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LaCittàDeiDogi 20080217 S.MariadeiMiracoli.pdf


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La Città dei Dogi ~ Le Storie
S.Maria dei Miracoli, 17 Febbraio 2008
[gondola - canale] accomodato fra ampi panneggi, protetto alla vista di occhi
indiscreti dal felze, si sta strofinando le punta delle dita della destra, affusolate e
femminee, con lentezza. Mai dare nulla per scontato; ma se dovesse scommettere,
beh, scommetterebbe che lei verrà...

Emmanuelle du Soleil [esterno] si controlla le spalle di nuovo, dubita che quelcuno
possa averla seguita... ma quanto vorrebbe ora che qualcuno lo avesse fatto...
Eppure lo sapevano... scuote la testa: se le parti fossero state invertite fra lei ed il
Colonna... no... lui non sarebbe stato solo lì. Venezia pigra, Venezia tollerante,
Venezia falsa... pochi passi ed è alla porta: inutile cercare gli sgherri del
Camerlengo... sapere dove sono e quanti sono non la aiuterà. La mano trema quando
si posa sul portone. Guantata di nero, ora lo spinge per entrare.

[gondola - canale] fuori, uno davanti ed uno dietro al felze, sono seduti due delle
sue guardie. Basteranno. La gondola viene accostata giusto pochi attimi dopo che
Emmanuelle è entrata... <Controllate> è l'ordine impartito con voce nasale da dentro
la struttura lignea e di panno nero...

Emmanuelle du Soleil è dentro ora ed i suoi passi risuonano sui marmi policromi...
pochi passi ed è oltre quello strano soppalco che affligge con il suo legno coloro che
entrano... qualche candela di devozione rischiara la volta a botte... Solo in questo
momento ricorda che lì, lei chiese al Falier di entrare nei Signori de Note...

il controllo viene fatto con rapidità. E brevi sono le frasi in replica a quel comando. Il
gondoliere apre il felze. Silenzio mentre il Camerlengo ne esce e si fa aiutare per
mettere il primo piede a terra... un cenno i due vanno alla porta e la aprono.

Ambrosia [Calli] A lungo è rimasta ferma sotto al portone di Cà Goldoni. A lungo ha
ripensato ad Emmanuelle, ormai divenuta parte della notte. Alle sue parole, si, ma
ancor più al suo viso. Ha fissato quella spada, e poi ha capito. Ha capito cosa doveva
fare... Non si è preoccupata di indossare ancora la mantella, quel freddo che sentiva
non era per la temperatura bassa. Ora correva quanto più veloce possibile per il
ponte, per le calli. Il fiato corto, il cuore in gola... l'arma tra le mani, quel "pezzo di
carta" nascosto tra i seni... Corre, corre.

Emmanuelle du Soleil si volta quando sente che la porta viene aperta alle sue
spalle... trattiene il respiro e solo ora che non sente la costrizione del corpetto di
cuoio si rende conto che non l'ha indossato questa notte...

<M.lle mi deludete...> dice il Camerlengo non appena ha messo un piede dentro la
chiesa <una donna in un luogo come questo senza il capo coperto...> si scosta dalla
porta, raccoglie uno dei panneggi che indossa per scostarlo dalla traiettoria del