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Vangelo di Filippo .pdf



Nome del file originale: Vangelo di Filippo.pdf
Titolo: Vangelo di Filippo.PDF
Autore: Sergio De Ruggiero

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Il Vangelo di Filippo

Da un ebreo viene un ebreo, ed è detto proselito, ma da un proselito non viene
un proselito.
Certuni esistono e da essi vengono altri uguali a se stessi, mentre altri hanno
solo l’esistenza. Lo schiavo aspira soltanto ad essere libero, non cerca i beni
del suo padrone. Il figlio non è soltanto un figlio, ma aspira all’eredità del
padre.
Quelli che ereditano dai morti sono essi stessi morti ed ereditano ciò che è
morto. Quelli che ereditano da colui che è vivo sono essi stessi vivi e sono
eredi di ciò che è vivo e di ciò che è morto. Quelli che sono morti non ereditano
nulla: come può ereditare un morto? Se colui che è morto eredita ciò che è
vivo non morirà; colui che è morto vivrà ancora più a lungo.
Un pagano non muore: colui che non ha mai vissuto non può morire. Colui che
ha creduto alla verità ha trovato la vita: costui corre il pericolo di morire,
poiché egli vive.
Dopo che è venuto il Cristo, il mondo è creato, le città sono ornate, il morto
allontanato.
Quando eravamo ebrei eravamo orfani; avevamo soltanto la madre; ma
allorché siamo divenuti cristiani abbiamo avuto padre e madre.
Quelli che seminano d’inverno raccolgono d’estate: l’inverno è il mondo,
l’estate è l’altro eone.
Seminiamo in questo mondo, per poter raccogliere nell’estate. Perciò conviene
che non preghiamo durante l’inverno: dopo l’inverno vi è l’estate.
Colui che raccoglierà d’inverno in realtà non raccoglierà, ma soltanto
strapperà: in questo genere di cose non vi è altro modo di ottenere il raccolto.
Non soltanto adesso non porterà alcun frutto, non soltanto non uscirà, ma
anche nel sabato il suo campo sarà infruttuoso.
Il Cristo è venuto per liberare alcuni, per riscattare altri, per salvare gli altri.
Ha liberato coloro che erano stranieri, e li ha fatti propri. Ha separato i suoi e li
ha costituiti come pegno nella sua volontà.
Non soltanto allorché si manifestò egli depose - quando volle - la sua anima,
ma depose la sua anima fin da quando il mondo esiste. Quando volle, venne
anzitutto a liberarla poiché era trattenuta in ostaggio. Si trovava in mano ai
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briganti, era tenuta prigioniera, ma egli la riscattò e, nel mondo, ha redento i
buoni e i cattivi.
Luce e tenebre, vita e morte, destra e sinistra, sono tra loro fratelli. Non è
possibile separarli.
Perciò né i buoni sono buoni, né i cattivi sono cattivi, né la vita è vita, né la
morte è morte. Per questo ognuno si dissolverà nel suo stato originale. Ma
coloro che sono al dì sopra dei mondo, sono indissolvibili ed eterni.
I nomi dati alle cose terrestri racchiudono una grande illusione: infatti,
distolgono il cuore da ciò che è consistente per volgerlo a ciò che non è
consistente. Così, chi ode “Dio “ non afferra ciò che è consistente, ma afferra
ciò che non è consistente. Allo stesso modo è con “ il Padre “, “ il Figlio” e “ lo
Spirito Santo “, con “ la vita “ e “ la luce “ e “ la risurrezione “, con “ la Chiesa “
e con tutte le altre cose, non si afferra ciò che è consistente ma ciò che non è
consistente, a meno che, si sia arrivati a conoscere ciò che è consistente.
I nomi che si odono, sono nel mondo per indurre in inganno; se fossero
nell’eone non sarebbero mai stati usati come nomi nel mondo, né sarebbero
stati posti tra le cose terrestri. Essi hanno fine nell’eone.
Solo uno è il nome non pronunciato nel mondo: il nome dato dal Padre al
Figlio, il nome al di sopra di ogni cosa, il nome del Padre. Infatti, il Figlio non
sarebbe diventato Padre se non si fosse rivestito del nome del Padre. Quelli
che hanno questo nome lo conoscono, ma non lo pronunciano. Quelli, invece,
che non lo hanno, non lo conoscono.
Ma la verità addusse nel mondo dei nomi, poiché è impossibile insegnarla
senza nomi. La verità è una unità, ma è anche molteplicità per noi, affinché
impariamo tale unità attraverso la molteplicità.
Gli arconti vollero ingannare l’uomo, a motivo della sua parentela con quelli
che sono veramente buoni. Presero il nome di coloro che sono buoni e lo
attribuirono a coloro che non sono buoni, per poterlo ingannare mediante i
nomi e poterlo vincolare a quanti non sono buoni. In seguito, se essi Fanno
loro un favore, (gli arconti) li allontanano da quelli che non sono buoni e li
collocano tra i buoni, che essi conoscono. Essi, infatti, vogliono eliminare chi è
libero e farne un loro schiavo per sempre.
Vi sono forze che lottano contro l’uomo perché non vogliono che egli sia
salvato, si che esse possano...; poiché se l’uomo è salvato non avranno più
luogo i sacrifici.., e non saranno più offerti animali alle forze. Coloro che...
animali sono coloro che li offrono a quelle. Essi, invero, li offrivano viventi, ma
dopo averli offerti morivano. L’uomo, invece, fu offerto morto a Dio, ma egli
visse.
Prima della venuta di Cristo, nel mondo non c’era pane. Come nel paradiso - il
luogo dove era Adamo - vi erano molte piante per il cibo degli animali, ma non
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vi era il frumento per il cibo dell’uomo; l’uomo si cibava come gli animali. Ma
quando venne Cristo, l’uomo perfetto, portò il pane dal cielo, affinché l’uomo si
cibasse con il cibo dell’uomo.
Gli arconti pensavano che quanto facevano, fosse dovuto alla loro potenza e
alla loro volontà; ma era lo Spirito che, per mezzo loro, operava segretamente
ogni cosa secondo il suo desiderio.
La verità esiste fin dall’inizio ed è seminata ovunque: molti vedono che è
seminata, ma pochi sono coloro che la vedono raccolta.
C’è chi dice: “ Maria ha concepito per opera dello Spirito Santo “. Sbagliano.
Non sanno quello che affermano. Quando mai una donna ha concepito per
opera di una donna? Maria è la vergine che non fu mai contaminata da alcuna
forza. Essa è una grande maledizione per gli ebrei, cioè per gli apostoli e per
gli apostolici. Questa vergine non contaminata da alcuna forza... le forze hanno
contaminato se stesse. E il Signore non avrebbe detto: “Il Padre mio che è nei
cieli” se non avesse avuto un altro padre. Egli avrebbe detto semplicemente:
“Mio Padre”.
Il Signore disse ai discepoli: “ Portate fuori da ogni casa. Portate dentro la casa
del Padre. Ma non rubate, non prendete nulla nella casa del Padre, “Gesù “ è
un nome nascosto. “Cristo” è un nome manifesto. Per questo “ Gesù “ non si
trova in nessuna lingua, ma il suo nome è Gesù, come viene pronunciato. Il
suo nome è anche “ Cristo “: in siriaco è Messia, in greco, invece, è Cristo.
Ovunque, tutti gli altri l’hanno secondo la loro lingua.
“Il Nazareno” è colui che rivela ciò che è nascosto. Il Cristo ha in se stesso ogni
cosa: sia l’uomo, sia l’angelo, sia il mistero, e il Padre.
Coloro che affermano: “ Il Signore è morto e (poi) è risuscitato “, sbagliano.
Egli, infatti, prima risorse e (poi) morì. Chi non ottiene prima la risurrezione,
costui morirà. Poiché Dio vive, costui sarà (già) morto.
Nessuno nasconde in un vaso grande un oggetto grande e prezioso, ma spesso
valori incalcolabili sono posti in un vaso di poco conto. Così è dell’anima: è una
cosa preziosa posta in un corpo spregevole.
Alcuni temono di risuscitare nudi, perciò desiderano risuscitare nella carne.
Costoro non sanno che proprio quanti portano la carne sono nudi; mentre
quelli che si apprestano a spogliarsi non sono nudi. “ La carne e il sangue non
possono ereditare il Regno di Dio “.
Qual è quella che non può ereditare? Quella di cui ci siamo rivestiti. E qual è
quella che erediterà? E quella del Cristo e il suo sangue.
Perciò egli disse: “ Colui che non mangia la mia carne e beve il mio sangue non
avrà in sé la vita “. Che cosa significa? La sua carne è il Logos e il suo sangue è
lo Spirito Santo.
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Colui che ha ricevuto questo ha cibo, bevanda, e vestito. Io biasimo gli altri
che dicono: “ Non risusciterà! “. Allora sbagliano ambedue. Tu dici: “ La carne
non risusciterà! “. Ma, dimmi, che cosa risusciterà, affinché possiamo onorarti?
Tu dici: “ Lo Spirito è nella carne, e anche questa luce è nella carne “. Anche il
Logos è nella carne, poiché qualunque cosa tu menzioni, non menzioni nulla
fuori della carne. Bisogna risorgere in questa carne, giacché tutto esiste in
essa.
In questo mondo coloro che indossano vestiti sono migliori dei (loro) vestiti.
Nel Regno dei cieli i vestiti sono migliori di coloro che li indossano. Acqua e
fuoco purificano ogni luogo.
Il visibile per meno del visibile, il nascosto per mezzo del nascosto: vi sono
cose nascoste da ciò che è visibile. C’è acqua nell’acqua, c’è fuoco nell’unzione.
Gesù dissimulò segretamente ogni cosa. Egli, infatti, non si manifestò qual era
(realmente), ma si manifestò come lo si poteva vedere. Così si manifestò a
tutti. Si manifestò grande ai grandi. Si manifestò piccolo ai piccoli. Si manifestò
agli angeli come un angelo, e agli uomini come un uomo.
Perciò il suo Logos si è nascosto a tutti. Alcuni lo videro, credendo di vedere se
stessi. Ma quando, sul monte, egli apparve nella gloria ai suoi discepoli non era
piccolo; era grande, ma rese grandi i suoi discepoli affinché lo potessero
vedere nella sua grandezza.
In quel giorno, rendendo grazie, disse: “ Tu che hai congiunto la luce perfetta
con lo Spirito Santo, congiungi con noi gli angeli, (con noi che siamo loro)
“immagini”
Non disprezzate l’agnello, poiché senza di esso non è possibile vedere il re.
Nessuno - se è nudo - può avanzare verso il re.
I figli dell’uomo celeste sono più numerosi di quelli dell’uomo terrestre. Se
sono numerosi i figli di Adamo, quantunque muoiano, tanto più i figli dell’uomo
perfetto che non muoiono, ma sono continuamente rigenerati.
Il padre fa un figlio, ma il figlio non può fare un figlio: poiché colui che fu
generato non ha il potere di generare; un figlio può acquisire dei fratelli, non
dei figli.
Tutti coloro che sono generati nel mondo sono generati in modo naturale; ma
gli altri dallo Spirito.
Coloro che sono generati da lui gridano di quaggiù verso l’uomo (perfetto),
poiché sono nutriti dalla promessa del luogo celeste.
…dalla bocca, poiché se il Logos viene da quel luogo, egli nutre dalla sua bocca
e sarà perfetto.
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Il perfetto, infatti, concepisce e genera per meno di un bacio. E per questo che
noi ci baciamo l’un l’altro. Noi siamo fecondi dalla grazia che è in ognuno di
noi.
Tre persone camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella
di lei, e la Maddalena, detta la sua compagna. Maria, infatti (si chiamava) sua
sorella, sua madre, e la sua compagna.
“ Padre “ e “ Figlio “ sono nomi semplici. “ Spirito Santo “ è un nome doppio.
Essi, infatti, sono ovunque: sono in alto e sono in basso, sono nell’invisibile e
sono nel manifesto. Lo Spirito Santo è nel manifesto, è quaggiù; è
nell’invisibile, è in alto.
I santi sono serviti da forze malvagie: queste, infatti, sono accecate dallo
Spirito Santo affinché credano di servire uomini, mentre sono all’opera per i
santi. Per questo, allorché un discepolo pose un giorno una domanda al
Signore riguardo a questo mondo, egli rispose: “ Domanda a tua madre e lei ti
darà qualcosa che appartiene ad un altro.
Gli apostoli dissero ai discepoli: “ Ogni nostro sacrificio possa meritare il suo
sale! “.
Essi chiamavano “ sale “ Sofia: senza di essa nessun sacrificio è gradito.
Ma Sofia è una donna sterile, senza figlio; e per questo motivo è chiamata “
traccia di sale “. Ma ovunque essi saranno sarà (anche) lo Spirito Santo, e i
figli di lei sono molti.
Quanto appartiene al padre appartiene anche al figlio; però, fintanto che il
figlio è giovane, (il padre) non gli affida quanto è suo. Ma quando è diventato
uomo, il padre gli dà tutto ciò che gli appartiene.
Quelli che sbagliano sono generati dallo spirito; e seguitano a sbagliare anche
a causa dello spirito. Per questo, per mezzo dello stesso spirito si accende e si
spegne il fuoco.
Una cosa è Achamot e altra cosa è Echmot. Achamot è semplicemente la Sofia;
mentre Echmot è la Sofia di morte; (ed è) questa Sofia di morte che conosce la
morte, ed è chiamata la piccola Sofia.
Vi sono animali che sottostanno all’uomo, come il bue, l’asino e altri di questo
genere; vi sono pure animali che non sottostanno all’uomo, e vivono solitari
nei deserti. L’uomo lavora i campi con gli animali che gli sono sottomessi; e
con questo, egli nutre se stesso e gli animali, sia con quelli che gli sono
sottomessi sia con quelli che non gli sono sottomessi.
Allo stesso modo, l’uomo perfetto lavora con le forze che gli sono sottomesse,
e sostiene tutto a mantenersi efficiente. E in questo modo, infatti, che si
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consolida tutto il luogo, sia i buoni sia i cattivi, quelli della destra e quelli della
sinistra. Lo Spirito Santo li fa pascolare e governa tutte le forze, quelle che gli
sono sottomesse, quelle che non gli sono sottomesse, e le solitarie. Poiché egli
le unisce e le consolida affinché non...
Colui che è stato creato è bello e tu troveresti che i suoi figli sono una creatura
nobile; se non fosse stato creato, ma generato, tu troveresti che la sua
discendenza è nobile. Ma ecco che (non solo) fu creato (ma anche) generato.
Quanta nobiltà è questa!
Prima venne l’adultero e poi l’omicida; fu generato nell’adulterio: era, infatti,
figlio del serpente.
Perciò divenne omicida come suo padre e uccise suo fratello. Ogni unione che
si origina da cose dissimili è adultera.
Dio è un tintore. Come i colori buoni, quelli che diciamo autentici, muoiono con
le materie da essi tinte, così è pure della materia tinta da Dio. Ma poiché i suoi
colori sono immortali, essi (i colorati) diventano immortali grazie ai suoi colori.
Ora Dio immerge coloro che immerge nell’acqua.
E impossibile che uno veda qualcosa delle realtà essenziali, se non è diventato
come quelle. L’uomo, davanti alla verità, non si trova come di fronte al mondo:
vede il sole pur non essendo sole, vede il cielo, la terra e ogni altra cosa pur
non essendo nulla di tutto questo. Ma (se) tu hai visto qualcosa di quel luogo,
tu sei diventato quello (che hai visto). Tu hai visto lo Spirito, e tu sei diventato
Spirito; tu hai visto il Cristo, e tu sei diventato Cristo; tu hai visto il Padre, e tu
diventerai Padre.
Così in questo luogo vedi ogni cosa, ma non vedi te stesso; ma in quel luogo tu
vedrai te stesso e diventerai quello che tu vedi.
La fede riceve, l’amore dà. Nessuno può ricevere senza la fede. Nessuno può
dare senza l’amore. Per questo, appunto, crediamo, per ricevere veramente; è
così che possiamo amare e dare, giacché se uno non dà per amore, non trae
profitto da ciò che dà.
Colui che non ha ancora ricevuto il Signore è tuttora un ebreo.
Prima di noi, agli inizi, gli apostoli (lo) chiamavano così: “ Gesù, il Nazoreo,
Messia “ e cioè “ Gesù, il Nazoreo, il Cristo “. L’ultimo nome è “ Cristo “; il
primo è “Gesù”; quello di mezzo è “Nazareno”. “Messia” ha due significati:
“Cristo” e “ il limitato “. In ebraico, “Gesù” significa “redenzione”; “Nazara” la “
verità “: il Nazareno, dunque, è (quello della) “la verità”. Il Cristo è stato
limitato: “Il Nazareno” e “Gesù” lo hanno limitato.

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Una perla gettata nel fango non perde valore, né cosparsa di balsamo è più
preziosa: per il proprietario ha sempre lo stesso valore. Così è pure dei figli di
Dio: ovunque si trovano, mantengono sempre il loro valore presso il Padre.
Se dici: “ Sono ebreo “, nessuno si commuove; se dici: “ Sono romano “,
nessuno trema; se dici: “ Sono greco, barbaro, schiavo, libero “, nessuno si
agita. Se dici: “Sono cristiano”, trema il mondo. Riceva io questo segno che gli
arconti non possono sopportare, allorché odono il suo nome.
Dio è un mangiatore di uomini; per questo l’uomo gli è immolato. Prima che gli
si immolasse l’uomo, gli si immolavano animali, giacché coloro ai quali si
sacrificava non erano dèi. Vasi di vetro e vasi d’argilla sono fabbricati col fuoco.
Ma se si spezzano, i vasi di vetro sono rimodellati, perché furono prodotti
mediante un soffio; se invece si spezzano i vasi d’argilla, vanno distrutti,
perché furono fabbricati senza il soffio.
Girando attorno ad una mola un asino fece cento miglia; quando fu sciolto, si
trovò ancora allo stesso posto. Certi uomini camminano molto, ma non
arrivano mai da nessuna parte; quando per loro giunge la sera non vedono né
città né villaggio, né creazione né natura, né forza né angelo.
Miserabili, hanno sofferto invano.
L’eucaristia è Gesù, poiché in siriaco egli è detto Pharisata, cioè “ colui che è
disteso “: Gesù, infatti, venne per crocifiggere il mondo.
Il Signore entrò nella tintoria di Levi, prese settantadue colori, li gettò nel
calderone e li ritrasse tutti bianchi e disse: “ Il Figlio dell’uomo è giunto invero
come un tintore “.
La Sofia, chiamata “ sterile “, è la madre degli angeli; la compagna del Figlio è
Maria Maddalena.
Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli, e spesso la baciava sulla bocca.
Gli altri discepoli, vedendolo con Maria, gli domandarono: “ Perché l’ami più di
noi tutti? “. Il Salvatore rispose e disse loro: “ Com’è ch’io non vi amo quanto
lei? “.
Se si trovano in mezzo alle tenebre un cieco e uno che vede, non si
distinguono l’uno dall’altro.
Ma quando viene la luce, colui che vede vedrà la luce, mentre colui che è cieco
rimarrà nelle tenebre.
Il Signore ha detto: “ Beato colui che è prima di divenire. Poiché colui che è, è
stato e sarà “.

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La superiorità dell’uomo non appare agli occhi, ma è nascosta alla vista. Per
questo egli è signore degli animali, che sono più forti e grandi di lui sia per ciò
che appare sia per ciò che è nascosto, e provvede al loro sostentamento; ma
se l’uomo se ne separa, essi si uccidono e si mordono l’un l’altro: si divorano
l’uno con l’altro perché non trovano cibo. Adesso, però, hanno trovato cibo
perché l’uomo ha lavorato la terra.
Se uno scende nell’acqua, e ne risale senza avere ricevuto nulla, e dice: “ Io
sono cristiano “, costui si prende a prestito il Nome. Ma se riceve lo Spirito
Santo, costui ha il Nome come un dono. A colui che ha ricevuto un dono non lo
si domanda indietro; ma a colui che l’ha preso a prestito lo si chiede indietro.
Così accade a colui che sperimenta un mistero.
Grande è il mistero del matrimonio! Senza di esso non ci sarebbe il mondo,
giacché gli uomini sono consolidamento del mondo, e il matrimonio è il
consolidamento degli uomini. Comprendete la comunione immacolata, poiché è
dotata di una grande forza. La sua immagine è nella contaminazione del corpo.
Vi sono spiriti impuri maschili e (spiriti impuri) femminili: i maschili si
associano alle anime che hanno preso domicilio in corpi di femmine, e i
femminili sono associati a quelle dei corpi degli uomini, a motivo di colui che
disobbedì; e non sfugge loro alcuno - poiché essi lo trattengono -, a meno che
uno riceva una forza maschile e una forza femminile e cioè quella del fidanzato
e della fidanzata. Questo, poi, si riceve, in immagine, nella camera nuziale.
Quando donne sciocche vedono un uomo che se ne sta tutto solo, lo assalgono,
folleggiano e lo contaminano. Allo stesso modo, quando uomini sciocchi vedono
una bella donna tutta sola, la persuadono e le usano violenza perché vogliono
contaminarla. Ma se vedono un uomo e una donna insieme, le donne non
possono avvicinarsi all’uomo, e gli uomini non possono avvicinarsi alla donna.
La stessa cosa avviene quando l’immagine e l’angelo si uniscono: nessuno osa
andare verso l’uomo o verso la donna.
Colui che esce dal mondo non può più essere trattenuto, poiché è stato nel
mondo. È chiaro che egli è al di sopra del desiderio.., e della paura; è padrone
della natura; è al di sopra della gelosia.
Ma se viene il maligno, lo afferra e lo soffoca, come potrà fuggire le grandi
forze che stringono?
Come potrà nascondersi a esse?
Spesso certuni vengono a dire: “ Siamo fedeli! “ per sfuggire agli spiriti impuri
e ai demoni, Se, infatti, avessero lo Spirito Santo, nessuno spirito impuro si
accosterebbe loro.
Non avere paura della carne, e non amarla. Se tu ne hai paura, essa ti
dominerà. Se tu l’ami, essa ti divorerà e ti inghiottirà.
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E ciò avverrà in questo mondo o nella risurrezione o nei luoghi di mezzo. Non
capiti ch’io sia trovato in essi!
In questo mondo c’è del buono e del cattivo: il suo buono non è buono, e il suo
cattivo non è cattivo. Ma, dopo questo mondo, c’è qualcosa di veramente
cattivo, ed è il luogo di mezzo. Esso è la morte.
Fin che siamo in questo mondo conviene che acquistiamo la risurrezione
affinché, quando ci spogliamo della carne, ci troviamo nel riposo, non abbiamo
da andare nel luogo di mezzo: sono molti, infatti, coloro che sbagliano lungo il
cammino.
Conviene risalire da questo mondo, prima che l’uomo pecchi.
Alcuni né vogliono né possono (peccare). Altri, invece, anche se lo vogliono
(peccare) non sono migliori, perché non lo fanno, poiché questa volontà fa di
loro dei peccatori. Ma anche se qualcuno non vuole (peccare) la giustizia si
nasconderà a tutti e due, al non volere e al non fare.
Un apostolico vide in una visione, alcuni chiusi in una casa in fiamme e avvinti
a catene, che giacevano in preda al fuoco. C’era però dell’acqua in mezzo a
loro, ma inutilmente. Egli disse loro: “ Perché non possono essere salvati? “.
Egli rispose: “ Non lo vogliono. Ricevettero questo luogo come punizione,
(luogo) che è denominato “tenebra esteriore, stridore di denti” “.
L’anima e lo spirito sono nati dall’acqua e dal fuoco. Dall’acqua, dal fuoco e
dalla luce nacque il figlio della camera nuziale. Il fuoco è l’unzione, la luce è il
fuoco. Parlo non di questo fuoco che non ha forma, ma di quell’altro che ha la
forma bianca della bella luce e dà la bellezza.
La verità non è venuta nuda in questo mondo, ma in simboli e immagini. Non
la si può afferrare in altro modo.
Vi è una rigenerazione, e un’immagine di (questa) rigenerazione. Bisogna
veramente rinascere per mezzo dell’immagine.
Che cos’è la risurrezione?
L’immagine deve risorgere per mezzo dell’immagine. Lo sposo e l’immagine
penetrano nella verità per meno dell’immagine. Questa è l’apocatastasi.
Non solo è bene che quanti non hanno il nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo lo ottengano, ma che l’ottengano per se stessi. Se qualcuno non
li ha ottenuti per se stesso, sarà privato anche del nome. Ma egli li riceve con
l’unzione aromatica della forza della croce; (forza) che gli apostoli chiamano “
la destra “ e “ la sinistra “. Costui, infatti, non è più un cristiano, ma un Cristo.
Il Signore ha operato tutto in un mistero: battesimo, unzione, eucaristia,
redenzione, camera nuziale.
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Il Signore ha detto: “ Sono venuto per rendere le cose di quaggiù simili alle
cose di lassù, e le cose esterne simili alle cose interne. Sono venuto per unirle,
in quel luogo Egli si è manifestato, in questo luogo per mezzo di simboli e di
immagini.
Coloro che affermano: “ C’è un uomo celeste e uno al di sopra di luì “,
sbagliano. Poiché colui che si è manifestato in cielo è l’uomo celeste, ed è
chiamato: “ Colui che è quaggiù “. Colui al quale appartengono le cose
nascoste è al di sopra di lui. È dunque bene dire così: “ L’interno e l’esterno, e
l’esterno dell’esterno “. Perciò il Signore chiamò la corruzione “ tenebre
esteriori “, sebbene non abbia alcun esterno.
Egli ha detto: “ Il Padre mio che è nel segreto”. Ha detto: “ Entra nella tua
camera, chiudi la porta dietro di te e prega tuo Padre che è nel segreto “, che
si trova cioè all’interno di tutti loro. Ma ciò che è all’interno di tutti loro è il
Pleroma. Oltre quello, non c’è alcuno che sia all’interno di lui. Ed egli è colui del
quale fu detto che è al di sopra dì loro.
Prima del Cristo erano usciti molti; donde erano usciti non potevano più
ritornare, e donde erano entrati non potevano più uscire. Poi venne il Cristo:
fece uscire quelli che erano entrati, e fece rientrare quelli che erano usciti.
Nei giorni in cui Eva si trovava in Adamo, la morte non c’era; la morte
sopravvenne allorché Eva fu separata da lui. Se rientra in lui, e se egli la
prende in sé, la morte non ci sarà più.
“ Mio Dio, mio Dio, perché, Signore, mi hai abbandonato? “. Sulla croce egli
disse queste parole, perché là egli fu diviso. Chiunque fu generato da colui che
distrugge non proviene da Dio.
Il Signore risorse dai morti. Egli divenne com’è. Ma il suo corpo era perfetto.
Aveva sì la carne, ma questa carne è una vera carne. La nostra carne, invece,
non è vera; noi abbiamo solo un’immagine della vera.
Il letto nuziale non è per gli animali, né per gli schiavi, né per le donne impure,
ma per gli uomini liberi e per le vergini.
Certo, siamo stati generati nuovamente dallo Spirito Santo, tuttavia siamo
generati anche dal Cristo. Ambedue volte siamo stati unti nello Spirito; e
allorché fummo generati siamo stati riuniti.
Senza luce, nessuno può vedersi nell’acqua oppure in uno specchio, ma
neppure senza acqua e senza specchio potrai nuovamente vederti nella luce.
Per questo motivo è necessario battezzare nella luce e nell’acqua, in tutte e
due. Ora la luce è l’unzione.
A Gerusalemme tre erano le case che fungevano da luogo di sacrificio: una,
aperta dal lato occidentale, era detta “ il santo “; l’altra, aperta dal lato
meridionale, era detta “il santo del santo”; la terza, aperta dal lato orientale,
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era detta “ il santo dei santi “; in questo luogo penetrava soltanto il sommo
sacerdote.
Il battesimo è la casa “ santa “; l’unzione è “ il santo del santo “; la camera
nuziale è “ il santo dei santi “. Il battesimo comprende la risurrezione e la
redenzione. La redenzione ha luogo nella camera nuziale. Ma la camera nuziale
è superiore ad essa, poiché tu non troverai nulla come essa.
Quanti le sono familiari, sono coloro che pregano nel santo, in Gerusalemme.
In Gerusalemme vi sono alcuni che pregano aspettando il Regno dei cieli.
Costoro sono detti “ il santo dei santi “, poiché prima che il velo fosse
strappato, noi non avevamo altra camera nuziale, ma solo un’immagine della
camera nuziale che è lassù. E per questo che il velo fu strappato dall’alto al
basso, perché era opportuno che qualcuno andasse dal basso in alto.
Coloro che si sono vestiti della luce perfetta non sono visti e, quindi, non
possono essere trattenuti dalle forze: ci si riveste di questa luce nel mistero,
nell’unione.
Se la donna non si fosse separata dall’uomo, non sarebbe morta con l’uomo:
all’origine della morte ci fu la sua separazione. Perciò il Cristo è venuto a porre
riparo alla separazione che ebbe inizio fin dal principio, e a unire nuovamente i
due, a vivificare coloro che erano morti a motivo della separazione.
Ma la donna si unisce con suo marito sul letto nuziale: e coloro che sono uniti
sul letto nuziale, non si possono più separare. Eva si separò da Adamo perché
non si era mai unita con lui sul letto nuziale.
L’anima di Adamo proviene da un soffio; quello è il suo compagno. Lo spirito
che gli è stato dato è sua madre; la sua anima fu sostituita dallo spirito, che gli
era stato dato in sua vece. Allorché si unì a lui pronunciò parole incomprensibili
alle forze. Queste allora lo invidiarono, perché non possedevano l’unione
pneumatica... Tale divisione offri loro l’occasione di formarsi un simbolico letto
nuziale affinché gli uomini si contaminassero (in esso).
Sulle rive del Giordano, Gesù manifestò se stesso: vi era la pienezza del Regno
dei cieli. Colui che fu generato prima di tutto fu nuovamente generato. Colui
che all’inizio fu unto come Figlio, fu nuovamente unto. Colui che fu redento, a
sua volta ha redento (gli altri).
Se è lecito parlare di un mistero, il Padre del tutto si unì con la Vergine, che
era discesa dall’alto, e in quel giorno brillò per lei un fuoco. Egli apparve nel
grande letto nuziale. Perciò il suo corpo fu prodotto in quel giorno: lasciò il
letto nuziale, come uno che viene dallo sposo e dalla sposa. Così Gesù
raddrizzò il tutto, per mezzo loro, in esso. E necessario che ognuno dei
discepoli entri nel suo riposo.

11

Adamo fu prodotto da due vergini: dallo spirito e dalla terra vergine. Il Cristo,
perciò, nacque da una vergine, per correggere il passo falso verificatosi
all’inizio.
In mezzo al paradiso crescono due alberi: uno genera animali, l’altro genera
uomini. Adamo mangiò dell’albero che genera animali: divenne animale e
generò animali. Per questo i figli di Adamo venerano animali. L’albero di cui
Adamo mangiò il frutto è l’albero della conoscenza.
Questo è il motivo per cui aumentarono i peccati. Se egli avesse mangiato del
frutto dell’altro albero, cioè del frutto dell’albero della vita, quello che genera
uomini, allora gli dèi venererebbero gli uomini. Poiché all’inizio Dio creò l’uomo.
Ma ora gli uomini creano Dio.
Nel mondo le cose vanno così: gli uomini si fabbricano degli dèi e venerano le
loro creazioni. Sarebbe invece opportuno che gli dèi venerassero gli uomini.
In verità, le opere dell’uomo provengono dalla sua forza; perciò sono dette
forze. Le opere sono i suoi figli e provengono dal suo riposo; per questo la sua
forza ed è presente nelle sue opere, ma il suo riposo si manifesta nei suoi figli.
Troverai che tutto ciò si applica direttamente all’immagine, e questo è l’uomo
conforme all’immagine. Compie le sue azioni grazie alla sua forza, ma genera i
suoi figli grazie al suo riposo.
In questo mondo gli schiavi sono sottoposti agli uomini liberi. Nel Regno dei
cieli i liberi sono al servizio degli schiavi; i figli della camera nuziale sono al
servizio dei figli del matrimonio. I figli della camera nuziale hanno lo stesso
unico nome. Sugli uni e sugli altri regna il riposo. Non hanno più bisognò di
vedere perché godono della contemplazione, dotati della (facoltà) di
comprendere per mezzo del sentimento. Sono molti perché non pongono il loro
tesoro nelle cose di quaggiù, che sono vili, ma nelle glorie di lassù, sebbene
(ancora) non le conoscano.
Coloro che vogliono essere battezzati discendono nell’acqua. Ma il Cristo
uscendo (dall’acqua) la consacrò affinché coloro che ricevono il battesimo nel
suo nome siano perfetti. Egli, infatti, ha detto: “ Dobbiamo adempiere ogni
giustizia”.
Quanti affermano che prima si deve morire e poi risuscitare, si ingannano. Se
da vivi non ottengono la risurrezione, quando moriranno non otterranno nulla.
Allo stesso modo essi parlano del battesimo: affermano che il battesimo è una
grande cosa, poiché chi lo riceve vivrà.
L’apostolo Filippo disse: “ Il falegname Giuseppe, avendo bisogno di legna per
il suo mestiere, piantò un giardino; con gli alberi che aveva piantato fece la
croce, e il suo discendente fu sospeso a quello che egli aveva piantato: il suo
discendente è Gesù, l’albero è la croce”.

12

Ma l’albero della vita è in mezzo al giardino. Tuttavia è dall’ulivo che si estrae il
crisma, per mezzo del quale si ha la risurrezione.
Questo mondo è un divoratore di cadaveri: tutto ciò che vi si mangia muore di
nuovo.
La verità è una divoratrice di vita: quanti si nutrono di essa non moriranno.
Gesù venne da quel luogo, donde portò del cibo. A chi lo desidera ha dato la
vita, affinché egli non muoia.
Dio piantò un giardino. L’uomo fu posto nel giardino. Là erano molti alberi per
lui e l’uomo viveva in questo luogo con la benedizione e nell’immagine di Dio.
Di ciò che vi è in esso io mangio come voglio. Questo paradiso è il luogo nel
quale mi si dirà: “ Uomo, mangia questo! “ oppure: Mangia quello, come vuoi“.
Questo è il luogo nel quale io mangerò di tutto, poiché vi è l’albero della gnosi.
Quello ha ucciso Adamo, mentre in questo luogo l’albero della gnosi fece vivere
l’uomo. La legge era l’albero. Esso ha il potere di dare la conoscenza del bene e
del male: non l’esentò dal male né lo stabilizzò nel bene, ma predispose la
morte per quanti ne mangiarono. Poiché quando egli disse: “ Mangia di questo,
non mangiare di quello “, fu l’inizio della morte.
L’unzione è superiore al battesimo. E dall’unzione, infatti, che noi siamo stati
chiamati “ cristiani “, e non dal battesimo. Anche il Cristo fu chiamato (così) a
motivo dell’unzione: il Padre unse il Figlio, il Figlio unse gli apostoli, e gli
apostoli unsero noi. Colui che è stato unto possiede il tutto: possiede la
risurrezione, la luce, la croce, lo Spirito Santo. Il Padre gli ha dato questo nella
camera nuziale, egli (lo) ha accettato, Il Padre era nel Figlio, e il Figlio nel
Padre. Questo è il Regno dei cieli.
Bene disse il Signore: “ Alcuni entrarono nel Regno dei cieli ridendo, e
uscirono“. Essi non vi rimasero perché l’uno non era un cristiano, l’altro perché
in seguito rimpianse (la sua decisione).
Non appena il Cristo discese nell’acqua, ne uscì ridendo di tutto, non perché
fosse per lui un gioco, ma per l’assoluto disprezzo che ne aveva. Colui che
vuole entrare nel Regno dei cieli, vi giungerà. Se disprezza il tutto (di questo
mondo) e lo considera un gioco, ne uscirà ridendo.
E così anche del pane, del calice, dell’olio, anche se vi è qualcosa di più elevato
di questi.
Il mondo ebbe origine da una trasgressione. Colui, infatti, che lo ha creato
voleva farlo incorruttibile e immortale; ma falli, e non realizzò quanto sperava.
Poiché l’incorruzione del mondo non esisteva, non esisteva l’incorruzione di
colui che creò il mondo. Non vi sono, infatti, cose incorrotte, ma (solo) figli; e
nessuna cosa può ricevere l’incorruzione a meno che, prima, divenga fanciullo.
13

Ma colui che è incapace di ricevere, a maggior ragione è incapace di dare.
Il calice della preghiera contiene vino e acqua, essendo simbolo del sangue sul
quale si rendono grazie. Esso è ripieno dello Spirito Santo, e appartiene
all’uomo totalmente perfetto. Quando ne beviamo, riceviamo l’uomo perfetto.
L’acqua viva è un corpo; è necessario che ci rivestiamo dell’uomo vivo. Perciò
quando è in procinto di discendere nell’acqua, si sveste per rivestirsi di quello.
Un cavallo genera un cavallo, un uomo genera un uomo, un dio genera un dio.
Così è dello sposo e della sposa: i loro figli furono concepiti nella camera
nuziale. Fintanto che la legge era in Vigore, non c’è stato un ebreo (che sia
nato da un greco). Noi stessi in quanto stirpe cristiana, non discendiamo dagli
ebrei. C’era un’altra stirpe, e i suoi discepoli sono chiamati “ stirpe eletta del
Dio vivente “ e “ l’uomo vero “ e “ il Figlio dell’uomo “ e “ la discendenza del
Figlio dell’uomo “.
Questa, nel mondo, è chiamata la vera stirpe. Ovunque si trovano, là è il luogo
dei figli della camera nuziale.
Mentre, in questo mondo, l’unione (sessuale) è di un maschio e di una
femmina, come di forza e di debolezza; nell’eone l’immagine dell’unione
(spirituale) è diversa. Tuttavia noi lo chiamiamo con gli stessi nomi. Ma vi sono
altri nomi al di sopra di ogni nome con i quali è menzionato, e più forti del
forte. Poiché là ove si trova la violenza vi sono coloro che eccellono nella forza.
Queste non sono cose diverse, ma ambedue sono una stessa cosa. Questa è
una cosa che il cuore della carne non riuscirà mai a vincere.
A quanti hanno tutto non è forse necessario che tutti conoscano se stessi?
Alcuni, se non conoscono se stessi, non gioiscono di quello che possiedono. Ma
quelli che sono pervenuti alla conoscenza di se stessi ne gioiranno.
Non soltanto non riusciranno ad afferrare l’uomo perfetto, ma non riusciranno
a vederlo, poiché se lo vedessero lo afferrerebbero. Nessuno riuscirà a ottenere
questa grazia in alcun altro modo, se non rivestendosi della luce perfetta e
divenendo egli stesso luce perfetta. Colui che.si rivestirà di questa, entrerà nel
Regno. Questa è la luce perfetta, ed è necessario che - con ogni mezzo diventiamo uomini perfetti prima di uscire dal mondo.
Colui che ha ricevuto tutto ma non ha il dominio di questi luoghi, non riuscirà a
dominare questo luogo, ma andrà nel luogo di mezzo come imperfetto.
Soltanto Gesù conosce la fine di costui.
L’uomo santo è perfettamente santo anche nel suo corpo. Infatti, se ha
ricevuto il pane lo santificherà, o il calice o qualsiasi altra cosa riceva, egli la
purifica. E come non santificherà anche il corpo?
14

Come Gesù ha reso perfetta l’acqua del battesimo, così ha svuotato la mort e.
Perciò noi discendiamo sì nell’acqua, ma non discendiamo nella morte per non
venire gettati fuori nello spirito di questo mondo. Quando soffia lo spirito del
mondo, fa venire l’inverno. Quando soffia lo Spirito Santo fa venire l’estate.
Colui che ha la conoscenza della verità è libero. Ma colui che è libero non
pecca, poiché chi pecca è schiavo del peccato. La verità è la madre, ma la
conoscenza è il padre. Coloro ai quali è permesso di peccare, il mondo li
chiama liberi. A coloro ai quali non è permesso di peccare, la conoscenza della
verità innalza il cuore, e cioè li rende liberi e li innalza al di sopra di ogni luogo.
Ma l’amore edifica. E colui che è divenuto libero per mezzo della conoscenza,
per mezzo dell’amore, è schiavo per quanti non hanno ancora potuto innalzarsi
verso la libertà per mezzo della conoscenza. La conoscenza li rende capaci di
diventare liberi. L’amore non avoca a sé nulla. Anche di ciò che è suo non dice:
“ Quello è mio “ oppure: “ Questo è mio “. Ma dice: “Tutto questo è tuo!”.
L’amore spirituale è vino e balsamo. Ne gioiscono coloro che ne sono unti. Ne
gioiscono anche coloro che si mantengono separati, fintanto che gli unti sono
presso di loro. Se gli unti con il balsamo cessano (di stare) vicini e si
allontanano da loro, costoro, che non sono unti e si mantengono soltanto
separati da quelli, rimangono nuovamente nel loro cattivo odore.
Al ferito il samaritano diede soltanto vino e olio: non è altro che l’unzione. E
guarì le ferite; l’amore, infatti, copre una moltitudine di peccati.
Quelli che la donna genera rassomigliano a colui che ella ama: se è suo marito,
rassomigliano al marito; se è un adultero, rassomigliano all’amante. Spesso,
quando una donna dorme col marito per necessità, mentre il suo cuore si trova
con l’amante con cui è in comunione, colui che ella genera è generato
somigliante a questi.
Ma voi, che siete con il Figlio di Dio, non amate il mondo, amate il Signore,
affinché coloro che generate non rassomiglino al mondo, ma rassomiglino al
Signore.
L’uomo si associa con l’uomo, il cavallo si associa con il cavallo, l’asino si
associa con l’asino: le specie si associano con quelli della loro specie. Allo
stesso modo, lo Spirito si associa con lo Spirito, il Logos è in comunione col
Logos, e la luce è in comunione con la luce. Se tu diventi uomo, l’uomo ti
amerà. Se tu diventi Spirito, lo Spirito si porrà in comunione con te. Se tu
diventi Logos, il Logos sarà in comunione con te. Se tu diventi luce, la luce
sarà in comunione con te. Se tu diventi ciò che è in alto, ciò che è in alto si
riposerà su di te. Se tu diventi un cavallo, o un asino, o un vitello, o un cane, o
un montone, o un qualsiasi altro animale che sì trovano al di fuori e al di sotto,
tu non potrai essere amato né dall’uomo né dallo Spirito né dal Logos né dalla
luce né da ciò che è in alto né da ciò che è all’interno. Questi non potranno
riposarsi in te, e tu non avrai parte in loro.
15

Colui che è schiavo contro la sua volontà potrà diventare libero. Colui che era
libero in grazia del suo signore, e si è venduto in schiavitù, non potrà più
diventare libero.
L’agricoltura del mondo abbisogna di quattro elementi: si accumula nel granaio
quanto proviene dall’acqua, dalla terra, dal vento e dalla luce. Anche
l’agricoltura di Dio abbisogna di quattro elementi: la fede, la speranza, l’amore
e la gnosi. La nostra terra è la fede nella quale affondiamo la radice; l’acqua è
la speranza della quale ci nutriamo; il vento è l’amore per mezzo del quale
diventiamo grandi; e la luce è la gnosi per mezzo della quale maturiamo.
Anche la grazia abbisogna di quattro clementi: essa è terrestre, è celeste, essa
proviene dall’alto dei cieli, e risiede nella verità.
Beato colui che non ha rattristato un’anima. Costui è Gesù Cristo. Egli è venuto
in ogni luogo e non ha oppresso alcuno. Perciò, beato chi è come lui, perché è
un uomo perfetto. Egli, infatti, è il Logos.
Poneteci domande su di lui, poiché è difficile presentarlo. Come potremmo
portare a compimento questo grande compito? Come darà egli riposo ad
ognuno?
Innanzi tutto, non è giusto affliggere alcuno - sia grande sia piccolo sia infedele
sia fedele - e in seguito - offrire conforto soltanto a coloro che provano
soddisfazione nel compiere il bene. Alcuni traggono profitto nell’offrire conforto
a chi sta bene. Chi compie il bene non può offrire conforto a costoro, poiché è
contro la sua volontà. Ma egli non può affliggere, a meno che operi affinché
opprimano se stessi. Colui, invece, che sta bene talvolta li affligge: non che
egli lo voglia espressamente, è piuttosto la loro malignità che li affligge. Colui
che ha la natura (buona) gioisce del bene; ma a causa di ciò alcuni si
affliggono malamente.
Un capofamiglia acquista ogni cosa: figli, servi, animali, cani, maiali, grano,
orzo, paglia, erba, ossi, carne e ghiande. E un uomo saggio, e conosce il
nutrimento adatto a ognuno: mette pane, olio d’oliva e carne davanti ai figli;
pone olio di ricino e grano davanti ai servi; getta agli animali orzo, paglia ed
erba; getta ossa ai cani; ai maiali getta ghiande e avanzi di pane.
Si comporta così anche il discepolo di Dio. Se è saggio, comprende le qualità di
un discepolo; le forme corporee non l’inducono in errore; valuta piuttosto la
disposizione d’animo di ognuno e parla con lui. Nel mondo vi sono molti animali
che hanno forma umana; allorché egli li riconosce, getta ghiande ai maiali,
getta orzo, paglia ed erba agli animali, getta ossi ai cani. Ai servi dà gli inizi
(delle lezioni), ai fanciulli dà (l’insegnamento) perfetto.
C’è il Figlio dell’uomo, e c’è il figlio dei Figlio dell’uomo. Il Figlio dell’uomo è il
Signore; il figlio del Figlio dell’uomo è colui che è stato creato dal Figlio
dell’uomo. Il Figlio dell’uomo ricevette da Dio il potere di creare. Egli può anche
generare.
16

Colui che ha ricevuto (il potere) di creare è una creatura. Colui che ha ricevuto
il potere di generare è un generato. Chi crea non può generare. Chi genera può
creare.
Ma si dice: “ Chi crea, genera “. Tuttavia la sua generazione è una creatura:
poiché i suoi generati non sono i suoi figli, ma sue creazioni. Chi crea, lavora in
modo visibile, ed è egli stesso visibile.
Chi genera, genera in segreto ed è egli stesso nascosto, stando con la sua
immagine. Chi crea, crea apertamente, ma colui che genera, genera figli in
segreto.
Nessuno è capace di conoscere il giorno in cui l’uomo e la donna si uniscono,
eccetto loro due.
Infatti, nel mondo, il matrimonio è un mistero per coloro che hanno preso
moglie.
Se il matrimonio della contaminazione è nascosto, a maggior ragione il
matrimonio immacolato è un vero mistero. Non è carnale, ma puro. Non
appartiene alla passione, ma alla volontà. Non appartiene alle tenebre o alla
notte, ma appartiene al giorno e alla luce.
Quando un matrimonio è senza veli, diventa prostituzione; e la sposa si
prostituisce non soltanto quando accoglie il seme di un altro uomo, ma anche
quando lascia la camera da letto ed è vista.
Ella può manifestarsi soltanto a suo padre, a sua madre, all’amico dello sposo
e ai figli dello sposo: a costoro è permesso di entrare tutti i giorni nella camera
nuziale. Ma gli altri non possono che desiderare di udire la sua voce, di gioire
del suo profumo, e nutrirsi delle briciole di pane che cadono dalla tavola, come
i cani. Gli sposi e le spose appartengono alla camera nuziale; nessuno potrà
vedere lo sposo e la sposa, a meno che lo diventi.
Quando Abramo gioì perché avrebbe visto quanto stava per vedere, circoncise
la carne del suo prepuzio, insegnandoci così che è necessario distruggere la
carne.
Molte cose, in questo mondo, stanno ritte e vivono fino a tanto che le loro parti
interiori sono nascoste; ma quando vengono allo scoperto muoiono, com’è
provato dall’uomo visibile. E, infatti, fintanto che le viscere dell’uomo sono
nascoste, l’uomo è vivo; ma se le sue viscere sono esposte ed escono da lui,
l’uomo morirà. Così è pure dell’albero: fintanto che la radice è nascosta,
fiorisce e cresce; ma se la radice è esposta, l’albero secca. Così è d’ogni
prodotto del mondo, sia per ciò che è esposto sia per ciò che è nascosto.
Poiché fintanto che la radice del male è nascosta, è forte; ma quando è
scoperta si dissolve. Se si manifesta, viene distrutta.

17

Perciò il Logos dice: “ L’ascia è già posta alla radice degli alberi “. Non taglierà
- ciò che è tagliato spunta di nuovo -; l’ascia, invece, taglierà in profondità fino
ad estirpare la radice. Gesù ha reciso la radice di tutto il luogo, ma gli altri
(soltanto) parzialmente. Quanto a noi, ognuno scavi fino alla radice del male
che è in lui, lo sradichi dal suo cuore fino alla radice.
Ma esso sarà sradicato, se noi lo riconosceremo. Se, invece, lo ignoriamo si
radicherà in noi e produrrà i suoi frutti nel nostro cuore. Esso impera su di noi.
Siamo suoi schiavi, ci rende prigionieri, sicché facciamo ciò che non vogliamo e
non facciamo ciò che vogliamo. Esercita un grande potere perché non
l’abbiamo scoperto. Fintanto che esiste, è operante. L’ignoranza è la madre
d’ogni male. L’ignoranza si risolverà in morte, perché quanti provengono
dall’ignoranza non erano, non sono, non saranno.
Ma quelli che sono nella verità saranno perfetti, quando sarà rivelata tutta la
verità. La verità, infatti, è come l’ignoranza: nascosta, rimane in se stessa;
manifesta e riconosciuta, è glorificata, essendo tanto più forte dell’ignoranza e
dell’errore. Essa dà la libertà. Il Logos ha detto: “ Se voi conoscerete la verità,
la verità vi farà liberi “. L’ignoranza è schiava. La gnosi è libertà. Se
conosciamo la verità, troveremo in noi stessi i frutti della verità. Se ci uniamo a
essa, porterà il nostro Pleroma.
Adesso abbiamo (le parti) visibili della creazione. Siamo soliti dire: “ Le cose
potenti sono rispettabili, mentre le cose nascoste sono deboli e spregevoli “. Il
contrario è delle cose rivelate dalla verità: sono deboli e spregevoli, mentre le
cose nascoste sono potenti e rispettabili. I misteri della verità sono rivelati per
mezzo di tipi e di immagini. Ma la camera nuziale resta nascosta: è il santo del
santo.
All’inizio, infatti, il velo nascondeva, in certo modo, il controllo dei creato da
parte di Dio. Ma allorché il velo si squarciò, e l’interno sarà manifesto, questa
casa sarà lasciata deserta, meglio, sarà distrutta. Ma non tutta la divinità
fuggirà da questi luoghi nel santo dei santi, giacché non potrà unirsi alla luce
pura e alla pienezza senza deficienza, bensì sarà sotto le ali della croce e sotto
le sue braccia. Quest’arca sarà la sua salvezza, allorché su di quelle si
alzeranno le acque del diluvio.
Coloro che fanno parte della tribù sacerdotale, potranno penetrare al di là del
velo, insieme col sommo sacerdote, Per questo il velo non si è squarciato
soltanto in alto, poiché si sarebbe aperto unicamente per quelli dall’alto; né si
squarciò soltanto in basso, perché si sarebbe manifestato unicamente per
quelli dal basso. Ma si è squarciato dall’alto in basso. Quelli dall’alto hanno
aperto per noi che siamo dal basso, affinché possiamo entrare nel segreto della
verità.
Ciò è veramente degno di rispetto, poiché è potente! Ma noi vi penetreremo
per mezzo di tipi spregevoli e di forme deboli. Spregevoli rispetto alla gloria
perfetta. C’è una gloria che oltrepassa la gloria. C’è una potenza che supera la
18

potenza. Perciò ci è stato aperto quanto è perfetto, e il segreto della verità; il
santo dei santi si è manifestato, e la camera nuziale ci ha invitato.
Fintanto che ciò è nascosto, la malignità è impotente; non è stata sottratta al
seme dello Spirito Santo: sono i servi della cattiveria. Ma quando sarà rivelato,
si manifesterà; e allora la luce perfetta si diffonderà su ognuno, e tutti coloro
che saranno in essa riceveranno l’unzione. Gli schiavi, allora, saranno liberi, e i
prigionieri saranno riscattati.
Ogni pianta non piantata dal Padre mio che è nei cieli, sarà sradicata “. Coloro
che sono separati saranno uniti e ricolmi. Tutti coloro che entreranno nella
camera nuziale accenderanno la luce; non come si accende nei matrimoni (di
quaggiù) che avvengono di notte.
Il fuoco brucia soltanto nella notte; poi si spegne. Ma i misteri di questo
matrimonio si compiono di giorno e di notte. Quel giorno e quella luce non
tramontano.
Se qualcuno diventa figlio della camera nuziale riceverà la luce. Se qualcuno
non la riceve, mentre si trova in questi luoghi, non la potrà ricevere nell’altro
luogo. Chi riceverà quella luce non sarà visto, ne potrà essere preso; costui
non potrà essere molestato, anche se vive nel mondo. E, ancora, quando
abbandona il mondo egli ha già ricevuto la verità per mezzo di immagini.
Il mondo è diventato un eone, perché l’eone è, per lui, pienezza. £ in questo
modo: è rivelato soltanto a lui; non è nascosto nelle tenebre e nella notte, ma
è nascosto in un giorno perfetto e in una luce santa.

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