Marta Mascarello mentre nel reparto offensivo il colpo
da novanta è l'australiana Lisa De
Vanna, giunta a Firenze assieme
all'ex Pink Bari Paloma Lázaro.
Per il club bianconero sarà subito
un impegno difficile in Champions
League. L'urna di Nyon non è stata
benevola con Sara Gama e compagne, che affronteranno in doppia
sfida le vice campionesse di Spagna del Barcellona. Nella passata
edizione il club catalano arrivò fino
alla finale, dove perse 4-1 contro
il Lione. Le torinesi probabilmente
dovranno rinunciare, oltre alla lungodegente Cecilia Salvai, anche a
Barbara Bonansea che ha rimedito
la frattura del metatarso del piede
sinistro nella finale di Women's
Cup, che ha visto la vittoria del Psg
in finale contro le bianconere con il
punteggio di 4-0. Il match di andata
con le blaugrana si disputerà mercoledì 11 settembre al Moccagatta
di Alessandria mentre il ritorno al
nuovo stadio Johan Cruyff di Barcellona, costruito per la squadra B
maschile, le giovanili e la femminile, sarà mercoledì 25 settembre alle
18.30.
Federico Scarso

Renato Ghelli

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Area Continassa

Proseguono i lavori nella cittadella bianconera

D

a qualche tempo
non si hanno più
molte notizie sullo
stato dei lavori nell’area
della Continassa, principalmente per due ordini
di motivi. Il primo è che
ormai molte delle attività

di costruzione si stanno
svolgendo all’interno dei
diversi edifici. Il secondo è
che la Juventus, con la consueta poca lungimiranza e
il solito atteggiamento un
po' snob, non ha mai fatto,
da quando è partito il pro-

getto Continassa in generale, nessuna inaugurazione ufficiale (Sede Sociale,
Training Center, ecc), e non
ha abitudine a diffondere
news con cadenza periodica su questo argomento.
Tuttavia sul web in varie

sedi vengono diffuse immagini raccolte dall’esterno da tifosi e appassionati.
Può essere utile, come del
resto abbiamo fatto in tante altre occasioni, dare il
nostro contributo. Il progetto vede l’Hotel, sito di

fianco al Training Center,
ultimato. La struttura è ultimata e gli arredi anche,
così come l’esterno (asfalto, aiuole, cancelli, ecc). Ci
vorranno ancora diverse
settimane, ma cominciano
da qualche tempo a trovarsi sul web anche dei tariffari provvisori sui costi per
soggiorni e pernottamenti.
Qualche tifoso, sul web e
non, ha ironizzato definendo il design degli edifici
dell’Hotel “in perfetto stile
Ex Unione Sovietica”, e in
effetti anche dalle foto è
visibile quanto la struttura
sia un po’ datata dal punto
di vista del “look”. Ricorda
gli “edifici moderni” degli anni 70. Va detto però
che dal vivo, sotto un cielo
azzurro e il sole estivo, il
bianco degli edifici stessi
sembra molto più rassicurante del grigio dei casermoni sovietici. È evidente
che si poteva fare di molto
meglio, ma questo è il pasto che passa il convento, e
purtroppo bisogna accontentarsi. Il Training Center
è ormai operativo totalmente da molto tempo, e i
tifosi spesso vi si recano e
sostano davanti all’ingresso principale, con la speranza di vedere, anche solo
di sfuggita, qualche beniamino, (a tratti calciatore,
e a tratti milionario), che
entra nella struttura con
qualche macchinone esagerato. Ovviamente questo
dipende anche dal periodo,
e con il calcio vero fermo, si
verifica molto meno che ci
sia una piccola folla di tifosi; tuttavia qualche troupe

giornalistica di qualche
emittente più o meno importante la si trova spessissimo lì davanti quando
sui media vi sono notizie
importanti riguardanti il
mondo Juve. Nulla da dire
sulla scuola, in quanto attiva da diverso tempo e di
cui in passato abbiamo già
pubblicato foto e news.
CONCEPT STORE
Passiamo ora alla descrizione del lato sud, ossia del
Concept Store. La struttura in generale, con le sue
strisce colorate sulla pareti esterne, è terminata
da tempo, e si lavora ormai
all’interno. Per ciò che riguarda l’esterno invece,
nella zona antistante e nella zona sud-est è pronto sia
l’asfalto che la pavimentazione, con tanto di arredi
urbani (lampioni, parcheggi per biciclette, motocicli,
automobili, ecc). Il verde
verrà curato in seguito.
Nella zona sud-ovest invece, di fianco al retro degli
edifici scolastici, è tutto
fermo da mesi. C’è ancora
molto movimento terra da
effettuare, molte erbacce
da togliere, molto materiale di scarto accumulato da
smaltire, ecc, ecc.
CONCLUSIONI
Nel complesso i lavori proseguono, e sono indirizzati
in ordine di urgenza e di
importanza, infatti l’Hotel,
essendo una priorità, non è
distante dal completamento. Rimane purtroppo, per
ora se non altro, il vecchio
problema della prostitu-

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zione anche in pieno giorno, sul lato opposto di via
Traves, proprio sul marciapiede opposto di fronte
all’Hotel. Problema che si
ripropone in modo identico
anche nel grande parcheggio antistante lo stadio,

venga gradualmente a rarefarsi o a scomparire, o
a spostarsi su altre aree
della città. Rimane anche
un piccolo quesito riguardante la zona sud-ovest, di
fianco al Concept Store, ove
c’è un piccolo rettangolo di

che si trova all’angolo tra
Corso Gaetano Scirea e via
Druento, sempre nell’area
Continassa. La speranza è
che con il completamento
del progetto, e con tutte le
strutture attive quasi 18
ore su 24, questo aspetto

terreno dove non è ancora
chiaro se e cosa eventualmente ci verrà realizzato
sopra. Poco male, prima o
poi lo scopriremo.
Antonio Catapano

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Spettacoli e Cultura

JENNIFER, MISS 'JUVETORO'
La prima Miss 'JuveToro' di questa nuova stagione è la bella e brava Jennifer. Nata in Albania il 3/12/95, tifosissima bianconera come si evince
dalle foto, Jennifer attualmente studia come tecnico di servizi d'impresa presso un corso specializzato a Torino e durante il resto della giornata
fa la mamma. Le sue passioni sono il motociclismo e la danza, ama molto la natura e gli animali. Vorrebbe diventare impiegata amministrativa
ma il sogno nel cassetto è quello di spiccare nel mondo della moda. In bocca al lupo Jennifer!
(Foto Giuse Joseph e Max)

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

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rogro@inwind.it
Hanno collaborato
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Alessandro Costa
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CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 16 DI GIOVEDÌ 29 AGOSTO 2019

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Spettacoli e Cultura

60 anni fa l'addio a Billie Holiday, leggenda Jazz e Blues
Morì a soli 44 anni. Era, simbolicamente parlando, l'incarnazione della storia della musica nera

S

i chiamava Eleanora
Fagan, o Elinore Harris, ma il nome con
cui è passata alla storia è
Billie Holiday. Morì il 17 luglio del 1959, ed è una leggenda del Jazz e del Blues.
Vista la recente ricorrenza,
ci sembrava giusto ricordarla non appena il treno
di JUVETORO fosse ripartito con la nuova stagione
2019/20. Ed ora finalmente
quel momento è arrivato.
La piccola Eleanora ebbe
una vita molto tormentata
fin dall’inizio, perché i genitori furono praticamente
assenti e lei crebbe con parenti vari. Subì uno stupro
a 11 anni. Crebbe frequentando bordelli e ascoltando
Jazz negli stessi. Divenne
per breve tempo una prostituta, insieme a sua madre,
nel periodo in cui approdò a

New York per raggiungerla.
Lavorava nel bordello più
famoso di Harlem, poi finì
in un penitenziario dopo
una retata. In quella sede
fu stuprata nuovamente
e messa in isolamento. Fa
tremare i polsi il pensiero
che tutto questo, descritto
solo molto brevemente e a
grandi linee, avvenne che
era ancora minorenne. Ma,
uscita dal penitenziario,
dopo essersi proposta come
cantante in alcuni locali, cominciò finalmente la carriera che successivamente l’ha
incastonata come una gemma nella storia della musica
moderna. Appena 18enne
era già una piccola star, e
considerando il corso della

sua intera carriera, pur con
i fisiologici alti e bassi, collaborò con molti giganti del
Jazz come Benny Goodman,
Lester Young, Duke Ellington, Louis Armstrong, Count
Basie, ecc. Lei, va doverosamente ricordato, ebbe
anche un’importanza storica di tipo sociale nella controversa storia degli States,
perché nel 1939, non senza
qualche dubbio iniziale sul
progetto, cantò un brano
che gli venne proposto, intitolato “Strange Fruit”, che
divise fortemente il pubblico. La canzone parlava di
uno strano frutto appeso
a un albero, che in realtà
era un uomo di colore impiccato da un gruppo di uomini bianchi. La sua scelta
fu una vera e propria sfida
alle leggi razziali dell’epoca, che però nel 1978 fece

entrare il brano stesso nella
leggenda vincendo, anche
se molto a posteriori ovviamente, un Grammy Hall of
Fame Award. Dal punto di
vista del resto della sua vita
privata, dalla fama in poi
dunque, impossibile non
accennare ai tre matrimoni falliti e inutili, e all’abuso costante di droghe e di
alcool che l’ha lentamente
portata nel baratro. Spesso,
proprio per via delle droghe, ebbe a che fare con la
giustizia, che la braccava
volentieri per creargli difficoltà. A questo proposito
tocca ringraziare sarcasticamente anche il celebre,
quanto terribile e vendicativo, capo dell’FBI dell’epo-

ca J.Edgar Hoover. Eppure,
nonostante la sua vita avesse diversi tipi di disordine,
e la sua carriera ne risentì,
tutto sommato il suo carattere molto forte e combattivo gli ha fatto ugualmente
collezionare molti successi.
Alcuni di questi ogni tanto fanno capolino tuttora
in qualche spot pubblicitario, o nel repertorio dei
cantanti del genere Jazz in
generale. La Holiday aveva
infatti un orecchio musicale molto fine, e un modo di
interpretare i brani che ha
ispirato intere generazioni
di cantanti Jazz nel corso
del tempo. Certo, forse con
“le orecchie di oggi” il suo
canto può sembrare molto
fuori moda, quasi un lungo
e doloroso lamento, rispetto
alle voci e alle interpretazioni a cui siamo abituati
accendendo una radio o
una tv. Chi è più abituato ad
ascoltare il Jazz e il Blues,
però, non può che riconoscere la bravura di questa
artista un po’ fuori dall’ordinario. Morì a soli 44 anni,
per complicazioni di salute
dovute alle sue dipendenze,
e oltre alla sua musica ci
rimane in eredità anche la
sua immagine iconica, arrivata in ogni dove, del suo
viso e della gardenia bianca
tra i capelli. Concludiamo il
suo ricordo con un piccolo
aneddoto riferito proprio a
questa immagine. Dopo uno
dei suoi arresti, e una relativa campagna diffamatoria
ricevuta dai media, (pubblicità negativa eterodiretta

da piani alti della politica),
ritornò al canto con un
concerto dal vivo alla Carnegie Hall (una delle più
importanti e storiche sale
da concerto del mondo che
si trova a Manhattan, New
York, tuttora in attività).
C’era il pienone quella sera.
Un’amica gli regalò come
buon auspicio delle gardenie. La Holiday, prima di salire sul palco, se le mise sul
vestito e fra i capelli fissandole con una spilla. Durante il concerto la spilla la ferì
sulla testa e lei cominciò a
sanguinare, ma nessuno si
accorse di niente. La sua
pelle era scura, il vestito
che indossava era scuro, e
il rivolo di sangue che scendeva dai capelli fino a terra in sostanza non lo notò
quasi nessuno. C’è qualcosa di stranamente poetico,
drammatico e metaforico in

questo episodio. Se a questo aggiungiamo la sua vita
molto difficile, la sua scelta
di qualche anno prima di
cantare “Strange Fruit” che
gli costò pressioni di ogni
genere, l’accerchiamento
mediatico di cui ad un certo
punto fu vittima, il fatto che
il suo canto aveva un che di
sensibile e dolce lamento,
il fatto che questo specifico
concerto fu un successone
al punto che ancora oggi
viene ricordato, e il fatto
che proprio questa delle
gardenie bianche sulla testa, diventata poi un’abitudine, è l’immagine che più
si ricorda di lei e che più è
facile trovare in ogni dove
(web, dischi, fotografie,
monumenti, murales, ecc),
si può capire il perché lei
forse è rimasta nella storia più di tantissimi altri

artisti nella storia del Jazz
e del Blues. Era lei stessa,
simbolicamente parlando,
l’incarnazione della storia
della musica nera; la storia
triste e disperata di un popolo che, dopo essere stato
letteralmente “rubato” con
violenza ad un altro continente, dopo essere stato
schiavizzato per secoli, ci
ha messo troppo tempo ad

ottenere la propria sacra
libertà, ad essere considerato, accettato e integrato
al resto del mondo libero.
Quel rivolo di sangue che
scendeva dai capelli di Billie Holiday, in uno dei suoi
momenti di maggior fulgore, era, forse, un modo
del destino per ricordare
al mondo intero che i tanti applausi ricevuti quella
sera erano stati conquistati
passando per il dolore. E in
fondo, se ci pensiamo bene,
questa è esattamente la storia del Blues e di tutti i generi di musica nera in generale che nel corso degli anni
ci sono stati tramandati fino
ad oggi. Il grande successo della musica nera negli
anni è indissolubilmente
legato, sia nella forma artistica che nei contenuti,
alla cultura, alla triste storia e al dolore di un popolo.
Il dolcissimo e talentuoso
lamento di Billie Holiday,
ancora oggi, meglio forse di
ogni altra cosa rappresenta l’idea più pura e fedele
di questo triste pezzetto di
storia del genere umano.
Antonio Catapano

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Gamma Dacia DUSTER. Emissioni di CO,: 110 -156 g/km. Consumi (ciclo misto): 4,2 - 8,7 Ukm. Consumi ed emissioni omologati. Foto non rappresentativa del prodotto. Inta su www.dacia.it
*Esempio di finanziamento riferito a DUSTER ACCESS 4X2 1.6 SCe 115 a€ 10.900: anticipo€ O, importo totale del credito€ 11.684,80 (include finanziamento veicolo€ 10.900 e, in caso di adesione, di Finanziamento
Protetto€ 784,80); spese istruttoria pratica € 300 + Imposta di bollo€ 29,21 (addebitata sulla prima rata), Interessi€ 2.133,50, Valore Futuro Garantito€ 4.879,00 (Rata Finale), per un chilometraggio totale
massimo di 50.000 km; In caso di restituzione del veicolo eccedenza chilometrica 0,1O euro/km; Importo Totale dovuto dal consumatore€ 13.818,30 in 60 rate da€ 148,99 (€ 5 al giorno circa) oltre la rata finale.
TAN 4,99% (tasso fisso), TAEG 6,59%.
'*Esempio di finanziamento riferito a DUSTER ACCESS 4X2 1.6 SCe 115 a€ 10.900: anticipo€ O, importo totale del credito€ 13.270,29 (include finanziamento veicolo€ 10.900 e, in caso di adesione, di Finanziamento
Protetto€ 891,29 e Pack Service a€ 1.479 comprensivo di 5 anni di Furto e Incendio, 5 anni di kasko, 1 anno di Driver lnsurance, Estensione di Garanzia 5 anni o 100.000 km; spese istruttoria pratica€ 300 +
Imposta di bollo€ 33,18 (addebitata sulla prima rata), Interessi€ 2.342,78, Valore Futuro Garantito€ 4.879,00 (Rata Finale), per un chilometraggio totale massimo di 50.000 km; In caso di restituzione del veicolo
eccedenza chilometrica 0,1O euro/km; Importo Totale dovuto dal consumatore€ 15.613,07 in 60 rate da€ 178,90 (€ 6 al giorno circa) oltre la rata finale. TAN 4,99% (tasso fisso), TAEG 6,6%.
Per entrambi gli esempi spese di incasso mensili € 3, spese per invio rendiconto periodico (annuale)€ 1,20 (diversamente on line gratuito) oltre imposta di bollo pari a€ 2. Salvo approvazione DACIAFIN.
Documentazione precontrattuale ed assicurativa disponibile presso i punti vendita della Rete Renault convenzionati DACIAFIN e sul sito www.daciafin.it. Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. È una
nostra offerta valida fino al 30/09/2019.


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