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JUVETORO n. 4 Torino Juventus web OK.pdf


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4

www.juvetoro.it

amc_juvetoro@yahoo.com

Punto Juve

'Sarristi' contro 'vedove allegriane'
L'INTER NON MOLLA
Un punto di distacco separa Juve e Inter. I nerazzuri,
che giocheranno in trasferta a Bologna, non mollano
la presa, in puro 'Conte-style'. Ergo, la Juve si calerà
nel derby con la consapevolezza che un solo risultato
la può mettere al riparo da
brutte sorprese: la vittoria.
Non sarà facile, perché un
derby non è mai un pranzo
di gala (in questo caso una
cena...) e occorre mettere
in preventivo eventuali colpi di coda dei cugini, disastrati dalla gestione Mazzarri ma che venderanno
cara la pelle per uscire a
testa alta, davanti ai loro
tifosi, da questa partita.
Sarri, navigatore scafato
degli oceani malmostosi
del campionato italiano,
questo lo sa bene e non sottovaluterà l'impegno cittadino nonostante l'evidente
differenza di valori tecnici
e di autostima all'interno
delle due compagini.
PIEDI BUCATI
Al momento di scrivere
queste righe non sappiamo ancora se il tecnico
toscano riuscirà a recuperare due elementi cardine
di questa squadra, Pjanic
e Higuain, la cui assenza,
nonostante la cosiddetta
'panchina lunga' si è fatta
sentire alquanto nel turno
infrasettimanale. In ogni
caso la Vecchia Signora
dovrà mettere in campo,
all'Olimpico Grande Torino, oltre alla indubbia
qualità di cui in ogni caso
dispone, anche la quantità
e le doti caratteriali. E soprattutto dovrà smettere di
avere le mani, anzi, i piedi,
bucati. Lo sciupio di occasioni da rete, evidenziato
contro Lecce e Genoa (solo

piaccia o meno. Alla Juve
(intesa come società) non
basta più vincere (almeno
in Italia). Occorre un gioco
che risulti esteticamente
gradevole in ogni luogo del
globo: il calcio si mischia
allo spettacolo per renderlo un prodotto appetibile
sui mercati mondiali. A costo di rischiare qualcosa in
più, ma neanche troppo vista la concorrenza, dopo 8
anni consecutivi tricolori.

per ricordare le ultime due
gare) può costare caro. In
quasi ogni partita Madama
ha costruito tanto e gettato al vento altrettanto. A
Lecce gli uomini di Sarri
riuscirono
nell'impresa
di dilapidare una decina
di occasioni prima di farsi infilare dai salentini su
rigore. Mercoledì scorso,
al netto di una serata non
brillante, sono state almeno 5-6 le palle-gol nitide,
prima di subire il gollonzo genoano, riuscendo a
strappare i tre punti solo
grazie alla testardaggine
agonistica di Ronaldo (che
fino a quel momento aveva
a suo volta sciupato molto).
SEMPRE ALL'ATTACCO
Quindi, specie quando si
gioca ogni tre giorni (e la
Juve sarà impegnata in
Champions anche la prossima settimana!), è vero
che occorre forse meno poesia e più concretezza perché qualche goccia in più
di cattiveria sottoporta non
fa mai male. Senza però
perdere di vista la stella
polare sarriana, quella del
gioco offensivo, sempre e
comunque,
dell'aggredire l'avversario correndo
in avanti e non indietro,

dell'eliminare la gestione
del risultato come mantra
irrinunciabile. Tutto questo è il vero 'plus' che l'ex
trainer di Chelsea e Napoli
sta cercando di inculcare
nella squadra e nell'ambiente (riuscendoci a fase
alterne) dopo 5 anni di
troppo 'prudente' filosofia
allegriana. Il calcio è cambiato, il business è cambiato, il mondo è cambiato, le
maglie sono cambiate, il
logo societario è cambiato. È una nuova era, che

TIFO REALE,
NON VIRTUALE
A riguardo del 'sarrismo',
continua ad impazzare tra
i fans bianconeri la diatriba tra sostenitori dell'attuale tecnico e 'vedove' di
Allegri (e prima c'erano le
'vedove' di Conte). Filosofie
diverse che si fronteggiano
nel mondo virtuale dei 'social', dove tanti, troppi, digitano all'impazzata come
se non ci fosse un domani,
rischiando la sindrome del
tunnel carpale. Se il tempo
passato al pc lo spendessero per comprarsi un bi-

glietto valido per il match
di sabato sera forse sarebbe meglio. Ne gioverebbe
il sostegno alla squadra,
quello reale, menomato
dalla sparizione del tifo
organizzato. Ma i tempi,
anche qui, sono cambiati. Mettere a confronto un
allenatore che ha potuto
lavorare per 5 anni con
uno che è arrivato sotto la
Mole solo da qualche mese
è ignobile. Noi ricordiamo
agli inconsolabili che la
decisione di esonerare Sar-

ri non è stata presa dalle
zucche di Halloween ma
da dirigenti e presidente
della Juventus Fc, motivandola come necessaria
per dare maggiori stimoli
ai calciatori e perché, parole testuali “era finito un
ciclo”. Parole e musica di
Agnelli, Nedved, Paratici. E
loro, quando tracciano una
strada, nel bene e nel male,
non tornano certo indietro.
Fatevene una ragione. E
andate allo stadio.
Dario Santacroce